Djokovic-Nadal, la rivalità del decennio

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Djokovic-Nadal, la rivalità del decennio

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TENNIS – Riviviamo tutte le sfide Nadal-Djokovic. Con la finale di Pechino, la prima in un 500, hanno giocato a tutti i livelli: 250, 500, Masters 1000, Slam, Olimpiadi e Coppa Davis. La semifinale di Madrid 2009, la finale record degli Australian Open, l’invasione al Roland Garros. Tutto iniziò nel 2006 quando Djokovic… 

Riviviamo tutte le 40 sfide Nadal-Djokovic (bilancio 22-15 per il maiorchino). Con la finale di Pechino, la prima in un 500, hanno giocato a tutti i livelli: 250, 500, Masters 1000, Slam, Olimpiadi e Coppa Davis. Tra le sfide memorabili, la semifinale di Madrid 2009, la finale record degli Australian Open, la semifinale al Roland Garros con l’invasione del serbo, fino alla ultime 2 sfide vinte da Djokovic da N.2 mondiale.

 

 

2006 French Open QF Clay (O) R.NADAL 4-6 4-6 0-0 RET
Rafa Nadal, campione uscente, estende a 58 la serie di vittorie consecutive sulla terra battuta (ultima sconfitta contro Andreev a Valencia, aprile 2005) contro il 19enne Novak Djokovic, n.63 del mondo (l’anno precedente era il più giovane nella top-100). Il serbo, che da poco ha rotto con il coach Riccardo Piatti perché non ha voluto seguirlo “in esclusiva”, è arrivato nei quarti dopo aver eliminato Fernando Gonzalez, Haas e Monfils ma è costretto a ritirarsi per problemi alla schiena, che ha iniziato ad avvertire con Nadal avanti 3-0 nel secondo set. Per Djokovic è il secondo ritiro consecutivo nello Slam parigino: nel 2005 ha abbandonato il match di secondo turno con Guillermo Coria per problemi respiratori. Nella conferenza stampa post-match, il 19enne serbo disse che se non avesse aviuto problemi fisici avrebbe potuto tranquillamente battere Rafa. Quando venne informato, lo spagnolo fece una faccia che fu tutto un programma.

2007 Indian Wells FR Hard (O) R.NADAL 2-6 5-7
“Quattro a zero in un balletto, 6-2 in mezzoretta, 7-5 e match archiviato in un’oretta e mezza”. Così sintetizzava Ubaldo la finale di Indian Wells. Nel primo set praticamente non si gioca: Nadal perde due punti al servizio (ne vince 16 su 18), per giunta uno per un doppio fallo. Djokovic, primo teenager capace di arrivare in finale nel torneo dai tempi di Andre Agassi (1990), al suo primo title-match in un grande torneo, sale di livello nel secondo set e riesce a procurarsi tre palle break, ma non a convertirle. Nadal vince così il suo primo torneo dopo il Roland Garros e diventa il primo spagnolo nell’Albo d’Oro dopo Alex Corretja (2000).

2007 Miami QF Hard (O) N.DJOKOVIC 6-3 6-4
Deve attendere solo una decina di giorni, Novak Djokovic per riscattarsi dalla sconfitta a Indian Wells. Nei quarti arriva la vittoria più importante della sua carriera fino a quel momento, contro un Nadal fin troppo falloso. Il serbo, al secondo successo contro un top-10 in stagione (dopo Robredo a Rotterdam), salva anche tre palle break nell’ultimo gioco. Nadal ha anche avvertito un problema al piede, e per questo rinuncerà a partecipare al tie di Davis contro l’Argentina, ma non cerca scuse per spiegare la sconfitta: “Io non ho giocato come in finale a Indian Wells, lui ha sbagliato di meno: ecco la grande differenza”.

2007 Rome QF Clay (O) R.NADAL 2-6 3-6
Per Nadal è la 75ma vittoria consecutiva sulla terra battuta: lo spagnolo eguaglia così il record di successi di fila su una singola superficie che McEnroe aveva stabilito sul tappeto indoor tra il 1983 e il 1985. E’ in gran forma, lo spagnolo, tanto che perfino Djokovic applaude a qualche suo passante sul finale del primo set. Djokovic perde subito il servizio, annulla sette palle break nei successivi due turni di battuta, ma si fa brekkare nel settimo gioco con una volée larga. Nadal chiude facile il primo set, brekka due volte il serbo nel secondo (letali due dritti lunghi nel settimo gioco) e si qualifica per la semifinale.

2007 French Open SF Clay (O) R.NADAL 5-7 4-6 2-6
Prima del match Djokovic l’aveva detto: non mi sento ancora pronto per vincere uno Slam. Nadal impiega 2 ore e mezza per dimostrare che aveva ragione. Regge un set e mezzo Djokovic, poi lascia via libera a Nadal che arriva in finale senza cedere nemmeno un set e diventerà di lì a poco il primo dopo Borg a vincere il Roland Garros per tre volte di fila

2007 Wimbledon SF Grass (O) R.NADAL 6-3 1-6 1-4 RET
Djokovic paga il programma della settimana rivoluzionato per la pioggia e le due battaglie contro Hewitt (4 ore e 12) e Baghdatis (5 ore). Riesce anche a brekkare e vincere il primo set, ma sul campo 1 la sua partita finisce lì. “Avevo problemi al piede. Non si tratta di una semplice vescica” ha poi spiegato in conferenza stampa, “ma di una piccola infezione: stanotte non sono riuscito a dormire perché sanguinava, stamattina riuscivo a stento a camminare. Poi è da due giorni che ho fastidi alla schiena: insomma, sono esausto”.

2007 Canada SF Hard (O) N.DJOKOVIC 7-5 6-3
“Rafa Nadal ha avuto 8 pallebreak contro Djokovic, ma il serbo, che non ha perso un set in tutto il torneo e ha ceduto un solo servizio, le ha annullate tutte o con aces o con giocate irresistibili. Decisamente Djokovic, che ogni tanto ancora si distrae (sennò non avrebbe concesso una palla break sul 5 pari del primo set e ben tre nel primo turno di servizio del secondo), nei punti importanti gioca con grande attenzione e determinazione ed è fortissimo. Del resto il modo in cui ha vinto tanti tiebreak a Wimbledon lo aveva ben sottolineato”. Così Ubaldo raccontava il match. Djokovic in finale avrebbe battuto anche Federer realizzando un exploit non riuscito a nessuno negli ultimi 13 anni: battere in fila i primi tre giocatori del mondo (nei quarti aveva eliminato il n.3 Roddick). L’ultimo a riuscirci era stato Boris Becker che, nella splendida Globen Arena di Stoccolma, nel 1994 vinse il torneo battendo in successione i primi tre del ranking ATP, Stich n.2, Sampras n.1 e Ivanisevic n.2

2007 Tennis Masters Cup  Hard (I) R.NADAL 4-6 4-6
Ultima giornata del Gruppo Oro al Master di Shanghai. Djokovic ha perso le prime due partite in due set ed è matematicamente eliminato. Nadal con un break per set manda a casa il serbo con 0 set vinti e 6 persi: Djokovic paga soprattutto la scelta di scendere a rete senza costruire bene il punto e presta il fianco ai passanti del maiorchino. Nadal ha una differenza set di 5-3 e la vittoria in due set di Ferrer (61 61) su Gasquet porta i due spagnoli in semifinale. E’ la terza volta, dopo il ’98 e il 2002, che due semifinalisti si quattro al Master siano iberici.

