Wawrinka shock a Rotterdam, per Federer è tutto in discesa

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Wawrinka shock a Rotterdam, per Federer è tutto in discesa

ROTTERDAM – Stan eliminato dalla wild card Griekspoor (259 ATP). Federer sembra davvero non avere ostacoli verso il numero uno

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da Rotterdam, il nostro inviato

WAWRINKA SHOCK – Sebbene sia ancora l’attesa per l’esordio di Roger Federer a elettrizzare l’aria della Ahoy Arena di Rotterdam, la seconda giornata di gioco regala un inaspettato quanto roboante scossone. Stan Wawrinka, testa di serie numero 5 e naturale candidato a frapporsi tra Federer e la storia, crolla al terzo set contro la wild card locale Tallon Griekspoor, 259 ATP con best ranking di 232, al suo primo successo ATP in carriera. Salta quindi l’affare svizzero in quarti di finale, ma il torneo e il pubblico tutto hanno di che gioire: Federer, eventualmente, si giocherebbe il ritorno al numero contro un olandese. Griekspoor infatti affronterà al secondo turno il vincente del derby Haase-De Bakker. Wawrinka era al terzo torneo stagionale dopo Melbourne (secondo turno) e Sofia (semifinale), e tornava qui dopo il trionfo del 2015.

IL MATCH – Visibilmente appesantito, Wawrinka riesce a portare a casa il primo set di pura esperienza, approfittando anche dell’emozione dell’avversario e a una sufficiente fluidità dei colpi. I minuti però non sono dalla sua parte, e con il passare del tempo si evidenziano sempre di più le lacune di condizione, lontanissima dalla straripante fisicità dei tempi migliori, e le difficoltà negli spostamenti, specialmente laterali. “Non è solo una questione fisica”, dirà in conferenza stampa, “in questo momento sono come un puzzle. Sto lavorando e migliorando, lo vedo, ma devo curare l’atletica, la testa e anche i colpi. Non sono affatto preoccupato comunque“. Griekspoor reagisce volando 3-0 nel secondo e 5-2 pesante nel terzo, mostrando un dritto di ottima fattura per quanto chiaramente sostenuto dall’adrenalina e dal fragore del pubblico amico. In trance agonistica manovra con agio, scende a rete e vede progressivamente concretizzarsi il trionfo. “Già dal primo set mi sono accorto che Stan stava faticando dal lato del dritto. Mi sono preso dei rischi, e ho avuto ragione. Vincere di fronte alla mia gente non ha prezzo”.

 

TALLON D’ACHILLE – 21 anni, nativo di Haarlem e membro di una famiglia completamente votata al tennis, Tallon Griekspoor è fratello minore di Scott e Kevin, gemelli, anche loro tennisti professionisti ma ancor meno vincenti. Figlio di un ingegnere edile che lavorava per il governo, l’olandese gode di un ottimo stato economico familiare, che gli ha permesso di allenarsi e dedicarsi allo sport sin da giovanissimo: è cresciuto in una tenuta munita di maneggio e campo da tennis in terra rossa, recentemente riassestato in cemento. Incredibilmente, non aveva ancora giocato un match quest’anno, in nessuna categoria di torneo, né aveva mai vinto un match nel circuito maggiore, avendo perso nelle prime due occasioni: entrambe erano giunte grazie a wild card di casa, lo scorso anno qui e a ‘s-Hertogenbosch. “Spero che questa vittoria possa aiutarmi a fare passi avanti nella mia carriera. Dovrò ovviamente lavorare ancora, ma sono positivo”. Il suo coach è l’ex numero 30 ATP, il belga Kristof Vliegen.

FUGGI FUGGIStan si era allenato per una buona mezz’ora nel pomeriggio, in tempo per vedere il pubblico letteralmente scappare dagli spalti del suo campo e correre verso quello adiacente, dove era in arrivo Roger Federer. Vestito di una polo bigia e con il fido Ljubicic al fianco (curiosamente sconfitto qui da Roger in finale nel 2005), Federer ha scambiato con Feliciano Lopez, evidentemente per abituarsi ad un avversario mancino in vista del primo turno contro Ruben Bemelmans. I posti a sedere, i corridoi esterni, addirittura i tavolini del piano rialzato di un ristorante nelle vicinanze erano ricolmi di spettatori e flash. Mentre il povero Wawrinka continuava a provare i servizi, ormai nell’indifferenza generale.

