ATP Roma: Kyrgios dà forfait. Dentro Dolgopolov

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ATP Roma: Kyrgios dà forfait. Dentro Dolgopolov

Nick Kyrgios si ritira dagli Internazionali di Roma a causa del problema fisico all’anca

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Proprio in questo momento è arrivata una notizia che di sicuro non farà piacere al pubblico del Foro: Nick Kyrgios si ritira dal torneo. Il motivo dell’abbandono è il problema fisico all’anca, lo stesso che gli ha impedito di terminare il tabellone di doppio del Masters 1000 di Madrid, dove aveva raggiunto la semifinale in coppia con Jack Sock. Al posto dell’australiano entrerà nel tabellone di singolare degli Internazionali il lucky loser Alexandr Dolgopolov, che affronterà al suo posto Roberto Bautista Agut nel quarto match sul Campo 1. Ecco spiegato il motivo per cui questa mattina l’ucraino era impegnato negli allenamenti nei campi sotto la sala stampa.

Se il tabellone di singolare perde un giocatore divertente come Kyrgios, ma ne guadagna uno altrettanto fantasista come Dolgopolov, non si può dire lo stesso per quanto riguarda il tabellone di doppio: infatti Nick avrebbe dovuto giocare in coppia con il nostro Fabio Fognini per la prima volta. Per il 22enne di Canberra si tratta dell’ennesimo contrattempo che lo allontana dalla terra battuta: appena tre i match disputati dall’inizio della stagione.

 

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Sebastien Grosjean nuovo capitano del team di Davis francese

L’ex numero 4 del mondo subentra ad Amélie Mauresmo, la quale dunque cede il mandato senza dirigere alcun incontro della selezione bleu

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Con una nota emanata nel pomeriggio odierno la FFT, organo di governo del tennis francese, ha reso noto di aver individuato il nome del nuovo capitano della selezione di Coppa Davis. A conferma dei rumors inseguitisi nelle scorse settimane l’incaricato è Sebastien Grosjean, ex numero quattro della classifica ATP e vincitore della manifestazione in pantaloncini e maglietta nell’anno di grazia 2001 (per lui anche due finali perse, nel 1999 e nel 2002), quando con Guy Forget in panchina i bleus espugnarono Melbourne nel duello decisivo.

Quarant’anni compiuti lo scorso 29 maggio, l’ex giocatore marsigliese è di fatto il terzo Capitano ad assumere la guida della selezione transalpina nel solo 2018 dopo Yannick Noah, il quale aveva anticipato che non sarebbe andato oltre la finale poi persa a Lille contro la Croazia, e Amelie Mauresmo, incaricata di sostituire Noah ma subito dimessasi in aperta polemica con la radicale riforma che stravolgerà la Coppa Davis a partire dalla prossima edizione. Secondo quanto si apprende dal comunicato, il neo allenatore guiderà la Francia anche ai Giochi olimpici di Tokyo 2020.

 

Grosjean, che naturalmente si è dichiarato “entusiasta e onorato di intraprendere la nuova avventura“, ha da par suo espresso una posizione neutra riguardo alla rivoluzionata competizione voluta dal binomio Kosmos-Piqué – “vedremo come andrà, dobbiamo valutare la riforma senza pregiudizi, si tratta di un nuovo capitolo tutto da esplorare” – a differenza di qualche suo giocatore apparso di recente molto più tranchant sull’argomento: mentre la maggior parte dei “convocabili” ha lasciato la porta aperta al nuovo selezionatore, è infatti arrivata la chiusura totale di Lucas Pouille, il quale della nuova competizione a squadre, che debutterà a Madrid tra il 18 e il 24 novembre 2019, proprio non ne vuole sapere. “Questa è stata la mia ultima partita in Davis – ha dichiarato un contrariato Lucas alla stampa dopo la decisiva sconfitta contro Marin Cilic che ha consegnato l’ultima Davis classica ai croatie non cambierò idea“. Una prima, piccola grana per il buon Sebastien: ci dovrà fare l’abitudine, visto il clima da polveriera che spesso si respira dalle parti di Avenue Gordon Bennett…

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Peng conquista Dubai e si rilancia: “Ho ancora molto da dare”

La cinese conquista il 100,000 dollari di Dubai battendo in finale Viktoria Kuzmova. Sono 14 le vittorie consecutive di Peng dopo il rientro dalla squalifica

