Finali Serie A1, day 3: Tc Genoa sfuma il bis, scudetto uomini all'Aniene

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Finali Serie A1, day 3: Tc Genoa sfuma il bis, scudetto uomini all’Aniene

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TENNIS SERIE A – In un appassionante scontro punto a punto, il Circolo Canottieri Aniene la spunta nel doppio di spareggio sul Tennis Club Genova laureandosi Campione d’Italia a quattro anni dall’ultimo trionfo. Bolelli man of the match, con lui in campo i romani hanno conquistato tre dei decisivi quattro punti 

Dopo quattro anni lo scudetto maschile della Serie A1 torna a Roma. A conquistarlo è ancora il Circolo Canottieri Aniene, che ha battuto per 4-3 il Tennis Club Genova 1893 nella finale disputata al 105 Stadium del capoluogo ligure. Il punto decisivo è arrivato nel doppio di spareggio grazie a Simone Bolelli, azzurro di Davis, e ad un portacolori storico del circolo della Capitale, il 43enne Vincenzo Santopadre, che hanno sconfitto Potito Starace e il giovane Andrea Basso per 76 46 10-6 al super tie-break. Sfuma dunque per Genova l’accoppiata uomini-donne, un’impresa riuscita nel 1968 e nel 1969 solo al circolo milanese Canottieri Olona: in campo c’erano Nicola Pietrangeli e Lea Pericoli.

E’ stata una sfida lunghissima e ricca di emozioni, cominciata con uno straordinario Francesco Picco che ha firmato in apertura di Lunedì un punto pesantissimo per il Tennis Club Genova. Il giocatore biancorosso ha battuto, al termine di un match molto combattuto, il giovanissimo Matteo Berrettini del Circolo Canottieri Aniene con il punteggio di 3-6 6-4 6-3. Una vittoria molto pesante per il TC Genova, arrivata con l’incessante sostegno dei soci. “Sono davvero felice – spiega Picco – e’ stata una bella partita di fronte ad un avversario di qualità. Ci ho creduto fino alla fine anche se avevo perso il primo set. E poi voglio ringraziare i tifosi del TC che sono stato straordinari che mi hanno dato una carica eccezionale fino all’ultima palla. E’ un punto importante, crediamo allo scudetto ma la strada e’ ancora lunga”.

 

Il 23enne genovese, numero 536 Atp, ha ceduto il primo set al più giovane rivale (Berrettini ha 18 anni e ha giocato un’ottima stagione da junior raggiungendo il terzo turno agli US Open), che ha centrato il break decisivo sul 3-3. Decisiva la maggior potenza dei colpi di Berrettini, alto oltre un metro e novanta. Nella seconda partita break in avvio di Picco, che ha chiuso 64 difendendo sempre con successo il proprio turno di battuta. L’equilibrio nel terzo e decisivo set si è spezzato al quinto gioco, quando Eremin con due splendide risposte vincenti di rovescio ha centrato il break chiudendo poi 63 dopo aver ancora strappato il servizio all’avversario. Per Berrettini, che veniva da una striscia positiva di 8 successi, è la prima sconfitta in singolare in questo campionato.

Quindi Flavio Cipolla ha superato Edoardo Eremin nella sfida tra i numeri due riportando il risultato in parità: 64 57 63 in un’ora e 56 minuti. Rispettato il pronostico che vedeva il 31enne romano favorito, almeno guardando il ranking ATP: numero 329 (ma è salito fino al numero 70 nel 2011) contro 717. Il 21enne italo-russo, però, è dotato di un servizio devastante pur non avendo ancora compiuto l’atteso salto di qualità, ha lottato su ogni punto arrendendosi solo nel finale. Cipolla, quando si cuce lo scudetto dell’Aniene sul petto, diventa un leone e lo ha confermato contro Eremin. Un break a suo favore nel primo set e 64, poi nel secondo il break del genovese sul 6-5, dopo che Flavio sotto 15-40 si era salvato con un incredibile passante di rovescio sulla linea. Nella terza e decisiva partita è venuta fuori la maggior esperienza del tennista romano: primo break in apertura, anche grazie ad un paio di errori di Eremin (un doppio fallo ed una volée non impossibile affossata in rete), secondo al terzo game e 4-0 in pochi minuti. Match praticamente finito nonostante il tentativo di rimonta di Eremin, che sotto 5-2 ha recuperato uno dei due break di svantaggio, ma ha di nuovo ceduto il servizio nel game successivo con Cipolla che ha chiuso 63.

