Carreño Busta salta Wimbledon. Lorenzi testa di serie?

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Carreño Busta salta Wimbledon. Lorenzi testa di serie?

Con i ritiri di Goffin e Carreño Busta, il senese è quasi certo di una testa di serie a Wimbledon. Sempre che Khachanov, Haase o Young non facciano scherzi…

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Pablo Carreño Busta non è ancora riuscito a recuperare dall’infortunio addominale che lo aveva costretto al ritiro nei quarti di finale del Roland Garros contro Rafa Nadal. Per questo salterà Wimbledon, in cui però difendeva solo il primo turno. Al suo posto subentra Facundo Bagnis, argentino classe ’90, numero 104 del mondo.

La spiacevole situazione di Pablo potrebbe però fare un bel regalo a un tennista italiano, perché il ritiro dello spagnolo avvicina ancora di più Paolo Lorenzi alle 32 teste di serie dello slam londinese. Il senese, numero 33 del ranking, era già certo di scalare una posizione grazie al ritiro di Goffin e ora ne scalerebbe un’altra attestandosi virtualmente al 31esimo posto del seeding di Wimbledon. Considerando la correzione dell’algoritmo che lo Slam londinese applica per l’assegnazione delle teste di serie Paolino verrebbe sorpassato solo da Verdasco, che vanta migliori risultati sul’erba negli ultimi due anni; Lorenzi sarebbe quindi l’ultima delle 32 teste di serie. A coloro che non risultano tra i primi 32 nel’ultimo aggiornamento delle classifiche (al netto dei forfait) infatti l’algoritmo non si applica, quindi Simon – che con l’aggiunta dei punti raccolti su erba dal 2015 sorpasserebbe Lorenzi – non entra nella disputa e rimane privo di testa di serie.

 

Aggiornamento teste di serie (prima dei match del 22 giugno)

  • 1-2 Murray-Djokovic
  • 3-4 Nadal-Wawrinka
  • 5-8 Federer-Raonic-Cilic-Thiem
  • 9-12 Nishikori-Berdych-Tsonga-A.Zverev
  • 13-16 Dimitrov-Pouille-Monfils-Sock
  • 17-24 Agut-Kyrgios-Karlovic-Gasquet-Muller-Isner-RamosV-Querrey
  • 25-32 Cuevas-Johnson-F.Lopez-M.Zverev-Fognini-DelPo-Verdasco-Lorenzi

Per Paolino è quasi cosa fatta ma manca ancora la certezza matematica. Per mantenere l’ultima testa di serie dovrà sperare che due tra Haase e Khachanov e Young – ancora in corso nei tornei settimanali – non colgano risultati tali da poterlo scavalcare in classifica. In particolare i risultati che possono escluderlo dai favoriti del seeding sono i seguenti:

  • finale Khachanov-Haase ad Halle (entrambi lo scavalcherebbero)
  • uno tra Haase e Khachanov finalista e Young vincitore del Queen’s (Haase/Khachanov e Young lo scavalcherebbero)

Eventualità remote, ma non ancora escludibili.

Si tratterebbe dell’ennesima grande soddisfazione per Paolino, una delle più clamorose, poiché sull’erba ha un saldo piuttosto negativo in carriera: tre match vinti su 18 nel circuito ATP e sei sconfitte al primo turno a Wimbledon con soli tre set vinti.

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Playoff Australian Open 2019: vincono Duckworth e Birrell

James supera Saville in quattro set e ottiene la wild card, dopo due anni molto difficili. Birrell farà la sua seconda apparizione a Melbourne Park, dopo l’edizione 2016

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Ormai manca meno di un mese all’inizio degli Australian Open 2019, solo un paio di settimane prima che il carrozzone del tennis professionistico si rimetta in marcia e c’è già un po’ di fermento. I playoff, che riservano ai vincitori del torneo femminile e maschile una wild card per il primo Slam dell’anno, si sono conclusi e hanno espresso i loro verdetti. Tra le donne a trionfare è stata Kimberly Birrell, mentre nel tabellone maschile ha prevalso James Duckworth.

Mi sento così felice. C’è solo tanta gioia e anche un po’ di sollievo in realtà. Ho aspettato tanto questa occasione e sono molto contenta di essere riuscita a coglierla,” ha dichiarato Birrell dopo la finale vinta contro Astra Sharma. “Lei ha grandi armi, un ottimo servizio e un dritto molto buono. Sapevo che avrei dovuto preoccuparmi solo della mia metà campo, ricordare a me stessa che ogni volta che avessi avuto una chance sarei dovuta andare a prendermela.”

