Coppa Davis: Francia-Svizzera la finale migliore

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Coppa Davis: Francia-Svizzera la finale migliore

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TENNIS COPPA DAVIS – Dal 21 al 23 novembre avrà luogo in terra francese (Lille con ogni probabilità) la 102esima finale della Coppa Davis, la prima completamente “francofona”. Francia più completa, Federer e Wawrinka a caccia della loro prima e storica insalatiera.

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Oggi, 18 settembre, avrà luogo a Dubai il sorteggio per il 1° turno del tabellone principale 2015 della Coppa Davis.
Al contempo nella stessa sede dovrebbe essere comunicata dall’ITF la sede prescelta per la finale 2014 tra Svizzera e Francia che si disputerà dal 21 al 23 novembre.
Nello scorso week-end in sala stampa a Ginevra si vociferava che la Francia avesse già scelto dove far svolgere l’atto conclusivo della manifestazione 2014, cioè Lille, dove si sarebbe adattato lo stadio di calcio futuristico ed immenso della cittadina francese alla finale di Davis.
La prima finale completamente francofona della storia della Davis vedrà così affrontarsi Francia e Svizzera, cioè una squadra davvero completa come quella francese che ha ad oggi ben 5 giocatori tra i primi 30 della classifica mondiale (Tsonga, Monfils, Gasquet, Simon e Benneteau) opposta a quella elvetica che si avvarrà del nr.3 e nr.4 del mondo (Federer e Wawrinka) e nulla più (al momento il terzo giocatore schierato a Ginevra contro l’Italia era Marco Chiudinelli, nr. 163 del ranking).

È la finale migliore? È quella che maggiormente rappresenta la forza dei movimenti nazionali?
Non crediamo sia così, le assenze di Nadal, Ferrer, Almagro, Verdasco e Feliciano Lopez sicuramente hanno limitato non poco il potenziale delle “furie rosse” cadute addirittura in serie B.
Più volte si è discusso del format della Davis e del fatto che non dia un’esatta dimensione dei valori tra le rappresentative nazionali.
Certo non ce la si può prendere con la struttura della manifestazione se uno la Davis non la gioca, vuoi perché è infortunato, vuoi perché vuole prendersi un anno sabbatico o perché si vuole dedicare di più alla propria preparazione personale.

Ecco perché a conti fatti ci sembra quella tra Francia e Svizzera la finale migliore che un appassionato di tennis e di Davis (perché non è detto che a volte le due cose coincidano) sia quella migliore che si potesse desiderare. Il grande equilibrio (e anche il grande senso patriottico, mai saputo di un tennista francese che rinuncia alla convocazione o la rifiuti) del team francese contro due tennisti dall’immenso potenziale tecnico e tattico. Grandissimo equilibrio in campo, pronostico davvero difficile, grandissima attenzione dei media perché se è vero che la Francia andrà alla ricerca della sua decima Davis (è la terza nazione per successi nella manifestazione dopo i due colossi Usa e Australia) dall’altra parte ci sarà Federer che proverà a completare il suo immenso palmares.

La Francia dovrebbe optare per la terra rossa naturalmente indoor, superficie sulla quale Federer e Wawrinka sono comunque sempre temibili (a esempio entrambi finalisti a Montecarlo quest’anno) ma sicuramente meno efficaci di quanto non lo siano sul veloce. I padroni di casa giocheranno la 17° finale della loro storia in Coppa Davis.
Il tennis transalpino ha trionfato come detto ben 9 volte nella manifestazione con l’ultima vittoria nel 2001 quando vinse in Australia. Ultima finale invece giocata dai francesi è stata quella di 4 anni fa contro la Serbia a Belgrado (vinse la Serbia 3-2). La Francia ha raggiunto comunque la finale anche altre 7 volte. Sappiamo invece tutti che per la Svizzera è la seconda finale di Davis della sua storia dopo quella del 1992 giocata e persa a Forth Worth contro gli Usa.

Chi parte favorito?
Innanzitutto bisognerà vedere come i giocatori arriveranno all’appuntamento della finale.
Mancano ancora 2 mesi ma soprattutto il finale di stagione riserva ai migliori tennisti del ranking 3 appuntamenti da non perdere. Infatti il calendario prevede ancora 2 Masters Series (Shanghai e Parigi) più il Master di Londra.
Insomma azzardare un minimo pronostico oggi visto l’equilibrio che regna sovrano sarebbe proprio a folli. E allora vediamo un po’ di numeri.