Ad assegnare lo scudetto 2014 sono i doppi. Nel primo Simone Bolelli, azzurro di Davis, e Matteo Berrettini hanno battuto per 62 63 la coppia genovese formata da Andrea Basso e Francesco Picco. Quindi Potito Starace (6 titoli Atp in doppio in carriera) e Alessandro Motti (top 100 nella specialità qualche anno fa) hanno sconfitto Flavio Cipolla in coppia con Vincenzo Santopadre al super tie break con il punteggio di 76 36 10-6 portando i liguri sul 3-3. Quindi l’epilogo con la vittoria dello stesso Santopadre al fianco di Bolelli su Starace-Basso (76 46 10-6).

A vincere però è soprattutto la città di Genova che ha regalato al tennis italiano tre giornate di grande tennis con una location di grande prestigio, il 105 Stadium, e una organizzazione curata da Ernesto De Filippis e la Mca Events davvero impeccabile. Splendida la cornice di pubblico. Presenti le massime istituzioni locali e i grandi uomini del tennis genovese e italiano.

Grande soddisfazione per Ernesto De Filippis, così come per il presidente regionale della FIT Andrea Fossati. “Siamo felici, la risposta del pubblico è stata importante e complessivamente sono stati venduti 2000 biglietti – spiega Fossati – Avevamo un duplice obiettivo: rivalutare la manifestazione e il livello è stato altissimo come dimostrato anche dalla qualità dell’organizzazione. Da presidente del Comitato Regionale, l’obiettivo era portare a casa almeno un titolo e ci siamo riusciti”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore regionale allo sport Matteo Rossi. “Visto il grande successo sia sul campo che sugli spalti, abbiamo l’ambizione di ospitare le finali di serie A1 anche nella stagione 2015 – afferma Rossi – Mi complimento con la squadra femminile del TC Genova per la conquista dello Scudetto ed anche con quella maschile per aver lottato alla pari con il CC Aniene. Desidero poi ringraziare il presidente Andrea Fossati, insieme  all’intero movimento tennistico ligure, per il loro impegno nella promozione del Tennis attraverso grandi eventi che contribuiscono alla valorizzazione del nostro territorio in Italia e, come accadrà con la FedCup di febbraio, nel mondo”.  In rappresentanza rispettivamente del Coni Liguria e del Comune di Genova, sono inoltre intervenuti anche il presidente Vittorio Ottonello ed il consigliere Claudio Villa. Prossimo appuntamento con il grande tennis, sempre a Genova e sempre al 105 Stadium, con il primo turno della Fed Cup, Italia-Francia, in programma il 7 e l’8 febbraio 2015. “Genova saprà rispondere alla grande anche al richiamo della FedCup – aggiunge De Filippis- La Grande Sfida e le finali di A1 sono la dimostrazione della  voglia di grande tennis dei genovesi”.

FINALE MASCHILE
Tennis Club Genova 1893-Circolo Canottieri Aniene 3-4
domenica 7 dicembre
Andrea Basso (Genova) b. Vincenzo Santopadre (Aniene) 63 63
Simone Bolelli (Aniene) b. Potito Starace (Genova) 62 75
lunedì 8 dicembre
Francesco Picco (Genova) b. Matteo Berrettini (Aniene) 36 64 63
Flavio Cipolla (Aniene) b. Edoardo Eremin (Genova) 64 57 63
Simone Bolelli/Matteo Berrettini (Aniene) b. Andrea Basso/Francesco Picco (Genova) 62 63
Potito Starace/Alessandro Motti (Genova) b. Flavio Cipolla/Vincenzo Santopadre (Aniene) 76 36 10-6
Simone Bolelli/Vincenzo Santopadre (Aniene) b. Potito Starace/Andrea Basso (Genova) 76 46 10-6
G.A. Roberto Zansavio. Arbitri: Vincenzo Nicolella, Riccardo Lodde, Alessandro Luraghi

