ATP Challenger Bergamo: Berrettini, una vittoria che vale

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ATP Challenger Bergamo: Berrettini, una vittoria che vale

Continua lo straordinario torneo degli italiani. Caruso centra i quarti con una dirompente vittoria su Millot. Arnaboldi supera Quinzi nel derby azzurro. Berrettini al fotofinish

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Uno dei principali handicap per i giocatori di bassa classifica è l’impossibilità di avere uno staff itinerante. Nei Challenger capita di vedere giocatori soli, o magari costretti a condividere un solo coach. Eppure, preparatore atletico e fisioterapista non sono figure secondarie: lo sa bene Salvatore Caruso, che per il 2018 ha scelto di investire su Niccolò Liberati, abile fisioterapista marchigiano che si sta prendendo cura dei suoi muscoli. Quella al Trofeo Perrel-Faip di Bergamo (64.000€, Greenset) è la prima settimana in cui Liberati accompagna Caruso e lo storico coach Paolo Cannova. I risultati si vedono: “Sabbo” è nei quarti grazie alla dirompente vittoria contro il francese Vincent Millot, molto pericoloso a questi livelli. Un netto 6-0 6-2 maturato in un’oretta lo ha portato nei quarti, ma gli obiettivi sono ben più ambiziosi. Il modo in cui Caruso ha gestito il match è più che incoraggiante.“Credo che ci sia stato un mix tra meriti miei e demeriti suoi – racconta Caruso, ancora sul lettino del fisioterapista a oltre un’ora dal match – sin dall’inizio mi sono accorto di colpire bene, la palla usciva alla grande e lui ne ha sofferto. Nel secondo set, sono stato bravo a non farlo entrare in partita. Quando vinci 6-0 il primo set c’è il rischio di pensare che sia finita: errore gravissimo, perché un match può sempre girare. Due anni fa vinsi 6-0 il primo set contro Karen Khachanov, poi ho perso. I match non sono mai chiusi, l’esperienza di quel match mi è servita oggi”. Numero 156 ATP la scorsa estate, Caruso sta iniziando ad annusare l’aria del grande tennis, spinto anche dalla mentalità internazionale di coach Cannova. La qualificazione all’Australian Open, oltre a dare un valido supporto economico, gli ha fatto capire di poter giocare a certi livelli.

UN SOGNO SICILIANO – La scelta di portarsi un fisioterapista in giro per i tornei è segno di una forte ambizione. “È un aiuto importante, ci credo molto – continua Caruso – questa è la nostra prima settimana, stiamo facendo davvero un bel lavoro. Con Niccolò ci siamo conosciuti a Recanati e mi è piaciuto sin da subito, ho voluto fortemente questa collaborazione. Avere il fisioterapista è un aiuto incredibile: conosce bene il tuo corpo, a differenza del “fisio” del torneo che ti vede – se va bene – una volta all’anno. Sa dove muoversi, quali sono i punti deboli… inoltre aiuta in tante cose: ad esempio, non devo più pensare allo stretching o agli integratori. Per adesso fare una prova di 6-7 settimane, poi in base alle varie disponibilità cercheremo di allungare. Il prize money intascato in Australia mi darà una mano, ma l’impegno con Niccolò era già stato preso. Posso promettere una cosa: investirò bene e con grande attenzione i soldi conquistati a Melbourne. E il fisioterapista è uno dei miei investimenti”. 25 anni compiuti il 15 dicembre (è nato lo stesso giorno di Paolo Lorenzi, 11 anni dopo), Salvatore Caruso veleggia da qualche anno intorno alla 200esima posizione ATP. Adesso è giunto il momento di fare un salto di qualità. “Negli ultimi anni ho imparato tante cose, ma la più importante è che ci vuole costanza, ovviamente con alcuni picchi. A ben vedere, un giocatore fa la classifica con 5-6 tornei. Ma la costanza aiuta tanto”. Oggi il ragazzo di Avola occupa la poltrona numero 189, ancora lontanuccio dalla 68esima posizione conquistata una dozzina d’anni fa da Alessio Di Mauro, miglior siciliano di tutti i tempi. Viene spontaneo chiedergli se ha mai pensato a superarlo. “È un sogno nel cassetto. Alessio è un mito per tutti noi, arrivare al numero 68 vuol dire aver fatto le cose per bene. In campo era molto intelligente, la sapeva lunga. Abbiamo anche giocato due volte, con un successo per parte. Ho diversi obiettivi, ma ogni tanto do un’occhiata anche a questo”.