2008 Indian Wells SF Hard (O) N.DJOKOVIC 6-3 6-2
Djokovic conferma la finale del 2007 a Indian Wells in un match senza molta storia e segnato da una polemica di Nadal con il supervisor Thomas Karlberg. Nell’ottavo gioco del primo set Nadal, appena brekkato da Djokovic grazie anche a un nastro fortunoso sulla seconda palla break, chiede l’intervento del fisioterapista per un problema al piede. Ulrich, il giudice di sedia lo nega: ritiene la richiesta poco corretta nei confronti dell’avversario, che si appresta a servire per il set. Djoko “ammazza la partita” con una serie di 5 giochi di fila dal 2-1 Nadal nel secondo set con lo spagnolo che ha un solo sussulto: una strepitosa controsmorzata sul 4-2 40 pari.

2008 Hamburg SF Clay (O) R.NADAL 5-7 6-2 2-6
Djokovic guida la Race con la vittoria agli Australian Open e a Indian Wells. Ma, dopo 3 ore e 3 minuti di grandissimo tennis, perde per la quarta volta su quattro contro Nadal sulla terra. Djokovic sale subito 3-0 con due palle break per salire 4-0; le spreca e Nadal rimonta per il 3-3 e brekka a zero per andare a servire per il set sul 5-4. Si ritrova 0-40, perdendo il terzo punto per un doppio fallo dopo aver ricevuto un warning per time violation al servizio e con uno scambio di smorzate e controsmorzate Djoko brekka per il 5-5. Ma un dritto strepitoso di Nadal tocca la riga per il nuovo break Rafa che vince il primo set. Djoko sale nel secondo, ma il match si decide all’inizio del terzo. Djoko perde subito il servizio e spreca quattro palle break nei due successivi turni di battuta di Nadal.

2008 French Open SF Clay (O) R.NADAL 4-6 2-6 6-7(3)
Djokovic gioca un ottimo match (23 vincenti a 10 errori nel primo set, 10-6 nel secondo) ma per due set non riesce a impensierire Nadal praticamente impeccabile con appena 8 errori gratuiti. Nel terzo Novak ha un set point sul 6-5, ma Rafa lo annulla con un dritto in contropiede e si va al tiebreak, solo per la terza volta negli ultimi 41 set vinti dallo spagnolo a Parigi (il quarto della finale 2006 e il terzo degli ottavi 2007 contro Hewitt). Nadal allunga 6-0 e con uno spettacolare smash chiude 7-3 e conquista la quarta finale di fila a Parigi dove umilierà Federer.

2008 Queen’s FR Grass (O) R.NADAL 6-7(6) 5-7
“Difficile, no?”. Così Nadal ha commentato il suo primo titolo sull’erba che l’ha reso il primo a vincere back-to-back il Roland Garros e il Queen’s. Nadal diventa anche il primo spagnolo dopo Gimeno (1972) a vincere un torneo sull’erba. Nadal è stato a un punto dal trovarsi sotto 0-4 nel primo set, ha annullato un set point sul 5-6 nel tiebreak. Il secondo è un trionfo di break e controbreak: Djoko strappa il servizio per servire per il set sul 5-4 ma paga l’incapacitò di tenere il servizio.

2008 Cincinnati SF Hard (O) N.DJOKOVIC 6-1 7-5
“Non c’è bisogno di attendere il risultato della finale del torneo di Cincinnati per capire che ci lasciamo alle spalle una settimana molto importante per il tennis. Questo sport aveva, fino a qualche tempo fa, un re indiscusso (Roger Federer) ed una rivalità consolidata. Federer aveva il riconoscimento del computer e quello, ancora più autorevole, di 12 titoli del Grande Slam, Rafael Nadal si accontentava di essere il padrone del Roland Garros e della terra battuta. Tuttavia qualcosa si era mosso fin dall’anno scorso…L’altra sera al Master Series di Cincinnati un guerriero, che era sembrato invincibile come Nadal, è stato battuto (e non era la prima volta) 6-1 7-5 da Djokovic, rimescolando le carte”. Nelle parole di Rino Tommasi il senso di una vittoria che porta Djokovic in finale ma dà allo sconfitto Nadal la certezza di diventare numero uno del mondo dopo i Giochi Olimpici.

2008 Olympic Tennis Event – Beijing SF Hard (O) R.NADAL 4-6 6-1 4-6
Non basta a Novak Djokovic un gran secondo set infarcito di vincenti che lasciano immobile Nadal per guadagnare la finale del torneo olimpic. Nadal parte bene, brekka nel quinto Djoko (che aveva salvato tre palle break nel primo gioco) e nel terzo ritorna su e vince chiudendo con un punto in cui c’è tutta la sua qualità difensiva: spalle al muro, costringe Djoko a “fare il punto due volte”, rialza un pallonetto quasi senza speranza ma il serbo lo angola troppo e lo spedisce fuori.

2009 Davis Cup 2009  Clay (O) R.NADAL 4-6 4-6 1-6
All’inizio del terzo set, dopo una volée di Nadal, in risposta a una volée incrociatadi rovescio di Djokovic, che tocca il nastro e “muore” appena oltre la rete, Djokovic inizia ad abbassarsi i pantaloncini in un gesto spontaneo di resa, come a dire ‘anche la sorte oggi è contro di me’. Per la verità ci mette anche del suo per regalare alla Spagna i quarti inn casa contro la Germania. Per Nadal è la dodicesima vittoria di fila in Davis dopo aver perso all’esordio della manifestazione contro Jiri Novak.

2009 Monte Carlo FR Clay (O) R.NADAL 3-6 6-2 1-6
“Quinto trionfo monegasco per il Borg del terzo millennio. Ma bisogna ringraziare calorosamente Novak Djokovic per averci dato una bella finale per due ore, cioè fino al 2-1 del terzo set, dopo che finalmente era riuscito a strappare un set a Nadal” scriveva Ubaldo. “Se uno avesse visto anche soltanto i primi tre games del terzo set avrebbe trovato giustificato il prezzo del biglietto. Una mezz’ora di tennis straordinario, il primo game di 14 punti, il secondo di dodici, il terzo ancora di quattordici, ma tutti (o quasi) bellissimi, intensissimi. Nadal ha salvato tre palle break nel primo game _ una con un punto pazzesco al termine del quale Djokovic si è addirittura buttato in ginocchio disperato, dopo che Rafa aveva raggiunto una sua palla corta impossibile riuscendo a estrarne un cross di rovescio assurdo _ e nel secondo ha recuperato da 40-15, con la complicità di due doppi falli del serbo (3 in tutto). Ma nel terzo game un Djokovic ancora battagliero ha lottato come un pazzo per più di dieci minuti per portare a casa un break che avrebbe potuto rimetterlo in corsa. Lì però è come se avesse finito la benzina”.