QUASI EROI PER UN GIORNO – I padroni di casa avevano già provato, eccome, a dare un senso alla giornata. Sorretti dal tifo incessante del pubblico locale, nel complesso piuttosto competente, avevano addirittura sfiorato l’impresa. La coppia Sanders/De Bakker, wild card nel tabellone principale di doppio, è infatti arrivata a due punti dal superare clamorosamente Marach e Pavic, autentici mattatori di questo inizio di anno. 11-9 il punteggio del super tie-break in favore degli “stranieri”, che si confermano quindi su livelli stratosferici: è il quindicesimo successo in fila (sedici se si conta anche l’apparizione come alternate alle ultime Finals, in cui batterono i Bryan), includendo i trofei sollevati a Doha, Auckland e agli Australian Open. Gli olandesi erano invece alla prima esperienza come team: se Sanders è davvero novizio a questi livelli, De Bakker rimane uno degli oggetti più misteriosi del tennis mondiale degli ultimi anni. Praticamente imbattibile a livello Juniores (titolo a Wimbledon 2006), si è progressivamente spento fino all’attuale classifica di 352, nonostante un best ranking di 40 otto anni fa. Domani affronterà Haase, da wildcard, per regalarsi il secondo turno contro Griekspoor.

INDOVINA CHI VIENE A CENA – La prima edizione del ABN AMRO World Tennis Tour di Rotterdam si tenne nel 1972, su sintetico indoor. Se la aggiudicò Arthur Ashe, che è ancora il più titolato di sempre qui con tre successi (Connors, Edberg, Krajicek, Escudé, Soderling e Federer seguono con due); dal 2000 si gioca su cemento indoor, dopo le notorie recriminazioni circa l’eccessiva velocità dei carpets. Siamo dunque alle 45esima edizione (nel ’73 non si disputò) di un torneo ricchissimo di talento, fascino, tradizione e aneddoti: basti pensare che il titolo del 1984 non venne assegnato, perché la finale tra Connors e Lendl venne interrotta per allarme bomba sul punteggio di 6-0 1-0 per l’allora cecoslovacco. C’è chi dice che la telefonata partì da un membro dello staff di Jimbo… Ebbene, per la prima volta nella storia della competizione, la biglietteria ha venduto cinque intere sessioni prima dell’inizio della settimana. Inutile chiedersi il perché, quando sula vetrata principale della splendida Ahoy Arena campeggia l’aerografia di Roger Federer. Pare comunque non si raggiungerà il massimo storico di affluenza, stabilito nel 2013 con più di 100.000 ingressi complessivi (il campo centrale ospita più di 14.000 spettatori). Quella fu l’ultima partecipazione dello svizzero, che perse in quarti di finale contro Julien Benneteau.

KOHLI LA PALLA AL BALZOLa scalata di Federer per il ritorno al numero uno, dovesse battere Bemelmans al primo turno domani, proseguirebbe contro Philip Kohlschreiber. E allo svizzero probabilmente non poteva andare meglio, dato il pauroso bilancio favorevole contro Kohli: 12-0, con l’ultimo confronto arrivato agli scorsi US Open, e il primo addirittura nel 2005 a Halle. Federer è complessivamente 18-0 contro avversari e potenziali avversari verso il numero uno (2-0 Haase, 4-0 De Bakker, 0-0 Bemelmans e Griekspoor. Fonte Raoul Ruberti). Il tedesco coglie il suo primo successo stagionale battendo il russo Karen Khachanov, danzando sul cornicione più volte prima di spuntarla al tie-break decisivo. Khachanov, dopo aver vinto il primo set, era andato a servire sul 5-4 nel secondo e 4-2 nel terzo, ma in entrambi le occasioni si è visto tradire dal suo poderoso dritto, rischiato fino all’eccesso, sopratutto in lunghezza, sfogandosi sulla povera racchetta. Kohlschreiber dimostra tutta la sua esperienza (a 34 anni è al diciassettesimo anno da professionista) e riesce a scuotere una stagione finora opaca: tre sconfitte in fila prima di oggi, tra Sydney, Australian Open e Sofia. Curiosamente, in due di queste occasioni aveva perso contro il futuro campione.

