Nadal vs Fognini, nelle puntate precedenti

Focus

Nadal vs Fognini, nelle puntate precedenti

Lo storico recita 11-4 per lo spagnolo. A Montreal, Rafa trova Fabio per l’ottava volta in un 1000 (ha perso solo una volta, quest’anno a Montecarlo). Sarà il settimo confronto sul cemento: 5-1 il parziale in favore di Nadal

Pubblicato

il

Fabio Fognini e Rafa Nadal - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

In vista della sfida di quarti di finale della Rogers Cup 2019, che si giocherà a Toronto a partire dalla mezzanotte e mezzo di sabato (diretta su Sky Sport 1), riviviamo i precedenti 15 capitoli della rivalità tra Fabio Fognini e Rafa Nadal, da Roma 2013 a Montecarlo 2019.


Masters 1000 Roma 2013, R32: Nadal b. Fognini 6-1 6-3
Il Nadal rientrante dall’infortunio al ginocchio si presenta all’ultimo appuntamento prima del Roland Garros con cinque titoli in saccoccia (arriverà a dieci a fine anno). Fabio arriva da una fantastica semifinale a Montecarlo, la sua prima in un Masters 1000 e il pubblico italiano un po’ ci spera. Ma c’è un briciolo di partita solo all’inizio del secondo set: Rafa chiude in scioltezza e inizia la corsa verso il settimo titolo al Foro Italico.

Roland Garros 2013, R32: Nadal b. Fognini 7-6(5) 6-4 6-4
Due settimane più tardi Fognini sembra un altro giocatore. Sul Philippe Chatrier Rafa ha perso solo una delle 55 partite giocate e punta all’ottavo Roland Garros, ma Fabio non si fa intimorire. Si guadagna a suon di vincenti l’occasione di servire per il primo set, ma lo cede al tie-break. Tra secondo e terzo set manca una quantità industriale di palle break e dopo 2 ore e 45 un Nadal più cinico e concreto lo punisce definitivamente.

 

ATP 500 Pechino 2013, QF: Nadal b. Fognini 2-6 6-4 6-1
Si gioca in Cina il primo incontro sul cemento della rivalità. Nadal è reduce da un’estate indimenticabile in cui ha trionfato a Montreal, Cincinnati e allo US Open. Per la prima ora di partita viene però travolto da uno strepitoso Fognini che si invola sul 6-2 4-1 e ha anche l’occasione di portarsi sul 5-2. Nadal rientra con prepotenza, non sbaglia più un colpo e dall’altro lato Fabio cala d’intensità. Finisce 6-1 al terzo per lo spagnolo, un match che il ligure rimpiangerà a lungo.

Masters 1000 Miami 2014, R16: Nadal b. Fognini 6-2 6-2
In Florida l’azzurro raggiunge il suo terzo quarto di finale sul cemento in un “Mille” e si ritrova davanti ancora Rafa, finalista a Melbourne e campione a Doha e Rio de Janeiro. Stavolta non c’è lotta. Il mancino spagnolo chiude la pratica con un doppio 6-2 senza mai soffrire e si porta sul 4-0 nei precedenti contro Fabio.

ATP 500 Rio de Janeiro 2015, SF: Fognini b. Nadal 1-6 6-2 7-5
Dopo quattro insuccessi in altrettante sfide, sulla terra di Rio Fognini batte per la prima volta Nadal, alle prese con difficoltà fisiche e carenza di fiducia per tutto il 2015. Surclassato nel primo set, Fabio inizia a macinare gioco dalla seconda metà del secondo set. Rafa ha un principio di crampi nell’ultimo game prima del tie-break decisivo e l’azzurro ne approfitta, chiudendo con un recupero mozzafiato.

ATP 500 Barcellona 2015, R16: Fognini b. Nadal 6-4 7-6(6)
Ancora terra battuta, ancora Nadal-Fognini. Stavolta lo spagnolo gioca in casa e vuole sollevare in Catalogna il secondo torneo dell’anno per scuotere una stagione partita con le marce basse. Fognini si mette ancora di traverso e vince due set a zero, la seconda vittoria consecutiva contro Rafa, che chiuderà l’anno senza vincere uno Slam.

