Il nuovo Djokovic: “Lontano dai campi ho imparato tanto” (Cocchi). Il ritorno dei padroni (Semeraro)

Il nuovo Djokovic: “Lontano dai campi ho imparato tanto” (Cocchi). Il ritorno dei padroni (Semeraro)

Il nuovo Djokovic: “Lontano dai campi ho imparato tanto” (Federica Cocchi, Gazzetta dello Sport 28/12/2017)

Rinsavito, motivato, affamato. La nuova versione di Novak Djokovic, l’ex numero 1 al mondo, scivolato ora al numero 12, si disvelerà da domani ad Abu Dhabi dove da oggi è in programma il Mubadala World Tennis Championship, la ricca esibizione che sabato pomeriggio vedrà anche il ritorno di Serena Williams. Un rientro soft, senza troppe pressioni per un uomo che è passato in un anno da superman a essere umano. Mancanza di stimoli, di motivazione, la frequentazione assidua del guru spagnolo Pepe Imaz, presunti problemi famigliari, insomma: dopo un anno e mezzo di trionfi si è umanizzato fin troppo il serbo che nel 2017 ha vissuto una stagione pessima, terminata con largo anticipo già a Wimbledon per colpa di un infortunio al gomito destro. Un distacco dal tennis e dalle sue pressioni per dedicarsi alla famiglia, che si è allargata con la nascita della secondogenita Tara. Dopo un periodo di stop forzato per colpa del gomito da curare, ora Nole ha voglia di ricominciare con accanto un nuovo coach-amico come Radek Stepanek, fresco di ritiro dall’attività agonistica. Nel team è rimasto anche Andre Agassi che più che agli aspetti tecnici si dedicherà principalmente alla gestione «mentale» degli slam. È curioso Novak, come lo sono tutti coloro che non si aspettavano una eclissi di questa portata da parte sua: «Questi sei mesi sono stati come una corsa sull’ottovolante — ha spiegato il vincitore di 12 titoli dello Slam —. L’infortunio al gomito mi dava problemi da più di un anno. Non ero preparato: nella mia vita non ho mai dovuto sottopormi a interventi chirurgici, e nemmeno ho mai subito infortuni gravi che mi abbiano costretto a una così lunga assenza». C’è voluto coraggio dunque a fermarsi, a chiudere il 2017 con anticipo. È stata una decisione fondamentale per non compromettere anche il prossimo anno tennistico. «Non avevo mai saltato un Grande Slam da quando gioco, è stata una decisione molto difficile, ma non avevo più scelta perché non riuscivo a giocare. Il dolore era troppo forte, non ero più in grado nemmeno di sollevare il braccio». Nole, che oggi usufruisce di un bye e giocherà domani contro il vincente del match tra Bautista e Rublev, ha imparato molto da questo lungo periodo lontano dal circuito: «Ho capito che ci vuole il coraggio di fermarsi quando è necessario, e di sicuro non mi accadrà mai più di trascurare un problema fisico fino a renderlo così grave». Che è la stessa lezione imparata da Andy Murray, come lui fermo da luglio per problemi alle anche ma ancora non fisicamente al cento per cento. Dovrebbe rientrare a Brisbane, il torneo che inizia l’ultimo dell’anno, ma le sue prospettive sono leggermente cambiate: «Giocare i tornei più importanti mi motiva molto, al momento non penso al ranking. Spero di fare bene agli Australian Open ma soprattutto ho tanta voglia di giocare a tennis senza soffrire»(segue).

 

Il ritorno dei padroni (Stefano Semeraro, Corriere dello Sport 28/12/2017)

Il film più atteso dal tennis va in onda a Capodanno fra Abu Dhabi, Doha e Brisbane, e il titolo è scontato: il ritorno dei numeri 1. Nel golfo, in una ricchissima esibizione dal titolo pretenzioso – Mabudala World Tennis Championships – saranno in cartellone sia Serena Williams sia Novak Djokovic, mentre a Brisbane il 31 dovrebbero (condizionale obbligatorio) rivedersi Andy Murray e Rafa Nadal… (segue). Murray, Djokovic e la minore delle Williams sono invece usciti dal radar agonistico da mesi, Serena addirittura da un anno, e cioè dalla finale vinta agli Australian Open contro la sorella Venus quando era già incinta da otto settimane. Nei mesi della gravidanza, e anche dopo aver dato alla luce a settembre la piccola Alexis Olympia, non è però mai scomparsa dall’orizzonte dei social. L’abbiamo ammirata in abito da sposa e scarpe da tennis a novembre per il matrimonio con Alexis Ohanian, poi scollatissima e in total black alla settimana della moda di Milano. Insieme a Maria Sharapova ha girato un cameo per un nuovo film della serie Ocean’s, via Twitter ci ha informati dei suoi dolori di neomamma alla prese con la dentizione della piccola “AO”. Una vita pienissima nella quale rientra il progetto di tornare n.1 del mondo – oggi è 22 – partecipando a soli quattro mesi e mezzo dal parto agli Australian Open, dove può eguagliare il record assoluto di 24 major di un’altra mamma da Slam come Margaret Court. Per Sam Stosur «dovremo stare tutte attente a Serena». Quello che in campo maschile molti pensano di Djokovic, un po’ meno di Murray. I due amiconi hanno vissuto una seconda parte di stagione in parallelo… (segue). Tutti e due, soprattutto hanno dovuto fare i conti con gli infortuni. Djokovic ha subito anche un’operazione al gomito destro e dopo Wimbledon non ha toccato la racchetta per quattro mesi, Murray si è dovuto fermare per il riacutizzarsi del cronico problema all’anca che minaccia la sua carriera, e per evitare altre ricadute nel 2018 ha deciso di imitare Federer – che a sua volta sarà in campo sabato a Perth per la Hopman Cop e concentrarsi su pochi traguardi: «Più che alla classifica baderò agli Slam, ma prima devo tornare al massimo della forma», ha spiegato a Sky. Djokovic pensa decisamente più in grande. «Non sarei onesto se dicessi che non voglio riprendermi il n.1 e vincere altri Slam», ha dichiarato a Sport360. «Nella mia vita non avevo mai subito un intervento, l’ultimo anno e mezzo l’ho vissuto sulle montagne russe ma ho imparato la lezione: non voglio più infortuni così gravi. Durante l’assenza sono stato vicino a mia moglie per la nascita di Tara, ho curato la fondazione e altri progetti (compresa l’inaugurazione di un ristorante per poveri a Belgrado; ndr). Ho fatto un passo indietro per ritrovare l’equilibrio nella vita, ma ora voglio tornare a vincere. Mi vedo in campo all’età di Federer e anche dopo, ma devo essere paziente, per questo solo dopo gennaio deciderò il resto della mia programmazione. Il mio obiettivo è tornare quello di prima: se non ci riuscirò nel 2018 ci proverò l’anno dopo».

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