Stepanek, il rovescio di Lajovic, vissuti così a Belgrado

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Stepanek, il rovescio di Lajovic, vissuti così a Belgrado

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TENNIS – Gli eventi vanno visti dal vivo più che in tv. E’ un’altra cosa. La finale di Coppa Davis a Belgrado nel racconto di un inviato. Atmosfera indimenticabile alla Beograd Arena, i collegamenti con Radio Sportiva, il “leone” Stepanek, la svista su Lajovic.

E’ stata la mia seconda finale di Coppa Davis: Serbia contro Repubblica Ceca.

 

E’ la mia terza “mission” per Ubitennis, tutte in Davis. Una a Praga l’anno scorso per R.Ceca-Spagna, l’altra ad aprile in Canada per la sfida tra i canadesi e gli azzurri, Fognini, Seppi, Bracciali.

Del volo si occupa, come per tutti gli inviati di Ubitennis, il mitico Vanni Gibertini (Napoli-Roma-Belgrado),. mentre l’ITF sistema gli accreditati nel media hotel, in questo caso il TULIPINN di Belgrado.. La partenza è giovedì 14, primo step (il volo verso Roma) va benissimo, il secondo invece incontra un piccolo inconveniente. Già saliti sull’aereo per Belgrado veniamo avvisati dopo 10 minuti dal comandante che c’è un inconveniente tecnico e che bisognerà aspettare un sopralluogo prima di capire se si può partire. Purtroppo l’esito è negativo, siamo costretti a cambiare aereo. La cosa più scocciante è che non solo dobbiamo tornare in aeroporto ma anche rifare il check-in. Ma l’intoppo è anche un altro, ritardando di circa due ore il mio arrivo nella capitale serba mi sarà impossibile ritirare all’ufficio stampa l’accredito fino all’indomani. Come previsto si arriva a Belgrado con  un paio di ore di ritardo. L’organizzazione stavolta è più che perfetta, l’albergo assicura un transfer da e per l’aeroporto, così trovo ad attendermi un autista con il mio nome che mi accompagna a destinazione. Durante il viaggio si entra subito in clima Davis, la persona che mi porta in albergo è come tutti i serbi in attesa spasmodica della finale, si parla un po’ di tutto. Da Djokovic a Troicki, all’infortunio di Tipsarevic e così via. L’albergo è poco distante dall’aeroporto, forse 15 minuti. Qui ci sono grosse strade ma poche macchine che circolano, il traffico in 4 giorni non lo vedrò mai. Ho l’impressione che si siano create delle grosse infrastrutture per sviluppare la città ma che al momento non ci siano le basi (soprattutto economiche) per questa grande crescita. I postumi della guerra civile probabilmente sono ancora presenti. L’autista mi spiega che la città ha una parte vecchia ed una nuova, chiaramente quella più affascinante è la prima, ma durante la mia permanenza vedrò ben poco (e questo è forse l’unico lato negativo di quando si è inviati e compressi tra i vari impegni). L’albergo è ad una decina di minuti dal centro, le camere sono piccole ma essenziali, wi-fi presente dappertutto, verifico la funzionalità del pc, tutto ok. Come di consueto c’è il Media Party organizzato dall’Itf: conviene andarci perchè a contatto con tanti colleghi si possono avere le notizie dell’ultima ora. Specie se ne conosci..

La sede del media-party è al 25° piano di un palazzo nella parte nuova della città. Come al solito ben organizzato, presenti tutti i membri dell’ITF tra cui naturalmente il presidente Francesco Ricci Bitti. La cucina quest’anno richiama quell’asiatica ma non mancano anche varianti europee, i dolci sono la fine del mondo. Ottima anche l’organizzazione del locale che è allestito con tabelloni luminosi che richiamano la finale di Davis. Elegante la presenza della musica dal vivo, con una ragazza dalla voce molto bella che accompagnata da un chitarrista rielabora a modo suo motivi attuali e di un po’ di tempo fa. Una serata  piacevole… di quelle che ci vorrebbero almeno un paio di volte all’anno per staccare da tutto e da tutti.