PRECEDENTI TRA LE NAZIONALI
Francia nettamente avanti nei precedenti, la prima vittoria Svizzera è arrivata proprio nel 1992, anno dell’unica finale rosso-crociata.
Piccola curiosità, nelle ultime 5 sfide ha vinto sempre chi giocava fuori casa (gli svizzeri staranno già facendo i debiti scongiuri)

Francia-Svizzera 10-2

13-15 luglio 1923, TC Lione, terra, Semifinale Zona Europea

Francia-Svizzera 3-2
Blanchy (F)-Aeschliman 64 62 64

Martin-Cochet (F) 46 64 36 61 63

Aeschliman/Sautter- Blanchy/Samazeuilh 810 36 62 64 64

Blanchy-Martin 75 63 62

Cochet-Aeschliman 16 63 63 57 64

24-26 maggio 1946, Montreaux, Quarti di finale Zona Europea
Svizzera-Francia 2-3

Petra (F)-Huonder 108 60 61

Spitzer (S)- Pellizza 62 63 62

Bernard/Petra- Buser/Spitzer 60 61 62

Petra-Spitzer 63 63 64

Huonder-Pellizza 75 64 75

19-21 maggio 1950, Roland Garros, terra, 2° turno Zona Europea
Francia-Svizzera 4-0

Thomas-Grange 60 61 75

Destremau-Albrecht 61 62 61

Abdesselam/Remy- Blondel/Buser 63 64 86

Destremau-Grange 62 63 86

10-12 maggio 1956, Losanna, 2° turno Zona Europea
Svizzera-Francia 0-5

Haillet-Blondel 62 64 61

Darmon-Froesch 119 16 62 68 62

Bernard/Remy-Blondel/Buser 61 63 63

Haillet-Froesch 86 63 64

Darmon-Blondel 61 61 62

8-10 maggio 1970, Ginevra, 1° turno Zona Europea A
Svizzera-Francia 1-4

Jauffret-Burgener 63 46 63 64

Sturdza-Goven 108 75 46 63

Chanfreu/Rouyer-Sturdza/Werren 911 62 63 61

Goven-Burgener 61 57 63 64

Jauffret-Sturdza 63 64 63

19-21 marzo 1977, Zurigo, Quarti di finale Zona Europea
Svizzera-Francia 2-3

Dominguez-Kanderal 63 1614 64

Haillet-Gunthardt 63 63 63

Dominguez/Haillet-Kanderal/Sturdza 46 97 46 61 64

Kanderal-Haillet 1513 75 26 63

Gunthardt-Dominguez 86 63 108

15-17 giugno 1979, Roland Garros, terra, 1° turno Zona Europea B
Francia-Svizzera 5-0

Noah-Gunthardt 60 63 62

Bedel-Stadler 26 62 75 64

Moretton/Noah- Gramegna/Stadler 26 62 75 63

Noah-Stadler 60 64 62

Bedel-Gunthardt 26 64 46 1412 75

5-7 febbraio 1988, Basilea, carpet, 1° turno World Group
Svizzera-Francia 1-4

Noah-Stadler 108 911 61 75

Mezzadri-Forget 36 63 06 86 62

Forget/Noah- Gunthardt/Mezzadri 62 64 63

Leconte-Stadler 63 64 46 61

Noah-Mezzadri 63 36 63

27-29 marzo 1992, Nimes, clay, Quarti di Finale
Francia-Svizzera 2-3

Hlasek-Boetsch 36 76(3) 64 76(4)

Rosset-Champion 64 64 46 62

Forget/Leconte- Hlasek/Rosset 46 46 62 76(5) 64

Hlasek-Champion 63 46 76(6) 75

Rosset-Boetsch 64 64

6-8 aprile 2001, Neuchatel, carpet, Quarti di finale
Svizzera-Francia 2-3

Clement-Rosset 63 36 76(4) 67(6) 1513

Escude-Federer 64 67(1) 63 64

Federer/Manta- Pioline/Santoro 57 63 76(4) 67(3) 97

Federer-Clement 64 36 76(5) 64

Escude-Bastl 16 75 67(3) 64 86

4-6 aprile 2003, Tolosa, hard, Quarti di finale
Francia-Svizzera 2-3

Grosjean-Bastl 63 64 36 63

Federer-Escude 64 75 62

Federer/Rosset-Escude/Santoro 64 36 63 76(4)