FELIX E (NON TROPPO) CONTENTOSi è visto finalmente, a livello ATP, Felix Auger Aliassime. Omaggiato di una wild card, il 17enne canadese, primo giocatore nato dopo il 2000 a ottenere un ranking ATP (nel 2015, qualificandosi al Challenger di Drummondville) ha perso con onore contro il serbo Krajinovic, finalista a Bercy lo scorso ottobre. Colpi da fondo ficcanti, una buona tenuta atletica e sopratutto un carattere raro, Felix ha tutti crismi del predestinato e farà a mani basse incetta di titoli e successi: 5-7 al terzo set, dopo aver annullato in attacco due match point. È bastato un Krajinovic sufficiente, bravo ad approfittare del calo nel finale dell’avversario. Ma Felix avrà tutto il tempo per dimostrare il proproi valore, siamo solo all’inizio. Figlio di padre togolese, Auger Aliassime da tre anni ormai si allena al centro federale canadese di cui è ovviamente la punta di diamante. Manco a dirlo, condivide il compleanno con Federer (8 agosto): Roger ottenne una wild card qui nel ’99, un anno prima della nascita di Felix. Porterà a casa 13.800 euro, che vanno a sommarsi ai 90.000 dollari già guadagnati in carriera, frutto dell’ottimo curriculum minore che può già vantare: due titoli Challenger (il secondo più giovane di sempre a vincere due tornei di categoria) e due Futures. In bacheca per lui anche il titolo Juniores degli US Open in singolare (2016) e in doppio con Shapovalov (2015). Il ragazzo si farà, altroché…

AHOY ARENA – La giornata in sé offre pochi altri spunti da un punto di vista prettamente tennistico. Ma l’Ahoy Arena è una struttura elegante, sobria e al contempo vivissima, anche quando non si tratta di game, set and match. La pancia del palazzetto è un brulicare di chioschi e tavolini, in un enorme spazio aperto denominato Shops and Bites: al centro, un curioso tavolo da ping pong circolare, che può essere occupato da una decina di giocatori per lato. Ristorazione, abbigliamento, materiale sportivo, tutto a disposizione in un complesso che da 45 anni ospita eventi di rilievo in ogni settore. U2, Jennifer Lopez, ma anche meeting politici e aziendali vengono ospitati regolarmente tra le vetrate e i pavimenti di finto parquet. La zona più lontana dall’ingresso è quella dedicata esclusivamente al tennis, almeno durante questa settimana: quattro campi di allenamento, uno adibito a parco giochi per i più piccoli, e il campo numero 1, tutti vicini e rispettosamente gremiti dal pubblico. Pouille e Gasquet, finalisti a Montpellier pochi giorni fa, scambiano svogliati mentre Paire passa a salutare prima di firmare il ritiro per problemi alla schiena: come lucky loser entrerà il connazionale Nicolas Mahut, che verrà strapazzato da Goffin in appena un’ora.

Risultati:

P. Kohlschreiber b. K. Khachanov 3-6 7-6(1) 7-6(5)
[Q] D. Medvedev b. [9] G. Muller 6-4 7-6(9)
[4] D. Goffin b. [LL] N. Mahut 6-1 6-3
[WC] T. Griekspoor b. [5] S. Wawrinka 4-6 6-3 6-2
F. Krajinovic b. [WC] F. Auger-Aliassime 6-2 3-6 7-5
V. Troicki b. J. L. Struff 1-6 7-6(5) 6-2

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Australian Open 2022, un grande Nadal supera un buon Khachanov: 15° ottavo a Melbourne [VIDEO]

Vittoria in quattro set per il n. 5 del mondo: “Senza dubbio il mio miglior match quest’anno”. Ora per lui c’è Mannarino, che ha sconfitto Karatsev

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Rafael Nadal all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

[6] R. Nadal b. [28] K. Khachanov 6-3 6-2 3-6 1-6

Nel match di chiusura della sessione serale della Rod Laver Arena, Rafael Nadal supera Karen Khachanov per 6-3 6-2 3-6 6- 1in 2 ore e 50 minuti con una prestazione decisamente in crescita rispetto ai match disputati finora in questo torneo. La lontananza dal circuito nella parte finale del 2021 per il 35enne spagnolo non è stata una pausa particolarmente debilitante e ora a Melbourne sta continuando ad ingranare sempre di più. Di solito un’assenza prolungata di quasi 6 mesi può lasciare strascichi nel momento del ritorno alle competizioni di alto livello ma non se disponi dell’esperienza di Rafa, che con questa vittoria si è qualificato per la quindicesima volta alla seconda settimana dell’Australian Open; ricordiamo che in una situazione simile, proprio cinque anni fa e alla stessa età, Roger Federer tornò in campo e trionfò agli Australian Open.

