Ad uso e consumo dei… soli tifosi della Fiorentina

Ad uso e consumo dei… soli tifosi della Fiorentina

NON SOLO TENNIS-Sul “Brivido Sportivo”, magazine distribuito all’Artemio Franchi di Firenze e nel resto della città dell’Arno, Ubaldo Scanagatta scrive una rubrica “Ubi Maior, cosa va e cosa non va”, che qui riproduciamo pur sapendo che si rivolge ad un pubblico di fede viola che non è quello di Ubitennis. I tifosi delle altre squadre capiranno e lo scuseranno se non apparirà sempre al di sopra delle parti. Non vi censurerà!

Cosa Va

Il punto a Torino. Un punto in trasferta non si butta mai via. Semmai si vorrebbero buttar via il punto fatto in casa (con Genoa e Sassuolo) per farne sei , quattro in più che oggi ci consentirebbero di stare fra Sampdoria e Udinese, davanti a tutte le più accreditate “antagoniste” per quel sospirato terzo posto che vuol dire Champions.
Inter, Milan, Lazio, Napoli. Nessuna di queste squadre pare irresistibile, immune da pecche. Sono capaci di fare gol a grappoli, ma poi all’improvviso smettono e non segnano più, o magari li subiscono. Sognare in viola si può, se l’infermeria si svuota in fretta.

Babacar-Bernardeschi. E’ certo l’aspetto più positivo della trasferta in casa dei granata il gol di Baba sull’assist di Berna. Babacar è stato fra i migliori in campo (addirittura il migliore secondo Sky) anche se non ha saputo trasformare due occasioni da gol. Se le è un po’ mangiate oppure è stato solo bravo Gillet? Un po’ l’uno e un po’ l’altro. Un attaccante più maturo, più esperto ne avrebbe fatto almeno uno su due. Ma il Gomez delle ultime apparizioni sarebbe riuscito a trovarsi dove si è trovato Babacar? Forse no. Il Gomez del Bayern, però, avrebbe fatto tutti e due i gol (tutte sensazioni cui manca la famosa controprova).

Babacar. Si batte, corre, difende, sbaglia qualche controllo piuttosto semplice, poi magari ne indovina uno difficilissimo. Del tutto lucido ancora non è, almeno non lo è sempre. Ma intanto il dribbling che ha fatto a Gillet non è stato male. Un po’ di freddezza l’ha avuta. Quella che in altre occasioni gli era mancata. Riguardo a Bernardeschi, sospetto che possa essere anche lui (e forse i suoi familiari? Non ho prove, solo illazioni) quello cui allude ogni tanto Montella quando dice. “Attenzione a non montarsi la testa”. In pochi secondi contro il Guincamp e contro il Torino ha fatto due cose splendide, gol e assist vincente. Ma attenzione a non pretendere che gli giri sempre tutto così bene. Il rischio sarebbe il contraccolpo negativo che deriverebbe a seguito di troppe aspettative. E che sia ancora un bel po’ ingenuo lo hanno dimostrato i falli di foga, inutili e controproducenti, che ha fatto negli ultimi minuti di Fiorentina-Sassuolo e di Torino Fiorentina.

Richards. Non m’è dispiaciuto. Discreta personalità, tocchi d’esterno di buona qualità. Pochi affondI magari, ma potrebbe essere una questione di mancanza di…fondo. Difficile fare gli affondi senza fondo. Però di questi benedetti affondi la Viola avrebbe bisogno come del pane. Vedi quel che scrivo sul non va.

Neto. E’ uno dei migliori portieri del campionato. La Fiorentina si affretti a rinnovargli il contratto. Più aspetta e più gli costerà.

Mati Fernandez. Fa piacere vederlo recuperato. Uno dei migliori nelle partite che ha giocato. Attenzione però a non spremerlo. Non ha il fisico.
Cosa non va

Il tiro al …Montella. Con l’infermeria piena, i letti in corridoio come a Careggi, chi lo critica eccessivamente lo fa per partito preso. Spero non sia per compiacere i Della Valle – azionisti di testate giornalistiche importanti – con i quali il feeling non sembra più quello di un tempo se i fratelli continuano a dire che la Fiore è da Champions e Vincenzino invece insiste nel dire che non è giusto illudere nessuno e che l’obiettivo da non fallire è l’Europa League. Chiaro che ognuno tiri l’acqua al suo mulino. I ruoli sono diversi. Ma, suvvia, non si può chiedere a Montella di far finta che la rosa delle riserve sia all’altezza dei titolari infortunati.

Il ritmo. Se i giocatori della Fiorentina non hanno nel loro DNA la capacità di saltare l’uomo, il cambio di passo, le accelerazioni che ci vorrebbero per concretizzare il possesso palla altrimenti sterile, Montella non ha la bacchetta magica. Se riesce a limitare al massimo i rischi dietro, presidiando quasi sempre la metà campo avversaria, è già un bel pezzo avanti. La sola cosa che potrebbe pretendere dai suoi centrocampisti dai piedi buoni è un ritmo più sostenuto. In modo da fiaccare gli avversari, presi in mezzo nel torello.

I cross. Salvo Pasqual, che però non riesce più ad arrivare a fondocampo e preferisce passare la palla indietro come se fosse un Tomovic qualsiasi, e tranne Joaquin che da vecchia “ala” saprebbe farli ma si è subito rotto, nella Fiorentina non li sa fare nessuno. Men che meno Alonso. Kurtic mi aveva illuso di saperli fare con il Guincamp, ma poi non ne ha più indovinato mezzo. Il vecchio Liedholm avrebbe messo tutti i suoi “esterni” a fare 20 minuti al giorno un lavoro specifico sui cross. Uno dopo l’altro. Fino a farglieli imparare. Perchè non ci prova anche Montella?

Le punizioni. Un Pirlo la Fiorentina non ce l’ha. A volte si sospetta che Montella tenga in campo l’evanescente e fiacco Ilicic solo per fargliene battere qualcuna. Risultati da dimenticare. Quanta nostalgia per lo stratega dei calci da fermo, Gianni Vio, emigrato dalla Fiorentina al Milan di Pippo Inzaghi. Due anni fa la Fiorentina faceva tanti gol su corner e punizioni, ora non più.

Badely. Personalità modesta. Capisco esser prudenti, ma se si passa la palla sempre e soltanto lateralmente oppure indietro, beh sono buoni tutti. E scarsi.

Borja Valero. Sembra inciucchito dalle corse degli anni scorsi. Prima dettava i passaggi spostandosi tipo moto perpetuo. Oggi trotterella e…non inventa nulla. Il difetto di correre verso l’area e poi di fare retromarcia per non rischiare un dribbling in più l’ha sempre avuto anche nei momenti felici. Ma ora, nei momenti bui, non arriva più nemmeno vicino all’area (salvo il palo con il Sassuolo). Prima ad avere l’aria triste e sconsolata del caballero stanco era solo lui. Ora ce l’hanno anche i tifosi.

I frequentatori dei twitter di Pepito Rossi. E’ astemio, finge di brindare a champagne per il compleanno della fidanzata e i tifosi si arrabbiano con lui che osa celebrare l’evento con un tweet. a che vogliono, che si intristisca a casa guardando 70 minuti di possesso palla dei compagni senza che nessuno la butti dentro? O che si trasferisca a Firenze dove lo curerebbero peggio che a New York?

 

 

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