Musetti doma anche il caldo: primi quarti in un Challenger

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Musetti doma anche il caldo: primi quarti in un Challenger

Mostrandosi più resistente di José Hernandez-Fernandez, il 17enne di Carrara trova a Milano il primo piazzamento di rilievo in un torneo. “Emozione fantastica, oggi non si respirava”. Balzerani KO con Robredo

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Lorenzo Musetti - ATP Challenger Milano 2019 (foto Francesco Peluso)

“Credo sia stata la giornata più calda da quando gioco a tennis”. È esausto, Lorenzo Musetti. Ma è anche soddisfatto ed emozionato. Quando il termometro toccava i 37 gradi, il Golden Boy del tennis azzurro raggiungeva per la prima volta i quarti in un ATP Challenger. Dopo i terzi turni a Barletta e Francavilla, ha fatto un passo in più all’ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS (46.600€, terra). In un match giocato in condizioni estreme, ha vinto la gara di resistenza contro il dominicano José Hernandez-Fernandez. Un buon giocatore, dalla palla piuttosto pesante, con una certa esperienza nel circuito Challenger. Ma Musetti gioca meglio, per quanto il suo tennis sia un cantiere che sta rapidamente prendendo forma.

Hernandez-Fernandez si è ritirato sul punteggio di 7-5 3-0 per Musetti, quando il match era ormai in discesa per il ragazzo di Carrara. Se il caldo è stato protagonista, nell’oretta e venti sul Centrale dell’ASPRIA Harbour Club si sono viste cose interessanti. Per esempio, Musetti ha servito piuttosto bene. Già nel secondo game ha cancellato quattro palle break, di cui tre con il servizio. Ancora meglio nel game sul 6-5, decisivo per chiudere il set: tre gran servizi e un rovescio vincente si sono rivelati decisivi, col senno di poi, per l’esito del match.

Oggi il servizio è il colpo che mi ha aiutato di più – racconta Musetti – avevo bisogno di non allungare troppo gli scambi e mi ha dato una mano anche nel game più importante, l’ultimo del primo set. Di fatto, mi sono trovato 40-30 quasi senza giocare. Al contrario, lui doveva lottare su ogni punto. Credo che abbia fatto la differenza. Musetti era partito bene (2-0 e 3-1), ma il dominicano tornava rapidamente in partita. Dopo un ulteriore scambio di break, il momento più difficile arrivava sul 4-5: con Musetti al servizio, il dominicano si procurava un setpoint ma lo sciupava con un dritto in corridoio.

Il carrarino artigliava il 5-5 con una splendida smorzata di dritto, poi trovava il break del 6-5 e teneva teneva col fiato sospeso per qualche minuto, chiedendo un medical time-out. L’ho fatto per spezzare un attimo il ritmo e prendere un po’ di fiato: faticavo a respirare, mi muovevo male, ero molto ingessato. Ho chiesto lo stop per accertarmi che fosse tutto OK. Il medico mi ha detto che non avevo particolari problemi, poi ho chiuso il set e dopo un’ulteriore pausa ero ripartito bene”. Ciò che incoraggia, anche in chiave futura, è la buona tenuta fisica di Musetti. Ha cercato di tenere un linguaggio del corpo il più possibile positivo, limitando al minimo (quasi a zero, per la verità) le uscite verbali.

“Il primo set è stato molto difficile, l’ho portato a casa con passione e cuore – ha detto a caldo, ancora sfibrato, mentre Hernandez-Fernandez giaceva sulla sua panchina, piegato in due – facevamo entrambi fatica a respirare. Purtroppo lui si è ritirato e non è bello vincere così. Alla fine, oggi, ha ceduto chi ha retto di meno. Oggi è toccato a lui, magari un’altra volta sarà il mio turno. L’importante è andare avanti così, sono soddisfatto della prestazione… e sì, è un’emozione fantastica che non sto ancora realizzando a dovere”. I quarti a Milano gli garantiscono il best ranking: Lorenzo è già certo di salire al numero 409 ATP. Dovesse battere anche Marcelo Arevalo nei quarti, entrerebbe in carrozza tra i top-400 ed effettuerebbe il contro-sorpasso sull’amico Giulio Zeppieri, che pochi giorni fa era giunto in semifinale a Parma.