Nadal per il momento ha superato l’ostacolo Khachanov – battuto 9 volte su 9 in carriera – con una prestazione a dir poco brillante per larghi tratti dell’incontro, di tutt’altra pasta rispetto a quella vista contro Hanfmann nel turno precedente. Del resto lo spagnolo non perde in questa fase di torneo dal suo debutto nel 2004 contro Lleyton Hewitt, e ora agli ottavi di finale trova Adrien Mannarino. Il n. 30 del mondo Khachanov invece, che aveva raggiunto i quarti di finale a Wimbledon nel 2021, arriva a quattro sconfitte consecutive nel terzo turno degli Australian Open senza aver mai superato questa fase a Melbourne.

 

IL MATCH – Blackout iniziale di Khachanov, con grande contributo dello spagnolo, che perde i primi sette punti del match e, nonostante le prime di servizio, si ritrova subito sotto di un break. Nadal non ci mette molto a saper sfruttare i momenti di incertezza dell’avversario e non toglie il piede dall’acceleratore facendo leva su angoli improponibili trovati sia col dritto che col rovescio. Magari l’uncino non avrà la stessa rotazione di un tempo ma l’efficacia non è scemata. Inizio di partita davvero travolgente per la testa di serie n. 6 che perde il primo punto alla battuta addirittura sul 5-3 nel momento di servire per il primo set. Con percentuali che sfiorano la perfezione, Nadal continua a pungere col dritto e poi una risposta lunga sancisce la fine del primo set per 6-3 dopo un monologo di 36 minuti.

La lotta e l’equilibrio del secondo set si condensa tutta nel primo game durato più di 10 minuti con il russo alla battuta. Khachanov prova a spingere portandosi quasi al limite delle sue abilità ma le potenti accelerazioni tornano indietro troppo spesso e alla fine il break in apertura è inevitabile. Poco più tardi c’è un altro game lottato dall’elevato tasso adrenalinico in cui Karen conquista la prima palla break della sua partita, occasione in cui ovviamente Nadal trova il modo per salvarsi con la battuta mantenendo il vantaggio, e conseguentemente il set per 6-2.

Sotto di due set Khachanov ha il grande merito di non abbandonare la partita anzitempo, anzi, inizia a sfoderare le sue potenti bordate di dritto con ancor maggiore convinzione; affinché l’andamento di un match si ribalti però ci vuole la complicità di entrambi i tennisti e dunque è anche Nadal ad avere un evidente calo di prestazione nel terzo set e anche un evidente arretramento nella posizione in risposta. Il maiorchino perde la battuta dopo esser stato sopra 40-0 e, nonostante le chance immediate di contro-break, Khachanov trova sempre il modo di salvarsi galvanizzandosi col passare del tempo. Il pubblico apprezza decisamente questo ravvivamento dell’incontro e in 57 minuti Karen vince il set per 6-3.

Nel quarto parziale Nadal torna ad indossare i panni del cannibale e neanche la bottiglietta meticolosamente poggiata a terra che cade e rovescia tutta l’acqua può distrarlo. Il calo registrato nel set precedente viene rapidamente smaltito e, continuando ad adottare una posizione in campo estremamente difensiva, il suo gioco mostra tutt’altri connotati; a suon di passanti vincenti arriva il break di Rafa già al secondo game. Il n. 5 del mondo è una roccia e di lì a poco arriva un altro allungo che permette a Nadal, dopo 2 ore e 50 minuti, di chiudere 6-1 con un servizio vincente al primo match point.

LE PAROLE A CALDO“Ho giocato contro un gran giocatore e un mio amico. Senza dubbio è il mio miglior match da quando ho ripreso a giocare quest’anno e colgo l’occasione per augurare Karen buona fortuna per il resto della stagione – ha iniziato Rafa nell’intervista in campo a fine partita -. Giocare una partita del genere significa avere dentro grande energia e voglio ringraziare il mio team e la mia famiglia perché abbiamo fatto un grande lavoro”.

