Roland Garros, Flink e Scanagatta: “Osaka andrebbe squalificata per la sua decisione"

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Roland Garros, Flink e Scanagatta: “Osaka andrebbe squalificata per la sua decisione”

Nella seconda parte della preview dello Slam francese, i favori del pronostico sono per Barty e Swiatek (ma occhio a Sabalenka). A tenere banco, però, è il rifiuto della tennista giapponese di parlare con i giornalisti durante il torneo

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Naomi Osaka - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Dopo aver parlato del tabellone maschile, il Direttore Scanagatta e il suo collega Steve Flink (che non sarà presente a Parigi) analizzano il sorteggio delle donne, con le due campionesse uscenti, Barty e Swiatek, che potrebbero incontrarsi in semifinale. Naomi Osaka è nella parte bassa, ma non sono in molti a parlare delle sue prospettive nel torneo – è la sua decisione di non presentarsi in conferenza stampa a creare discussione. Di seguito il video:

00:00 – Ubaldo: “Credo ci sia un po’ di sbilanciamento fra parte alta e parte bassa. Nella parte alta abbiamo Barty, campionessa nel 2019, che potrebbe incontrare Jabeur, Gauff, Pliskova, Svitolina, Muchova, Swiatek e Muguruza. Nella parte bassa, invece, Osaka, Serena Williams, Konta ed Andreescu non sono sicuramente fra le papabili vincitrici”. Flink: “Serena pensa sicuramente di poter vincere, ma non credo che possa effettivamente riuscirci, mentre Osaka non ha mai superato il terzo turno a Parigi. Credo che la giocatrice più pericolosa in quella metà sia Sabalenka; Andreescu può giocare bene sulla terra, ma è difficile fare valutazioni senza tenere in considerazioni i suoi problemi fisici. Se dovessi sbilanciarmi credo che la favorita sia nuovo Iga Swiatek, sta giocando benissimo ultimamente”.

08:02 – La questione Osaka, che non farà conferenze stampa durante il Roland Garros. Ubaldo: “Credo che questo sia un grande problema, perché per i giornalisti è già abbastanza difficile andare ai tornei in questo momento, se tutti i giocatori dovessero imitare Osaka le condizioni lavorative diventerebbero ancora più complicate”. Flink: “Ha usato delle parole molto forti, alludendo al fatto che i giornalisti abbiano causato problemi alla sua salute mentale. Onestamente sono rimasto sorpreso, perché nell’ultimo anno si era imposta come una leader per il tennis femminile, trascendendo il gioco da New York in poi. Non capisco la sua posizione, perché penalizza tutti i reporter, e da professionista dovrebbe essere in grado di gestire lo stress delle conferenze stampa”. Ubaldo: “Bisogna anche dire che le sue prese di posizione su Black Lives Matter hanno avuto molta trazione proprio grazie alla stampa, quindi trovo che questa sia una mancanza di rispetto”.

 

11:34 – Ubaldo: “Credo che la WTA non avrà il potere di intervenire, anche perché, se può farlo lei, allora qualsiasi altro giocatore o giocatrice potrebbe decidere di imitarla; i più forti possono pagare qualsiasi multa venga loro comminata. Tra parentesi è un atteggiamento discriminatorio verso i giornalisti della carta stampata e del web, visto che certamente continuerà a fare le interviste televisive post-match. La WTA dovrebbe prendere una posizione molto forte, 3000 dollari di multa sono noccioline per Osaka, che guadagna 50 milioni di dollari l’anno. Dovrebbero comunicarle che se non farà le conferenze stampa sarà squalificata, ma non credo succederà”.

