La fortuna sorride a Cecchinato: è al terzo turno senza giocare. Affronterà Goffin

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La fortuna sorride a Cecchinato: è al terzo turno senza giocare. Affronterà Goffin

Il ritiro di Dzumhur (problema alla schiena) promuove l’italiano, che si ritrova a una sola vittoria dagli ottavi di finale pur senza aver ancora giocato

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Marco Cecchinato - Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Nonostante non abbia ancora vinto un set – né una partita, ma ne ha giocata solo una – in alcuno dei tornei del Sunshine Double, Marco Cecchinato si qualifica per il terzo turno del Miami Open. Come ci sia riuscito senza giocare un 15 in Florida è presto spiegato con il forfait di Damir Dzumhur, l’avversario che avrebbe dovuto affrontare al secondo turno dopo il bye che la sua 14esima testa di serie gli ha portato in dote per il primo.

Il tennista bosniaco aveva già palesato più di qualche incertezza fisica durante il tiratissimo terzo set contro Eubanks, vinto poi al tie-break; Dzumhur si era avvalso dell’aiuto del fisioterapista per un problema alla schiena durante l’ultimo cambio campo, concludendo la partita a denti stretti, e non è riuscito a recuperare in tempo per affrontare Cecchinato.

Marco ringrazia e può già prepararsi per affrontare David Goffin al terzo turno. Il belga ha sconfitto piuttosto nettamente Andujar al secondo turno ma non sta vivendo un momento di forma eccelso. Più ancora della versione largamente battibile di Goffin che è scesa in campo nelle ultime settimane, però, è il dolce ricordo dell’ottavo di finale vinto lo scorso anno a Parigi che può motivare il tennista italiano. Va detto che il palermitano è apparso molto opaco contro Ramos-Vinolas a Indian Wells (seconda sconfitta consecutiva dopo quella all’esordio a Rio de Janeiro) e ha confermato tutti i dubbi sulla sua adattabilità a questa superficie.

Chissà che questo abbraccio della buona sorte, che vale a Cecchinato anche un altro paio di giorni di allenamenti sui nuovissimi campi di Miami, non possa aiutarlo a piazzare un colpo di coda nell’ultimo torneo su cemento prima dell’inizio della transizione verso la terra battuta. Intanto il terzo turno gli frutta 45 punti che però non vengono incamerati in classifica, poiché si sostituiscono ai 45 dei quarti di finale di San Pietroburgo; lo scorso anno Marco non aveva la classifica per giocare a Miami, dunque la casella del 1000 statunitense era stata occupata da un altro torneo.

Nei confronti diretti Goffin conduce comunque 2-1 se si considera anche il 6-4 6-0 in favore del belga nel terzo turno delle qualificazioni di Casablanca nel 2014. Limitatamente alle sfide nel circuito maggiore il parziale è di 1-1, poiché Goffin ha battuto Cecchinato a Roma nel 2018 al termine di una partita comunque molto combattuta.

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Fuori Garin e Verdasco: Bastad perde i primi due favoriti

Il cileno, prima testa di serie, cede con un doppio 6-4 a Chardy. Fernando lo imita poco dopo raccogliendo sei giochi contro Ramos-Vinolas. Avanza Jarry

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Per la gioia delle lavatrici, si torna a sporcarsi i calzini in quel di Bastad. La piccola ma pittoresca cittadina affacciata sul mare del nord ospita come ogni anno lo Swedish Open, ATP 250 che segna di fatto la fine della breve parentesi erbivora della stagione (fatta eccezione per Newport). Lontani i big (e specialmente quei due) dopo le fatiche del terzo slam stagionale, lo spettacolo è comunque assicurato da tennisti in cerca del titolo che assicurerebbe punti preziosi per la classifica, oltre che un cospicuo montepremi. Assente il detentore del titolo Fabio Fognini, fresco di best ranking ed impegnato ad Umago, quest’anno le stelle del torneo sono il giovane ventritreene Garin e il veterano Verdasco.

È proprio il cileno, numero 1 del tabellone svedese, ad essere ‘vittima’ della prima grande sorpresa del torneo. Nel match di apertura del programma odierno, il francese Chardy è riuscito a sorprenderlo in due set molto combattuti e altrettanto divertenti. In una partita in cui il servizio è stato la chiave per i duellanti, la solidità dei colpi di Jeremy e la sua capacità di leggere le battute del cileno hanno fatto la differenza: ben dieci sono state infatti le palle break che Chardy è riuscito a procurarsi, e nonostante la strenua resistenza di Garin, convertirne tre è bastato al francese per guadagnarsi i quarti di finale con un doppio 6-4.

Curiosamente, la sua sfida contro il Cile non è finita: il suo prossimo avversario sarà infatti la testa di serie numero 5, Nicolas Jarry, anch’egli vincitore in due set contro l’idolo locale Mikael Ymer. Il giovane svedese ha davvero venduto cara la pelle, dando vita ad una partita entusiasmante e molto più incerta di quanto il 7-5 6-3 finale racconti. Soprattutto nel primo set, dopo una partenza contratta, Ymer è riuscito a fare partita pari col cileno, recuperando da varie condizioni di svantaggio grazie al suo gioco efficace e riuscendo anche a procurarsi opportunità di condurre nel parziale. Alle fine però, la maggiore esperienza nei momenti caldi di Jarry lo ha portato a brekkare all’ultimo l’avversario. L’acquisito vantaggio gli ha poi permesso di concludere il secondo set comodamente.