La mattina dopo una veloce passeggiata nei dintorni dell’albergo. C’è ben poco d’ìinteressante da vedere purtroppo. Noto (con tristezza) più povertà rispetto a quella che immaginavo. Ho l’impressione che la guerra civile abbia lasciato i suoi segni. Soprattutto negli sguardi delle persone. File interminabili per comprare un piccolo spuntino per strada, persone anziane che paiono arrabattarsi per andare avanti. Di nuovo e moderno nei pressi dell’hotel c’è ben poco. Alle 12 ecco il bus che ci porta alla Beograd Arena. E’ buona regola nutrirsi bene per garantirsi riserve sufficienti. In compagnia dell’altro solo giornalista italiano, Vincenzo Martucci della Gazzetta, e di colleghi stranieri si va al palazzetto. La Beograd Arena (o anche Comebank Arena, questa l’insegna che campeggia sull’entrata principale) si presenta come un bell’impianto. Sia visto da fuori che dall’interno. La sala stampa è meglio organizzata di quella di Praga un anno fa. Ambiente molto grande. C’è spazio anche per le conferenze stampa dei giocatori dopo le partite. Un bel vantaggio per chi lavora. Un anno fa non era così e bastava un attimo di disattenzione per correre il rischio di non vedere i giocatori passare e perderti le loro dichiarazioni.

Provvidenziale sandwich alle 14, ritiro dell’accredito, verifica dei posti riservati ai giornalisti in tribuna, del wi-fi. Si  aspettano solo le 16 per l’inizio delle partite. Bene che anche in tribuna stampa ci siano desk e si possa lavorare con il pc sul campo. Scrivere il pezzo “live” senza dover fare la spola con la sala stampa è un bel colpo. Pochi minuti dopo la fine del match il primo articolo è già in home page. Poi lo si può rifinire, correggere, integrare, in un secondo momento. Ma internet pretende la massima rapidità. Il navigatore internettiano non ha pazienza. Si connette dove sa che arrivano prima i servizi, le cronache, le interviste. E chi si trova sul posto gode (e fa godere) di grandi vantaggi.

I due match della prima giornata non riservano grosse sorprese, sia Djokovic che Berdych vincono in tre set, 1-1 finale come da pronostico e già sai che domani il doppio deciderà tutto. Rispetto all’anno scorso osservo che quando a rispondere alle domande c’è’ un top player le conferenze durano un’eternità. Nole si sente obbligato ad essere disponibile, ma la sua intervista dura 40 minuti, tutti gli chiedono di tutto. Non avendo il dono dell’ubiquità è inevitabile scegliere…di perdere tutta la fase iniziale del matchi tra Lajovic e Berdych, che peraltro appare – ed è _ è scontato. Anche per via di questa situazione “logistica” che mi fa mancare l’inizio del match, ho l’impresione che Lajovic abbia un diritto migliore del rovescio. Non tutti sono d’accordo, anche fra i lettori che commentano live e devo ricredermi: forse il miglior colpo di Lajovic è il rovescio. Chi stava a casa davanti alla tv fin dal primo punto in questo caso è stato avvantaggiato. Questi sono i rischi del mestiere e della concitazione del momento. Sono già le 22.30 quando si torna in albergo. Per un doppio incerto e spettacolare, chiunque lo giochi, ci sono tutte le premesse. In camera mi arriva un sms di Radio Sportiva, la radio con diffusione nazionale che si occupa tout court di sport. Ubaldo ha loro segnalato la mia presenza. Si fissa l’appuntamento sulla prima giornata della finale.

Al sabato e all’ora dell’intervento in radio tutto fila via liscio. Confesso che un po’ di emozione l’ho provata. Un conto è aver parlato sempre ad una radio, un conto è trovarcisi per la prima volta.

