Mondo Challenger: rimpianto Cecchinato. Kwiatkowski e Ilkel, vincitori inattesi

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Mondo Challenger: rimpianto Cecchinato. Kwiatkowski e Ilkel, vincitori inattesi

Il siciliano arriva in finale a Punta Del Este ma manca tre match point e si arrende a Monteiro. Kwiatkowski ottiene il primo titolo in carriera nel prestigioso torneo di Newport, Ilkel trionfa a Quimper

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Marco Cecchinato - Challenger Punta del Este 2020

Punta Open (Uruguay, terra battuta, montepremi $54,160)

Nel primo torneo stagionale su terra rossa, Marco Cecchinato centra un’importante finale lanciando segnali di risveglio dopo un 2019 che era iniziato bene col successo a Buenos Aires ma che era proseguito molto male, senza nemmeno una finale raggiunta a livello Challenger o ATP. Accreditato della prima testa di serie, e quindi di un bye al primo turno, Marco ha poi ottenuto due agevoli vittorie su Villanueva e Olivo accedendo ai quarti di finale dove ha vinto il derby con Alessandro Giannessi, bravo in precedenza a vincere due maratone contro Etcheverry e Pedro Sousa. La semifinale contro lo slovacco Martin è stata parecchio dura per Cecchinato, che sul 4-4 al terzo set ha salvato una palla break con un rovescio steccato sul quale Martin ha fatto scendere l’arbitro dalla sedia creando una grossa contestazione quando il giudice di gara ha dato buona la palla dell’azzurro. Marco nel gioco successivo ha sfruttato il nervosismo del suo rivale per strappare il servizio e chiudere il match.

In finale ha trovato dall’altra parte della rete Thiago Monteiro, che fino all’atto conclusivo non aveva perso alcun set dimostrando di avere nella combinazione servizio e dritto e nella solidità da fondo delle armi micidiali su questa superficie. Il primo set è stato punto a punto ed entrambi si sono annullati le rispettive occasioni di break, con tanti rimpianti per Cecchinato che sopra 4-3 era stato avanti 0-40 sul turno di servizio del brasiliano e anche sul 6-5 è arrivato ai vantaggi in risposta, crollando però poi al tie break chiuso dal brasiliano con il punteggio di 7-3. Nel quarto gioco del secondo set il siciliano subisce il primo break della partita e sotto 7-6 4-1 il match sembrava largamente compromesso ma Cecchinato non molla, approfitta di qualche errore di troppo col dritto da parte di Monteiro per riprendere il break di svantaggio, salva col servizio altre due palle break sul 3-4 e aggancia l’avversario portando anche il secondo parziale al tie break.

L’inerzia del match è tutta dalla parte dell’italiano che gioca un tennis più propositivo rispetto alle fasi iniziali, si vede annullare un set point sul 6-5 ma se ne procura un altro grazie ad una stecca di dritto di Monteiro che nel punto successivo non riesce a rispondere al servizio del siciliano che porta il match al terzo set. Anche il parziale decisivo è stato molto equilibrato: Ceck si è ritrovato due volte sotto 0-30 ma non ha mai concesso una palla break al brasiliano, che fino al 4-5 a sua volta ha concesso appena cinque punti in quattro turni di battuta.

Nel decimo gioco del terzo set si decide la partita: Monteiro è falloso e nervoso, sullo 0-15 commette il primo doppio fallo del match, sul 30-30 sbaglia un dritto elementare e concede un match point che annulla con la combinazione servizio e dritto. Nel game ci saranno altri due match point per l’azzurro, sui quali però Monteiro trova sempre una buona prima di servizio sul rovescio di Ceck, che risulta ogni volta troppo corto permettendo al rivale di comandare sempre gli scambi. Niente da fare, si va 5-5 e per Marco è fatale il rimpianto dei match point sciupati: nel gioco successivo ha troppa fretta e la smorzata, marchio di fabbrica, lo tradisce così come il dritto che manda lungo sulla palla break permettendo così al brasiliano di andare a servire per l’incontro. Monteiro non concede nessuna chance all’italiano, servizio tenuto a zero e braccia al cielo per il mancino di Fortaleza che si conferma campione del torneo uruguayano dopo il successo ottenuto nel 2019.