 

Anche Verdasco non è riuscito a far valere la sua testa di serie nel torneo, perdendo rovinosamente contro il connazionale Ramos-Vinolas. Un netto 6-2 6-4 racconta di una partita dominata in tutti i settori, ma con l’attenuante di un Verdasco non al top, come testimoniato dal medical time out chiamato alla fine del terzo gioco del secondo parziale. L’unico sussulto di Fernando è arrivato nel secondo gioco del primo set, con tre occasioni per strappare il servizio dell’avversario. La caterva di errori che ne è però seguita non gli ha permesso di opporre alcuna resistenza, e nonostante il braccino finale di Ramos, è dovuto capitolare al settimo match point. Ramos affronterà adesso il vincente di Dzumhur-Carballes Baena.

A cura di Lorenzo Fattorini

Risultati:

J. Chardy b. [1] C. Garin 6-4 6-4
[5] N. Jarry b. [WC] M. Ymer 7-5 6-3
A. Ramos-Vinolas b. [2] F. Verdasco 6-2 6-4
D. Dzumhur vs R. Carballes Baena

Il tabellone completo

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Ivanisevic-Djokovic, avanti insieme? “Decidiamo in un paio di giorni”

Il croato, padrone di casa del torneo di Umago, ha parlato della collaborazione tecnica nata a sorpresa con il campione di Wimbledon. A breve la decisione se andare avanti insieme o meno

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Goran Ivanisevic e Pat Rafter - Umago 2019 (foto @Ubitennis)

da Umago, il nostro inviato

Devo parlarne con Nole, in due o tre giorni prenderemo una decisione“. Goran Ivanisevic preferisce non entrare nel merito, ma si è dato un limite ben preciso per valutare la possibilità di proseguire la collaborazione con Novak Djokovic. Nata in modo decisamente proficuo. L’ex campione croato ha infatti debuttato nell’angolo del numero uno del mondo nella prima settimana di Wimbledon, salvo doverlo poi lasciare per impegni precedentemente presi in Svezia con il Senior Tour. Dallo scorso fine settimana, Ivanisevic ha indossato i consueti panni del padrone di casa a Umago, dove il torneo 250 è arrivato alla trentesima edizione.

La finale di Wimbledon l’ha seguita quindi soltanto in tv, con l’idea di aggiornarsi quanto prima con Djokovic sulla possibilità di proseguire insieme il loro percorso (in piena sinergia con Marian Vajda, indiscussa guida dello staff tecnico di Nole). Una collaborazione che ha suscitato anche polemiche in Serbia, sulla scia di un nazionalismo a tratti ancora spigoloso. Al cinque volte campione dei Championships è stato infatti rimproverato di cercare ancora sponda in Croazia dopo le già criticate attestazioni di stima calcistica verso la nazionale vicecampione del mondo ai Mondiali di Russia di un anno fa.

 
Goran Ivanisevic e Pat Rafter – Umago 2019 (foto @Ubitennis)

Ivanisevic sarà di scena questa sera sul campo centrale a lui intitolato, per il match di esibizione contro Pat Rafter che farà rivivere le emozioni della finale di Wimbledon del 2001. Quello del gigante di Spalato è rimasto l’unico successo di una wild card nello Slam londinese.

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L’incredibile tweener di Francesco Forti: “Il miglior colpo della mia vita”. E Krajinovic lo copia!

All’esordio nel Challenger di San Benedetto contro Zsombor Piros, l’azzurro mette a segno un ‘hot shot’ da sogno. Due giorni dopo a Umago, Krajinovic lo ripete in fotocopia

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Francesco Forti è agli ottavi di finale del torneo di San Benedetto, evento del circuito Challenger con 46,600 euro di montepremi. Dopo aver superato all’esordio l’ungherese Zsombor Piros (numero 359 del mondo) e il secondo favorito del seeding Gianluca Mager al secondo turno (6-3 6-2), agli ottavi di finale il 19enne azzurro potrebbe trovare un altro connazionale, Gianluigi Quinzi, che al secondo turno se la vedrà con l’argentino Renzo Olivo.

A prescindere da quello che sarà il suo percorso nel torneo, Francesco non dimenticherà tanto facilmente il Challenger di San Benedetto. Proprio nell’incontro di primo turno vinto in rimonta contro Piros (4-6 6-1 6-2), l’azzurro ha messo a segno quello che lui stesso definisce il miglior colpo della sua vita: uno splendido tweener-passante incrociato. “Era un punto importante e ho semplicemente pensato ‘ok, ci provo, vediamo che succede’. E ho fatto il miglior colpo della mia vita. Sono davvero felice. Incredibile, ancora non ci credo. Era veramente difficile. Se lo avevo mai fatto prima? No, è la prima volta. Forse in allenamento… ma non conta!.

E nonostante si tratti di un colpo davvero molto difficile e altrettanto raro, il nostro Forti è stato copiato pochi giorni dopo dal serbo Filip Krajinovic, che durante il suo primo turno contro il giapponese Taro Daniel nel Plava Laguna Open di Umago ha effettuato un colpo pressochè identico! Davvero incredibile che si siano visti due colpi vincenti di questo tipo a così pochi giorni di distanza.

 

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