2009 Rome FR Clay (O) R.NADAL 6-7(2) 2-6
Non è stata una gran finale, come raccontava anche Rino Tommasi. “Rafael Nadal non ha avuto bisogno di giocare il suo miglior tennis per vincere per la quarta volta il nostro torneo e stabilire quindi un primato. (…) La partita di ieri è stata equilibrata ed interessante solo nella fase centrale quando Nadal, che aveva preso un break di vantaggio in avvio, ha avuto un set point sul 5 a 3… Sembrava che fosse impossibile per gli avversari di Nadal superare la barriera del terzo game. Djokovic, anche lui senza dare il meglio, riusciva ad agganciare Nadal sul 5 pari e, strappandogli una seconda volta il servizio, lo obbligava addirittura al tie-break. Era il massimo risultato possibile anche perché nel tie-break Djokovic scadeva addirittura a sparring partner cedendolo per 7 punti a 2. La partita finiva lì perché nel secondo set, dopo aver salvato un turno di servizio da 0-30 ed essere rimasto in scia fino al 2 pari, Djokovic si rassegnava al suo destino fino all’inevitabile 6-2”.

2009 Madrid SF Clay (O) R.NADAL 6-3 6-7(5) 6-7(9)
“Non è un caso che Rafael Nadal abbia rischiato di perdere a Madrid” scriveva Andrea Scanzi sulla Stampa. “Nadal ha vinto ieri 7-6 al terzo contro Novak Djokovic. Quattro ore e tre minuti di gioco, record di durata per un incontro al meglio dei tre set. E’ stata una delle più belle partite mai viste su terra battuta … Quando però la bellezza bussa alla porta, bisogna aprire. L’incontro di ieri è sembrato un interminabile match di boxe, un Hagler-Mugabi applicato al tennis. A differenza di Amburgo 2008, Djokovic ha avuto il pregio di rimanere in partita anche nel terzo set, nonostante le occasioni perse. Il risultato è stato passione, stupore e leggenda”.

2009 Cincinnati SF Hard (O) N.DJOKOVIC 6-1 6-4
Non vinceva dalla finale di Cincinnati 2008, Djokovic, contro Nadal. E’ un Novak d’annata, che dimostra subito di essere in serata con due ace nel primo game. Nadal gioca corto, Djoko entra e sfonda sistematicamente col dritto: nel primo set non c’è partita. Nel secondo, Rafa deve annullare tre palle break nel primo turno di battuta e cede il servizio al 5° gioco affossando a rete un rovescio. Djoko sbaglia un po’ di più, Nadal ha una palla break sul 4-3 (la prima del match) che il serbo annulla con un dritto vincente dopo uno scambio durissimo. Il serbo chiude al secondo match point con Nadal che mette a rete l’ultimo rovescio.

2009 Paris Open SF Hard (I) N.DJOKOVIC 6-2 6-3
“Nadal ha illuso i suoi sostenitori di essere tornato quello di una volta, ma poi è stato ridimensionato dal miglior Djokovic di sempre. Infatti il serbo ha giocato una partita perfetta, impedendo a Nadal di trasformare l’incontro in una battaglia. Dal 2 pari del primo set Djokovic ha infilato una serie di sette giochi consecutivi, lasciando per tre volte a zero sul proprio servizio un Nadal che non sapeva più a che santo votarsi. Non si è nemmeno capito se sia stato Djokovic a giocar troppo bene oppure se Nadal avesse bruciato contro Tsonga un passeggero momento di buon tennis”. Così Rino Tommasi commentava la semifinale.

2009 ATP World Tour Finals  Hard (I) N.DJOKOVIC 7-6(5) 6-3
Rafa chiude mestamente le Finals con tre sconfitte e nessun set vinto. Ricordava Rino Tommasi: “La Via Crucis di Rafael Nadal si è conclusa con la terza sconfitta su tre incontri in questa per lui sfortunata edizione del Masters, un torneo comunque che non era mai stato felice per lui anche nelle stagioni migliori.
Nadal è stato sconfitto ancora una volta in due set per cui ha concluso la sua partecipazione senza la soddisfazione di un solo set. Aveva di fronte un Djokovic nemmeno lui in grande condizione e che ha vinto senza bisogno di giocare il suo miglior tennis”.

2010 US Open Final, hard, NADAL 6-4, 5-7, 6-4, 6-2
Nadal entra nella “Historia”. Alla prima finale in carriera a Flushing Meadows, vince il terzo Slam di fila dopo Parigi e Wimbledon, primo a riuscirci dopo Rod Laver che conquistò il Grande Slam nel 1969, ed entra nell’élite di chi ha vinto almeno una volta tutti i major insieme a Federer, Agassi, Perry, Emerson, Budge, Laver. Nadal strappa subito il servizio al serbo, che aggancia il maiorchino sul 2-2 ma restituisce subito il servizio e Nadal converte la sesta palla break e allunga di un set. Nel secondo però il servizio dello spagnolo inizia a latitare: Djokovic infila un parziale di 11 punti di fila e sale 3-1 con un break di vantaggio. Nadal ne aveva subiti solo 2 nei 91 game di servizio fino alla finale, ne concede altrettanti nei primi 7 turni di battuta in finale. Un nuovo scroscio di pioggia interrompe il match sul 4-4 30 pari nel secondo. Dopo 57 minuti si torna in campo, Nadal perde il secondo set (il primo e unico lasciato per strada nel torneo) ma, come canta Billie Myers, bacia la pioggia. Rafa si procura 16 palle break negli ultimi 2 set, ne converte 3 e tanto basta per alzare il trofeo dopo 3 ore e 43 minuti.

2010 Barclays ATP World Tour Finals Round Robin, indoor hard, NADAL 75 62
Il pathos, nella rivincita alla O2 Arena di Londra, c’è stato solo a metà. Sul 4-4 del primo set Djokovic deve uscire dal campo per un problema ad una lente a contatto che sembra persistere anche nel secondo set e priva i 17 mila spettatori presenti dell’atteso spettacolo. “Non mi era mai successo” commenta amaro Djokovic, “giocare contro Nadal con un occhio solo è impossibile”.

2011 BNP Paribas Open Final, hard, DJOKOVIC 46 63 62

Djokovic, che ha superato sul campo e in classifica Federer, si regala a Indian Wells la 20ma vittoria di fila, 18ma nel 2011, e diventa il terzo dopo Davydenko e Nalbandian ad aver battuto Federer e Nadal nello stesso torneo per due volte. Sul 3-3 nel primo set Djoko deve annullare quattro palle break, 3 consecutive, ma il break alla fine arriva. Il serbo controbrekka nel sesto gioco, ma Nadal è nel suo momento migliore e infila un parziale di 18 punti a cavallo tra primo e secondo set. L’ultimo acuto del maiorchino è il controbreak sul 4-3 nel secondo set. Lo spagnolo finisce piegato anche sul lato del dritto, il serbo indovina una serie di sei giochi di fila che lo portano fino al 4-0 nel terzo set. Per il nuovo numero 2 del mondo è il secondo successo a Indian Wells, il sesto Masters 1000 in carriera e il 21mo titolo in assoluto, terzo stagionale.