A. Mannarino b. [18] A. Karatsev 7-6 6-7 7-5 6-4

L’avversario di Nadal negli ottavi a sorpresa sarà Adrien Mannarino, che nei pressi delle 02:30 australiane ha sconfitto dopo una battaglia di quattro ore e 39 minuti (un’infinità di tempo per soli quattro set) la testa di serie numero 18 Aslan Karatsev, che a Melbourne Park difendeva la semifinale del 2021. Karatsev, probabilmente provato dal fatto che aveva giocato già per cinque ore al primo turno contro Munar e altre due ore e mezza al secondo turno con McDonald, si è arreso ai colpi piatti e filanti del francese, che a 33 anni si è tolto la soddisfazione di arrivare per la prima volta al quarto turno dell’Australian Open. Il russo quest’oggi non è apparso certo nella sua miglior versione: particolarmente impressionante il numero degli errori non forzati (86).


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Australian Open, Medvedev piega il solito spettacolare Kyrgios. Daniel manda a casa Murray [VIDEO]

Nick, spinto da pubblico della Rod Laver Arena, fa il massimo, ma perde in 4 set. Sconfitta in 3 invece per Murray da un ottimo Daniel. Si ritira Gasquet

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Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)
Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Altro resoconto dei match maschili del Day 4 all’Australian Open 2022, quelli della tarda mattinata (qui per leggere cosa è accaduto nella notte, qui per la cronaca dei match della prima mattinata).

[2] D. Medvedev b. N. Kyrgios 7-6(1) 6-4 4-6 6-2

Alla fine il match più atteso del day 4, quello tra il numero 2 Medvedev e lo showman Kyrgios, è andato come la maggior parte degli appassionati si aspettava. Il pubblico della Rod Laver Arena ha sospinto un Kyrgios ancora imperfetto fisicamente al massimo delle sue capacità, ma alla lunga la forza mentale e atletica di Medvedev ha annullato il tennis spettacolare dell’australiano, che ha comunque regalato un’emozionante sessione serale ai suoi sostenitori e un set vinto. L’unica nota negativa di un match che è stato godibilissimo per tutto l’arco delle tre ore di gioco, è il continuo ululare del pubblico australiano, che nell’imitare l’esultanza di Cristiano Ronaldo (urlando ‘Siu’) letteralmente dopo ogni punto, pareva che urlasse ‘buu’ ai giocatori in campo.

 

Per quanto riguarda l’andamento del match invece, i fuochi d’artificio sono iniziati già dalle prime fasi, quando Medvedev si è portato avanti di un break ed è poi stato riacciuffato da Kyrgios grazie a qualche sbavatura del russo e un paio di ottime soluzioni con il rovescio di Nick a infiammare il campo principale di Melbourne Park. A sostenere l’australiano non c’è stata solo la folla che riempie lo stadio per un… abbondante 50%, ma anche un servizio straordinario: per i primi tre parziali ha mantenuto la percentuale di prime in campo vicina – o spesso superiore – al 70%. La risposta del campione dello US Open è stata però impeccabile e lo dimostra il fatto che abbia chiuso con 31 ace contro i 17 di Kyrgios, quasi il doppio.

Non è solo la fase di contenimento che ha dato la vittoria a Medvedev: sono 24 i colpi vincenti messi a segno in un cruciale primo set vinto al tie-break, dove dall’1-0 per Nick ha infilato 7 punti consecutivi, 4 dei quali grazie a vincenti. C’è stata anche la non quotata polemica continua da parte dell’australiano, che ha spesso battibeccato con Carlos Bernardes (giudice di sedia), reo secondo Kyrgios di far partire lo shot clock troppo presto, così da non dargli tempo di raggiungere il box del suo asciugamano a bordo campo. Medvedev non si è fatto distrarre e nella seconda metà del secondo set ha aggredito la partita, riuscendo sul 5-4 a disinnescare il servizio avversario e forzare un break nel decimo game. Molto interessante la statistica sul numero dei colpi negli scambi: la superiorità di Medvedev negli scambi lunghi – fattore che ci si aspettava essere ben marcato nel match – non è riscontrata a livello generale nei primi due parziali, mentre c’è stata una tendenza del russo a vincere più punti sul servizio di Kyrgios (18-13) quando lo scambio superava i 5 tiri.

Il terzo set di Kyrgios andrebbe invece recuperato per intero se non si è avuto modo di seguirlo, soprattutto nella fase finale. Scriverne non rende giustizia all’atmosfera che i suoi colpi hanno creato in uno stadio pieno solo per metà. Il break è arrivato sul 3-3 con un susseguirsi di colpi estemporanei e anche di elevata qualità tecnica. Medvedev non ha potuto che accettare l’onda emotiva sulla quale Nick continuava a viaggiare e ha incassato un 6-4, rimandando tutto al quarto.

