ATP/WTA Eastbourne: Schiavone nel main draw, bene Pennetta/Hingis

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ATP/WTA Eastbourne: Schiavone nel main draw, bene Pennetta/Hingis

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TENNIS – Dopo una battaglia molto dura, Francesca Schiavone supera in tre set la croata Ajla Tomljanovic, 6-7(2) 6-0 7-6(2). Agnieszka Radwanska perde all’esordio per il terzo anno consecutivo. Si risolleva Caroline Wozniacki che vince il big match con Stosur. Bene Stephens. Esordio positivo per Pennetta nel doppio, in coppia con Martina Hingis. Tra gli uomini fuori Kyle Edmund. Da Eastbourne, Edoardo Bressanelli.

Partita spettacolare, ricca di colpi di scena nel turno di apertura ad Eastbourne. Sotto una pioggerellina leggera, Francesca Schiavone apre il programma sul campo due dopo aver superato due turni di qualificazione contro la teen croata Ajla Tomljanovic.

 

La Tomljanovic, classe 1993, è giocatrice in ascesa ed in fiducia. All Roland Garros è arrivata fino agli ottavi di finale, superando proprio Francesca al primo turno e la Radwanska al terzo. Le condizioni meteo ad Eastbourne non sono eccezionali: si gioca su un campo reso scivoloso dalla pioggia, e Francesca se ne lamenta con il giudice di sedia prima dell’inizio dell’incontro. Nel primo set le due giocatrice tengono piuttosto agevolmente il servizio. La chiave tattica del match è chiara: Francesca usa le sue rotazioni e, con lo slice di rovescio, prepara la discesa a rete. Tomljanovic si appoggia invece al servizio e alla potenza nello scambio da fondo. Una variante utlizzata dalla croata è la palla corta, che ne dimostra le discrete qualità di tocco. Non ci sono occasioni per togliere il servizio all’avversaria: Francesca sembra in ottime condizioni fisiche, tiene bene lo scambio da fondo e si guadagna gli applausi del pubblico con alcune splendide chiusure a rete. Si arriva quindi al tie-break, dove però Francesca sbaglia un dritto facile e commette un doppio fallo. Nonostante il supporto di Flavia Pennetta, arrivata a bordo campo a sostenere l’amica e compagna di Fed Cup, il tie-break si chiude 7 punti a 2 per la tennista croata.

Francesca è brava a non subire il contraccolpo. Nel secondo set gioca all’attacco e nel secondo gioco riesce a strappare subito il servizio alla sua avversaria e ad annullare quattro palle per il contro-break nel terzo gioco. La Tomljanovic è ora anche meno incisiva con la prima di servizio ed un pregevole attacco con lo slice di rovescio permette a Francesca di conquistare il secondo break nel quarto gioco. Dopo aver anullato ancora due break points nel quinto, con un incredibile recupero su una palla corta della Tomljanovic la Schiavone ha l’opportunità di chiudere il set, che trasforma al primo tentativo.

Nel terzo set la partita cambia ancora. Nel primo game la Tomljanovic le strappa subito il servizio con uno splendido servizio incrociato. Bellissimo il quarto game, dove Francesca si porta sul 40-40 con una stop-volley millimetrica e si guadagna due palle break. Sulla seconda, annullata da un passante in corsa pazzesco della Tomljanovic , simpatico siparietto della Schiavone, che si getta a terra come a dire: “cosa devo fare per conquistare il punto?” portando il pubblico decisamente dalla sua parte. La partita prosegue senza scosse fino all’undicesimo gioco, quando Francesca commette prima un doppio fallo, e poi affossa in rete un facile diritto. Francesca si innervosisce, impreca ad alta voce (ma gli italiani sul campo 2 non sono molti…) e perde il servizio. Per l’ennesima volta, però, la partita prende una direzione innaspettata: la Tomljanovic sente la pressione, serve meno prime e  subisce il contro-break. Si va quindi al tie-break. Francesca parte male e la croata conquista il primo mini-break. Da lì in poi, però, è un assolo di Francesca, che pizzica la riga con uno slice di rovescio per il 2 a 1 e, con l’aiuto della prima di servizio, chiude 7 punti a 2. Un inizio davvero convincente per Francesca, molto solida dal fondo e apparsa in ottime condizioni atletiche.

