Mondo Challenger: super Travaglia trionfa a Francavilla e si riavvicina alla top 100

Challenger

Mondo Challenger: super Travaglia trionfa a Francavilla e si riavvicina alla top 100

Terza vittoria tricolore su tre challenger organizzati in Italia nel 2019: dopo Sinner a Bergamo e Mager a Barletta, è il turno di Travaglia. Nel resto del mondo successi di Rola a Leon, di Martin a Nanchang e di Emilio Gomez a Tallahassee

Pubblicato

il

Stefano Travaglia e Oscar Otte - ATP Challenger Francavilla 2019 (foto Marta Magni)

Francavilla (terra battuta, €46.600)


In un’altra splendida settimana a livello ATP per il tennis italiano col trionfo di Matteo Berrettini a Budapest, arriva anche il successo di Travaglia a Francavilla, un titolo inaspettato visto che da marzo in poi il tennista azzurro aveva vinto solamente un incontro in cinque tornei e aveva manifestato qualche problema fisico. Accreditato della quinta testa di serie,  disponendo dunque di un bye al primo turno, Travaglia ha sconfitto nel suo match d’esordio Andrea Pellegrino col punteggio di 7-6 6-3, prima di battere Giulio Zeppieri, bravissimo a raggiungere i suoi primi ottavi di finale in carriera, con lo score di 6-2 2-0 (rit.), a causa di un problema accusato dal tennista laziale in doppio nella giornata precedente. Giunto così ai quarti di finale ha dato vita al match più emozionante dell’intero torneo, una battaglia di quasi 3 ore col connazionale Federico Gaio: dopo un primo set lottatissimo vinto al tie break da Gaio, Travaglia nel secondo parziale ha dovuto annullare sei palle break che avrebbero messo in discesa la strada del tennista faentino ed è stato bravissimo a chiudere il secondo parziale alla prima occasione di break, arrivata nel decimo e conclusivo game del set.

Nel terzo parziale a partire meglio è stato Travaglia, sopra 3-0, che poi ha dovuto subire la rimonta di Gaio bravo a non mollare e a procurarsi addirittura nell’undicesimo game del set due chances per andare a servire per il match sul 6-5, annullate però da Steto. Si arriva così al tie break finale, anche questo ricchissimo di emozioni: Gaio recupera un minibreak con una splendida palla corta e allunga fino al 6-4, con due match point a disposizione, ma non riesce a chiudere e subisce la rimonta di Travaglia che al primo match point a sua disposizione chiude 8-6.

 

Arrivato in semifinale battendo solo tennisti italiani, Stefano affronta Gombos nel penultimo atto in un match caratterizzato da parecchi errori da ambo le parti, ma che Travaglia è riuscito a chiudere col punteggio di 6-3 6-4 nonostante qualche break di troppo concesso nei primi games di entrambi i parziali. Arriva così in finale contro il tedesco Oscar Otte, che durante il torneo non aveva concesso nemmeno un set, approfittando anche  dei ritiri di Bellucci negli ottavi di finale e di Marterer in semifinale. Entrambi i giocatori tengono agevolmente i primi games di battuta e la partita scorre via liscia, senza troppi scambi prolungati: l’allungo decisivo del primo parziale avviene nell’ottavo game con Travaglia che tira un rovescio lungolinea imprendibile sulla palla break e tiene a zero il game successivo, conquistando così il primo set.

La partita sembra in totale controllo di Travaglia dopo che nel quinto gioco del secondo set Otte concede un altro break commettendo un deleterio doppio fallo sulla palla break, ma Steto, che fino a quel momento non aveva mai concesso una palla break, permette al tedesco di rientrare in partita nell’ottavo game con una seconda di servizio troppo morbida sulla quale Otte impatta un bel vincente lungolinea. Il set scorre via liscio sino al tie break, giocato in modo davvero brutto da Travaglia che sembra risentire dell’occasione sciupata in precedenza e perde malamente 7-3, prolungando la sfida al terzo parziale. In questo terzo set il tennista azzurro è stato bravissimo a cancellare dalla mente quanto successo in precedenza e partire in modo determinato, tenendo rapidamente tutti i games di servizio e breakkando l’avversario alla prima occasione utile, nel sesto gioco, tenendo il game successivo a zero e salendo sul punteggio di 5-2.

Dopo che il tedesco tiene il suo turno di servizio si arriva al game nel quale Travaglia è chiamato a servire per il match: è un game durissimo, il più lungo dell’intero match, durato quindici minuti, nel quale Travaglia sciupa due match point, è costretto ad annullare ben cinque palle break prima di chiudere alla terza palla match, con un dritto in avanzamento sul quale Otte non arriva. Braccia al cielo, racchetta in terra e lacrime contenute per Travaglia che dichiara al termine della gara di sentirsi così felice come se avesse appena vinto uno Slam. Oltre al già citato Gaio, nessun altro azzurro è giunto fino ai quarti di finale ma le belle notizie arrivano dai giovanissimi Musetti e Zeppieri che dimostrano di essere già pronti a competere a questo livello, vincendo entrambi due bei match prima di arrendersi agli ottavi di finale dove c’è un po’ di rammarico per Musetti che sciupa set point con Brkic nel primo parziale prima di cedere col punteggio di 7-5 6-3.

