Goffin: “Ho dimostrato di potercela fare”

LONDRA - Dopo la sconfitta in finale: "Ho meritato di vincere, ma lui è stato imbattibile"

Goffin: “Ho dimostrato di potercela fare”
David Goffin - ATP Finals 2017 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Il game in cui hai subìto il break è stato cruciale. Qualcuno ti ha disturbato dal pubblico. Quanto è stato un fattore?
Game difficile, sì. Ero stanco nel terzo, ma forse è stato l’unico game in cui non ho servito bene, non ho messo prime. Lui ne ha approfittato, è stato più solido. Stavo servendo bene dall’inizio del primo set, ma in quello specifico game non ho mantenuto il livello. È stato un buon match.

Quanto pensi di essere cresciuto come giocatore in questa settimana?
Sono un giocatore migliore mentalmente, e fisicamente. È stata dura. Ho dimostrato a me stesso di potercela fare, può capitare di essere nei primi otto e comunque non sapere bene cosa fare. Io ho dimostrato a me stesso di meritarmelo, match dopo match, la mia fiducia è aumentata. Sono orgoglioso, ho dato tutto. Non ho rimpianti.

 

C’erano molti bulgari sugli spalti. È stato un buon modo per prepararti alla finale di Davis?
La prossima settimana sarà diverso, un’atmosfera diversa. Oggi c’erano molti bulgari, sì, ma non è stato un fattore. Non mi sono concentrato sulla folla, pensavo al mio match. La prossima settimana sarà in uno stadio enorme, 27.000 spettatori, sarà diverso. Cercherò di riposarmi.

Credi sia ingiusto l’aver battuto Federer e Nadal e comunque non essere il vincitore del torneo?
No, non è ingiusto. Penso avrei meritato di vincere, ma anche Grigor ha meritato, questa settimana è stato invincibile, ha giocato benissimo. È stata una settimana fantastica comunque.

Credi che una finale tra te e Grigor possa essere di buon auspicio per la vostra generazione?
Non lo so , ci sono varie generazioni. Federer è di dieci anni più anziano di me e continua a giocare alla grande, poi ci sono i giovani che abbiamo visto a Milano la scorsa settimana e sono fortissimi. Grigor e io siamo quasi coetanei, siamo di fatto della nostra propria generazione. Dobbiamo combattere con la vecchia e la nuova.

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