Greta Thunberg contro Federer: ‘Roger, svegliati’

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Greta Thunberg contro Federer: ‘Roger, svegliati’

Nel mirino degli ambientalisti svizzeri e della giovane attivista svedese il legame tra Federer e Credit Suisse, l’istituto di credito accusato di finanziare ricerche sui combustibili fossili

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Roger Federer - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Roger Federer era finito nel mirino degli ambientalisti svizzeri nel novembre del 2018, quando un gruppo di attivisti aveva fatto irruzione nella sede di Losanna del Credit Suisse: i dodici studenti avevano iniziato a giocare a tennis in mezzo ai clienti della banca, invitando il campione svizzero a dissociarsi dall’azienda di cui è testimonial dal 2009 e che è tra i principali finanziatori della sua fondazione. Il relativo processo si sta svolgendo proprio in questi giorni (il verdetto è atteso nella giornata di lunedì), ma nel frattempo gli ambientalisti sono tornati alla carica, incassando questa volta anche l’appoggio di Greta Thunberg, che con un retweet ha aderito alla campagna social #RogerWakeUpNow.

Nello specifico, Credit Suisse è accusata di aver effettuato ingenti investimenti (secondo Global Climate Strike si parla di circa 57 miliardi di dollari) sui combustili fossili, nocivi per l’ambiente. Al momento né Roger Federer (che nel frattempo è arrivato a Melbourne e ha già svolto il suo primo allenamento sulla Rod Laver Arena) né il suo staff hanno commentato la vicenda. Ricordiamo che mercoledì 15 gennaio Federer prenderà parte ad una esibizione benefica (insieme, tra gli altri, a Rafa Nadal e Serena Williams) per raccogliere fondi a favore delle vittime degli incendi che stanno devastando l’Australia.

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Matthew Ebden commette quattro doppi falli di fila!

Scene da quarta categoria nel Challenger di Bengalore, dove Mohamed Safwat non deve nemmeno sfiorare una palla per vincere il game

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Vincere un game senza toccare nemmeno una palla? Di solito si parla di “game perfetto” al servizio quando il battitore scaglia quattro ace per vincere il gioco, ma in questo caso parliamo dell’esatto contrario. È successo all’egiziano Mohamed Safwat nel secondo turno del Challenger di Bengalore in India. A offrire il gradito omaggio è stato l’australiano Matthew Ebden, che ha sbagliato otto servizi consecutivi e ha concesso il break all’inizio del secondo parziale.

Quattro doppi falli consecutivi sono una vera rarità nel circuito professionistico. Il match è durato tre ore e sette minuti: ha vinto Safwat 7-5 al terzo e al prossimo turno sfiderà Stefano Travaglia (seconda testa di serie). Il torneo di Ebden continua invece in doppio. L’australiano sta giocando al fianco di Leander Paes, prossimo al ritiro: la coppia ha guadagnato l’accesso ai quarti di finale. Ebden da qui in poi non potrà più permettersi un game così disastroso come questo!

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Kerber e Zverev giocheranno in misto alle Olimpiadi di Tokyo

I due tedeschi confermano (sui social) le indiscrezioni dei mesi passati: ai Giochi tornerà la coppia due volte finalista alla Hopman Cup

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Ancora manca l’ufficialità, ma se è vero che ormai le parole scritte sui social equivalgono a quelle dette in contesti più indicati, possiamo con certezza dire che Alexander Zverev e Angelique Kerber giocheranno assieme il doppio misto ai Giochi Olimpici di Tokyo (in programma tra qualche mese, dal 24 luglio al 9 agosto). Le voci sulla coppia (tennisticamente parlando, si intende) circolavano da dicembre. A parlare è stata Kerber, dicendosi intenzionata a giocare assieme a Sascha ai prossimi giochi. Ora su Instagram è arrivata la conferma anche dello stesso Zverev.

“Abbiamo giocato bene alla Hopman Cup negli anni scorsi e penso che potremo fare bene anche a Tokyo, Sascha è pronto” ha dichiarato Kerber in un’intervista riportata da Eurosport Germania. Zverev ha postato l’intervista sul suo profilo, taggando la connazionale e commentando: Non vedo l’ora di giocare la mia prima Olimpiade!” Nelle due edizioni della Hopman Cup in cui giocarono l’uno accanto all’altro (2018 e 2019), solo il duo Federer-Bencic riuscì a fermare Angie e Sascha, battuti in finale in entrambe le edizioni.

