Wawrinka shock a Rotterdam, per Federer è tutto in discesa

ATP

Wawrinka shock a Rotterdam, per Federer è tutto in discesa

ROTTERDAM – Stan eliminato dalla wild card Griekspoor (259 ATP). Federer sembra davvero non avere ostacoli verso il numero uno

Pubblicato

il

 

da Rotterdam, il nostro inviato

WAWRINKA SHOCK – Sebbene sia ancora l’attesa per l’esordio di Roger Federer a elettrizzare l’aria della Ahoy Arena di Rotterdam, la seconda giornata di gioco regala un inaspettato quanto roboante scossone. Stan Wawrinka, testa di serie numero 5 e naturale candidato a frapporsi tra Federer e la storia, crolla al terzo set contro la wild card locale Tallon Griekspoor, 259 ATP con best ranking di 232, al suo primo successo ATP in carriera. Salta quindi l’affare svizzero in quarti di finale, ma il torneo e il pubblico tutto hanno di che gioire: Federer, eventualmente, si giocherebbe il ritorno al numero contro un olandese. Griekspoor infatti affronterà al secondo turno il vincente del derby Haase-De Bakker. Wawrinka era al terzo torneo stagionale dopo Melbourne (secondo turno) e Sofia (semifinale), e tornava qui dopo il trionfo del 2015.

IL MATCH – Visibilmente appesantito, Wawrinka riesce a portare a casa il primo set di pura esperienza, approfittando anche dell’emozione dell’avversario e a una sufficiente fluidità dei colpi. I minuti però non sono dalla sua parte, e con il passare del tempo si evidenziano sempre di più le lacune di condizione, lontanissima dalla straripante fisicità dei tempi migliori, e le difficoltà negli spostamenti, specialmente laterali. “Non è solo una questione fisica”, dirà in conferenza stampa, “in questo momento sono come un puzzle. Sto lavorando e migliorando, lo vedo, ma devo curare l’atletica, la testa e anche i colpi. Non sono affatto preoccupato comunque“. Griekspoor reagisce volando 3-0 nel secondo e 5-2 pesante nel terzo, mostrando un dritto di ottima fattura per quanto chiaramente sostenuto dall’adrenalina e dal fragore del pubblico amico. In trance agonistica manovra con agio, scende a rete e vede progressivamente concretizzarsi il trionfo. “Già dal primo set mi sono accorto che Stan stava faticando dal lato del dritto. Mi sono preso dei rischi, e ho avuto ragione. Vincere di fronte alla mia gente non ha prezzo”.

 

TALLON D’ACHILLE – 21 anni, nativo di Haarlem e membro di una famiglia completamente votata al tennis, Tallon Griekspoor è fratello minore di Scott e Kevin, gemelli, anche loro tennisti professionisti ma ancor meno vincenti. Figlio di un ingegnere edile che lavorava per il governo, l’olandese gode di un ottimo stato economico familiare, che gli ha permesso di allenarsi e dedicarsi allo sport sin da giovanissimo: è cresciuto in una tenuta munita di maneggio e campo da tennis in terra rossa, recentemente riassestato in cemento. Incredibilmente, non aveva ancora giocato un match quest’anno, in nessuna categoria di torneo, né aveva mai vinto un match nel circuito maggiore, avendo perso nelle prime due occasioni: entrambe erano giunte grazie a wild card di casa, lo scorso anno qui e a ‘s-Hertogenbosch. “Spero che questa vittoria possa aiutarmi a fare passi avanti nella mia carriera. Dovrò ovviamente lavorare ancora, ma sono positivo”. Il suo coach è l’ex numero 30 ATP, il belga Kristof Vliegen.

FUGGI FUGGIStan si era allenato per una buona mezz’ora nel pomeriggio, in tempo per vedere il pubblico letteralmente scappare dagli spalti del suo campo e correre verso quello adiacente, dove era in arrivo Roger Federer. Vestito di una polo bigia e con il fido Ljubicic al fianco (curiosamente sconfitto qui da Roger in finale nel 2005), Federer ha scambiato con Feliciano Lopez, evidentemente per abituarsi ad un avversario mancino in vista del primo turno contro Ruben Bemelmans. I posti a sedere, i corridoi esterni, addirittura i tavolini del piano rialzato di un ristorante nelle vicinanze erano ricolmi di spettatori e flash. Mentre il povero Wawrinka continuava a provare i servizi, ormai nell’indifferenza generale.