2011 Sony Ericsson Open Final, hard, DJOKOVIC 46 63 76(4)
3 ore e 21 minuti di battaglia elettrizzante, impostata e mantenuta su un livello che sfiora la fantascienza, che avvicina la perfezione. I picchi del serbo sono altissimi, ma Nadal oppone una resistenza ancora maggiore. Sull’1 pari Djoko perde il primo break del torneo: il serbo spreca quattro palle break ma litiga col rovescio e in un amen è sotto 5-1. Rafa restituisce solo uno dei due break di vantaggio ma chiude il primo set. Da qui, però, il Djoker non sbaglia più: salva una palla break sul 2-0, sale 4-1 con chance per il 5-1 (maturata con un lob millimetrico). Il set finisce comunque 6-3 per il serbo che tiene a zero l’ultimo game del parziale. Sull’1-1 nel terzo Nadal va sotto 15-30 ma si salva col servizio (2 punti diretti) e uno smash. Djoko, sotto 0-30 nel game successivo, estrae due jolly di rovescio e impatta sul 2-2. Un altro punto strepitoso permette a rafa di tenere il game successivo. E’ il momento migliore del match, che inevitabilmente si conclude al tiebreak. Djoko parte meglio, si gira sul 4-2 in suo favore. Nole ha bisogno comunque di tre match point per entrare nella storia.

2011 Mutua Madrid Open Final, clay, DJOKOVIC 75 64
Nadal non perdeva sulla terra da 37 partite, dagli ottavi del Roland Garros 2009 contro Soderling. E’ Djokovic, alla 34ma vittoria di fila, la 32ma nel 2011, a fermarne la corsa e a cancellare un altro zero nel suo inseguimento ai record: in nove precedenti, aveva sempre perso da Nadal sul rosso. Djoko è riuscito a comandare anche sulla diagonale sinistra, togliendo il tempo a Rafa sul suo colpo migliore: il rovescio di Nole ha più angolo e più profondità del dritto di Nadal che si ritrova sotto 4-0 ma si fa recuperare entrambi i break. Rafa annulla tre set point servendo sul 4-5 ma il break arriva due game dopo.
Rafa apre il secondo con un pallonetto da sotto le gambe che gli regala tre palle break. Ma il vantaggio è effimero. Si procede seguendo i servizi fino al 4-5, qui Djoko alza ancora il livello alla risposta e diventa il secondo nella storia a vincere 3 Masters 1000 di fila.

2011 Internazionali BNL d’Italia Final, clay, DJOKOVIC 64 64
Il sorpasso è ancora rimandato: per diventare numero 1 dopo Roma, Nole doveva vincere il torneo e sperare che Rafa uscisse prima delle semifinali. Si è avverata solo la prima parte. In semifinale, era stato a due punti dalla sconfitta contro Murray. Ma risorge come l’Araba Fenice e diventa il secondo giocatore in grado di battere Nadal quattro volte di fila dopo Davydenko, il primo dal 2005 (ci riuscirono Rafa e Roger) a vincere 4 Masters 1000 in un anno, Vince così 7 tornei consecutivamente nel 2011 mentre Rafa esce sconfitto in un’arena dove aveva vinto 5 volte in 7 partecipazioni, con un bilancio di 31-1 prima della finale con Djokovic, la prima tra le teste di serie 1 e 2 al Foro dopo quella, epica, tra Roger e Rafa del 2005. Lo spettacolo, però, su un campo lento perché spruzzato da tre ore di pioggia, non è all’altezza di quel confronto. Djoko costruisce il quarto match point con l’arma in più che ha cambiato la storia della loro rivalità, il rovescio incrociato, e mette virtualmente le mani sullo scettro.

2011 Wimbledon Final, grass, DJOKOVIC 64 61 16 63
Un regno nato il 4 luglio, quello di Novak Djokovic. Nemmeno l’erba di Wimbledon cambia la storia della rivalità. Nemmeno una sconfitta, peraltro, avrebbe cambiato l’inevitabile: Djokovic sarebbe diventato comunque numero uno del mondo. Ma ci arriva da vincitore, dopo aver conquistato quello che all’epoca dei gesti bianchi era considerato il campionato del mondo del tennis. Nole è superbo per i primi due set, martella Rafa a suon di 22 vincenti e gli concede appena cinque game. Nadal risorge nel terzo, in cui ritrova rabbia e colpi, e si illude di poter firmare la prima rimonta da sotto due set a zero in finale ai Championships dal 1927 (Cochet b. Tilden), ma il serbo ha in mente un altro programma. Ed è la bandiera serba che campeggia a Wimbledon dopo la finale.

2011 US Open Final, Grand Slam, hard, DJOKOVIC 6-2 6-4 6-7(3) 6-1
Nole Djokovic diventa il sesto giocatore a vincere tre Slam su quattro in stagione, l’ottavo a trionfare a Wimbledon e Flushing Meadows in successione. “La sua superiorità tecnica su Nadal, dopo sei vittorie consecutive su sei sfide nel 2011 (e in tre superfici diverse) principalmente dovute al fatto che fra due giocatori di fondocampo chi può fare il punto con tutti e due i fondamentali è favorito su chi può farli soltanto (o quasi) con il dritto, non può più essere messa in discussione” commentava Scanagatta. “E’ stata una grande partita. Due giocatori con le loro caratteristiche, attaccanti corri e tira da fondocampo _ per usare un’espressione cara a Robertino Lombardi _ finiscono per giocare inevitabilmente a specchio. Si lavorano ai fianchi e come uno accorcia l’altro affonda il vincente. La differenza, come dicevo sopra, è che Djokovic gioca più sciolto, meno di forza, e può chiudere il punto tanto con il dritto (più spesso) che con il rovescio, mentre Nadal lo fa spesso di dritto e quasi mai di rovescio. Con il rovscio,soprattutto in fase di risposta, Rafa si ritrova spesso costretto a giocarlo con il taglio sotto la palla, e lì la palla magari non si alza tanto dal cemento (però non dà noia a Djokovic che è fatto di gomma e non ha nessuna difficoltà a piegarsi fino a terra anche se deve giocare il rovescio bimane…un colpo che di solito soffre i rimbalzi molto bassi, ma non nel suo caso) ma va piano. Non è quasi mai vincente. Due colpi contro uno, per chi a rete non viene che a cogliere punti fatti per tre quarti, non c’è quasi gara. Djokovic, inoltre, ha dimostrato anche di avere più mano: le smorzate vincenti sono state tutte sue. Nadal ne ha provate un paio e non le ha fatte bene”.