Finale: S. Travaglia b. O. Otte 6-3 6-7(3) 6-3

Leon (hard outdoor, $54.160)


Dopo due annate deludenti torna al successo nel circuito Challenger lo sloveno Blaz Rola che conquista in Messico il quarto Challenger in carriera. Rola, che prima di questo torneo era fuori dai primi 250 del mondo, non era riuscito negli ultimi anni a mantenere il livello mostrato tra il 2014 e il 2015, quando era stabilmente intorno alla centesima posizione mondiale. Accreditato della quattordicesima testa di serie, Rola ha battuto senza perdere neanche un set prima Huesler, poi Guinard ed infine Escobar per raggiungere la semifinale, dove ad attenderlo c’era il redivivo James Ward, che dopo un lungo periodo di stop a causa di infortuni sembra essere tornato a buon livello.

È proprio il penultimo atto quello più difficile ed emozionante della cavalcata dello sloveno, in quanto Rola è riuscito ad imporsi solamente al tie break del terzo set rimontando da 2-6, aiutato anche da un nastro assassino per il britannico che ha aiutato Blaz ad annullare il secondo dei quattro match point, prima di imporsi col punteggio di 9-7. In finale Rola ha sfidato un altro britannico, ovvero Liam Broady, in una sfida tra due mancini che prima di questo torneo si erano affrontati quattro volte e in tre occasioni era stato proprio Rola a prevalere. I servizi la han fatta da padrone per gran parte dell’incontro, il primo parziale sembrava indirizzato al tie break quando, sul 4-5 40-0, Rola ha approfittato di un grande passaggio a vuoto di Broady per chiudere 6-4 il primo parziale.

Nel secondo set entrambi i giocatori han concesso qualcosa in più al servizio ma il break decisivo è arrivato anche in questa occasione nel finale del set, col britannico che nel nono gioco ha strappato il servizio allo sloveno e ha chiuso 6-4 in suo favore, dopo aver annullato una palla del controbreak. Il livello della sfida è calato sensibilmente nel terzo e decisivo parziale dove il merito di Rola è quello di aver sbagliato meno dell’avversario nei momenti decisivi, breakkando nell’ottavo gioco alla seconda chance concessa da Broady e chiudendo col punteggio finale di 6-4 4-6 6-3.

Finale: B. Rola b. Liam Broady 6-4 4-6 6-3

Nanchang (terra battuta indoor, $54.160)


Andrej Martin ottiene in Cina il nono Challenger in carriera, esprimendo un tennis di altissimo livello lungo tutta la settimana. Il tennista slovacco, che ha sempre ottenuto risultati migliori su terra rispetto al veloce, è dovuto partire sin dal primo turno non essendo testa di serie del torneo cinese ma è stato bravo a vincere agevolmente tutti i primi turni, lasciando un totale di sedici giochi per strada nei primi 3 incontri, arrivando così ai quarti di finale con ancora il serbatoio pieno di energie. Anche l’incontro nei quarti di finale contro Patael è stato vinto in due set, con lo score di 6-2 7-5, dal tennista slovacco che è arrivato in semifinale senza i favori del pronostico, dato che ad attenderlo c’era Milojevic, giovane serbo in ascesa, col quale Andrej aveva perso la scorsa settimana: il serbo, però, ha pagato parecchio la stanchezza accumulata nelle ultime settimane ed è apparso visibilmente scarico in una semifinale durata un’oretta e vinta da Martin con il punteggio di 6-0 6-4.

Martin, che non batteva un top100 dal 2017, ha interrotto la striscia negativa proprio nell’atto conclusivo dove ha giocato la partita più lottata del torneo contro l’australiano Jordan Thompson, n.67 e prima testa di serie del torneo cinese, che durante tutta la settimana però aveva sofferto più di Martin lasciando per strada complessivamente tre set. Dopo essersi aggiudicato il primo parziale col punteggio di 6-4, Martin ha lasciato l’iniziativa completamente nelle mani di Thompson nel secondo set e in apertura di terzo, subendo un parziale di 9 giochi a 2 che lo han costretto ad inseguire da 1-3 nel terzo parziale. Proprio nel momento dove la partita sembrava indirizzata verso una rapida conclusione, Martin è tornato a giocare il suo miglior tennis lasciando le briciole al servizio e spingendo il più possibile in risposta, riconquistando prima il break di svantaggio e poi proseguendo sull’onda dell’entusiasmo per chiudere col punteggio di 6-3.

Finale: A. Martin b. J. Thompson 6-4 1-6 6-3

Tallahassee (terra verde, $54.160)


In un tabellone dove la prima testa di serie era il nostro Paolo Lorenzi, che ha abbandonato prematuramente il torneo cedendo in tre set al secondo turno all’argentino Collarini, a trionfare è stato Emilio Gomez, che a quasi 28 anni ottiene il primo successo in carriera nel circuito Challenger dimostrando di trovarsi particolarmente a suo agio su una terra veloce come quella Americana. Dopo aver battuto in due set Novikov, Moraing e Polmans, il tennista ecuadoregno è stato bravo a rimontare un set di svantaggio nei quarti di finale a Nino Serdarusic, imponendosi con lo score di 6-7 6-3 6-0. In semifinale ed in finale Gomez partiva in entrambi i casi sfavorito sulla carta, sia contro il next gen francese Moutet sia contro il giocatore di casa Tommy Paul ma è stato incredibilmente solido in entrambi gli incontri, perdendo solo in un’occasione la battuta e lasciando complessivamente le briciole ai propri avversari: 6-1 6-4 con Moutet, 6-2 6-2 con Paul e primo titolo in carriera che arriva in modo tanto inatteso quanto meritato.