QUASI EROI PER UN GIORNO – I padroni di casa avevano già provato, eccome, a dare un senso alla giornata. Sorretti dal tifo incessante del pubblico locale, nel complesso piuttosto competente, avevano addirittura sfiorato l’impresa. La coppia Sanders/De Bakker, wild card nel tabellone principale di doppio, è infatti arrivata a due punti dal superare clamorosamente Marach e Pavic, autentici mattatori di questo inizio di anno. 11-9 il punteggio del super tie-break in favore degli “stranieri”, che si confermano quindi su livelli stratosferici: è il quindicesimo successo in fila (sedici se si conta anche l’apparizione come alternate alle ultime Finals, in cui batterono i Bryan), includendo i trofei sollevati a Doha, Auckland e agli Australian Open. Gli olandesi erano invece alla prima esperienza come team: se Sanders è davvero novizio a questi livelli, De Bakker rimane uno degli oggetti più misteriosi del tennis mondiale degli ultimi anni. Praticamente imbattibile a livello Juniores (titolo a Wimbledon 2006), si è progressivamente spento fino all’attuale classifica di 352, nonostante un best ranking di 40 otto anni fa. Domani affronterà Haase, da wildcard, per regalarsi il secondo turno contro Griekspoor.

INDOVINA CHI VIENE A CENA – La prima edizione del ABN AMRO World Tennis Tour di Rotterdam si tenne nel 1972, su sintetico indoor. Se la aggiudicò Arthur Ashe, che è ancora il più titolato di sempre qui con tre successi (Connors, Edberg, Krajicek, Escudé, Soderling e Federer seguono con due); dal 2000 si gioca su cemento indoor, dopo le notorie recriminazioni circa l’eccessiva velocità dei carpets. Siamo dunque alle 45esima edizione (nel ’73 non si disputò) di un torneo ricchissimo di talento, fascino, tradizione e aneddoti: basti pensare che il titolo del 1984 non venne assegnato, perché la finale tra Connors e Lendl venne interrotta per allarme bomba sul punteggio di 6-0 1-0 per l’allora cecoslovacco. C’è chi dice che la telefonata partì da un membro dello staff di Jimbo… Ebbene, per la prima volta nella storia della competizione, la biglietteria ha venduto cinque intere sessioni prima dell’inizio della settimana. Inutile chiedersi il perché, quando sula vetrata principale della splendida Ahoy Arena campeggia l’aerografia di Roger Federer. Pare comunque non si raggiungerà il massimo storico di affluenza, stabilito nel 2013 con più di 100.000 ingressi complessivi (il campo centrale ospita più di 14.000 spettatori). Quella fu l’ultima partecipazione dello svizzero, che perse in quarti di finale contro Julien Benneteau.

KOHLI LA PALLA AL BALZOLa scalata di Federer per il ritorno al numero uno, dovesse battere Bemelmans al primo turno domani, proseguirebbe contro Philip Kohlschreiber. E allo svizzero probabilmente non poteva andare meglio, dato il pauroso bilancio favorevole contro Kohli: 12-0, con l’ultimo confronto arrivato agli scorsi US Open, e il primo addirittura nel 2005 a Halle. Federer è complessivamente 18-0 contro avversari e potenziali avversari verso il numero uno (2-0 Haase, 4-0 De Bakker, 0-0 Bemelmans e Griekspoor. Fonte Raoul Ruberti). Il tedesco coglie il suo primo successo stagionale battendo il russo Karen Khachanov, danzando sul cornicione più volte prima di spuntarla al tie-break decisivo. Khachanov, dopo aver vinto il primo set, era andato a servire sul 5-4 nel secondo e 4-2 nel terzo, ma in entrambi le occasioni si è visto tradire dal suo poderoso dritto, rischiato fino all’eccesso, sopratutto in lunghezza, sfogandosi sulla povera racchetta. Kohlschreiber dimostra tutta la sua esperienza (a 34 anni è al diciassettesimo anno da professionista) e riesce a scuotere una stagione finora opaca: tre sconfitte in fila prima di oggi, tra Sydney, Australian Open e Sofia. Curiosamente, in due di queste occasioni aveva perso contro il futuro campione.

