WTA IW: "Ahia!" Kiki, Vesnina in finale con Kuznetsova

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WTA IW: “Ahia!” Kiki, Vesnina in finale con Kuznetsova

INDIAN WELLS – Elena Vesnina, ordinata e grintosa, vince un match a corrente alternata contro Kiki Maldenovic. Finale con Svetlana Kuznetsova, perfetta nei momenti importanti contro Karolina Pliskova, battuta con due tie-break

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[8] S. Kuznetsova b. [3] Ka. Pliskova 7-6(5) 7-6(2) (da Indian Wells, Vanni Gibertini)

Dieci anni dopo la sua prima finale ad Indian Wells, Svetlana Kuznetsova torna ad essere protagonista dell’atto conclusivo del BNP Paribas Open dopo una prova di grande carattere contro la n.3 del mondo Karolina Pliskova, che ha pagato a caro prezzo la partenza lenta e gli errori gratuiti nei due tie-break. Complessivamente la ceca non è stata inferiore alla sua avversaria per quanto mostrato in campo, ma è stata troppo poco continua ed è mancata nei momenti decisivi del match.

L’uscita dai blocchi è decisamente favorevole a Svetlana Kuznetsova, che con un tennis pulito ed ordinato riesce a spostare una Pliskova insolitamente passiva e disposta a farsi portare fuori dal campo senza abbozzare alcun tipo di reazione. In un nonnulla la russa arriva sul 3-0 pesante e si porta 40-15 per issarsi sul 4-0, quando a svegliare gli spalti dello Stadium 1 (ben colorati di verde in occasione del giorno di San Patrizio) arriva il primo diritto ben assestato da Pliskova, un lungolinea vincente che segna il vero ingresso in campo della ceca. Svetlana cerca di spostare l’avversaria per aprire il campo ai suoi lungolinea, mentre Karolina prova a fare ciò che deve fare, ovvero cercare pressione (e vincenti) il più presto possibile. Un doppio fallo di Kuznetsova ed un nastro fortunato di Pliskova causano il primo controbreak, la ceca prende il comando delle operazioni sulla propria battuta, concedendo quattro quindici in quattro turni di servizio, ma trovandosi comunque a fronteggiare un set point sul 3-5, ben annullato in ogni modo da un ace. Nel momento in cui serve per il set, però, Svetlana è troppo attendista, cerca gli angoli ma non in maniera sufficientemente efficace, prestando il fianco alle accelerazioni di Katerina. Si arriva al tie break con Pliskova che ha fatto segnare quattro punti in più dell’avversaria, ma che cede subito il primo punto sul proprio servizio con un gratuito di rovescio. Gli errori della ceca mandano Kuznetsova a quattro set point sul 6-2: i primi tre se ne vanno uno dopo l’altro (uno dei quali con un doppio fallo) ma sul quarto un passante di diritto di Kuznetsova chiude il primo set dopo 60 minuti di gioco.

 

Nonostante il set sia stato ad appannaggio della russa, l’inerzia del gioco è certamente dalla parte di Pliskova, che con due risposte vincenti conquista il break in apertura di secondo parziale, per poi lasciarselo strappare banalmente subito dopo inanellando una preoccupante serie di gratuiti. Kuznetsova ritorna a non approfittare delle opportunità di break sul 3-2 quando sono due vincenti di Katerina a cancellare perentoriamente le uniche chance del set di avere un game che va contro la regola della battuta. Si arriva ad un altro tie-break, dove sono ben cinque i gratuiti della Pliskova, la quale si arrende definitivamente con un diritto in corridoio ed una racchetta che vola laconicamente in mezzo alla rete.

Con questa vittoria Kuznetsova conquista la sua terza finale ad Indian Wells, dopo quelle entrambe perdute nel 2007 e nel 2008, e sale alla settima posizione del ranking WTA, con la possibilità in caso di vittoria di salire un ulteriore gradino, raggiungendo il suo miglior ranking dal maggio 2010.