 

Per Birrell sarà la seconda partecipazione allo Slam di casa, dopo quella del 2016. “Mi aiuta molto aver già fatto questa esperienza prima. Ho giocato da junior, ho già sperimentato l’ambiente. Non sarà niente di nuovo. E durante quell’Australian Open (2016, ndr) ho anche giocato sulla Hisense Arena, uno degli stadi più grandi del mondo (perse contro Karolina Pliskova, ndr). Farò molto affidamento su quell’esperienza.”

Grande sollievo anche per James Duckworth, dopo la sua vittoria contro Luke Saville: “Poter giocare di nuovo nello Slam di casa, che a mio parere è il mio torneo del mondo, è una sensazione incredibile.” Decisamente un bel premio dopo due anni molto complicati a causa dei numerosi infortuni. “Ci sono stati momenti in questi ultimi anni in cui ho seriamente pensato che non avrei più giocato a tennis. È stata dura stare seduto a bordocampo, fare così tanta riabilitazione e passare così tanto tempo in sala operatoria. Essere tornato è un sogno che diventa realtà.

Duckworth e Birrell vanno così ad aggiungersi alle wild card scelte dalle federazioni statunitense (Sock e Osuigwe) e francese (Tsonga e Burel), alle due dei playoff Asia/Pacifico (Li e Peng) e alle due scelte australiane (Kubler e Hon). Restano ancora da annunciare tre nominativi per il tabellone maschile e tre per il femminile.

L’elenco aggiornato delle wild card:

Tabellone maschile

Jack Sock (scelta dalla USTA)
Jo-Wilfred Tsonga (scelta dalla Federazione Francese)
Zhe Li (playoff Asia/Pacifico)
James Duckworth (playoff Australia)
Jason Kubler
3 WC ancora da assegnare

Tabellone femminile

Whitney Osuigwe (scelta dalla USTA)
Clara Burel (scelta dalla Federazione Francese)
Shuai Peng (playoff Asia/Pacifico)
Kimberly Birrel (playoff Australia)
Priscilla Hon
3 WC ancora da assegnare

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Wimbledon si espande: via il golf club

Il Wimbledon Park Golf Club ha accettato l’offerta dell’AELTC. Spazio triplicato per lo Slam londinese

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WImbledon 2017 (foto credit AELTC/Eddie Keogh)

Siamo ormai abituati a sentire, anno dopo anno, notizie trionfali da parte degli organizzatori degli Slam sull’aumento dei montepremi riservati ai tennisti, che ogni volta infrangono nuovi record. Al momento in vetta alla classifica troviamo gli US Open con 53 milioni di dollari totali, seguiti da Roland Garros e Wimbledon con 42 milioni e infine gli Australian Open con 40 milioni. Ma se ci si vuole migliorare su questo fronte, inevitabilmente si devono incrementare le entrate. Quest’ultime derivano in gran parte dall’afflusso di pubblico, e se si vuole aumentare il numero di spettatori è necessario ampliare lo spazio dove l’evento ha luogo. Tutto questo lo sanno bene, tra gli altri, quelli dell’All England Tennis Lawn Club. Il club di tennis più antico del mondo infatti, che ogni anno dal 1877 – escluse 10 edizioni a causa delle guerre mondiali – organizza il torneo di Wimbledon, pochi giorni fa ha fatto sapere di essere sulla buona strada per l’acquisto del Wimbledon Park Golf Club.

Dopo i lavori sul campo numero 1, continuano dunque i progetti di miglioramento ed espansione. Se l’affare dovesse andare in porto l’area sulla quale si disputa lo Slam londinese si triplicherebbe, raggiungendo circa i 50 ettari e staccando notevolmente gli altri competitor. Melbourne Park dispone di circa 23 ettari, il Billie Jean King National Tennis Center, sede degli US Open, 18.6, mentre il Roland Garros 8.5 ettari con progetto di espansione per arrivare a 13.5, anche se al momento i passi compiuti sono piccoli. La zona del Foro Italico dedicata allo svolgimento degli Internazionali invece è di 4 ettari.