ATP 500 Amburgo 2015, Finale: Nadal b. Fognini 7-5 7-5
L’occasione per vendicarsi arriva qualche mese più tardi per Nadal. In Germania Rafa e Fabio danno vita a una bellissima lotta per il titolo nell’ultimo atto. C’è molta tensione in campo e i due discutono animatamente durante una pausa (“no me rompas los huevos” sbotta Fogna). Alla fine vince lo spagnolo in due set dopo due ore e mezza, ma lo stesso esito poteva essere in favore dell’azzurro.

US Open 2015, R32: Fognini b. Nadal 3-6 4-6 6-4 6-3 6-4
La seconda sfida a livello Slam della rivalità è indimenticabile. Nadal non è tra i favoriti per la vittoria finale e Fabio fiuta l’opportunità di firmare l’impresa sull’Arthur Ashe Stadium. L’inizio dello spagnolo smorza però ogni entusiasmo. Rafa si porta avanti 6-3 6-4 e 3-1 nel terzo set, ma la sensazione è che Fognini possa rientrare da un momento all’altro visto il livello di gioco che sta esprimendo (65 vincenti a fine match). Il ligure rimonta terzo e quarto set e vince 6-4 il quinto all’una di notte di New York, regalando un magnifico risveglio ai tifosi italiani.

ATP 500 Pechino 2015, SF: Nadal b. Fognini 7-5 6-3
A Pechino va in scena la quinta sfida del 2015. Fognini non ripropone il tennis stellare visto due anni prima nella capitale cinese, quando andò vicinissimo a una vittoria eclatante, ma se la gioca ancora a viso aperto. Subisce un break nel dodicesimo gioco che indirizza la sfida. Nadal ha ancora il dente avvelenato da Flushing Meadows e non molla la presa, chiude 6-3 il secondo e si prende la finale. Ora è avanti 6-3 negli head to head.

ATP 500 Barcellona 2016, QF: Nadal b. Fognini 6-2 7-6(1)
Dodici mesi dopo ancora loro due, ancora sul Centrale di Barcellona. L’inizio di 2016 non è stato positivo per Fabio, alle prese con qualche problema fisico. Lo stesso discorso vale per Nadal, addirittura sconfitto al primo turno all’Australian Open da Verdasco. A Montecarlo è arrivato però un trionfo che nei Masters 1000 mancava da quasi due anni, una grande iniezione di fiducia. Fognini non parte bene stavolta, Rafa argina un discreto secondo set da parte sua e conquista la semifinale.

Fabio Fognini – Montreal 2019 (foto via Twitter, @CoupeRogers)

Masters 1000 Miami 2017, SF: Nadal b. Fognini 6-1 7-5
Nel 2017 Fabio torna in semifinale in un “Mille”, stavolta su cemento e ritrova un Nadal rinato, finalista all’Australian Open e a Indian Wells che punta a interrompere l’egemonia federeriana. Troppo falloso l’azzurro in avvio, subisce un sonoro 6-1 ma nel secondo reagisce. Sul 5-5 commette un doppio fallo sul break point che gli è fatale. Rafa si prende la terza vittoria di fila nei confronti diretti.

Masters 1000 Madrid 2017, R32: Nadal b. Fognini 7-6(3) 3-6 6-4
Grande equilibrio nella seconda sfida del 2017, stavolta sulla terra battuta madrilena. Nadal viene da 17 vittorie nelle precedenti 18 partite, mentre Fabio ha subito tre sconfitte di fila al primo round. Tuttavia la sfida è comunque avvincente, ricca di colpi di scena e scambi meravigliosi. Dopo quasi tre ore la spunta Nadal al terzo set.

Masters 1000 Shanghai 2017, R16: Nadal b. Fognini 6-1 6-3
Non c’è storia nel tredicesimo atto della rivalità tra Fabio e Rafa. Sul cemento di Shanghai il campione dell’US Open 2017 si presenta in forma smagliante, soprattutto coi colpi di inizio gioco. Sembra quasi di rivedere la loro prima sfida al Foro Italico, quattro anni prima. Nadal lascia per strada solo quattro giochi e conquista la decima vittoria contro l’azzurro.

Rafa Nadal – Montreal 2019 (foto via Twitter, @CoupeRogers)

Masters 1000 Roma 2018, QF: Nadal b. Fognini 4-6 6-1 6-2
Un popolo intero è sulle spalle di Fabio Fognini durante il torneo di Roma 2018. L’italiano sta vivendo la miglior stagione della sua carriera e al secondo turno elimina dal torneo Dominic Thiem, un anno prima capace di battere Nadal proprio sul Centrale del Foro. Nei quarti di finale Fabio infiamma il pubblico italiano vincendo il primo set contro lo spagnolo, ma un evidente calo fisico permette a Nadal di rimontare e incassare la quinta vittoria di fila negli scontri diretti.

