Coppa Davis: le big passeggiano, cuore Italia, sorpresa Corea

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Coppa Davis: le big passeggiano, cuore Italia, sorpresa Corea

Spagna, Francia, Argentina e Usa passano facilmente il turno. Zverev e Germania ok, Olanda facile con il Canada. Musetti dà all’Italia il punto decisivo nell’ostica trasferta slovacca. Soffrono anche Australia e Belgio, passa il solito Kazakistan, bene la Svezia, la Corea sorprende l’Austria

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Nello scorso weekend hanno avuto svolgimento i preliminari di Coppa Davis, o se volete, i Qualifiers, cioè le 12 sfide le cui nazionali vincenti parteciperanno insieme a Croazia (finalista 2021), Serbia e Gran Bretagna (assegnatarie di wild card) alle Finals della manifestazione che si divideranno in due atti.

Nel primo, a settembre (dal 14 al 18) le nazionali qualificate saranno divise in 4 gironi da 4 squadre che si affronteranno in un girone all’italiana in gare di sola andata. Le prime due qualificate di ogni girone si qualificheranno per la fase finale che si terrà dal 23 al 27 novembre. I 4 gironi saranno ospitati ognuno in una sede diversa che sarà una città appartenente ad una delle nazionali qualificate. Mentre invece il raggruppamento finale vedrà affrontarsi in sede neutra le 8 nazionali provenienti dai 4 gruppi che si affronteranno in scontri diretti in un tabellone che porterà alla finale.

Ma andiamo per ordine e facciamo un veloce riassunto di quanto successo nelle sfide di Davis del week end appena passato, dove emozioni e colpi di scena non sono mancati

 

LE BIG PASSEGGIANO – Sulla carta alcune nazionali avevano delle sfide che presentavano ben poche difficoltà e cosi è stato. La Francia ha fatto un sol boccone a Pau dell’Ecuador nonostante non schierasse più i mostri sacri di qualche anno fa. Sono bastati Rinderknech e Mannarino accompagnati dal duo Herbert/Mahut per sbarazzarsi della nazionale ecuadoregna che poco ha potuto con Gomez e Queiroz.

Nessuna difficoltà nemmeno per gli Usa a Reno, dove hanno agevolmente superato la Colombia. I sudamericani sono anche stati costretti a fare a meno nel doppio (sulla carta il loro punto più forte) di Robert Farah e così il compito degli Usa è stato ancora più agevole. Terrificante Fritz che ha lasciato un solo gioco al malcapitato Gonzalez.

Nella sostanza nessun problema nemmeno per la Spagna, impegnata a Marbella contro la Romania. Gli iberici hanno schierato una formazione di tutto rispetto con Bautista/Agut e Alcaraz nei singolari. I rumeni hanno provato a riaprire la sfida il sabato vincendo il doppio ma è stato un fuoco di paglia, troppo netta la differenza tra le due squadre.

Vittoria netta anche dell’Argentina che a Buenos Aires ha fatto fuori velocemente la Repubblica Ceca due volte campione consecutivamente della manifestazione nel 2012 e nel 2013. Così come contro un Canada sin troppo rimaneggiato ha maramaldeggiato l’Olanda padrona di casa a The Hague grazie ai rampanti Van de Zandschulp e Griekspoor.

ITALIA, CHE SOFFERENZA – Passa anche la nostra nazionale non senza patemi. La trasferta in Slovacchia era ritenuta da non sottovalutare ma ampiamente alla portata, ma certo, immaginare che la risolvessimo solo all’ultimo singolare e per di più con Musetti, il più giovane del lotto e praticamente esordiente nella manifestazione, sarebbe da stato da pazzi.

Invece no, è andata proprio così, perché Sonego (probabilmente anche penalizzato dall’essere stato costretto ad affrontare un match sul veloce mentre la sua preparazione era incentrata sulla terra rossa nei tornei sudamericani) per la seconda volta ha pagato dazio in Davis contro un avversario sulla carta molto più debole (era già successo contro il croato Gojo a Torino nelle Finals 2021, a Bratislava si è ripetuto con Horansky) e perché nella sostanza non abbiamo un doppio rodato da poter schierare. O per meglio dire, il doppio ce lo abbiamo ma l’infortunio di Fognini (e il conseguente forfait) avevano impedito a capitan Volandri di schierare il tennista ligure insieme a Simone Bolelli. Così, chiamato agli straordinari (in quanto schierato anche in doppio), Jannik Sinner, nonostante il periodo di sicuro non facile legato al cambio allenatore (dallo storico Piatti a Simone Vagnozzi), ha dato ampia dimostrazione della sua tenuta, soprattutto mentale, vincendo entrambi i suoi singolari con tanta autorità mista a pazienza da tennista di lunga data. Sul 2-2, Lorenzo Musetti ha fatto il suo esordio in singolare (aveva già giocato in doppio) contro il veterano locale Norbert Gombos, battuto con grande maestria in rimonta.