Finale: E. Gomez b. T. Paul 6-2 6-2

a cura di Andrea Pellegrini Perrone

Continua a leggere
Commenti

Challenger

Mondo Challenger: a Ostrava continua la favola di Sinner

L’altoatesino va ko solo in finale, lanciando messaggi importanti verso le prequali del Foro Italico. Negli USA bene Lorenzi, mentre Pouille la spunta a Bordeaux

Pubblicato

il

Jannik Sinner - ATP Challenger Ostrava 2019 (foto Felice Calabrò)

OSTRAVA (terra battuta, montepremi 46.500 euro)

SINNER, CHE SETTIMANA! – Continua l’ascesa di Jannik Sinner che raggiunge un altro risultato veramente importante su una superficie a lui non congeniale come la terra battuta: il classe 2001 ottiene la seconda finale Challenger in carriera, la prima sul rosso, al termine di una settimana dove ha mostrato dei grandi miglioramenti su questa superficie. Al primo turno Jannik ha superato un ostacolo particolarmente duro, l’ungherese Balasz che nella settimana precedente aveva raggiunto i quarti di finale nell’ATP 250 di Budapest, con il punteggio di 6-4 7-6(6) in un match parecchio difficile per Jannik chiuso solo al quinto match point, dopo che aveva sprecato l’occasione di servire per il match sul 6-5 e che nel tie break non aveva chiuso da un vantaggio di 6-2. La sfida di secondo turno contro Koepfer si è rivelata più agevole del previsto: nonostante due turni di battuta concessi e qualche problemino fisico che l’ha indotto a chiedere un trattamento medico per il ginocchio, Jannik ha comandato dall’inizio alla fine chiudendo col punteggio di 6-2 6-3. Negli ottavi di finale Sinner ha trovato un suo coetaneo, il giovane ceco Lehecka: lungo tutto il match si è notata una larga superiorità da parte dell’azzurro, molto più solido rispetto al suo avversario nei momenti decisivi e abile a chiudere col punteggio di 6-4 6-2. 

 

LA PRIMA CONTRO UN TOP 100 – Il match della svolta è stato quello contro Jiri Vesely, seconda testa di serie del torneo e 93 delle classifiche mondiali: Jannik prima di questo torneo non aveva mai sconfitto un giocatore appartenente ai primi 100, anche se va detto che aveva affrontato solamente Djere appartenente a questa categoria, ma lungo tutto il match ha dato la sensazione di essere in campo per giocare la sua partita, senza pensare troppo allo spessore del suo avversario. In un primo set molto lottato a far la differenza è stato il break conquistato da Sinner nel terzo gioco e mantenuto senza patemi sino alla fine del parziale conquistato per 6-4. Nel secondo set sono cambiate le carte in tavola, Vesely ha provato ad essere molto più aggressivo ed è proprio in questo parziale che Jannik ha espresso il miglior tennis della settimana mostrando grande sagacia tattica e ottime variazioni di ritmo con palle alte lente e cariche, back di rovescio insidiosi e anche qualche bel dropshot che ha colto di sorpresa Vesely in più di un’occasione.

 Il nativo di Sesto in Val Pusteria è stato bravo a rimanere concentrato sul secondo set nonostante per due volte si fosse trovato sotto di un break, ha portato il parziale al tie break ed ha approfittato di qualche errore di dritto da parte del tennista ceco per chiudere il match in due parziali. Giunto in semifinale in modo totalmente inaspettato, Sinner ha disputato un altro match assai concreto contro il canadese Steven Diez, distribuendo bene le poche energie rimaste nel serbatoio del giovane altoatesino, condizionato da qualche problemino fisico al ginocchio sinistro e al piede destro. Partito subito forte, 3-0 con doppio break, Sinner ha perso strada facendo uno dei due break di vantaggio ma ha chiuso ugualmente il parziale col punteggio di 6-4. Nel secondo set, dopo aver cancellato due palle break in apertura, Diez ha servito molto meglio e ha sfruttato il calo di Sinner nel decimo gioco per chiudere 6-4 il secondo set. Nel terzo parziale si è alzato il vento ed è diventato difficile per entrambi servire, tant’é che tra il terzo ed il quinto gioco ci son stati 3 break a 0 consecutivi, due in favore del giovane italiano che poi ha strappato nuovamente il servizio a Diez e ha chiuso agilmente il terzo e decisivo parziale con un netto 6-2.

STANCO AL TRAGUARDO – I tre set della semifinale e i problemi fisici mostrati nell’arco della settimana hanno impedito a Jannik di esprimere il suo miglior tennis in finale: contro il giovane Majchrzak, polacco classe 1996 in ascesa, Sinner è sembrato impotente dal primo all’ultimo scambio ed è stato travolto col punteggio di 6-1 6-0, non dando mai l’impressione di poter competere contro un avversario al quale entrava ogni accelerazione. Una settimana da incorniciare comunque per Sinner, che nelle prime uscite su terra battuta a livello challenger era sembrato molto più indietro rispetto al valore mostrato in questa settimana che ha impressionato parecchio, specialmente sotto il punto di vista delle variazioni di gioco, mostrate in particolare contro Vesely. Erano presenti ad Ostrava anche altri italiani: Travaglia dopo la splendida vittoria della settimana precedente a Francavilla ha vinto altri due match prima di arrendersi ad Harris, testa di serie numero uno, mentre buoni segnali sono arrivati anche dal ligure Andrea Basso che ha vinto due match prima di arrendersi in lotta a Dennis Novak.