15:35 – Ubaldo: “Riesci a immaginare cosa sarebbe successo se Serena Williams si fosse rifiutata di venire in conferenza stampa dopo quella sfuriata nei confronti di Ramos durante la finale dello US Open del 2018 proprio contro Osaka?” Flink: “Il problema è che Osaka è estremamente popolare sia fra i tifosi che fra le altre giocatrici, quindi credo che tutti loro possano vederla come una decisione di principio e fare la stessa cosa solo perché l’ha fatta lei. La cosa che mi lascia perplesso, poi, è che se c’è una giocatrice che è sempre stata rappresentata positivamente sui media, quella è proprio Osaka”. Ubaldo: “In un mondo ideale i giornalisti TV dovrebbero rifiutarsi di intervistarla per solidarietà, ma non succederà mai, anzi, saranno ben felici di intervistarla in esclusiva. Inoltre, trovo che sia assurdo generalizzare dicendo che tutte le domande che riceve sono stupide – solo perché ricevi cinque domande stupide durante una conferenza stampa, questo significa che lo sono anche tutte le altre? Se fossi il suo manager le direi che sta arrecando un danno al tennis e alle altre 127 giocatrici presenti al Roland Garros”.    

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Fernando Verdasco sarà il direttore delle finali di Coppa Davis

Prime esperienze di lavoro fuori dal campo anche per il mancino spagnolo ex numero 7 del ranking ATP

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Fernando Verdasco - Madrid 2018 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

Fernando Verdasco è ancora un tennista professionista ma così come già capitato a suoi illustri colleghi – tra cui il suo connazionale Feliciano Lopez – il mancino spagnolo sta già iniziando a prendere familiarità con i ruoli manageriali e direttivi nel mondo del tennis, e fra due mesi farà la sua prima esperienza su un campo di lavoro alternativo. L’attuale n. 134 infatti sarà direttore delle finali di Coppa Davis. L’edizione 2021, la seconda finanziata da Kosmos, si disputerà dal 25 novembre al 5 dicembre e si estenderà sulle città di Madrid, Innsbruck e Torino; il direttore inizialmente designato Albert Costa non sarà presente a causa di motivi personali. Verdasco sembra il profilo adatto a sostituirlo avendo accumulato grande esperienza in questa competizione; con la nazionale iberica infatti ha vinto la coppa tre volte: nel 2008 a Mar del Plata (Argentina), nel 2009 a Barcellona (Spagna) e nel 2011 a Siviglia (Spagna).

“Sono particolarmente entusiasta di unirmi al team Kosmos per questa edizione e di ricoprire per la prima volta il ruolo di direttore del torneo. La Coppa Davis è una competizione speciale per tutti i giocatori: giochi in squadra e gareggi in difesa del proprio paese. Questo nuovo format riunirà, per un altro anno, le 18 migliori squadre del mondo. Sarà un onore per me contribuire con la mia esperienza e lavorare con tutta la squadra in modo che giocatori, federazioni e tifosi abbiano una grande esperienza e portare via bei ricordi” ha detto l’ex numero 7 del mondo. Tra gli altri traguardi del tennista 37enne va ricordata la striscia di 67 Slam consecutivi a cui a preso parte terminata agli US Open 2020, e tra questi quello più memorabile è l’Australian Open 2009 dove si arrese al quinto set in semifinale davanti Rafa Nadal.

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Simona Halep si separa dal suo storico allenatore dopo sei anni

La numero 14 del mondo annuncia la fine della collaborazione con Darren Cahill

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Darren Cahill e Simona Halep - WTA Finals Singapore 2017 (foto Philip Cho)

È davvero un periodo pieno di novità quello che sta attraversando Simona Halep. Quest’anno ha giocato poco soprattutto a causa dell’infortunio alla caviglia rimediato a Roma, e solo recentemente sul cemento nord-americano è riuscita a ritrovare un po’ di continuità raggiungendo il quarto turno agli US Open (sconfitta in due set da Svitolina). Tuttavia fuori dal campo si susseguono eventi memorabili per la sua vita. La settimana scorsa infatti è arrivata la notizia del suo matrimonio (con l’imprenditore macedone Toni Iuruc), mentre proprio ieri Simona ha comunicato sui social l’interruzione della storica collaborazione tra lei e il coach Darren Cahill.