Gli altri incontri:
Si gioca a Eastbourne, sulla costa inglese a sud-est di Londra, l’ultimo torneo sull’erba in preparazione di Wimbledon. Alle undici del mattino cade una pioggia leggera e spira un vento tanto leggero quanto freddo, sicuramente piu’ fastidioso per il pubblico di Eastbourne – una localita’ tranquilla scelta da molti pensionati inglesi, una specie di Florida con un clima un po’ diverso… – che per i giocatori. Il programma e’ di alto livello, soprattutto quello femminile, che qui ad Eastbourne e’ di piu’ consolidata tradizione: sono infatti n tabellone cinque tra le prime dieci giocatrici del ranking. La sorpresa piu’ grande della giornata e’ l’eliminazione della testa di serie numero uno, gia’ finalista di Wimbledon, Agnieszka Radwanska ad opera di Anastasia Pavlyuchenkova. Partita emozionante, decisa al tie-break del terzo set, con la Radwanska – gia’ bianco-vestita con la sola eccezione della visiera arancione – che perde il braccio di ferro da fondo campo con la russa. La Pavlyuchenkova e’ parsa molto centrata e, probabilmente, Agnieszska avrebbe potuto usare di piu’ la smorzata, costringendo la russa a muoversi in avanti.

Nel match successivo Caroline Wozniacki ha avuto la meglio di una discontinua Sam Stosur, che alternava a vincenti di diritto e buone soluzioni a rete a grossolani errori dal fondo. La Wozniacki, al solito solida dal fondo, e’ stata molto sostenuta dal pubblico locale, al cui giudizio si e’ direttamente appellata la giocatrice danese dopo un punto contestato ed assegnato dal giudice di sedia a Sam. Negli altri incontri del tabellone femminile, la Cornet ha sconfitto la giovane serba Jovanovski in due set, la Stephens non ha avuto problemi con un’ altra francese, Caroline Garcia, e la quinta testa di serie Angelique Kerber ha battuto 7-6 6-4 Alison Riske.

Nel tabellone maschile (di livello inferiore) il pubblico inglese non ha ottenuto grandi soddisfazioni dai giocatori locali. In mattinata, Evans e’ stato sconfitto da Kanke mentre, nonostante l’onore del campo centrale e un buon servizio, il giovane Edmund – che ha palleggiato a lungo con l’ex finalista degli US Open, e ora suo allenatore, Greg Rusedski (come ha raccontato Oscar Lanti su Ubitennis) – ha dovuto cedere a Querrey.

Il programma odierno e’ chiuso con un doppio femminile di eccezione. Da una parte, la coppia russa Mararova – Vesnina (due campionesse di singolare qui a Eastbourne), dall’altra Martina Hingis con una sorridente Flavia Pennetta. La campionessa svizzera, dopo Hantuchova e Lisicki, le sue partner dal rientro in attivita’ nel 2013, si accompagna per la prima volta alla tarantina. Molto piu’ rilassata la coppia italo-svizzera, che e’ sembrata divertirsi durante la partita, mentre la colladauta copia russa e’ parsa – inspiegabilmente – tesa. Nel primo set Martina e Flavia vanno sotto 5 a 2 ma, trovate le giuste sinergie, brekkano due volte la coppia russa e si impongono 7 a 5. Da segnalare un paio di splendide risposte vincenti di rovescio di Flavia. Nel secondo set subito un break per parte poi, come nel primo set, Martina e Flavia salgono in cattedra. Bell’intesa tra le due, con la Pennetta che, spesso, si complimenta con la compagna di doppio in italiano.

Risultati primo turno uomini:
Sam Querrey (U.S.) beat Kyle Edmund (Britain) 7-6(5) 6-3
Denis Istomin (Uzbekistan) beat Mikhail Kukushkin (Kazakhstan) 7-6(6) 6-7(7) 6-3
Bernard Tomic (Australia) beat Andrey Golubev (Kazakhstan) 6-4 6-4
Carlos Berlocq (Argentina) beat Blaz Rola (Slovenia) 6-2 3-1 (Rola retired)
[6] Gilles Simon (France) beat Chris Guccione (Australia) 7-6(2) 6-4
Martin Klizan (Slovakia) beat 8-Federico Delbonis (Argentina) 6-4 6-4
Tobias Kamke (Germany) beat Daniel Evans (Britain) 6-2 6-3
Jeremy Chardy (France) beat [5] Ivo Karlovic (Croatia) 6-4 6-4