Finale: K. Majchrzak b. J. Sinner 6-1 6-0

SAVANNAH (terra verde, montepremi 54.160 dollari)

RIPARTE LORENZI – Dopo un inizio di 2019 parecchio deludente, Lorenzi ottiene il primo ottimo risultato della stagione dimostrando ancora una volta di non avere nessuna intenzione di mollare; la trasferta americana su terra nei tre tornei precedenti aveva fatto raccogliere a Paolino poco, in quanto aveva vinto al massimo due incontri mentre a Savannah Lorenzi si è spinto fino all’atto conclusivo del torneo, riavvicinando cosí la top100 del ranking mondiale. Accreditato della seconda testa di serie, il toscano classe 1981 ha avuto un esordio agevole contro Nam Hoang Ly, sconfitto nettamente per 6-3 6-2, prima di avere la meglio al terzo turno sul dominicano Subervi in una dura lotta vinta solamente col punteggio di 6-4 2-6 7-5. Nei quarti di finale ha affrontato lo statunitense Eubanks che sulla terra ha mostrato tutte le sue difficoltà non riuscendo a combinare nulla in risposta mentre Lorenzi è stato abile a strappare tre turni di servizio al suo rivale e a chiudere col punteggio di 6-3 6-3.

In semifinale Lorenzi ha disputato probabilmente il suo miglior match del torneo giocando tre parziali di alto livello contro Sumit Nagal, tennista indiano che sulla terra veloce esprime il suo miglior tennis e che ha commesso nei primi due set un numero davvero ridotto di errori non forzati, costringendo Paolo ad innalzare il livello di gioco nel terzo parziale. Dopo aver tenuto un insidioso primo gioco ai vantaggi Lorenzi ha strappato immediatamente il servizio all’indiano nel game successivo indirizzando il match nei giusti binari: ha servito splendidamente per tutto il terzo set e ha breakkato un’altra volta l’indiano nell’ultimo game chiudendo col punteggio di 6-4 4-6 6-2.

KO SOLO IN FINALE – In finale l’italiano ha affrontato l’argentino Coria, che nel 2018 era stato condizionato dalla squalifica per omessa denuncia di match truccati e non aveva ottenuto risultati di spessore ma che in questa parte centrale del 2019 sta dimostrando una buona continuitá a livello challenger. Lorenzi è partito nervoso, andando subito sotto 4-0 e non è riuscito a scrollarsi di dosso il nervosismo neanche nell’arco del match, durante il quale ha spesso contestato le decisioni arbitrali e ha anche chiesto l’intervento del medico a game in corso a metá del secondo parziale, dopo aver perso il primo con lo score di 6-2. Coria, innervosito dal medical time out, è calato di rendimento e dopo aver servito bene per tutto il parziale si è fatto breakkare nel decimo game del secondo set, portando la sfida al terzo set. L’inerzia, a questo punto, sembrava dalla parte dell’esperto tennista toscano che ha iniziato il terzo set servendo bene ma che successivamente si è spento pian piano lasciando l’iniziativa sempre di più all’argentino che ha strappato la battuta nel quinto game del terzo set e poi ha chiuso agevolmente col punteggio di 6-2, conquistando così il primo titolo Challenger della sua lunga carriera.

Finale: F. Coria b. P. Lorenzi 6-2 4-6 6-2

BORDEAUX (terra battuta, montepremi 114.800 euro)

POUILLE LA SPUNTA TRA I BIG FRANCESI – Nel torneo challenger più prestigioso della settimana, che vedeva al via nomi altisonanti come Pouille, Tsonga e Mannarino, a trionfare è stato proprio Lucas Pouille, numero 32 del ranking mondiale che ha deciso di giocare qui a Bordeaux per mettere tante partite nelle gambe in attesa dei Master1000 di Roma e Madrid e dello Slam parigino. Il cammino del transalpino non è stato agevole, all’esordio ha sconfitto Cachin solamente al tie break del terzo set e successivamente ha perso un parziale anche con Robredo e Halys, prima di approdare in semifinale. Le due sfide più semplici per Pouille son state proprio semifinale e finale: la prima, contro Barrere, vinta col punteggio di 6-1 6-3 mentre la finale col giovane svedese Ymer, autore di una gran cavalcata nella quale ha sconfitto anche Mannarino, non a suo agio su terra, è stata vinta da Pouille con lo score di 6-3 6-3. Gianluca Mager si é spinto sino ai quarti di finale, dove ha sprecato cinque set point nel secondo parziale contro Barrere finendo per perdere col punteggio di 6-1 7-6, mentre Bega ha raggiunto gli ottavi perdendo proprio da Mager. Deludente la prova di Tsonga sconfitto a sorpresa nei quarti di finale in due set da Horansky.