ALBO D’ORO MASCHILE
1922 – Tennis Club Parioli Roma (Riccardo Sabbadini, Clemente Serventi)
1923 – Tennis Club Parioli Roma (Riccardo Sabbadini, Clemente Serventi)
1924 – Tennis Club Napoli (Michele Avitabile, Carlo D’Avalos)
1925 – Società Lawn Tennis Genova (Mino Balbi di Robecco, Placido Gaslini)
1926 – Tennis Club Parioli Roma (Riccardo Sabbadini, Clemente Serventi)
1927 – Tennis Club Juventus Torino (Pier Giovanni Pietra, Emanuele Sertorio, Mario Sertorio)
1928 – Tennis Club Milano (Leonardo Bonzi, Uberto De Morpurgo)
1929 – Tennis Club Parioli Roma (E Barbato, Clemente Serventi)
1930 – Tennis Club Parioli Roma (Giorgio De Stefani, Clemente Serventi)
1931-1932 – non disputata
1933 – Tennis Club Parioli Roma (Oscar De Minerbi, Giovanni Palmieri, Clemente Serventi)
1934 – Tennis Club Parioli Roma (Oscar De Minerbi, Carlo Della Vida, Giovanni Palmieri)
1935 – Tennis Club Parioli Roma (Carlo Della Vida, Clemente Serventi)
1936 – non disputata
1937 – Tennis Club Parioli Roma (Marcello Del Bello, Giorgio De Stefani, Carlo Della Vida, Giovanni Palmieri)
1938 – non disputata
1939 – Tennis Club Parioli Roma (Gianni Cucelli, Gino Vido)
1940 – Tennis Club Parioli Roma (Gianni Cucelli, Marcello Del Bello, Gino Vido)
1941 – Tennis Club Parioli Roma, SS Bruno Mussolini (Gianni Cucelli, Marcello Del Bello)
1942 – Tennis Club Parioli Roma, SS Bruno Mussolini (Marcello Del Bello, Rolando Del Bello, R Monti)
1943-1945 – non disputata
1946 – Tennis Club Varese (Marcello Del Bello, Rolando Del Bello, Cralo Sada)
1947 – Tennis Club Juventus Torino (Gianni Cucelli, Carlo Sada)
1948 – Tennis Club Juventus Torino (Gianni Cucelli, Carlo Sada)
1949 – Tennis Club Milano (Giuliano Caccia, Marcello Del Bello, Fausto Gardini)
1950 – YCC Posillipo Napoli (Mario Belardinelli, Rolando Del Bello)
1951 – Tennis Club Milano (Giuliano Caccia, Marcello Del Bello, Enzo Pautassi)
1952 – TC Ambrosiano Milano (Gianni Cucelli, Fausto Gardini, Franco Zampori)
1953 – TC Ambrosiano Milano (Umberto Bergamo, Gianni Cucelli, Fausto Gardini)
1954 – Tennis Club Milano Bonacossa (Gianni Cucelli, Giorgio Fachini, Fausto Gardini)
1955 – Tennis Club Milano Bonacossa (Giorgio Fachini, Fausto Gardini, Alberto Parri)
1956 – Società Tennis Como (Antonio Maggi, Orlando Sirola)
1957 – CT Chatillon Edison Milano (Giorgio Fachini, Orlando Sirola)
1958 – Virtus Bologna (Giuseppe Merlo, Orlando Sirola)
1959 – Virtus Bologna (Giuseppe Merlo, Orlando Sirola)
1960 – Virtus Bologna (Giuseppe Merlo, Orlando Sirola)
1961 – TC Ignis Comerio (Fuasto Gardini, Nicola Pietrangeli, Orlando Sirola)
1962 – TC Ignis Comerio (Fausto Gardini, Nicola Pietrangeli, Orlando Sirola)
1963 – Circolo Canottieri Roma (Sergio Jacobini, Franco Olivieri, Nicola Pietrangeli, Michele Pirro)
1964 – Circolo Canottieri Roma (Edison Mandarino, Franco Olivieri, Nicola Pietrangeli)
1965 – Virtus Bologna (Giuseppe Merlo, Martin Mulligan)
1966 – Società Canottieri Olona Milano (Nicola Pietrangeli, Sergio Tacchini)
1967 – Società Canottieri Olona Milano (Gaetano Di Maso, Giuseppe Merlo, Nicola Pietrangeli, Sergio Tacchini)
1968 – Società Canottieri Olona Milano (Marco Gilardelli, Martin Mulligan, Nicola Pietrangeli)
1969 – Società Canottieri Olona Milano (Giorgio Bologna, Giordano Maioli, Martin Mulligan, Nicola Pietrangeli)
1970-1976 – non disputata (sostituita dalla Coppa De Morpurgo, campionato a squadre misto)
1977 – non disputata
1978 – Match Ball TC Bagno a Ripoli (Mario Caimo, Massimo Di Domenico, Fabrizio Gasparini, Enzo Vattuone)