Masters 1000 Montecarlo 2019, SF: Fognini b. Nadal 6-4 6-2
La partita perfetta. Si può così riassumere l’ultimo match giocato da Fabio contro Nadal sulla terra del Principato. Un dominio su ogni lato del campo, una pioggia di vincenti stellari. La quindicesima sfida della rivalità (quinta di fila in un Masters 1000) è un assolo dell’italiano, che sfiora anche il 6-0 nel secondo set. Completerà l’opera in finale battendo Lajovic e alzando il suo primo “Mille”.

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP San Pietroburgo: Berrettini battuto da Gerasimov, fatali due tie-break

La corsa dell’azzurro si è arrestata ai quarti di finale contro il qualificato bielorusso, più lucido nei momenti decisivi.

Pubblicato

il

Matteo Berrettini - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

[Q] E. Gerasimov b. [3] M. Berrettini 7-6(5) 7-6(3) (Tommaso Villa)

Sconfitta imprevista per Matteo Berrettini, eliminato da Egor Gerasimov con il punteggio di 7-6 (5) 7-6 (3) in un’ora e 54 minuti.

Dopo la vittoria blitzkrieg con Carballes Baena, un altro avversario sulla carta abbordabile per il capitolino, con il qualificato bielorusso, N. 119 del ranking, che aveva vinto solo 4 partite in un main draw ATP in stagione. Tre di queste erano però arrivate nelle ultime settimane, a New York con Harris e in questo torneo con Rosol e Mannarino, per un atleta scafato dai Challenger e da molti match di qualificazione. 

 

Berrettini è stato da subito farraginoso, non trovando subito i consueti punti gratuiti col servizio e colpendo frequenti slice difensivi. Il romano ha mostrato subito di avere una cilindrata nettamente superiore ogniqualvolta poteva salire sopra la palla col dritto, ma è stato lento con i piedi per tutto l’incontro. Molto solido invece Gerasimov, con tante prime in campo (grande precisione da destra) e l’intenzione chiara di muovere l’azzurro per non fargli caricare i colpi e di chiudere il campo in avanti, seppur non sempre con precisione – 5/13 a rete nel primo set.

Primo set senza grossi squilli: tolto un 40-40 nell’ottavo game sul servizio Berrettini la partita è scorsa fino all’undicesimo gioco, in cui l’italiano ha alzato la pesantezza dei colpi e si è procurato una palla break, complice un avversario non abbastanza cinico che gli ha aperto la strada con due dritti dal centro steccati. Il bielorusso non ha tremato ulteriormente, però, e si è salvato obbligando il nostro a colpire un complicato dritto in corsa, rimandando tutto al tie-break.

A sorpresa, nel game dirimente Berrettini è stato tradito dal drop shot: una prima sbavatura ha dato il 2-0 a Gerasimov, poi, dopo che un altro unforced dal centro e un errore esiziale a rete l’avevano portato sopra 3-2 e servizio, un’altra smorzata in rete ha dato un set point all’avversario, bravo a chiudere con una prima esterna vincente in 55 minuti.

Punto sul vivo, Berrettini ha iniziato a picchiare belluino dai blocchi, mostrando più concentrazione anche in risposta e colpendo slice e smorzate più aggressive, quasi a espiare le defaillance precedenti. Un punto da 26 colpi nel secondo gioco ha simboleggiato la maggior concentrazione dell’azzurro, che è salito due volte a palla break nel game successivo, quando gli errori di dritto dell’avversario hanno iniziato a impilarsi. Gerasimov è stato fortunato (quando il nastro ha deviato fuori il rovescio di Berrettini) e bravo (con un servizio vincente) a salvarsi, rintuzzando i tentativi dell’avversario con una grande solidità nello scambio, conscio che la sfuriata non sarebbe durata.