I successi del salvadoregno in doppio (è in semifinale insieme allo storico compagno Reyes Varela) impongono di collocare il match in apertura, alle 15.30. Sarà una partita diversa, contro un giocatore intelligente e dal tennis più aggressivo rispetto a quello di Hernandez-Fernandez. Ma Lorenzo non ha speso troppe energie e ha già dimostrato di saper gestire il caldo estremo. Tra gli altri match, da segnalare l’uscita di scena di Pedro Sousa (n.4 del tabellone), battuto nettamente dal connazionale Frederico Ferreira Silva. Nei quarti, il lusitano troverà Danilo Petrovic, emerso dal derby serbo-croato contro Nino Serdaruric. Termina negli ottavi la corsa di Sebastian Fanselow, che aveva eliminato Paolo Lorenzi. Il tedesco si è arreso in due set ad Aslan Karatsev, proveniente dalle qualificazioni.

Si è fermata negli ottavi l’avventura di Riccardo Balzerani. Opposto a Tommy Robredo, il giocatore più importante tra i presenti a Milano, il laziale (accompagnato a Milano da coach Gabrio Castrichella) ha fatto la sua partita, ma non si è mai davvero avvicinato a Robredo. A ben vedere, l’intero match si è rispecchiato nel primo game, con Balzerani al servizio. Si sono giocati ben 22 punti spalmati su un quarto d’ora, l’azzurro ha provato a essere propositivo, ma aveva di fronte un muro di gomma. Gli anni passano, il livello non tornerà quello di 10-12 anni fa, ma Robredo si conferma un giocatore di estrema classe, impeccabile quando la partita è alla sua portata.

Tommy è scappato rapidamente sul 4-0, poi ha gestito con agio il resto della contesa e ha chiuso col punteggio di 6-2 6-3. Per lo spagnolo è la tredicesima vittoria di fila. In poche settimane ha scalato un centinaio di posizioni e il ritorno tra i top-100, a prescindere dal risultato di Milano, sembra più che mai alla portata. Nei quarti se la vedrà con il numero 1 del tabellone Hugo Dellien, salvo quasi per miracolo. In una partita terminata al calar delle tenebre (erano quasi le 21) si è imposto su Renzo Olivo.

Giocando una partita di grande sacrificio, l’argentino era riuscito a girare l’esito della sfida. Avanti 3-1 nel terzo, con Dellien mentalmente fuori dal match, si è procurato un infortunio a un polpaccio. Inutili i due medical time out: negli ultimi cinque game ha raccolto pochissimi punti (6-2 6-7 6-3 lo score) e lasciato strada a un Dellien sostenuto da alcuni boliviani residenti in Italia, entusiasti di avere un connazionale competitivo in uno sport popolare come il tennis. Per battere Robredo avrà bisogno di alzare, di molto, il suo rendimento.

Ufficio Stampa ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS

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Grande Italia al challenger di Forlì: Musetti e Pellegrino volano in semifinale

Musetti non lascia scampo a Seppi e giocherà la seconda semifinale del 2020. Sarà invece una prima volta per Andrea Pellegrino, che sfiderà Thiago Monteiro

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Lorenzo Musetti e Andreas Seppi - Challenger Forlì 2020 (foto Felice Calabrò)

Peccato per Salvatore Caruso, che non è riuscito ad avere la meglio sul sudafricano Lloyd Harris – sesta testa di serie e n. 96 ATP – ma l’Italia si è difesa benissimo nel giovedì di Forlì e piazza due giocatori in semifinale: si tratta di Lorenzo Musetti e Andrea Pellegrino, per il quale sarà una prima volta.

Per primo è sceso in campo Lorenzo Musetti che ha vinto abbastanza facilmente contro Andreas Seppi (6-3 6-1). Entrambi iniziano un po’ contratti; sul 2-1 in suo favore, Musetti non riesce a sfruttare una prima palla break (alla fine saranno dodici contro… nessuna) anche perché Seppi si difende bene e la sua palla è molto pesante.

 “All’inizio non è stato facile perché Andreas ha un’esperienza incredibile ed io forse ho accettato troppo il suo gioco con lunghi scambi da fondo campo”

 
Lorenzo Musetti

Sul 3-2, però, Musetti sfrutta la seconda occasione dopo un lungo scambio pieno di tensione in cui entrambi hanno solo cercato di non sbagliare. A questo punto Seppi va un po’ in difficoltà, cerca di resistere ma oggi la sua mobilità non è la solita e sicuramente la lunga pausa non gli ha giovato. In un infinito settimo gioco Lorenzo tiene il servizio, lottando duramente ma senza concedere alcuna palla break. Sul 5-2 non concretizza ben tre set point ma l’epilogo è rimandato di poco: 6-3 il parziale della prima partita.

All’inizio del secondo set Seppi opera il massimo sforzo: 1-0 per lui e 0-30 su servizio Musetti, il quale con grande autorità piazza tre servizi vincenti uno dopo l’altro e qui praticamente la partita finisce. 

“Avevo fatto degli errori abbastanza stupidi e lui ne ha approfittato, ma da lì in poi ho davvero cambiato marcia. Ho cominciato a mettere le prime e lui non è più riuscito a fare un game. Se posso dirlo più per merito mio che demerito suo”

Lorenzo Musetti

Infatti Andreas abbandona progressivamente la partita come testimonia il simpatico siparietto quando, a partita abbondantemente segnata, si avvicina al pubblico pronunciando queste parole – piuttosto sconsolato: Davvero non so più cosa fare. Non ce la faccio più”.

A quel punto il pubblico, numeroso come sempre, comincia ad applaudire l’altoatesino, un applauso lunghissimo che vale da ringraziamento per tutto quanto di buono Andreas ha fatto. Per la sua carriera, per la sua professionalità e per la sua simpatia.

La partita è stata anche un simbolico passaggio di consegne tra il vecchio campione e il giovane emergente. Musetti ha impressionato non solo per la facilità di gioco e per l’incredibile manualità, cose che già si conoscevano, ma per la grande maturità con cui ha controllato tutte le fasi della partita.

“Anche se all’inizio non riuscivo a strappargli il servizio, devo comunque dire che ero io ad avere il pallino del gioco. E quando comandi lo scambio basta un attimo per andare avanti nel punteggio”, ha detto Musetti. Domani in semifinale sfiderà Lloyd Harris.

LA PRIMA DI PELLEGRINO – Subito dopo, Andrea Pellegrino ha conquistato a sua volta l’ingresso in semifinale battendo nettamente (6-4 6-2) il brasiliano Guilherme Clezar, 70 posizioni avanti a lui in classifica, con cui vantava un precedente favorevole lo scorso anno a Parma; in quel caso la vittoria arrivò al termine di una maratona di oltre tre ore. 

Andrea Pellegrino – Challenger di Forlì 2020 (foto Felice Calabrò)

“Ho giocato fin dal primo punto con grande intensità, come sto facendo da alcuni giorni sia in partita che in allenamento” ci ha detto Andrea. “Probabilmente è anche il frutto della collaborazione che ho avviato con Vincenzo Carloni con cui a Bari abbiamo lavorato molto bene dalla fine del lockdown”.

Domani per il tennista di Bisceglie il ventiseienne brasiliano Thiago Monteiro, n.88 ATP, per quella che sarà la prima semifinale challenger di Pellegrino dopo ben sette quarti di finale persi consecutivamente. “Ci ho giocato contro due volte e purtroppo ho sempre perso. Domani speriamo di fare meglio”.

A cura di Massimo Gaiba

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Roland Garros, qualificazioni: Giustino irrompe nel main draw, tre azzurre al turno decisivo

Lorenzo supera Dustin Brown e si qualifica per il tabellone principale. Marcora si ritira prima di giocare. Errani, Trevisan e Gatto-Monticone al turno decisivo

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Sara Errani – Roland Garros 2020 (foto via Twitter @rolandgarros)

Erano sette gli italiani impegnati nella quarta giornata di qualificazioni del Roland Garros: cinque ragazze e due ragazzi. Al femminile il bilancio è di tre vittorie a fronte di due sconfitte. Comodi i successi di Martina Trevisan (6-3 6-4 a Muhammad) e Sara Errani (6-4 6-1 a Guerrero Alvarez). La prima si giocherà un posto nel main draw contro Astra Sharma, mentre la seconda sfiderà Tereza Martincova. Molto più sofferta invece la vittoria di Giulia Gatto-Monticone che ha impiegato quasi due ore e mezzo per superare in tre set Carole Monnet. Al turno decisivo la aspetta Mayar Sherif. Niente da fare invece per Martina Di Giuseppe, battuta 6-2 6-3 dall’ungherese Dalma Galfi, e per Elisabetta Cocciaretto, capace di racimolare solo tre game contro la diciassettenne danese Clara Tauson.

Il tabellone femminile di qualificazione completo con tutti i risultati aggiornati

Tra i ragazzi invece ottimo successo per Lorenzo Giustino che non si è lasciato irretire dall’estro di Dustin Brown e con il punteggio di 6-3 7-5 si è guadagnato l’accesso al tabellone principale di un torneo dello Slam per la seconda volta nell’anno e in carriera. Sfortunatissimo invece Roberto Marcora che non è neanche sceso in campo per giocarsi la chance di qualificarsi, lasciando così strada libera a Benjamin Bonzi. Già nell’incontro di ieri contro Lamasine, Marcora aveva chiesto l’intervento del medico per un problema alla coscia destra. Domani in campo Cecchinato, che si giocherà l’accesso al main draw con Coppejans.

 

Il tabellone maschile di qualificazione completo con tutti i risultati aggiornati

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Paul-Henri Mathieu è tra i raccattapalle del WTA di Strasburgo

L’ex numero 12 del mondo torna a fare il raccattapalle a Strasburgo dopo quasi trent’anni. È stato in campo durante il match tra Sabalenka e Blinkova

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Paul Henri Mathieu raccattapalle al WTA di Strasburgo (foto via Twitter@WTA_Strasbourg)

Non si vede tutti i giorni un ex tennista professionista fare il raccattapalle in un torneo ufficiale e vedere Paul-Henri Mathieu, 38 anni (ritirato dal 2017), fa un certo effetto. L’ex tennista francese ha dato una mano agli organizzatori del torneo WTA di Strasburgo, che quest’anno per via delle normative adottate per contenere i contagi da Covid-19, non consente ai ragazzi di fare da raccattapalle nel torneo. Solo adulti ammessi nel rettangolo di gioco, ma il Mathieu che si è posizionato vicino ai teloni, doverosamente con la mascherina, è tornato (almeno con la mente) bambino, negli anni in cui fece da raccattapalle proprio in questo torneo.

È stato in campo durante il match di secondo turno tra Aryna Sabalenka e Anna Blinkova, vinto dalla bielorussa in rimonta. Mathieu era nel primo turno di rotazione del giorno per i raccattapalle e, come ha dichiarato lui stesso un paio d’anni fa, la sua passione per il tennis è nata proprio in occasione di quel torneo di Strasburgo dove raccolse le palline colpite dai giocatori professionisti. Non c’era modo migliore di ripercorrere quei ricordi, vecchi ormai di trent’anni, proprio nei giorni più speciali per la WTA, che celebra questa settimana i suoi cinquant’anni.

 

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