[14] E. Vesnina b. [28] K. Mladenovic 6-3 6-4 (da Indian Wells, Luca Baldissera)

vesnina Indian Wells 2017

Scendono le prime ombre della sera sul deserto della California, dopo il completamento (purtroppo per Nick Kyrgios, e per gli spettatori, solo a metà) dei quarti di finale maschili, che ha portato in semifinale Roger Federer contro Jack Sock, e Stan Wawrinka contro Pablo Carreno Busta. Tocca alle ragazze giocare per definire chi saranno le finaliste dell’edizione 2017 del BNP Paribas Open, il premier mandatory di Indian Wells. Si affrontano per prime la francese Kristina Mladenovic (23 anni, 26 WTA), e la russa Elena Vesnina (31 anni, 15 WTA). I due precedenti sono stati vinti da Elena, erano primi turni, Estoril 2014 (terra, 6-4 6-1) e Aucland 2015 (cemento, 7-6 6-2). Per entrambe è la prima volta in semifinale in un torneo di questa caratura. Come sempre è una bellissima serata, perfette le condizioni di gioco, buon pubbilco.

Al via Vesnina con la battuta, gli “Ahia!!” sono da subito belli convinti, 1-0, tra le due debuttanti a questo livello sembra più emozionata Mladenovic, che sbaglia qualcosa e concede il 15-40 e due palle break nel secondo game, ma è brava ad annullarle con la seconda palla e un grande drop-shot, poi ne arriva una terza, e l’errore di dritto la condanna, 2-0. In un attimo, Elena tiene e sale 3-0, decisamente la più centrata delle due è lei per ora, sicuramente l’età e l’esperienza contano in queste situazioni. Gran risposte e pressione della russa, e secondo break per lei, a 15, 4-0, e poco dopo 5-0, l’inizio contratto di Kiki si sta rapidamente trasformando in tracollo, è sinceramente strano che la francese non richieda l’intervento, magari anche solo per calmare la tensione e sciogliersi mentalmente, della madre/coach. In ogni caso, tiene a 15 Mladenovic servendo bene, 5-1, poi va 15 -40 conquistando le prime due palle break, e sulla seconda il doppio fallo di Vesnina le consegna il game, 5-2. Si è decisamente svegliata Kiki, spinge bene e da gran doppista qual è piazza ottimi colpi al volo, 5-3, si sta riaprendo il set. Ma la russa reagisce, aumenta il volume degli strilli e l’intrensità della spinta, tiene a zero e chiude il primo parziale, 6-3. Scende la signora Mladenovic a parlottare con la figlia.

Di nuovo aggressiva Elena, e fallosa Kiki, break in avvio di secondo set, 1-0, poi palla del contro break per la francese, fallita con un errore di dritto, Vesnina sale 2-0. Ricominciano i problemi per la francese, la cui poca lucidità sia tattica che tecnica viene ben esemplificata dalla palla lasciata a rete e finita dentro di una spanna che le costa la palla del secondo break, salvata con la battuta. Si continua a lottare in questo terzo game, arriva un’altra palla break, su cui un bruttissimo smash di Mladenovic, che lo aggredisce fuori ritmo con gli appoggi affossandolo in rete, regala il 3-0 a Elena. Che in ossequio all’alternanza di passaggi a vuoto della partita a cui abbiamo assistito finora, si distrae, va sotto 15-40, e cede la battuta (gran dritto di Mladenovic sulla seconda occasione), 3-1. Ma è solo un momento, perchè complici diverse scelte infelici della francese (un serve&volley mal concepito e concluso con una volèe sotto il nastro, per esempio) le costano l’ennesimo break, 4-1 e servizio Vesnina, può perderla solo lei adesso. Scende ancora la mamma di Kiki, ma la situazione è compromessa, a 15 si prende il 5-1 Elena, il traguardo di una vita (in singolare) è a portata di mano. Il doppio fallo della francese che dà a Vesnina il 30-40 e il primo match point sa di resa, ma si salva attaccando bene Mladenovic, bravissima a rete, suo il vantaggio, poi ancora parità su un ottimo dritto di Elena, e alla fine un gran rovescio di Kiki le consente di accorciare, 5-2. E sul 30-0 tre gran cose (due palle corte e un rovescio) di Mladenovic portano la francese a palla break, trasformata grazie a un errore di Vesnina, 5-3. A zero tiene la battuta la francese, che sta avendo un buonissimo sussulto d’orgoglio, chissà se basterà, 5-4. Momento della verità per Elena, vediamo come se la cava.