E infatti la seconda parte del set ha visto un Berrettini scentrato con il dritto e un Gerasimov sempre più brillante e iper-aggressivo con la seconda, cosicché l’occasione più grossa è infine passata dalle sue parti, quando un passante su una smorzata e una risposta profonda gli hanno consegnato uno 0-40 per andare a servire per il match. Berrettini, però, ha dimostrato più volte la propria classe, e soprattutto gioca per un obiettivo che vale ogni sforzo, e si è salvato la prima con uno scambio paziente seguito da due omelie dedicate a San Servizio. La medesima situazione si è riproposta nel game successivo, e di nuovo l’azzurro ha messo 3 prime (2 vincenti e una chiusa da una smorzata), continuando a respirare seppur con i polmoni ormai pieni di liquido.

Passata la paura, altro tie-break, dunque, ma dopo un iniziale dominio dei servizi, un doppio fallo Berrettini ha fatto scappare l’avversario sul 5-3, e un errore di dritto dal centro gli ha dato 3 match point. Ne è bastato uno, perché un altro dritto in corsa dell’azzurro si è spento alla base della rete, dandogli la Top 100 e la prima semifinale in carriera a questi livelli, dove affronterà il vincente del derby russo Medvedev-Rublev.

È la vittoria più importante della mia carriera,” ha detto dopo l’incontro. “Sono davvero travolto dalle emozioni, e questo mi motiverà a fare ancora meglio in futuro. Non avevo neanche guardato il tabellone, ma avrò un avversario impegnativo in ogni caso.”

In realtà il torneo di Berrettini non è ancora finito: tornerà in campo più tardi per la semifinale di doppio (dov’è campione uscente dopo il successo in coppia con Fognini dell’anno scorso) assieme a Simone Bolelli. Ad attenderli ci saranno le teste di serie N. 2, i belgi Gillé e Vliegen. Per quanto riguarda la corsa alle Finals, proverà a darle seguito fra 2 settimane a Shanghai.

GLI ALTRI MATCH – Nel primo match della giornata, successo per Borna Coric contro Casper Ruud per 3-6 7-5 6-3 in 2 ore e 4 minuti, in un incontro per la verità bruttino. Privi entrambi di grande potenza, Ruud a disagio lontano dal rosso, Coric reduce da un’annata difficile per problemi fisici (ha saltato Wimbledon per un problema addominale, si è ritirato prima del secondo turno a New York per uno stiramento lombare, e oggi aveva un polpaccio fasciato) e tecnici, hanno giocato un match di attrito, e inizialmente la maggior fiducia del norvegese ha pagato, ma l’ormai ex-allievo di Riccardo Piatti è uscito alla distanza, giocando il suo miglior tennis quando ha definitivamente messo la testa avanti nel parziale decisivo. Buona tenuta atletica per lui, con la seconda vittoria in rimonta dopo quella di ieri con Fucsovics, ritiratosi sotto 0-3 nel terzo.

Lui stesso ha sottolineato l’importanza di questo successo per il suo umore: “Lui è partito molto meglio di me, ma dal secondo set ho trovato un atteggiamento più aggressivo che mi ha permesso di vincere. Mi sento bene su questa superficie, soprattutto perché ho vinto 2 match di fila per la prima volta in quattro mesi.” [in realtà tre, l’aveva fatto ad Halle]

In semifinale lo attenderà un match non dissimile con Joao Sousa, vincitore di Mikhail Kukushkin per 7-5 6-2 in un’ora e 47 minuti senza mai essere breakkato.

Bene all’inizio il kazako, che ha verticalizzato il gioco da subito, variato gli spin, e tagliato gli angoli sulle traiettorie a uscire di Sousa (l’unico tennis nella faretra lusitana), arrivando a 15-40 nel terzo gioco con un vincente bimane lungolinea, ma il portoghese si è salvato con una prima vincente e un buon kick che gli ha permesso di muovere l’avversario fino a sbagliare. Un’altra palla break è arrivata nel settimo gioco, ma Sousa l’ha buttato ancora fuori dal campo.

Con il passare dei minuti Sousa ha trovato sempre più risposte al gioco atipico della testa di serie N. 6, entrando spesso in duelli con il back (come sottolineato da lui stesso nel post-partita) e sfruttando la sua maggior pesantezza di palla, ma Kukushkin è uscito da pericolosi deuce sul 4-5 e 5-6 per portare il parziale al tie-break.