La sensazione che Medvedev ne avesse di più era chiara sin dall’inizio, ma ciò che è accaduto nel finale del terzo ha rischiato di compromettere il quarto e mettere in discussione una prevedibile vittoria finale del russo: Kyrgios ha trovato una risposta vincente nel primo game per arrivare a palla break, ma si è fatto ipnotizzare nel suo attacco. Passato il momento positivo, ha tenuto la battuta per due turni, ma anche lui ha avuto la sensazione che il break fosse imminente: “Gli sto tirando il lavandino ed è tutto quello che ho”, ha detto, citando una famosa frase di Andy Roddick. Le prime di servizio a 220 orari infatti non sono bastate. Medvedev ha trovato una risposta vincente di rovescio contro il serve&volley di Kyrgios per brekkare e lì il match si è concluso, dal momento che l’australiano non ne aveva davvero più. Medvedev ha superato lo scoglio più arduo della sua prima settimana e ora giocherà al terzo round contro van de Zansdschulp.

Nell’intervista post-match il numero 2 del mondo ha detto che “Stare calmi è l’unica cosa che si può fare quando il pubblico grida ‘buu’ tra prima e seconda di servizio“, non capendo che urlassero invece ‘Siu’, come Cristiano Ronaldo. Jim Courier ha provato a spiegarlo a Medvedev, mentre chi ancora era presente sulla Rod Laver Arena continuava a ululare. Il russo li ha rimproverati ancora “Non riesco a sentire Jim Courier, abbiate rispetto, ha vinto qui. Rispettate almeno lui, perché sta parlando”. Ricevuta la spiegazione ha ribadito che è comunque fastidioso, soprattutto mentre si serve. Ha comunque chiuso tra gli applausi del pubblico, nonostante la doverosa polemica.

[Q] T. Daniel b. [WC] A. Murray 6-4 6-4 6-4

È un Andy Murray molto frustrato quello che si è presentato in conferenza stampa dopo essere stato eliminato dall’Australian Open al secondo turno. Taro Daniel ha superato il cinque volte finalista di Melbourne con un triplo 6-4, al termine di una partita in cui Andy avrebbe potuto anche vincere un set, ma non ha mai dato la chiara impressione di poter far girare l’incontro in suo favore. Si pensava che le fatiche del primo turno contro Basilashvili (e anche del torneo di Sydney la settimana precedente) le avrebbe probabilmente pagate contro Jannik Sinner in un possibile terzo turno. Invece è stato Daniel a mandare a casa Murray.

Lo scozzese avrebbe dovuto vincere il primo parziale per poter gestire meglio le energie, invece dopo aver livellato il set con un contro-break sul 3-3, ha ceduto di nuovo il servizio commettendo un paio di errori non da Andy Murray. Saranno 16 i non forzati al termine del primo set, uniti alla grande difficoltà del britannico nel gestire l’aggressività in risposta di Daniel (4/13 con la seconda in campo). La partita potrebbe cambiare a inizio secondo set, quando Murray ha mancato quattro chance di portarsi 2-0 e servizio, guadagnate mentre comandava il gioco e riusciva a prendere la rete. Il giapponese ha però salvato il turno di battuta e nel game successivo ha sfoderato un game eccezionale, con due risposte di rovescio e un dritto vincenti per conquistare il break, decisivo per la vittoria finale del set.

Il break che doveva arrivare a inizio secondo parziale, il tre volte campione Slam se l’è preso nel terzo, ma l’ha subito restituito. A questo punto ha iniziato a credere sempre meno nella vittoria, consapevole anche che nel suo serbatoio forse non ci fosse benzina a sufficienza per una rimonta da due set di svantaggio. Ma non solo. Daniel ha giocato un match quasi perfetto in tutte le sue componenti, come conferma l’invidiabile bilancio vincenti-errori (46-21). Dall’altro lato Murray ha chiuso sfiorando quota 50 non forzati e con un brutto gesto che da lui non si vede spesso, la racchetta scagliata a terra dopo aver subito – sul 4-4 – il break che ha mandato Daniel al terzo turno Slam per la prima volta in carriera.

