Niente Wimbledon ma premi per tutti (Crivelli, Marcotti, Bertellino). Federer in Italia palleggia sui tetti (Alvisi)

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Niente Wimbledon ma premi per tutti (Crivelli, Marcotti, Bertellino). Federer in Italia palleggia sui tetti (Alvisi)

La rassegna stampa del 11 luglio 2020

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Wimbledon, premi ai giocatori anche senza il torneo (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

[…] Anche nell’anno in cui la pandemia l’ha obbligato a non aprire le Doherty Gates per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, Wimbledon ribadisce la sua diversità: e lo fa distribuendo premi in denaro aI 620 giocatori e giocatrici (singolaristi, doppisti e tennisti in carrozzina) che avrebbero avuto la classifica per giocare il torneo o almeno le qualificazioni. La cifra utilizzata,11.850.000 euro, è quella che l’All England Lawn and Tennis Club ha ricevuto come indennizzo dall assicurazione Covid e verrà così distribuita: ai 256 giocatori dei tabelloni principali 27.940 euro, aI 224 che avrebbero potuto iscriversi alle qualificazioni 13.970 euro, aI 120 doppisti 6984 euro. […] Ma c’è un’altra grande novità che arriva da Londra: dall’anno prossimo, le teste di serie maschili non saranno più legate all’algoritmo che dal 2002 le decide sulla base del ranking e dei risultati sull’erba degli ultimi due anni, con la conseguenza di favorire gli specialisti, ma seguiranno pedissequamente la classifica (per le donne è già così). In questi giorni in cui Wimbledon avrebbe celebrato il suo epilogo, la pioggia si è trasferita a Kitzbuehel, all’esibizione organizzata da Thiem: l’austriaco è in finale dopo aver battuto Bautista, 6-7 6-2 6-2, ma la semifinale Berrettini-Rublev è stata rinviata a oggi con il russo avanti 6-4 2-1.

Niente Wimbledon ma premi per tutti (Gabriele Marcotti, Il Corriere dello Sport)

 

[…] Non era mai successo dalla Seconda guerra mondiale che l’All England Club non organizzasse i Championships, il torneo più antico e prestigioso del circuito tennistico. Ma, di fronte alla pandemia di coronavirus, è stata proprio la sua peculiarità – ovvero il disputarsi (unico Slam rimasto) sull’erba – a condannarlo, rendendo impossibile ogni alternativa. Come, per esempio, accadrà con il Roland Garros, slittato a settembre. Una soluzione impraticabile a Wimbledon, perché sono davvero troppo poche le settimane asciutte nell’estate britannica per immaginare un rinvio anche solo di qualche mese. […] Nel frattempo si devono accontentare delle imprese epiche del passato, sicuri che Wimbledon – nell’immaginario collettivo – resterà unico e inimitabile. Anche nella scelta, ufficializzata ieri, di distribuire pure quest’anno, a dispetto della cancellazione, il “prize money’: oltre 11 milioni di euro da ridistribuire ai 620 giocatori che avrebbero avuto la classifica – prima dell’emergenza sanitaria – per disputare il torneo. OSSIGENO. Ciascun giocatore di singolare dei tabelloni maschile e femminile riceverà dunque un assegno di 25.000 sterline, l’equivalente di 28.000 euro. Per i super campioni come Federer e Nadal si tratta di una mancetta di cortesia, ma per altri, i comprimari, rappresenta di certo una somma considerevole, più che mai gradita in questo periodo di limitata attività agonistica. Come ha sottolineato il direttore di Wimbledon, spiegando il senso della decisione. «Sappiamo che per molti atleti questi sono mesi di grande incertezza e preoccupazione – le parole di Richard Lewis – In molti dovranno affrontare difficoltà economiche inattese fin qui, ed è per questo che, avendone avuto la possibilità, siamo stati lieti di riconoscere questi premi». Grazie a una polizza assicurativa rinnovata dall’ultima epidemia di Sars, l’All England Club è riuscita ad annullare i contraccolpi economici causati dalla cancellazione dell’edizione 2020, riuscendo a coprire tutte le perdite. Rispetto ai qualificati di diritto al tabellone principale, ai giocatori che avrebbero affrontato le qualificazioni (224) verrà riconosciuto un gettone di 14.000 euro, il doppio di quanto andrà a ciascun doppista (7.000 euro). Un gesto di attenzione e generosità esteso anche ai professionisti che animano il torneo in carrozzina (singolare e doppio), tutti ugualmente omaggiati.