Lì, Sousa ha avuto bisogno di 5 set point per prevalere. Un brutto dritto in rete gliene ha dati 2, su cui però ha mostrato la sensibilità di una betoniera con una volée a campo aperto tirata lunga sulla chance avuta al servizio. Un’altra occasione con la battuta è arrivata sull’8-7, quando Kukushkin ha sbagliato ancora con il fondamentale meno sicuro, che però l’ha anche cavato d’impaccio con un gran vincente inside-in. Il tentativo successivo è stato quello buono, però, quando la difesa di Kukushkin, inizialmente chiamata dentro, si è rivelata larga di un capello.

La partita è sostanzialmente finita lì: in rottura prolungata, Kukushkin ha subito concesso il break con 2 doppi falli consecutivi (non ne aveva commessi nel primo set), e si è trovato sempre più sulla difensiva, capitolando nel settimo gioco.

Continua a leggere

ATP

Caruso e Sonego KO a San Pietroburgo e Metz

Niente da fare per i due azzurri sconfitti come da pronostico da Casper Ruud e Lucas Pouille

Pubblicato

il

Lorenzo Sonego - US Open 2019 (foto Jo Vinci)

S. PIETROBURGO: CARUSO SI ARRENDE A RUUD – Partita sulla carta molto aperta quella tra Casper Ruud e Salvatore Caruso, l’unico precedente tra i due nel risale al Challenger di Noumea del 2018, vinto dal tennista norvegese. Entrambi sono giocatori più a loro agio sulla terra battuta e i ritmi della partita lo dimostrano. Ogni scambio è lungo e duro e nessuno sembra voler mollare la presa. Il primo a cadere è purtroppo il giocatore di Avola, che subisce un break a 15 nel sesto game. In risposta alza il livello ma non basta, serve appena il 51% di prime e viene brekkato nuovamente da Ruud, che chiude comodamente a zero la battuta per vincere il set.

Nel secondo set il copione non cambia, grandi mazzate da fondo ma Ruud dimostra sempre di avere qualcosa in più che gli permette di chiudere il punto a suo favore. Ruud si porta a 10 punti di fila vinti brekkando Caruso ad inizio set. La partita sembra praticamente finita, ma il tennista italiano approfitta di un calo di prime di Ruud e pareggia i conti sul 2-2 del quarto game. Ma come prima, nel momento decisivo Ruud è migliore, si procura tre palle break nel nono game e converte la terza ai vantaggi. In un game fotocopia di quello del primo, Ruud chiude su una stecca di dritto a rete di Caruso e vola ai quarti dove affronterà un redivivo Borna Coric, che ha battuto Fucsovics con 6-7 7-5 3-0 (ritiro). Matteo Berrettini rimane quindi l’unico italiano in gioco in Russia, e per la verità l’unico dell’intera settimana al maschile.

Il tabellone completo

METZ: FINISCE L’AVVENTURA DI SONEGO – Scontro inedito quello degli ottavi di finale tra Lorenzo Sonego e Lucas Pouille. Nonostante la differenza di ranking, che vede Sonego numero 51 e Pouille numero 26, la partita è molto aperta anche per i bookmaker, che danno leggermente favorito Pouille. Il tennista torinese ha sconfitto in due set al turno precedente Otte e sembra poter essere una minaccia per Pouille, che in questa stagione ha poco più del 50% di vittorie e dopo la semifinale all’Australian Open è sostanzialmente scomparso.

Il primo set ha ben poco da dire per Lorenzo Sonego, schiacciato da un Lucas Pouille molto aggressivo e da un atteggiamento troppo passivo negli scambi. Sul servizio Pouille è sostanzialmente intoccabile, 100% di punti vinti con la seconda e 71% con la prima. Lorenzo ha un sussulto ad inizio secondo set dove tiene la battuta a zero per interrompere la striscia di 5 game di fila di Pouille. Sonego sembra aver riguadagnato vigore ed ora la partita è molto più equilibrata, con Pouille che però resta intoccabile al servizio, merito soprattutto di un servizio in kick a cui Sonego non riesce a rispondere. Tutti i buoni propositi, e le buone percentuali al servizio tenute finora svaniscono però nel settimo game, dove Sonego si porta sopra 40-15 ma prende tre punti di fila che regalano break point al tennista francese. Sonego stecca un dritto d’attacco mandandolo sugli spalti e Pouille ringrazia, è 4-3.