Finale: [2] T. Monteiro b. [1] M. Cecchinato 7-6(3) 6-7(6) 7-5

Oracle Challenger Series Newport Beach (USA, hard outdoor, montepremi $162,480)

Nel torneo più prestigioso della settimana che vedeva al via anche due top 50 come Fritz e Tiafoe, in gara con due wild card, assieme ad altri tre top 100 tra cui Andreas Seppi (che esce di scena all’esordio contro Aragone), si impone a sorpresa Thai-Son Kwiatkowski, giocatore americano cresciuto nei college che aveva dato ottimi segnali di miglioramento nel 2019 senza raggiungere mai però una finale. Dopo l’esordio facile contro Altamirano ha sconfitto una dietro l’altra quattro teste di serie come Gomez, Schnur, Istomin e Steve Johnson per accedere alla prima finale in carriera contro il colombiano Galan. Il primo set è parecchio equilibrato, Kwiatkowski ottiene il break nel settimo gioco e salva due occasioni di controbreak subito dopo e da quel momento in poi la sfida è a senso unico. Nel secondo set Galan perde ben tre volte la battuta e dopo 59 minuti di gioco il punteggio finale è 6-4 6-1 in favore dell’americano che con questo successo scala ben 92 posizioni raggiungendo la posizione numero 179, suo best ranking.

Finale: T.S. Kwiatkowski b. D.E. Galan 6-4 6-1

Open Quimper Bretagne Occidentale (Francia, hard indoor, montepremi $46.600)

Cem Ilkel ottiene, dopo una settimana di battaglie e successi a sorpresa, il primo titolo challenger in carriera a Quimper. Dopo un esordio complicato con Durasovic, Ilkel ha approfittato del ritiro della seconda testa di serie Petrovic sul punteggio di 7-6 3-1 in favore del turco, andando poi a vincere anche un match complicatissimo negli ottavi contro l’istrionico francese Lestienne che conduceva per 6-4 5-3 prima di cedere 6-3 al terzo parziale contro il coriaceo turco. Anche nei quarti di finale ci son voluti tre parziali a Ilkel per aver la meglio del ceco Kopriva, ma la maratona più lunga è quella in semifinale contro lo slovacco Lacko, che si salva nel secondo set annullando anche match point al tennista di Istanbul che è bravo a rimanere lucido mentalmente e vince al tie break del terzo parziale. In finale Ilkel ha ottenuto un’altra vittoria contro pronostico con Janvier, che nel primo parziale ha avuto un set point sul 6-5 e servizio nel tie break e nel secondo set ha sciupato un vantaggio di 4-2, cedendo poi con lo score finale di 7-6 7-5 che permette al turco di entrare per la prima volta in carriera nella top 200, precisamente al numero 199.

Finale: C. Ilkel b. [5] M. Janvier 7-6(6) 7-5

Caterpillar Burnie International (Australia, hard outdoor, montepremi $54,160)

Taro Daniel trionfa in Australia al termine di un torneo totalmente dominato: dopo l’esordio contro il connazionale Shimizu, superato in due tie break, Daniel ha concesso una media di cinque giochi a partita ai suoi successivi avversari, in ordine Tung Lin Wu, Safwat, Jay Clarke e per ultimo Yannick Hanfmann sconfitto nettamente in una finale a senso unico terminata col punteggio di 6-2 6-2. Nel doppio ottengono la prima finale stagionale Margaroli/Vavassori, col tennista piemontese che si conferma specialista e assieme allo svizzero vince tre bei match arrendendosi solo in finale, persa per 7-6 7-6 dalla coppia Heliovaara/Verbeek.