1979 – Tennis Club Genova (Emilio Casareto, Augusto Possenti, Piero Toci, Enzo Vattuone)
1980 – Tennis Club Monviso Grugliasco (Luca Anselmi, Massimo Baiona, Stefano Bertone, Maurizio Bonaiti, Franco Merlone, Alejandro Pierola)
1981 – Tennis Club Triestino (Marco Armellini, Paolo Bertolucci, Flavio Mazzocchi, Dale Ogden)
1982 – Circolo Tennis Villa Carpena Forlì (Maurizio Aracri, Patrizio Parrini, Gianluca Rinaldini)
1983 – Circolo Tennis Certosa Calci (Paolo Bertolucci, Enzo Vattuone, Antonio Zugarelli)
1984 – Circolo Tennis Certosa Calci (Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Antonio Zugarelli)
1985 – Tennis Club Crema (Fabio Moscino, Claudio Panatta, Ferrante Rochi)
1986 – Tennis Club Crema (Simone Colombo, Claudio Panatta, Ferrante Rocchi)
1987 – Tennis Club Crema (Paolo Canè, Ugo Colombini, Simone Colombo)
1988 – TC Mozzo ’80 Bergamo (Marcello Bassanelli, Walter Bertini, Paolo Canè)
1989 – TC Mozzo ’80 Bergamo (Marcello Bassanelli, Massimiliano Narducci, Michiel Schapers)
1990-1997 – non disputata
1998 – Match Ball TC Bagno a Ripoli (Elia Grossi, Marzio Martelli, Massimo Valeri)
1999 – Match Ball TC Bagno a Ripoli (Elia Grossi, Marzio Martelli, Mosè Navarra, Massimo Valeri, Filippo Volandri)
2000 – CRB Club Bologna (Alberto Albertini, George Bastl, Daniele Bracciali, Cristian Brandi, Stefano Galvani, Gianluca Gatto, Marco Pontartin, Uros Vico, Adrian Voinea)
2001 – CRB Club Bologna (Daniele Bracciali, Stefano Galvani, Gianluca Gatto, Adrian Voinea)
2002 – CRB Club Bologna (Daniele Bracciali, Edwin Kempes, Dick Norman, Gianluca Gatto, Uros Vico, Filippo Volandri)
2003 – CRB Club Bologna (Daniele Bracciali, Igor Gaudi, Tuomas Ketola, Uros Vico, Filippo Volandri)
2004 – Tennis Club Cagliari (Tomas Behrend, Giorgio Galimberti, Julian Knowle, Federico Luzzi, Davide Sanguinetti, Andreas Seppi)
2005 – Geovillage SC Olbia (Florian Allgauer, Daniele Bracciali, Marcelo Charpentier, Fabio Docche, Younes El Aynaoui, Igor Gaudi, Gianluca Pozzi, Thomas Tenconi, Filippo Volandri)
2006 – Capri Sports Academy (Carlos Cuadrado, Alessandro Da Col, Giorgio Galimberti, Roko Karanusic, Giancarlo Petrazzuolo, Razvan Sabau, Davide Sanguinetti, Potito Starace)
2007 – Capri Sports Academy (Carlos Cuadrado, Giorgio Galimberti, Marc Gicquel, Roko Karanusic, Albert Montanes, Giancarlo Petrazzuolo, Razvan Sabau, Davide Sanguinetti, Pablo Santos Gonzales, Daniele Silvestre, Potito Starace)
2008 – Capri Sports Academy (Marcos Baghdatis, Adriano Biasella, Marc Gicquel, Daniele Giorgini, Pablo Santos Gonzales, Giancarlo Petrazzuolo, Davide Sanguinetti, Potito Starace, Filippo Volandri)
2009 – Capri Sports Academy (Marc Gicquel, Daniele Giorgini, Giancarlo Petrazzuolo, Andreas Seppi, Potito Starace, Filippo Volandri)
2010 – Circolo Canottieri Aniene (Simone Bolelli, Flavio Cipolla, Alessio Di Mauro, Vincenzo Santopadre, Grzegorz Panfil)
2011 – Castellazzo Tennis Club (Daniele Bracciali, Alberto Brizzi, Andey Golubev, Luca Vanni, Giuseppe Montenet, Alessandro Tombolini, Riccardo Trasinelli)
2012 Tennis Club Italia Forte dei Marmi (Davide Bramanti, Daniele Giorgini, Matteo Marrai, Guillrmo Olaso, Luca Pippi, Walter Trusendi, Filippo Volandri)
2013 – Società Tennis Bassano (Andreas Seppi, Paolo Lorenzi, Jesse Huta Galung, Alessio Di Mauro, Marco Crugnola)
2014 – Circolo Canottieri Aniene (Simone Bolelli, Flavio Cipolla, Matteo Berrettini, Vincenzo Santopadre, Simone Vagnozzi, Grzegorz Panfil)