FELIX E (NON TROPPO) CONTENTOSi è visto finalmente, a livello ATP, Felix Auger Aliassime. Omaggiato di una wild card, il 17enne canadese, primo giocatore nato dopo il 2000 a ottenere un ranking ATP (nel 2015, qualificandosi al Challenger di Drummondville) ha perso con onore contro il serbo Krajinovic, finalista a Bercy lo scorso ottobre. Colpi da fondo ficcanti, una buona tenuta atletica e sopratutto un carattere raro, Felix ha tutti crismi del predestinato e farà a mani basse incetta di titoli e successi: 5-7 al terzo set, dopo aver annullato in attacco due match point. È bastato un Krajinovic sufficiente, bravo ad approfittare del calo nel finale dell’avversario. Ma Felix avrà tutto il tempo per dimostrare il proproi valore, siamo solo all’inizio. Figlio di padre togolese, Auger Aliassime da tre anni ormai si allena al centro federale canadese di cui è ovviamente la punta di diamante. Manco a dirlo, condivide il compleanno con Federer (8 agosto): Roger ottenne una wild card qui nel ’99, un anno prima della nascita di Felix. Porterà a casa 13.800 euro, che vanno a sommarsi ai 90.000 dollari già guadagnati in carriera, frutto dell’ottimo curriculum minore che può già vantare: due titoli Challenger (il secondo più giovane di sempre a vincere due tornei di categoria) e due Futures. In bacheca per lui anche il titolo Juniores degli US Open in singolare (2016) e in doppio con Shapovalov (2015). Il ragazzo si farà, altroché…

AHOY ARENA – La giornata in sé offre pochi altri spunti da un punto di vista prettamente tennistico. Ma l’Ahoy Arena è una struttura elegante, sobria e al contempo vivissima, anche quando non si tratta di game, set and match. La pancia del palazzetto è un brulicare di chioschi e tavolini, in un enorme spazio aperto denominato Shops and Bites: al centro, un curioso tavolo da ping pong circolare, che può essere occupato da una decina di giocatori per lato. Ristorazione, abbigliamento, materiale sportivo, tutto a disposizione in un complesso che da 45 anni ospita eventi di rilievo in ogni settore. U2, Jennifer Lopez, ma anche meeting politici e aziendali vengono ospitati regolarmente tra le vetrate e i pavimenti di finto parquet. La zona più lontana dall’ingresso è quella dedicata esclusivamente al tennis, almeno durante questa settimana: quattro campi di allenamento, uno adibito a parco giochi per i più piccoli, e il campo numero 1, tutti vicini e rispettosamente gremiti dal pubblico. Pouille e Gasquet, finalisti a Montpellier pochi giorni fa, scambiano svogliati mentre Paire passa a salutare prima di firmare il ritiro per problemi alla schiena: come lucky loser entrerà il connazionale Nicolas Mahut, che verrà strapazzato da Goffin in appena un’ora.

Risultati:

P. Kohlschreiber b. K. Khachanov 3-6 7-6(1) 7-6(5)
[Q] D. Medvedev b. [9] G. Muller 6-4 7-6(9)
[4] D. Goffin b. [LL] N. Mahut 6-1 6-3
[WC] T. Griekspoor b. [5] S. Wawrinka 4-6 6-3 6-2
F. Krajinovic b. [WC] F. Auger-Aliassime 6-2 3-6 7-5
V. Troicki b. J. L. Struff 1-6 7-6(5) 6-2

Tabellone e risultati aggiornati

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP Montpellier: forfait Fucsovics, Sinner ai quarti senza giocare. Marton: “Non posso più giocare con questo dolore”

Problemi al piede sinistro per Marton. Rimandato a venerdì l’esordio in Francia per Jannik Sinner, che partirà direttamente dai quarti. Affronterà Krajinovic o Sonego

Pubblicato

il

Jannik Sinner - Australian Open 2023 (foto Twitter @AustralianOpen)

Ad inizio torneo, guardando il tabellone dell’ATP250 di Montpellier, il primo pensiero è stato subito indirizzato verso un possibile quarto di finale tutto italiano. La presenza di (almeno) un azzurro è ora certa, poiché Jannik Sinner si trova direttamente proiettato ai quarti senza giocare. L’altoatesino, infatti, sfrutta il ritiro di Marton Fucsovics, un avversario contro cui ha quasi sempre faticato. È andata così anche nell’ultimo confronto diretto tra i due, con il n°17 del mondo che è a Melbourne è riuscito per la prima volta in carriera a rimontare due set di svantaggio, lasciando poi soltanto tre game al suo avversario negli ultimi tre set.

L’ungherese però, nel giorno del suo 31° compleanno, è stato costretto al ritiro dall’Open Sud de France, dopo che ieri aveva vinto in tre set il suo match d’esordio contro Geoffrey Blancaneaux. Presto svelata la motivazione che ha impedito a Marton di scendere in campo. Una foto pubblicata su Instagram ritrae il piede sinistro dell’ungherese trafitto dall’ago di una siringa. Il messaggio recita: “Mi dispiace, ragazzi, devo ritirarmi. Ho provato tutto, ma non riesco più a giocare con questo dolore. Avrò bisogno di tempo per recuperare. Non il mio compleanno più felice”.

