ATP Shanghai: Nadal tiene a bada Cilic e attende Federer

SHANGHAI - Battuto Cilic in due set. Sedicesima vittoria di fila. La finale lo vedrà opposto a Federer per la 38esima volta

ATP Shanghai: Nadal tiene a bada Cilic e attende Federer

LA BATTAGLIA DEI SESSI: QUELLA CHE FORSE NON È MAI ESISTITA

[1] R. Nadal b. [4] M. Cilic 7-5 7-6(3) (dal nostro inviato a Shanghai)

 

Si pensava che la pioggia avrebbe risparmiato la prima semifinale dello Shanghai Rolex Masters, e costretto solamente Federer e del Potro a giocare sotto il tetto chiuso. Invece le prime gocce cadute intorno alle 15.30 hanno convinto gli organizzatori a chiudere la Qi Zhong arena durante il match di doppio e di trasformare il torneo (ancora una volta) da outdoor a indoor. Probabilmente per la soddisfazione del numeroso pubblico finalmente presente (il colpo d’occhi dei 15.000 sul centrale è davvero notevole) e probabilmente anche di Cilic, il tetto ha tenuto fuori oltre alla pioggia anche il freddo ed il vento, rendendo le condizioni del match più confortevoli e un poco più rapide.

Ha vinto come da pronostico Nadal, che però ha esitato in più di una occasione, soprattutto nel secondo set quando avrebbe dovuto ammazzare due volte la partita e non l’ha fatto. Cilic ha giocato il suo solito match da splendido perdente, senza però arrivare a mettere a segno la zampata giusta quando i punti pesano davvero.

L’inizio è di quelli che si ricordano: primo game da 16 punti ed 11 minuti, nel quale Cilic annulla tre palle break, quasi replicato nel seguente turno di battuta del croato (14 punti ed altre tre occasioni di break per Rafa). Ventitrè minuti per i primi tre game che danno il benvenuto a Cilic nella sfida al Nadal di quest’autunno. In realtà il n.1 del mondo non è impeccabile come nelle ultime uscite: il croato riesce spesso a spingerlo lontano dalla linea di fondo con le progressioni da fondocampo ed alcune sue risposta lasciano abbastanza a desiderare, come le due che sbaglia su altrettante palle break nel terzo game, una di diritto ed una di rovescio, su due seconde di Cilic che non arrivavano a 150 km/h.

Ingranato il servizio, Marin mantiene bene la scia del campione spagnolo e sembra riuscire a far prevalere la maggiore penetrazione dei suoi colpi fino ad arrivare al 15-40 nel decimo game con due set point consecutivi. Sul primo di essi, che Nadal deve giocare da destra e quindi senza poter usare il suo servizio slice mancino, Cilic mette in rete un diritto lungolinea abbastanza banale. È quella la sua vera occasione, perché sul punto seguente, e sul terzo set point qualche minuto più tardi (concessione di un doppio fallo di Rafa) il maiorchino confeziona un paio di curve micidiali per uscire dalla buca ed agguantare il 5-5.

Sembra un film già visto tante volte, perché mancata la grande chance Cilic cede il servizio a 15, perde il primo set per 7-5 in 67 minuti e subisce il break sull’1-1 del secondo parziale. La redazione di Ubitennis dall’Italia suggerisce il “mamma butta la pasta” di petersoniana memoria, le pseudo-reporter cinesi di fianco a noi (con tanto di cappellini e cartelli VAMOS RAFA ed addirittura una bandiera spagnola in bella vista) iniziano le celebrazioni di vittoria, ma non hanno fatto i conti con il blackout di Nadal, che servendo sul 3-2 30-0 commette tre gratuiti di diritto e poi mette in rete una facile volée (sempre di diritto) per rimettere in corsa il suo avversario. La furia di Rafa si riversa sul suo ginocchio destro, la famosa “puta rodilla”, ripetutamente colpita con il piatto corde.

Ma il gentil croato, confuso da tanta generosità, non può esimersi da un tentativo di imitazione: sul 4-4 sbaglia tre diritti consecutivi per lo 0-40, con quattro battute incisive si procura la palla del 5-4, la sciupa con un doppio fallo, sul “quindici” seguente non chiude una volée alta di rovescio incrociata prestando il fianco al passante di diritto in corsa di Nadal e poi regala il break steccando un altro diritto.

Sicuramente questa sarà la volta buona… beh, non proprio. Perché Rafa arriva sì al match point, ma lo scentra con un altro sinistro ribelle, e sui successivi punti viene investito da una mareggiata (o una “Marin… ggiata”) di diritti che rimandano la doccia e siglano il 5-5. È il diritto di Cilic che fa la differenza, in un modo o nell’altro, anche nel successivo tie-break: concede il minibreak sul 2-2, lo recupera sul 2-4 e lo restituisce sul 3-4 per poi avere la definitiva resa con un rovescio il rovescio seguente.

Due ore ed 11 minuti di tennis a tratti sublime ed a tratti erratico che completano la prima metà del Fedal XXXVIII, esattamente come un mese fa a New York. Vediamo se anche questa volta del Potro rovinerà la festa.

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