Federer-Nadal: la rivalità vista come mai prima d'ora

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Federer-Nadal: la rivalità vista come mai prima d’ora

Vincere un torneo significa battere tutti gli altri. Direttamente o indirettamente. Roger e Rafa hanno conquistato 177 titoli in due. Ma quante volte erano in tabellone entrambi?

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Lunedì, 18 giugno 2018, la classifica ATP ha registrato come numero uno del mondo Roger Federer, e come numero 2 Rafael Nadal. La prima volta che il ranking aveva visto lo svizzero e lo spagnolo in quelle rispettive posizioni era stata il 25 luglio del 2005. Roger era già in vetta da un anno e mezzo, conquistata il 2 febbraio 2004 dopo la vittoria agli Australian Open. Rafa, nell’estate successiva, scavalcò Lleyton Hewitt, al termine di una gran prima parte di stagione, con le vittorie a San Paolo, Acapulco, Montecarlo, Barcellona, Roma, Roland Garros, Bastad e Stoccarda, arrivando così alle spalle di Federer. Da quel giorno sono passati 13 anni. Lunedì scorso, Nadal è ritornato in cima, e Federer al numero due. La prima volta che accadde fu il 18 agosto del 2008, dieci anni fa. È incredibile solo pensarci, ma tant’è, i migliori di tutti sono ancora loro.

Durante questa enormità di tempo, si sono sprecate le discussioni, le analisi e le valutazioni sulle carriere dei due fuoriclasse che hanno stravolto la storia del tennis. Per ora, i numeri dicono in modo chiaro che il migliore è Federer, che ha vinto nettamente di più. Ma dicono anche, con altrettanta chiarezza, che Nadal lo ha sempre fatto soffrire moltissimo quando si sono incontrati, il famigerato computo dei cosiddetti head-to-head vede infatti Rafa in vantaggio per 23 a 15. Fin qui, nulla di nuovo. C’è un calcolo, però, che per quanto ne sappiamo non era ancora stato fatto da nessuno, e che a mio avviso non solo è assolutamente degno di attenzione, ma arriva a ribaltare, o quantomeno mettere in prospettiva diversa, proprio il dato che maggiormente favorisce Nadal, quello dei confronti diretti.

 

Premessa: come qualsiasi giocatore sa benissimo, e la cosa vale dalla quarta categoria fino all’ATP, chi si iscrive e partecipa a un torneo, lo fa per vincerlo. Che sia facile o terribilmente difficile, non cambia. E per vincere un torneo, bisogna battere – direttamente o indirettamente – tutti gli altri tennisti presenti nel tabellone. Chi alla fine alza la coppa, per esempio in uno Slam, ha superato gli altri 127 giocatori in competizione, si è dimostrato nei fatti più forte di tutti loro, sia di quelli che ha affrontato e sconfitto, sia degli altri. Di chiunque altro, per il banale motivo che qualsiasi avversario o lo ha battuto sul campo, o ha battuto chi lo aveva eliminato nel turno prima, o chi lo aveva a sua volta fatto fuori nei turni precedenti. Non si scappa, è un dato di fatto. Ovviamente, ci possono essere casi limite, molto rari, in cui per esempio un tennista fa la partita della vita contro Nadal, e poi si infortuna e non è in grado di difendere le sue possibilità contro Federer, o viceversa. Stesso discorso per quanto riguarda il cosiddetto “match-up” tecnico, può succedere che un giocatore abbia caratteristiche tecnico-tattiche tali da essere in grado di mettere in difficoltà Nadal, battendolo, ma non Federer. Però, visti i numeri relativamente grandi che andremo a prendere in esame, non sono eventualità da ritenere determinanti proprio perché come detto molto rare, e soprattutto perché in così tanti anni e tornei succedono a volte a uno, a volte all’altro, rimanendo in ogni caso marginali.

I numeri di cui si parla sono, banalmente, i titoli vinti da Roger e Rafa. Per ora, sono 98 per Federer, 79 per Nadal. Ebbene, in quanti di questi tornei conquistati era presente in tabellone anche l’altro? Non è stata una ricerca semplice, ma ne è valsa la pena, perché il risultato è interessante:

  • dei 98 tornei conquistati Roger, in 49 ha giocato anche Rafa
  • dei 79 tornei conquistati da Rafa, in 39 ha giocato anche Roger.

La percentuale è praticamente identica, il 50%, ma il valore assoluto è decisamente diverso: Federer ha vinto, con Nadal in tabellone, ben 10 tornei più di quanti ne abbia vinti Nadal con in tabellone Federer.

Di seguito il dettaglio:

Roger  Wimbledon 2003, AO 2004, Dubai 2004, Indian Wells 2004, Toronto 2004, USO 2004, Doha 2005, Miami 2005, Halle 2005, Wimbledon 2005, Cincinnati 2005, USO 2005, Indian Wells 2006, Miami 2006, Wimbledon 2006, Toronto 2006, USO 2006, Madrid 2006, Masters 2006, AO 2007, Dubai 2007, Amburgo 2007, Wimbledon 2007, Cincinnati 2007, USO 2007, Masters 2007, USO 2008, Madrid 2009, Roland Garros 2009, Cincinnati 2009, AO 2010, Cincinnati 2010, Masters 2010, Doha 2011, Masters 2011, Indian Wells 2012, Madrid 2012, Wimbledon 2012, Halle 2014, Shanghai 2014, Basilea 2014, Cincinnati 2015, Basilea 2015, AO 2017, Indian Wells 2017, Miami 2017, Wimbledon 2017, Shanghai 2017, AO 2018. (37 duro, 8 erba, 4 terra battuta).

Rafa  Montecarlo 2005, Roma 2005, Roland Garros 2005, Dubai 2006, Montecarlo 2006, Roma 2006, Roland Garros 2006, Indian Wells 2007, Montecarlo 2007, Roma 2007, Roland Garros 2007, Montecarlo 2008, Amburgo 2008, Roland Garros 2008, Wimbledon 2008, Toronto 2008, Olimpiadi 2008, AO 2009, Indian Wells 2009, Montecarlo 2009, Roma 2009, Roma 2010, Madrid 2010, Roland Garros 2010, Wimbledon 2010, USO 2010, Montecarlo 2011, Roland Garros 2011, Roma 2012, Roland Garros 2012, Indian Wells 2013, Madrid 2013, Roma 2013, Roland Garros 2013, Cincinnati 2013, USO 2013, Roland Garros 2014, Montecarlo 2016, USO 2017. (26 terra battuta, 11 duro, 2 erba).

Attenzione, qui prendiamo in esame, per andare sul sicuro e non imbarcarci in calcoli potenzialmente infiniti, solo ed esclusivamente i tornei vinti da uno o dall’altro, non i migliori piazzamenti o cose del genere, ribadendo il concetto assoluto, base dello sport, che chi alla fine si porta a casa la coppa è indiscutibilmente stato, in quella competizione, il migliore tra coloro che hanno partecipato. Come potremmo chiamarli, confronti “estesi”? Head-to-head “assoluti”, ovvero sia diretti che indiretti? Non lo so, ma rimane un dato che non era ancora mai stato preso in considerazione: nella sua carriera, Federer ha battuto direttamente o indirettamente Nadal 49 volte (vincendo un torneo a cui partecipava anche Rafa), Nadal lo ha fatto 39 volte.

Roger Federer e Rafa Nadal – Laver Cup 2017 (foto Roberto Dell’Olivo)

Delle 38 volte in cui Roger e Rafa si sono effettivamente incontrati sul campo, solo in sei occasioni nessuno dei due ha poi vinto il torneo (Miami 2004, Nadal b. Federer al terzo turno, titolo a Andy Roddick, Miami e Madrid 2011, titoli a Novak Djokovic, Australian Open 2012 e ATP Finals 2013, titoli sempre a Djokovic, Australian open 2014, titolo a Stan Wawrinka). Volendo inquadrare quindi nell’ottica dei “confronti assoluti” anche gli head-to-head diretti, nell’84% dei casi chi ha vinto sul campo ha poi conquistato il torneo. A riprova che parlando di fuoriclasse di tale livello e con tanto margine sulla concorrenza (177 trofei di cui 37 Slam in due, spaventoso) la vittoria di un titolo è abbastanza vicina, come dato statistico, alla vittoria in un confronto diretto sul campo: se vincere il confronto diretto significa nella grande maggioranza dei casi vincere il torneo, allora è vero anche il contrario, ovvero che se si vince il torneo molto probabilmente si sarebbe vinto lo scontro diretto anche nei casi in cui l’incontro non ha avuto luogo perché uno dei due è stato eliminato prima. In altre parole, Federer e Nadal sono sempre stati talmente forti e continui in carriera, che se uno dei due perdeva da un terzo giocatore poi battuto dall’altro, voleva dire che non era in un momento di grande forma, ed è estremamente probabile che dall’altro avrebbe perso anche giocandoci contro direttamente, perché contro Roger e Rafa o sei al massimo o perdi, anche se sei Roger o Rafa stesso.

Il prossimo capitolo della storia verrà scritto a Wimbledon tra pochi giorni. Federer e Nadal, ovviamente, saranno le prime due teste di serie, e un’eventuale partita tra loro potrebbe avvenire solo in finale. Ma se anche uno dei due vincesse il titolo, con l’altro eliminato prima dell’atto conclusivo, il valore di tale successo – dal punto di vista sportivo, se non numerico in senso stretto– diventerebbe inevitabilmente molto, molto simile, al prevalere in un confronto diretto. Sarebbe davvero difficile non pensarlo, sia per i tifosi, che per i giocatori.

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ATP

Miami: un grande Ferrer batte Querrey. Tomic sfiderà Djokovic, ok Auger-Aliassime

Nella debacle USA Querrey cede in due set a Ferru, prossimo avversario di Zverev. Dzumhur si salva nonostante i dolori alla schiena, lo attende Cecchinato

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David Ferrer (foto via Twitter, @MiamiOpen)

Erano ben 26 gli incontri maschili programmati nella terza giornata del Miami Open 2019, causa rinvii per pioggia dei giorni scorsi. E tra le affermazioni e le disfatte della vecchia e della nuova guardia si è completato anche il programma dei primi turni, prima che il torneo entri nel vivo con l’esordio dei grandi favoriti. Nella serata italiana sarà la volta di Djokovic e Thiem. Il serbo non ha per nulla convinto in California e nel primo incontro sul nuovo Hard Rock Stadium di Miami dovrà vedersela con Bernard Tomic che non ha avuto problemi contro Thiago Monteiro, battuto 6-4 6-1.

Nell’ultimo match della sessione serale David Ferrer si è tolto di dosso qualcuno dei suoi 37 anni e ha giocato una partita sontuosa contro Sam Querrey, battuto 6-3 6-2 in un’ora e un quarto di gioco. Ferrer sta giocando il suo ultimo Masters 1000 su cemento e dirà addio al tennis giocato al Mutua Madrid Open di Madrid: avrà un ricordo sempre agrodolce di Miami, dove ha perso una grande finale contro Andy Murray nel 2013. Ora al secondo turno sfiderà Alexander Zverev che dodici mesi fa lo ha battuto in tre set. L’altro veterano spagnolo, Feliciano Lopez, l’ha spuntata al terzo set contro Benoit Paire dopo due ore e venti minuti e sarà l’avversario di Grigor Dimitrov nel secondo round.

 

Querrey è solo uno dei sei statunitensi usciti sconfitti nella terza giornata del Miami Open. L’unico a salvarsi è stato Opelka, che ha rimontato Struff. Roger Federer ha conosciuto il nome del suo prossimo avversario, il moldavo Radu Albot, in tabellone dalle qualificazioni. Albot ha sfruttato il ritiro dell’australiano Ebden sul 6-0 3-2 e testerà al debutto il finalista del torneo di Indian Wells nella giornata di sabato.

Damir Dzumhur sarà il prossimo avversario di Marco Cecchinato, sempre che il bosniaco recuperi dall’infortunio patito nel finale di match contro Eubanks. Damir ha vinto in rimonta al tie-break del terzo set pur avendo la schiena bloccata sin dai game finali del parziale decisivo. Nonostante il dolore, è riuscito a muovere il gioco e a far sbagliare Eubanks, centrando così la terza vittoria del suo 2018.

È stata una giornata positiva per i giovani, soprattutto per Felix Auger-Aliassime, giustiziere dei due azzurri Lorenzi e Vanni nel percorso di qualificazione al main draw. Il canadese classe 2000 ha battuto in rimonta Casper Ruud, di due anni più grande (che come lui si era imposto al grande pubblico nel torneo di Rio de Janeiro), confermando il periodo positivo che dura ormai da quasi un mese. Incrocerà la racchetta con Marton Fucsovics al prossimo round. Un altro giovane (e promettente) qualificato ha superato il primo turno: il russo Andrey Rublev ha battuto in tre set Taro Daniel. Lo aspetta un impegno per nulla semplice dal momento che dovrà vedersela con un Marin Cilic che deve riprendersi da un inizio di stagione abbastanza negativo.

Risultati:

B. Tomic b. [Q] T. Monteiro 6-4 6-1
M. Marterer b. T. Fritz 6-4 3-6 6-3
I. Ivashka b. T. Fabbiano 6-4 1-6 6-3
A. Ramos-Vinolas b. M. Copil 6-4 6-2
[Q] L. Sonego b. M. Klizan 6-4 6-3
[Q] F. Auger-Aliassime b. [Q] C. Ruud 3-6 6-1 6-2
R. Haase b. [Q] L. Lacko 6-2 6-4
J. Chardy b. N. Jarry 6-7(1) 6-2 7-6(5)
[Q[ A. Bublik b. T. Sandgren 5-7 6-4 7-6(5)
D. Lajovic b. [Q] P. Cuevas 6-4 6-7(6) 6-3
J. Munar b. [Q] P. Gunneswaran 7-6(3) 6-4
J. Sousa b. [WC] C. Tseng 6-4 7-5
F. Lopez b. B. Paire 7-5 4-6 6-4
J. Thompson b. C. Norrie 4-6 7-6(5) 6-3
A. Mannarino b. A. Bedene 4-6 6-4 6-2
[Q] R. Opelka b. J. Struff 4-6 6-3 6-4
F. Krajinovic b. P. Herbert 6-4 6-4
[Q] R. Albot b. M. Ebden 6-0 3-2 rit.
[LL] M. McDonald b. U. Humbert 6-4 6-7(4) 7-6(4)
L. Mayer b. [Q] M. Ymer 4-6 6-3 6-4
[LL] D. Evans b. M. Jairi 6-2 6-0
[Q] A. Rublev b. T. Daniel 3-6 6-3 6-4
D. Dzumhur b. [WC] C. Eubanks 1-6 6-4 7-6(5)
P. Andujar b. I. Karlovic 7-6(2) 6-4
[WC] M. Kecmanovic b. E. Gulbis 6-2 7-5
[WC] D. Ferrer b. S. Querrey 6-3 6-2

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WTA

Andreescu inizia col brivido a Miami. Bene Kvitova e Garcia

Bianca rimonta da 5-1 sotto, annulla match point e si salva contro Begu. Cade solo Keys tra le teste di serie, mentre Venus Williams e Cori Gauff potrebbero sfidarsi al terzo turno

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Si è presa un grosso spavento Bianca Andreescu, che arrivava in Florida con il – pesantissimo! – trofeo di Indian Wells nel borsone. La 18enne canadese è stata costretta a giocare il primo turno nonostante il trionfo nel Mandatory in California le abbia permesso di salire al numero 24 in classifica da lunedì, troppo tardi per entrare tra le teste di serie e ricevere il bye. Sfidava Irina Camelia Begu (70 WTA) che le aveva strappato un set anche a Indian Wells sempre a livello di primo turno. La giocatrice rumena era avanti 6-4 5-1 prima di subire la rimonta di Bianca, che ha anche annullato con grande carattere un match point sul 3-5. Dopo aver dominato il tie-break del secondo set, la campionessa di Indian Wells ha chiuso 6-2 al terzo e sfiderà Sofia Kenin al secondo turno.

Ha debuttato nel torneo anche Petra Kvitova, la testa di serie più alta a mettere piede sui rinnovati campi di Miami (la n.3). Petra ha giocato una grande partita per sbarazzarsi in due set di Maria Sakkari, entrata in partita solo in avvio di secondo set (in vantaggio 2-0, rimontata immediatamente dalla ceca). Kvitova ha chiuso in 70 minuti e ha raggiunto già il terzo turno dove sfiderà Donna Vekic, che ha battuto con un doppio 6-3 Sorribes Tormo.

 

Nello stesso spicchio di tabellone di Kvitova, la francese Caroline Garcia (t.d.s. 19) ha vinto nella sessione serale una delle partite più attese della terza giornata contro Victoria Azarenka, tre volte campionessa a Miami e semifinalista lo scorso anno. La bielorussa era sopravvissuta ventiquattro ore prima alla lotta contro Dominika Cibulkova, ma Garcia con una partenza sorprendente nel primo set (5-0) l’ha costretta a rincorrere sin dall’inizio. Pur provandoci nel finale, dove ha recuperato più volte il break di svantaggio, Azarenka non è riuscita a far girare l’incontro e ha ceduto dopo più di un’ora e mezza di partita. Garcia avrà Julia Goerges al terzo round. Da segnalare anche la buona vittoria di Karolina Muchova sulla giapponese Hibino. La 22enne ceca sinora ha dovuto affrontare le qualificazioni in tutti e quattro i tornei disputati nel 2019: lo si evince chiaramente dal bilancio stagionale, che la vede già a 12 vittorie con sole 3 sconfitte. Affronterà adesso Kerber, che dovrà fare la massima attenzione.

L’unica testa di serie a uscire di scena è Madison Keys, per il dispiacere dei tifosi statunitensi. Samantha Stosur è riuscita a imporsi in tre set dopo aver sprecato un vantaggio di 4-0 nel secondo parziale dopo aver vinto il primo. La 34enne australiana non batteva una top 20 da ottobre 2017. Al prossimo turno sarà derby aussie contro Ashleigh Barty (t.d.s. 12), che ha dato 6-4 6-1 alla giovane ucraina Yastremska.

C’è stata meno azione invece nella parte bassa nel tabellone. Si è comunque completato il programma dei primi turni e ora sarà tempo di esordio per Serena, Stephens, Pliskova Svitolina e Camila Giorgi. Oltre alla prima vittoria a livello WTA per la 15enne Cori Gauff, si registra la 65esima vittoria per Venus Williams tra Key Biscane e Miami Gardens (da questa stagione). Dopo essere stata sotto 5-4 e servizio nel primo set contro Dalila Jakupovic, con molte difficoltà negli spostamenti, Venus ha vinto nove degli ultimi dodici giochi per vincere in due set e approdare al secondo turno. La maggiore delle sorelle Williams ha vinto tre volte il torneo, nel 1998, 1999 e 2001, ben prima che Gauff venisse al mondo. Se ‘Coco’ batterà Kasatkina e Williams supererà Suarez Navarro, le due statunitensi – divise da 24 anni di età – potrebbero sfidarsi al terzo turno.

Risultati

Secondo turno:

[3] P. Kvitova b. M. Sakkari 6-1 6-4
S. Stosur b. [17] M. Keys 6-4 4-6 6-4
[19] C. Garcia b. V. Azarenka 6-3 6-4
[26] D. Vekic b. S. Sorribes Tormo 6-3 6-3
[15] J. Goerges b. M. Rybarikova 6-4 7-5
[12] A. Barty b. D. Yastremska 6-4 6-1
[7] K. Bertens b. [WC] Xiy. Wang 6-4 6-1

Primo turno:

V. Williams b. [Q] D. Jakupovic 7-5 6-3
Y. Wang b. K. Mladenovic 6-3 6-3
P. Martic b. S. Zhang 6-1 6-2
B. Andreescu b. I. Begu 4-6 7-6(2) 6-2
O. Jabeur b. [LL] Kr. Pliskova 2-6 6-3 6-4
J. Konta b. [Q] J. Pegula 6-1 6-4
[WC] W. Osuigwe b. [WC] M. Osaka 6-2 6-4
A. Tomljanovic b. A. Friedsam 4-6 6-3 6-0
[Q] K. Muchova b. [Q] N. Hibino 6-3 6-3
A. Riske b. [Q] K. Kanepi 6-2 6-2
A. Cornet b. V. Lapko 7-5 6-7(7) 6-1
A. Sasnovich b. [Q] V. Golubic 4-6 7-5 6-4
[Q] Y. Wickmayer b. [Q] S. Vickery 3-6 6-3 6-1
[Q] T. Townsend b. J. Larsson 6-1 6-2
R. Peterson b. [Q] L. Siegemund 6-1 5-7 7-5
[Q] M. Niculescu b. T. Zidansek 6-1 6-2
[Q] M. Doi b. [WC] Xin. Wang 6-2 1-6 6-3
[WC] C. Gauff b. [WC] C. Mcnally 3-6 6-3 6-4
V. Kuzmova b. D. Gavrilova 6-4 6-2
T. Maria b. A. Schmiedlova 6-4 6-1

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Area test

Il ritorno in campo di Snauwaert

66 titoli del Grande Slam con le racchette di legno, ora Snauwaert torna sul mercato

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Ai più giovani, il marchio Snauwaert dirà poco, ma chi gioca a tennis da qualche decade conosce benissimo il brand che fu di Vitas Gerulaitis, Mikael Pernfors, Brian Gottfried e Miloslav Mecir. La storia di Snauwaert inizia nel Belgio degli anni ‘20, quando Valler Snauwaert e Eugeen Depla, due fratelli non di sangue, da abili manufatturieri decisero di creare canoe e racchette da hockey e tennis. Si misero in proprio, lasciando l’autocarrozzeria nella quale lavoravano, e in pochi anni la loro azienda crebbe fino ad avere 35 dipendenti.

Snauwaert, questo il nome scelto per la loro nuova avventura, rimane attiva superando la grande guerra e continua a crescere e negli anni ‘60, quando il tennis diventa uno sport popolare negli USA. Arriva la produzione di massa delle racchette: il brand ne produce tre milioni ogni anno. Arrivano i successi e le racchette di legno Snauwaert vincono un totale di 66 titoli del Grande Slam. L’arrivo della grafite, sul finir degli anni ‘80, segna il declino del marchio che lascia il mercato nel 1991.

Adesso è tempo di tornare in campo grazie a Roberto Gazzara, ex capo della ricerca e del design di Prince, che ha acquistato il marchio belga per rilanciarlo. Dopo tre anni passati a studiare materiali e testare telai, Snauwaert ha presentato nel 2018 la nuova linea di prodotti, non tantissimi, affidandosi alla vendita esclusiva tramite il sito web e tramite una rete di ambassador (dei maestri di tennis) disseminata sul territorio e che farà provare direttamente sul campo le racchette agli utenti, che diventano centrali in questa scelta di mercato.  #weservetennis è lo slogan scelto non a caso.

 

Sono due le linee di prodotto presentate, Grinta e Vitas. La novità tecnologica introdotta si chiama Bionic X section, in pratica la sezione del telaio che si ispira alla forma delle ossa umane per diventare più rigida nella parte alta della racchetta (quella più importante, a ore 3 e a ore 9 del piatto corde) e cioè dove il carico è maggiore. Nel punto di flessione del telaio, a ore 5 e a ore 7, cioè nella zona del “cuore”, Snauwaert ha reso simmetrica la sezione del telaio per resistere meglio alla torsione derivante dall’impatto.

La serie Grinta comprende sei modelli, di cui 4 da 98 pollici con un profilo costante di 22 millimetri con delle aree di telaio più larghe a ore 3 e a ore 9. I modelli sono disponibili in due pesi, 290 e 315 grammi, e in due differenti schemi d’incordatura: 16×16 e il più diffuso 16×19. Quest’ultimo schema, il 16×19, è quello usato nel modello Grinta Tour, uno dei più venduti in virtù delle sue caratteristiche che favoriscono i giocatori con swing rapidi e decisi, i classici giocatori di pressione che colpiscono la palla in fasce ascendente e che cercano molta generazione di spin in un telaio. La scelta del 16×19 come schema d’incordatura favorisce proprio queste soluzioni. Il modello Tour è disponibile in due pesi, con il bilanciamento fissato a 31,5 centimetri per quanto riguarda il modello da 310 grammi e 33 centimetri per il modello pesante 290 grammi (Grinta 98 Tour Lite).

I giocatori a tutto campo e che giocano con più pazienza da fondocampo si troveranno meglio con i modelli della linea Grinta 100. Come dice già il nome, l’ampiezza del piatto corde aumenta fino a 100 pollici, una scelta sempre più gradita dal tennista medio, d’altronde se anche Federer è arrivato a giocare con una racchetta piatto 97 perché il tennista da circolo non dovrebbe averne una più grande? Grinta 100 è disponibile in due pesi: c’è una versione pesante 305 grammi, schema d’incordatura 16×18 e bilanciamento a 31,5 centimetri e una versione pesante 285 grammi, la Grinta 100 Lite, sempre con schema d’incordatura a 16×18 e bilanciata a 33,5 centimetri dal manico. I modelli competitor della Grinta 98 sono la Babolat Pure Strike, le Pro Staff e Blade della Wilson e la Head Prestige, mentre può sperimentare la Grinta 100 chi è solito usare la Babolat Pure Aero, la Wilson Ultra, la Prince Tour e le Head Radical e Speed.

Ai tennisti meno esigenti in termini di racchetta impegnativa è destinata la linea Vitas, disponibile in versione 100, 105 e 110, a indicare la dimensione del piatto corde. La forma pentagonale del piatto, molto particolare, promette di assicurare un buon equilibrio in termini di velocità ed effetto prodotti. Il telaio, che ha uno spessore variabile (24 centimetri al manico, 26,5 centimetri nella zona centrale e 25 centimetri in testa) è indicato a chi impatta nella parte alta dell’ovale, ed è disponibile in due pesi: 300 grammi (schema d’incordatura 16×19 e bilanciamento a 31,5 centimetri) e 280 grammi, la Vitas 100 Lite, 16×19 e bilanciata a 33,5 centimetri dal manico. La Vitas 100 può essere apprezzata da chi è solito usare una Babolat Pure Drive, una Wilson Burn, la Prince Warrior e i modelli Extreme e Instinct della Head.

La Vitas 105 esalta ancora di più le caratteristiche all-court del modello 100, avvalendosi di uno sweet-spot, la zona d’impatto utile di un telaio, ancora più ampio. È disponibile in due pesi, 285 grammi (14×19 e bilanciamento a 32,5 cm) e l’ultraleggero 267 grammi della Vitas 105 Lite (14×19, 34 cm). Infine, per chi proprio fosse in cerca di un aiuto extra, sono disponibili il modello Vitas 110 (pesante 270 grammi, schema d’incordatura 16×18 e bilanciamento a 34 centimetri) e il modello più leggero Vitas 115 (260 grammi di peso, bilanciamento a 36 centimetri, schema corde 16×18). Questi modelli sono soluzioni adatte a chi è solito giocare con la Head MGC, la prince TXT Premiere, le wilsian H6 e la Babolat Pure Drive OS.

Snauwaert non si è limitata solamente a reintrodurre nel mercato i telai, ha prodotto anche tre modelli di corde: Black Beam, White Beam e Sunny Core.

Black Beam è una corda in monofilamento dura ma confortevole, creata per favorire lo spin e che Snauwaert suggerisce di abbinare ai modelli Grinta 98, 100 e Vitas 100. È disponibile in due calibri, 1,25mm e 1,35mm. Il modello White Beam invece è più confortevole, una corda più elastica che sarà amata dal braccio. Si tratta di una corda molto versatile che ben si adatta ai telai con piatto più grande del brand. È disponibile in formato 1,25mm. Infine, il modello Sunny Core è destinato ai telai Vitas 100, 105 e 110, trattandosi di una corda ancora più confortevole e che agevola la generazione di potenza.

Completano la linea Snauwaert zaini e borse oltre a grip e overgrip, tutti marchiati con la S storica, che ora è tornata per riprendersi, almeno, parte della scena che una volta dominava.


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