Ora Wimbledon paga tutti (Roberto Bertellino, Tuttosport)

Wimbledon si dimostra regale anche in un anno di cancellazione del torneo causa pandemia. Pagherà infatti 12,5 milioni di dollari in premi in denaro a 620 giocatori. […] I dirigenti del club hanno spiegato che i 256 giocatori che avrebbero partecipato al sorteggio del tabellone principale riceveranno ciascuno 31.000 dollari, mentre i 224 giocatori che avrebbero partecipato alle qualificazioni riceveranno ciascuno 15.600 dollari. Verranno pagati importi inferiori anche per i concorrenti in doppio e su sedia a rotelle. Cambieranno nel 2021 i criteri per la compilazione dei tabelloni. Non più teste di serie anche in funzione dei risultati su erba, ma solo derivanti dal ranking. In casa Italia domani torna (ore 10) la serie Al, maschile e femminile. […] Nel girone 1 maschile i campioni in carica del Selva Alta Vigevano fanno visita allo Sporting Sassuolo, mentre TC Match Ball Siracusa e CT Maglie si affrontano a caccia dei primi punti. Nel girone 2 l’ambizioso Park Genova, forte tra gli altri di Bolelli e Musetti, fa visita al Massalombarda. L’altra sfida oppone il TC Vela Messina al TC Panoli. Nel terzo raggruppamento regna l’equilibrio con le quattro formazioni tutte ad un punto dopo la “prima”. Testa a testa tra TC Genova 1893 e TC Sinalunga, TC Vicenza, con Marco Cecchinato, e TC Crema Nel girone 4 Lorenzo Sonego, che giovedì ha ricevuto ufficialmente il titolo di ambasciatore del territorio dalla sindaca di Torino, difenderà i colori del TC Italia Forte dei Marmi contro il New Tennis TDG. L’altro match opporrà l’SG Angiulli di Bari al Circolo del Tennis Palermo. In campo femminile l’US Tennis Beinasco di Giulia Gatto Monticone, numero 3 d’Italia, affronta il TC Parioli: «Sfida classica – ha detto la torinese – che cercheremo di portare dalla nostra parte, dopo il bell’esordio di domenica scorsa». Nello stesso girone completa il quadro CT Siena-TC Genova 1893. Girone 2 con match infine tra la CanottierCasale e le campionesse in carica del TC Prato; Bal Lumezzane e Tennis Lucca Semifinale bagnata e più volte interrotta quella di ieri tra Matteo Berrettini e Andrey Rublev, la seconda in ordine di tempo nel Thiem 7, torneo esibizione organizzato dall’austriaco numero 3 del mondo nella “sua” Kitzbuhel. Il primo stop dopo il palleggio di riscaldamento, il secondo sul 3-3 del primo set; il terzo sul 6-4 2-1 Rublev, con il russo che intanto aveva operato il break decisivo al decimo gioco del primo parziale. Il rinvio a stamane dopo l’ultimo tentativo di ripresa non riuscito. Oggi finalina alle 11,30, non prima delle 13 la finale con protagonista Thiem che ieri ha fermato in tre set lo spagnolo Bautista Agut. Alle 10 odierne conferenza stampa molto attesa a Palermo per il Wta che segnerà il ritorno del circuito agonistico mondiale femminile (1-9 agosto). Si sveleranno carte e nomi di spicco.