Federer-Santoro 61 60 62

Escude-Bastl 76(5) 57 76(3)

 

9-11 aprile 2004, Prilly, hard, Quarti di Finale
Svizzera-Francia 2-3
Federer-Escude 64 62 64
Clement-Heuberger 63 63 62

Escude/Llodra-Allegro/Federer 67(4) 63 76(5) 63

Federer-Clement 62 75 64

Escude-Kratochvil 76(3) 64 76(6)

PRECEDENTI TRA I GIOCATORI
Federer è in vantaggio contro tutti i papabili avversari nei singolari anche se prendiamo in considerazione i soli match giocati sulla terra contro ognuno di loro. Chiaramente più equilibrato il bilancio contro i francesi di Wawrinka, in svantaggio contro Tsonga, in parità con Monfils e Gasquet e in vantaggio con il solo Simon. Se le posizioni nel ranking rimanessero quelle odierne, nella prima giornata Wawrinka da numero 2 svizzero si dovrebbe sfidare con Tsonga, ad oggi numero 1 francese.
Appare abbastanza chiaro che per i padroni di casa sarà fondamentale vincere questo singolare per rendere quantomeno il doppio decisivo, laddove probabilmente sono i francesi ad avere un leggero vantaggio.
È comunque evidente che Clement al contrario di Luthi potrà avere più combinazioni al suo arco nella gestione del team, un vantaggio non da poco.

Federer-Tsonga 11-5

Federer-Gasquet 12-2

Federer-Simon 4-2

Tsonga-Wawrinka 3-2

Gasquet-Wawrinka 1-1

Monfils-Wawrinka 2-2

Wawrinka-Simon 3-1 (di cui 1-0 nei challenger)

A due mesi di distanza dalla finale l’unica cosa che al momento ci viene da dire e che sicuramente ci sarà da divertirsi, a Lille (o in qualsiasi altra sede) emozioni e spettacolo non mancheranno.

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Félix Auger-Aliassime MVP della Coppa Davis: ora il canadese si candida per un 2023 da urlo

Quattro match vinti su quattro, nessun break subito e una solidità impressionante. L’eroe del Canada è il suo giocatore più giovane e competitivo

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Félix Auger-Aliassime - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Inscalfibile. È forse questo uno degli aggettivi che meglio si addice all’ultima, clamorosa settimana di Félix Auger-Aliassime in questo già di per sé fantastico 2022.

La stagione appena conclusa, per il 22enne di Montréal, è stata quella della definitiva consacrazione. A gennaio, insieme al compagno e amico Denis Shapovalov, è arrivato il primo grande successo nel circuito maggiore, con il trionfo nell’ormai accantonata ATP Cup. A febbraio poi, al ‘500’ di Rotterdam, il canadese ha finalmente conquistato il primo titolo in carriera, spezzando una maledizione di otto finali perse consecutivamente.

Davvero devastante è stato poi il suo post-US Open, periodo nel quale Auger-Aliassime a livello individuale – escludendo quindi la fase a gironi di Coppa Davis e la Laver Cup – ha raccolto 17 vittorie nei suoi ultimi 21 incontri, tra cui l’impressionante striscia di 16 affermazioni consecutive (e tre titoli di fila) tra il ‘250’ di Firenze e il Masters1000 di Parigi Bercy.

 

La parte di stagione disputata sul cemento indoor ha messo ancora di più in luce i suoi grandi miglioramenti, specialmente al servizio e da fondo. Le percentuali di resa con la prima rasentano la perfezione, mentre con dritto e rovescio ha mostrato una solidità invidiabile.

Nei tre match da lui giocati in singolare non ha mai dato la sensazione di poter perdere. Contro Otte, Musetti e De Minaur ha sempre vinto in due set, con la consapevolezza che, nelle prime due occasioni, un suo passo falso sarebbe equivalso all’eliminazione. La forza mentale è il passo in avanti più grande di Felix negli ultimi sei mesi, dopo alcune sconfitte inopinate dovute in gran parte alla difficoltà nel fronteggiare le pressioni.