Salvatore Caruso – ATP Challenger Bergamo 2018 (foto Antonio Milesi)

LA VICINANZA DELLA FAMIGLIA – La figura dei genitori è molto importante per un tennista: ci sono famiglie molto presenti, sempre al fianco dei figli, anche in giro per i tornei. Alcuni sono diventati molto popolari. Al contrario, non si sa molto della famiglia Caruso. “Da tipica famiglia del sud siamo molto uniti, ci sentiamo tutti i giorni, anche con mia sorella che vive e lavora a Milano – racconta Caruso – loro sono molto presenti e mi hanno sempre sostenuto, anche se in famiglia nessuno giocava a tennis. Mia madre fa l’insegnante, mio padre ama i motori e la vela e mia sorella suonava il pianoforte. Papa Enzo mi ha sostenuto tanto, è il mio primo tifoso. Mia madre, Lina, ha fatto altrettanto ma in modo più silenzioso. È normale: quando vedi un figlio soffrire in campo, soffri anche tu. Avevamo fatto la scommessa che se avessi giocato in tabellone a Roma sarebbe venuta a vedermi. L’ha fatto, ma era molto tesa. Ogni tanto mi voltavo verso il box e aveva sempre lo sguardo abbassato… non so quanti punti abbia visto! È molto presente, si fa sentire in silenzio!”. Facendo un pizzico di autocritica, Caruso ha ammesso di essersi un po’ rilassato la scorsa estate, dopo la finale a Biella (la prima in carriera in un torneo Challenger). “Il rischio che possa capitare di nuovo c’è sempre. Per fortuna imparo molto dagli errori: per esempio, la stagione è iniziata bene e sto facendo un filotto positivo. L’esperienza di Biella mi ha aiutato a non essere appagato. Dopo l’Australia sono stato bravo, ma non bisogna calare l’attenzione e pensare che un problema sia risolto. Guai commettere sempre gli stessi errori”. Se davvero dovesse raggiungere i suoi obiettivi, Caruso sarebbe un grande acquisto per il pubblico mainstream. Il suo sorriso, la sua simpatia e la tipica solarità siciliana lo rendono un personaggio molto positivo, così come è positivo il suo atteggiamento sul campo. Per un posto nella Final Four bergamasca, se la vedrà con il vincitore di Berrettini-Lestienne.

 

ARNABOLDI TORNA AD EMOZIONARE – Centra i quarti anche Andrea Arnaboldi. Nel match forse più bello del torneo, di sicuro il più emotivo, ha battuto Gianluigi Quinzi nel derby tutto italiano. Una sfida tra mancini in cui si è visto tanto gioco, schemi, idee. Perso il primo set, Quinzi ha provato a far valere la sua freschezza atletica. Ha vinto il secondo ed è salito sul 3-1 nel terzo. Sembrava in dirittura d’arrivo, ma ha commesso qualche errore di troppo che ha dato ossigeno mentale ad Arnaboldi. Da parte sua, il canturino ha giocato alcuni punti fantastici ed è stato bravissimo sul piano tattico, attaccando con il dovuto criterio. Il punto-simbolo si è giocato sul 4-3 del terzo: uno scambio mozzafiato in cui Arnaboldi è sceso a rete, è stato ricacciato indietro, poi c’è andato Quinzi, scavalcato da un pallonetto… infine “Arna” è andato a prendersi il punto a rete. La volèe vincente ha fatto scattare in piedi coach Fabrizio Albani, che tiene particolarmente a questo torneo essendo un ex membro di Olme Sport, il comitato organizzatore. Arnaboldi gli ha dato una grande soddisfazione e si è regalato una sfida-spettacolo contro Stefano Napolitano. Sarà il terzo scontro diretto: nel 2014, a Biella, si impose Arnaboldi. Il biellese si è preso la rivincita a Ortisei 2016, sulla strada del suo primo titolo Challenger. Venerdì si parte alle 10.30 con le semifinali del doppio, poi i quarti si giocheranno a partire dalle 15. L’unico match senza italiani vedrà coinvolti Jurgen Zopp e Adam Pavlasek. Nel pomeriggio di giovedì, il ceco (ex fidanzato di Petra Kvitova) ha superato Uladzimir Ignatik in due set. Oggi è fuori dai top-200, ma soltanto un anno fa era salito al numero 72 ATP…