Dopo tanta sofferenza comunque ci siamo qualificati e probabilmente giocheremo in casa il nostro girone delle Finals perché dopo Torino sarebbe stata scelta Bologna (manca ancora l’ufficialità) come una delle sedi dei gironi di settembre (nella fattispecie la Unipol Arena). Sicuramente con un Berrettini in più nel motore e con Fognini disponibile per il doppio siamo tra le nazionali più forti, vedremo in che condizioni arriveremo a settembre.

BENE ZVEREV, L’AUSTRALIA BATTE L’UNGHERIA, OK IL SOLITO KAZAKISTAN – Rientrato clamorosamente in Davis (che aveva dichiarato di voler osteggiare con il nuovo format) Alexander Zverev ha fatto valere il suo elevato tasso tecnico trascinando la Germania alla vittoria sulla terra di Rio de Janeiro (in un ambiente sempre molto caldo dal punto di vista del tifo) vincendo entrambi i suoi singolari. La pratica l’hanno chiusa i doppisti Krawietz e Puetz. In ottica Finals occhio a questa Germania, il potenziale è di primissimo livello.

In quel di Sydney capitan Hewitt porta a casa un importante vittoria non senza aver sofferto contro l’Ungheria. Magiari grazie a Fucsovics sull’1-1 dopo la prima giornata e addirittura vincitori del doppio nel primo match del sabato. A quel punto c’è voluta tutta la bravura di De Minaur e la sfrontatezza di Kokkinakis sul 2-2 per portare a casa la vittoria.

Si conferma nazione da Davis il Kazakistan. Impegnato nella non facile trasferta norvegese, Bublik & Co. ne sono usciti vincitori con grande esperienza. Decisiva la vittoria kazaka nel doppio e quella di Bublik contro Casper Ruudnel primo singolare della domenica.

ELIAS YMER FERMA IL GIAPPONE, GOFFIN TRASCINA IL BELGIO, SORPRESONA COREA – Per il secondo anno consecutivo si qualifica alle Finals la Svezia. La cosa fa clamore perché tra gli svedesi il primo per classifica ATP è Mikael (nr. 83 Atp) ma il suo forfait non ha danneggiato più di tanto i suoi compagni e questo soprattutto per merito del fratello Elias, vero protagonista della 3 giorni a Helsingborg. Non solo infatti ha vinto i due singolari ma ha anche dato un contributo non da poco nel doppio dove la coppia svedese formata dallo stesso Ymer e da Goransson ha annullato ben 3 match point ai loro avversari. Decisiva sul 2-2 la vittoria proprio di Elias Ymer sullo sconosciuto giapponese Watanuki.

Bella sfida a Espoo in Finlandia tra i locali ed il Belgio. Finlandia avanti 2-1 dopo il doppio ma l’esperienza di Goffin e la pochezza del nr.2 finlandese, cotal Otto Virtanen, hanno fatto sì che i belgi ribaltassero la contesa grazie anche al loro nr.2, Zizou Bergs, che già l’anno scorso in Bolivia si era distinto per aver trascinato il suo team a un’incredibile rimonta (allora dallo 0-2). Peccato per il nr.1 finlandese Emiil Ruusvuori che ha ceduto di schianto di fronte a Goffim probabilmente accusando la stanchezza dello sforzo profuso poco prima per l’impegno nel doppio).

Abbiamo lasciato in coda la grossa sorpresa del weekend, la vittoria della Corea contro l’Austria. Se guardiamo i roster delle due squadre in valore assoluto i coreani forse erano anche messi meglio dell’Austria, vista la classifica del numero 1 locale Kwon (65 Atp) e l’assenza di Dominic Thiem dall’altra parte. Ma per esperienza si pensava che soprattutto il nr.1 austriaco Novak rendesse più difficile la vita allo stesso Kwon che invece ha vinto entrambi i singolari in due set. Ma la sorpresa ancor più clamorosa è stata l’incapacità degli austriaci di schierare una coppia degna di tale nome. Miedler e Erler (115 e 104 nel ranking di doppio) sono stati battuti anche nettamente dalla coppia locale Song e Nam (357 e 244 come posizione nella classifica di specialità), il che la dice lunga sul valore dei coreani. Chissà cosa avrà pensato in panchina Jurgen Melzer, lui sì a suo tempo gran doppista.

CHI SARA’ RIPESCATO AL POSTO DELLA RUSSIA? – Quando abbiamo parlato dei gironi di settembre abbiamo detto che le nazionali saranno suddivise in 4 gironi da 4 squadre. Abbiamo però citato solo 15 nazionali, le 12 vincenti dei Qualifiers e le 3 che già sono qualificate per le Finals (Croazia, Serbia e Gran Bretagna), perché i conti non tornano?

Perché purtroppo gli eventi bellici delle ultime settimane hanno fatto sì che il mondo sportivo escludesse dalle competizioni la Russia, oltretutto in Davis detentrice del titolo. Chi prenderà il posto dei russi? Se l’ITF mantiene un minimo di continuità con le decisioni passate, la 16° squadra sarà quella eliminata dai Qualifiers ma con il ranking ITF per nazioni più alto. Se così dovesse essere e visto il ranking per nazioni pubblicato proprio questo lunedì, la nazione prescelta sarebbe il Canada che occupa la posizione nr.6.

LE SEDI DEI GIRONI, LE POSSIBILI AVVERSARIE DELL’ITALIA – Per quanto riguarda le sedi dei giorni di settembre abbiamo detto di come l’Italia dovrebbe ospitare un girone a Bologna e quindi per il secondo anno consecutivo avere il fattore campo a proprio vantaggio. Un’altra sede con ogni probabilità potrebbe essere Londra (la O2 Arena) e un’altra Madrid sede per due anni delle Finals passate. Ipotizzare la quarta al momento è impresa improba, ci dovrebbe essere una decisione a breve dell’ITF.

Quali avversarie potrebbero toccare all’Italia? Anche in questo caso, se i precedenti in tema valgono qualcosa in merito alle decisioni ITF, le 16 squadre saranno suddivise all’atto del sorteggio in 4 fasce, a seconda della loro posizione nel ranking. Nella prima fascia ci dovrebbero essere Croazia, Spagna, Francia e USA. Nella seconda Germania, Italia (posizione nr. 10), Canada (se dovesse essere ripescato) e Gran Bretagna. Kazakistan, Serbia, Belgio e Argentina nella terza. Svezia, Australia, Olanda e Corea nella quarta.

Per ogni girone ci dovrà essere una squadra di ogni fascia. Quindi l’Italia sicuramente non dovrebbe incontrare nel girone di settembre una tra Germania, Canada e Gran Bretagna. Che tradotto vorrebbe dire niente Zverev, niente Auger-Aliassime e niente Shapovalov. Ci toccherebbe però una tra le squadre della prima fascia. Se la Spagna ospitasse un girone non sarebbe tra le possibili avversarie, quindi una tra Francia, Croazia (la rivincita di Torino?) e Usa. Una tra Kazakistan (perché no!?) Serbia (da evitare con Djokovic), Belgio (alla portata) e Argentina (avversario temibile) e una tra Svezia, Australia (l’unica del lotto da evitare), Olanda e Corea.

Ricordiamo che le sfide del girone si giocano al meglio dei 3 incontri, due singolari e un doppio e che passano al concentramento finale le prime due di ogni giorne.

Quindi facendo un giochino per ipotizzare gli accoppiamenti dell’Italia, il girone peggiore e da evitare sarebbe quello con Croazia, Serbia e Australia. Quello più morbido sarebbe con Francia (da preferire agli Usa), Belgio e Corea. Vedremo se saremo stati facili profeti.

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Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

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Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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Canè: “Vincere la Davis quest’anno? Io ci credo. Mi chiedono ancora del match con Wilander”

L’ex tennista azzurro oggi commentatore tecnico: “Il tennis italiano è a posto per dieci anni”

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Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)
Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)

Il turbo rovescio, le urla di Galeazzi e quella vittoria in Davis su Wilander. Paolo Canè è rimasto nella memoria di molti appassionati di tennis per quell’epica vittoria del 1990, ma è stato un giocatore divertente e completo in grado di togliersi le sue soddisfazioni ed arrivare al n.26 ATP. Oggi è rimasto a stretto contatto col mondo del tennis e la sua voce accompagna le immagini dei tornei dello Slam in quanto commentatore di Eurosport. Canè è stato intervistato negli scorsi giorni da Repubblica Bologna, durante la settimana di Coppa Davis, e ha espresso il suo parere sulle chances della squadra capitanata da Filippo Volandri. “Questi ragaz zi se sono al completo già quest’anno possono vincere la Coppa – sono state le parole di Canè -. E comunque al di là di come finisce stavolta, per dieci anni il nostro tennis è a posto, questa è una generazione da favola. Non ci sono solo Berrettini e Sinner: Musetti è uno spettacolo, il suo tennis incanta, Fognini ancora oggi ha un talento unico, Bolelli avete visto come ha giocato contro la Croazia. Quei due si integrano alla perfezione, il genio di Fognini, le sue fiammate, e la solidità e la potenza di Bolelli”.


Canè rievoca il famoso match con Wilander: “Giocammo su due giorni, interrompemmo la sera che eravamo due set pari, non ci si vedeva più. Eravamo 2-2, era il punto decisivo. Chiesi a Panatta, che era il capitano, di cenare da solo, volevo restare concentrato, avevo in testa quel pensiero lì e basta, volevo batterlo, dicevo, Mats è stato numero uno, ha vinto tantissimo, stavolta deve toccare a me”. E spiega anche come interpreti la sua esperienza da seconda voce tv: “Mi piace molto, è un’esperienza che mi completa, ho capito che non bisogna parlare sempre, commentare ogni punto, perché si diventa noiosi. Su una partita di 5 set poi la gente si stufa. Bisogna spiegare, coi tempi giusti”.

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