Oggi, nonostante i soli 22 anni, in campo Auger-Aliassime sembra già un veterano, capace di alzare ancor di più il livello nei momenti importanti. Basti pensare che in quattro incontri – considerando anche il doppio contro l’Italia – il canadese non ha mai ceduto il servizio, annullando complessivamente 11 palle break. Tra l’altro, nei due tie-break disputati contro Otte e Berrettini/Fognini, non ha mai neanche concesso un mini-break.

Che poi Auger-Aliassime abbia uno dei servizi migliori di tutto il circuito già si sapeva e i dati al servizio dell’ultima settimana, in particolare alla resa con la prima palla, ne sono un’ulteriore conferma:

  • 15 ace e 89% (31/35) di punti vinti con la prima contro Otte
  • 12 ace e 91% (30/33) di punti vinti con la prima contro Musetti
  • 6 ace e 70% (23/33) di punti vinti con la prima contro De Minaur

33 ace in tre incontri – media perfetta di 11 a partita – e un invidiabile 84/101 di punti vinti con la prima di servizio. Con questo colpo, in sostanza, Auger-Aliassime ha concesso solamente 17 punti in tre match. Mediamente, quando ha messo la prima ha perso meno di sei punti.

Tutte le volte che è stato chiamato in causa non ha mai fatto trasparire segni di nervosismo. La tranquillità nella gestione dei momenti importanti, unita ad una giustificata e tutt’altro che ostentata consapevolezza dei propri mezzi, ha restituito al Canada un giocatore ultracompetitivo, su cui poter fare grande affidamento nei prossimi anni.

Chiuso l’anno da n°6 ATP, suo best ranking, chissà che ora il prossimo obiettivo non sia quello di raggiungere vette esplorate finora soltanto da Milos Raonic, quali una finale Slam e la top3. E a soli 22 anni, i margini per ottenere quei risultati – e superarli – ci sono tutti: Felix Auger-Aliassime si candida a un 2023 da grandissimo protagonista.

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Coppa Davis 2022: il trionfo del Canada e i tanti rimpianti della spedizione azzurra

Una squadra di giocatori giovanissimi e multietnica premia gli sforzi di Tennis Canada e alza l’insalatiera per la prima volta in 109 anni. Qualche rimpianto per i nostri ma capitan Volandri può sorridere e guardare positivamente al futuro

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Nella prima finale di Coppa Davis senza una nazione europea dal lontano 1990, trionfa il Canada guidato da Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime. Dall’eliminazione nella fase a gironi, al ripescaggio fortuito a causa del conflitto bellico che ha escluso la squadra campione nel 2021, al trionfo. In questa nuova Coppa Davis, succede anche questo.

Il mancino, 23 anni e con un potenziale da Top 10, ha origini russo-ucraine ed è nato in terra d’Israele, a Tel-Aviv. La mamma Tessa è stata una tennista per l’Unione Sovietica.

Il vero trascinatore della spedizione canadese, infallibile in queste Finals spagnole è Felix Auger-Aliassime. In questo finale di stagione, ha saputo finalmente sbloccarsi e vincere 4 titoli consecutivi dopo le 9 finali perse tra il 2019 e il febbraio scorso. Alle Finals di Torino ha deluso le aspettative mancando la qualificazione alle semifinali ma al termine di una lunga stagione contro i giocatori più forti del circuito, si può anche sbagliare.

 

Non ha sbagliato invece nei tre singolari contro la Germania di Otte, l’Italia di Musetti e l’Australia di De Minaur, e sebbene non fosse troppo a suo agio nel doppio, il punto della vittoria nella semifinale contro l’Italia è anche merito suo. Anche lui, nato da padre togolese e madre franco-canadese.

Il capitano Frank Dancevic ha origini nella Serbia di Novak Djokovic; Vasek Pospisil, l’unico vero doppista della squadra, è ceco. Un trionfo multietnico e multiculturale che ben rappresenta la modernità e la lungimiranza di un paese come il Canada.