Andrea Arnaboldi – ATP Challenger Bergamo 2018 (foto Antonio Milesi)

BERRETTINI, UNA VITTORIA CHE VALE – Soltanto pochi minuti prima, un gol di Marcel Schmelzer aveva strozzato in gola l’urlo di gioia a tanti bergamaschi. Ma se l’Atalanta è arrivata a un passo dal battere il Borussia Dortmund, Bergamo si consola con la bella vittoria di Matteo Berrettini. Il romano è il quinto azzurro a raggiungere i quarti al Trofeo Perrel-Faip (64.000€, Greenset), come non era mai successo in 13 anni di storia. Quello contro Constant Lestienne è stato un successo importante, di valore. Non importa la classifica (121 contro 248 a favore dell’azzurro): Lestienne sta vivendo un gran momento di forma, come se giocasse su una nuvola, e ha costretto “Berretta” a spendere fino all’ultima goccia di sudore. Vincere una partita del genere è segno di maturità, di una crescita non soltanto chiacchierata, ma reale. Lestienne (sospeso 7 mesi nel 2016 per aver scommesso su partite di tennis, non sue) non tira forte e non ha colpi particolarmente incisivi, però si muove come un gatto e difende benissimo. Aiutato da un campo non troppo veloce, ha tenuto in vita decine di scambi e ha portato a casa un buon numero di punti in cui Berrettini aggrediva, soprattutto con il dritto. Un break in avvio era sufficiente all’azzurro per vincere il primo set. Non rischiava nulla neanche nel secondo, ma era costretto al tie-break. Lì Lestienne saliva 5-2 e servizio, poi Matteo si rifaceva sotto con due ottimi punti. Sciupava tutto con un doppio fallo sul 4-5 e, perso il set, scaraventava una pallina sul tetto del PalaNorda. Nel momento difficile, ha capito che non doveva mollare. Nel terzo set ha dovuto cancellare palle break nel primo game, sul 4-4 (rimontando da 15-40) e sul 5-5. C’è stato un momento in cui non trovava soluzioni per portare a casa lo scambio. Ma nel momento del bisogno, il mix servizio-coraggio gli è venuto in soccorso e lo ha premiato nell’ultimo game. Nonostante un’accanita resistenza, Lestienne doveva cedere al terzo matchpoint e l’Italia festeggiava un altro successo. Nei quarti di venerdì (non prima delle 18.30), se la vedrà con Salvatore Caruso in uno dei due derby di giornata. Il programma sarà poi chiuso da Napolitano-Arnaboldi. L’Italia, dunque, ha la certezza di piazzare due giocatori in semifinale. E poi c’è Lorenzo Sonego, che può certamente giocarsela contro Mohamed Safwat (già battuto un mese fa in Australia). Dopo la tremenda delusione calcistica di stasera, i bergamaschi meriterebbero il lieto fine almeno nel tennis.

IL PROGRAMMA – Venerdì i quarti del singolare si giocheranno a partire dalle 15, mentre sabato il programma scatterà alle 16.30 con la finale del doppio, seguita dalle semifinali del singolare (18.30 e 20.30). Domenica ci sarà il consueto happening finale, anticipato dalla suggestiva cerimonia di presentazione. Si partirà alle 16. Le ultime due giornate saranno trasmesse in diretta integrale da BG 24, visibile al numero 198 del digitale terrestre in tutta la Lombardia.