Finale: [1] T. Daniel b. [10] Y. Hanfmann 6-2 6-2

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ATP Challenger: primo titolo per Nakashima, a Ortisei trionfa Ivashka

Il 19enne americano alza il trofeo a Orlando senza perdere nemmeno un set. Cerundolo campione sulla terra di Guayaquil

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Brandon Nakashima - ATP Challenger Orlando 2020 (via Twitter, @ATPChallenger)

CHALLENGER 80 ORTISEI

Dopo l’uscita di scena del nostro Federico Gaio nei quarti ad opera del russo Aslan Karatsev (7-6 6-3), sono il bielorusso Ilya Ivashka (n.113 ATP) e il francese Antoine Hoang (n.126 ATP) a giocarsi la finale del Challenger di Ortisei. Partita che si prevede equilibrata sul velocissimo tappeto gardenese che entrambi hanno già dimostrato di gradire. Nemmeno il tempo di allacciarsi le scarpe e Hoang si trova già sotto di un break quando un magnifico passante in corsa di diritto di Ivashka gli fa capire subito che per lui non sarà una domenica facile. Il bielorusso, testa di serie n.2, incamera infatti il primo set in un attimo senza concedere al francese nemmeno una chance di riequilibrare il punteggio.

Hoang ha però la forza di non perdersi d’animo e nel sesto gioco brekka l’avversario portandosi sul 4-2. Ivashka completa poi la frittata quando, dovendo fronteggiare il primo set point, viene tradito proprio dalla sua arma migliore e commette un orribile doppio fallo. Un set per parte e palla al centro. Nulla di particolare da segnalare nel terzo parziale fino a quando Ivashka, sul 6-5 si procura una palla break che è anche match point. Il bell’attacco di dritto del francese rimanda tutto al tie-break. Un tie-break che Ivashka si aggiudica in scioltezza lasciando all’avversario solo tre punti. Risultato finale 6-4 3-6 7-6 per il bielorusso che succede nell’albo d’oro a Jannik Sinner e si conferma uno dei giocatori più in forma, bissando il successo di un mese fa a Istanbul.

Decisivo il servizio con 15 ace contro 3 a favore di Ivashka che oltretutto ottiene l’80% di punti sulle prime contro il 67%. Analoga la differenza in risposta: 33% di punti contro il 20% di Hoang. Il commento del vincitore: “Ho giocato bene tutta la settimana. Questa è la mia superficie preferita anche se non è facile giocare in altura. L’unico rammarico è che forse avrei potuto chiuderla prima ma mi sono un po’ innervosito e lui è stato bravo a rimanere in partita”. A lenire il piccolo rammarico gli 80 punti ATP che lo porteranno a ridosso dei top 100 e l’assegno da 6190 euro. Per Hoang semifinale l’anno scorso (battuto da Sinner) e finale quest’anno, per cercare di portare a casa questo torneo dovrà per forza tornare l’anno prossimo.

CHALLENGER 80 ORLANDO

Il 19enne Brandon Nakashima (n.202 ATP) completa il magico quartetto dei nati dopo il 2000 che sono riusciti, in questa fantastica annata, a vincere almeno un Challenger. Raggiunge il nostro Musetti, lo spagnolo Alcaraz e il ceco Machac. Il ragazzo ha dominato con autorità la finale del torneo di Orlando (6-3 6-4) costringendo l’indiano Prajnesh Gunneswaran (n.137 ATP e quarta testa di serie) alla seconda sconfitta consecutiva in finale (la settimana scorsa contro Kudla a Cary).

Nakashima che al secondo turno aveva eliminato la prima testa di serie, il forte brasiliano Thiago Monteiro, parte subito forte prendendo in mano il comando del gioco. Al sesto gioco fa il break e non lascia replica all’indiano. All’inizio del secondo set Gunneswaran cerca di reagire ma ogni suo tentativo si infrange (otto palle break annullate su otto) contro il muro eretto dal giovane avversario. Nakashima gioca davvero bene, con idee chiare e piedi rapidi, la sua palla esce piatta e veloce: è un piacere guardarlo. Nel terzo game brekka di nuovo l’avversario e non si farà più riprendere. Intendiamoci, Gunneswaran ci prova e nell’ottavo gioco ha tre occasioni per il contro break ma quando una palla orribilmente steccata da Nakashima rimane in campo sembra un chiaro segno del destino. O almeno così lo interpreta l’indiano che si arrende velocemente. Per conoscere meglio questo nuovo talento emergente vi consigliamo di rivedervi l’intervista che il nostro direttore Scanagatta gli fece nel giugno scorso.