 

Sinner, che deve nel corso della sua carriera deve ancora vincere un match a Montpellier, partirà direttamente dai quarti, dove venerdì affronterà uno tra Filip Krajinovic e Lorenzo Sonego, in campo domani. Il match tra Roberto Bautista e Arthur Fils, che sarebbe dovuto essere il secondo della sessione serale, è stato anticipato come primo e chiuderà una giornata non fortunatissima a Montpellier visto che c’è stato anche il ritiro di Ugo Humbert. Il francese è stato vittima di una brutta caduta durante il match contro Alejandro Davidovich Fokina e si è ritirato sul punteggio di 6-1 6-7.

Il tabellone completo dell’ATP250 di Montpellier

Continua a leggere

ATP

ATP di Cordoba: Vavassori eliminato dal rientrante Pella

Prima vittoria da ottobre 2021 per Guido Pella: battuto in due set Andrea Vavassori. A Delbonis il derby argentino con Tabilo. Oggi tocca a Cecchinato

Pubblicato

il

UniCredit Firenze Open Firenze 15/10/2022 Andrea Vavassori - Foto Giampiero Sposito

Entra nel vivo il programma dell’ATP di Cordoba con l’Italia che perde un suo rappresentante: nella notte italiana, infatti, è stato eliminato Andrea Vavassori da Guido Pella con un doppio 6-2.

L’argentino è tornato in campo e lo ha fatto nel migliore dei modi con una vittoria molto significativo. Vicinissimo al ritiro, non giocava una partita ufficiale a livello ATP da ottobre 2021 per una lesione cronica al ginocchio destro. La sua voglia di tornare protagonista nel circuito però lo ha spinto a rimettersi in gioco e già a novembre 2022 aveva fatto una fugace apparizione nel Challenger di Montevideo, mentre quest’anno si era presentato al primo turno dell’Australian Open perdendo in tre set dal connazionale Cerundolo. Crollato al n. 1018 del ranking, Pella è presente al Cordoba Open grazie ad una wild card. Di fatto non c’è mai stata partita tra lui e Vavassori, con Pella subito avanti di un break nel primo parziale e bravo a cancellare le chance azzurre di rientro in partita. Vavassori ha un’occasione nel quinto gioco del primo set per rimettere a posto le cose, dopo aver rischiato di finire sotto di due break, ma non sfrutta più di tanto gli errori dell’argentino.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI CORDOBA

 

Il secondo break conquistato, coincide con il 6-2 definitivo del primo parziale. Il secondo set si apre con l’azzurro che strappa il servizio al suo avversario. Ma Vavassori non spinge più di tanto sull’acceleratore e restituisce il favore, complice il 35% di prime palle servite. Dopo una fase equilibrata, Pella piazza quattro giochi in fila e si regala gli ottavi di finale dove ad attenderlo ci sarà il vincente del match tra Hugo Dellien e Pedro Cachin.

In precedenza Luciano Darderi aveva battuto Hugo Gaston per accedere al turno successivo. L’azzurro impiega 1ora e 18′ per eliminare Hugo Gaston 6-4, 6-3. Partita perfetta per il n. 200 del ranking ATP che ottiene l’88% dei punti con la prima di servizio. Mentre oggi farà il suo esordio in questa edizione del torneo Marco Cecchinato e scenderà di nuovo in campo Darderi (qui il programma odierno degli italiani).

A chiudere gli incontri di primo turno disputati nella notte italiana, è stata la sfida vinta da Federico Delbonis in rimonta su Alejandro Tabilo per 6-7(8), 6-2, 7-6(6). Il n. 131 del ranking perde il primo parziale dopo aver sciupato ben quattro set point. Nel secondo set l’argentino rimette a posto le cose dominando il parziale. Il cileno conquista il break nel quinto gioco del terzo set e si conquista due match point, prima di cedere la battuta nel decimo gioco e riaprire la contesa. Anche nel tiebreak Tabilo ha una grande chance per portare a casa il match, ma Delbonis, trascinato dal pubblico, è più lucido.