Risultati primo turno donne:
Alize Cornet (France) beat Bojana Jovanovski (Serbia) 6-3 6-2
Sloane Stephens (U.S.) beat Caroline Garcia (France) 6-2 6-4
[8] Caroline Wozniacki (Denmark) beat Samantha Stosur (Australia) 7-5 6-4
Anastasia Pavlyuchenkova (Russia) beat [1] Agnieszka Radwanska (Poland) 6-4 3-6 7-6(4)
Elena Vesnina (Russia) beat Peng Shuai (China) 6-3 6-4
[5] Angelique Kerber (Germany) beat Alison Riske (U.S.) 7-6(6) 6-4

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A Praga, Giorgi vince in rimonta. Halep passa al settimo match point

Camila a corrente alternata. Esordio complicato per la n.2 del mondo. La spuntano entrambe al tie-break decisivo

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Il lunedì di pioggia lascia il posto a una giornata almeno inizialmente calda e soleggiata in quel di Praga. Fra i tanti incontri in programma, sono impegnate anche le due tenniste azzurre presenti in tabellone, Paolini e Giorgi, con diverse fortune, la favorita del seeding Halep e la sua principale antagonista Martic. Non sono mancati neanche i forfait: non sono scese in campo Daria Kasatkina per un infortunio agli ischiocrurali, la campionessa di Palermo Fiona Ferro a causa di un problema a una costola e Dayana Yastremska per un meno “atletico” mal di denti, sostituite da tre lucky loser. E abbiamo visto il gold badge Kader Nouni vestire i panni di uomo dei campi (in senso figurato, letteralmente ha solo indossato la mascherina) per passare ripetutamente lo “straccio” bonificando la palude in cui gli addetti avevano trasformato il campo 10 al termine del primo set di un incontro poco interessante.

CAMILA SUL FILO DI LANA – Dopo il bel torneo della settimana scorsa, Camila Giorgi torna in campo per un’altra battaglia e batte la diciottenne ucraina Marta Kostyuk al tie-break del terzo. Una Giorgi che “ha fatto il suo gioco” e ha avuto ragione di un’avversaria che, attualmente n. 140 WTA, si conferma ottima promessa.
Un doppio fallo e un tentativo di smorzata di Giorg permettono il 3-1 a Kostyuk che, inesperta, probabilmente pensa al contrario (“non regalare punti facili”), incespica sul servizio e fa rimanere in scia Camila che poi completa la rimonta all’ottavo gioco. Entrambe sembrano adottare il principio del non mettere pressione all’avversaria quando si trova sotto nel punteggio del game e regalano punti invece di tenere la palla in campo. Non proprio inaspettati, due errori necessariamente macroscopici di Giorgi chiudono il set a favore di Kostyuk. È però tutta un’altra musica nel secondo parziale: oltre a un punto importante giocato prendendosi l’opportuno margine sulla rete che per un attimo fa preoccupare per le condizioni di salute di Camila, la nostra aggiusta almeno momentaneamente la mira travolgendo Marta, pressoché impossibilita a contenere come era riuscita a fare finora; un piccolo passaggio a vuoto nella fase centrale non compromette l’esito del parziale che termina 6-2.
La partenza è invece da dimenticare nel set decisivo, ma l’azzurra ritrova i colpi riprendendosi il break e pareggiando al sesto gioco. Kostyuk tiene un servizio che vale oro, ma il vantaggio esterno che Camila annulla con decisione è altrettanto determinante, anche se la risposta torna a essere poco incisiva e la 2002 di Kiev può tornare avanti senza sprecare energie. Giorgi non vacilla servendo per restare nel match e interpreta il tie-break alla sua maniera, staccando Kostyuk con vincenti clamorosi, ma con sbavature che la tengono in vita (tennistica). È però l’ucraina a compromettere l’esito sbagliando la risposta aggressiva sul 4-5 che accompagna con uno dei soliti urli acutissimi e Camila si guadagna il secondo turno contro Elise Mertens.