Attacca la russa senza paura, bene con le accelerazioni da metà campo come in tutto il match, va 40-15, e l’ultimo “Ahia!!” è quello buono, servizio vincente e prima finale a livello premier mandatory per lei. Successo meritato di Vesnina, un po’ sotto tono Mladenovic, ma ottimo torneo per Kiki. Brava Elena, ci vediamo domenica.

Risultati:

[14] E. Vesnina b. [28] K. Mladenovic 6-3 6-4
[8] S. Kuznetsova b. [3] Ka. Pliskova 7-6(5) 7-6(2)

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WTA Nottingham: Konta guida il tabellone. Giorgi out, entra Di Giuseppe come lucky loser

Gatto-Monticone sfiderà la statunitense Dolehide, mentre Di Giuseppe attende la cinese Xiyu Wang. Fuori anche Danielle Collins

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Johanna Konta a Nottingham (2017)

Lo spostamento di una settimana del Roland Garros ha fatto in modo che la stagione su erba prendesse il via in contemporanea con la seconda settimana dello Slam parigino. Il primo torneo femminile della stagione sarà il Viking Open Nottingham, categoria WTA 250, il cui tabellone vedrà al via ben 48 atlete, con le 16 teste di serie che beneficeranno di un bye al primo turno. 

La testa di serie numero 1 del tabellone è la atleta di casa Johanna Konta, numero 20 del ranking WTA. La 30enne, nata a Sidney, è stata eliminata al primo turno a Parigi e finora è stata protagonista di un pessimo 2021, nel quale ha ottenuto solo tre successi. Al secondo turno attende la vincente della sfida tra l’australiana Inglis e l’olandese Pattinama Kerkhove (qualificata).

(parte alta del tabellone: clicca per ingrandire)

La testa di serie numero 2 è l’americana Alison Riske. La numero 28 ha saltato lo Slam francese a causa dell’infortunio al piede sinistro che l’aveva costretta al ritiro a Roma. Il ritorno in campo avverrà al secondo turno, dove affronterà la vincente della sfida tra la 20enne cinese Xiyu Wang (n. 145) e la nostra Martina Di Giuseppe (n. 194). L’azzurra, sconfitta nel turno di qualificazione dall’inglese Moore, è stata ripescata come lucky loser dopo i forfait di Giorgi e Collins arrivati a tabellone compilato. Tra la Di Giuseppe e la giovane cinese vi è un unico precedente datato 2018, quando l’azzurra si impose in tre set nel torneo ITF di Madrid 2.

 
(parte alta del tabellone: clicca per ingrandire)

Accreditata della testa di serie numero 3 Donna Vekic (n.36), vincitrice del torneo inglese nel 2018 in finale proprio contro Konta. La croata affronterà la vincente della sfida tra la svizzera Kung e la qualificata britannica Grey. Testa di serie numero 4 per Shuai Zhang (n.46) che completa il quadro delle top-50 presenti al via. Per la cinese al secondo turno una tra la connazionale Xinyu Wang e l’australiana Arina Rodionova.

Oltre a Di Giuseppe, per i colori italiani al via anche Giulia Gatto-Monticone (n.172), che al primo turno affronterà la 22enne americana Caroline Dolehide (n. 164). L’unico precedente tra le due è datato febbraio 2020; nel turno di qualificazione del WTA di Acapulco, la statunitense sconfisse l’italiana in due set. La vincente di questo match troverà al secondo turno la testa di serie numero 17 Tereza Martincova (n. 94), rientrata all’ultimo minuto nel seeding assieme a McHale (18° e ultima testa di serie).