CHALLENGER 80 GUAYAQUIL

Il terzo torneo della settimana si è svolto a Guyaquil (Ecuador) su terra battuta. Nessun italiano ai nastri di partenza, la finale ha visto opposti lo slovacco Andrej Martin (n.105 ATP) e l’argentino Francisco Cerundolo (n.198 ATP). Il primo set, dopo essersi pigramente trascinato senza particolari emozioni fino al decimo gioco, ha un improvviso sussulto quando Martin, vittima di un inaspettato black-out, si lascia strappare il servizio e regala il set all’argentino.

All’inizio del secondo parziale è a Cerundolo che spegne la luce e Martin, forse ricordandosi di essere la testa di serie n.3, prende il comando delle operazioni: 2-1 e battuta. I tentativi di Cerundolo di risalire la china sono poco più che simbolici, anzi nel nono gioco perde di nuovo il servizio e manda la partita al terzo e decisivo set. I giocatori continuano ad esprimere un livello di gioco intermittente con continui alti e bassi. I bassi sono soprattutto dello slovacco che nel terzo game perde il servizio. E si ripete subito dopo inabissandosi sotto il peso del doppio break. Risultato finale 6-4 3-6 6-2 per Cerundolo che bissa così la vittoria ottenuta a Spalato un mese fa e si avvia a concludere questo 2020 con un bilancio decisamente positivo.

 

Massimo Gaiba

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Federico Gaio è l’unico azzurro ancora in gara a Ortisei

Nei quarti di finale dell’ATP Challenger 80 se la vedrà con il russo Aslan Karatsev. Fuori tra primo e secondo turno gli altri sette italiani presenti in tabellone

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Federico Gaio - ATP Challenger Todi 2020 (foto Felice Calabrò)

Al Challenger 80 di Ortisei erano ben otto gli italiani in tabellone ma solo Federico Gaio riesce a raggiungere i quarti di finale, smentendo chi lo aveva già dato in vacanza. Nel primo turno vince un insidioso derby contro Andrea Pellegrino (6-3 6-4) in cui gli è sufficiente un break per set mentre l’avversario non riesce a sfruttare le occasioni che pure non gli sono mancate. Nel secondo turno si sbarazza (6-4 7-5) dell’insidioso turco Altug Celikbilek (n.327 ATP) che nelle qualificazioni aveva fatto ‘strage’ d’italiani eliminando in sequenza Andrea Arnaboldi e Francesco Forti.

Gaio riesce a rimanere sempre in controllo (nessuna palla break concessa) anche se l’avversario non è certo uno che si dà per vinto facilmente. Fino al 5-5 del secondo set quando gli viene chiamata fuori una volée che regala a Gaio un’importantissima palla break. Celikbilek non si dà pace e si lamenta tanto a lungo da perdere la concentrazione. Commette così un terribile doppio fallo che manda il nostro tennista a servire per il match. Alla seconda occasione Gaio chiude l’incontro. Nei quarti lo aspetta il russo Aslan Karatsev (n.111 ATP) che si è sbarazzato del connazionale Karloskiy (7-5 6-4).

Roberto Marcora, dopo l’ennesima impresa contro Lorenzo Musetti, trova a sbarrargli la strada il tedesco Julian Lenz (n.205 ATP) che riesce a prevalere 6-3 7-6 al termine di un incontro molto equilibrato in cui i servizi hanno spesso tremato (tre break per il 27enne tedesco e due per Marcora). Il tennista azzurro parte male in entrambi i set e se nel primo parziale non riesce a recuperare, nel secondo ottiene il contro-break nel decimo gioco, guadagnandosi un tie-break che, purtroppo per lui, sarà senza storia: 7-4.