Succede anche che, la finale, l’atto conclusivo dell’evento a squadre più importante nel mondo della racchetta, si concluda dopo soli due singolari, terminati entrambi in due set. Enric Rojas, CEO di Kosmos Tennis, ha ribadito anche ieri al nostro direttore Ubaldo Scanagatta che “questo format funziona e deve rimanere questo” con buona pace degli amanti del tennis e dei nostalgici della vecchia Coppa Davis.

La spedizione azzurra, sconfitta al doppio decisivo dal team poi vincitore, ha certo più di un rimpianto. Sono pesate le assenze dei singolaristi più forti, Sinner e Berrettini, ma soprattutto l’infortunio di Simone Bolelli è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. In questi giorni, Filippo Volandri ha difeso i suoi giocatori e il suo progetto per questa squadra.

Tra gli appassionati, sono stati sollevati dubbi riguardo il reale infortunio di Simone e la discutibile decisione di Volandri di schierare un Berrettini a metà. Il capitano ha prontamente risposto confermando l’infortunio del compagno di Fognini: Nemmeno sotto tortura mi sarei privato di chi contro gli Usa era stato il migliore in campo nel doppio. Qualcuno ha parlato di una insistenza di Berrettini: follia pura. La verità è che Sonego non scendeva dal lettino per la stanchezza e Musetti era troppo giù per giocare. È stata una scelta obbligata. […] Non riduciamo tutto a una vittoria o a una sconfitta, serve più cultura sportiva”.

Su questo, capitan Volandri, ha ragione. L’Italia in Coppa Davis non raggiungeva una semifinale dal 2014; nel tie contro gli Stati Uniti, da sfavoriti, un Lorenzo Sonego eroico ha regalato il primo fondamentale punto, con i Chicchi a mettere il sigillo finale. In fondo, ci siamo arresi al doppio decisivo contro i futuri campioni con una squadra decimata dagli infortuni. Si può guardare al futuro con sereno ottimismo. Capitan Volandri è già al lavoro per il 2023. Salteremo la fase eliminatoria di febbraio per vederci direttamente alla fase a gironi di settembre, a Bologna (sede confermata) grazie alla wild card assegnata da Kosmos Tennis e ITF. Una notizia, da un lato positiva perché i nostri potranno riposare subito dopo la fine degli Australian Open – sperando che qualcuno possa arrivare nelle fasi finali del torneo-, dall’altro è un’occasione in meno di stare insieme e fare gruppo” secondo Volandri.

Non sono mancate nemmeno critiche rivolte a Jannik Sinner per non aver accompagnato la squadra in quel di Malaga, nonostante l’infortunio. Volandri difende a spada a tratta l’altoatesino: “Jannik si è messo a disposizione a febbraio nel preliminare nonostante stesse vivendo un periodo molto difficile. […] A Bologna si è unito subito dopo la dolorosa sconfitta con Alcaraz a New York”.

Paolo Bertolucci, uno che di match di Coppa Davis ne ha giocati parecchi e l’ha anche vinta, vede il bicchiere mezzo pieno e guarda con fiducia al prossimo futuro. “Abbiamo un ottimo gruppo. Abbiamo 4 singolaristi di livello e, accanto a Fognini, oltre a Bolelli, anche altre due opzioni di doppio con Berrettini e Sonego. Ce la giochiamo con tutti. Siamo fra le 4 più forti e l’anno prossimo con un pizzico di fortuna e meno infortuni possiamo rivincere la Coppa. Che non dobbiamo chiamare più Davis, però. Questa si vive in un giorno solo, tutta di un fiato, è un’altra cosa dall’altra, quella con 5 partite al meglio di 5 set”.

La Coppa Davis 2022 dell’Italia si conclude con un ottimo terzo posto e tanti spunti tecnici su cui lavorare. Con questo nuovo format, il 33% del punteggio di ogni sfida è affidato al doppio, un settore sul quale il nostro capitano e la Federazione devono investire se l’obiettivo è quello di alzare ancora una volta l’insalatiera.