Il tabellone completo del torneo


Articolo a cura di Giuseppe Di Paola

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WTA Strasburgo: primo titolo in carriera per Barbora Krejcikova

La ventiseienne ceca ha sconfitto Sorana Cirstea nell’ultimo torneo di preparazione al Roland Garros

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Barbora Krejcikova - WTA Strasburgo 2021 (via Twitter, @WTA_Strasbourg - ph. Michel Grasso)

Alla terza finale, Barbora Krejcikova è riuscita a conquistare il suo primo titolo WTA, sconfiggendo Sorana Cirstea per 6-3 6-3 in 99 minuti – grande soddisfazione per la tds N.5 dopo aver sfiorato il titolo a Dubai lo scorso marzo, e seconda vittoria su tre confronti diretti. Niente seconda vittoria stagionale dunque per Cirstea, che a Istanbul era riuscita a conquistare il suo primo titolo dopo 13 anni. Sostanziali guadagni in classifica per entrambe: Krejcikova ritoccherà il proprio best ranking al N.33 (N.12 nella Race, prima tennista della Repubblica Ceca), mentre Cirstea guadagnerà otto piazze per salire al N.53 (27 nella Race).

Krejcikova è scappata subito, sfruttando i suoi colpi carichi per aprirsi il campo dandosi al contempo un buon margine di sicurezza contro i colpi semi-piatti dell’avversaria, che ha finito con 44 non forzati. Nel primo gioco ha breakkato alla terza opportunità (sopraggiunta con una risposta di inside-in di rovescio), quando ha utilizzato un paio di chop di dritto per mandare fuori giri Cirstea, che ha messo un colpo in rete. La ceca è stata micidiale con la prima nel parziale (14 su 17) ed è salita sul 4-0.

Proprio nel quarto game, però, Cirstea ha iniziato a trovare di più il campo e a sfruttare qualche doppio fallo di troppo dell’avversaria (10 alla fine), procurandosi tre palle break non consecutive. Pur non riuscendo a passare in quella circostanza, la giocatrice rumena è infine riuscita a riavvicinarsi quando Krejcikova ha servito per il set sul 5-2 (la ceca stava avendo un problema con le lenti a contatto, cambiate a cavallo fra i due parziali), solo per perdere nuovamente la battuta (senza riuscire a sfruttare due opportunità di chiudere il game) e concedere il set dopo 54 minuti – Krejcikova è salita a set point con una risposta di dritto fra i piedi di Cirstea, e ha chiuso con un eccellente uncino di dritto.

 

Il secondo set si è aperto con un primo game interminabile; Cirstea è riuscita a conquistare il break quando Krejcikova ha commesso due doppi falli consecutivi, perdendo la battuta su una risposta inside-in della rumena. Il primo vantaggio di giornata è stato però di breve durata per la rumena, perché nel game successivo Krejcikova è riuscita a procurarsi una palla del contro-break con una bella smorzata celata fino all’ultimo, pareggiando su un dritto lungo di Cirstea e portandosi 3-1 e servizio con due risposte profonde, la seconda sottolineata da un bello sventaglio vincente.

Quando sembrava ormai avviata alla vittoria, Krejcikova ha avuto ancora problemi a servire, commettendo due doppi falli per lo 0-40 nel quinto gioco, e così Cirstea ha recuperato il break con una risposta vincente di rovescio lungolinea. Anche stavolta però la due volte campionessa Slam di doppio (Roland Garros e Wimbledon 2018) ha saputo reagire, e ha piazzato l’allungo decisivo: nel quarto gioco, sullo 0-40 ha mancato palle break (una risposta in rete e due ottimi servizi di Cirstea). Se n’è però procurata un’altra aprendosi il campo fin dalla risposta per il vincente di dritto, salendo poi 4-2 con un buon pallonetto. Quello è stato l’allungo decisivo, con la giocatrice ceca che è riuscita a tenere abbastanza agevolmente gli ultimi due turni di battuta per conquistare il suo primo titolo, chiudendo con una combinazione di servizio esterno e dritto. Le due si recheranno ora a Parigi, dove Krejcikova esordirà con un derby contro Kristyna Pliskova mentre Cirstea se la vedrà con la tds N.19 Johanna Konta.