La belga si è imposta su Jasmine Paolini per 7-5 4-6 6-3 in un incontro estremamente equilibrato durato due ore e tre quarti. Complessivamente più che buona la prestazione dell’azzurra che ha perso il match per qualche imprecisione sui punti pesanti, nonostante sia riuscita a rientrare nel primo parziale annullando un set point sul servizio belga con un bel dritto, per poi cedere nuovamente la battuta e fallire due occasioni per il tie-break. Persa la seconda partita, Mertens accelera nel finale e vince il suo primo incontro dalla ripartenza dopo la precoce sconfitta palermitana inflittale da Sasnovich.

 

HALEP, CHE FATICA – Come aveva già fatto nei due confronti del 2019, Polona Hercog costringe al terzo set Simona Halep per poi cedere alla numero 2 del mondo. Simona, che aveva allungato di una settimana l’attesa dei fan con il forfait di Palermo, ha scelto di ripartire dal torneo di Praga, al termine del quale deciderà se partecipare allo US Open.
Dopo i primi due giochi combattuti, Halep prende il largo tra le usuali solidità e facilità nei cambi in lungolinea. Il 6-1 e il break in apertura suggeriscono che ormai siamo a metà della sessione di allenamento, ma Polona si riaccende quasi dal nulla dopo un paio di bei punti e la partita gira completamente: Simona cala in modo evidente, si irrigidisce, sbaglia, mentre la slovena piazza smorzate vincenti e soprattutto 6 giochi di fila. La lotta infuria nella partita finale, Simona sfodera tutta la sia grinta, eppure si fa prima raggiungere dal 3-1 poi dal 5-3, quando serve invano per il secondo turno e poi non sfrutta tre match point consecutivi in risposta – risposta non pervenuta in nessuna delle occasioni. Altre tre palle per andare in doccia evaporano al dodicesimo game finché, al tie-break Halep trasforma prontamente (per così dire) il primo di altri tre match point con un gran rovescio lungolinea scoccato in allungo ben lontana dal campo. Al prossimo turno troverà la wild card ceca Barbora Krejcikova, ottava del mondo in doppio ma oltre la centesima posizione in singolare.

PETRA, LINDA E LE ALTRE – La n. 2 del tabellone Petra Martic supera in due set la russa Varvara Gracheva, mentre cadono le teste di serie Pavlyuchenkova (n. 6), Strycova (7) e Sevastova (9) per mano rispettivamente di Arantxa Rus, Sara Sorribes Tormo e Irina-Camelia Begu. Primo incontro nel Tour WTA per la quindicenne ceca Linda Fruhvirtova che si arrende in due set alla connazionale Kristyna Pliskova, n. 69 del ranking. Allieva della Mouratoglou Academy con la sorella Brenda, Linda gioca già piuttosto bene, ma la differenza tra le due è evidente e la mancina di Louny, gettati due match point consecutivi in risposta che riaprono il secondo parziale, torna ad affidarsi a dritto e servizio (oltre che alle seconde “da quindicenne” e a un paio di errori dell’avversaria) e chiude 7-5.

Risultati:
[1] S. Halep b. P. Hercog 6-1 1-6 7-6(3)
[2] P. Martic b. V. Gracheva 7-6(2) 6-3
C. Giorgi b. M. Kostyuk 4-6 6-2 7-6(4)
I.C. Begu b. A. Sevastova 6-2 6-2
[3] E. Mertens b. J. Paolini 7-5 4-6 6-3
A. Rus b. [6] A.Pavlyuchenkova 7-5 6-2
[WC] B. Krejcikova b. M.P. Tig 6-4 6-3
S. Sorribes Tormo b. [7] B. Strycova 7-6(3) 6-1
Kr. Pliskova b. L. Fruhvirtova 6-2 7-5
L. Tsurenko b. E. Alexandrova 6-2 6-4
M. Frech b. E-G. Ruse 7-6(8) 6-3
L. Kung b. A. Bolsova 6-4 6-3
A Bogdan b. S. Sanders 6-1 6-1
T. Zidansek vs K. Siniakova
L. Siegemund vs M. Sherif

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Fiona Ferro campionessa della ripartenza: domina Kontaveit nella finale di Palermo

Fiona Ferro vince il Palermo Ladies Open. Ottima performance della francese che domina l’estone Anett Kontaveit in due set