Lascia un po’ perplessi l’idea di Volandri: “Nel futuro si potrebbe pensare anche a un duo Sinner-Berrettini quando c’è a disposizione anche la coppia piemontese Sonego-Vavassori, ma il capitano assicura che “stiamo lavorando anche sul ricambio, sul circuito prendiamo wild card anche in doppio per far fare esperienza ai più giovani. Questo percorso alla rincorsa della Davis è un progetto a lungo termine, abbiamo appena cominciato”. Con Sinner, Berrettini, Musetti e Sonego come singolaristi e le coppie Bolelli-Fognini e Vavassori-Sonego, il tennis italiano sorride. E nei prossimi anni speriamo di sorridere sollevando la Coppa Davis.

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Coppa Davis, dall’inferno al paradiso: il Canada eliminato e poi campione per la prima volta

A inizio marzo, senza Shapovalov e Auger-Aliassime, il Canada veniva annichilito 4-0 dall’Olanda. Poi l’invasione della Russia ha stravolto tutto. Il ruolo di Raonic nella crescita del movimento

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Canada - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Canada - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Il 24 febbraio 2022 è probabilmente la data più drammatica di quest’anno, quella che rappresenta il giorno in cui la Russia ha invaso militarmente l’Ucraina. Come ben sappiamo tutti, purtroppo il conflitto è ancora lontano dalla sua conclusione. È una guerra che ha stravolto tutto ciò che poteva stravolgere, andando ad influenzare pesantemente anche il mondo del tennis, che è stato investito da provvedimenti più o meno discutibili. Giocatori e giocatrici russi/e e bielorussi/e sono stati costretti a competere senza la rispettiva bandiera, venendo anche bannati dal torneo di Wimbledon. Inoltre, le due federazioni sono state escluse dalla Davis Cup by Rakuten e dalla Billie Jean King Cup. In campo maschile, la Russia di Andrey Rublev e Daniil Medvedev era campione in carica, avendo sconfitto in finale la Croazia di Gojo e Cilic (carnefice dell’Italia a Torino). Già qualificata di diritto alla fase a gironi 2022, di conseguenza, l’esclusione di Medvedev&co. ha lasciato un vuoto da colmare necessariamente.

4-5 marzo 2022: Olanda-Canada 4-0

Il 4 e il 5 marzo scorsi si sono disputate le fasi di qualificazioni, che avrebbero portato i vincitori alla successiva fase a gironi di settembre. L’Italia si è imposta a fatica sulla Slovacchia (3-2), così come la finalista Australia, che al singolare decisivo è riuscita a regolare, con lo stesso punteggio, l’Ungheria.

Solo due teste di serie su 12 sono state eliminate: l’Austria (#12), battuta 3-1 dalla Corea del Sud, e proprio il Canada, spazzato via 4-0 dall’Olanda. Orfano dei suoi gioielli infatti, con Auger-Aliassime e Shapovalov che non avevano troppa intenzione di tornare in Europa solo per qualche giorno alla vigilia del Masters 1000 di Indian Wells, i canadesi non poterono contare neanche su Pospisil. Schierando così Galarneau e Diez in singolare, con Polansky e Schnur in doppio, i nordamericani non avevano speranze di battere l’Olanda di Van De Zandschulp, Griekspoor, Koolhof e Middelkoop. Che, per l’appunto, non ha fatto sconti.

 

Il Canada è stato così eliminato dalla Coppa Davis 2022, dovendo disputare i play-off per rimanere nel World Group. In una decina di giorni, però, è cambiato tutto.

In seguito all’invasione della Russia in Ucraina l’ITF ha deciso, come detto precedentemente, di escludere le federazioni russe e bielorusse. Al posto di Medvedev e compagni avrebbe dovuto esserci la Serbia, in quanto semifinalista 2021 con il ranking migliore. Tuttavia, la squadra di Djokovic aveva già ricevuto una wild card per la fase a gironi, proprio come accaduto oggi ad Italia e Spagna. Era dunque necessario assegnare nuovamente il posto lasciato libero dalla Russia, e la scelta ricadde proprio sul Canada, poiché era la federazione con il miglior ranking tra quelle eliminate nel turno di qualificazione.

Se la Serbia non avesse ricevuto una wild card – e ovviamente senza l’invasione russa – i nordamericani non avrebbero preso parte alle fasi finali della Coppa Davis 2022. Eppure, le cose migliori accadono sempre quando meno ce lo si aspetta.