Il tabellone completo

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WTA Strasburgo: si ferma in semifinale la corsa di Niemeier. Per il titolo Krejcikova vs Cirstea

Fino a lunedì scorso la ventunenne tedesca non aveva mai vinto un match di tabellone principale a livello WTA. Si è fermata in semifinale contro Krejcikova, che sfiderà una Cirstea in gran forma

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Barbora Krejcikova - WTA Strasburgo 2021 (via Twitter, @WTA_Strasbourg)

Sottotraccia, nascosto nelle retrovie delle pagine tennistiche dalla preminenza del Roland Garros in arrivo, l’International di Strasburgo si sta rivelando alla fin fine un torneo ricco di spunti d’interesse. Concentrati nella parte bassa del tabellone, perlopiù. La sfida di semifinale a sud del draw ha visto sul palcoscenico l’inattesa sfida tra Barbora Krejcikova, esimia doppista in costante crescita anche in singolo, e la ventunenne tedesca Jule Niemeier, sorpresissima della settimana in Alsazia. La ceca ha vinto nei quarti una partita che, nel tragico gergo del giornalismo sportivo, si sarebbe potuta definire “finale anticipata”. Quella con Ekaterina Alexandrova era infatti la sfida di quarti tra le due teste di serie più alte sopravvissute, e Krejcikova ha superato l’esame giocando un gran match contro una collega che nei tre precedenti l’aveva sempre sonoramente bastonata.

Avevo sempre fatto male contro di lei – ha detto a caldo Barbora, raggiante -, tutte le volte partendo malissimo nel primo set. Quindi mi ero concentrata sui primi giochi, per non andare subito sotto, e invece ho perso presto il servizio. Per fortuna sono riuscita a mettere insieme in tempo il meglio del mio gioco, e sono molto contenta di come mi sto comportando in campo questa settimana“.

Sempre alla ricerca del primo titolo della carriera in singolare per arricchire un palmares già glorificato da due titoli Slam nel doppio, Krejcikova nel penultimo round ha battuto in rimonta (5-7 6-3 6-4) Jule Niemeier, improvvisa deflagrazione di questi giorni. Nata a Dortmund nell’agosto del 1999, attualmente collocata alla posizione numero duecentosedici delle classifiche (ma entrerà tra le prime 200 lunedì), Niemeier è arrivata tra le ultime quattro partendo dalle qualificazioni.

 

Al primo round, contro l’altra qualificata Diane Parry, Niemeier aveva colto la prima vittoria della carriera in un tabellone principale di livello WTA. “Mi sento bene, sto giocando meglio – ha fatto sapere Jule alla stampa -. Ho avuto davvero troppi infortuni negli ultimi anni per trovare un minimo di continuità, adesso è ora di recuperare il tempo perso. Se sento la pressione? Nessuna pressione. Sono fuori (era, ndr) dalle prime duecento al mondo, non ho nulla da perdere“. Per andare in semifinale, ieri Niemeier ha dovuto vincere una partita e mezza: la prima, contro Shelby Rogers, era stata interrotta mercoledì dall’onnipresente pioggerella. Nella seconda ha lasciato cinque giochi in settantatré minuti ad Arantxa Rus, non l’ultima arrivata sul mattone tritato (neanche la prima, per essere sinceri).

In semifinale Niemeier ha dato la sensazione di poter continuare la sua corsa, lasciandosi guidare dalla combinazione servizio-dritto per vincere il primo set, ma nel secondo ha improvvisamente smarrito la seconda di servizio (facendo solo quattro punti su quattordici) e si è fatta breakkare tre volte su quattro. Nel terzo set ha ritrovato frammenti del suo tennis di pressione ma Krejcikova ha tenuto a bada l’avversaria d’esperienza, facendola muovere e pizzicandola spesso sulla diagonale di rovescio.

Nella parte alta del tabellone si sono giocate un posto in finale Magda Linette, autrice di una gran partita per battere in due la quarta testa di serie Yulia Putintseva, e Sorana Cirstea. La romena aveva sballottato per un’ora Shuai Zhang nel ritardatario match di secondo turno, poi ha imboccato la direttissima verso la semifinale agevolata dal ritiro di Bianca Andreescu, sua designata avversaria nei quarti, e in semifinale ha vinto in rimonta (3-6 6-4 6-2) contro una Linetta che è andata spegnendosi nel corso del match. La romena sta continuando a cavalcare l’onda della rinascita in un 2021 sinora molto positivo: campionessa a Istanbul il mese scorso – primo titolo per lei dopo quello conquistato a Tashkent da teenager nel 2008 -, Sorana dall’inizio della stagione ha già rimontato venticinque posizioni nel ranking femminile. Inutile dire che il conto andrà aggiornato, lunedì prossimo.

Il tabellone completo

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