Finale: L. Pouille b. E. Ymer 6-3 6-3

PUERTO VALLARTA (cemento outdoor, montepremi 135.400 dollari)

LA SECONDA DI OFNER – Sebastian Ofner si aggiudica in Messico il suo secondo titolo Challenger della carriera al termine di una settimana nella quale ha concesso solamente due set in cinque partite. Uno dei due parziali persi dall’austriaco, che sembra tornato su ottimi livelli, è stato nel match di esordio nel quale ha dovuto rimontare un set all’atipico mancino francese Millot, vincendo col punteggio di 6-7 6-1 6-3. Dopo questo match d’esordio ci son state tre vittorie facili su avversari sulla carta ostici come Quiroz, Miedler e Basic, ai quali Ofner ha concesso un totale di 15 games in tre partite. Giunto facilmente alla finale, questa è stata la partita più lottata e rocambolesca del torneo contro l’australiano John Patrick Smith, mancino che ama giocare il serve and volley e variare molto con back e chop. Il primo parziale è stato molto lottato e dopo un break per parte si è giunti al tie break. Ofner, sempre avanti, ha sprecato due set point sul 6-4 e ne ha dovuti poi fronteggiare due, prima di chiudere col punteggio di 10-8.

La reazione di Smith però c’è stata nel secondo parziale dove, dopo un avvio complicato nel quale ha dovuto fronteggiare delle palle break, ha strappato il servizio ad Ofner nel quarto game e ha mantenuto i restanti turni di battuta chiudendo col punteggio di 6-3 il secondo parziale. Il problema dell’australiano nel terzo parziale è stato il clamoroso crollo di rendimento del servizio: nel secondo gioco s’é salvato, annullando ben sette palle break, peró questa volta è stato lui a cedere il servizio nel quarto game del set la battuta e Ofner da quel momento in poi ha servito egregiamente non concedendo alcuna chance di rientrare all’australiano, chiudendo col punteggio di 7-6 3-6 6-3.

Finale: S. Ofner b. J.P. Smith 7-6(8) 3-6 6-3

SEOUL (cemento outdoor, montepremi 108.320 dollari)

FATTORE CAMPO PER SOON – In un torneo condizionato dal forfait a tabellone compilato della prima testa di serie Jordan Thompson, a trionfare è stato il coreano Soon Woo Kwon che si è aggiudicato il secondo challenger in carriera, entrambi conquistati negli ultimi due mesi. Dopo un esordio agevole contro Shintaro Imai, la vittoria di maggior prestigio è arrivata agli ottavi contro Donskoy, regolato in due parziali lottati. Successivamente Kwon ha sconfitto il giapponese Uchiyama e il classe ‘98 di Taipei Tung Lin Wu, arrivando così all’atto conclusivo dove ad attenderlo c’era l’australiano Purcell, che è in Asia da inizio febbraio ma che prima di questo torneo non si era mai spinto oltre i quarti di finale. La partita è stata molto lottata, Purcell in entrambi i parziali si è trovato avanti di un break ma ha mostrato un atteggiamento troppo remissivo e attendista nel momento di chiuderli, perdendoli entrambi col punteggio di 7-5.

Finale: S. W. Kwon b. M. Purcell 7-5 7-5

QUESTA SETTIMANA – Si torna a giocare in Italia col Challenger di Roma nella settimana che precede gli Internazionali BNL d’Italia. Gli altri quattro tornei in giro per il mondo sono a Busan, Braga, Aix En Provence e Shymkent.

a cura di Andrea Pellegrini Perrone

Continua a leggere

Challenger

Mondo Challenger: Cuevas domina in Tunisia. Huesler, primo successo in Messico

Cuevas conquista il tredicesimo torneo a livello Challenger, tornando ad alzare un trofeo di singolare dopo quasi due anni. Tommy Paul vince a Sarasota, Jay Clarke ad Anning e Marc Andrea Husler a San Luis Potosi.

Pubblicato

il

Kunming Open (Anning, terra battuta, montepremi 162.480 dollari)

Jay Clarke sorprende tutti e conquista il secondo titolo Challenger in carriera, il primo su terra battuta, diventando il primo britannico a vincere un torneo sul rosso nel 2019. Sulla terra rapida in altura di Anning, in una settimana contraddistinta dal forte vento, Clarke conferma il buon feeling sul rosso che aveva mostrato nell’estate del 2017 quando aveva partecipato a diversi futures in Italia e in Spagna su questa superficie, mostrando un gioco piuttosto atipico per un tennista britannico. Accreditato della quattordicesima testa di serie ha esordito al secondo turno contro Matteo Viola, unico italiano presente in tabellone, sconfiggendolo col punteggio di 6-4 6-3, per poi ottenere le due vittorie più prestigiose nei due match successivi, battendo prima Jordan Thompson, testa di serie numero uno, e successivamente James Duckworth, tennista di ottimo livello che sembra finalmente libero da problemi fisici. In semifinale Clarke ha lasciato solamente cinque games a Goncalo Oliveira ed in finale ha approfittato della stanchezza di Prajnesh Gunneswaran, che era reduce da una semifinale durata quasi tre ore con Majcharzak, per vincere in scioltezza 6-3 6-4. I 125 punti del ricco Challenger gli valgono un notevole balzo in classifica, dal n211 al n161, best ranking per il classe 1998. 