Argentina protagonista degli incontri del pomeriggio italiano: Andujar si ritira sotto di un set nel match con J. M. Cerundolo, mentre Coria, in rimonta, liquida Monteiro in tre set, 6-7(5), 6-1, 6-2. Molto equilibrata la sfida tra Garin e Martinez: la spunta il cileno 7-6(3), 2-6, 6-0. Sugli scudi anche Barrios Vera che batte Galan con il punteggio di 7-6(6), 6-2.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI CORDOBA

Continua a leggere

ATP

ATP Dallas, Verdasco : “Se oggi giocassi al livello del 2009 potrei aspirare a uno slam” [ESCLUSIVA]

“Quando ero n.7 al mondo, i primi quattro giocatori vincevano ogni torneo. Era impossibile sollevare un titolo importante” afferma il 39enne Fernando Verdasco. “Ora forse è più giusto”

Pubblicato

il

Da Dallas, il nostro inviato

Intervista esclusiva con il veterano spagnoloFernando Verdasco dopo la sconfitta al primo turno del Dallas Open. Nonostante i 39 anni d’età e i numerosi problemi fisici Nando continua a guardare al futuro con ottimismo.

Ciao Fernando, sei arrivato alla partita di oggi dopo aver giocato due dure match di qualificazioni. Come ti sei sentito in campo dal punto di vista fisico?
VERDASCO: La partita più dura è stata sicuramente il primo turno di qualificazioni contro Zhu che ho vinto 7-6 al terzo set. Mi sono  sentito più stanco dopo quella partita rispetto a ieri, ciò nonostante ieri sera avevo un piccolo dolore all’avambraccio e al gomito che ho dovuto operare più volte negli ultimi due anni. Anche dopo l’Australian Open mi sono trovato a dover affrontare dei piccoli problemi fisici che non mi hanno permesso di giocare i due Challenger prima di questo torneo. Ovviamente quando giochi tre partite consecutive hai davvero poco tempo per recuperare e un gomito dolorante rende tutto più complicato. Oggi non ero in grado di servire allo stesso livello delle due partite precedenti contro un giocatore come McDonald che e’ in fiducia e di livello più alto rispetto a coloro che avevo affrontato nelle qualificazioni. Ciò nonostante nel primo set ero avanti 3-2 e anche nel secondo parziale ci sono stati molti game combattuti che purtroppo non sono riuscito a vincere. Il tennis è cosi, puoi vincere un match 6-1 6-1 ma ogni game va ai vantaggi e sei fortunato quel giorno ad aggiudicarti i punti decisivi. Oggi da questo punto di vista e’ stata una giornata negativa per me, ma allo stesso tempo sono contento di aver giocato tre partite nello stesso torneo e spero che mi sia d’aiuto per le prossime settimane.

 

Nelle ultime stagioni abbiamo avuto diversi giocatori in grado di vincere Masters 1000 o ottenere ottimi risultati negli slam. Tu hai raggiunto il tuo best ranking (numero 7 del mondo) nel 2009, pensi che il livello generale oggi sia paragonabile a quando eri all’apice della tua carriera?
VERDASCO: Penso che oggi sia molto diverso. Quando ho raggiunto la settima posizione del ranking i primi quattro giocatori del ranking vincevano praticamente ogni singolo torneo a cui partecipavano. Era praticamente impossibile per gli altri giocatori pensare di sollevare un titolo importante, solamente Cilic, Del Potro o Wawrinka sono riusciti a vincere uno slam in quel periodo. In quasi 20 anni e 80 slam giocati e’ successo in tre o quattro occasioni. Ora c’è sicuramente più spazio per tutti, da un certo punto di vista è più giusto… Se mi chiedi come giocatore se avessi preferito occupare la settima posizione oggi o nel 2009 la mia risposta è oggi. Roger si è appena ritirato, Murray non è più allo stesso livello di dieci anni fa e Rafa purtroppo deve sempre convivere con molti infortuni. Ho la sensazione che la settima testa di serie in un grande torneo puo’ avere reali possibilità di vittoria, ai miei tempi non era possibile. 

Quali sono i tuoi programmi per le prossime settimane? Hai già deciso con la tua famiglia e team quali tornei parteciperai?
VERDASCO: Fortunatamente ho avuto due wild card, sia per Delray Beach per la prossima settimana sia per Doha la settimana seguente. Spero che il gomito non mi dia ulteriori problemi così almeno posso partecipare a questi due eventi. Per quanto riguarda il mese di Marzo non ho ancora idea se giocherò a Dubai riposandomi la settimana di Indian Wells per tornare a Miami. Potrei anche saltare Dubai e giocare il Sunshine Double. Dipenderà tutto dalle mie condizioni fisiche e da come il mio corpo risponde nelle prossime due settimane.   

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement