Il 2018 in pillole: un anno di cifre tonde

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Il 2018 in pillole: un anno di cifre tonde

Ripercorriamo il 2018 attraverso i piccoli e grandi traguardi dei protagonisti. Il 20esimo Slam di Federer, il Career Golden Masters di Djokovic, l’eterna giovinezza di Leander Paes

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Roger Federer

LO SPRINT DI ROGER – Il 2018 è iniziato sotto il segno di Roger Federer. Dopo lo straordinario 2017 che lo ha visto tornare a vincere titoli importanti e esprimere picchi di rendimento sorprendenti, lo svizzero ha iniziato l’anno nel migliore dei modi. A Melbourne è arrivato il secondo successo consecutivo, ancora una volta dopo cinque set di battaglia (stavolta contro Marin Cilic). Questa vittoria gli vale il 20esimo titolo in un torneo del Grande Slam, primo uomo a raggiungere tale traguardo, e gli permette anche di eguagliare il record di affermazioni agli Australian Open (6), detenuto ora in coabitazione con Novak Djokovic e Roy Emerson. Meno di un mese dopo arriva un altro risultato insperato e impronosticabile solo qualche mese fa: il ritorno al numero uno. A Rotterdam, con la vittoria nei quarti di finale contro il compagno di allenamenti Robin Haase, Federer scavalca Rafael Nadal e riconquista il trono a 5 anni e 105 giorni dall’ultima volta e a 14 anni dalla prima (entrambi record). Vincerà anche il torneo, ma la notizia passa in secondo piano. A 36 anni e 195 giorni è il più vecchio numero uno della storia. Il suo regno invero dura poco e il 2 aprile è già costretto ad abdicare. Riagguanterà la vetta altre due volte, a maggio e a giugno, ma in entrambe le occasioni solo per una settimana.

Roger Federer – Australian Open 2018 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

PAES, L’IMMORTALE – A 44 anni suonati, Leander Paes non smette di stupire e consegue un importante risultato. Il 7 aprile, vincendo in coppia con Rohan Bopanna il doppio nel playoff di Davis contro la Cina, ottiene la sua vittoria numero 750. Solo cinque giocatori prima di lui sono riusciti a tagliare questo prestigioso traguardo: Mike e Bob Bryan, Todd Woodbridge, Daniel Nestor e Max Mirnyi  (questi ultimi due ritiratisi quest’anno). Questo successo lo proietta anche in vetta alla classifica dei giocatori con più vittorie in doppio in Coppa Davis (43), superando il longevo record di Nicola Pietrangeli. “Per quanto possa suonare assurdo, sto ancora imparando e recentemente ho raccolto qualche dritta sulla risposta al servizio. Questo sport è così dinamico e cambia così in fretta. Ho dovuto reinventarmi durante tutti questi anni”. Dopo quasi trent’anni di carriera, 54 titoli in doppio e un bronzo olimpico in singolare, Paes ancora non accenna al ritiro e gioca con il solito contagioso sorriso. Dato interessante: 42 degli attuali giocatori presenti in top 100 non erano nati nell’anno in cui Paes è diventato professionista.

I 10,000 ASSI DI ISNER – Siamo a Houston. Nel quarto game del terzo e decisivo set del proprio quarto di finale contro Steve Johnson, John Isner spara un ace a 222 km/h. Niente di particolare fino qui. Quell’ace però è speciale, perché è il numero 10,000 della carriera di Isner. Il gigante di Greensboro diventa così il quarto giocatore della storia a raggiungere questa straordinaria quota (gli altri sono Ivo Karlovic, Roger Federer e Goran Ivanisevic). Nel 2018, John ha messo a segno 1,213 ace, più di chiunque altro (Kevin Anderson, al secondo posto, ne ha 131 in meno) e per il quarto anno consecutivo chiude la stagione con più di mille servizi non sfiorati dall’avversario (sesta volta in carriera).

 

John Isner – Miami 2018 (foto via Twitter, @MiamiOpen)

LE 900 DI NADAL E IL DOMINIO SUL ROSSO – Nadal su terra battuta è un’altra categoria, per tutti e da sempre. Il 2018 è l’anno del record di set consecutivi vinti sul rosso (50) e dell’undicesimo successo a Montecarlo, a Barcellona e al Roland Garros. Proprio a Parigi il maiorchino pone un’altra targa importante. Sconfiggendo Maximilian Marterer negli ottavi di finale diventa il quinto giocatore dell’era Open a vincere 900 partite in carriera. Ad ora il tabellino di Nadal riporta 918 vittorie e 189 sconfitte, ponendolo a sole 30 lunghezze dal quarto posto di Guillermo Vilas. Più staccati invece Lendl (1,068), Federer (1,180) e Connors (1,256).

Rafa Nadal – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

GASQUET E VERDASCO NEL SALONE DEI 500 – Anche Richard Gasquet e Fernando Verdasco pongono un’importante pietra miliare lungo il loro cammino. Entrambi infrangono il muro delle 500 vittorie, a poche settimane di distanza l’uno dall’altro. Il 19 aprile tocca a Gasquet, che superando Mischa Zverev a Montecarlo (dove 16 anni fa aveva ottenuto la prima vittoria a soli 15 anni) diventa il primo francese a raggiungere tale traguardo. L’8 maggio è la volta di Fernando che elimina Paolo Lorenzi a Madrid e diventa il nono giocatore in attività con almeno 500 vittorie tra i pro.

DJOKOVIC FA 800 – Nell’anno delle cifre tonde, Novak Djokovic non poteva non mettere la propria firma. Dopo i mille problemi di inizio anno, tra sconvolgimenti nel team, gomito malandato e motivazioni latenti, ecco che il serbo inizia a ingranare con il sopraggiungere della stagione erbivora. Al Queen’s ottiene una vittoria, apparentemente di routine, contro Adrian Mannarino. Scartabellando tra i dati però si scopre che è la numero 800 da professionista per Nole. Le sconfitte invece sono 171, ovvero solo 3 in meno rispetto a Nadal nel giorno in cui ha ottenuto il suo 800esimo successo.

FELICIANO MEGLIO DI FEDERER – Wimbledon 2018. Il torneo che vede Djokovic tornare ad aggiornare la propria bacheca Slam, ma anche quello che fa registrare un nuovo record di longevità. Scendendo in campo contro Federico Delbonis, Feliciano Lopez mette a referto la sua 66esima partecipazione consecutiva negli Slam, superando il precedente record di Roger Federer. “Batterò Federer in qualcosa è già tanto”, scherza lo spagnolo. “È solo un numero ma sono orgoglioso della mia costanza. Non si tratta tanto di quanti Slam ho giocato, ma di quanti anni sono riuscito a giocare ai più alti livelli”. Il 2019 sarà però l’ultimo anno da professionista di Feliciano, che dall’anno prossimo inizierà la sua avventura come direttore del torneo di Madrid.

La storia del 2018 (foto via Twitter, @ATPWorldTour)

I NOVE DI NOLE – Dopo l’800esima vittoria ATP e il quarto successo a Wimbledon, Novak impreziosisce ultimamente il suo 2018 dei miracoli riuscendo là dove nessuno era riuscito. A Cincinnati, il serbo supera in finale un Federer sottotono e completa il cosiddetto Career Golden Masters, diventando il primo giocatore della storia a vincere almeno una volta tutti i Masters 1000. Quello di Cincinnati è un successo lungamente agognato, tante volte sfumato ad un passo dal traguardo (ben 5 finali perse prima di quest’anno) che non può che rendere più dolce il sapore della vittoria. È il 31esimo titolo Masters 1000 per Nole, che più avanti nella stagione vincerà anche a Shanghai ponendosi ad una sola affermazione di distanza da Rafael Nadal. L’incredibile finale di stagione del serbo (solo quattro sconfitte dopo il Roland Garros) lo riporta in vetta alla classifica mondiale e fa di lui il primo giocatore nella storia del ranking ATP a chiudere la stagione al numero 1 dopo aver terminato l’anno precedente fuori dalla top 10.

Novak Djokovic con il trofeo di numero 1 del mondo a fine anno (foto via Twitter, @ATPWorldTour)

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WTA

WTA Charleston: Kovinic e Kudermetova si sfidano per conquistare il primo titolo

Danka Kovinic batte in due set Ons Jabeur. Veronika Kudermetova supera in due set Paula Badosa

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Danka Kovinic - Charleston 2021 (foto Volvo Car Open/Chris Smith)

Semifinali a senso unico al Volvo Car Open di Charleston. Nella prima partita del programma la montenegrina Danka Kovinic (n. 91 WTA) ha regolato in due set la testa di serie n. 12 Ons Jabeur con il punteggio di 6-3, 6-2 in un’ora e 19 minuti. Dopo un break e un controbreak nei primi due giochi, Kovinic ha preso il comando della partita servendo molto bene e concedendo palle break solamente nel secondo game del terzo set. Giornata davvero no per la giocatrice tunisina, che si è anche lasciata andare a un paio di lanci di racchetta dopo aver sbagliato la risposta, gesto molto inusuale per lei.

Non mi aspettavo un risultato così netto oggi – ha detto Kovinic dopo la partita – mi sentivo piuttosto stanca all’inizio del match, ma fortunatamente è andata bene. All’inizio di questo torneo non ero troppo convinta del mio tennis, ma la fiducia nei miei mezzi è aumentata di match in match e ora sono arrivata in finale. Sono riuscita a rimanere calma anche nei momenti di tensione durante tutta la settimana e credo che questa sia stata la chiave delle mie prestazioni. Credo che dalla ripresa del circuito lo scorso anno sto giocando il mio miglior tennis, anche migliore di quando nel 2015-2016 ho avuto le mie stagioni migliori: sono più matura, ho più esperienza e penso di essere una giocatrice migliore”.

Veronika Kudermetova – Charleston 2021 (foto Volvo Car Open/Chris Smith)

Nella seconda semifinale affermazione con periodico 6-3, 6-3 per Veronika Kudermetova, testa di serie n.15, sulla spagnola Paula Badosa (n. 71 WTA), che nei quarti di finale aveva eliminato la n. 1 del mondo Ashleigh Barty. Il primo set è scivolato via velocemente in poco più di mezz’ora con due break, uno all’inizio e uno alla fine del parziale. Più battaglia nel secondo parziale, che sul 2-2 ha visto un game di 20 punti andare a favore di Kudermetova dopo aver salvato due palle break. Da quel momento la partita è scivolata lentamente ma inesorabilmente in direzione della russa che ha così raggiunto la seconda finale della stagione dopo quella perduta ad Abu Dhabi contro Sabalenka.

 

Sono contenta di aver vinto questa partita anche perché non ho avuto troppo aiuto dalla prima di servizio, in ogni modo essere riuscita a superare una giocatrice come Paula facendo affidamento principalmente sulla seconda è un segnale molto positivo. Questa settimana ho giocato in maniera molto propositiva, cercando di utilizzare le mie armi appena possibile, e sono stata più regolare dell’ultima volta che ci siamo incontrate ad Abu Dhabi. Domani con Danka non mi aspetto nulla, ovviamente cercherò di vincere, ma non voglio mettermi addosso alcuna pressione”.

Domenica alle 13 ora locale (le 19 in Italia, diretta su SuperTennis), la finale determinerà chi delle due protagoniste si aggiudicherà il primo WTA 500 della loro carriera: un solo precedente tra le due, che risale al cemento di Shenzhen nel gennaio del 2019 e che ha visto Kudermetova imporsi in due set (6-4, 7-5).