Federer in Italia palleggia sui tetti (Matteo Alvisi, Nazione-Carlino-Giorno Sport)

 In tempo di lockdown si allenavano a tennis giocando da un tetto all’altro delle loro abitazioni a Finale Ligure: il loro video era diventato subito virale. Ieri a Vittoria Oliveri e Carola Pessina si è unito addirittura la leggenda vivente del tennis mondiale, ovvero il campione svizzero Roger Federer che si è esibito a palleggiare sul ‘loro’ tetto anche insieme alle due ragazze. L’obiettivo dell’iniziativa era girare il nuovo spot della pasta italiana di cui l’ex numero uno è testimonial, proprio nella stessa location dove le due giovani tenniste sono diventate star del web, grazie al video che ha avuto ben 9 milioni di visualizzazioni ed è finito in prima pagina sul New York Times. […]. In questi giorni Re Roger, che ha in bacheca qualcosa come 20 titoli del Grande Slam, ha confessato che il ritiro dai tornei non è lontano, ma ha ribadito l’intenzione di tornare competitivo nel 2021 appena risolti i guai fisici che lo tormentano.

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Show della Giorgi ma non basta. Ferro la piega e vola in finale (Vannini). Camila torna a convincere (Bertellino). Serena c’è: «New York e poi Parigi, che voglia…» (Chinellato)

La rassegna stampa di domenica 9 agosto 2020

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Show della Giorgi ma non basta. Ferro la piega e vola in finale (Paolo Vannini, Corriere dello Sport)

Camila ha fatto sognare Palermo, portando il suo tennis ricco di emozioni e privo di mezze misure, ma non è riuscita a regalarsi la sua prima finale su terra della carriera oltre che prima dei 2020. Dopo la straordinaria vittoria notturna in rimonta sulla Yastremska, a cui aveva annullato due match ball, è scesa in campo per la semifinale appena 18 ore dopo ed ha finito per cedere 7-5 al terzo ad una avversaria che spara tutti i colpi come lei, la francese Fiona Ferro il cui papà è di Padova anche se lei non parla italiano. Oggi, contro la estone Kontaveit (ore 19,30), la Ferro cercherà il suo secondo titolo dopo quello vinto a Losanna un anno fa. In un torneo impreziosito dai risultati azzurri, la Giorgi ha confermato di essere la nostra numero uno (domani sarà 71°, 18 posti recuperati). Il lockdown non l’ha affatto cambiata: la sua idea è sempre quella di tentare di dominare i match cercando le linee ad ogni colpo. Un prendere o lasciare che il pubblico ha apprezzato. I 100 spettatori rimasti fino alle 1,25 di venerdì notte, ad esempio, si sono gustati il “corpo a corpo” con l’ucraina Yastremska, numero 25 del ranking, in cui entrambe hanno giocato colpi spettacolari, ma la Giorgi qualcuno in più. Sforzo forse pagato ieri quando Camila, dopo un inizio sprint (5-0 poi 6-2 nel 1°), ha subito la rimonta della Ferro. Nella partita finale, altri batticuore: la Giorgi sembra ko, sul 4-5 opera il break poi però cede di nuovo la battuta. Questione di dettagli su cui Camila alla fine recrimina: «Quel game sul 5 pari è stato fondamentale, forse ho forzato troppo la seconda, dovevo giocare un colpo più sicuro. Ma nessun rammarico, ho fatto una semifinale al primo torneo dopo tanti mesi, credo di aver espresso il mio tennis ed avere giocato bellissimi incontri». Oggi la Giorgi vola a Praga, dove nel 2018 ha raggiunto un’altra semifinale sul rosso: è in tabellone principale ed esordirà contro una qualificata. Un’altra estone in finale 10 anni dopo Kaia Kanepi. Anett Kontaveit, numero 22 del mondo, ha facilmente sconfitto una pallida Petra Martic, testa di serie numero 1 che per tutta la settimana non era stata troppo brillante, ed anche ieri ha confermato delle difficoltà, apparendo poco reattiva anche per problemi fisici. Nel 2° set in cui aveva recuperato da 2-5 a 4-5 ha chiamato medical time out uscendo dal campo per un fastidio alla coscia, ed al rientro, quando poteva tentare l’aggancio col servizio a disposizione, ha perso 4 punti di fila senza mai mettere la prima, consegnando di fatto il match alla Kontaveit.