2012 Australian Open Final, hard, DJOKOVIC 5-7 6-4 6-2 6-7(5) 7-5
“Durante la premiazione, per la prima volta, hanno dovuto portar loro le sedie perché non stavano più in piedi”. Inizia così il racconto firmato dal direttore Scanagatta della finale dei record, la “più lunga della storia di 437 slam, 5,53 minuti per 55 games, alla fine di un match combattuto _ è il caso di dirlo _ da due incredibili guerrieri che ci hanno riservato straordinarie emozioni. Due atleti pazzeschi, prima ancora che due grandi campioni capaci di giocare tre finali consecutive negli Slam. E probabilmente non finisce qui. Solo che se giocano così al Roland Garros la finale durerà 8 ore.
Solo il nome del vincitore, Novak Djokovic, n.1 del mondo, è lo stesso delle ultime sei volte, ed è lui anche il campione degli ultimi tre Slam. Ma nessuno avrebbe potuto immaginare una partita così, con Nadal che vince il primo set ma poi sembra soverchiato da Djokovic che avanti due a set è avanti prima 4-3 e 0-40 sul servizio di Nadal e poi 5-3 nel tiebreak, ma subisce la rimonta dell’irriducibile Nadal e si ritrova al quinto set. Nei 29 match precedenti (16-13 per Nadal ma 6-0 per Djokovic nei duelli del 2011) non ci erano mai arrivati.

2012 Monte-Carlo Rolex Masters Final, NADAL 6-3 6-1
“Fra qualche anno nessuno se lo ricorderà più, nell’albo d’oro il 2012 nel Principato resterà come l’anno in cui Nadal trionfò per l’ottava volta consecutiva _ e magari non sarà neppure ricordato per questo…perché se vncerà anche una nona o una decima chissenefrega dell’ottava! _ e nessuno ricorderà che non c’è stata partita perché non c’è stato neppure Novak Djokovic” commenta Ubaldo. “I fans di Djokovic diranno che c’era anche un gran vento, ma anche questa è cosa che nessuno ricorderà mai e, più ancora di quell’altra, non merita nemmeno ricordare, perché anche se il vento può aiutare più le caratteristoche di un giocatore, il migliore è quello che si sa adattarvi. E che oggi il migliore fosse Nadal non può essere messo in discussione. Questa finale a senso unico è stata deludente come lo sono tutte le finali a senso unico. Restano nei palmares, e nella memoria dei più dotati di neuroni. Ma non sposta nulla, a mio avviso. Se non _ forse _ nella fiducia di Rafa Nadal, che se avesse perso ancora una volta si sarebbe convinto di non poter più battere Djokovic”.

2012 Internazionali BNL d’Italia Final, NADAL 75 63
Per la prima volta dal 1930, due finali consecutive al Foro hanno gli stessi protagonisti. E’ la terza finale tra Nole e Rafa a Roma. Finisce con il trionfo 75 63 del maiorchino, che conquista senza perdere un set il 21mo Masters 1000 in carriera, superando Federer in questa speciale classifica e sopravanzando lo svizzero anche nel ranking ATP. Sarà dunque numero 2 e testa di serie numero 2 al Roland Garros.
Djokovic paga i 41 errori, davvero troppi in due set, seppur durati 2 ore e 16. Nadal ha infatti portato a casa 76 punti in totale, più della metà grazie ai gratuiti del serbo. E proprio glin errori sono il grande cruccio di Nole. “Ho avuto molte occasioni nel match, sia nel primo sia nel secondo set, ma non le ho sfruttate. E quando manchi delle chance contro Rafa, che su questa superficie è il migliore del mondo, non puoi pensare di vincere. Oggi non ero al meglio, però quando giochi contro Nadal sai che devi essere sempre precisissimo e rischiare più del solito”.
Sul rinvio ha confermato che “la decisione l’abbiamo presa tutti insieme. Mi dispiace per le persone che erano lì sperando di vederci giocare ma c’era il rischio di infortuni, la terra era davvero troppo soffice”.

2012 Roland Garros Final, NADAL 64 63 26 75
“Quando sul centrale del Roland Garros metteranno un tetto non pioverà più, come a Wimbledon, dove le giornate di pioggia si sono improvvisamente trasferite in Scozia ed Irlanda. Ma tetto o non tetto Rafa Nadal continuerà a vincere al Roland Garros perché, come dice lo stesso Nole Djokovic “è il più forte tennista di tutti i tempi sulla terra rossa”. E ha l’aria di dirlo con intima convinzione, non per pura piaggeria. Djokovic non ha visto giocare Borg come chi scrive, ma la sensazione che dà oggi Nadal e che dava allora Borg è la stessa: dominano gli avversari, lasciano pochi giochi anche ai migliori del mondo alle loro spalle, tutt’al più soffrono in un match o al massimo due per torneo. Per gli altri non è così. Nadal ha detto oggi una cosa sulla quale conviene riflettere: “Non è possibile giocare sempre bene, io ho vinto 7 Roland Garros, 7 Montecarlo, 7 Barcellona e una di meno (ha detto proprio così…) Roma, ma non ho sempre giocato bene. Ho avuto anche giornate meno buone, in cui ho giocato a livelli più medi che ottimi, però anche in quella ero presente mentalmente al 100 per 100”
“Ma c’è una differenza” prosegue l’articolo di Scanagatta: “la prima parte del match la si era giocata in condizioni assolutamente regolari, mentre nella seconda il campo era via via diventato un campo al limite, sia perché si scivolava o si poteva temere di farlo, sia perché si infittivano i cattivi rimbalzi e infine le palle erano diventate pesanti come mattoni svantaggiando l’effetto top-spin che in condizioni normali invece Nadal riesce a generare.

2013 Monte-Carlo Rolex Masters Final, DJOKOVIC 62 76(1)
Vive a Montecarlo, è amico del Principe Alberto e di sua moglie Charlene, che premiano i finalisti. Novak Djokovic interrompe il dominio di Nadal, un regno incontrastato che a Montecarlo durava da otto anni.
E’ Djokovic, il campione che a Monaco è di casa, a spezzare il dominio di Nadal che dal 2005 ha eletto il Principato a suo giardino tennistico preferito. L’ultima volta che Rafa aveva perso a Montecarlo, per dare un’idea, Federer non aveva ancora vinto uno Slam, Hewitt era numero 1 del mondo e Bush era presidente Usa al primo mandato.
“Grazie di avermi fatto vincere questo torneo almeno una volta” ha detto Djokovic durante la premiazione, introdotta da una colonna sonora quantomai adatta al momento e all’occasione: Skyfall di Adele. Djokovic diventa il primo a battere Nadal in tre diverse finali sulla terra rossa.