 

Dopo una prima votazione, i membri del club di golf si sono detti a favore dell’acquisizione da parte dell’AELTC accettando così l’offerta di 65 milioni di sterline. Nell’accordo gli viene assicurata la possibilità di utilizzare il campo da 18 buche fino al 31 dicembre 2021. L’addio al golf sui prati di Wimbledon tuttavia non sarà brusco, perché per almeno un ulteriore anno saranno disponibili 9 o 10 buche. La decisione definitiva ci sarà il 21 dicembre e, a meno di inattesi ribaltamenti di fronte, tutto dovrebbe filare liscio. La stessa presidentessa del WPGC, Jenny Gaskin, ha sottolineato il periodo di incertezza che ha vissuto il club di golf negli ultimi tempi e ha tenuto a “ringraziare tutti i membri che hanno partecipato alla votazione di persona o per delega” ricordando come “questo sia stato un processo lungo ma approfondito”.

Ma con tutti questi nuovi prati, curati forse con ancor più meticolosità rispetto a quelli calcati da Federer e company, che cosa hanno intenzione di fare? L’obiettivo principale dichiarato è quello di trasferire il torneo di qualificazione, che attualmente si disputa a Roehampton, vicino alla sede principale – come d’altronde avviene per gli altri tre tornei dello Slam -, oltre a un progetto molto più ambizioso e a lungo termine: creare una zona aperta al pubblico durante tutto l’arco dell’anno e non solo durante le settimane dei Championships. Chissà dunque se fra qualche anno le famose ed interminabili code per riuscire a varcare i cancelli le vedremo anche in altri periodi, magari durante le feste natalizie o per qualche evento mondano come un matrimonio reale.

Questi progetti però non devono spaventare troppo gli ambientalisti – come sta succedendo ormai da diversi anni al Roland Garros -, perché nel comunicato si legge chiaramente che “a scanso di equivoci, non ci sono mai stati e non ci saranno mai piani per costruire parcheggi multipiano e villaggi commerciali o qualsiasi altra struttura che sarebbe completamente fuori dal contesto per l’AELTC”. Lo stesso Philip Brook, presidente dell’AELTC, ha specificato che “lavoreremo con le autorità locali e altre parti interessate man mano che questi piani verranno sviluppati. Vorrei sottolineare che non abbiamo intenzione di richiedere il cambio di utilizzo, il permesso di pianificazione o altra approvazione per utilizzare la terra in un modo non conforme allo stile dei Championships“. 

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Lemon Bowl 2019: la carica dei 1000 Next Gen

Ultima giornata di iscrizioni. Presenti 25 stranieri provenienti da 11 Paesi

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Lemon Bowl 2019, prequalificazioni

La nuova edizione del Lemon Bowl ha preso il via con i tabelloni di qualificazione, dedicati alle categorie under 12 e under 14. Il 27 dicembre sarà la volta delle qualificazioni, sino al main draw che si svolgerà dal 2 al 6 gennaio. C’è ancora tempo per partecipare e aggiungersi ai circa 1000 partecipanti già registrati. Le iscrizioni per le ‘quali’ e per il tabellone principale chiuderanno infatti il 15 dicembre alle ore 18.

RAGAZZI DA TUTTO IL MONDO – Ben undici, oltre all’Italia, le nazioni che saranno rappresentate quest’anno al Lemon Bowl: arriveranno infatti giovani promesse da Germania, Francia, Romania, Svizzera, Croazia, Slovenia, Malta, Gran Bretagna, Bosnia, ma anche da Israele e Giordania, a testimonianza della commistione di culture e diverse scuole tennistiche d’Europa e del mondo.

 

TABELLONI DI ALTO LIVELLO – Mentre le prequalificazioni entrano nel vivo, l’entry list del Lemon Bowl 2019 cresce di livello grazie alle iscrizioni di alcuni dei più forti ‘nextgen’ del panorama nazionale. Nell’under 14 femminile confermate la presenza delle due forti 2.7 campane Francesca De Rosa e Maria Pia Vivenzio, mentre nel maschile saranno i 2.8 Lorenzo Carboni, già semifinalista lo scorso anno nell’under 12, e Luciano Barbarino a partire con i favori del pronostico. Nell’under 12 occhi puntati sul romano Andrea De Marchi, Edoardo Betti, Camilla Livioni ed Elena Sofia Minelli. Grande attesa anche per i tabelloni under 10 che, da anni, vedono in campo tutti i migliori giovanissimi d’Italia. Senza dimenticare che i vincitori del prestigioso e rinomato ‘Torneo di Natale di Bari’ saranno presenti a Roma grazie a una wild card.

Tutte le informazioni, le foto e i commenti delle passate edizioni del torneo sono disponibili sul sito web ufficiale: www.lemonbowl.it

Ufficio stampa Lemon Bowl 2019

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