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ATP

Sonego, a Cagliari arriva la terza finale ATP: superato Fritz in tre set

Al Sardegna Open di Cagliari il 24enne torinese si complica la vita ma porta a casa la semifinale: domani giocherà per il secondo titolo in carriera, contro Djere

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Si complica la vita, ma stringe i denti nelle difficoltà e vince ancora: Lorenzo Sonego raggiunge la sua terza finale nel circuito ATP al Sardegna Open 2021, superando in tre set l’esame Taylor Fritz (6-4, 5-7, 6-1). Il 24enne torinese, come il solo Andreas Seppi nella storia del tennis italiano, raggiunge una finale in tre superfici diverse, dopo quella vinta nel 2019 ad Antalya (erba) e quella persa nel 2020 a Vienna (indoor). Dopo la vittoria in rimonta contro Hanfmann nei quarti, contro il californiano – che è davanti a lui nelle classifiche mondiali (numero 30 contro numero 34) e che lo aveva battuto in due precedenti su tre – Lorenzo viaggia a corrente alternata ma non dà mai l’impressione di poter perdere, riuscendo a rimediare prontamente ad alcuni passaggi a vuoto. Nella finale di domani scenderà in campo contro Laslo Djere per alzare il suo secondo trofeo ATP. Prima, però, giocherà la finale anche in doppio insieme ad Andrea Vavassori contro la coppia Bolelli/Molteni.

LA CRONACA – Fin dall’inizio del match è battaglia, con i primi tre game che durano ventidue minuti. Entrambi i giocatori devono affrontare palle break ma non riescono a trasformarle. Sonego prova a infastidire il californiano variando il gioco e offrendo poco ritmo, senza farsi pregare ogni volta che c’è la possibilità di spingere. E i risultati si vedono. Prima Lorenzo tiene facilmente il servizio e sale 2-2, poi riesce a disorientare Fritz: sul 40-30 del quinto gioco Taylor commette due errori banali, e alla sesta palla break del suo match Sonego è bravissimo a difendersi prima ed entrare dentro al campo poi, strappando il servizio all’americano con un dritto vincente. Lorenzo tiene un altro servizio piuttosto comodamente (4-2, condendo il sesto game con un gran cross di diritto in difesa) ma un po’ inaspettatamente va in difficoltà nel turno di battuta successivo finendo sotto 0-40. Salva la prima attaccando col dritto, ma poi Fritz risponde bene alla seconda palla del torinese e lo aggancia sul 4-4.

Lorenzo, ormai lo conosciamo, è bravo a mettersi alle spalle gli episodi negativi e pensa sempre alla pallina successiva come se nulla fosse successo. Infatti nel nono game strappa di nuovo il servizio a Fritz, e anche a zero: non senza la collaborazione dell’americano, che sparacchia un diritto in rete alla prima palla break. Lorenzo va a servire per il primo set e di fatto lo vince quando, sul 30-30, prima tiene in campo un miracoloso recupero di rovescio, poi capovolge lo scambio e lascia andare un diritto vincente. È 6-4 in 55 minuti, un parziale meritato: l’americano fa e disfa, più continuo e centrato Lorenzo.  

 

Il secondo set parte con Sonego che mette subito in difficoltà Fritz sul suo servizio: è break alla prima occasione, quando l’american boy scende a rete, ma l’azzurro è bravo a produrre un passante che chiama l’avversario a una volèe complicata per poi infilzarlo volando a chiudere con il recupero di dritto. Lorenzo consolida il vantaggio salendo 2-0 e Fritz mostra di accusare il colpo perché nel match successivo va due volte fuori giri col diritto, consegnando all’italiano il 3-0 pesante. Lo strappo di cinque giochi consecutivi a cavallo di due set consegna a Lorenzo il pieno controllo del match. Questo però induce Sonego a una distrazione: dopo il cambio di campo, nel quarto gioco, l’italiano cede uno dei due break a zero con un gratuito di rovescio. Fritz interrompe così l’emorragia e sale 3-2. Ti aspetti che Sonego riprenda in mano il filo del discorso, ma il sesto gioco è un mezzo disastro: Lorenzo cede il servizio di nuovo facilmente (a 15), “coronando” il tutto con il primo doppio fallo della partita sulla palla break. E poco dopo Fritz prende ritmo al servizio, incidendo con la prima palla e salendo 4-3: stavolta è l’americano, dunque, a mettere in fila quattro giochi di fila.

