Il Miami Open potrebbe cambiare casa nel 2019

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Il Miami Open potrebbe cambiare casa nel 2019

Ancora un anno a Key Biscane e poi il torneo dovrebbe trasferirsi all’Hard Rock Stadium, impianto che ospita le partite di football dei Miami Dolphins

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Dal 2019 il Miami Open potrebbe lasciare la sua sede storica di Crandon Park, sull’isola di Key Biscane, poco a largo della popolosa città della Florida, e giocarsi all’Hard Rock Stadium, casa dei Miami Dolphins, la locale franchigia di football americano. Infatti, dopo alcuni mesi di trattative, la IMG, agenzia di marketing che detiene i diritti del torneo, e Stephen Ross, proprietario dei Dolphins e dell’impianto, sembrano essere molto vicine ad un accordo a riguardo, anche se manca ancora l’ufficialità. A confermarlo al Miami Herald è stato anche lo stesso sindaco di Key Biscane, Mayra Peña Lindsay.

IMG ha cominciato a cercare altre sedi per l’evento quando è diventato chiaro che, per motivi legali, il suo piano di investimenti da 50 milioni di dollari per la costruzione di un nuovo grandstand e altre strutture a Crandon Park, non sarebbe stato realizzabile. Curiosamente le stesse norme hanno costretto il presidente Donald Trump, durante la campagna elettorale, a ritirare la sua offerta per la ristrutturazione di un campo da Golf nell’area. A marzo Ross si è fatto avanti per ospitare il torneo, forte anche di un accordo con le autorità locali per ospitare grandi eventi sportivi nel suo impianto, ed è cominciata la trattativa. Pare che l’ATP abbia già dato il suo benestare al trasferimento.

L’Hard Rock Stadium è stato inaugurato nel 1987 e sostanzialmente rinnovato nel 2014. Ha una capienza di 65326 posti a sedere. Oltre ad essere lo stadio dei Dolphins, è anche la casa della squadra universitaria della University of Miami, gli Hurricanes. In passato ha ospitato 5 edizioni del Superbowl (1988, 1994, 1999, 2007, 2010) e due World Series di Baseball (1997 e 2003), quando ci giocavano i Marlins, la squadra di MLB di Miami. Nel 2012 è stato anche la sede dell’annuale edizione di Wrestlemania, il più importante evento di Wrestling della WWE. Eventualmente, in occasione del Miami Open, si trasformerà in uno stadio del tennis, con i campi secondari e tutte le strutture necessarie allo svolgimento del torneo che saranno costruite nell’area adiacente.

 

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A Tokyo ancora non si vedono i campi per il torneo olimpico: “Pronti per marzo 2020”

Ancora non c’è traccia dei quattro campi secondari, da costruire attorno all’Ariake Coliseum. Ma dal Giappone arrivano rassicurazioni

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280 giorni ci separano dai Giochi della XXXII Olimpiade, in programma a Tokyo nella prossima estate. Tuttavia, come già accaduto quattro anni fa a Rio de Janeiro, c’è un minimo di apprensione per quanto riguarda il tennis. Nessun problema per il campo principale, l’Ariake Coliseum, dove si disputa il Rakuten Japan Open (vinto due settimane fa da Novak Djokovic) e la superficie (cemento outdoor) verrà confermata anche per i Giochi. L’arena può ospitare circa 10000 spettatori ed è dotata di un tetto retrattile, che potrebbe rivelarsi utile non tanto per la pioggia, bensì per proteggere i presenti dal gran caldo, che i giapponesi si augurano non sia così pressante come nella scorsa estate.

Non sono ancora pronti invece i campi secondari che dovranno circondare la struttura principale. Ci sono quattro ‘court’ progettati e pronti per la costruzione, l’area (l’Ariake Tennis Park) è stata già delineata, ma ancora non si vede nessuno sviluppo dei lavori. Si dovrebbe partire dal campo numero 2, mentre l’intero complesso sarà pronto per marzo. “Il governo metropolitano di Tokyo è in possesso dell’area e i quattro campi saranno pronti per marzo 2020 rassicura un portavoce dei Giochi Olimpici. “C’è qualche lavoro extra da fare per aggiungere dei posti a sedere, ma non c’è preoccupazione”.

Il torneo di tennis attirerà un enorme massa di pubblico. Sono recenti le notizie che riguardano Roger Federer e Naomi Osaka, due dei giocatori più seguiti al mondo. Il venti volte campione Slam ha deciso di prendere parte al torneo Olimpico, sarà la sua quinta apparizione alle Olimpiadi dove ha conquistato un argento in singolare e un oro in doppio. A quasi 39 anni sarà in campo per conquistare il primo oro in singolare per la sua Svizzera. La scelta di Osaka era ben più complessa. Doveva decidere se essere a tutti gli effetti giapponese o cambiare passaporto e giocare per la bandiera degli Stati Uniti. Naomi non abbandonerà il suo Giappone e tenterà di regalare una medaglia alla sua gente nella prossima estate.

 

Una novità nel format del torneo è stata introdotta in aprile: dalla prossima edizione non si giocherà più la finale maschile al meglio dei cinque set, ma sarà un due su tre (in linea al resto del torneo) a decretare il vincitore del metallo più prezioso

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Medvedev si ritira da Vienna. Una chance in più per Berrettini?

Il russo, campione a Shanghai, riprende fiato prima del rush finale. Matteo diventa la terza testa di serie e può sperare nel titolo

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Daniil Medvedev - Shanghai 2019 (foto via Twitter, @atptour)

Daniil Medvedev non parteciperà all’ATP 250 di Vienna, terzultima tappa del suo fantastico 2019. Il campione del Masters 1000 di Shanghai è affaticato e ha optato per una settimana di riposo in vista di Parigi-Bercy, torneo in cui, al di là del ranking, sarà il giocatore da battere. Negli ultimi mesi Medvedev non solo è riuscito ad affermarsi grazie a una striscia di sei finali consecutive nel Tour, ma sta imparando anche a gestire la programmazione per evitare infortuni. Qualche settimana fa decise di saltare Pechino per presentarsi fresco a Shanghai e mai scelta fu più azzeccata. In Austria Dominic Thiem prenderà il suo posto come primo favorito del seeding, davanti a Karen Khachanov, numero 2.

I ritiri dell’ultim’ora di Nishikori, Kyrgios e Medvedev sono comunque un brutto colpo per l’Erste Bank Open 2019, aggiunti all’assenza di Juan Martin del Potro comunicata nei giorni scorsi. Ad accennare un mezzo sorriso è Matteo Berrettini che dopo il forfait di Medvedev diventerà testa di serie numero 3. Ma soprattutto sarà ben diverso affrontare un torneo senza pensare di trovare il russo sulla propria strada. Certo, Thiem e Khachanov sono ossi duri, anche Monfils venderà cara la pelle se vuole andare a Londra, ma Matteo li ha già battuti tutti e tre, da ultimo proprio Thiem a Shanghai. Con una finale o – perché no – il titolo a Vienna il sogno Finals diventerebbe ancora più concreto.

L’entry list aggiornata di Vienna
La Race to London aggiornata

 

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Podcast – I responsi di Shanghai: Federer in affanno e Berrettini vede Londra

Da una parte all’altra dell’Oceano, Vanni Gibertini e Luca Baldissera tirano le somme sulla stagione asiatica del circuito maschile

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Vanni Gibertini (a sinistra) e Luca Baldissera (a destra) se ne vanno da Indian Wells alla fine del torneo

Lo “swing” asiatico del circuito ATP si è concluso con la conferma di Daniil Medvedev come grande realtà del tennis mondiale e con Matteo Berrettini legittimamente alla caccia di un posto alle ATP Finals a Londra. Roger Federer, nervoso più che mai, ha confermato il proprio disagio sui terreni veloci che non gli danno il tempo di scegliere tra la sua ampia gamma di soluzioni.

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