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Esattamente cinque mesi dopo l’ultima finale WTA, il circuito femminile e il tennis mondiale incoronano a Palermo la prima campionessa della ripresa post lockdown. Accade in Italia, al Palermo Ladies Open, dove sui campi del Country Club la francese Fiona Ferro supera in finale l’estone Anett Kontaveit col punteggio di 6-2 7-5. Prestazione ineccepibile per la transalpina, davvero di …ferro, nata in Belgio e di papa’ italiano (Padova), che domina nettamente una Kontaveit che, pur non sufficientemente incisiva durante il match, è riuscita a portarsi due volte in vantaggio nel corso del secondo parziale. Fiona ha imposto per tutto l’incontro un ritmo infernale all’avversaria, grazie a un servizio molto aggressivo e martellandola sugli angoli; a fine partita i vincenti saranno ben 51. Con la vittoria a Palermo, Fiona Ferro, attuale n. 53 del mondo, da lunedì entrerà in top 50 a n.44.  Per lei si tratta del secondo titolo dopo quello vinto un anno fa a Losanna (in finale sulla connazionale Cornet).

LA PARTITA

Una giornata e una finale storica per il tennis femminile e la città di Palermo. Il Country Club del capoluogo siciliano ha l’onore di assegnare il primo titolo WTA dopo ben cinque mesi di stop in questa stagione 2020 funestata dal coronavirus. L’ultima tennista a sollevare un trofeo è stata Elina Svitolina, l’8 marzo scorso, vittoriosa a Monterrey contro la ceca Marie Bouzkova. Le protagoniste di questa prima finale della ripartenza sono la francese Fiona Ferro e l’estone Anett Kontaveit, al loro secondo scontro diretto. Per la Kontaveit, 24 anni e n. 22 del mondo (ma ex n.14 e da oggi n.20) si tratta della sesta finale in carriera mentre per la Ferro, 23 anni e n. 53 WTA, è appena la seconda finale ma il suo score è immacolato dopo quella vinta contro Alizé Cornet. Due finali, due vittorie. E nel suo percorso palermitano un solo set perso, quello con Camila Giorgi che l’aveva dominata nel primo set, 62. Cui aveva fatto seguito un 62 per lei e un 75 finale. Prima della Giorgi la Ferro aveva battuto in due set anche la Errani. A sentire il suo coach il match con la Errani era stato il più duro come stress…”perché Sara nel primo set giocava davvero bene e le aveva messo grande pressione. Curiosamente però la Ferro avrebbe poi detto che il match più duro era stato invece quello con Camila, effettivamente più incerto fino alla fine.

 

FIONA DI “FERRO” NEL PRIMO SET – La francese mostra subito la grande personalità messa in campo per tutto il torneo e strappa il servizio all’avversaria alla prima palla break. Si salva dal contro-break con grande aggressività da fondo campo e sale 2-0. Continua a spingere all’impazzata Fiona, infliggendo ad Anett un ritmo che l’estone fatica a tenere. Kontaveit resta attaccata allo score e, alla fine, dopo tre giochi sofferti, riesce ad aggiudicarsi il primo game del match, avvicinandosi 1-2. Ferro non si scompone e continua a martellare allungando ancora sul 3-1.

Ottimizza il break ottenuto ad inizio match salendo ancora 4-2. Potente e chirurgica, martella da un lato all’altro del campo, cercando angoli e profondità, mandando in apnea Kontaveit.

Anett Kontaveit al Palermo Ladies Open 2020 (foto Twitter @LadiesOpenPA)

Sul 5-2, Ferro si procura tre setpoint ma Anett riesce a raggiungerla sul 40-40. Per Fiona c’è una quarta palla del set ma l’estone fa partire dalle corde un vincente lungolinea di rovescio che lascia ferma l’avversaria. Annulla anche il quinto setpoint ma, al sesto, nulla può, subendo per l’ennesima volta il servizio dirompente di Ferro che, dopo 40 minuti, intasca la prima frazione con lo score di 6-2.

LA REAZIONE DI KONTAVEIT NON BASTA – L’Inizio del secondo set segue lo stesso copione del primo ma questa volta a favore della tennista estone che cerca di reagire, strappa per la prima volta il servizio all’avversaria e si porta sul 2-0. Tuttavia, il vantaggio estone dura un attimo e Fiona annulla il gap raggiungendo l’avversaria sul 2-2. Sul 3-3, Kontaveit ha un ulteriore guizzo d’orgoglio che le permette di salire ancora in vantaggio sul 4-3. La francese però non regala nulla con il servizio che le frutta tanti punti gratuiti.