La tennista romena e l’allenatore australiano avevano lavorato fianco a fianco per sei anni, ed è dunque superfluo ricordare come tutti i principali traguardi di Halep (tra cui spiccano la prima posizione nel ranking raggiunta per la prima volta nel 2017, il Roland Garros 2018, e Wimbledon 2019) siano arrivati sotto la sua guida. Il rapporto tra i due aveva avuto una breve pausa a fine 2018 per motivi personali da parte di Cahill anche se poi i due avevano comunque ricominciato a collaborare l’anno successivo; quindi questa è davvero la prima volta ad alto livello che Halep, a 29 anni, si trova senza allenatore e considerando quanto inaspettata sia stata questa notizia, non ci sono indizi su chi sceglierà come sostituto.

Questo il breve messaggio che l’ex numero 1 ha pubblicato sui social per dare la notizia: “Dopo sei meravigliosi anni di lavoro insieme, Darren Cahill e io abbiamo deciso che era ora di porre fine al nostro rapporto di lavoro. Grazie D per tutto, per avermi reso una tennista migliore e una persona migliore.

 

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ATP Metz: Murray è in buona forma e batte anche Pospisil. Pouille torna a vincere

Il tennista britannico trova una buona vittoria contro Pospisil, Carreno Busta senza problemi su Ymer

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Andy Murray - ATP Metz 2021 (via Twitter, @atptour)

Sembra averci preso di nuovo gusto Andy Murray. Dopo la grande prestazione dello US Open contro Tsitsipas e la vittoria di martedì contro Humbert, oggi è arrivata un’altra vittoria di livello contro Vasek Pospisil, sconfitto a Metz con un doppio 6-3. Poche le armi che poteva opporre il tennista canadese contro un buon Murray, apparso finalmente in buone condizioni fisiche. L’ex numero 1 del mondo ha fatto valere la sua “solita” superiorità in risposta e nello scambio, a cui Pospisil non ha saputo trovare risposte – in tutti i sensi.

Particolarmente dominante nel primo set, in cui Murray ha servito benissimo e ha martellato la seconda del canadese chiudendo il set con due break consecutivi. Qualche problema in più in apertura di secondo, nel quale Murray incappa nel primo brutto game di servizio e deve concedere il break. La reazione è quella del campione qual è: due break consecutivi e zero possibilità concesse a Pospisil sul suo servizio, con il canadese che rimarrà con soli tre punti vinti in risposta in tutto il resto del secondo set.

Murray sfiderà ai quarti uno tra Lucas Pouille, vincitore in tre set sull’altro canadese in tabellone Bradney Schnur, e la testa di serie numero 1 Hubert Hurkacz. Dovesse sfidare il polacco, si tratterebbe di un altro test di alto livello per misurare con ulteriore precisione la bontà della sua condizione atletica.

 

Qualche problema in più invece per Pablo Carreno-Busta, che ha dovuto lottare più del previsto per portare a casa il primo set contro Mikael Ymer. Lo svedese ha mancato due palle set nel decimo game del set di apertura e da lì è uscito completamente dalla partita a livello mentale. Lo spagnolo ha infilato un parziale di otto giochi a due che non ha lasciato scampo a Ymer e si è guadagnato il posto in uno dei quarti di finale più interessanti, quello contro il giovane norvegese Holger Rune, che ha battuto Sonego in tre set.

Fuori il secondo tennista di casa impegnato in questo mercoledì a Metz, il francese Antoine Hoang, sconfitto da Peter Gojowczyk in tre set. Il tennista tedesco, reduce dagli ottavi dello US Open, sfiderà Khachanov per guadagnarsi i quarti di finale.

[WC] Pouille b. [Q] Schnur 3-6 6-4 6-4
[WC] Murray b. Pospisil 6-3 6-3
[Q] Gojowczyk b. [LL]Hoang 6-2 3-6 6-4
[Q] Rune b. [5] Sonego 6-7(6) 6-4 6-4
[2] Carreno-Busta b. [Alt] Ymer 7-5 6-2

Il tabellone aggiornato di Metz

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