 

Finale: J. Clarke b. P. Gunneswaran 6-3 6-4

San Luis Open (San Luis Potosi, terra battuta, montepremi 54.160 dollari)

In un torneo dove i nomi più attesi han deluso, con le premature uscite di Janko Tipsarevic, Dustin Brown e Alexander Bublik, nessuno giunto oltre gli ottavi di finale, la grossa sorpresa è arrivata da Marc Andrea Huesler, giovane tennista svizzero che prima di questo torneo in carriera non aveva mai vinto un match di main draw di un Challenger su terra battuta. Sei vittorie colte tutte assieme mostrando un livello di gioco in continua crescita e riuscendo lungo tutta la settimana a giocare un tennis di attacco, approfittando degli alti rimbalzi della superficie per sfruttare al meglio il servizio in kick e palle cariche di top spin. Nei primi due turni ha eliminato agevolmente Verbeek e Petrovic, mentre successivamente ha vinto due belle battaglie contro Gonzalo Escobar e Lucas Miedler. Arrivato a sorpresa in semifinale ha battuto un altro nome non molto abituato a questi palcoscenici come Pedro Sakamoto, bravo in precedenza a sconfiggere Bublik approfittando di una giornata no del giovane talento kazako: la partita é stata a senso unico, Huesler ha servito benissimo ed è stato incisivo in risposta nelle chance che gli son state concesse vincendo col punteggio di 6-2 6-4. Giunto così all’ultimo atto, non partiva con i favori del pronostico nemmeno contro l’esperto spagnolo Menendez Maceiras, ma è stato molto bravo in una partita equilibrata a far girare in suo favore il primo set, nel quale ha dovuto annullare diverse palle break per poi vincerlo al tie break e non ha mollato neanche nel secondo parziale quando, sotto di un break, è riuscito a riconquistarlo e a vincere anche la seconda frazione col punteggio di 7-5. Lo svizzero, che giá era al best ranking, effettua un ulteriore balzo in avanti di 70 posizioni attestandosi al numero 281, intravedendo così la possibilitá di partecipare in futuro alle qualificazioni Slam, che mediamente si estendono fino al numero 250 del ranking. 

Finale: M.A. Huesler b. A. Menendez Maceiras 7-6(4) 7-5

Tunis Open 2019 (Tunisi, terra battuta, montepremi 54.160 dollari) 

In una settimana dove i grandi giocatori su terra han scelto ovviamente la terra battuta di Monte Carlo ha suscitato un po’ di scalpore la scelta di Pablo Cuevas, che ha rinunciato alle qualificazioni del Master1000 per scendere di livello e partecipare al Challenger di Tunisi; la scelta, peró, si è rivelata vincente in quanto Pablo ha infilato cinque vittorie una dietro l’altra con le quali ha conquistato ottanta punti di grossa importanza per garantirsi una permanenza tra i primi 100 giocatori del ranking mondiale, chiaro obiettivo di un giocatore che ogni volta che sembra sul viale del tramonto trova una settimana di ottimo livello nella quale dimostra di essere ancora molto ostico specialmente su questa superficie. Dopo il bye al primo turno ha sconfitto Pedro Cachin  nettamente, prima di un terzo turno di gran prestigio vinto 7-5 6-4 contro Troicki, apparso comunque in una buona condizione. Il quarto di finale contro Gimeno Traver poteva rappresentare una insidia, vista l’esperienza dell’iberico, ma Pablo è stato bravo a regolarlo in due set: la stessa sorte é toccata a Lorenzo Giustino, bravissimo a spingersi fino alla semifinale, ma che nulla ha potuto racimolando solamente sei giochi contro l’uruguayano. In finale, a sorpresa, ha affrontato Joao Domingues, portoghese specialista della superficie che nell’ultimo anno ha innalzato sensibilmente il livello e che nei quarti di finale era stato giustiziere di Moroni. La partita è stata estremamente equilibrata, ma nei momenti decisivi si è vista la differenza di classe e di esperienza tra i due giocatori: 7-5 6-4 il punteggio finale con Pablo che ha dovuto rimontare nel secondo set un break di svantaggio, infilando una striscia di tre giochi di fila dal 3-4 al 6-4 finale. 

Oltre a Giustino e a Moroni erano presenti anche altri italiani: Vavassori ha superato le qualificazioni ed il primo turno, prima di arrendersi al forte portoghese Pedro Sousa, Federico Gaio invece si è spinto sino agli ottavi di finale, sconfiggendo Bonzi e vincendo successivamente il derby con Travaglia. Male Napolitano e Marcora, sfortunati nel sorteggio che dopo il bye iniziale li ha opposti a Troicki e Coria, avversari duri per un secondo turno challenger. 