Ufficio Stampa Trofeo Perrel-Faip

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WTA Rabat: Trevisan, la prima volta (e che prima volta!) non si scorda mai

La prima finale WTA coincide anche con il primo titolo per Martina Trevisan, sconfitta nettamente Claire Liu

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Martina Trevisan (foto twitter @LadiesOpenPA)

M. Trevisan b. C. Liu 6-2 6-1

Il torneo di Rabat, WTA 250 in terra marocchina, è intitolato alla principessa Meryem, sorella dell’attuale re, e non a caso si chiama Grand Prix SAR La Princesse Lalla Meryem. Ma oggi, 21 maggio 2022, ha incoronato una nuova regina, una ragazza di Firenze che sognava fin da troppo questo giorno: Martina Trevisan. La n.66 al mondo, dopo un torneo entusiasmante, in cui ha battuto tra le altre Garbine Muguruza, mette la ciliegina sulla torta, conquistando nell’ordine prima semifinale, prima finale e primo titolo WTA, tenendo in balia un’altra esordiente in un atto conclusivo, la statunitense Claire Liu, che ha lottato con le unghie e con i denti nel primo set, a tratti mettendo anche paura, ma nel secondo non ha potuto arginare la voglia dell’azzurra. Martina è la ventesima italiana della storia a vincere un trofeo WTA, la quarta in terra marocchina, e da lunedì avrà anche il suo best ranking, potendo entrare nelle prime 60 al mondo, e andando anche con una vena di ottimismo al Roland Garros. Il primo titolo del tennis italiano in questo 2022 è proprio suo, e allora godiamoci tutti questo sorprendente, e così netto, trionfo, con la cronaca della partita.

Il tabellone completo del WTA 250 di Rabat

IL MATCH – Inizio sprint per Martina Trevisan, che gestisce meglio la pressione tra le due esordienti: break a 15, tirando anche due vincenti con il dritto, subito pesante, mentre Liu accusa già un po’ di tensione ed è troppo tenera. Peccato che sia una gioia alquanto effimera per l’azzurra, dato che l’americana, anche sfruttando un leggero calo della nostra, rientra e porta a casa il contro-break: necessarie ben 5 palle break, ma trova meglio il campo e soprattutto tanti errori di Trevisan, un po’ lenta alle volte, altre troppo frettolosa per cercare il vincente. Ancora rischia la n.66 al mondo, che se non mette la prima ha serie difficoltà, causa di una seconda tenera che Liu puntualmente attacca e sfrutta per entrare in campo; Martina però si fa trovare pronta e con coraggio annulla due palle break, variando sia la spinta che l’altezza della palla. E la resistenza al servizio è fondamentale nel quinto game, dove Trevisan riesce a tornare avanti di un break, senza osare neanche più di tanto ma tessendo una rete di accelerazioni e di variazioni e contando anche su un aiuto di Liu, di nuovo un po’ troppo tesa. Ancora una volta, la paura del break subito si trasforma in gioia per quello ottenuto nel settimo gioco, che sa tanto di ipoteca sul primo set. Da dire, sinceramente, che l’americana ha regalato la maggior parte dei punti, quasi un errore su uno e un vincente o simili sull’altro, con Trevisan che approfitta facendo il minimo, accelerando quando deve. Chiude dopo un game lungo, 4 set point e una palla break, 6-2 un primo set che dal risultato sembrerà essere stato netto, quando è stato un duro braccio di ferro, con Liu che in ogni game di risposta ha avuto palla break. Brava Martina a tenere mentalmente ed essere perfetta nel gioco, variando al momento giusto e pazientando quando serviva.