Camila torna a convincere (Roberto Bertellino, Tuttosport)

 

Camila Giorgi non riesce nell’impresa, ma mostra chiari segnali positivi nel gioco e nella tenuta. Palermo si appresta oggi a consegnare il primo titolo del circuito maggiore Wta dopo la lunga pausa per emergenza sanitaria e al termine di un’intensa settimana di ripartenza ufficiale, tra sorprese, rispetto dei protocolli del periodo, comunque tanta voglia delle protagoniste di tornare a competere. Saranno l’estone Anett Kontaveit, numero 22 Wta e la francese Fiona Ferro, numero 53 del mondo, a giocarsi l’ambito trofeo, con avvio non prima delle 19.30. La transalpina ha interrotto in semifinale i sogni di gloria dell’ultima azzurra in gara, la Giorgi appunto, in tre set e sul filo di lana (2-6 6-27-5). Partenza a razzo di Camila Giorgi. Per la marchigiana un 5-0 denso di significati tecnici, con due break e soprattutto un bel recupero nel quinto gioco da 0-40. Fiona Ferro si è sbloccata nel sesto gioco conquistandolo per l’1-5 parziale. Ha replicato nel successivo con il suo primo break nel set (2-5). Chiusura di Camila sul 6-2, con nuovo break, di forza e potenza pura. La seconda frazione ha visto il match cambiare completamente. Ferro più precisa e Giorgi più fallosa. La Ferro ha restituito ugual moneta all’azzurra (6-2) facendo fin dal avvio corsa di testa. Nel terzo set un break in favore della francese ha condizionato l’andamento del testa a testa. Brava la Giorgi a rimettersi in corsa al decimo gioco (5-5). Fatale però un suo attimo di rilassamento. Ferro nuovamente avanti e abile nel chiudere subito dopo. Per Camila in ogni caso un buon torneo che le frutterà domani un balzo di 18 posizioni sulla nuova poltrona mondiale di numero 71. La prima semifinale ha regalato invece una parziale sorpresa con la vittoria della quarta testa di serie, l’estone Anett Kontaveit, sulla numero 1 del seeding Petra Martic per 6-2 6-4. […]

Serena c’è: «New York e poi Parigi, che voglia…» (Davide Chinellato, La Gazzetta dello Sport)

Non gioca una partita ufficiale da febbraio. Ha passato gli ultimi mesi «reclusa» in Florida, temendo il coronavirus e le sue conseguenze per una persona come lei, con capacità polmonare ridotta. Serena Williams è pronta a riprendere la scalata, ora che la pandemia consente di tornare sotto rete. Con un obiettivo principale: lo Us Open che comincia a fine mese, pandemia permettendo. E nella sua testa c’è anche il Roland Garros a settembre in Francia. «Se si gioca, voglio farli entrambi» ha detto. Il cammino della quasi 39enne Serena verso il 24° titolo di uno Slam della sua leggendaria carriera comincia domani a Lexington, Kentucky, nel primo torneo Wta negli Usa dopo lo stop per il virus. Serena si è tenuta in forma e a casa sua ha addirittura ha costruito un campo con lo stesso cemento usato per gli Us Open. «Me l’ha costruito mio marito – ha raccontato ieri in conference call -, io invece mi sono occupata della palestra che però non è ancora finita. Il campo è immediatamente diventato il mio santuario, tanto che mi sono chiesta perché non l’ho fatto prima». La Williams, che ora è numero 9 nel ranking Wta, però è la prima a sapere che gli allenamenti casalinghi non bastano, che per ritrovare la condizione deve giocare e ha bisogno dei tornei. Ha in programma dopo Lexington il torneo newyorkese che precede lo Us Open, prima di giocare in quello che sarà il secondo Slam di questo strano 2020 (nel primo, l’Australian Open a gennaio, si era fermata al terzo turno). Per ora però Serena preferisce non fare programmi troppo a lungo termine: «Non penso al futuro, voglio concentrarmi su un torneo alla volta, anche perché con la pandemia non sai mai cosa può succedere». Serena in Kentucky sarà la testa di serie numero 1 di un tabellone che comprende anche la sorella Venus, Sloane Stephens, Victoria Azarenka, Aryna Sabalenka, Johanna Konta e Coco Gauff. «Non ci saranno i tifosi – dice Serena -, ma va bene lo stesso. Sono rimasta a casa per sei mesi, visto che ho cominciato a praticare il distanziamento sociale a marzo, e non mi capitava da quando ero una ragazzina. Anche quando sono rimasta incinta ho continuato a viaggiare. Ma con la salute sono super attenta: non sono sicura di cosa mi succederebbe se prendessi il coronavirus e preferisco non scoprirlo. Giocare a tennis è bello, ma qui si tratta della mia vita e della mia salute: giusto essere un po’ nevrotici. E portarsi dietro anche 50 mascherine».

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Giorgi raggiunge Errani e Cocciaretto. Che trio nei quarti (Cocchi). Baby Cocciaretto “copia” Errani (Vannini). Sinner va in America. US Open e Cincinnati, ma prima la quarantena (Barana)

La rassegna stampa di venerdì 7 agosto 2020

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La Giorgi raggiunge Errani e Cocciaretto. Che trio nei quarti (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

Camila Giorgi cede un set alla slovena Juvan, rischia la rimonta, ma supera l’ostacolo 3-6 6-2 6-4 raggiungendo ai quarti le altre due azzurre Elisabetta Cocciaretto e Sara Errani. Oggi il trio azzurro sarà protagonista sulla terra rossa di Palermo a caccia di un posto in semifinale (Supertennis dalle 16). Sara, che a Palermo è arrivata grazie a una wild card e che sulla terra siciliana ha già vinto due volte nei tempi migliori, aveva bisogno di ritrovare risultati incoraggianti dopo essere precipitata fmo al numero 169 del mondo. Oggi, intorno alle 19, nel terzo match di giornata, si troverà di fronte la francese Fiona Ferro: «Sono più tranquilla rispetto allo scorso anno – ha spiegato la romagnola – sono sempre dentro la partita. La Ferro è una giocatrice impegnativa, ci siamo già allenate insieme. E giovane e molto potente». Prima di Sara entrerà in campo la 19enne Cocciaretto, che continua a migliorare i suoi record e punta alla prima semifinale Wta della carriera: «Sono emozionata ma molto contenta di come ho gestito queste partite – ha spiegato dopo aver battuto la Vekic, n. 24 al mondo – e voglio ringraziare il pubblico per avermi aiutata a vincere una partita contro una giocatrice forte e che ammiro. Ricordo che quando avevo 6 anni vedevo in tv Errani, Vinci, Pennetta e Schiavone proprio qui a Palermo, mentre adesso ci sono io ed è un’emozione forte, anche se in ogni caso questo deve essere solo un punto di partenza».

Baby Cocciaretto “copia” la Errani (Paolo Vannini, Corriere dello Sport)

 