Luca Nardi si conferma una delle più grandi speranze del nostro tennis e gioca alla pari, a dispetto dei suoi 17 anni e di una classifica ancora tutta da costruire, con il ceco Tomas Machac (n.197 ATP). Il 20enne Machac, fresco finalista al Challenger di Bratislava, è in grande fiducia e probabilmente pensa di fare un solo boccone del giovane avversario ma niente si rivelerà più sbagliato. Luca infatti non ha nessuna intenzione di recitare la parte della vittima sacrificale, anzi lotta punto su punto con bella autorità. Entrambi i set finiscono al tie-break dove prevale il giocatore oggi più forte anche se Nardi, dopo essersi fermato a quattro nel primo tie-break, se la gioca alla pari nel secondo arrivando anche ad avere due set point. Alla fine sarà 10-8 per Machac. Siamo però assolutamente convinti che nel 2021 Luca ci darà delle belle soddisfazioni.

Concludiamo con Giulio Zeppieri, il cui ritorno alle gare dopo il lockdown non è stato sicuramente pari alle aspettative, complici alcuni problemi fisici che lo hanno tormentato per tutta la stagione. A Ortisei l’esperto slovacco Martin Klizan (n.149 ATP, ma già n.24 nel 2015) lo ha battuto piuttosto nettamente (6-1 6-3) in appena 50 minuti. Un modo forse un po’ amaro per concludere la stagione ma ricordiamoci che il ragazzo non ha ancora compiuto 19 anni e che il futuro è suo. Come già detto per Musetti il percorso verso il successo non è mai rettilineo e a coach Melaranci spetterà il compito di tracciare la strada.

Massimo Gaiba

 

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Roberto Marcora bestia nera di Musetti

Lorenzo Musetti si arrende ancora una volta a Marcora, che lo aveva già battuto al Challenger di Parma 2. Giornata negativa per il giovane azzurro, che è sembrato poco a suo agio sul tappeto indoor di Ortisei

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Roberto Marcora - Challenger Parma 2 (foto Marta Magni)

Due settimane dopo Parma Roberto Marcora concede il bis e ferma di nuovo la corsa di Lorenzo Musetti che a Ortisei si giocava le ultime carte per l’accesso diretto al tabellone principale dei prossimi Australian Open. Il 31enne lombardo non ha però avuto nessuna pietà, confermando che a questi livelli se la può ancora giocare con chiunque. D’altro canto Musetti, oltre ad essere evidentemente infastidito dal gioco di Marcora, non è mai sembrato a proprio agio sul tappeto indoor di Ortisei. E se due indizi fanno una prova ci vien da pensare che le sue caratteristiche non si sposino per niente col tennis al coperto.

IL MATCH – Il primo set procede senza strappi, e con molti errori, fino al sesto gioco quando Musetti con due doppi falli consecutivi e un drittaccio in rete concede il break decisivo. Infatti l’avversario non gli lascerà alcuna chance per rientrare e il 6-3 finale è l’inevitabile epilogo. Il secondo parziale inizia con un altro doppio fallo di Musetti. Infausto presagio, come confermeranno i tanti errori del carrarese che appena tenta di accelerare la mette lunga. Marcora, da parte sua, si limita a gestire senza fare nulla di particolare. La sensazione è che Lorenzo resti aggrappato alla partita con i denti e che l’avversario sia sempre sul punto di dare la spallata decisiva.

Cosa che avviene nel decimo punto del tie-break del secondo set, quando Musetti, al termine di uno scambio estenuante, sbaglia un diritto lungolinea e concede due match-point. Sul primo Marcora regala un doppio fallo, sul secondo costringe l’avversario a un difficile smash di controbalzo. E ieri a Musetti non riusciva nulla, figuriamoci le cose difficili. Risultato finale 6-3 7-6 per Marcora che conferma il feeling con questo torneo che lo scorso anno lo vide arrivare ai quarti, fermato solo dal futuro vincitore Jannik Sinner.

Peccato per Lorenzo Musetti che chiude in calando questa sua straordinaria stagione e ora in Australia gli toccheranno, molto probabilmente, le forche caudine delle qualificazioni. Ma coach Simone Tartarini sa benissimo che la strada per il successo non è rettilinea. A lui il compito di correggere le piccole e inevitabili sbandate.

Massimo Gaiba

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