B. van de Zandschulp b. R. Gasquet 4-6 6-0 4-0 rit.

Nella sezione più bassa del tabellone, si è deciso l’avversario di Daniil Medvedev nel terzo round. Sarà Botic van de Zandschulp, protagonista di una grande cavalcata allo US Open dove si fermò proprio contro il russo nei quarti di finale del torneo. Van de Zandschulp fu l’unico a togliere un set al numero 2 del mondo in occasione dello Slam di Flushing Meadows, vinto poi dal russo in finale contro Djokovic. Il giocatore olandese sfidava nel secondo round Richard Gasquet, autore di una grande partita all’esordio contro il connazionale Ugo Humbert, battuto in quattro set. Il 35enne ha pagato tutti gli sforzi del primo round quando van de Zandschulp ha alzato l’intensità del match, finendo per infortunarsi e lasciare il campo senza completare la partita.

Il francese ha comunque vinto un bel primo set, grazie a un break nel terzo game conquistato con il suo magistrale rovescio. Dopo il 6-4 in tre quarti d’ora, Gasquet non ha vinto più nemmeno un game. Prima ha ceduto un secondo set lampo, 6-0, poi a inizio terzo parziale ha avuto sempre più difficolta a servire, non riuscendo a incidere nemmeno con i colpi da fondocampo: al momento non ha però comunicato la causa dell’infortunio, né la parte del corpo infortunata.


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Australian Open uomini: Tsitsipas in quattro set su Baez. Paire sorprende Dimitrov, De Minaur facile [VIDEO]

Il greco perde un set ma passa su Baez, mentre Benoit fa lo scherzo al bulgaro. Bene in tre set De Minaur, Auger-Aliassime vince una battaglia di oltre quattro ore con Davidovich Fokina

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Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)
Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

Il resoconto di alcuni match del tabellone singolare maschile dell’Australian Open giocati nella prima mattinata (qui l’approfondimento su alcuni match della notte italiana). Tsitsipas soffre la tenacia dell’argentino Baez, vittoria a sorpresa di Paire su Dimitrov. L’idolo di casa De Minaur avanza facilmente.

[4] S. Tsitsipas b. S. Baez 7-6(1) 6-7(5) 6-3 6-4

Continua a correre Stefanos Tsitsipas. Il greco, arrivato a Melbourne con poche partite sulle gambe (due di doppio e una persa all’ATP Cup) a causa di un infortunio al gomito, ha battuto in quattro set Sebastian Baez sulla Margaret Court Arena. Una vittoria anche di carattere per il N.4 del seeding, che ha dovuto lottare vedendosi riprendere sull’1-1 dal ventunenne argentino, semifinalista alle ultime Next Gen Finals di Milano in cui sconfisse tra gli altri Musetti.

 

Nel primo set Tsitsipas si è visto annullare sette palle break nei primi due turni in risposta. Sarebbe potuto sembrare il segnale che il greco avrebbe avuto vita facile, invece è stato Baez a dare il primo squillo alla partita. A sorpresa l’argentino ha strappato il servizio al N. 4 del mondo nel nono game, giocando un tennis molto offensivo. Ma, nel momento di servire per il primo set, sono tremate le gambe al classe 2000. Baez ha immediatamente riconsegnato la battuta a Tsitsipas, anche grazie ad un gioco in risposta molto profondo del greco, per poi veder sfuggire il primo parziale in un tie-break in cui Stefanos gli ha lasciato un solo punto.

Il giovane argentino (N. 88 del ranking) si sarebbe potuto sconfortare dopo l’andamento del primo set, ma nel secondo ha dimostrato tutto il carattere che contraddistingue gli sportivi albiceleste. Un secondo parziale in cui a dominare sono stati i servizi, senza opportunità di break per nessuno dei due giocatori e con Baez che ha messo in campo l’85% di prime palle (contro il 74% dell’avversario) oltre a 13 vincenti. Arrivati all’inevitabile tie-break, il sudamericano ha vinto quattro punti di fila dal 3-5 per rimettere in parità la partita.

Baez, all’esordio nel tabellone principale dell’Australian Open, ha visto però sciogliersi le proprie sicurezze nel terzo set. Tsitsipas ha ritrovato la rapidità di gambe che lo contraddistingue e, affidandosi specialmente al proprio dritto, ha operato il break nel secondo e nel quarto gioco. Dopo aver rimandato la conquista del parziale sul 5-2 e servizio, il greco ha definitivamente messo la testa avanti. Nella quarta frazione c’è stato poco da fare per Baez. Strappata la battuta all’avversario nel terzo game, Stefanos ha controllato il prosieguo dell’incontro, chiudendo poi la pratica in in tre ore e ventidue minuti.

Baez è un grande giocatore” – ha dichiarato il greco sull’avversario a fine partita – “ha uno dei migliori dritti che abbia mai affrontato“. Tsitsipas, che raggiunge così il terzo turno all’Australian Open per il quarto anno consecutivo, proverà a difendere la semifinale conquistata nella scorsa stagione e persa da Medvedev. Avversario del prossimo round sarà Benoit Paire.

B. Paire b. [26] G. Dimitrov 6-4 6-4 6-7(4) 7-6(2)

Sul campo 3 il francese si è reso infatti protagonista di una delle soprese di giornata. L’estroso ma spesso troppo discontinuo Paire ha infatti battuto in tre ore e diciotto minuti Grigor Dimitrov, semifinalista a Melbourne nel 2017. Dai numeri di fine partita si può notare come sia stato il servizio l’arma vincente per il transalpino. Benoit ha infatti messo a segno il doppio degli ace rispetto all’avversario (14 a 7) e, nonostante la percentuale di prime in campo sia poco superiore alla metà, ha vinto l’82% di punti col primo servizio.

Il N.56 del ranking ha conquistato le prime due frazioni con lo stesso risultato, anche se nella seconda ha dovuto faticare maggiormente subendo un break nel quarto gioco ma riconquistandolo immediatamente nel game successivo. In questo frangente di partita Dimitrov è risultato più falloso dell’avversario, commettendo 28 errori non forzati contro i 17 di Paire e con 5 doppi falli solo nel secondo set.

Nella terza frazione il bulgaro ha ritrovato buone percentuali e, nonostante i 9 ace di Paire (su 14 totali), ha portato la partita al tie-break, vincendolo poi per 7-4. Gioco decisivo anche nel quarto set quando, dopo un break per parte conquistato, il francese ha vinto il game finale mettendo a segno cinque punti consecutivi dal 2-2.

[32] A. De Minaur b. K. Majchrzak 6-4 6-4 6-2

L’idolo di casa Alex De Minaur è sceso in campo nella notte italiana sulla Rod Laver Arena. Vittoria facile per il tennista di Sydney, che ha battuto il polacco Kamil Majchrzak (N. 107 ATP) in un’ora e 39 minuti. Partita con poca storia tra i due, con la tds N. 32 che si è fatto bastare un break nelle prime due frazioni, per poi dilagare nella terza in appena ventisei minuti.

De Minaur, che al primo turno aveva avuto la meglio su Musetti, ha nel complesso dominato anche le statistiche, mettendo a segno 11 ace (contro i 3 del polacco) e 35 vincenti, conquistando anche l’85% dei punti con il primo servizio. L’australiano conquista così per la terza volta l’accesso al terzo turno degli Australian Open e nella prossima partita contro il 35enne Pablo Andujar potrebbe raggiungere il miglior risultato della carriera al Melbourne Park.

[9] F. Auger-Aliassime b. A. Davidovich Fokina 7-6(4) 6-7(4) 7-6(5) 7-6(4)

Grande spettacolo sulla nuovissima Kia Arena, dove Felix Auger-Aliassime e Alejandro Davidovich Fokina hanno dato vita ad uno dei match più entusiasmanti di questo Day 4. A prevalere è stato alla fine il N. 9 del mondo e fresco vincitore dell’ATP Cup con il suo Canada. Ma lo spagnolo, che a Melbourne ha vinto la sua prima partita Slam nel 2020, ha dato dimostrazione ancora una volta di carattere e di buona predilezione per il veloce, mettendo in difficoltà Felix e costringendolo a una vittoria dopo quattro tie-break.

Decisivi per il canadese i 28 ace sfoderati in tutta la partita (contro i 6 dello spagnolo N. 50 ATP) a conferma dell’ottimo lavoro svolto nell’ultimo periodo per quanto riguarda il servizio. Più combattuti nel complesso il primo e il quarto set in cui, a differenza delle altre due frazioni, i giocatori sono riusciti a conquistare un break a testa in entrambe le partite. Il rendimento con il servizio di Auger-Aliassime ha avuto alla fine la meglio e il classe 2000 al terzo match point ha chiuso i giochi. Nel prossimo turno, il canadese è atteso da una sfida che promette spettacolo contro la tds N. 24 Daniel Evans.

QUI IL TABELLONE MASCHILE DELL’AUSTRALIAN OPEN 2022

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