Tante italiane così avanti in un torneo importante non è un fenomeno troppo comune negli ultimi tempi. L’ultima prova Wta con tre italiane nei quarti risale al 2015, Hobart, Australia: il terzetto azzurro era formato da Knapp, Vinci e Giorgi. E proprio Camila, impegnata nel match di ieri fino a tarda sera, era attesa a completare il gruppo già formato da Errani e da Elisabetta Cocciaretto, per la prima volta a questi livelli nel circuito maggiore. Gli Open siciliani invece sono sempre stati terreno fertile per il nostro tennis, tanto che già in 7 occasioni tre italiane sono arrivate almeno nei quarti (dal 1990 fino al 2010) e peraltro due straordinarie finali, Pennetta-Errani nel 2009 e Vinci-Errani nel 2013 sono stati dei derby interamente azzurri. La Errani è ancora qua a dire la sua, ha ritrovato sorriso e motivazioni sui campi che la lanciarono già giovanissima, e oggi, se il giorno di riposo le sarà servito per recuperare energie, non parte certo battuta contro Fiona Ferro, anche se l’unico precedente, a Rabat l’anno scorso, le è sfavorevole, ma solo dopo 3 set molto combattuti. Adesso Donna Vekic se la sarà scolpita bene in mente la ragazzina marchigiana che aveva candidamente ammesso di non conoscere prima del match di mercoledì notte. Ribadendo il suo tennis aggressivo, caratterizzato da una evidente voglia di emergere, la 19enne Elisabetta Cocciaretto ha lasciato 6 giochi alla numero 24 del Mondo, decisamente sorpresa dalla sua avversaria e forse un pizzico distratta. Con la seconda vittoria eccellente dopo quella sulla Hercog, la prima su una top 30, Cocciaretto fa segnare numeri indicativi della sua crescita, soprattutto considerando che ha pochissimi match Wra alle spalle: è per la prima volta nei quarti di un torneo importante, è la più giovane italiana a raggiungere un simile risultato 14 anni dopo proprio Sara Errani (Budapest 2006), la più giovane anche a centrare i quarti a Palermo a 8 anni dall’inglese Laura Robson, che appena 18enne tocco anche le semifinali. Comunque sia, a fine torneo firmerà il miglior ranking della carriera. Piace di Elisabetta, l’inquadramento mentale che le permette di mantenere la misura anche dopo un risultato eccezionale. «La Vekic? Normale che abbia detto di non conoscermi, io sono da poco nel circuito, piano piano giocando tutte mi conosceranno meglio. Il match? Inizio combattutissimo, poi piano piano mi sono sciolta e anche l’atmosfera del campo centrale, dove giocavo per la prima volta, mi ha aiutato. Ora non voglio sentire responsabilità. Sono felicissima al solo pensare di stare facendo bene nel torneo che da bambina vedevo in Tv sognando di arrivarci un giorno da protagonista». Per lei adesso un altro ostacolo molto impervio: l’estone Kontaveit, numero 22 del mondo. […]

Sinner va in America. Us Open e Cincinnati, ma prima la quarantena (Francesco Barana, Corriere dell’Alto Adige)

L’America è vicina. Jannik Sinner ha sciolto (quasi) tutte le riserve e sarà al via il 18 agosto al Masters di Cincinnati e il 31 all’Us Open, quest’anno entrambi (anche il torneo dell’Ohio) eccezionalmente sui campi del Billie Jean King Tennis Center di Flushing Meadows, nel Queens a New York, storica sede dello slam americano. In tempi normali si tratterebbe di una non-notizia, ma in epoca di Covid e dopo le rumorose rinunce di grossi calibri come Nadal, Federer, Monfils e Fognini nulla ormai è scontato. Lo stesso Jannik il 19 luglio, parlando con un cronista americano, aveva messo in dubbio la sua partecipazione ai due tornei: “Se mi fanno fare 14 giorni di quarantena al ritorno in Europa non vado” era stato il succo del suo ragionamento. L’obbligo di quarantena ad oggi, seppur non ancora ufficialmente, è stato ridotto a 4 giorni sia in entrata che in uscita dagli Usa. Sinner arriverà a New York già la settimana prossima e dal 16 avrà accesso al Billie Jean King. Due giorni dopo sarà in campo per le qualificazioni. L’Usta ha fatto sapere che sta mettendo a punto con i governi europei un protocollo di sicurezza per scongiurare un «fermo» più lungo. Riccardo Piatti, coach di Sinner, conferma che a queste condizioni si può fare: «Se la situazione procede come ora Sinner sarà a New York sia per Cincinnati che per l’Us Open» dice. Il protocollo di sicurezza di cui sopra prevede una «bolla» per tennisti e staff, che dovranno limitare i loro spostamenti tra campi e i due alberghi messi a disposizione dall’organizzazione. I tennisti più facoltosi che sceglieranno di soggiornare in appartamento invece saranno videosorvegliati. […]

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Roma con tre giorni in più? Ma solo con il pubblico (Gazzetta dello Sport). Errani gran rimonta: batte Pliskova e pioggia (Vannini)

La rassegna stampa di giovedì 6 agosto 2020

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Roma con tre giorni in più? Ma solo con il pubblico (Gazzetta dello Sport)