 

Il secondo set nel terzo game subisce un cambiamento di ritmo importante, con il break di Trevisan, addirittura a 0. Il gioco procede sempre sugli attacchi di Liu, appena può, e le variazioni pericolose di Martina, che qui fa perdere i giri ai colpi della n.92 al mondo, in un game gonfio di errori. Sembra ripetersi il copione del primo set: Trevisan annulla palla break nel quarto game e mette la freccia da un punto di vista emotivo, dove invece Liu ha un calo drastico che la fa giocare con nervosismo e troppa fretta, due ingredienti fondamentali per il doppio break di una Martina incisiva e concreta, a tratti anche spettacolare. Chiude un secondo parziale dominato dall’inizio alla fine Trevisan, addirittura per 6-1, senza concedere nulla al servizio e tenendo un ritmo pressoché perfetto, sia nelle scelte che poi nei colpi. Il tutto va a coincidere con un netto calo di Liu, che a un certo punto sembra proprio arrendersi e non credere neanche più di poter ribaltare le debordanti ondate della toscana. Conclude quasi in lacrime Martina, sinceramente emozionata, lei che è stata costretta a un lungo stop dai campi, e che aveva iniziato una nuova vita tennistica annunciandolo via Facebook, il 25 febbraio del 2014. Sono passati più di 8 anni da allora, tante cose sono cambiate, ma una cosa è certa: Martina Trevisan è una guerriera come ben poche abbiamo visto, e oggi ha finalmente avuto il coronamento del sogno di una vita, perché, come diceva Nelson Mandela: “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”.

Il tabellone completo del WTA 250 di Rabat

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Roland Garros, Osaka: “Ero molto preoccupata per questa conferenza”

Un anno dopo il ritiro dallo scorso Open di Francia, la giapponese Naomi Osaka ritorna a Parigi: “Per nessun motivo non giocherò questo torneo”

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2022-04-27 MUTUA MADRID OPEN 2022 CAJA MAGICA MADRID ( SPAIN ) MEDIA DAY WTA NAOMI OSAKA OF JAPAN PHOTO: ANGEL MARTINEZ / MMO

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Un anno dopo la vicenda che l’ha vista al centro delle discussioni nello scorso Roland Garros per il boicottaggio delle conferenze stampe e il successivo ritiro prima del match di secondo turno, Naomi Osaka ritorna sul luogo del misfatto con due soli match giocati a Madrid, inclusa la roboante sconfitta contro Sara Sorribes Tormo e il successivo forfait agli Internazionali BNL d’Italia. Osaka che si presenta con un nuovo mood a Parigi definendolo un posto “diverso dagli altri tornei”.

D: In che modo Parigi è diverso dagli altri tornei? e come è andata la tua preparazione dato che hai sofferto per un piccolo infortunio?

NAOMI OSAKA: “Trovo tutto un po’ ironico, la stagione sulla terra battuta è quella su cui ho speso più tempo durante la mia preparazione, ed è stato davvero un peccato che mi sia dovuta ritirare da Roma e non ho potuto giocare a Madrid.

 

Ma ne ho approfittato per esplorare l’Europa, prima di Madrid sono stata a Maiorca, e dopo Roma sono andata a Nizza e ho visto macchine fantastiche a Monaco. Quindi è stato davvero bello per me poter esplorare quei posti.

D: Sei stata in grado di prepararti per il torneo in questi ultimi giorni come volevi durante le sessioni di allenamento o hai dovuto gestire i carichi e preoccuparti di ciò?

NAOMI OSAKA: Per nessun motivo non giocherò questo torneo, quindi ovviamente dovrò gestire il tutto, ma allo stesso tempo, assumerò degli antidolorifici. In realtà ho giocato molti Grandi Slam con qualche problema. In Australia, quando ho giocato contro Kvitova [finale del 2019, ndr], per cinque partite ho sofferto di u forti dolori alla schiena. Quindi penso che forse ci sia la possibilità che io possa giocare davvero bene quando sono infortunata, perché mi sento come se non avessi niente da perdere.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

D: Nei giorni scorsi è emersa la notizia che stai avviando Evolve. Da quanto tempo pensi a una cosa del genere? Perché pensi sia importante per te fare questa mossa e come pensi che cambierà il panorama delle donne nello sport e come impatterà sul modo di gestire la propria carriera?

NAOMI OSAKA: Per me, penso che sia davvero importante, penso che le figure di riferimento siano davvero importanti, solo il fatto di vedere qualcuno fare qualcosa, ti fa sentire come se potessi fare la stessa cosa anche tu. Ho trovato davvero interessante il fatto che non ci fosse un’atleta donna che l’avesse fatto prima, ma ci sono stati così tanti uomini. Quindi, non lo so. Penso che sia un viaggio, e sento che imparerò molto durante questo viaggio.

