ATP Bastad: Jarry e Londero in semifinale

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ATP Bastad: Jarry e Londero in semifinale

Il cileno domina Chardy e trova Delbonis, l’altro argentino supera Gasquet e sfiderà Albert Ramos

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Giornata di quarti di finale per il tradizionale appuntamento estivo sulla terra battuta svedese: la semifinale della parte alta la giocheranno Nicolas Jarry e Federico Delbonis che hanno vinto facilmente in due set rispettivamente su Chardy e il portoghese Joao Sousa, N.8 del seeding.
Molto più lottati i quarti della parte bassa del tabellone con un altro argentino, Juan Ignacio Londero che ha piegato la resistenza di Richard Gasquet, N.4 del tabellone, per 6-3 al terzo set dopo 2h51 di gioco. In semifinale Londero affronterà Albert Ramos-Vinolas che ha vinto in rimonta il derby spagnolo contro Carballes Baena. Dopo aver ceduto il primo set per 6-4, Ramos ha dominato i successivi due set lasciando due giochi al suo avversario.

Risultati:

[5] N. Jarry b. J. Chardy 6-1 6-4
F. Delbonis b. [8] J. Sousa 6-2 7-5
[6] J. I Londero b. [4] R. Gasquet 7-6(5) 4-6 6-3
A. Ramos-Vinolas b. R. Carballes Baena 4-6 6-1 6-1

 

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Australian Open: Nadal rullo compressore, sarà rivincita con Kyrgios?

Rafa lascia le briciole a Carreno Busta e attende Nick Kyrgios o Karen Khachanov agli ottavi. “Dovevo migliorare e l’ho fatto. Ho giocato molto bene anche il dritto in lungolinea”

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Rafa Nadal - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[1] R. Nadal b. [27] P. Carreno Busta 6-1 6-2 6-4

Una straordinaria dimostrazione di forza. Non si può definire in altro modo la distruzione operata da Rafael Nadal ai danni del suo connazionale Pablo Carreno Busta che ha raccolto solamente sette games in tre set. “La mia migliore partita del torneo – ha dichiarato il maiorchino – senza ombra di dubbio. Una notevole differenza con il mio primo turno, fin dall’inizio di ogni scambio sono riuscito a far danni”.

Un primo set rapidissimo, meno di mezz’ora, un secondo set ancora più rapido, 27 minuti, con Nadal che ha conquistato più del doppio dei punti del suo avversario (rispettivamente 27-12 e 24-11). Rafa ha messo in mostra le sue famose accelerazioni di diritto, sia in avanzamento sia in difesa, ed ha tolto fin dall’inizio degli scambi l’iniziativa a Carreno Busta che ben presto è diventato uno spettatore non pagante della partita. “Dovevo migliorare e sono migliorato – ha confermato Nadal ai giornalisti spagnoli –. Ho giocato molto bene il drive di diritto anche in lungolinea, cosa che mi dà molte opzioni per aprire il campo. Molto bene anche lo slice di rovescio, sia in difesa sia nelle situazioni di attacco, che mi danno un’opzione in più per aprirmi il campo”.

Più equilibrato il terzo set, deciso da un solo break al quinto game, nel quale quattro punti consecutivi di Nadal da fondocampo ed un errore forzato hanno ribaltato il gioco dal 30-15 e lanciato Rafa verso il traguardo finale.

Rafael Nadal – Australian Open (via Twitter, @AustralianOpen)

Impressionanti le statistiche del numero uno del mondo: 42 vincenti contro 18 errori gratuiti (21-21 il computo finale per Carreno Busta), solamente 10 punti persi sulla propria battuta (su 62) e una velocità media della seconda di servizio superiore alle 100 miglia orarie. Al quarto turno potrebbe esserci la sfida contro Nick Kyrgios se l’australiano saprà superare l’ostacolo Kachanov. “Sono due giocatori diversi – ha detto Nadal dei suoi due potenziali avversari – ma la chiave è la stessa: devo giocare al mio miglior livello”.

 

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Un’altra notte magica per Federer all’Australian Open: un grande Millman cede dopo quattro ore

Lo svizzero recupera uno svantaggio di 8-4 nel super tie-break decisivo. Millman sontuoso da fondo campo cede sul più bello. Agli ottavi Fucsovics

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[3] R. Federer b. J. Millman 4-6 7-6(2) 6-4 4-6 7-6(8)

Roger Federer sapeva che affrontare John Millman sarebbe stato difficile nella notte australiana quasi come lo era stato in quella di New York e alla fine quasi alla una di notte si è chiuso un altro episodio della saga eterna dello svizzero. Come era successo allo US Open contro Dimitrov dopo 2 set e mezzo la benzina sembrava finita, la solidità di Millman unita alla capacità di anticipo davvero sorprendente ha portato Federer al limite. Ma alla fine quando sembrava spacciato, dopo quattro prodezze del suo avversario nel super tie-break decisivo, Federer ha tirato fuori quello che Rudy Tomjanovic diceva di non sottovalutare mai: il cuore dei campioni. Da 4-8 il sei volte campione di Melbourne infila 6 punti consecutivi e raggiunge gli ottavi di finale dopo 4h03.

CENTO DI QUESTI GIORNI – Non poteva esserci conclusione più elettrizzante per la centesima vittoria di Federer a Melbourne: giocatore di casa, spalti gremiti, rimonta improbabile. Eppure la partita era iniziata con un Federer molto negativo nel primo set, impreciso negli impatti sia di dritto che di rovescio ma capace comunque di recuperare un break di ritardo quando il guerriero australiano è andato a servire per il set sul 5-3. Eppure nel game successivo sul 4-5, Federer gioca un turno di servizio terribile, cedendo la battuta a zero. Tuttavia il set perso dà la prevedibile sveglia al mai domo 38enne di Basilea, che comincia a trovare meglio il suo gioco specialmente dal lato del rovescio.

Roger Federer – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Rimarrà sempre piuttosto drammatico il gioco di Federer quando costretto allo spostamento verso destra. Ci ritroviamo di fatto davanti a una situazione paradossale ma non insolita per il Federer ultima maniera: l’avversario che insiste a giocargli sul dritto, come era riuscito con successo a Tsitsipas nell’ottavo di finale dello scorso anno, sempre nella notte australiana. Roger e John infatti si conoscono benissimo, si allenano spesso insieme e dunque non ci sono segreti. Millman ha ancora in mente il successo a Flushing Meadows, non va mai fuori giri e ha la velocità di un motorino da 50cc. Atleticamente mostruoso tanto da far pensare che se tutti i tornei fossero giocati sulla lunga distanza, la sua classifica sarebbe ancora migliore. Federer che invece atleticamente è ben lontano dai giorni migliori come è logico che sia, si butta a rete il prima possibile raccogliendo a fine match 46 punti su 64 (72%).

Eppure nel momento decisivo del match due incredibili passanti dell’australiano sembravano aver posto fine alle speranze di vittoria del basilese. Questo però avverrà dopo 4 ore di gioco, prima Federer sembra poter chiudere in 4 set quando, dopo aver vinto il secondo al tie-break (vinto nettamente 7-2) e vinto il terzo per 6-4, si arriva al 3 pari nel quarto. E lì arriva il temuto calo atletico che riporta Federer fuori tempo sulla palla.

 
John Millman – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Sembra a quel punto la fotocopia del match di Flushing Meadows contro Dimitrov, con Federer alle corde che subisce il break ad inizio quinto set e sembra pronto a gettare la spugna. E invece no, arriva l’immediato controbreak per il due pari. Millman avrà ancora due palle break sul 3 pari ma Federer si salva ancora. Si arriverà alla fine all’epilogo più giusto: il super tie-break dove Millman si porta subito avanti di un mini-break grazie all’ennesimo errore di dritto di Federer. Millman a questo punto entra in un luogo che non ha mai conosciuto: infila punti incredibili a ripetizione inclusi due passanti di dritto (il suo colpo debole) vincenti lontanissimo dal campo, il primo in corsa lungolinea, il secondo uno strettino incrociato su cui Federer non può arrivare.

Sembra finita e invece no, Federer recupera due mini-break grazie a due errori dell’australiano dopo scambi estenuanti, poi al servizio si porta sul 9-8 grazie a una smorzata delicatissima su cui Millman non riesce a controllare il recupero. E sul match point indovina la direzione dell’attacco avversario mettendo il passante di dritto nell’angolo rimasto sguarnito. A fine match Federer è apparso sollevato e molto generoso nei confronti del suo avversario: “Penso che John meritasse di vincere per gran parte di questo match. E poi aggiunge “Sono rimasto lì anche quando tutto sembrava non funzionare. Ci è voluta esperienza, pazienza ma anche un po’ di fortuna”.

Millman esce tra il boato della folla con la delusione negli occhi di chi pensava di averla vinta, di nuovo, contro la leggenda. Una leggenda che continua ad arricchirsi di capitoli. Ora agli ottavi c’è un Fucsovics apparso in forma smagliante. I due si affrontarono allo stesso turno qui due anni fa nel primo torneo dove l’ungherese si mise in luce. Sarà un altro giorno e un’altra storia di un libro lungo 21 anni e 100 vittorie.

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Australian Open, Fognini spedito agli ottavi

Fabio supera Pella in tre set e approda al quarto turno a Melbourne per la terza volta in carriera. Troverà Sandgren

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Fabio Fognini - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[12] F. Fognini b. [22] G. Pella 7-6(0) 6-2 6-3 (da Melbourne, il nostro inviato)

C’erano forti dubbi sulle condizioni fisiche di Fognini dopo i 10 set giocati in poco più di 24 ore e le quasi otto ore di tennis giocate nei primi due turni. Fabio aveva concluso il match con Thompson con i piedi a pezzi, era venuto in conferenza stampa quasi zoppicando e pareva davvero molto provato dopo le due maratone. A giudicare dalla prestazione con Guido Pella il giorno di pausa ha fatto il miracolo e Fognini si è presentato in grande spolvero all’appuntamento con questo match di terzo turno.

C’è da dire che il match-up in questo specifico frangente era decisamente a suo favore: i colpi di Pella, per quanto anomali in quanto mancini, non hanno la pesantezza per togliere l’iniziativa a Fognini, che riesce piuttosto bene a colpire parabole arcuate e trasformarle in colpi vincenti (chiedere a Rafael Nadal per informazioni). In ogni modo, l’argentino è pur sempre il n.25 della classifica mondiale e non è tipo che lasci andare una partita fino a che non è finita, quindi deve comunque essere battuto. E Fognini l’ha fatto in maniera chiara e convincente, rimanendo in campo poco più di due ore e senza sprecare troppe energie.

 

L’inizio del match è piuttosto soporifero: dopo la battaglia tra Bautista Agut e Cilic, la Melbourne Arena si è quasi svuotata a causa principalmente dell’ora di cena, e quindi i primi game si giocano davanti a pochi intimi. In avvio Fognini è un po’ lento a uscire dai blocchi, deve salvarsi dal 15-40 sul suo primo turno di battuta ma riesce a non far scappare via Pella subito nel punteggio. L’argentino tenta di lavorare Fognini ai fianchi utilizzando la sua traiettoria alta e arrotata sulla diagonale del suo diritto, ma Fabio non ne è troppo infastidito in quanto colpisce bene la palla in ascesa. Pella annulla bene una palla break sul 3-3, ma poi i servizi dettano legge fino al 6-6, dove però Fognini mette una marcia in più, infila quattro colpi vincenti e si aggiudica il tie-break per 7 punti a 0 in 50 minuti.

Nell’intervallo tra i set Pella si fa curare un’escoriazione alla mano sinistra mentre in tribuna una tifosa di Fognini viene intervistata mentre si gode la partita lavorando a maglia. A parte il colpo di manopola dell’azzurro nel tie-break, la partita è in sostanziale equilibrio, ma Pella ha davvero poche armi per condurre il gioco: Fognini riesce a controllare con ragionevole agio gli scambi da fondocampo per poi piazzare la zampata vincente. Lo fa nel sesto game, quando con uno splendido lob liftato conquista il break, e poi allunga fino a chiudere il set con tre magnifici vincenti che scaldano lo sparuto pubblico presente.

Nel Grand Slam Oval appena fuori alla Melbourne Arena i DJ alzano i battiti della musica per lanciare il weekend, e Fognini sembra ansioso di raggiungerli: il male ai piedi di due giorni prima sembra un ricordo, o forse il giorno di riposo ha soltanto fatto il suo dovere (Fabio non si è allenato giovedì). I servizi perdono rilevanza, ci sono ben cinque break consecutivi, Pella prova la via della rete, ma non è il suo pane, e sembra anche che la gamba sinistra gli dia noia. Fognini mette a segno qualche colpo dei suoi, con una volée smorzata in allungo arriva al match point sul 5-3 e chiude due punti più tardi dopo due ore e 9 minuti di gioco.

Il ligure raggiunge così il quarto turno dell’Australian Open per la terza volta in carriera e affronterà al prossimo turno l’americano Tennys Sandgren, n. 100 della classifica ATP ma quartofinalista in questo torneo due anni fa, che dopo aver eliminato il nostro Berrettini si è liberato in tre set anche del connazionale Sam Querrey. I precedenti tra i due vedono Fabio in vantaggio per 2 vittorie a 1, con l’ultimo confronto che risale al terzo turno scorso torneo di Wimbledon quando Fognini fece parlare di sé per i qualche commento sulle bombe che avrebbero dovuto distruggere il campo 14.

Con questo piazzamento Fognini guadagna un posto in classifica risalendo al n.11 virtuale, e vincendo contro Sandgren potrebbe teoricamente ritornare nei Top 10, anche se dipenderà molto dagli altri risultati dei giocatori ancora in gara.

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