Al di là dei risultati di un torneo amichevole, l’affiatamento della coppia è comunque rilevante e la qualità dei singoli proietta la Germania tra le favorite per la conquista della medaglia nella specialità. Da un lato Zverev sarà alla sua prima apparizione ai Giochi Olimpici, dall’altro Kerber giocherà la terza Olimpiade della sua carriera. A Rio arrivò in finale, ma si accontentò dell’argento: a vincere l’oro (il primo nella storia di Portorico) fu Monica Puig. Entrambi nella stagione appena cominciata stanno cercando di tornare su alti livelli, dopo un 2019 abbastanza tribolato, soprattutto per Angelique.

 

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Il “bandito” Rungkat realizza il suo sogno: in doppio a Pune il primo titolo ATP

L’indonesiano ha vinto in coppia con Goransson coronando il sogno di una carriera che sembrava promettere bene, dopo il successo al Roland Garros Junior insieme a Kontinen

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Andre Goransson e Christopher Rungkat - Pune 2020 (via Instagram, @christorungkat)

Christopher Rungkat è soprannominato “Il bandito”, ma parla in questi termini, non proprio banditeschi: “Ho deciso di cambiare le mie priorità. Metto Dio al primo posto, la famiglia al secondo e il tennis al terzo. Fino a qualche tempo fa il tennis occupava tutte e tre le posizioni“. Contraddittorio biglietto da visita di chi è stato numero uno d’Indonesia, ma comunque costretto a navigare nei bassifondi del tennis mondiale. Perché primeggiare in un Paese da 300 milioni di abitanti non garantisce in automatico competitività una volta varcati i confini.

Il trentenne di Giacarta, nella scorsa settimana, ha conquistato all’ATP 250 di Pune il primo trofeo della sua carriera nel circuito maggiore. In coppia con lo svedese Andre Goransson, è riuscito a superare nella finale del doppio Erlich e Vasilevski. “Da quando ho apportato alcuni cambiamenti alla mia vita – ha spiegato al sito ATP -, ho scoperto una pace interiore che mi permette di riposare meglio e accettare l’esistenza di cose che non si possono controllare. Mi sono sposato a gennaio e il matrimonio mi ha dato equilibrio. Il tennis ora è di nuovo divertente, anche quando non vinco“.

PARIGI 2008 – Fila tutto. Ma perché “Il bandito”? Nulla di romanzesco, a quanto pare. Ma solo la storia di una promessa del doppio in gran parte mancata. Perché Rungkat, da giovane, ha addirittura vinto il Roland Garros Junior del 2008 insieme a Henri Kontinen. Pare sia stato sempre bravo a recuperare punti improbabili nella spazzatura, andando a lottare su palle che altri giocatori avrebbero giudicato perse. Rubandosi, in qualche modo, giochi e set che sembravano già nelle mani degli avversari. “Il bandito”, semplicemente così. Nell’affascinante e confusionario universo del tennis asiatico, le sue gesta giovanili avevano innescato una (troppo) precoce designazione a successore di Leander Paes.

Per i colpi e per la capacità di integrarsi alla perfezione con il compagno di turno, valorizzandolo. Ma nonostante i successi a livello Futures, in Davis e ai Giochi asiatici, la consacrazione di Rungkat non è mai arrivata. “Mahesh Bhupathi da giovane mi disse che il talento non vale nulla, fin quando si vince un titolo ATP“. Parole che non hanno mai smesso di risuonargli in testa.

SALI E SCENDI – Rungkat, come tanti, si era fatalmente perso per strada. Infortuni, mancanza di risultati, sponsorizzazioni che venivano meno. “Devo molto ai gemelli Ratiwatana (doppisti thailandesi, ndr) per avermi insegnato non solo a giocare, ma anche a essere un professionista“, ha voluto precisare. L’ultimo giro sulle montagne russe è recente: tre titoli Challenger tra il 2018 e il 2019 conquistati in coppia con Jeevan Nedunchezhiyan, Cheng-Peng Hsieh e proprio Sanchai Ratiwatana, fino a raggiungere il best ranking nel doppio (69). Da giugno in poi, però, nove eliminazioni consecutive al primo turno (US Open compreso) che sembravano avergli fatto imboccare definitivamente il viale del tramonto alla soglia dei 30 anni. Il bandito, però, è caduto ancora in piedi.

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