Sonego va al servizio in un momento delicato: dall’altra parte c’è un Fritz che ha preso coraggio dopo che, pochi minuti prima, sembrava virtualmente sotto la doccia. Lorenzo riesce a ritrovare lucidità e freddezza per arrivare sul 4-4. E nel gioco successivo l’italiano arriva a palla break: ma il californiano attacca bene col diritto e si salva, salendo poi 5-4. Ora si lotta punto a punto e sul 6-5 la pressione è di nuovo sulle spalle di Sonego: una palla corta è ok, quella dopo è leggibilissima e permette a Fritz di arrivare a set point. La prima di Sonego non entra e sulla seconda è l’italiano a sbagliare per primo, col nastro che ferma il suo slice di rovescio. Piuttosto clamorosamente è 7-5 Fritz dopo due ore di gioco.

Nel primo game del terzo set, Sonego dimostra ancora una volta la sua capacità di archiviare in fretta le delusioni: sale 15-40 sul servizio di Fritz ma sul secondo break point non gli riesce lo schema palla corta-pallonetto. Subito dopo, però, regalo dello statunitense, che affossa in rete un diritto a campo aperto: Sonego è pronto ad approfittarne e con una palla corta vincente sale 1-0 e servizio.  A quel punto Lorenzo finisce nuovamente per soffrire: ma viene fuori da uno scomodo 15-40, ritrovando la prima palla. È 2-0. Sonego tira un sospiro di sollievo, lascia andare il braccio e strappa nuovamente il servizio a Fritz con un paio di bordate di diritto. Di nuovo 3-0, come nel secondo set. E la storia sembra possa davvero ripetersi quando Fritz arriva a palla break: ma Sonego non ci casca di nuovo, si salva con la prima di servizio e allunga sul 4-0. Il punto esclamativo il torinese lo mette con un gran diritto all’incrocio delle righe che vale il 5-0. Sonego, però, conferma che oggi proprio non gli va di vincere facile e restituisce uno dei tre break di vantaggio con un turno di servizio scialbo (5-1). Ma Fritz ormai non ci crede più, al secondo match point Sonego chiude 6-1 e può indirizzare un urlo liberatorio al suo angolo.

L’ALTRA SEMIFINALE – Non c’è stata partita tra Laslo Djere e Nikoloz Basilashvili: sarà il 25enne serbo, attuale n. 57 ATP, l’avversario di Sonego nella finale dell’ATP 250 di Cagliari. Si è conquistato l’opportunità di difendere il titolo vinto nella precedente edizione del Sardegna Open – giocata a Pula lo scorso ottobre – superando per 6-2, 6-0 il georgiano, oggi assolutamente non in grado di essere competitivo. Djere, in ogni caso, si conferma a proprio agio sui campi sardi: in tutto il torneo ha perso solo un set, contro l’italiano Lorenzo Musetti nei quarti, e giocherà per il suo terzo titolo ATP. Per Sonego la finale non sarà certo una passeggiata.

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ATP

ATP Marbella: Munar ferma la corsa di Alcaraz, è in finale contro Carreno-Busta

Il diciassettenne spagnolo cede in due set al connazionale, oggi più solido nei momenti importanti. Carreno-Busta supera Ramos-Vinolas al tiebreak decisivo

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Sfuma il sogno della prima finale ATP per Carlos Alcaraz, mentre si realizza per Jaume Munar. Il diciassettenne spagnolo ha lasciato intravedere perché, soprattutto sulla terra, può già dare fastidio a molti, ma alla lunga ha pagato anche il verde dei suoi pochi anni. Il classe 1997 Munar dal canto suo ha giocato una partita molto solida, arginando bene la pressione continua del più giovane connazionale e giocando meglio nei momenti più delicati.

Alcaraz parte meglio, salendo 2-0, ma Munar gli impedisce di fare corsa di testa e recupera immediatamente lo svantaggio. I due fanno a sportellate, annullandosi un’altra palla break a testa, fino al tiebreak, giusta conclusione di un parziale equilibrato e di buon livello. Alcaraz è il primo ad andare in vantaggio di un minibreak, ma si fa subito rimontare da 3-1 a 3-3. Sul 4-4 un dritto lungo in spinta del giovane spagnolo regala a Munar un preziosissimo minibreak che il classe 97 tutela fino alla fine, facendo suo il set.

In avvio di secondo set Alcaraz si complica la vita facendosi rimontare in un turno di servizio nel quale conduceva 40-15. Complice anche un doppio fallo, il diciassettenne si lascia invischiare in un game da quattordici punti che alla fine lo vede subire il break alla terza occasione concessa. La reazione arriva però immediata e Alcaraz strappa addirittura a zero la battuta a Munar, impattando poi sul 2-2. I due connazionali se le danno di santa ragione fino al 4-3 quando Munar riesce a trovare di nuovo il break e a guadagnarsi la possibilità di servire per il match. Ancora una volta, Alcaraz si ribella e trova un altro break a zero, di puro orgoglio e incoscienza adolescenziale. Nel successivo turno di servizio però la leggerezza dei diciassette anni si fa sentire in negativo: sul 30-30 infatti Alcaraz approccia con superficialità un colpo sotto rete e si fa infilare dal buon riflesso di Munar. Il primo match point è sufficiente a Jaume per agguantare la prima finale della sua carriera.

 

Nell’ultimo atto sfiderà la testa di serie numero uno Pablo Carreno Busta che ha superato solo al tiebreak decisivo Albert Ramos-Vinolas al termine di una partita di ottima qualità e ricca di colpi vincenti. E dire che dopo il primo set nessuno avrebbe ipotizzato che Carreno avrebbe dovuto sudare così tanto e anzi, che si sarebbe ritrovato addirittura a due punti dalla sconfitta.

Il primo favorito del tabellone esce infatti fortissimo dai blocchi e domina in lungo e in largo il proprio avversario per oltre mezz’ora. Dopo il meritatissimo 6-1 del primo parziale, Carreno si procura anche tre palle per strappare subito il servizio a un tramortito Ramos-Vinolas, che però si aggrappa alla partita ed riesce a salvarsi. Qui è il match cambia nettamente e Ramos prende sempre maggior confidenza, iniziando a far muovere Carreno e ottenendo un break nel quarto gioco. Il mancino spagnolo amministra poi il vantaggio con grande autorevolezza fino al 6-3 che gli vale il secondo set.

Anche nel parziale decisivo è Ramos a partire meglio e a prendersi un break di vantaggio. Tra belle accelerazioni e grandi difese si approda sul 5-4 senza che nessuno dei due abbia chissà che da soffrire al servizio. Sul 30-30 però, Ramos commette un imperdonabile doppio fallo che Carreno Busta gli fa pagare caro andando a prendersi a rete il punto del 5-5. Ramos ha una palla per poter tornare a servire nuovamente per il set, ma non la trasforma. Approdati al tiebreak, il mancino di Barcellona si mette subito nei guai con un dritto largo. Carreno Busta non si lascia pregare e scava un solco che l’avversario non è più in grado di colmare, guadagnandosi così la sua ottava finale in carriera (4-3 il bilancio).

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