D: Hai parlato della tua determinazione a giocare questo torneo, qualunque cosa accada. Puoi spiegare perché così determinato a giocare qui anche se non sei fisicamente al massimo?

NAOMI OSAKA: Non ne sono molto sicura, ma sento che ci sia un limitato periodo di tempo in cui potrò giocare a tennis, quindi devo trarne il meglio. So che ci sono molti altri giocatori che possibilmente hanno dei problemi fisici, alcuni anche seri, e vogliono così tanto giocare questo torneo. Penso che per me un piccolo problema fastidioso non dovrebbe essere un grosso impedimento. Si tratta di un Grande Slam, seguivo questo torneo in TV quando ero più giovane. È ancora come un davvero un grande onore per me.

D: Iga era qui prima a parlare di come le cose sono cambiate per lei dietro le quinte da quando è diventata la numero 1 del mondo e ha iniziato la sua striscia vincente. È una situazione nella quale puoi immedesimarti?

NAOMI OSAKA: Ho mai vinto tipo tornei di fila? Non lo so (risponde sorridendo). Sai, non posso immedesimarmi in ciò in maniera specifica, ma quando mi trovavo al numero 1, c’è stato questo episodio nel quale parlando con un’altra giocatrice e lei mi chiese in che parte del tabellone sei? Ma quando sei la numero 1 sei automaticamente nella metà superiore.

È come se questi piccoli eventi come quello che ho descritto che mi hanno fatto sentire come se dovessi chiedermi se le altre persone pensavano che io fossi abbastanza brava da essere la numero 1 e cose del genere. È proprio lì che va la mia mente. Per quanto riguarda Iga l’ho vista crescere, è davvero sorprendente per me quanto stia facendo bene. In un certo senso voglio vedere dove porterà il resto della sua carriera.

D: L’anno scorso qui non si parlava del tuo tennis. Mi chiedo solo se, quando sei tornata al Roland Garros quest’anno, quali fossero le sensazioni che hai provato. Hai ripensato all’anno scorso e a come sono andate le cose e tutto il resto, lontano dal campo?

NAOMI OSAKA: Non mentirò. Quando sono arrivata qui, ero molto preoccupata. Ovviamente non è piaciuto neanche a me come ho gestito la situazione, ma ero preoccupato che ci fossero persone che ho offeso in qualche modo e mi sarei semplicemente imbattuta in loro. Ma penso che la maggior parte delle persone che ho incontrato siano state davvero positive anche se non sono davvero così sicura.

Ero anche molto preoccupata per questa conferenza stampa, perché sapevo che avrei ricevuto molte domande su questo tema. Ovviamente ci sto ancora pensando, e mi sto preparando per ogni evenienza, ad esempio se vado in campo e un fan dice qualcosa come a Indian Wells. Ma penso di stare bene.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Sinner mette la freccia per sorpassare Berrettini: nuovo n.1 d’Italia già dopo Parigi?

L’assenza di Matteo Berrettini dal Roland Garros e la perdita dei punti di Wimbledon, spingono Jannik Sinner sempre più vicino alla vetta del tennis italiano

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Matteo Berrettini e Jannik Sinner (foto Twitter @federtennis)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Con la decisione da parte dell’ATP di non assegnare punti per il prossimo torneo di Wimbledon, il sorpasso di Jannik Sinner su Matteo Berrettini sembra sempre più vicino e inevitabile. Il tennista romano, attuale n.10 del mondo, non avrà modo di difendere i 1200 punti ottenuti con la finale giocata lo scorso anno sui prati londinesi, e questo tesoretto che gli verrà scalato al termine dello Slam corrisponde a quasi un terzo del suo attuale patrimonio, 3805 punti. Ma l’avvento di un nuovo numero 1 d’Italia potrebbe avvenire anche prima, e per la precisione al termine dell’imminente Roland Garros. Berrettini infatti a causa dell’infortunio e dell’operazione alla mano destra ha saltato tutta la stagione sulla terra rossa e, come da lui stesso annunciato, non potrà difendere i 360 punti dei quarti di finale raggiunti nell’ultima edizione a Bois de Boulogne; Sinner dunque, che lo scorso anno a Parigi si fermò agli ottavi, ha la chance di diventare il 33° numero 1 italiano.