Al palasport l’ambiente all’interno è ancora più caldo del giorno precedente, le due tifoserie sono splendide e rumorose. Trombette dal lato ceco, una vera e propria orchestra dalla parte serba, l’atmosfera della Davis è troppo bella, a volte davvero non capisco quelli che ne mettono in discussione il format.

Ubaldo dall’Italia insiste  per sapere in anticipo rispetto all’annuncio ufficiale le coppie prescelte dai capitani. “Gioca Djokovioc o no? La Gazzetta ha scritto di sì, io ho la sensazione che invece non giocherà…sia perchè lui non ci tiene a rischiare sia perchè Zimonjic forse preferisce essere lui il leader del doppio e …l’eroe se vince, non il capro espiatorio se perde…” mi dice il direttore. Alle 14.45 il ragazzo serbo che si occupa dell’organizzazione della sala stampa e del trattamento di noi inviati mi conferma che in doppio non ci sarà Djokovic ma Bozoljac e Zimonjic. Sul fronte ceco nessuna novità, andranno in campo Berdych e Stepanek. Nel frattempo in sala stampa i colleghi francesi discutono con il giudice arbitro loro connazionale Pascal Maria discutono,a voce bassa, non di tennis ma  dello scivolone della loro nazionale di calcio contro l’Ucraina nelle qualificazioni mondiali. Tutto il mondo è paese.

Altro sandwich e via in tribuna per assistere al doppio. I cechi domineranno, tre set a zero e via si scatenano  le immancabili polemiche sulle scelte di Obradovic. Quelle del senno di poi. Qualche piccolo problema con gli audio, non riesco a scaricarli e sarò costretto in albergo a scrivere le interviste in fondo all’articolo. Ancora una volta farò molto tardi, ma, come diceva il grande Tommasi, “scrivere per passione e fare un mestiere che ti piace…è sempre meglio che lavorare!” La stanchezza non la senti nemmeno.

Siamo alla domenica, vorresti tanto girare un po’ prima di andare al palazzetto, ma devi arrivare in buone condizioni fisiche alla Beograd Arena sapendo che la giornata potrebbe essere lunga e faticosa. Stavolta decido di godermi di più l’esterno del palasport, anche perché di solito il bus ci porta all’interno davanti all’entrata della sala stampa. Mi copro bene (qui fa freddo, non esagerato ma sciarpa e cappello sono utili), esco fuori e mi faccio un giro tra le bancarelle che vendono gadget per i tifosi. Ne compro qualcuno (del resto questa è la parte più ludica di viaggi del genere, comprare ricordi per te e souvenir da portare ad amici e parenti) poi torno dentro, dove invece magliette celebrative e articoli similari scarseggiano (a Praga erano organizzati molto meglio). Ma uno zaino con il simbolo della Davis non me lo lascio sfuggire..

Anche l’ultima giornata offre poche emozioni. Anche gli ultimi due singolari finiscono in tre set. Stepanek si mangia Lajovic ed entra nella storia del tennis ceco e della Davis. Nel suo Paese riceverà accoglienze da eroe. Per il secondo anno consecutivo è suo il punto del 3-2 e della vittoria, unico nella competizione a riuscirci per due anni consecutivi (Cochet e Perry vi erano riusciti, ma negli anni 20/30 e mai consecutivamente). I serbi sfogheranno la loro rabbia in sala stampa, Obradovic e Djokovic ritorneranno sull’argomento Troicki in modo sorprendentemente polemico, davanti ai responsabili ITF che non battono ciglio ma certo avranno registrato.

La missione è conclusa, c’è sempre un po’ di tristezza. A Napoli altro collegamento con Radio Sportiva per un commento sulla finale di Davis (ma va va catechizzata mia figlia,5 anni: durante il collegamento è necessario che faccia silenzio!)..

Nel frattempo dall’Ordine Giornalisti è arrivata la notizia che a dicembre riceverò il tesserino di giornalista pubblicista, conquistato con gli articoli retribuiti fatto in questi due anni per Ubitennis.com. D’ora in avanti problemi per qualunque tipo di accredito non ce ne saranno più. Anche  a 41 anni, se credi in quel che fai certi obiettivi si possono raggiungere. E se il ragionamento vale per me, figuriamoci per chi è più giovane ed è appassionato di giornalismo e di sport. Ragazzi fatevi avanti senza paura, tutto è possibile, credete sempre e solo in quel che sentite dentro.

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Coppa Davis

Coppa Davis, i convocati delle 16 partecipanti: Djokovic c’è, Alcaraz guida la Spagna in assenza di Nadal. Torna Zverev

Il tedesco è pronto a rientrare dopo l’infortunio subito al Roland Garros. Tra i campioni Slam presenti anche Marin Cilic (nel girone con l’Italia) e Andy Murray

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Novak Djokovic - Finali Coppa Davis 2021 Madrid (Photo by Diego Souto / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Tra poco meno di un mese inizierà la fase a gironi della Davis Cup by Rakuten Finals 2022, in programma da martedì 13 a domenica 18 settembre. Le sedi saranno quattro, una per girone: la Unipol Arena di Bologna (Girone A), il Pabellón Municipal Fuente de San Luis di Valencia (Girone B), la Am Rothenbaum di Amburgo (Girone C) e la Emirates Arena di Glasgow (Girone D).

In ogni gruppo avanzeranno le prime due classificate, che approderanno alla Final 8 in programma a Malaga a fine stagione, dal 22 al 27 novembre. L’Italia ha già reso noti i 5 azzurri che saranno a Bologna e così hanno fatto le altre 15 federazioni. Vediamo nel dettaglio la situazione girone per girone.

Girone A: Italia, Croazia, Argentina, Svezia

Il Gruppo A è quello dell’Italia che, oltre ai cinque ragazzi scelti da Filippo Volandri, vede presenti anche la pericolosa Croazia di Marin Cilic (e degli ex numero 1 di doppio Mektic/Pavic), l’Argentina di Diego Schwartzman e la più abbordabile Svezia dei fratelli Ymer. Di seguito l’elenco dei convocati per ogni squadra:

 
  • Italia: Jannik Sinner, Matteo Berrettini, Lorenzo Musetti, Fabio Fognini, Simone Bolelli. Capitano: Filippo Volandri
  • Croazia: Marin Cilic, Borna Coric, Borna Gojo, Mate Pavic, Nikola Mektic. Capitano: Vedran Martic
  • Argentina: Diego Schwartzman, Francisco Cerundolo, Sebastian Baez, Horacio Zeballos, Maximo Gonzalez. Capitano: Guillermo Coria
  • Svezia: Mikael Ymer, Elias Ymer, Jonathan Mridha, Karl Friberg, Andre Goransson. Capitano: Johan Hedsberg

Girone B: Spagna, Canada, Serbia, Corea del Sud

Il Gruppo B doveva essere il girone di ferro, ma le assenze di Felix Auger-Aliassime e Denis Shapovalov peseranno tantissimo sul destino del Canada, le cui speranze di qualificazione sono ridotte al lumicino. Spagna favorita per il primo posto anche senza Nadal, trascinata da Carlos Alcaraz e Carreno Busta fresco vincitore del Masters 1000 di Montreal. Attenzione comunque alla Serbia di Novak Djokovic. Di seguito l’elenco dei convocati per ogni squadra:

  • Spagna: Carlos Alcaraz, Pablo Carreno Busta, Roberto Bautista Agut, Alejandro Davidovich Fokina, Marcel Granollers. Capitano: Sergi Bruguera
  • Serbia: Novak Djokovic, Miomir Kecmanovic, Filip Krajinovic, Laslo Djere, Dusan Lajovic. Capitano: Viktor Troicki
  • Canada: Vasek Pospisil, Alexis Galarneau, Liam Draxl, Gabriel Diallo, Cleeve Harper. Capitano: Frank Dancevic
  • Corea del Sud: Kwon Soon-woo, Hong Seong-chan, Nam Ji-sung, Song Min-kyu. Capitano: Park Seung-Kyu

Girone C: Germania, Francia, Belgio, Australia

Una piacevole e attesa notizia arriva dalla federazione tedesca, che potrà contare su Alexander Zverev. Il numero 2 del mondo non gioca una partita ufficiale dalla semifinale del Roland Garros contro Rafael Nadal, in cui è stato costretto al ritiro. La sua presenza per il prossimo US Open, in programma tra due settimane, è a forte rischio, ma certamente difenderà i colori della sua Nazionale a settembre. Il Gruppo C comprende anche Francia, Belgio e Australia, costretta a fare a meno di Nick Kyrgios.

  • Germania: Alexander Zverev, Oscar Otte, Jan-Lennard Struff, Tim Puetz, Kevin Krawietz. Capitano: Michael Kohlmann
  • Francia: Benjamin Bonzi, Adrian Mannarino, Arthur Rinderknech, Nicolas Mahut. Capitano: Sebastian Grosjean
  • Belgio: David Goffin, Zizou Bergs, Michael Geerts, Sander Gille, Joran Vliegen. Capitano: Johan van Herck
  • Australia: Alex de Minaur, Thanasi Kokkinakis, Matthew Ebden, Max Purcell. Capitano: Lleyton Hewitt

Girone D: Gran Bretagna, Stati Uniti, Kazakistan, Paesi Bassi

Molto intrigante anche il Gruppo D, probabilmente il più equilibrato. Non poteva mancare Andy Murray a Glasgow a lottare per la sua Gran Bretagna, mentre sarà Taylor Fritz a guidare gli Stati Uniti orfani dei suoi big server Reilly Opelka e John Isner. Da non sottovalutare il Kazakistan del funambolico Alexander Bublik e i Paesi Bassi di Van de Zandschulp e Van Rijthoven.

  • Gran Bretagna: Cameron Norrie, Daniel Evans, Andy Murray, Joe Salisbury. Capitano: Leon Smith
  • Stati Uniti: Taylor Fritz, Frances Tiafoe, Tommy Paul, Jack Sock, Rajeev Ram. Capitano: Mardy Fish
  • Kazakistan: Alexander Bublik, Dmitry Popko, Mikhail Kukushkin, Aleksandr Nedovyesov, Andrey Golubev. Capitano: Yuriy Schukin
  • Paesi Bassi: Botic van de Zandschulp, Tallon Griekspoor, Tim van Rijthoven, Wesley Koolhof, Matwe Middelkoop. Capitano: Paul Haarhuis

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Coppa Davis

Coppa Davis, convocazioni: i cinque azzurri scelti da Volandri

Matteo Berrettini e Jannik Sinner guidano l’Italia per il girone di Bologna. Fognini, Bolelli e Musetti completano il roster

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Matteo Berrettini e Jannik Sinner (foto Twitter @federtennis)

In vista della fase a gironi delle Davis Cup by Rakuten Finals 2022, che si svolgerà
dal 13 al 18 settembre prossimi sul veloce indoor della Unipol Arena di Casalecchio di Reno a Bologna,
il capitano della Nazionale italiana, Filippo Volandri, ha convocato i seguenti giocatori:

  • Matteo Berrettini
  • Simone Bolelli
  • Fabio Fognini
  • Lorenzo Musetti
  • Jannik Sinner

La Davis Cup by Rakuten torna dopo 46 anni nella città di Bologna ospitando uno dei quattro gironi della
fase finale e vedrà protagoniste quattro squadre: oltre all’Italia, Argentina, Croazia e Svezia. Il ritorno
della più antica competizione sportiva mondiale per squadre nazionali nel capoluogo regionale coincide
con un anniversario storico: ricorre infatti quest’anno il centenario dalla prima partecipazione della
Nazionale italiana alla Coppa Davis.

Filippo Volandri, capitano della Nazionale italiana di Coppa Davis:
“Quello di Bologna è un girone molto duro, probabilmente uno dei più equilibrati, ma allo stesso tempo
molto stimolante. Ritrovare la Croazia, contro cui abbiamo perso lo scorso anno a Torino, sarà un motivo
ulteriore di rivincita e faremo tesoro dell’esperienza del 2021. Sono sicuro che la squadra si farà trovare
pronta e darà il massimo per centrare la qualificazione ai quarti e volare così a Malaga per la fase
decisiva. Giugno e luglio hanno visto i nostri tennisti conquistare bellissimi successi in singolare con
Matteo, Lorenzo e Jannik e abbiamo anche una coppia di doppio competitiva e affiatata come quella
composta da Fabio e Simone, che di recente hanno vinto il torneo a Umago e giocato la finale a Bastad:
non a caso sono in corsa per la qualificazione alle Nitto ATP Finals di Torino in doppio. C’è un grande
entusiasmo per il nostro sport, come testimoniano lo spazio sempre più ampio sui media,
i dati
dell’audience televisiva e, soprattutto, il fatto che si sente parlare sempre più di tennis e non soltanto di
calcio. È ovvio che questo ti dà delle responsabilità in più però per me queste rappresentano un
privilegio: gestire una squadra importante e forte come la nostra mi rende molto fiducioso, anche per
l’attaccamento che i ragazzi dimostrano quando vestono la maglia azzurra: in Coppa Davis la coesione
del gruppo è un elemento fondamentale che può anche essere decisivo”.

 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Gli incontri della fase a gironi si giocheranno in quattro differenti città: oltre a Bologna, le sedi sono
Amburgo, Glasgow e Valencia. Le 16 squadre partecipanti sono state suddivise in quattro gironi da
quattro, con le prime due classificate che accederanno alla fase finale. La formula prevede per ogni
incontro la disputa di due singolari e di un doppio, tutti al meglio dei due set su tre.
Fase a gironi:
Gruppo A (Bologna): Croazia, Italia, Argentina, Svezia
Gruppo B (Valencia): Spagna, Canada, Serbia, Corea del Sud
Gruppo C (Amburgo): Francia, Germania, Belgio, Australia
Gruppo D (Glasgow): Usa, Gran Bretagna, Kazakhstan, Olanda

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

Tutti i match della fase a gironi saranno visibili su SuperTennix, la piattaforma di streaming on line della
Federazione Italiana Tennis.
Questo il calendario del Gruppo A, con gli incontri che prenderanno il via alle ore 15:
13 settembre: Argentina-Svezia
14 settembre: Italia-Croazia
15 settembre: Croazia-Svezia
16 settembre: Italia-Argentina
17 settembre: Croazia-Argentina
18 settembre: Italia-Svezia
È possibile acquistare online i biglietti per i sei match del girone di Bologna collegandosi al sito web
tickets.italy.daviscupfinals.com e su quello di Ticket One (www.ticketone.it).

UFFICIO STAMPA FIT

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Coppa Davis

Niente Coppa Davis per Nadal: a novembre esibizioni in Sudamerica tra polemiche e una causa milionaria in arrivo

Argentina (con Del Potro), Cile, Messico e Colombia aspettano Rafa. Intanto un’azienda chiede un risarcimento da 10 milioni per essere stata messa da parte nell’organizzazione del tour

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Rafael Nadal (ESP) in action against Botic Van De Zandschulp (NED) in the fourth round of the Gentlemen's Singles on Centre Court at The Championships 2022. Held at The All England Lawn Tennis Club, Wimbledon. Day 8 Monday 04/07/2022. Credit: AELTC/Simon Bruty

Il 2022 di Rafa Nadal continua a essere ricco di accadimenti: dopo i due trionfi Slam, i problemi fisici e l’attesa paternità, ora potrebbe arrivare anche un affaire giudiziario. Lui e una società rappresentata a livello legale dalla madre saranno probabilmente citati in giudizio in una causa da 10 milioni di dollari. Il pomo della discordia è in questo caso il tour di esibizioni che il campione spagnolo affronterà a fine novembre in Sudamerica. E le notizie fuoriuscite su questa serie di incontri, con date annesse, hanno anche un significato meramente tennistico: ammesso che la Spagna si qualifichi alle finali di Coppa Davis, la squadra capitanata da Bruguera non potrà comunque contare sulla sua stella più luminosa.

Stando alla stampa argentina, il 23 novembre Nadal sarà al Parque Roca di Buenos Aires, dove affronterà l’idolo di casa Juan Martin del Potro nell’ultima passerella d’addio al tennis del giocatore di Tandil. L’indomani, o al massimo il 25, Rafa si dovrebbe spostare in Cile per regalare al pubblico la gioia di vedere il proprio portacolori Tabilo sfidare un 22 volte campione Slam. Se non si dovessero creare conflitti con le ATP Finals di Torino (dal 13 al 20 novembre), proprio nei giorni delle esibizioni, invece, sarà in corso a Malaga la fase finale della Davis. Per quanto Nadal abbia già realizzato imprese ai limiti del possibile nel corso della sua carriera, viene difficile pensare che possa anche essere ubiquo.

D’altro canto, non è nemmeno così scontata la presenza della squadra spagnola visto che prima – a settembre – dovrà superare un girone di ferro condiviso con Serbia e Canada, oltre che con la Corea del Sud. E anche in questa occasione, la Spagna con tutta probabilità dovrà fare a meno di Rafa, impegnato la settimana precedente a New York (US Open) e quella successiva a Londra (Laver Cup). L’Italia del capitano Volandri guarderà interessata, stando però attenta a non sottovalutare il suo di girone.

 

Questo il risvolto “di campo” della vicenda che però è alquanto bollente soprattutto per il suo lato economico-giudiziario. Il tour di esibizioni dovrebbe infatti fruttare a Rafa ben 10 milioni di dollari. “Dovrebbe” perché nell’organizzazione delle partite non tutto è andato liscio. Il manager di Nadal, Carlos Costa, ha infatti ricevuto pesanti accuse da Lisandro Borges dell’azienda argentina “World Padel Center LCC”. Borges ha spiegato al canale televisivo argentino “Todo Noticias” che Costa ha chiuso un accordo con Marcelo Figoli per il pagamento da 10 milioni, mentre sarebbe stato ancora in corso di validità un contratto di esclusiva tra l’azienda di Borges e la società che detiene i diritti d’immagine di Nadal (Aspermir, la cui rappresentante legale è la madre di Rafa) per la programmazione e la vendita delle quattro partite. Il manager spagnolo avrebbe risposto che l’iniziale richiesta di proroga del contratto non si sarebbe poi mai tradotta nella sua firma.

Carlos Costa è un farabutto e gliel’ho detto, ma per lui non conta niente. Crede di poter fare quello che vuole perché ha alle spalle Rafael Nadal. Fare causa a quello che secondo me è il miglior atleta della storia ed anche un bravissimo ragazzo perché il suo manager è un mascalzone, non mi diverte, ma la verità è che quando qualcuno ti crea tanti problemi quanto quest’uomo (Costa, ndr) ha causato a noi, non ci sono altre strade”. Così Borges non ha fatto trasparire tutta la sua frustrazione per il danno d’immagine subito dopo essersi speso per organizzare in prima persona l’esibizione argentina e con la collaborazione dei fratelli Lapentti (Nicolas è un ex top 10) quella messicana. L’imprenditore ha infatti raccontato di aver coinvolto anche il governo argentino e di aver predisposto una serie di attività, iniziando anche l’opera di promozione.

Borges, prima di intraprendere la strada legale, ha cercato una mediazione scrivendo una lettera sia alla società Aspermir che allo stesso Nadal. La risposta attesa nei cinque giorni successivi non è arrivata e così il processo sembra ormai inevitabile.

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