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Serie A1, Manuel Gasbarri: “Vi racconto il mio Rungg vice-campione d’Italia”

Costretto dagli infortuni ad interrompere una promettente carriera, Gasbarri ha trasformato il piccolo circolo altoatesino portandolo ai vertici del campionato maschile e femminile

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Manuel Gasbarri (Photo Courtesy of Manuel Gasbarri)

Link utili: http://www.rungg.info

A margine della finalissima scudetto raggiunta dal suo Rungg contro Parioli, scontro poi vinto dalla compagine capitolina, abbiamo intervistato Manuel Gasbarri, ex-giocatore professionista ed oggi Direttore Tecnico del circolo altoatesino, nonché uno degli allenatori di punta del club assieme a suo fratello Valerio.

Buonasera Manuel, innanzitutto grazie per il suo tempo! Ci spiega come dalla periferia di Roma è arrivato, ormai vent’anni fa, a stabilirsi a Bolzano?

 

Sono due ambienti molto differenti, in effetti [ride, ndr]. Negli ultimi anni di carriera ho giocato il campionato a squadre per il TC Bolzano, quindi mi sono preso carico del settore agonistico del circolo. Dopo qualche anno però, ho capito che non era l’ambiente ideale per me, ed ho accettato di buon grado la proposta del Rungg nel 1999, portando con me i miei ragazzi, tra i quali Mara Santangelo (ex-Top 30 WTA) e Farrukh Dustov (tra i primi 100 al mondo nel 2015).

Di lì è nata una collaborazione proficua con il Rungg...

Sì, nonostante siamo in un paesino ed abbiamo un bilancio non paragonabile a quello degli altri circoli partecipanti alla Serie A, siamo l’unica squadra italiana ad avere una formazione che compete nei campionati di A1 e B1 sia nel maschile che nel femminile. Un risultato incredibile per noi, anche per merito dell’imposizione della regola dei vivai nei campionati a squadre, che ci permette di mettere in mostra tutta la qualità del nostro vivaio, un fiore all’occhiello del nostro circolo.

Abbiamo avuto l’opportunità di vederli all’opera anche nella recente finale-scudetto contro Parioli.

Devo dire che se avessimo potuto giocare con il nostro vivaio in condizioni perfette saremmo stati i favoriti per la vittoria finale, però purtroppo abbiamo avuto qualche piccolo problema di infortuni; detto questo, siamo contenti di aver dato spazio ai nostri giovani più interessanti come Lara Pfeifer e Maximilian Figl, che era uno dei nostri obiettivi nella stagione.

E giocatori più affermati come Gaio e Vilella Martinez come li avete convinti ad unirsi a voi?

Con Mario Vilella (attuale N.177 ATP) ci siamo conosciuti anni fa nel circuito Futures, spesso ci allenavamo insieme e ci siamo trovati da subito bene; quest’anno si è poi aggiunto anche Federico Gaio (N.153 ATP), da me voluto fortemente, che da queste parti aveva vinto un 25.000 qualche anno fa ed aveva lasciato buon ricordo di sé. È un bravissimo ragazzo ed ha risposto alla grande perché ha vinto tutti i singoli e i doppi cui ha preso parte; non dimenticherei anche Marco Bortolotti, che sta diventando un doppista di livello mondiale e da un po’ gestisce la nostra squadra di Serie B. Spero possa restare al Rungg anche una volta chiusa la sua carriera.

Ma parliamo un po’ della sua carriera adesso: come mai il ritiro a soli 24 anni?

La stagione ’95 è stata l’ultima vera stagione che ho disputato, dopodiché ho soltanto fatto qualche apparizione qua e là. La causa principale è stato un infortunio fastidioso alla schiena che mi tormentava già da qualche anno e mi impediva di rendere al massimo. Per cui ad un certo punto ho dovuto prendere una decisione sofferta: peccato, perché ero un atleta promettente.

Era arrivato alla soglia dei primi 200 al mondo a soli 19 anni se non sbaglio...