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L’ultima partita ufficiale l’aveva giocata a Wimbledon a luglio, sconfitta al primo turno da Samantha Stosur. Poi la curiosa squalifica e il relativo caso. Ad agosto infatti, la TIU infligge una squalifica di sei mesi (poi ridotta a tre) e una multa di 10,000 dollari a Shuai Peng per aver violato il codice anti-corruzione. Secondo la Tennis Integrity Unit, nell’edizione 2017 di Wimbledon, Peng avrebbe cercato di cambiare compagna di doppio (passando da Alison Van Uytvanck a Sania Mirza) dopo la chiusura del check-in (possibilità ammessa solo nel caso di ritiro per infortunio o per altre circostanze inevitabili): “Ha usato la coercizione e offerto la possibilità di un compenso alla sua compagna di doppio in cambio del ritiro”. Peng incassa la squalifica e scivola al numero 296 del mondo, lei che era stata numero 14 del ranking WTA nel 2011 (e in vetta al doppio nel 2014).

Scontata la squalifica, la 32enne cinese torna a giocare a novembre e si aggiudica il WTA 125K di Houston. Passano appena due settimane e Peng scende nuovamente in campo negli Asian-Pacific Wildcard Playoff, il mini-torneo che assegna due inviti per l’Australian Open. Obiettivo raggiunto, Shuai supera in finale la taiwanese Kai-Chen Chang e si guadagna un posto nel tabellone principale del primo Slam dell’anno. Cinque vittorie a Houston, quattro ai playoff e altre cinque nel torneo ITF da 100,000 dollari di Dubai, per un bilancio complessivo di 14 vittorie e zero sconfitte dopo essere tornata dalla squalifica. A Dubai, evento ITF di fine stagione che visto il campo di partecipazione tanto assomigliava a un WTA International, la cinese ha sconfitto nell’ordine Viktorija Golubic, Sorana Cirstea, Tatjana Maria, Stefanie Voegele e Viktoria Kuzmova in finale (le ultime quattro rispettivamente settima, terza, sesta e seconda favorita del seeding). Testa di serie numero 1 era la francese Kiki Mladenovic, costretta al ritiro nei quarti di finale contro la svizzera Voegele.

 

Voglio soltanto guardare avanti, ha dichiarato Peng dopo il successo a Dubai. “La mia attenzione è rivolta esclusivamente al prossimo torneo, quello di Shenzhen (l’evento International che inaugurerà la stagione 2019 insieme a Brisbane e Auckland). Poi mi concentrerò sull’Australian Open. Il mio piano è giocare sia in singolare che in doppio ad inizio stagione. Se si guarda a quello che sta accadendo nel tennis in questo momento, giocatori e giocatrici stanno dando il loro meglio in età avanzata. Anche io penso di avere ancora molto da dare e questo mi dà tanta speranza in vista dei prossimi anni”.

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Halle annuncia i suoi top player

Il Gerry Weber Open, ATP 500 tedesco su erba ormai classico del circuito, ha reso note le proprie stelle per l’edizione di giugno 2019. Federer come sempre ci sarà, insieme ad altri tre top 10

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In grande anticipo, quasi sei mesi sulla pubblicazione della entry list ufficiale, il Gerry Weber Open di Halle ha annunciato le stelle della sua edizione 2019. Dal 15 al 23 del prossimo giugno, sull’erba dell’ATP 500 tedesco torneranno in campo alcuni grandi nomi che ormai sono di casa nel torneo ormai ultra-venticinquenne, uno su tutti Roger Federer. Lo svizzero ha firmato anni fa un contratto a vita con il torneo di Halle, al quale ha presenziato in sedici occasioni dal 2000 ad oggi (non manca dal 2011), e si presenterà nuovamente all’assalto del suo decimo titolo, negatogli lo scorso anno in finale da Borna Coric in un match che la ATP ha inserito tra le cinque più grandi sorprese della stagione passata.

Oltre a Federer, vero asso nella manica per fare concorrenza allo storico torneo del Queen’s, il Gerry Weber Open si è assicurato la presenza degli altri due top player germanofoni: il padrone di casa Alexander Zverev, due volte finalista, e Dominic Thiem. “Sogno di vincere a Halle un giorno” ha detto l’austriaco, che ha già conquistato un titolo su erba alla Mercedes Cup di Stoccarda nel 2016. Annunciato anche un quarto giocatore tra i primi 10 del mondo, Kei Nishikori, e il suo “delfino” sul mercato asiatico, Hyeon Chung. Nishikori non ha ancora mai raggiunto una finale su erba in carriera mentre Chung, come in Italia si ricorda spesso, fu finalista a Wimbledon junior nel 2013 contro Gianluigi Quinzi.

 

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