La cancellazione di Madrid apre nuove prospettive per gli Internazionali. Il presidente Fit Angelo Binaghi ha infatti rivelato che l’Atp ha chiesto di allungare il torneo italiano da 7 a 10 giorni (attualmente sarebbe in calendario dal 20 al 27 settembre) e con 96 iscritti anziché 56, pagando anche la differenza di montepremi: «Ne riparleremo dopo il prossimo Dpcm, se ci verrà data la possibilità di aprire il torneo al pubblico allora è una possibilità che vogliamo percorrere. Altrimenti, con soli costi in più non potremmo permettercelo. Può succedere pure che il torneo non finisca di domenica». Un’edizione a 96 giocatori, ha aggiunto Binaghi, renderebbe il torneo una sorta di Masters 1500. Il ministro dello sport, Spadafora e il governo sono fiduciosi che l’evento possa svolgersi anche alla luce di risultati epidemiologici migliori di quanto sta accadendo in Francia o in Spagna. La Fit ha presentato al ministro e al Comitato Tecnico Scientifico una proposta di accesso al Foro con posti solo numerati e col 50% della capienza […]

Errani gran rimonta: batte Pliskova e pioggia (Paolo Vannini, Corriere dello Sport)

Evidentemente è vero che soprattutto nel tennis, ci sono luoghi del cuore, dove, quando meno te l’aspetti, ritrovi improvvisamente sensazioni che pensavi dimenticate e emozioni capaci di rilanciarti. Per Sara Errani il centrale di Palermo è certamente uno di questi. Omaggiata di una wild card, ritenuta in fase calante col suo n. 169 in classifica, con le incognite della ripresa agonistica dopo il lockdown, sul campo dove ha vinto due titoli e conquistato altre due finali, Sara risponde ergendosi fino ai quarti di finale del torneo con una stupenda vittoria in cui ribalta Kristyna Pliskova, gemella mancina della numero 3 del mondo ma comunque sia una delle migliori battitrici del circuito. Sono i numeri a spiegare quale patrimonio rappresenti ancora la Errani per il nostro tennis: 80° quarto di finale Wta raggiunto in carriera, 180a vittoria sulla terra rossa, rientro fra le prime 8 di un torneo dopo Bogotà 2019. Che il suo modo di arrivare alle vittorie sia costruito sul sacrificio non è una novità. Ma chi avrebbe scommesso su di lei dopo l’inizio choc in cui la Pliskova ha vinto i primi 13 punti del match? Invece la Errani ha iniziato a scavare la roccia con pazienza, è entrata in partita, ha aspettato che la ceka calasse leggermente, e perso il 1° set, non ha mollato di un centimetro. Tatticamente la partita era facile da leggere: se lo scambio finiva nei primi tre colpi, il punto era di Pliskova, se si allungava la sapienza di Sara aveva quasi sempre la meglio. Nel set decisivo, l’emiliana non si smontava neppure per 4 palle break fallite sull’1-1 e volava a 4-2 e poi a 5-3. Qui l’inattesa sorpresa: un fortissimo scroscio di pioggia faceva sospendere il match per 10′. Ma al rientro, la Pliskova al servizio cedeva di schianto e i tifosi rimasti sugli spalti gioivano con la Errani […] Pomeriggio sbagliato invece per Paolini, che pure veniva da una splendida rimonta contro l’ex top ten Kasatkina e che qui doveva difendere i quarti di finale brillantemente conquistati un anno fa. Sin dal primo scambio Jasmine ha mostrato di non reggere il ritmo della bielorussa Sasnovich, rodata dalle qualificazioni e comunque in possesso di un tennis che in passato le ha fatto toccare il numero 30 del ranking. La vistosa fasciatura alla coscia sinistra con cui la Paolini è scesa in campo non è pesata: «No, il fastidio non ha influito – ha sostenuto con onestà la campionessa italiana – in realtà sin dall’inizio ho fatto fatica a muovermi e lei non mi ha dato molte chances. La Sasnovich è stata molto solida e io non sono riuscita a trovare le giuste contromisure». […] Jasmine è apparsa crucciata ma determinata a proseguire per la sua strada: non uscirà dalle prime 100 del mondo (è 95) in base alla norma della Wta adeguata al dopo pandemia, e giocherà gli Us Open dove è pronta a riscattarsi […]

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