Rinato dalle proprie ceneri, il Canada è così chiamato a disputare la fase a gironi, in programma dal 13 al 18 settembre contro Spagna, Corea del Sud e proprio la Serbia, orfana di Novak Djokovic. È il girone più combattuto per distacco – l’unico tra l’altro a finire con tre squadre appaiate a due vittorie – deciso da pochi dettagli. Con la Corea del Sud eliminata, tra le altre tre nazionali rimane fuori la Serbia, per via della peggior differenza tra singoli match vinti e persi (4-5, contro i 7-2 della Spagna e i 5-4 del Canada).

Sono sempre pochi dettagli a decidere le sorti dei ragazzi di Frank Dancevic, che anche alle final eight di questa settimana hanno rischiato grosso in più di un’occasione, andando a cinque game dall’eliminazione contro la Germania. Ai quarti, infatti, dopo l’1-1 dei singolari Krawietz e Puetz avevano strappato 6-2 il primo parziale a Pospisil e Shapovalov, bravi però a reagire ad inizio secondo e terzo set, strappando il servizio in avvio in entrambe le occasioni e portando a casa un’insperata vittoria.

Denis Shapovalov Canada Coppa Davis
Canada, Denis Shapovalov

Shapovalov stesso, però, non può certo essere considerato una certezza in Coppa Davis e il suo bilancio di 13/9 in questa competizione – 10/7 in singolare e 3/2 in doppio – ne è la conferma. Dopo la sconfitta ai quarti contro Jack Sock è arrivata anche quella in semifinale contro uno spettacolare Lorenzo Sonego, che ha nuovamente inguaiato i suoi compagni. Per sua fortuna, però, il Canada può contare anche su Félix Auger-Aliassime, MVP indiscusso di queste Finals.

In tre match a Malaga (quattro considerando anche il doppio decisivo contro l’Italia) il n°6 del mondo non ha mai perso il servizio, salvando tutte le 11 palle break concesse, di cui otto oggi contro De Minaur. Non solo, non ha nemmeno mai subito un mini-break nei due tie-break disputati. Una sicurezza.

Dall’esempio di Raonic alla Coppa Davis Junior 2015

Il 2022 è stato senza dubbio un anno magico per il tennis canadese. Oltre alla prima vittoria assoluta in Coppa Davis – il miglior risultato era stata la finale raggiunta nel 2019, persa contro la Spagna – ad inizio anno era arrivata anche la vittoria alla già defunta ATP Cup. Era successo anche lo scorso anno, con il successo della Russia in entrambe le competizioni. In questa stagione, ça va sans dire, i migliori risultati sono arrivati quanto erano presenti sia Shapovalov che Auger-Aliassime.

Il loro, in realtà, è un connubio vincente che parte da lontano. Nel 2015, infatti, i due nordamericani trascinavano la loro nazione al trionfo nella Coppa Davis juniores: dopo che Denis aveva vinto il suo singolare e Félix non era riuscito ad emularlo, i due si imposero sulla Germania al doppio decisivo.

Raonic Canada Coppa Davis
Milos Raonic – Bercy 2020

A fare da apripista alla generazione d’oro del tennis con la foglia d’acero è certamente stato Milos Raonic. Vincitore di 8 titoli ATP, capace di raggiungere il numero 3 del ranking a fine 2016 e finalista a Wimbledon (oltre che in altri 4 Masters 1000), il big server canadese è stato un esempio per i tennisti della generazione successiva alla sua, mostrando loro la via per vette altissime e fino a quel momento inesplorate da suoi connazionali.

Fino a prima di lui, infatti, il tennis in Canada non occupava certo una fetta di rilievo nella torta sportiva nazionale. Nonostante fosse stata una delle prime federazioni a partecipare alla Coppa Davis (l’esordio è datato 1913), prima di questa stagione non era mai arrivata una vittoria, con ben pochi risultati degni di nota negli oltre 100 anni trascorsi.

Pur non avendo ancora annunciato il ritiro dal tennis, Milos Raonic è ormai fermo da più di un anno, ma ha voluto comunque complimentarsi sui social con i ragazzi di Dancevic, definendo il loro successo come il più importante di tutti.

Vista la giovanissima età dei due terribili gemelli diversi, non è poi un azzardo pensare come questa possa essere soltanto il primo di tanti successi, in un futuro che, per il tennis canadese, è sempre più splendente.

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