Prima di capire cosa deve fare il giocatore altoatesino per riuscirci, vediamo quali sono i suoi colleghi ed ex colleghi che lo hanno preceduto. Ecco dunque l’elenco di tutti i precedenti numero uno azzurri, con l’indicazione di quante volte lo sono stati e in quali anni.

Nicola Pietrangeli111959, 1960, 1961, 1962, 1964, 1965, 1966, 1967, 1968, 1969 e 1970
Gianni Cucelli91944, 1945, 1946, 1947, 1948, 1949, 1950, 1951 e 1952
Adriano Panatta91971, 1972, 1973, 1974,1975, 1976, 1977, 1980 e 1982
Uberto De Morpurgo81925, 1926, 1927, 1928, 1929, 1930, 1931 e 1932
Fabio Fognini62012, 2014, 2015, 2017, 2018 e 2019
Fausto Gardini61952, 1953, 1954, 1955, 1956 e 1963
Andrea Gaudenzi61994, 1995, 1996, 1998, 1999 e 2002
Martin Mulligan61966, 1967, 1968, 1969, 1970 e 1971
Corrado Barazzutti51978, 1979, 1981, 1983 e 1984
Giorgio De Stefani51933, 1934, 1935, 1936 e 1938
Andreas Seppi52009, 2010, 2011, 2013 e 2017
Paolo Canè41987, 1988, 1989 e 1990
Filippo Volandri42004, 2005, 2006 e 2007
Omar Camporese31991, 1992 e 1993
Giovanni Palmieri31936, 1937 e 1938
Francesco Romanoni31941, 1942 e 1943
Mino Balbi di Robecco21922 e 1924
Francesco Cancellotti21985 e 1986
Vanni Canepele21939 e 1940
Cesare Colombo21923 e 1924
Giuseppe Merlo21957 e 1958
Marco Cecchinato12019
Renzo Furlan11997
Paolo Lorenzi12016
Gianluca Pozzi12001
Riccardo Sabbadini11924
Davide Sanguinetti12003
Orlando Sirola11959
Potito Starace12008
Laurence Tieleman12000
Simone Bolelli12009
Matteo Berrettini12019

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Come detto l’allievo di Vincenzo Santopadre al momento è a quota 3805 punti, mentre Jannik a 3185: la differenza è di 620 punti. Sinner, che a sua volta difenderà gli ottavi a Parigi, dovrà centrare la semifinale (720 punti) per completare il sorpasso e diventare il nuovo n° 1 italiano. Un obiettivo tutt’altro che agevole, ma non impossibile, soprattutto se si considera il fatto che sia atterrato nella parte più tranquilla di tabellone: la crescita graduale di risultati e forma nel 2022, e la partenza da testa di serie n° 11 possono far ben sperare il ragazzo di Sexten, che esordirà nel torneo contro lo statunitense qualificato Fratangelo.

 

A giugno il testa a testa tra i due italiani si sposterà sull’erba, dove Sinner ha ben poco da difendere, mentre Berrettini proverà a eguagliare, condizioni fisiche permettendo, il trionfo al Queen’s (dove ancora verranno assegnati punti ATP), ma si presenterà su questa superficie con l’ultimo match giocato il 16 marzo a Indian Wells (sconfitto al terzo turno da Kecmanovic). Considerando il grande rapporto di amicizia che c’è tra i due tennisti – certificato anche dalle buone prestazioni uno a fianco all’altro in doppio nell’ultima edizione dell’ATP Cup – siamo sicuri che questa rivalità sarà vissuta con serenità da entrambi. Quando il sorpasso avverrà, Berrettini perderà la leadership del tennis italiano che ha mantenuto ininterrottamente da ottobre 2019, quando superò Fognini grazie alla semifinale nel Masters 1000 di Shanghai.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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