Cominciavo già a pensare in grande, in effetti. Davide Sanguinetti, per fare un esempio, un mio coetaneo che ha avuto una carriera di tutto rispetto, non mi ha mai battuto fino al ’92. A 19 anni, poi, ho battuto Paolo Canè al Challenger di Salerno, in un periodo dove perdeva molto di rado. Persi poi al turno successivo da Martin Strelba in un incontro molto combattuto, ma consideri che Strelba qualche settimana prima aveva battuto Stefan Edberg che era il numero due al mondo. Sulla terra rossa avevo raggiunto un livello molto interessante, che lasciava presagire tutt’altra carriera per me: come dico sempre, per il tennis professionistico ero pronto su tutti i piani, tranne quello fisico. Paragono la mia traiettoria a quella di tanti ragazzi italiani ancora in attività: giocatori di qualità, che però hanno problemi di infortuni già in giovane età, perché magari hanno giocato troppo a livello giovanile.

Il paragone non fa una piega.

Io dico sempre che Quinzi, Baldi e compagnia hanno salvato la vita a Matteo Berrettini [ride, ndr]: ha avuto modo di fare le cose con più calma, è arrivato dalle retrovie ed ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti!

Tornando al suo ruolo al Rungg, vedo che si circonda di uno staff di altissimo livello, come suo fratello Valerio o Marco Panichi, il preparatore atletico di Novak Djokovic.

Sì, a cui si aggiungono il bravo Daniele Ceraudo che si concentra in particolar modo sulla squadra femminile e Georg Winkler che ci dà un grosso aiuto. Per quanto riguarda mio fratello Valerio, mi ha raggiunto a Bolzano circa 15 anni fa per un anno di prova, in quanto avevo bisogno di una mano. Ha capito in fretta che era un percorso che gli piaceva molto e sono fortunato che abbia deciso di continuare con me, perché è bravo in tutto! Lo invidio! Marco Panichi è per me come un fratello, perché sono stato il suo primo giocatore quando eravamo ancora ad Ostia; mi ha sempre aiutato e, quando il calendario glielo permette, viene qui al Rungg ed aiuta ad impostare il lavoro atletico.

C’è anche lui dunque dietro la magnifica stagione del Rungg. A proposito del campionato di Serie A1, ha qualche idea in merito a come accrescere l’interesse nei confronti di questa competizione?

Io credo che la chiave di tutto sia economica: i giocatori come Fognini, Musetti sono portati a snobbare la competizione perché giocare tornei ATP è più redditizio. Gli sponsor presenti attualmente in Serie A sono aziende medio-piccole ad estrazione locale: bisognerebbe trovare il modo di far avvicinare al tennis delle aziende di caratura maggiore, e per far sì che ciò avvenga si potrebbe cominciare dal trasmettere in TV tutte le partite. È importante avvicinare le persone al tennis, pensi a quante persone in più verrebbero ad assistere alle partite se Sinner, altoatesino, tornasse a disputare una partita nel nostro circolo. Il margine per migliorare il campionato c’è, e la base non è così malvagia se prendiamo come esempio Pedro Martinez Portero (N.60 ATP), che dopo aver disputato la Davis ha deciso di venire a giocare le finali-scudetto invece di andare in vacanza.

Su una regola mi pare di capire che vi troviate particolarmente d’accordo: il vivaio.

Quella è una regola che secondo me è fondamentale ed è stata la svolta del tennis italiano, perché ha costretto tutte le realtà ad investire su loro stesse. Per un ragazzino di 17 anni è importante allenarsi e fare qualche scambio con un Fognini, o giocare qualche doppio con lui. Poi qui al Rungg abbiamo adottato questa filosofia da ancora prima che la rendessero una regola [ride, ndr].

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Circoli in vista

Serie A1 femminile: Parioli si laurea campione battendo di un soffio Rungg

Le capitoline devono ricorrere al doppio di spareggio per conquistare l’agognato tricolore: decisive Beatrice Lombardo e Camilla Rosatello