2013 Roland Garros semifinal, NADAL 64 36 61 67(3) 97

Solo Isner aveva portato Nadal al quinto set al Roland Garros. Nessuno però ne aveva giocato uno così lungo in una semifinale a Parigi. Dopo 4 ore e 37 Nadal conquista la sua ottava finale alla Porte d’Auteuil quando l’ultimo dritto di Novak Djokovic è finito fuori, dopo 4 ore e 37 minuti di furiosa battaglia. Nadal ha visto le streghe sul 2-4 nel quinto set, ma ha avuto la forza di risorgere. Djokovic invece non dormirà diverse notti ripensando al vantaggio sprecato nel set decisivo e a quell’invasione che gli è costato un punto già vinto sul 4-3 40-40 e ha consentito poi a Nadal di firmare il fondamentale break del 4-4. Poteva diventare il secondo della storia dopo Soderling a battere Nadal a Parigi; è costretto invece rimandare l’assalto al Roland Garros, l’unico Slam che manca alla sua collezione.

2013 Montreal Masters, semifinale, NADAL 64 36 76(2)

Match non bellissimo, almeno per un set e mezzo, ma con molta carica agonistica come dimostrato dal colpo “al bersaglio grosso” tirato a distanza ravvicinata da Nadal sul 2-2, 30-30 del terzo set.

Nel primo Djokovic serve male, Nadal allunga sul 5-2 pesante e può anche permettersi di cedere il turno di servizio successivo, grazie anche ad un paio di risposte molto arrischiate di Djokovic, e chiudere comunque il set per 6-4 in relativa tranquillità. Gli errori gratuiti superano abbondantemente i vincenti, che nel secondo set sono merce tanto rara quanto i parcheggi liberi intorno allo stadio. Il primo vero scambio ad alta velocità arriva sul 3-3, 30-15, dopo più di un’ora. Djokovic trova il campo con maggiore continuità, Nadal accusa il ritmo, diventa sempre più impreciso, cede la battuta per la seconda volta nel match e manda Nole a servire per il set. E per aggiungere un altro po’ di pathos alla vicenda arriva anche un bel pastrocchio del giudice di sedia Gerry Armstrong, che per puro caso non ha combinato una bella frittata: sul 30-15 Nadal gioca un diritto incrociato definitivo che viene chiamato fuori, il “falco” mostra che la palla ha pizzicato la riga, ma Armstrong non annuncia il punteggio di 30-30, con il tabellone elettronico che segna il 40-15. Rafa parlotta con l’arbitro, sembra soddisfatto, ma il pubblico rumoreggia. Si gioca un altro punto e Djokovic mette in rete

un diritto: è palla break Nadal, ma il tabellone dice sempre 40-15, e Armstrong non chiama nessun punteggio. Grande confusione in campo, nessuno sembra sapere cosa stia succedendo, fino a quando qualche buon anima aggiorna il tabellone, permettendo a Nole di conquistare tre punti consecutivi e di impattare il match.

Nel terzo, dal 4-4 in poi chi risponde racimola la miseria di tre punti in quattro giochi. Si arriva così al tiebreak, che vede Djokovic naufragare miseramente nei primi punti, permettendo a Nadal di staccarsi sul 5-0, per un vantaggio impossibile da colmare.

2013 US OPEN, finale, NADAL 62 36 64 61

13mo slam in 18 finali per Rafa Nadal, terzo nella classifica all time dietro Federer e Sampras. 10mo titolo stagionale, 60mo in carriera per il maiorchino. Il secondo trionfo a New York porta a 152-3 il bilancio di Nadal negli slam quando ha vinto il primo set. Rafa subisce 3 break di fila tra secondo e terzo set (il primo dopo uno scambio da 54 colpi). Djoko manca una palla del 3-0 pesante nel terzo e finisce per perdere il set e il match.

Il primo set è senza storia. Nadal scappa sul 2-1 alla seconda palla break e allunga 5-2. Djokovic, condizionato da 14 gratuiti, nel primo set è poco più di un comprimario. Ma nel secondo, lo scenario cambia. Il serbo vince lo scambio della finale, del torneo, diventato un classico istantaneo: 54 colpi dopo i quali Nadal perde il servizio per la seconda volta nel torneo. Rafa risale, manca sei palle del 4-4 e Djokovic torna avanti con lo smash a rimbalzo (5-4). Dopo un’ora e 40, si torna in parità: un set pari.
E’ il momento migliore di Djokovic, che trova il break in avvio di terzo set e manca la palla del 3-0. Da qui inizia la risalita di Nadal, che piazza il controbreak del 3-3. Nadal cancella tre palle del nuovo break nel nono game e resta avanti, 5-4, prima del blackout al servizio di Djokovic che da 30-0 cede break e set.
All’inizio del quarto, Nole manca due palle break, Nadal converte la terza e allunga prima 3-0, poi 4-1. La finale si chiude virtualmente qui, prima che il maiorchino completi il trionfo al primo match point.

2013 PECHINO, finale, DJOKOVIC 63 64

Il futuro numero uno ha perso dall’ex numero uno, come già successo altre volte in passato. Djokovic lascia la testa della classifica a Nadal ma non senza la consapevolezza di una possibile rivalsa, dopo un’affermazione in finale più netta di quanto il punteggio non lasci intendere. Djokovic vince il quarto China Open su quattro partecipazioni. Venti vittorie e nessuna sconfitta in questo torneo. Vince con una prestazione impressionante al servizio, appena sei punti persi in tutto il match, contro un Nadal forse stanco, forse un po’ spento, che non arriva mai a 40 in risposta.

2013 Barclays ATP World Tour Finals, finale, DJOKOVIC 63 64

Novak Djokovic vince da imbattuto, per la seconda volta, il Masters, non solo battendo Nadal, ma eguagliando la miglior serie stagionale dell’iberico di 22 vittorie consecutive. Dagli Us Open, Nadal ha battuto un solo top-5, Ferrer, mentre Djokovic ha totalizzato cinque vittorie: due volte Nadal, due volte Del Potro e una volta “Ferru”. La differenza, a Londra, è stata evidente, rimarcata ancor di più dai numeri delle statistiche: 4 doppi falli e soli 9 vincenti a fronte di 23 errori di Nadal, 13 solo col suo colpo migliore, il dritto. Djokovic, più costante, ha sì un saldo negativo e  21 errori, ma con 17 vincenti e 15 punti in più.

E’ una finale tesa, con più errori che vincenti, che non riesce ad accendere il pubblico. Rafa parte male, sotto 0-3, ma riesce a recuperare un break, finché non si arriva sul 3-4 e Nole, a seguito di un game lottato, mette a segno il break decisivo: 3-5, chiudendo poi il parziale sul turno di servizio successivo. Nel secondo continuano gli errori di Rafa – troppi per i suoi standard – che si appella disperatamente al servizio, un Djokovic che ha in pugno le redini del gioco, continua a mettergli pressione e alla fine chiude il match per il suo terzo titolo al Masters.

2014 Miami, finale, DJOKOVIC 6-3 6-3

Quello della finale di Miami è un Djokovic decisamente sopra le righe, Rafa non ha potuto niente se non arrendersi alla superiorità del serbo, che si è aggiudicato il quarto titolo in Florida. Nadal ha avuto una sola chance, in tutto l’incontro di strappare il servizio al suo avversario: nel game di apertura, ma Nole ha prontamente annullato la palla break con un rovescio vincente e da lì ha dato il via al suo assolo.