Alcuni errori di troppo da parte della transalpina permettono alla tennista di Tallinn di procurarsi un’altra palla break che Fiona prontamente annulla. Poi è Anett a fare la differenza: grazie a un ottimo dritto con cui si apre il campo, fa suo il punto del 5-3 con un impeccabile incrociato di rovescio, imprendibile per la francese. Ottima la reazione della n. 22 del mondo che le prova tutte per allungare il match al terzo. Ma è notevole anche la contro-reazione di Fiona che, per la seconda volta nel set, annulla il vantaggio dell’avversaria pareggiando sul 5-5, dopo che la ragazza estone era stata a due punti dal set nel servire sul 5-3 e 30-15. Non solo. Le infligge il break e vincendo il terzo game consecutivo può andare a servire per il match sul 6-5.

L’estone tenta il tutto per tutto, spinge, cerca angoli e profondità ma alla fine sbaglia e la francese si ritrova a due punti dal match sul 30-30. La prima di servizio le procura il match point, annullato con un vincente di rovescio lungolinea sparato disperatamente da Anett sulla “seconda” un pochino tremebonda. Ma la francesina se ne procura nun secondo. Questa volta il rovescio della estone va fuori giri e Fiona Ferro diventa la regina di Palermo. Nell’albo d’oro succede alla Svizzera Jil Teichmann, campionessa lo scorso anno quando il torneo era ritornato in calendario dopo sei anni di assenza perché i palermitani avevano “prestato” la data ai malesi di Kuala Lumpur. È, inoltre, la terza francese a trionfare a Palermo dopo Mary Pierce (1991-1992) e Sandrine Testud (1997).

Eccellente la prestazione della francese – che impreziosisce ulteriormente l’ottima performance di Camila Giorgi in semifinale – che ha dominato quasi sempre il match e soprattutto ha dimostrato una forza mentale invidiabile rimontando due volte Kontaveit nel secondo set. La prima campionessa della ripresa dopo il lockdown viene dunque dalla Francia anche se Fiona, allenata dall’ex coach di Pouille Emmanuel Planque, ha origini italiane (suo papà Fabrizio è italiano). Una ripartenza alla grande per lei che, da lunedì, sarà n.44 WTA con il suo allenatore che ha talmente tanta fiducia nel suo potenziale da sostenere, sottolineando “il suo formidabile dritto e la sua determinazione nel lavorare per migliorarsi” nell’intervista resa a Ubaldo Scanagatta presente a Palermo, “non mi stupirei se riuscisse a entrare tra le prime cinque del mondo”. E se così fosse peccato che la ragazza che ha il passaporto italiano grazie al papà che e’ di Padova ed proprietario di una pizzeria in Costa Azzurra vicino Nizza – ha invitato il direttore a mangiarla chez Ferro! – non abbia optato a giocare per l’Italia. Due finali, due vittorie, Losanna e Palermo, dopo 6 vittorie consecutive nelle esibizioni francesi quest’estate (2 su 2 contro la Mladenovic), una potenziale top-player di 23 anni ci avrebbe fatto davvero comodo anche se – dice Planque che e’ succeduto a Huet lo scorso dicembre – “preferisce non esprimersi in italiano sebbene lo parli un po’ …perché è’ troppo timida”. Ma sul campo non lo e’ affatto. E risentiremo parlare di lei, vedrete.

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Italiani

Giorgi si ferma a un set dalla finale: a Palermo il titolo sarà un affare tra Ferro e Kontaveit

Gran rimonta di Fiona Ferro, che da quando il tennis è ripartito non ha mai perso (14 vittorie su 14). Giorgi: “Non sono rammaricata, ho fatto il mio gioco”

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Camila Giorgi - Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

Eravamo pronti a salutare il ritorno di una tennista italiana in finale a Palermo (l’ultima volta era accaduto nel 2013, fu addirittura un derby tra Errani e Vinci), ma ci si è messa di mezzo la grande rimonta di Fiona Ferro. Presa decisamente a pallate nel primo set da Camila Giorgi (il 5-0 iniziale è andato a referto come 6-2), la tennista francese non ha fatto una piega e da quel momento non è più stata sotto nel punteggio. Non solo, ma è stata praticamente perfetta dal punto di vista tattico approfittando di un calo di Giorgi nei colpi di inizio gioco (6-2 7-5 il punteggio degli ultimi due set).