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Non poteva finire diversamente la finale di Serie A1 femminile tra Parioli e Rungg, ossia al doppio di spareggio che avrebbe deciso in che direzione sarebbe andato lo scudetto; ancora una volta la sfida tra queste due formazioni è stata in perfetto equilibrio, come già avvenuto nel doppio scontro durante la fase a gironi (in entrambi i casi il punteggio finale era stato 2-2). Dal Carisport di Cesena doveva pur uscire una vincitrice, e quindi l’ennesimo pareggio tra le due squadre non è stato definitivo: a spuntarla al fotofinish è stata la coppia capitolina formata da Beatrice Lombardo e Camilla Rosatello, che si impongono sul duo altoatesino Bandecchi/Meliss in due set. Parioli nella giornata di sabato prova subito a mettere le cose in chiaro con Nastassja Burnett, che nella sfida “vivaio” contro Verena Meliss domina lasciandole due soli giochi; è Susan Bandecchi (n.175 WTA, suo miglior ranking) a togliere le castagne dal fuoco per Rungg, come più volte capitato durante la stagione. La ragazza ticinese di origini toscane supera abbastanza agilmente la croata Tena Lukas (n.331 WTA) e chiude la giornata di sabato sull’1 pari. Il leitmotiv non cambia nella giornata di domenica, quando Martina Di Giuseppe (n.282 WTA) rimonta di carattere (ed anche grazie ad un servizio molto solido) l’oriunda Paula Ormaechea (n.209 WTA, ma in passato tra le migliori 60 al mondo) e consegna il primo match-point a Parioli; è la stessa Ormaechea però, in coppia con Verena Meliss a riportare la situazione in parità, dopo un match di doppio altamente emozionante, con frequenti cambi di inerzia e che lascia in lacrime Camilla Rosatello. La piemontese, che in passato ha anche difeso i colori azzurri in Fed Cup, come abbiamo già avuto modo di raccontare saprà riscattarsi a dovere nel doppio di spareggio conclusivo, riportando per la decima volta lo scudetto nella bacheca del Tc Parioli, tornato a festeggiare una vittoria finale a dieci anni esatti di distanza dall’ultima volta. Molto emozionata alla premiazione Beatrice Lombardo, che ricorda “c’ero anche dieci anni fa, ma con un ruolo diverso.. allora portavo l’acqua. Vincere il titolo da protagonista in campo ha un sapore davvero speciale”. Dieci anni fa c’era anche Nastassja Burnett, quando ancora era una promessa del tennis e non poteva certo immaginare che la sua carriera sarebbe stata condizionata dagli infortuni, tanto da costringerla a prendere una sofferta decisione riguardo il tennis ad alti livelli; nonostante tutto però, la ritroviamo sorridente festeggiare il tricolore e chissà che non ci ripensi. Un vero peccato per Rungg, che ha visto sfumare la vittoria finale all’ultimo, al termine di una cavalcata comunque memorabile e che dà grosse speranze alla matricola altoatesina in vista della prossima stagione.

Risultati in dettaglio:

Tc Parioli Roma – Tc Rungg Appiano 3-2

 

Sabato:

Nastassja Burnett (P) b. Verena Meliss (R) 61 61

Susan Bandecchi (R) b. Tena Lukas (P) 62 63;

Domenica:

Martina Di Giuseppe (P) b. Paula Ormaechea (R) 46 61 62

doppio:

Paula Ormaechea/Verena Meliss (R) b. Beatrice Lombardo/Camilla Rosatello (P) 76(5) 36 10-8

doppio di spareggio

Beatrice Lombardo/Camilla Rosatello (P) b. Susan Bandecchi/Verena Meliss (R) 61 76(5)

Si chiude così il campionato femminile, che l’anno prossimo vedrà protagonista anche il Bal Lumezzane, che rientra in massima serie alla prima occasione disponibile, e l’AT Verona, autore di una grande rimonta in trasferta a Ceriano, dove riesce a ribaltare il risultato dell’andata e conquistare la promozione.

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Circoli in vista

Serie A1 maschile: Torre del Greco festeggia il primo tricolore della sua storia

Il giovane circolo campano trionfa nella finalissima-scudetto contro Messina, trascinato dallo spagnolo Pedro Martinez

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Pedro Martinez - ATP Challenger Marbella 2020 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Al Carisport di Cesena è andata in scena la finalissima che assegnava il tricolore dell’edizione 2021 del campionato di Serie A1 maschile: a succedere al Park Tennis Genova è la compagine del New Tennis Torre del Greco, che riporta lo scudetto in Campania dopo 12 anni (ricordiamo nel 2009 il trionfo finale della Capri Sports Academy). Grande emozione per il circolo campano, a partire dal presidente del club nonché giocatore di doppio, Filippo Palumbo, che ci tiene a precisare che “siamo un gruppo di amici, prima che compagni di squadra”. La stella della squadra è senz’altro lo spagnolo Pedro Martinez Portero (n.60 ATP), che anche nella finalissima traccia la strada da seguire per i compagni con due vittorie, prima in singolare contro il connazionale Bernabe Zapata Miralles (n.124 ATP), regolato con un netto 6-0 6-4 (il punteggio avrebbe anche potuto essere più severo per Zapata, se Martinez non si fosse un po’ distratto prima di chiudere sul 5-2) e dominato sotto ogni punto di vista, quindi nel doppio decisivo in coppia con Andrea Pellegrino (n.215 ATP) contro il duo composto da Salvatore Caruso e Julian Ocleppo. E dire che era stato il Vela Messina a partire meglio nella giornata di sabato, conquistando da subito il primo punto, che si rivelerà in seguito l’unico, grazie all’affermazione di Fausto Tabacco su Giovanni Cozzolino per 6-2 6-0 in meno di 50 minuti. Giorgio Tabacco, di un anno più giovane del fratello (classe 2003), non riesce a ripetersi nel secondo match di giornata che lo vedeva opposto al più quotato Raul Brancaccio (n.301 ATP), e depone le armi dopo poco più di un’ora. A chiudere i match di sabato è stata la sfida tra numeri 2, Andrea Pellegrino e Salvatore Caruso (n.158 ATP): risultato un po’ a sorpresa, visto che il portacolori di Torre del Greco regola con un doppio 6-4 il siciliano, con una grande prestazione al servizio che non concede mai a Caruso la possibilità di un break.

Domenica è stata invece la giornata di Pedro Martinez Portero, che, come già anticipato, vince entrambi i suoi match e regala alla sua squadra la vittoria finale per 4-1, per la gioia del trio di allenatori Giancarlo Petrazzuolo, Ciro Cardone ed Alessio Concilio e degli oltre cento tifosi campani che hanno seguito con entusiasmo la squadra nella trasferta romagnola, sfidando le condizioni climatiche avverse. Tutta la delusione del team siciliano si riflette nelle parole di patron Antonio Barbera a margine della premiazione, dove pone l’accento sulla seconda sconfitta in finale negli ultimi tre anni, ma allo stesso tempo riconosce la superiorità degli avversari.

Alle due squadre adesso non resta far altro che attrezzarsi al meglio per la prossima stagione, magari rafforzando i roster con nuovi innesti, con l’auspicio che il campionato possa riscuotere un maggiore successo, come gli sforzi dei circoli che vi partecipano meriterebbero. Una soluzione potrebbe essere quella di ritardare l’inizio della stagione regolare di qualche settimana, in modo da consentire alle squadre di avere una scelta maggiore tra i giocatori a disposizione, altrimenti impegnati in quel periodo in giro per il mondo a disputare i più redditizi incontri del circuito ATP (i primi due nomi che saltano all’occhio scorrendo le rose sono Fabio Fognini e Lorenzo Musetti, praticamente mai schierati dal Park Tennis Genova perché impossibilitati a partecipare). Ma non siamo certo noi a dover prendere le decisioni.

 

Risultati in dettaglio:

New Tennis Torre del Greco – Ct Vela Messina 4-1

Sabato:

Fausto Tabacco (M) b. Giovanni Cozzolino (T) 62 60

Raul Brancaccio (T) b. Giorgio Tabacco (M) 63 61

Andrea Pellegrino (T) b. Salvatore Caruso (M) 64 64;

Domenica

Pedro Martinez Portero (T) b. Bernabè Zapata Miralles (M) 60 64

doppio

Pedro Martinez Portero/Andrea Pellegrino (T) b. Salvatore Caruso/Julian Ocleppo

(M) 63 62

Cala il sipario sul campionato dunque, e nel darci appuntamento alla prossima stagione, ricordiamo i nomi delle squadre che si sono guadagnate la promozione in serie A1 tramite i play-off appena trascorsi di A2: in primis, il Tc Prato, autore di una stagione impressionante fatta di sole vittorie, ultima delle quali il 3-0 sul CT Mario Stasi Lecce, già sconfitto all’andata per 5-1, a coronamento di un’annata che non poteva non concludersi con il meritato salto di categoria. Soddisfazione importante per il capitano Antonio Cotugno, che mostra anche una certa ambizione, dichiarando che “il nostro è un team che può pensare in grande, e se riusciremo a trovare un innesto giusto possiamo davvero pensare allo scudetto”. A far compagnia al Tc Prato ci saranno il Tc Sinalunga, che dopo un solo anno di purgatorio ritorna nella massima serie, il Ct Palermo e la Sc Casale, tutti vincitori dei rispettivi match di play-off.

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