I due game successivi scorrono senza particolari problemi. Quando Pouille serve per il match Sonego sembra aver preso l’iniziativa negli scambi ma ormai è tardi: due dritti larghi mandano Pouille a due match point. Il primo lo annulla Sonego con un dritto, il secondo lo annulla Pouille stesso mandando lungo un dritto comodo. Sonego si procura un break point con una bellissima risposta di dritto, ma è subito annullato da Pouille con un ottimo servizio. Sonego salva in corner il terzo match point – il suo dritto sembra aver finalmente carburato – e si procura il secondo break point, salvato facilmente. Ma è troppo tardi: un servizio in kick vincente e un appoggio a rete valgono i quarti per il tennista francese, dove troverà Krajinovic. Rammarico per Sonego, entrato in partita troppo tardi e non in grado di mettere dubbi nella testa di Pouille, estremamente solido.

Il torneo, rimasto ora senza italiani, non ha ancora trovato un padrone. La Francia ha perso Simon (sconfitto da Bedene dopo un primo set molto lottato) ma è sicura di avere un semifinalista – chi prevarrà tra Paire e Barrere, con il primo favorito – e ha buone probabilità di piazzarne (almeno) uno nella parte bassa del tabellone, dove oltre a Pouille-Krajinovic il vincitore di Herbert-Tsonga sfiderà uno tra Maden e Basilashvili. Stupisce Carreno Busta, che domina in 73 minuti il favorito n.1 David Goffin e mira a prenderne il posto a tutti gli effetti. Provando a imbucarsi nella festa francese.

 

Il tabellone completo

Giorgio Di Maio

Continua a leggere

ATP

Berrettini surclassa Carballes Baena a San Pietroburgo: ad oggi andrebbe alle ATP Finals

Esordio sul velluto del romano nel torneo russo, scavalca Nishikori e raggiunge l’ottava piazza nella classifica ‘Race’

Pubblicato

il

Matteo Berrettini - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Il cammino è ancora lungo e accidentato, ma in questo momento Matteo Berrettini è l’ottavo giocatore della ATP Race to London, nell’ultimo posto disponibile per giocare le ATP Finals di Londra. E chi l’avrebbe mai detto prima della stagione su erba. Gli ottavi di finale a Wimbledon e la semifinale giocata a Flushing Meadows hanno lanciato il ragazzo italiano nell’élite del tennis mondiale.

Sulla scia del grande risultato ottenuto agli US Open, Berrettini ha giocato un ottimo match al debutto nell’ATP 250 di San Pietroburgo, dominando Roberto Carballes Baena in 56 minuti. Supera così Kei Nishikori nella classifica ‘Race’, ma vietato fermarsi ad ammirare risultati provvisori. Sono troppi i i tornei ancora da disputare da qui a novembre, ma già centrando un buon risultato a San Pietroburgo Berrettini metterebbe in cascina punti importantissimi. In caso di vittoria sarebbero 250, utili per raggiungere il best ranking e diventare numero uno d’Italia, agganciando Fognini al’undicesimo posto.

LA CRONACA – È perfetta l’uscita dai blocchi di Matteo, che alternando palla corta e dritto anomalo si ritrova in vantaggio 3-0. I colpi di Carballes non incidono abbastanza e alla prima occasione utile l’azzurro affonda il colpo con precisione e potenza (con un dritto vincente ha toccato i 153 km/h), senza pensarci due volte. Arriva anche un secondo break e Berrettini in 27 minuti chiude un primo set impeccabile, perdendo solo due punti al servizio.

 

Il numero 77 ATP riesce a stare in partita in apertura di primo set, ma sull’1-1 gioca il peggior game della sua partita e con tre non forzati si consegna all’italiano. ‘Berretto’ supera egregiamente anche il primo momento di difficoltà al servizio (0-30) e con un secondo break si immette sul rettilineo del traguardo. Con un netto 6-1 6-2 accede ai quarti di finale nel torneo in cui difende anche il titolo in doppio assieme a Simone Bolelli. Partirà favorito anche nel prossimo incontro con il qualificato bielorusso Gerasimov con vista su una probabile semifinale contro un idolo di casa: lo scintillante Medvedev (passato in due set sul connazionale Donskoy) delle ultime settimane o il rinato Rublev, che però deve ancora vincere il suo ottavo di finale contro Berankis. In favore di Berrettini sembra intervenire anche l’eliminazione dell’altro russo Karen Khachanov, favorito per raggiungere la finale nella parte bassa del tabellone. Khachanov è stato sconfitto in due set da Joao Sousa, che ora battaglierà con Kukushkin, Coric e Ruud per un posto in finale.

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement