Djokovic-Nadal, la rivalità del decennio

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Djokovic-Nadal, la rivalità del decennio

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TENNIS – Riviviamo tutte le sfide Nadal-Djokovic. Con la finale di Pechino, la prima in un 500, hanno giocato a tutti i livelli: 250, 500, Masters 1000, Slam, Olimpiadi e Coppa Davis. La semifinale di Madrid 2009, la finale record degli Australian Open, l’invasione al Roland Garros. Tutto iniziò nel 2006 quando Djokovic… 

Riviviamo tutte le 40 sfide Nadal-Djokovic (bilancio 22-15 per il maiorchino). Con la finale di Pechino, la prima in un 500, hanno giocato a tutti i livelli: 250, 500, Masters 1000, Slam, Olimpiadi e Coppa Davis. Tra le sfide memorabili, la semifinale di Madrid 2009, la finale record degli Australian Open, la semifinale al Roland Garros con l’invasione del serbo, fino alla ultime 2 sfide vinte da Djokovic da N.2 mondiale.

 

 

2006 French Open QF Clay (O) R.NADAL 4-6 4-6 0-0 RET
Rafa Nadal, campione uscente, estende a 58 la serie di vittorie consecutive sulla terra battuta (ultima sconfitta contro Andreev a Valencia, aprile 2005) contro il 19enne Novak Djokovic, n.63 del mondo (l’anno precedente era il più giovane nella top-100). Il serbo, che da poco ha rotto con il coach Riccardo Piatti perché non ha voluto seguirlo “in esclusiva”, è arrivato nei quarti dopo aver eliminato Fernando Gonzalez, Haas e Monfils ma è costretto a ritirarsi per problemi alla schiena, che ha iniziato ad avvertire con Nadal avanti 3-0 nel secondo set. Per Djokovic è il secondo ritiro consecutivo nello Slam parigino: nel 2005 ha abbandonato il match di secondo turno con Guillermo Coria per problemi respiratori. Nella conferenza stampa post-match, il 19enne serbo disse che se non avesse aviuto problemi fisici avrebbe potuto tranquillamente battere Rafa. Quando venne informato, lo spagnolo fece una faccia che fu tutto un programma.

2007 Indian Wells FR Hard (O) R.NADAL 2-6 5-7
“Quattro a zero in un balletto, 6-2 in mezzoretta, 7-5 e match archiviato in un’oretta e mezza”. Così sintetizzava Ubaldo la finale di Indian Wells. Nel primo set praticamente non si gioca: Nadal perde due punti al servizio (ne vince 16 su 18), per giunta uno per un doppio fallo. Djokovic, primo teenager capace di arrivare in finale nel torneo dai tempi di Andre Agassi (1990), al suo primo title-match in un grande torneo, sale di livello nel secondo set e riesce a procurarsi tre palle break, ma non a convertirle. Nadal vince così il suo primo torneo dopo il Roland Garros e diventa il primo spagnolo nell’Albo d’Oro dopo Alex Corretja (2000).

2007 Miami QF Hard (O) N.DJOKOVIC 6-3 6-4
Deve attendere solo una decina di giorni, Novak Djokovic per riscattarsi dalla sconfitta a Indian Wells. Nei quarti arriva la vittoria più importante della sua carriera fino a quel momento, contro un Nadal fin troppo falloso. Il serbo, al secondo successo contro un top-10 in stagione (dopo Robredo a Rotterdam), salva anche tre palle break nell’ultimo gioco. Nadal ha anche avvertito un problema al piede, e per questo rinuncerà a partecipare al tie di Davis contro l’Argentina, ma non cerca scuse per spiegare la sconfitta: “Io non ho giocato come in finale a Indian Wells, lui ha sbagliato di meno: ecco la grande differenza”.

2007 Rome QF Clay (O) R.NADAL 2-6 3-6
Per Nadal è la 75ma vittoria consecutiva sulla terra battuta: lo spagnolo eguaglia così il record di successi di fila su una singola superficie che McEnroe aveva stabilito sul tappeto indoor tra il 1983 e il 1985. E’ in gran forma, lo spagnolo, tanto che perfino Djokovic applaude a qualche suo passante sul finale del primo set. Djokovic perde subito il servizio, annulla sette palle break nei successivi due turni di battuta, ma si fa brekkare nel settimo gioco con una volée larga. Nadal chiude facile il primo set, brekka due volte il serbo nel secondo (letali due dritti lunghi nel settimo gioco) e si qualifica per la semifinale.

2007 French Open SF Clay (O) R.NADAL 5-7 4-6 2-6
Prima del match Djokovic l’aveva detto: non mi sento ancora pronto per vincere uno Slam. Nadal impiega 2 ore e mezza per dimostrare che aveva ragione. Regge un set e mezzo Djokovic, poi lascia via libera a Nadal che arriva in finale senza cedere nemmeno un set e diventerà di lì a poco il primo dopo Borg a vincere il Roland Garros per tre volte di fila

2007 Wimbledon SF Grass (O) R.NADAL 6-3 1-6 1-4 RET
Djokovic paga il programma della settimana rivoluzionato per la pioggia e le due battaglie contro Hewitt (4 ore e 12) e Baghdatis (5 ore). Riesce anche a brekkare e vincere il primo set, ma sul campo 1 la sua partita finisce lì. “Avevo problemi al piede. Non si tratta di una semplice vescica” ha poi spiegato in conferenza stampa, “ma di una piccola infezione: stanotte non sono riuscito a dormire perché sanguinava, stamattina riuscivo a stento a camminare. Poi è da due giorni che ho fastidi alla schiena: insomma, sono esausto”.

2007 Canada SF Hard (O) N.DJOKOVIC 7-5 6-3
“Rafa Nadal ha avuto 8 pallebreak contro Djokovic, ma il serbo, che non ha perso un set in tutto il torneo e ha ceduto un solo servizio, le ha annullate tutte o con aces o con giocate irresistibili. Decisamente Djokovic, che ogni tanto ancora si distrae (sennò non avrebbe concesso una palla break sul 5 pari del primo set e ben tre nel primo turno di servizio del secondo), nei punti importanti gioca con grande attenzione e determinazione ed è fortissimo. Del resto il modo in cui ha vinto tanti tiebreak a Wimbledon lo aveva ben sottolineato”. Così Ubaldo raccontava il match. Djokovic in finale avrebbe battuto anche Federer realizzando un exploit non riuscito a nessuno negli ultimi 13 anni: battere in fila i primi tre giocatori del mondo (nei quarti aveva eliminato il n.3 Roddick). L’ultimo a riuscirci era stato Boris Becker che, nella splendida Globen Arena di Stoccolma, nel 1994 vinse il torneo battendo in successione i primi tre del ranking ATP, Stich n.2, Sampras n.1 e Ivanisevic n.2

2007 Tennis Masters Cup  Hard (I) R.NADAL 4-6 4-6
Ultima giornata del Gruppo Oro al Master di Shanghai. Djokovic ha perso le prime due partite in due set ed è matematicamente eliminato. Nadal con un break per set manda a casa il serbo con 0 set vinti e 6 persi: Djokovic paga soprattutto la scelta di scendere a rete senza costruire bene il punto e presta il fianco ai passanti del maiorchino. Nadal ha una differenza set di 5-3 e la vittoria in due set di Ferrer (61 61) su Gasquet porta i due spagnoli in semifinale. E’ la terza volta, dopo il ’98 e il 2002, che due semifinalisti si quattro al Master siano iberici.

2008 Indian Wells SF Hard (O) N.DJOKOVIC 6-3 6-2
Djokovic conferma la finale del 2007 a Indian Wells in un match senza molta storia e segnato da una polemica di Nadal con il supervisor Thomas Karlberg. Nell’ottavo gioco del primo set Nadal, appena brekkato da Djokovic grazie anche a un nastro fortunoso sulla seconda palla break, chiede l’intervento del fisioterapista per un problema al piede. Ulrich, il giudice di sedia lo nega: ritiene la richiesta poco corretta nei confronti dell’avversario, che si appresta a servire per il set. Djoko “ammazza la partita” con una serie di 5 giochi di fila dal 2-1 Nadal nel secondo set con lo spagnolo che ha un solo sussulto: una strepitosa controsmorzata sul 4-2 40 pari.

2008 Hamburg SF Clay (O) R.NADAL 5-7 6-2 2-6
Djokovic guida la Race con la vittoria agli Australian Open e a Indian Wells. Ma, dopo 3 ore e 3 minuti di grandissimo tennis, perde per la quarta volta su quattro contro Nadal sulla terra. Djokovic sale subito 3-0 con due palle break per salire 4-0; le spreca e Nadal rimonta per il 3-3 e brekka a zero per andare a servire per il set sul 5-4. Si ritrova 0-40, perdendo il terzo punto per un doppio fallo dopo aver ricevuto un warning per time violation al servizio e con uno scambio di smorzate e controsmorzate Djoko brekka per il 5-5. Ma un dritto strepitoso di Nadal tocca la riga per il nuovo break Rafa che vince il primo set. Djoko sale nel secondo, ma il match si decide all’inizio del terzo. Djoko perde subito il servizio e spreca quattro palle break nei due successivi turni di battuta di Nadal.

2008 French Open SF Clay (O) R.NADAL 4-6 2-6 6-7(3)
Djokovic gioca un ottimo match (23 vincenti a 10 errori nel primo set, 10-6 nel secondo) ma per due set non riesce a impensierire Nadal praticamente impeccabile con appena 8 errori gratuiti. Nel terzo Novak ha un set point sul 6-5, ma Rafa lo annulla con un dritto in contropiede e si va al tiebreak, solo per la terza volta negli ultimi 41 set vinti dallo spagnolo a Parigi (il quarto della finale 2006 e il terzo degli ottavi 2007 contro Hewitt). Nadal allunga 6-0 e con uno spettacolare smash chiude 7-3 e conquista la quarta finale di fila a Parigi dove umilierà Federer.

2008 Queen’s FR Grass (O) R.NADAL 6-7(6) 5-7
“Difficile, no?”. Così Nadal ha commentato il suo primo titolo sull’erba che l’ha reso il primo a vincere back-to-back il Roland Garros e il Queen’s. Nadal diventa anche il primo spagnolo dopo Gimeno (1972) a vincere un torneo sull’erba. Nadal è stato a un punto dal trovarsi sotto 0-4 nel primo set, ha annullato un set point sul 5-6 nel tiebreak. Il secondo è un trionfo di break e controbreak: Djoko strappa il servizio per servire per il set sul 5-4 ma paga l’incapacitò di tenere il servizio.

2008 Cincinnati SF Hard (O) N.DJOKOVIC 6-1 7-5
“Non c’è bisogno di attendere il risultato della finale del torneo di Cincinnati per capire che ci lasciamo alle spalle una settimana molto importante per il tennis. Questo sport aveva, fino a qualche tempo fa, un re indiscusso (Roger Federer) ed una rivalità consolidata. Federer aveva il riconoscimento del computer e quello, ancora più autorevole, di 12 titoli del Grande Slam, Rafael Nadal si accontentava di essere il padrone del Roland Garros e della terra battuta. Tuttavia qualcosa si era mosso fin dall’anno scorso…L’altra sera al Master Series di Cincinnati un guerriero, che era sembrato invincibile come Nadal, è stato battuto (e non era la prima volta) 6-1 7-5 da Djokovic, rimescolando le carte”. Nelle parole di Rino Tommasi il senso di una vittoria che porta Djokovic in finale ma dà allo sconfitto Nadal la certezza di diventare numero uno del mondo dopo i Giochi Olimpici.

2008 Olympic Tennis Event – Beijing SF Hard (O) R.NADAL 4-6 6-1 4-6
Non basta a Novak Djokovic un gran secondo set infarcito di vincenti che lasciano immobile Nadal per guadagnare la finale del torneo olimpic. Nadal parte bene, brekka nel quinto Djoko (che aveva salvato tre palle break nel primo gioco) e nel terzo ritorna su e vince chiudendo con un punto in cui c’è tutta la sua qualità difensiva: spalle al muro, costringe Djoko a “fare il punto due volte”, rialza un pallonetto quasi senza speranza ma il serbo lo angola troppo e lo spedisce fuori.

2009 Davis Cup 2009  Clay (O) R.NADAL 4-6 4-6 1-6
All’inizio del terzo set, dopo una volée di Nadal, in risposta a una volée incrociatadi rovescio di Djokovic, che tocca il nastro e “muore” appena oltre la rete, Djokovic inizia ad abbassarsi i pantaloncini in un gesto spontaneo di resa, come a dire ‘anche la sorte oggi è contro di me’. Per la verità ci mette anche del suo per regalare alla Spagna i quarti inn casa contro la Germania. Per Nadal è la dodicesima vittoria di fila in Davis dopo aver perso all’esordio della manifestazione contro Jiri Novak.

2009 Monte Carlo FR Clay (O) R.NADAL 3-6 6-2 1-6
“Quinto trionfo monegasco per il Borg del terzo millennio. Ma bisogna ringraziare calorosamente Novak Djokovic per averci dato una bella finale per due ore, cioè fino al 2-1 del terzo set, dopo che finalmente era riuscito a strappare un set a Nadal” scriveva Ubaldo. “Se uno avesse visto anche soltanto i primi tre games del terzo set avrebbe trovato giustificato il prezzo del biglietto. Una mezz’ora di tennis straordinario, il primo game di 14 punti, il secondo di dodici, il terzo ancora di quattordici, ma tutti (o quasi) bellissimi, intensissimi. Nadal ha salvato tre palle break nel primo game _ una con un punto pazzesco al termine del quale Djokovic si è addirittura buttato in ginocchio disperato, dopo che Rafa aveva raggiunto una sua palla corta impossibile riuscendo a estrarne un cross di rovescio assurdo _ e nel secondo ha recuperato da 40-15, con la complicità di due doppi falli del serbo (3 in tutto). Ma nel terzo game un Djokovic ancora battagliero ha lottato come un pazzo per più di dieci minuti per portare a casa un break che avrebbe potuto rimetterlo in corsa. Lì però è come se avesse finito la benzina”.

2009 Rome FR Clay (O) R.NADAL 6-7(2) 2-6
Non è stata una gran finale, come raccontava anche Rino Tommasi. “Rafael Nadal non ha avuto bisogno di giocare il suo miglior tennis per vincere per la quarta volta il nostro torneo e stabilire quindi un primato. (…) La partita di ieri è stata equilibrata ed interessante solo nella fase centrale quando Nadal, che aveva preso un break di vantaggio in avvio, ha avuto un set point sul 5 a 3… Sembrava che fosse impossibile per gli avversari di Nadal superare la barriera del terzo game. Djokovic, anche lui senza dare il meglio, riusciva ad agganciare Nadal sul 5 pari e, strappandogli una seconda volta il servizio, lo obbligava addirittura al tie-break. Era il massimo risultato possibile anche perché nel tie-break Djokovic scadeva addirittura a sparring partner cedendolo per 7 punti a 2. La partita finiva lì perché nel secondo set, dopo aver salvato un turno di servizio da 0-30 ed essere rimasto in scia fino al 2 pari, Djokovic si rassegnava al suo destino fino all’inevitabile 6-2”.

2009 Madrid SF Clay (O) R.NADAL 6-3 6-7(5) 6-7(9)
“Non è un caso che Rafael Nadal abbia rischiato di perdere a Madrid” scriveva Andrea Scanzi sulla Stampa. “Nadal ha vinto ieri 7-6 al terzo contro Novak Djokovic. Quattro ore e tre minuti di gioco, record di durata per un incontro al meglio dei tre set. E’ stata una delle più belle partite mai viste su terra battuta … Quando però la bellezza bussa alla porta, bisogna aprire. L’incontro di ieri è sembrato un interminabile match di boxe, un Hagler-Mugabi applicato al tennis. A differenza di Amburgo 2008, Djokovic ha avuto il pregio di rimanere in partita anche nel terzo set, nonostante le occasioni perse. Il risultato è stato passione, stupore e leggenda”.

2009 Cincinnati SF Hard (O) N.DJOKOVIC 6-1 6-4
Non vinceva dalla finale di Cincinnati 2008, Djokovic, contro Nadal. E’ un Novak d’annata, che dimostra subito di essere in serata con due ace nel primo game. Nadal gioca corto, Djoko entra e sfonda sistematicamente col dritto: nel primo set non c’è partita. Nel secondo, Rafa deve annullare tre palle break nel primo turno di battuta e cede il servizio al 5° gioco affossando a rete un rovescio. Djoko sbaglia un po’ di più, Nadal ha una palla break sul 4-3 (la prima del match) che il serbo annulla con un dritto vincente dopo uno scambio durissimo. Il serbo chiude al secondo match point con Nadal che mette a rete l’ultimo rovescio.

2009 Paris Open SF Hard (I) N.DJOKOVIC 6-2 6-3
“Nadal ha illuso i suoi sostenitori di essere tornato quello di una volta, ma poi è stato ridimensionato dal miglior Djokovic di sempre. Infatti il serbo ha giocato una partita perfetta, impedendo a Nadal di trasformare l’incontro in una battaglia. Dal 2 pari del primo set Djokovic ha infilato una serie di sette giochi consecutivi, lasciando per tre volte a zero sul proprio servizio un Nadal che non sapeva più a che santo votarsi. Non si è nemmeno capito se sia stato Djokovic a giocar troppo bene oppure se Nadal avesse bruciato contro Tsonga un passeggero momento di buon tennis”. Così Rino Tommasi commentava la semifinale.

2009 ATP World Tour Finals  Hard (I) N.DJOKOVIC 7-6(5) 6-3
Rafa chiude mestamente le Finals con tre sconfitte e nessun set vinto. Ricordava Rino Tommasi: “La Via Crucis di Rafael Nadal si è conclusa con la terza sconfitta su tre incontri in questa per lui sfortunata edizione del Masters, un torneo comunque che non era mai stato felice per lui anche nelle stagioni migliori.
Nadal è stato sconfitto ancora una volta in due set per cui ha concluso la sua partecipazione senza la soddisfazione di un solo set. Aveva di fronte un Djokovic nemmeno lui in grande condizione e che ha vinto senza bisogno di giocare il suo miglior tennis”.

2010 US Open Final, hard, NADAL 6-4, 5-7, 6-4, 6-2
Nadal entra nella “Historia”. Alla prima finale in carriera a Flushing Meadows, vince il terzo Slam di fila dopo Parigi e Wimbledon, primo a riuscirci dopo Rod Laver che conquistò il Grande Slam nel 1969, ed entra nell’élite di chi ha vinto almeno una volta tutti i major insieme a Federer, Agassi, Perry, Emerson, Budge, Laver. Nadal strappa subito il servizio al serbo, che aggancia il maiorchino sul 2-2 ma restituisce subito il servizio e Nadal converte la sesta palla break e allunga di un set. Nel secondo però il servizio dello spagnolo inizia a latitare: Djokovic infila un parziale di 11 punti di fila e sale 3-1 con un break di vantaggio. Nadal ne aveva subiti solo 2 nei 91 game di servizio fino alla finale, ne concede altrettanti nei primi 7 turni di battuta in finale. Un nuovo scroscio di pioggia interrompe il match sul 4-4 30 pari nel secondo. Dopo 57 minuti si torna in campo, Nadal perde il secondo set (il primo e unico lasciato per strada nel torneo) ma, come canta Billie Myers, bacia la pioggia. Rafa si procura 16 palle break negli ultimi 2 set, ne converte 3 e tanto basta per alzare il trofeo dopo 3 ore e 43 minuti.

2010 Barclays ATP World Tour Finals Round Robin, indoor hard, NADAL 75 62
Il pathos, nella rivincita alla O2 Arena di Londra, c’è stato solo a metà. Sul 4-4 del primo set Djokovic deve uscire dal campo per un problema ad una lente a contatto che sembra persistere anche nel secondo set e priva i 17 mila spettatori presenti dell’atteso spettacolo. “Non mi era mai successo” commenta amaro Djokovic, “giocare contro Nadal con un occhio solo è impossibile”.

2011 BNP Paribas Open Final, hard, DJOKOVIC 46 63 62

Djokovic, che ha superato sul campo e in classifica Federer, si regala a Indian Wells la 20ma vittoria di fila, 18ma nel 2011, e diventa il terzo dopo Davydenko e Nalbandian ad aver battuto Federer e Nadal nello stesso torneo per due volte. Sul 3-3 nel primo set Djoko deve annullare quattro palle break, 3 consecutive, ma il break alla fine arriva. Il serbo controbrekka nel sesto gioco, ma Nadal è nel suo momento migliore e infila un parziale di 18 punti a cavallo tra primo e secondo set. L’ultimo acuto del maiorchino è il controbreak sul 4-3 nel secondo set. Lo spagnolo finisce piegato anche sul lato del dritto, il serbo indovina una serie di sei giochi di fila che lo portano fino al 4-0 nel terzo set. Per il nuovo numero 2 del mondo è il secondo successo a Indian Wells, il sesto Masters 1000 in carriera e il 21mo titolo in assoluto, terzo stagionale.

2011 Sony Ericsson Open Final, hard, DJOKOVIC 46 63 76(4)
3 ore e 21 minuti di battaglia elettrizzante, impostata e mantenuta su un livello che sfiora la fantascienza, che avvicina la perfezione. I picchi del serbo sono altissimi, ma Nadal oppone una resistenza ancora maggiore. Sull’1 pari Djoko perde il primo break del torneo: il serbo spreca quattro palle break ma litiga col rovescio e in un amen è sotto 5-1. Rafa restituisce solo uno dei due break di vantaggio ma chiude il primo set. Da qui, però, il Djoker non sbaglia più: salva una palla break sul 2-0, sale 4-1 con chance per il 5-1 (maturata con un lob millimetrico). Il set finisce comunque 6-3 per il serbo che tiene a zero l’ultimo game del parziale. Sull’1-1 nel terzo Nadal va sotto 15-30 ma si salva col servizio (2 punti diretti) e uno smash. Djoko, sotto 0-30 nel game successivo, estrae due jolly di rovescio e impatta sul 2-2. Un altro punto strepitoso permette a rafa di tenere il game successivo. E’ il momento migliore del match, che inevitabilmente si conclude al tiebreak. Djoko parte meglio, si gira sul 4-2 in suo favore. Nole ha bisogno comunque di tre match point per entrare nella storia.

2011 Mutua Madrid Open Final, clay, DJOKOVIC 75 64
Nadal non perdeva sulla terra da 37 partite, dagli ottavi del Roland Garros 2009 contro Soderling. E’ Djokovic, alla 34ma vittoria di fila, la 32ma nel 2011, a fermarne la corsa e a cancellare un altro zero nel suo inseguimento ai record: in nove precedenti, aveva sempre perso da Nadal sul rosso. Djoko è riuscito a comandare anche sulla diagonale sinistra, togliendo il tempo a Rafa sul suo colpo migliore: il rovescio di Nole ha più angolo e più profondità del dritto di Nadal che si ritrova sotto 4-0 ma si fa recuperare entrambi i break. Rafa annulla tre set point servendo sul 4-5 ma il break arriva due game dopo.
Rafa apre il secondo con un pallonetto da sotto le gambe che gli regala tre palle break. Ma il vantaggio è effimero. Si procede seguendo i servizi fino al 4-5, qui Djoko alza ancora il livello alla risposta e diventa il secondo nella storia a vincere 3 Masters 1000 di fila.

2011 Internazionali BNL d’Italia Final, clay, DJOKOVIC 64 64
Il sorpasso è ancora rimandato: per diventare numero 1 dopo Roma, Nole doveva vincere il torneo e sperare che Rafa uscisse prima delle semifinali. Si è avverata solo la prima parte. In semifinale, era stato a due punti dalla sconfitta contro Murray. Ma risorge come l’Araba Fenice e diventa il secondo giocatore in grado di battere Nadal quattro volte di fila dopo Davydenko, il primo dal 2005 (ci riuscirono Rafa e Roger) a vincere 4 Masters 1000 in un anno, Vince così 7 tornei consecutivamente nel 2011 mentre Rafa esce sconfitto in un’arena dove aveva vinto 5 volte in 7 partecipazioni, con un bilancio di 31-1 prima della finale con Djokovic, la prima tra le teste di serie 1 e 2 al Foro dopo quella, epica, tra Roger e Rafa del 2005. Lo spettacolo, però, su un campo lento perché spruzzato da tre ore di pioggia, non è all’altezza di quel confronto. Djoko costruisce il quarto match point con l’arma in più che ha cambiato la storia della loro rivalità, il rovescio incrociato, e mette virtualmente le mani sullo scettro.

2011 Wimbledon Final, grass, DJOKOVIC 64 61 16 63
Un regno nato il 4 luglio, quello di Novak Djokovic. Nemmeno l’erba di Wimbledon cambia la storia della rivalità. Nemmeno una sconfitta, peraltro, avrebbe cambiato l’inevitabile: Djokovic sarebbe diventato comunque numero uno del mondo. Ma ci arriva da vincitore, dopo aver conquistato quello che all’epoca dei gesti bianchi era considerato il campionato del mondo del tennis. Nole è superbo per i primi due set, martella Rafa a suon di 22 vincenti e gli concede appena cinque game. Nadal risorge nel terzo, in cui ritrova rabbia e colpi, e si illude di poter firmare la prima rimonta da sotto due set a zero in finale ai Championships dal 1927 (Cochet b. Tilden), ma il serbo ha in mente un altro programma. Ed è la bandiera serba che campeggia a Wimbledon dopo la finale.

2011 US Open Final, Grand Slam, hard, DJOKOVIC 6-2 6-4 6-7(3) 6-1
Nole Djokovic diventa il sesto giocatore a vincere tre Slam su quattro in stagione, l’ottavo a trionfare a Wimbledon e Flushing Meadows in successione. “La sua superiorità tecnica su Nadal, dopo sei vittorie consecutive su sei sfide nel 2011 (e in tre superfici diverse) principalmente dovute al fatto che fra due giocatori di fondocampo chi può fare il punto con tutti e due i fondamentali è favorito su chi può farli soltanto (o quasi) con il dritto, non può più essere messa in discussione” commentava Scanagatta. “E’ stata una grande partita. Due giocatori con le loro caratteristiche, attaccanti corri e tira da fondocampo _ per usare un’espressione cara a Robertino Lombardi _ finiscono per giocare inevitabilmente a specchio. Si lavorano ai fianchi e come uno accorcia l’altro affonda il vincente. La differenza, come dicevo sopra, è che Djokovic gioca più sciolto, meno di forza, e può chiudere il punto tanto con il dritto (più spesso) che con il rovescio, mentre Nadal lo fa spesso di dritto e quasi mai di rovescio. Con il rovscio,soprattutto in fase di risposta, Rafa si ritrova spesso costretto a giocarlo con il taglio sotto la palla, e lì la palla magari non si alza tanto dal cemento (però non dà noia a Djokovic che è fatto di gomma e non ha nessuna difficoltà a piegarsi fino a terra anche se deve giocare il rovescio bimane…un colpo che di solito soffre i rimbalzi molto bassi, ma non nel suo caso) ma va piano. Non è quasi mai vincente. Due colpi contro uno, per chi a rete non viene che a cogliere punti fatti per tre quarti, non c’è quasi gara. Djokovic, inoltre, ha dimostrato anche di avere più mano: le smorzate vincenti sono state tutte sue. Nadal ne ha provate un paio e non le ha fatte bene”.

2012 Australian Open Final, hard, DJOKOVIC 5-7 6-4 6-2 6-7(5) 7-5
“Durante la premiazione, per la prima volta, hanno dovuto portar loro le sedie perché non stavano più in piedi”. Inizia così il racconto firmato dal direttore Scanagatta della finale dei record, la “più lunga della storia di 437 slam, 5,53 minuti per 55 games, alla fine di un match combattuto _ è il caso di dirlo _ da due incredibili guerrieri che ci hanno riservato straordinarie emozioni. Due atleti pazzeschi, prima ancora che due grandi campioni capaci di giocare tre finali consecutive negli Slam. E probabilmente non finisce qui. Solo che se giocano così al Roland Garros la finale durerà 8 ore.
Solo il nome del vincitore, Novak Djokovic, n.1 del mondo, è lo stesso delle ultime sei volte, ed è lui anche il campione degli ultimi tre Slam. Ma nessuno avrebbe potuto immaginare una partita così, con Nadal che vince il primo set ma poi sembra soverchiato da Djokovic che avanti due a set è avanti prima 4-3 e 0-40 sul servizio di Nadal e poi 5-3 nel tiebreak, ma subisce la rimonta dell’irriducibile Nadal e si ritrova al quinto set. Nei 29 match precedenti (16-13 per Nadal ma 6-0 per Djokovic nei duelli del 2011) non ci erano mai arrivati.

2012 Monte-Carlo Rolex Masters Final, NADAL 6-3 6-1
“Fra qualche anno nessuno se lo ricorderà più, nell’albo d’oro il 2012 nel Principato resterà come l’anno in cui Nadal trionfò per l’ottava volta consecutiva _ e magari non sarà neppure ricordato per questo…perché se vncerà anche una nona o una decima chissenefrega dell’ottava! _ e nessuno ricorderà che non c’è stata partita perché non c’è stato neppure Novak Djokovic” commenta Ubaldo. “I fans di Djokovic diranno che c’era anche un gran vento, ma anche questa è cosa che nessuno ricorderà mai e, più ancora di quell’altra, non merita nemmeno ricordare, perché anche se il vento può aiutare più le caratteristoche di un giocatore, il migliore è quello che si sa adattarvi. E che oggi il migliore fosse Nadal non può essere messo in discussione. Questa finale a senso unico è stata deludente come lo sono tutte le finali a senso unico. Restano nei palmares, e nella memoria dei più dotati di neuroni. Ma non sposta nulla, a mio avviso. Se non _ forse _ nella fiducia di Rafa Nadal, che se avesse perso ancora una volta si sarebbe convinto di non poter più battere Djokovic”.

2012 Internazionali BNL d’Italia Final, NADAL 75 63
Per la prima volta dal 1930, due finali consecutive al Foro hanno gli stessi protagonisti. E’ la terza finale tra Nole e Rafa a Roma. Finisce con il trionfo 75 63 del maiorchino, che conquista senza perdere un set il 21mo Masters 1000 in carriera, superando Federer in questa speciale classifica e sopravanzando lo svizzero anche nel ranking ATP. Sarà dunque numero 2 e testa di serie numero 2 al Roland Garros.
Djokovic paga i 41 errori, davvero troppi in due set, seppur durati 2 ore e 16. Nadal ha infatti portato a casa 76 punti in totale, più della metà grazie ai gratuiti del serbo. E proprio glin errori sono il grande cruccio di Nole. “Ho avuto molte occasioni nel match, sia nel primo sia nel secondo set, ma non le ho sfruttate. E quando manchi delle chance contro Rafa, che su questa superficie è il migliore del mondo, non puoi pensare di vincere. Oggi non ero al meglio, però quando giochi contro Nadal sai che devi essere sempre precisissimo e rischiare più del solito”.
Sul rinvio ha confermato che “la decisione l’abbiamo presa tutti insieme. Mi dispiace per le persone che erano lì sperando di vederci giocare ma c’era il rischio di infortuni, la terra era davvero troppo soffice”.

2012 Roland Garros Final, NADAL 64 63 26 75
“Quando sul centrale del Roland Garros metteranno un tetto non pioverà più, come a Wimbledon, dove le giornate di pioggia si sono improvvisamente trasferite in Scozia ed Irlanda. Ma tetto o non tetto Rafa Nadal continuerà a vincere al Roland Garros perché, come dice lo stesso Nole Djokovic “è il più forte tennista di tutti i tempi sulla terra rossa”. E ha l’aria di dirlo con intima convinzione, non per pura piaggeria. Djokovic non ha visto giocare Borg come chi scrive, ma la sensazione che dà oggi Nadal e che dava allora Borg è la stessa: dominano gli avversari, lasciano pochi giochi anche ai migliori del mondo alle loro spalle, tutt’al più soffrono in un match o al massimo due per torneo. Per gli altri non è così. Nadal ha detto oggi una cosa sulla quale conviene riflettere: “Non è possibile giocare sempre bene, io ho vinto 7 Roland Garros, 7 Montecarlo, 7 Barcellona e una di meno (ha detto proprio così…) Roma, ma non ho sempre giocato bene. Ho avuto anche giornate meno buone, in cui ho giocato a livelli più medi che ottimi, però anche in quella ero presente mentalmente al 100 per 100”
“Ma c’è una differenza” prosegue l’articolo di Scanagatta: “la prima parte del match la si era giocata in condizioni assolutamente regolari, mentre nella seconda il campo era via via diventato un campo al limite, sia perché si scivolava o si poteva temere di farlo, sia perché si infittivano i cattivi rimbalzi e infine le palle erano diventate pesanti come mattoni svantaggiando l’effetto top-spin che in condizioni normali invece Nadal riesce a generare.

2013 Monte-Carlo Rolex Masters Final, DJOKOVIC 62 76(1)
Vive a Montecarlo, è amico del Principe Alberto e di sua moglie Charlene, che premiano i finalisti. Novak Djokovic interrompe il dominio di Nadal, un regno incontrastato che a Montecarlo durava da otto anni.
E’ Djokovic, il campione che a Monaco è di casa, a spezzare il dominio di Nadal che dal 2005 ha eletto il Principato a suo giardino tennistico preferito. L’ultima volta che Rafa aveva perso a Montecarlo, per dare un’idea, Federer non aveva ancora vinto uno Slam, Hewitt era numero 1 del mondo e Bush era presidente Usa al primo mandato.
“Grazie di avermi fatto vincere questo torneo almeno una volta” ha detto Djokovic durante la premiazione, introdotta da una colonna sonora quantomai adatta al momento e all’occasione: Skyfall di Adele. Djokovic diventa il primo a battere Nadal in tre diverse finali sulla terra rossa.

2013 Roland Garros semifinal, NADAL 64 36 61 67(3) 97

Solo Isner aveva portato Nadal al quinto set al Roland Garros. Nessuno però ne aveva giocato uno così lungo in una semifinale a Parigi. Dopo 4 ore e 37 Nadal conquista la sua ottava finale alla Porte d’Auteuil quando l’ultimo dritto di Novak Djokovic è finito fuori, dopo 4 ore e 37 minuti di furiosa battaglia. Nadal ha visto le streghe sul 2-4 nel quinto set, ma ha avuto la forza di risorgere. Djokovic invece non dormirà diverse notti ripensando al vantaggio sprecato nel set decisivo e a quell’invasione che gli è costato un punto già vinto sul 4-3 40-40 e ha consentito poi a Nadal di firmare il fondamentale break del 4-4. Poteva diventare il secondo della storia dopo Soderling a battere Nadal a Parigi; è costretto invece rimandare l’assalto al Roland Garros, l’unico Slam che manca alla sua collezione.

2013 Montreal Masters, semifinale, NADAL 64 36 76(2)

Match non bellissimo, almeno per un set e mezzo, ma con molta carica agonistica come dimostrato dal colpo “al bersaglio grosso” tirato a distanza ravvicinata da Nadal sul 2-2, 30-30 del terzo set.

Nel primo Djokovic serve male, Nadal allunga sul 5-2 pesante e può anche permettersi di cedere il turno di servizio successivo, grazie anche ad un paio di risposte molto arrischiate di Djokovic, e chiudere comunque il set per 6-4 in relativa tranquillità. Gli errori gratuiti superano abbondantemente i vincenti, che nel secondo set sono merce tanto rara quanto i parcheggi liberi intorno allo stadio. Il primo vero scambio ad alta velocità arriva sul 3-3, 30-15, dopo più di un’ora. Djokovic trova il campo con maggiore continuità, Nadal accusa il ritmo, diventa sempre più impreciso, cede la battuta per la seconda volta nel match e manda Nole a servire per il set. E per aggiungere un altro po’ di pathos alla vicenda arriva anche un bel pastrocchio del giudice di sedia Gerry Armstrong, che per puro caso non ha combinato una bella frittata: sul 30-15 Nadal gioca un diritto incrociato definitivo che viene chiamato fuori, il “falco” mostra che la palla ha pizzicato la riga, ma Armstrong non annuncia il punteggio di 30-30, con il tabellone elettronico che segna il 40-15. Rafa parlotta con l’arbitro, sembra soddisfatto, ma il pubblico rumoreggia. Si gioca un altro punto e Djokovic mette in rete

un diritto: è palla break Nadal, ma il tabellone dice sempre 40-15, e Armstrong non chiama nessun punteggio. Grande confusione in campo, nessuno sembra sapere cosa stia succedendo, fino a quando qualche buon anima aggiorna il tabellone, permettendo a Nole di conquistare tre punti consecutivi e di impattare il match.

Nel terzo, dal 4-4 in poi chi risponde racimola la miseria di tre punti in quattro giochi. Si arriva così al tiebreak, che vede Djokovic naufragare miseramente nei primi punti, permettendo a Nadal di staccarsi sul 5-0, per un vantaggio impossibile da colmare.

2013 US OPEN, finale, NADAL 62 36 64 61

13mo slam in 18 finali per Rafa Nadal, terzo nella classifica all time dietro Federer e Sampras. 10mo titolo stagionale, 60mo in carriera per il maiorchino. Il secondo trionfo a New York porta a 152-3 il bilancio di Nadal negli slam quando ha vinto il primo set. Rafa subisce 3 break di fila tra secondo e terzo set (il primo dopo uno scambio da 54 colpi). Djoko manca una palla del 3-0 pesante nel terzo e finisce per perdere il set e il match.

Il primo set è senza storia. Nadal scappa sul 2-1 alla seconda palla break e allunga 5-2. Djokovic, condizionato da 14 gratuiti, nel primo set è poco più di un comprimario. Ma nel secondo, lo scenario cambia. Il serbo vince lo scambio della finale, del torneo, diventato un classico istantaneo: 54 colpi dopo i quali Nadal perde il servizio per la seconda volta nel torneo. Rafa risale, manca sei palle del 4-4 e Djokovic torna avanti con lo smash a rimbalzo (5-4). Dopo un’ora e 40, si torna in parità: un set pari.
E’ il momento migliore di Djokovic, che trova il break in avvio di terzo set e manca la palla del 3-0. Da qui inizia la risalita di Nadal, che piazza il controbreak del 3-3. Nadal cancella tre palle del nuovo break nel nono game e resta avanti, 5-4, prima del blackout al servizio di Djokovic che da 30-0 cede break e set.
All’inizio del quarto, Nole manca due palle break, Nadal converte la terza e allunga prima 3-0, poi 4-1. La finale si chiude virtualmente qui, prima che il maiorchino completi il trionfo al primo match point.

2013 PECHINO, finale, DJOKOVIC 63 64

Il futuro numero uno ha perso dall’ex numero uno, come già successo altre volte in passato. Djokovic lascia la testa della classifica a Nadal ma non senza la consapevolezza di una possibile rivalsa, dopo un’affermazione in finale più netta di quanto il punteggio non lasci intendere. Djokovic vince il quarto China Open su quattro partecipazioni. Venti vittorie e nessuna sconfitta in questo torneo. Vince con una prestazione impressionante al servizio, appena sei punti persi in tutto il match, contro un Nadal forse stanco, forse un po’ spento, che non arriva mai a 40 in risposta.

2013 Barclays ATP World Tour Finals, finale, DJOKOVIC 63 64

Novak Djokovic vince da imbattuto, per la seconda volta, il Masters, non solo battendo Nadal, ma eguagliando la miglior serie stagionale dell’iberico di 22 vittorie consecutive. Dagli Us Open, Nadal ha battuto un solo top-5, Ferrer, mentre Djokovic ha totalizzato cinque vittorie: due volte Nadal, due volte Del Potro e una volta “Ferru”. La differenza, a Londra, è stata evidente, rimarcata ancor di più dai numeri delle statistiche: 4 doppi falli e soli 9 vincenti a fronte di 23 errori di Nadal, 13 solo col suo colpo migliore, il dritto. Djokovic, più costante, ha sì un saldo negativo e  21 errori, ma con 17 vincenti e 15 punti in più.

E’ una finale tesa, con più errori che vincenti, che non riesce ad accendere il pubblico. Rafa parte male, sotto 0-3, ma riesce a recuperare un break, finché non si arriva sul 3-4 e Nole, a seguito di un game lottato, mette a segno il break decisivo: 3-5, chiudendo poi il parziale sul turno di servizio successivo. Nel secondo continuano gli errori di Rafa – troppi per i suoi standard – che si appella disperatamente al servizio, un Djokovic che ha in pugno le redini del gioco, continua a mettergli pressione e alla fine chiude il match per il suo terzo titolo al Masters.

2014 Miami, finale, DJOKOVIC 6-3 6-3

Quello della finale di Miami è un Djokovic decisamente sopra le righe, Rafa non ha potuto niente se non arrendersi alla superiorità del serbo, che si è aggiudicato il quarto titolo in Florida. Nadal ha avuto una sola chance, in tutto l’incontro di strappare il servizio al suo avversario: nel game di apertura, ma Nole ha prontamente annullato la palla break con un rovescio vincente e da lì ha dato il via al suo assolo.

Nel secondo parziale Nadal si è avvicinato appena ad ottenere una palla break, complice uno smash sbagliato di Nole si è portato sullo 0-30, ma da quel momento subirà un parziale di 17 punti a 2 sulla battuta dell’avversario. Il match finirà in 84 minuti, 6-3 6-3, e Nole realizzerà la doppietta con Key Biscayne, proprio come fece nel suo memorabile 2011.

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WTA Lione: Osorio, Noskova e Parks ai quarti

Linda Noskova impressiona per facilità contro Sherif, venerdì troverà una vivacissima Camila Osorio. Alycia Parks rimonta Martic, Van Uytvanck prenota Garcia

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Camila Osorio - WTA Monterrey 2022 (Twitter - Abierto_GNP)
Camila Osorio - WTA Monterrey 2022 (Twitter - Abierto_GNP)

Cinque incontri in programma all’Open 6e Sens Métropole de Lyon, due di primo turno, con la vittoria di Jasmine Paolini (di nuovo in campo giovedì, secondo match dalle 18.30), e tre validi per gli ottavi di finale, con un un accoppiamento ai quarti già decretato.

Caroline Garcia, idolo di casa, ha conosciuto oggi il nome della sua avversaria nel secondo turno del torneo WTA di Lione. Si tratta di Alison Van Uytvanck che ha archiviato la pratica Tamara Korpatsch per 6-2 6-4, in 1 ora e 31’. Gara ricca di break, ben undici in diciotto game complessivi. Percentuali al servizio pessime per la tedesca che chiude con il 44% di prime servite e ben undici doppi falli. Molto più solida la belga che sfrutta due break di vantaggio per chiudere il primo parziale.

Nel secondo parziale, gli scambi sono combattuti e sono ben cinque i break consecutivi. La n. 76 del ranking scappa via sul 4-2, prima di perdere il servizio nell’ottavo gioco. Van Uytvanck rimette a posto le cose nel game successivo e tiene a “0” il servizio che vale il passaggio del turno.

 

Saluta il torneo la testa di serie n. 4, ovvero Petra Martic sconfitta da Alycia Parks in 2ore e 26’ con il punteggio di 2-6 7-6(3) 6-2.

La statunitense vince in rimonta, malgrado una partenza sottotono. A far la differenza gli undici ace dell’americana, ben sette dei quali messi a segno nel secondo parziale. Nel set decisivo, l’americana ha portato a casa il 94% dei punti serviti con la prima di servizio, mentre la croata, malgrado abbia messo in campo il 74% di prime palle, si è aggiudicata il 55% dei punti.

Martic comincia la gara con un doppio break di vantaggio e un 6-2 arrivato in 39’ con l’americana molto fallosa al servizio. Il secondo set è molto più equilibrato, nel quale non si registrano break. L’unico pericolo lo corre Parks nel secondo gioco, quando è costretta ad annullare una palla break. Il match scivola via agevolmente con pochi scambi all’interno dei giochi. Nel tie-break, la croata subisce un parziale di 5-0 che rimanda il verdetto al terzo set.

Martic spreca tre palle break nel secondo gioco, le ultime opportunità per portare a casa la posta in palio. La gara della croata di fatto finisce qui. Sono cinque i giochi consecutivi di Parks che sfrutta il calo fisico di Martic e passa il turno.

L’americana affronterà la vincente della sfida tra Kovinic e Bondar.

Match godibile quello che ha visto Camila Osorio imporsi 7-6(5) 7-5 su Jule Niemeier. Due set tirati, due ore e due minuti e due anche le volte in cui la tedesca ha servito per chiudere un parziale. Classe 1999 di Dortmund, Niemeier è giocatrice potente, dotata anche di ottima mano, ma non di non eccezionale mobilità, caratteristica che certo non difetta alla ventunenne colombiana, abilissima nel contenere anche affidandosi allo slice e senz’altro più regolare dell’avversaria. Le premesse per un bel match c’erano dunque tutte e sono state mantenute, con forse l’unica pecca di qualche “strappo” avvenuto con grossa complicità di chi era in battuta, ma le belle giocate sono state comunque ricorrenti nella sfida.

È così che Niemeier commette due doppi falli e affossa un dritto quando va a servire per il primo set – peraltro restituendo il favore delle due seconde fallite da MCOS nel break subito al quinto gioco –, per poi cedere al tie-break al terzo set point consecutivo. Jule fa valere la sua pesantezza nel quarto game del secondo, aperto da un doppio fallo, e vola sul 4-1. Brava Osorio a prendere l’iniziativa e riprendersi il break, anche approfittando di una seconda fuori bersaglio e una smorzata dimenticabile. In ogni caso, Niemeier si issa sul 5-3, ma a quel punto subisce quattro giochi consecutivi di una Osorio scatenata che vola per il campo. Emblematico l’ultimo punto: il dritto tedesco fa tre buchi per terra ma torna sempre indietro e la scelta finale del contropiede invece del campo aperto è punita da un lob non scontato sul quale Jule va a vuoto.

L’avversaria di Osorio ai quarti sarà la diciottenne ceca Linda Noskova, vincitrice della n. 50 WTA Mayar Sherif per 6-3 6-2 in sessantotto minuti. Linda è entrata dalle qualificazioni, ma partiva con i favori del pronostico contro l’egiziana che peraltro la precede di appena sei posizioni in classifica. Grande pulizia nei colpi a rimbalzo, con lo sguardo che rimane sul punto di impatto (quindi la testa non “scappa”, con grosso giovamento dell’equilibrio), già un ottimo servizio, Linda ha annullato tutte le tre palle break concesse proprio grazie alla battuta, brekkando invece l’avversaria in ognuno dei quattro giochi in cui si è creata l’opportunità. Match chiuso con un game di risposta imperioso in attesa dell’interessante sfida di venerdì.

(ha collaborato M.S.)

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI LIONE

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WTA Hua Hin: Zidansek piega Fruhvirtova dopo tre ore di lotta. Bene Wang e Zhu

La diciassettenne Linda Fruhvirtova si arrende alla semifinalista del Roland Garros 2021. Nell’ultimo match di giornata Tsurenko elimina a sorpresa la testa di serie numero quattro Kalinskaya

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Tamara Zidansek – WTA Hua Hin 2023 (Image Credit: 2023 Thailand Open presented by E@)

Si è conclusa nella tarda serata locale la terza giornata del WTA 250 di Hua Hin. Il programma odierno del Thailand Open prevedeva solo quattro match di ottavi di finale, ma tre di questi si sono protratti ben oltre le due ore, con la sfida tra Linda Fruhvirtova e Tamara Zidansek che si è fermata a soli tre minuti dall’ingresso nella quarta ora di gioco. Ad uscire vincente da quello che era il match di cartello di oggi – per le alte aspettative che ruotano attorno alla 17enne ceca, già numero 51 del mondo, e per il valore dell’avversaria cui non fa giustizia la posizione 132 occupata nel ranking – è stata la slovena Zidansek (6-3 4-6 6-4), abile a sfruttare le difficoltà di Fruhvirtova con la seconda di servizio. Ai quarti di finale Tamara troverà la cinese Zhu che, dopo aver eliminato la connazionale e terza favorita secondo il seeding Xiyu Wang, ha superato la coreana Jang con il punteggio di 6-4 7-6.

Anche nell’altro quarto di finale della parte bassa del tabellone ci sarà una giocatrice cinese: la settima testa di serie Xinyu Wang ha infatti sconfitto con un doppio 6-3 la svedese Bjorklund e attende ora la vincitrice del match tra Han e Watson. L’ultimo incontro di giornata è stato quello tra la 24enne russa Kalinskaya e l’esperta ucraina Tsurenko. Quest’ultima ha contraddetto i pronostici, eliminando la numero 4 del seeding per 6-0 6-7 6-4. Ai quarti potrebbe quindi andare in scena un derby con Yastremska che però dovrà prima vedersela con la semifinalista di Wimbledon 2022 Tatjana Maria.

E’ stata semifinalista in uno Slam anche Tamara Zidansek (al Roland Garros nel 2021) che, dopo una stagione negativa, sta provando a scalare nuovamente la classifica. “Sono davvero felice perché l’anno scorso non è stato il migliore per me dopo la trasferta australiana, mentre ora sono in forma, in salute e sto finalmente giocando come voglio. Devo solo ottenere qualche vittoria ma sono molto contenta di come mi sono gestita in campo” – ha detto la slovena dopo la vittoria su Fruhvirtova, che ha provato a rimanere in partita fino all’ultimo. Le condizioni di gioco, però, non hanno agevolato la giovane ceca: l’elevata percentuale di umidità ha infatti reso più lento il campo, dando a Zidansek la possibilità di assorbire con più facilità i colpi offensivi dell’avversaria.

 

Nella giornata di giovedì tornerà in campo, contro la russa Zakharova, la favorita numero 1 del torneo Bianca Andreescu, a caccia di un titolo WTA che le manca dal 2019.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI HUA HIN

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Focus

AO Donne, Steve Flink: “Sabalenka ha fatto grandi progressi, sono un po’ preoccupato per Iga Swiatek”

Il giornalista e Hall of Famer risponde al direttore sul tennis femminile: “Nei prossimi due-tre anni vedremo la migliore Coco Gauff”

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)

0:04 Ubaldo: parlando del torneo femminile, credo si possa dire che, anche se non molti si aspettavano una nuova sconfitta negli ottavi di finale di Iga Swiatek, abbiamo avuto una delle più belle finali degli ultimi anni a livello Slam. Tra Sabalenka e Rybakina abbiamo avuto del buon tennis con pochi break, cosa che accade spesso nel singolare femminile. Abbiamo avuto una finale tra la numero 2 del mondo e una numero 10 che con i duemila punti del successo a Wimbledon sarebbe una top five.

1:09 Flink: Ubaldo sono arrabbiato con te!

1:13 Ubaldo: come mai? (sorride)

 

1:16 Flink: mi hai tolto le parole di bocca! Sono d’accordo, è stata una splendida finale, e come hai detto tu, è stata una sfida tra due ottime battitrici. Nel primo set Sabalenka ha ceduto il servizio sul quattro pari, e quindi ha perso il il set; ma poi non ha più perso la battuta, e ha vinto con un break per set. Aryna ha messo in campo diciassette ace e solo sette doppi falli, dati molto buoni per lei. Inoltre, il livello di gioco è stato alto, condotto da entrambe in maniera aggressiva. Entrambe hanno giocato molto bene da fondo, soprattutto Sabalenka; non potrei essere più d’accordo sul fatto che questa finale spicca tra quelle giocate nei Major durante l’ultimo biennio. Per come è stata giocata, perché è stata combattuta. Rybakina ha dimostrato che la sua vittoria a Wimbledon non è arrivata per caso, e Sabalenka finalmente c’è l’ha fatta.

L’ho vista più calma, più composta; persino quando ha servito un doppio fallo sul match point nell’ultimo game, non si è disunita. È rimasta concentrata su quello che doveva fare, ha preso un bel respiro e ha chiuso il match; sta crescendo come giocatrice e agonisticamente. Rybakina ha un bel temperamento; possiede un delle migliori prime palle del circuito, e deve migliorare forse la seconda nel kick, altrimenti le migliori ne trarranno vantaggio e lei potrebbe vacillare un attimo, ma aver giocato due finali Slam nell’ultimo anno con una vittoria e per lei incoraggiante. Sabalenka è sempre stata frenetica, sovraeccitata durante i match importanti; questo è un momento fondamentale per lei, non credi Ubaldo? Non dico che vincerà tutti gli Slam, ma ora crede di più in sé stessa.

3:36 Ubaldo: sì, ho visto Sabalenka perdere al Roland Garros da Camila Giorgi; ha commesso tantissimi doppi errori, proprio senza testa, senza voler offendere. E ora, come tu dicevi, aver vinto uno Slam dopo aver perso tre semifinali, le darà una grande fiducia. senz’altro potrà anche migliorare la seconda palla, se consideriamo che ha giocato nella finale un colpo molto piatto; un effetto in kick le permetterebbe di risparmiare qualche doppio fallo.

4:50 Flink: non è stato così male, certo può migliorare. Ha iniziato con un doppio fallo, e ne ha fatto uno sul match point, ma servire solo 7 doppi errori in tre set relativamente lunghi non è male, soprattutto se consideriamo che ha servito 17 ace.

Deve migliorare il kick sulla seconda, ma gioca già bene lo slice; sta migliorando, lo scorso anno ne faceva anche venti a match.

5:35 Ubaldo: se non ricordo male lo scorso anno ha servito 428 doppi errori: una media di 8 a match. Ma alcuni match sono finiti 62 61, quindi era come iniziare da 0-15 ogni turno di servizio!

6:03 Flink: sì Ubaldo, ma non credo che lo vedremo più così. Lei migliorerà ancora, anche negli altri aspetti del gioco. Un particolare a suo favore nella finale è che ha difeso meglio, ha colpito meglio da fondocampo. Puoi fare più cose di Rybakina da entrambe le parti del campo. È davvero completa, sa colpire sopra il capo, sa volleare.

6:48 Ubaldo: dal momento che ama prendere dei rischi, forse la terra battuta è la superficie più pericolosa. Se non riesci a chiudere nei primi quattro scambi, allora più provi più rischi di sbagliare. Comunque come dicevi tu è completa e gioca bene sia dritto che rovescio, mentre il dritto di Rybakina non è tra i migliori.

dal punto di vista di un americano, e stata più brutta la sconfitta di Pegula o di Gauff?

7:40 Flink: Pegula ha avuto un ottimo inizio d’anno; ha battuto Iga Swiatek e in tanti si aspettavano facesse grandi cose; per Coco dobbiamo sempre ricordarci che è giovanissima, quindi una sconfitta è comprensibile. la gente si dimentica la sua età e crede che abbia 25 anni solo perché è nel grande tennis da almeno cinque. Quindi è stata più deludente Pegula.

8:18 Ubaldo: in termini di potenziale chi vedi meglio tra le due?

8:29 Flink: Gauff. Nel lungo periodo; lavorerà molto e migliorerà la seconda palla e il dritto, mentre il rovescio è già ottimo adesso. Ha uno splendido atteggiamento sul campo, sa stare calma. Il suo dritto è traballante, e la sua seconda palla. Le ci vorranno due o tre anni. Pegula può andare meglio quest’anno, ma nei prossimi cinque anni scelgo Coco.

9:21 Ubaldo: parlando di delusioni, Iga Swiatek ha perso 64 64 da Rybakina, mentre Ons Jabeur ha ceduto a Vondrousova 61 57 61, risultato deludente per una numero 2 del seeding.

9:52 Flint: delusione perché abbiamo visto Jabeur perdere la finale di Wimbledon da Rybakina e la finale degli US Open da Swiatek, e quindi ci aspettavamo di più da lei. Nel suo puzzle ci sono così tanti pezzi; colpi bellissimi, il servizio la palla corta. Se non è ispirata accadono cose come quelle in Australia. Ma non sono preoccupato per lei, saprà rifarsi più avanti nella stagione.

Riguardo Swiatek, l’anno scorso ha vinto 37 match di fila fino a Wimbledon. durante la sua striscia vincente ha trionfato a Parigi. Poi ha vinto gli US Open. Non credo la vedremo dominare in questo modo; certo vincerà ancora altri Slam e rimarrà a lungo tra le prime tre o quattro del ranking. Per la consistenza del suo gioco. Ma punto di più su Rybakina. Iga si affida molto al suo gioco in difesa; prova ad essere più aggressiva, cosa che le serve per restare al top, ma non è a suo agio. È stata così convincente a Miami e Indian Wells, e poi a Parigi.

Quest’anno per lei sarà in altalena; potrebbe rimanere numero 1 del mondo, ma non rimarrei scioccato se alla fine della stagione fosse terza o quarta. Sono curioso di vedere cosa combinerà quest’anno; non ha vinto agli US open e adesso ha cominciato l’anno con questa caduta. Sono un po’ preoccupato per lei.

11:56 Ubaldo: penso che non sia facile continuare a vincere per chi non ha nel dritto il proprio colpo migliore. Tu puoi avere il miglior rovescio del mondo; guarda Djokovic. Lui ha probabilmente il miglior rovescio del mondo, specialmente il lungolinea e la risposta, ma i vincenti più importanti li ottiene con il dritto. È anche il limite di Rybakina, che ha un gran rovescio ma un dritto da migliorare.

Steffi Graf invece aveva un rovescio non tra i migliori, ma giocava un dritto straordinario; è difficile dominare a lungo senza un gran dritto.

13:23 Flink: sono d’accordo. L’anno scorso Swiatek ah ha migliorato il colpo e ha giocato diversi vincenti…

13:36 Ubaldo: sulla terra forse, dove hai più tempo per colpire.

13:47 Flint: no, anche agli US Open, ma sono d’accordo su quanto dici sulla terra battuta. Il dritto è importante un po’ per tutte; Rybakina ha un ottimo servizio e quindi può compensare in un game con tre punti diretti. Swiatek ha un servizio buono, non un grande servizio, e quindi non può ricavarci gli stessi punti.

Hai parlato di Steffi: il suo rovescio non era una grande arma, ma sapeva tenere lo slice molto basso per poi riuscire a colpire con il dritto, e lo sapeva fare in maniera meravigliosa.

Il dritto di Swiatek è la chiave; avrà bisogno di migliorarlo del 10-20%.

14:48 Ubaldo: grazie mille Flint, abbiamo spaziato su diversi argomenti di questi Australian Open. Un’ultima cosa: chi vincerà i singolari al Roland Garros?

15:10 Flint: tra le donne dico Swiatek, che gioca sulla sua superficie preferita, dove ha vinto due volte negli ultimi tre anni. Tra gli uomini forse ti aspetti che io dica Nadal per il suo quindicesimo trofeo. Ma non è al meglio, e in Australia si è infortunato ancora, contro McDonald. Penso che Djokovic potrà fare il colpo. Se Nadal sta bene può farcela. Cosa ne dici Ubaldo?

16:02 Ubaldo: che non è più il miglior Rafa; non lo vediamo al meglio da almeno sei mesi. Il favorito sarà Djokovic, anche se è difficile dirlo quattro mesi prima.

16:34 Flint: se Rafa non torna in condizione, Djokovic sarà il favorito. Inoltre, se nemmeno quest’anno potrà giocare negli Stati Uniti, ne trarrà giovamento dal punto di vista fisico, perché si presenterà fresco per la stagione sulla terra battuta.

17:12 Ubaldo: si ritroveranno a Montecarlo.

17:17 Flint: sì, non farà troppa differenza se Djokovic salta due tornei sul duro. Lui è determinato, ha vinto il suo secondo Roland Garros due anni fa e l’anno scorso ha perso nei quarti da Nadal. E’ dura batterlo, anche sulla terra rossa. È il secondo giocatore del mondo sulla terra battuta.

17:41 Ubaldo: grazie Flint, ottimo amico grande collega e… altri complimenti te li farò in privato!

Danilo Gori

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