Miami: Zverev si è ricordato come si vince

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Miami: Zverev si è ricordato come si vince

MIAMI – Sascha è tornato ai suoi livelli, era ora. Nulla da fare per Carreno Busta, troppa differenza di qualità. Lo aspetta Isner. Terza finale 1000, le altre due le ha vinte

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[4] A. Zverev b. [16] P. Carreno Busta 7-6(4) 6-2 (dal nostro inviato a Miami)

Il match programmato in orario pre-serale, anche senza il ritardo tecnico del giorno precedente, ha dato sufficiente tempo a tutti (o quasi) gli spettatori della seconda semifinale di arrivare in tempo al loro posto, al contrario di quanto era accaduto per il match diurno quando centinaia di tifosi (in buona parte argentini) erano stati bloccati dal traffico del venerdì di Pasqua sulla Rickenbacker Causeway.

 

Lo si era intuito in sede di presentazione che questo match sarebbe stato molto più tignoso di quanto la differenza in classifica potesse far pensare, e la prova del campo non ha tradito le aspettative. Per quasi un’ora i due protagonisti sono andati avanti testa a testa senza che ci fosse alcuna apprezzabile differenza tra i due. Zverev provava a fare più gioco, ma i suoi diritti arrivavano da troppo lontano per far male davvero, merito soprattutto delle palle profonde di Carreno Busta. La sua regolarità da fondo lasciava piuttosto a desiderare, così come la sua altalenante risposta che concedeva qualche punto di respiro al comunque vispissimo spagnolo. In tutto il primo set ci sono state solo due palle break, avute da Zverev nel secondo game: sulla prima il tedesco sbagliava un diritto, mentre sulla seconda era un diritto anomalo di Carreno Busta a costringere Zverev all’errore.

Solo un altro gioco arrivava ai vantaggi, e dopo 47 minuti si arrivava al tie-break con i due protagonisti appaiati a 35 punti ciascuno. Un rovescio in rete di Zverev dava a Carreno Busta il primo mini-break ed il conseguente vantaggio per 3-0, siglato da un magnifico diritto vincente in corsa. Il tedesco però reagiva da par suo e con uno splendido rovescio incrociato vincente, suo marchio di fabbrica, per impattare sul 3-3. La qualità del tennis saliva, e come accadeva alle auto di Formula 1 negli Anni Ottanta, Zverev apriva la manetta del “boost”, la sovralimentazione del turbo, e lasciava al palo lo spagnolo, che dal 4-3 subiva quattro punti consecutivi e doveva salutare il primo set dopo 57 minuti di battaglia.

Con la tranquillità del set di vantaggio e la consapevolezza che il proprio tennis aveva risposto all’appello del tie-break, il biondo tedesco allungava il passo e nel secondo set passeggiava verso la finale: solo tre punti ceduti in quattro turni di servizio, un primo break mezzo regalato da Carreno Busta ma un secondo sigillato da due vincenti che strappavano l’applauso al pubblico nettamente schierato per il catalano, più per affinità linguistica che non per ammirazione tennistica.

Sascha Zverev raggiunge quindi la sua terza finale di un Masters 1000, contro le quattro di Isner, suo avversario di domenica. Con una differenza non marginale: lui le sue due finali le ha vinte (Roma 2017 contro Djokovic e Montreal 2017 contro Federer), mentre Isner le sue tre le ha perdute (Indian Wells 2012 contro Federer, Cincinnati 2013 contro Nadal e Parigi Bercy 2016 contro Murray), anche se contro avversari in momenti di forma decisamente migliori.

Cosa mi sono detto quando ero sotto 3-0 nel tie-break? Non parlo con me stesso, quello lo fanno i matti!“, esordisce con ironia un felicissimo Zverev in conferenza stampa, con tanto di cagnolino, molto tranquillo, al seguito. “Con John sarà una partita completamente diversa, ci saranno un sacco di ace. Poi avrò due giorni per adattarmi alla tarra battuta per la Davis, spero di poter giocare bene“.

Il tabellone completo

Spaventoso Isner, del Potro schiantato

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Queen’s: Berrettini tds N.1, derby con Travaglia al primo turno. Murray pesca Paire

I primi quattro giocatori italiani fra i seed: Sinner esordisce con Draper, Fognini con Lu, Sonego con un qualificato

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Nastri di partenza per i Queen’s Club Championships, o cinch Championships per ragioni di sponsor, uno dei tornei più antichi del mondo e grande prodromo londinese a Wimbledon (erba, tabellone da 32 giocatori, financial commitment di €1.427.455). La qualità dell’entry list di quest’anno è decisamente più bassa rispetto a quella del 500 “rivale” di Halle (un membro della Top 10 contro cinque), ma il torneo avrà comunque motivi di grande interesse, in particolare per gli appassionati italiani.

Saranno infatti cinque i rappresentanti azzurri al primo turno, compreso il primo favorito Matteo Berrettini che ha pescato Stefano Travaglia. Il vincitore fronteggerà il vincente di quello che è forse il match più interessante, vale a dire quello fra Andy Murray e Benoit Paire – il britannico (cinque volte vincitore) ha ricevuto una wildcard e tornerà alle competizioni per la prima volta da marzo. Chi uscirà da quell’ottavo troverà presumibilmente Dan Evans.

Sempre nella parte alta ci sarà anche Fabio Fognini, tds N.8: il ligure esordirà contro Lu (in campo grazie al Protected Ranking) prima di trovare Marin Cilic, due volte campione del torneo e impegnato domani nella finale di Stoccarda. In caso di accesso ai quarti, Fognini troverebbe probabilmente Alex De Minaur, anche se su una superficie così rapida non va sottovalutato Reilly Opelka.

 

Di seguito il tabellone:

Nella parte bassa, la tds N.3 Jannik Sinner esordirà contro una delle (poche) speranze del tennis britannico, vale a dire il suo coetaneo Jack Draper, che ha ben impressionato nel suo esordio ATP a Miami prima di collassare per il caldo – il mancino si trova a suo agio sui prati, avendo raggiunto la finale di Wimbledon juniores nel 2018. In caso di vittoria, Sinner troverà Bublik o Chardy, e poi Karatsev o Norrie.

Il settimo seed Lorenzo Sonego, infine, se la vedrà con un qualificato. Agli ottavi gli toccherebbe uno fra Bedene e Tiafoe, e ai quarti il secondo favorito Denis Shapovalov, che però potrebbe avere un ottavo non semplice con il campione uscente di singolare e doppio Feliciano Lopez, contro il quale ha già sofferto questa settimana a Stoccarda.

L’unico italiano presente nelle qualificazioni, Roberto Marcora, è stato invece eliminato questa mattina al primo turno per 6-3 7-5 dal cileno Alejandro Tabilo.

Qui i tabelloni aggiornati del Queen’s e degli altri tornei della prossima settimana

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ATP 500 Halle, il tabellone: percorso duro per Federer (dal lato di Medvedev), c’è Tsitsipas

Tabellone di livello eccellente per il torneo tedesco. Daniil è la prima testa di serie, potrebbe sfidare Roger ai quarti e Zverev in semifinale. Tsitsipas e Rublev nella parte bassa

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Roger Federer - Halle 2019 (foto NOVENTI OPEN_HalleWestfalen)

Con lo slittamento di una settimana in avanti nel calendario del Roland Garros, non c’è tempo per prendere fiato. Nemmeno il tempo di finire lo Slam di Parigi che la stagione su erba è già iniziata a Stoccarda e la prossima settimana si entrerà nel vivo: scenderanno in campo sette top 10 tra l’ATP 500 di Halle e il Queen’s. L’ex Gerry Weber Open di Halle, ora denominato Noventi Open, ha sorteggiato il suo tabellone. Un tabellone di lusso per la categoria ‘500’, dove figurano ben sei tennisti top 10 e un folto gruppo di giocatori – al di fuori delle 8 teste di serie – di alto livello, come Aliassime, Khachanov, Struff e Nishikori.

Tabellone ATP 500 Halle

È presente Roger Federer, testa di serie numero 5 e 10 volte vincitore del torneo. Federer è reduce da una buona settimana di incontri al Roland Garros: ne ha vinti 3 e si è ritirato prima di scendere in campo nel quarto turno contro Berrettini. I tornei su terra servivano allo svizzero per riprendere fiducia col campo e testare la condizione fisica in vista del periodo dell’anno dove ha più possibilità di mettere in bacheca trofei. Federer, che ha parlato ieri con i giornalisti, è stato sorteggiato nella parte alta del main draw, assieme al numero 1 del seeding Daniil Medvedev. I due potrebbero incontrarsi nei quarti di finale, ma dovranno superare prima dei match insidiosi. Federer esordirà con un qualificato, poi affronterà Auger-Aliassime (che giocherà la finale a Stoccarda) o Hurkacz in caso di vittoria. Per Medvedev c’è Struff al debutto, che al Roland Garros ha già sorpreso tutti battendo un altro russo al primo turno, Andrey Rublev.

Nella parte alta figura anche Sascha Zverev (esordio con Koepfer, possibile quarto con Bautista Agut), sconfitto da Stefanos Tsitsipas nella semifinale del Roland Garros. Lo stesso Tsitsipas sarà in campo ad Halle da testa di serie numero 2, grazie a una wildcard. Esordirà contro un qualificato. In semifinale potrebbe affrontare la testa di serie numero 4 Rublev, che al primo turno incrocerà la racchetta con Karen Khachanov.

 

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ATP Stoccarda: Auger Aliassime è di nuovo in finale. Sfiderà Cilic

Felix elimina in due set Querrey, mentre il croato beneficia del ritiro di Rodionov. Ottava finale in carriera per Felix, ancora a caccia del primo titolo.

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Felix Auger Aliassime ci riproverà di nuovo. Il canadese classe 2000 si è infatti qualificato per la finale dell’ATP 250 di Stoccarda, che sarà l’ottava della sua ancora giovane carriera. Le precedenti sette, è cosa nota, sono finite tutte con sconfitte piuttosto amare per Felix che non solo non ha mai vinto un titolo, ma addirittura nemmeno un set nei match della domenica. L’unica volta che ci è andato vicino è stata proprio qui a Stoccarda contro Matteo Berrettini nel 2019, quando solo una chiamata dubbia del giudice di sedia Carlos Bernardes gli impedì di prendersi il tiebreak del secondo set.

Per la seconda edizione di fila (nel 2020 il torneo non si è disputato causa pandemia) dunque Auger Aliassime arriva all’ultima giornata sui prati tedeschi e lo fa al termine di una settimana molto solida, che ha forse avuto nella semifinale odierno il suo più lucido emblema. Il canadese ha vinto infatti una partita potenzialmente molto ostica contro un amante del tennis su erba come Sam Querrey, giocatore al tramonto ma sempre pericoloso su questi campi. Il match è stato il classico incontro sul verde, dominato dai servizi e con poche pochissime chance per chi si trovava in ribattuta.

Felix non ha concesso nemmeno una palla break in tutta la partita e se ne è procurate solamente due, che sono però state sufficienti. La prima è infatti coincisa con un set point, nel primo parziale, mentre la seconda con un match point. Un 6-4 7-5 che è un vero inno al cinismo, apoteosi del fantomatico “break chirurgico”. Tra Auger Aliassime e il primo titolo in carriera si parerà un ostacolo tutt’altro che agile da scavalcare. L’avversario del giovane canadese sarà infatti Marin Cilic che ha beneficiato del ritiro di Jurij Rodionov all’inizio del secondo set, dopo che il primo era comunque finito nelle tasche del croato per sei giochi a tre.

 

Entrambi i precedenti tra i due si sono conclusi con la vittoria di Cilic (Washington 2019 e Bercy 2020), che giocherà la 33esima finale della sua carriera (18-14 il saldo) e la quinta su erba (2 vinte e 3 perse, inclusa quella a Wimbledon contro Federer nel 2017). Il croato non è nel miglior momento della sua storia tennistica, anzi è probabilmente ben avviato sul viale del tramonto, ma sa come muoversi sui prati e rappresenterà un banco di prova molto valido per Auger Aliassime, sperando che la pressione non giochi un brutto scherzo al giovane canadese.

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