Nel secondo parziale Nadal si è avvicinato appena ad ottenere una palla break, complice uno smash sbagliato di Nole si è portato sullo 0-30, ma da quel momento subirà un parziale di 17 punti a 2 sulla battuta dell’avversario. Il match finirà in 84 minuti, 6-3 6-3, e Nole realizzerà la doppietta con Key Biscayne, proprio come fece nel suo memorabile 2011.

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Esordio sul velluto per Nadal a Montecarlo: adesso gli ottavi con Dimitrov

Lo spagnolo concede appena tre giochi a Delbonis, capace di creare qualche piccolo problema solo nel secondo set. Al prossimo turno troverà Dimitrov, battuto 13 volte su 14

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Rafael Nadal - ATP Montecarlo 2021 (via Twitter, @ROLEXMCMASTERS)

[3] R. Nadal b. [Q] F. Delbonis 6-1 6-2

Doveva essere un esordio agevole per Rafael Nadal e così è stato. Lo spagnolo, a dispetto dei quasi due mesi lontano dal campo, ha mostrato il solito grande feeling con la superficie e con Montecarlo in particolare (72-5 il bilancio aggiornato su questi campi), disponendo agevolmente di Federico Delbonis. L’argentino ha provato a giocarsela, soprattutto nel secondo set, ma semplicemente non dispone delle armi per impensierire Rafa né per tenerne il passo sul rosso. Dopo il massacro del primo set e mezzo, Delbonis ha provato a rifarsi sotto ma è stato prontamente ricacciato indietro da Nadal. Il prossimo avversario del maiorchino sarà Grigor Dimitrov (13-1 i precedenti; 3-0 a Montecarlo), in un match che si spera possa regalare più spettacolo. “Abbiamo giocato tante belle partite insieme, non solo la semifinale dell’Australian Open 2017” ha ricordato Rafa in conferenza. “Sarò pronto per la partita, o quantomeno spero di essere pronto” ha scherzato, dicendosi in ogni caso soddisfatto del tennis espresso all’esordio.

IL MATCH – Fin dall’inizio si capisce che Delbonis non può tenere il ritmo forsennato imposto da Nadal. L’argentino o va fuori giri tentando di spingere o si rifugia in back difensivi che però raramente mettono in difficoltà l’avversario. In pochi minuti Rafa si ritova già sul 3-0. Delbonis prova a darsi una scossa con un bel rovescio lungolinea vincente forzando poi Rafa all’errore dopo uno scambio tutto in difesa. La riscossa dura però giusto questi due punti: Nadal infatti impatta sul 30-30 con un bel dritto e una smorzata, prima di accogliere benevolmente i due doppi falli consecutivi dell’avversario, costretto a forzare (senza successo) anche col servizio. Finalmente sul 5-0, Delbonis riesce a muovere il punteggio e a evitare quantomeno l’onta del bagel.

 

In avvio di secondo set, le cose non mutano in meglio per l’argentino, che cede subito la battuta. Il martellamento asfissiante di Nadal non accenna a diminuire d’intensità e gli frutta un secondo break che lo proietta sul 3-0. Qui Delbonis si procura due insperate palle break consecutive grazie a una serie di (s)fortunati eventi: una risposta colpita male ma che rimane in campo, un doppio fallo di Rafa e infine un non semplice smash ‘appoggiato’. Nadal non fa una piega e le annulla entrambe con autorità, così come fa anche con una terza occasione. Delbonis però sente che questo è probabilmente l’ultimo treno per sperare di rientrare in partita e si aggrappa al game, guadagnandosi una quarta palla break che riesce stavolta a convertire complice anche un nastro benigno.

Immediata arriva la reazione di Nadal, parecchio infastidito dal break appena subito, ma Delbonis riesce a tenere la battuta e ad andare sul 3-2, cancellando anche una palla break con un gran dritto lungolinea. La rinnovata spinta del volenteroso argentino però non è sufficiente a riaprire davvero la partita che anzi, ritorna saldamente nelle mani di Nadal con il break ottenuto nel settimo gioco. Sul 5-2 arriva l’ultimo sussulto di Delbonis che annulla un match point e si procura addirittura una palla break. Rafa però esce alla grande dal mini momento di difficoltà e chiude il match al terzo match point, dopo un’ora e venti minuti di gioco.

Il tabellone completo

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ATP

ATP Montecarlo: Sonego non supera l’esame Zverev

Il numero 6 del mondo ritrova la costanza che gli era mancata a Miami e in due set regola un buon Sonego

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[5] A. Zverev b. L. Sonego 6-3 6-3

Troppo solido alla distanza Alexander Zverev per un buon Lorenzo Sonego, che come suo solito lotta parecchio e mostra un bel tennis ma deve cedere in due set ad uno Zverev apparso molto concentrato soprattutto al servizio. La prima sfida tra i due arrivava in momenti completamente opposti di forma. Sonego era reduce dal brillante torneo vinto a Cagliari, oltre che dal buon primo turno vinto contro un tennista ostico come Fucsovics. Meno positivo il periodo di Zverev, che non aveva giocato finora su terra battuta e la sua ultima partita risaliva a Miami, il secondo turno perso contro Emil Ruusuvori.

Il tennista italiano parte giocando un buon tennis, ma il primo a passare davanti è il tedesco, che sfrutta due indecisioni di dritto di Sonego per prendere il primo vantaggio della partita. La prima per Zverev però continua a mancare e Sonego si riporta sotto con due palle break. Entrambe vengono annullate da Zverev che ritrova la prima e non dà la possibilità al suo avversario di poterlo attaccare. Una nuova possibilità si para davanti a Sonego nel settimo game, uno splendido dritto diagonale gli porta due palle break.

 

La prima di servizio torna in aiuto del numero 6 del mondo, anche se la seconda palla break annullata arriva con un servizio che il replay mostra essere di poco largo. Sonego non si perde d’animo e dopo aver annullato due palle game si guadagna e converte la terza palla break con un pesante dritto lungolinea, meritata per il livello espresso finora dal tennista torinese.

Zverev non resta a guardare e reagisce subito al break diventando un muro da fondo. Gli errori di Sonego si accumulano e il finalista degli US Open si riporta avanti di un break. Uno dei meriti della buona partita del tedesco oggi è la costanza di rendimento al servizio, ed è di nuovo la battuta a cavarlo d’impaccio quando si fa rimontare due set point da Sonego. Il primo punto ai vantaggi è un ace, con il secondo si crea lo spazio con il servizio per chiudere con uno schiaffo al volo di dritto un set giocato molto bene da entrambi i giocatori. Da notare il dato dei doppi falli del tennista di Amburgo, zero per tutto il primo set, una rarità visti i suoi problemi recenti.

Il numero 6 del mondo capisce che è il momento di affondare il colpo e tramortisce Sonego ad inizio secondo set sfruttando la forza della sua diagonale di rovescio. A dire la verità il tennista italiano sta facendo un’ottima partita anche da quel punto di vista, mostrando tutti i suoi miglioramenti con quel fondamentale. Confrontato però con un colpo come quello di Zverev è normale vada in difficoltà. Come successo nel primo set Sonego risponde subito al fuoco con due palle break, ma ancora la prima di Zverev torna dominante e gli toglie le castagne dal fuoco. Sonego non molla la battaglia e con due splendidi pallonetti si mantiene dentro il game, e l’occasione arriva di nuovo con un dritto steccato dal tedesco. Questa volta il servizio tradisce Zverev e con un doppio fallo rimette Sonego nel set.

Ora il livello del tedesco è calato vistosamente ed anche gli errori da fondo cominciano ad arrivare. Un rovescio scagliato male rischia di costargli il secondo break consecutivo, ma con l’aiuto del servizio si salva. Piano piano, nonostante un dritto molto meno affidabile del primo set, Zverev si ritira su e torna a farsi prepotente durante i turni di Sonego. La prima chance nel settimo game è ben controllata dall’italiano, ma sulla seconda il “solito” rovescio devastante vale game e break per il tennista tedesco.

La partita si mette ancora più in salita quando Sonego sotto 15-30 e 3-5 commette il primo doppio fallo della partita. Non poteva esserci momento peggiore, il colpo in uscita dal servizio è lungo e Zverev chiude la partita dopo un’ora e mezza di battaglia. Un peccato per Lorenzo, che oggi ha giocato bene e reso la partita più equilibrata di quanto dica il punteggio. Il tedesco sfiderà David Goffin per un posto nei quarti di finale di Montecarlo. Sonego invece perderà almeno quattro posizioni del ranking, a causa dei punti persi dei quarti dell’anno scorso. Ma vista la posizione attuale, numero 32, se continua con questo stato di forma può mantenersi tra le teste di serie del Roland Garros. Con la sconfitta di Sonego Fabio Fognini resta l’unico italiano ancora presente in tabellone.

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Djokovic, lezione e investitura a Sinner: “È il presente e il futuro del tennis”

Nel match del giorno Jannik parte bene e va in vantaggio di un break, ma via via soffre la pressione di Nole, che domina alla distanza

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[1] N. Djokovic b. J. Sinner 6-4 6-2

Era stata presentata come la partita del giorno, e le attese non sono andate deluse, almeno per una buona oretta. Dopo il battesimo del fuoco ricevuto da Rafa Nadal sul Philippe Chatrier in autunno, il sacerdote Novak Djokovic ha somministrato il secondo segno sensibile al fenomeno nascente Jannik Sinner sotto la terrazza di Montecarlo. Sei quattro sei due per il primo favorito, un’ora e mezza abbondante molto lottata, giocata a ritmi esagerati e trapunta di scambi ad alta intensità. Poi Nole ha preso il sopravvento, e non sarebbe stato difficile prevederlo, ma chi voleva una partita – e un’altra conferma sulla crescita di Jannik – l’ha avuta.

Aveva iniziato molto bene il kid di Sesto Pusteria: secondo game in battuta molto sudato, offerto da un Djokovic intento a far intendere al ragazzo su quale pianeta fosse capitato, poi Sinner ha strappato il servizio al serbo nel terzo, complici un paio di vincenti da urlo, tra i quali ha particolarmente brillato un gran rovescio incrociato sulla linea, utile a provocare la sorpresa del numero uno. Jannik non ha però saputo consolidare, come si suol dire, e qui Djokovic non ha messo troppo di suo: un doppio fallo, un dritto tirato fuori con lo scambio in mano e un rovescio addosso alla star con il campo aperto sono valsi il pareggio: tanta ingenuità direbbero quelli che non hanno mai avuto a che fare con la pressione. Certo è che l’età verdissima in qualche modo può rappresentare un mismatch di non poco conto contro un avversario persino più famelico dei canoni quando deve inseguire. Si è un po’ disunito Jannik, ci mancherebbe: Djokovic gioca profondo come nessuno, si sa, e sulla seconda ha la bava alla bocca. Il combinato disposto, direbbe il giurista, ha costretto Sinner a forzare molte prime, con conseguenze problematiche sulle sue percentuali. Anche a questo è addebitabile il secondo break consecutivo Serbia, viatico al cinque due che pareva una precoce pietra tombale sulla frazione.

 

Detto questo, anche Nole di tanto in tanto pare umano, e Sinner certamente non vende la pelle a buon prezzo: gravato da un paio di errori di misura, dal trenta a zero a due punti dal set Djokovic ha subìto quattro punti consecutivi, consentendo al giovane collega di servire per il pareggio. Ma ribattitore migliore della storia del gioco non si diventa per caso: una manciata di palle a un palmo dal fondocampo hanno costretto Sinner a diversi fuori giri e a salvare un primo set point, prima che un nastro malandrino sul suo lungolinea, beffardo nell’apparecchiare il vincente al serbo, ne forzasse un secondo, stavolta raccolto da Nole con un forcing da dietro reiterato fino all’errore con il rovescio dell’italiano.

Jannik Sinner – ATP Montecarlo 2021 (ph. Agence Carte Blanche / Réalis)

Cinquantasei minuti, ritmi alti, lunghi scambi e una lotta tutt’altro che disprezzabile. Non male l’offerta di Jannik, forse un po’ troppo legata mani e piedi al vincente, con tutti i rischi del caso. Nole in giornata, lo è quasi sempre, quando impone la proverbiale pressione da fondo al momento è ancora un po’ troppo. E la sua giornata, già serena, è migliorata nel secondo set, a fronte della resistenza ora forse un po’ ammaccata del nostro: break Serbia nel quarto gioco. Sinner, puntiglioso, con il solito atteggiamento impeccabile, concentrato sul tema fino al parossismo, ora annaspante e sempre più ingarbugliato nella ragnatela. Poche chance per lui di rientrare; una, sostanzialmente, nel settimo game, quando Nole ha offerto palla break ingarbugliandosi con due doppi falli, ma qui è mancato Sinner, autore di una rispostaccia fuori di metri su una seconda attaccabile. La partita lì si è eclissata, insieme allo sguardo fattosi torvo del diciannovenne. Agli ottavi di domani, contro il campione di Miami Hubert Hurkacz o Dan Evans, andrà Djokovic, come sempre, come prevedibile. Per un’ora c’è stata partita, per il resto una lezione di cui Jannik saprà far tesoro.

Mi sento bene – ha detto Djokovic a Tennis TV -. Questo club è la mia base d’allenamento da 15 anni, mi sembra di giocare a casa. E’ stato un bell’esordio, non era una sfida semplice ma sono riuscito a trovare il ritmo e i colpi. Sinner colpisce la palla nel modo giusto più o meno su tutte le superfici, è polivalente, ha molto talento ed è in forma. E’ il futuro del nostro sport, e forse già il presente. Del resto ha già giocato la finale di un 1000 da teenager“. A diciannove anni Nole non era certamente prossimo a somigliare alla sua versione odierna.

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