Ferro sfiderà in finale Kontaveit, che ha sconfitto in due set la n.1 del seeding Martic: la sfida è inedita nel circuito maggiore, ma nel 2016 si sono affrontate in un torneo ITF a Poitiers con vittoria di Kontaveit.

GIORGI ILLUDE – Scorrendo semplicemente il punteggio si potrebbe sospettare una quota maggiore di rammarico per Camila Giorgi, ma analizzando la partita a posteriori si deve invece sottolineare il notevole cambio di marcia di Ferro. Travolta in ogni aspetto del gioco nel primo set – senza timore di smentite si può dire che in campo c’era solo Giorgi, a firmare vincenti da ambo i lati – la francese allenata da Emmanuel Planque (ex coach di Pouille) ha capito di non poter accettare lo scambio a velocità troppo sostenuta e ha iniziato a sporcare le traiettorie oltre che a difendersi meglio, soprattutto dal lato del rovescio – quello debole.

 

L’inerzia del match è cambiata con le improvvise difficoltà di Giorgi a difendere il servizio (tre break subiti su quattro nel secondo set) a cui si è accompagnata l’imprecisione in risposta; non a caso, nell’unico game del secondo set in cui è riuscita a rispondere con continuità, ha breakkato Ferro lasciandola a quindici. Non è servito a evitare il 6-2, punteggio speculare a quello del primo set.

Nell’ultimo parziale il livello delle due giocatrici è stato più vicino, ma Ferro aveva ormai acquisito sicurezza nella gestione delle traiettorie; è stata abile a rallentare il ritmo e costringere Giorgi a colpire sopra l’altezza delle spalle, aumentandone così il margine d’errore. Il rovescio, da colpo debole, si è addirittura trasformato in prezioso alleato con un paio di lungolinea vincenti che sono risultati decisivi nell’economia del match. Dopo aver perso il break di vantaggio, Ferro si è portata ancora avanti sul 5-5 e ha chiuso la contesa con il servizio allungando a quattordici la striscia di vittorie dalla ripresa: contando le dieci uscite in una competizione nazionale francese e le quattro partite di questa settimana, da circa un mese Ferro ha sempre vinto.

Nel terzo set ho forzato troppo la seconda“, ha detto Giorgi in conferenza stampa. “Ma non sono rammaricata, ho cercato sempre di fare il mio gioco. E mi sentivo in forma, la condizione fisica non è una scusa: è stato quel game nel terzo set a incidere“.

FUORI MARTIC – Non ha avuto molta storia la prima semifinale, sebbene ce la si aspettasse piuttosto combattuta. In parte per merito di Anett Kontaveit, in parte a causa delle condizioni fisiche imperfette della prima favorita Petra Martic, frenata da un fastidio alla schiena e da una coscia dolorante. Nel primo set la giocatrice estone non ha sbagliato quasi nulla, offrendo una sola palla break, mentre nel secondo – quello in cui Martic ha chiesto il trattamento medico – si è un po’ fatta condizionare e ha faticato a chiudere l’incontro, che alla fine si è concluso 6-2 6-4.

Martic è apparsa abbastanza serena in conferenza stampa, non ha accampato scuse (“Oggi la migliore giocatrice in campo è stata lei“, ha ammesso) e si è detta comunque soddisfatta torneo che ha disputato, confermando di non aver patito particolarmente la ‘nuova’ normalità dovuta alle misure di sicurezza. Dopo aver raccontato nei giorni scorsi che la sensazione più particolare durante il lockdown è stata quella di non sentirsi una tennista per un po’, oggi Petra ha detto che la settimana siciliana le è servita proprio per ricordarsi… cosa significa invece esserlo.

La finale tra Fiona Ferro e Anett Kontaveit andrà in scena domenica, 9 agosto, alle ore 19:30.

Risultati:

[4] A. Kontaveit b. [1] P. Martic 6-2 6-4
F. Ferro b. Camila Giorgi 6-2 2-6 7-5

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