Finale: P. Cuevas b. J. Domingues 7-5 6-4

2019 Elizabeth Moore Sarasota Open (Sarasota, terra verde, montepremi 108.320 dollari)

Rientrato la scorsa settimana as Houston dopo tre mesi di infortunio, Tommy Paul trionfa nel Challenger di Sarasota ottenendo il secondo titolo Challenger in carriera. L’esordio del giovane tennista americano é stato più agevole del previsto, ha sconfitto Elias col netto punteggio di 6-2 6-1 mentre al turno successivo ha dovuto rimontare un parziale a Galan, tennista colombiano che la scorsa settimana a Houston si era spinto fino in semifinale. Nei quarti di finale Paul ha sfidato l’unico italiano presente in tabellone, l’eterno Paolo Lorenzi con il quale ha dovuto faticare parecchio riuscendo ad imporsi solamente per 6-4 al terzo set. In semifinale il match con Collarini è stato più rapido del previsto in quanto l’argentino ha risentito della lunga battaglia con Karatsev al turno precedente e Paul è stato bravo a sconfiggerlo rapidamente col punteggio di 6-3 6-1. La finale con Sandgren, che dal punteggio appare essere sempre stata in totale controllo del più giovane tra i due americani, è stata in realtá una battaglia dove la vera differenza tra i due giocatori è stata l’abilitá nel convertire le palle break: 0/14 per Sandgren, 2/2 per Paul, col punteggio finale di 6-3 6-4 che appare parecchio bugiardo. 

Finale: T. Paul b. T. Sandgren 6-3 6-4

Questa settimana – Saranno ancora quattro i tornei che verranno disputati nell’arco di questi sette giorni nei quali si torna in Italia col challenger di Francavilla al Mare con ben diciotto italiani al via

Si continua a giocare anche in Messico, negli USA e in Cina coi tornei di Leon, Tallahassee e Nanchang. 

Andrea Pellegrini Perrone

Continua a leggere

Challenger

Mondo Challenger: fantastico Mager, successo a Barletta e best ranking

Si apre nel migliore dei modi per l’Italia la trafila di challenger sul rosso col successo di Gianluca Mager a Barletta. Novak conquista il primo titolo in carriera nel ricco challenger di Taipei mentre Carballes Baena ottiene il settimo sigillo a Murcia

Pubblicato

il

Open Città della Disfida (Barletta, terra battuta, montepremi 46.600 euro)

Una cavalcata perfetta coronata con il secondo titolo in carriera a livello challenger per Gianluca Mager che a Barletta arriva sino alla finale senza perdere nemmeno un set, trionfa e raggiunge la posizione numero 144 del ranking mondiale. Accreditato dell’ottava testa di serie, che garantisce un bye all’esordio, entra in gara al secondo turno e sconfigge in due rapidi parziali il russo Kotov, prima di approfittare del ritiro di Kokkinakis che gli permette di arrivare ancora molto fresco ai quarti di finale, dove sconfigge Stefano Napolitano in due set ma al termine di un match molto duro. La semifinale contro Galovic si è rivelata anche più facile del previsto, con Mager che durante tutta la partita ha dimostrato una continuità di rendimento che fino a pochi mesi fa non era in grado di tenere nell’arco di un match. Giunto così all’atto finale, Mager ha disputato probabilmente la peggior partita del torneo, soffrendo la tensione e giocando prevalentemente in modo difensivo, lasciando a Milojevic il comando delle operazioni.

 

Dopo aver rimontato per due volte un break di svantaggio, nel tie break del primo set, Mager annulla caparbiamente due set point sul 4-6 per poi chiudere vittoriosamente sul 9-7. Il tennista italiano sfrutta l’inerzia a suo favore per allungare in apertura di secondo con Mager che nel decimo game del secondo parziale ha la chance di chiudere il match, però si inceppa nuovamente, gioca troppo corto e si lascia aggredire dal serbo che conquista tre games di fila allungando la sfida al terzo parziale. Bravo il ligure a resettare immediatamente in apertura di terzo parziale, ottenendo un importante break a 0 che però restituisce immediatamente a Milojevic, che successivamente tiene il servizio e si porta avanti. Nel quarto gioco del terzo parziale avviene l’episodio che cambia radicalmente il match: per rincorrere una splendida palla corta di Mager, Milojevic inciampa e va a sbattere contro il paletto della rete. Prova a riprendersi con un medical time out, torna in campo ma subisce un rapido parziale di sei punti a zero che lo convincono alla resa: Mager, ovviamente, non esulta ma è visibilmente contento e soddisfatto come ha dichiarato anche nelle interviste del dopo-gara. Anche il direttore del torneo, Enzo Ormas, si è complimentato col ligure augurandogli un futuro tra i primi 100 giocatori al mondo.

Buonissimo risultato in questo torneo anche per Jacopo Berrettini, che per la prima volta in carriera ottiene tre vittorie consecutive in un challenger che gli valgono i quarti di finale e 15 punti ATP. Giunge ai quarti anche Napolitano, sconfitto da Mager, mentre vengono eliminati agli ottavi di finale Quinzi, apparso non al meglio della condizione, Lorenzo Musetti, il primo 2002 a vincere due match di fila in un challenger, Stefano Travaglia e Filippo Baldi.

Finale: G. Mager d. N. Milojevic 7-6(7) 5-7 3-2 RET.

Taiwan Santaizi Challenger (Taipei, hard outdoor, montepremi 162.480 dollari)

Dopo una prima metà di 2018 brillante, negli ultimi 9 mesi il rendimento di Dennis Novak era vistosamente calato ma in questa settimana asiatica il venticinquenne austriaco che si allena spesso assieme a Dominic Thiem ha conquistato un titolo importante, il più prestigioso della carriera, che gli vale un ritorno a ridosso della centocinquantesima posizione del ranking mondiale. Dopo un esordio agevole contro Tokuda, Novak è stato bravo a venire a capo di un match complicato contro l’altro giapponese Uchida, avversario sempre ostico sul duro, prima di innalzare il livello e non lasciare neanche un set a Sugita e Kwon rispettivamente nei quarti di finale e in semifinale.

All’atto finale ha sfidato Sergiy Stakhovsky, uno dei pochi attaccanti puri rimasti ancora nel circuito, il cui doppio tweener nella sfida di secondo turno contro Stephane Robert ha fatto il giro del web. Dopo aver superato, sempre in lotta, Janvier Soeda e Ito, l’ucraino partiva probabilmente favorito anche in virtù della grande esperienza in una finale dove però è apparso totalmente scarico. Zero palle break concesse nell’arco di tutto l’incontro, pallino del gioco sempre in mano e grossa solidità da fondo han fatto la differenza in una finale dove Stakhovsky ha provato spesso e volentieri ad attaccare ma è stato più volte infilato da ottimi passanti di Novak. Nessun italiano era presente al torneo, in un periodo della stagione dove spesso e volentieri Thomas Fabbiano e Luca Vanni erano andati a cercar punti nel continente asiatico.

Finale. D. Novak d. S. Stakhovsky 6-2 6-4

Murcia Open MCT 1919 (Murcia, terra battuta, montepremi  46.600 euro)

Roberto Carballes Baena conquista il settimo titolo Challenger in carriera, il primo del 2019 e il secondo in generale conquistato nella sua nazione. Dopo aver passato agevolmente i primi due turni, contro Federico Gaio e Sergio Gutierrez Ferrol, vince una gran lotta con Lopez Perez per 7-6 al terzo set e rimonta un set di svantaggio a Kimmer Coppejans in semifinale per approdare all’atto decisivo contro Mikael Ymer, giovane promessa del tennis svedese che finora non è riuscito mai a compiere il definitivo salto di qualità. Molto convincente in ogni caso il cammino di Mikael in questo torneo dove è arrivato in finale senza lasciare nemmeno un set per strada sconfiggendo Choinski, Brancaccio e Molleker prima di approfittare del walkover di Griekspoor in semifinale, utile ad arrivare in finale riposato.

La sua partenza nell’atto finale è ottima, break in apertura e solidità al servizio approfittando dei tantissimi errori commessi da Carballes anche su colpi facili da spingere. Dopo un breve toilet break altermine del primo set l’iberico torna in campo molto più deciso, riduce al minimo gli errori e riesce a muovere bene Ymer che in una decina di minuti si ritrova sotto 3-0. Lo svedese sembra molto nervoso nei confronti del suo angolo, come se cercasse un capro espiatorio a cui attribuire il suo calo di rendimento. Carballes ottiene un altro break che lo porta sul 4-0 e a quel punto è Ymer a mollare il secondo parziale, 8 punti a 0 per il classe 1992 che vince il secondo parziale col netto score di 6-0. Il terzo set è quello più combattuto, entrambi riescono a tenere i primi turni di battuta anche se Ymer è quello che appare più in sofferenza ma la svolta è nel sesto game: lo svedese serve sotto 3-2 nel punteggio e si riesce a portare 40-15, ma non chiude, il game si allunga e su due ulteriori palle game mostra entrambe le volte un segno all’arbitro sostenendo sia out, ma in ambo i casi l’arbitro giudica la palla buona mandando su tutte le furie lo svedese che esce dal match mentalmente, perde quel game di servizio, non sfrutta una palla break per rientrare nel game successivo e abbandona definitivamente la contesa perdendo a 0 l’ultimo game in battuta. Braccia al cielo per Carballes che in questo 2019 non aveva mai vinto oltre due match di fila e adesso ottiene questi importanti 80 punti che gli permettono di riavvicinare la top100.

Erano cinque gli italiani al via: Vavassori ha superato le qualificazioni ma è stato eliminato al primo turno, Bonadio è stato battuto all’esordio in due rapidi set da Balasz, che aveva sconfitto poche settimane prima, Gaio ha superato un turno prima di arrendersi nettamente al vincitore del torneo, mentre i più bravi sono stati Brancaccio, arrivato agli ottavi vincendo due grandi battaglie prima di arrendersi a Ymer e Caruso, che nei quarti di finale ha il rimpianto di non aver saputo approfittare di un Griekspoor non al meglio della condizione

Finale: R. Carballes Baena d. M. Ymer 2-6 6-0 6-2

QUESTA SETTIMANA – Ben quattro i tornei previsti: il più ricco è il Challenger di Anning, su una terra battuta in altura abbastanza atipica, dove non son presenti italiani. Paolo Lorenzi unico italiano presente negli Stati Uniti dove si disputa su terra verde il challenger di Sarasota mentre a San Luis Potosi, su cemento outdoor, non son presenti italiani ma il torneo risulta molto interessante specialmente per le presenze di Bublik, Brown e Tipsarevic, tutti in gran forma. Otto italiani al via sul challenger di Tunisi, che si disputa su terra battuta e vedrà al primo turno anche un derby tricolore tra Moroni e Bonadio, entrambi a caccia della miglior condizione; presenti anche Vavassori, Marcora, Giustino, Travaglia, Gaio e Napolitano, in un torneo dove la prima testa di serie è Pablo Cuevas e c’è anche la presenza di Viktor Troicki, lontano dalla miglior forma ma sempre cliente ostico.

Andrea Pellegrini Perrone

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement