Pagelle: Djokovic e Federer alieni, Errani e Vinci come Albano e Romina

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Pagelle: Djokovic e Federer alieni, Errani e Vinci come Albano e Romina

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Il combined di Indian Wells esalta Djokovic e Federer, Halep brava e fortunata, un buon Nadal in polemica col mondo. Errani e Vinci mistero entrano tra i misteri d’Italia, Pennetta non si ripete ed è gelosa di Bolelli. I consigli di Bjorkman a Murray e i dubbi di Wawrinka

Novak Djokovic 9,5
Manifesta superiorità, 10. Avevo scritto alle 23.00 circa di domenica. Poi un Ufo per una mezzoretta ha destabilizzato anche la perfezione serba. Ma il modo in cui ha incassato e assorbito la bufera sono anch’esse da fenomeno. In ogni caso Federer, dall’alto della sua quadrupla esperienza, aveva predetto che la paternità gli avrebbe fatto bene. Visto l’andazzo, i Djokovic potrebbero moltiplicarsi…
Difficile giocare meglio di così ( anche se tre doppi falli nel tiebreak sono gravi), sembra in una forma spaziale e la sola preoccupazione, per lui, deve essere quella di mantenere questo stato sovrumano almeno sino alla prima settimana di giugno, quando con ogni probabilità si farà la storia di questa stagione e magari non solo.

Roger Federer 9,5
Alla vigilia del torneo lamentava un fastidioso mal di testa: a questo punto sorge il sospetto che fosse una scusa per placare le velleità di Mirka… Il mal di testa, ad ogni modo viene ai suoi avversari. Sempre alle 23.00 di domenica gli avevo dato 8 perché pensavo potesse dare più fastidio a Djokovic. Poi all’improvviso ha preso a tirare conigli a iosa dal suo cilindro magico, dimostrando al contempo una voglia di lottare fuori dal normale. Già con Berdych e Raonic si era vista una versione deluxe di Roger, la finale ha confermato che, almeno sulla lunghezza dei due set su tre, il “vecchietto” ha ancora molto da dire.

 

I capelli (2) di Milos Raonic (7,5)
Quelli fuori posto apparsi nel terzo set del match con Nadal. Adesso pare che Ljubicic, roso dal l’invidia, gli imporrà il suo look motivandolo con la scusa dell’aerodinamica. La lucidità con cui ha giocato i match point contro Rafa fanno pensare che sia pronto per l’ultimo salto. Ma l’incapacità di fronteggiare le variazioni di Federer dicono che c’è ancora da lavorare.

Rafael Nadal 7
Se la pende con le palle, con la regola dei 25 secondi, dice sostanzialmente che il capitano di Davis Gaia Leon è un’incompetente ( “È come se mettessero me a dirigere un ospedale” che poi tanto assurdo non sarebbe. Visti tutti gli infortuni oramai è un esperto) qualche bel pensiero anche per Bernardes, ultima vittima il Papa ” non capisco perché vada a Napoli e non a Manacor”. Ma, dato per morto, gioca un gran match contro Raonic. E non era scontato.

Andy Murray 5,5
Jomas Bjorkman, appena entrato nel team dello scozzese, ha individuato il modo per far dimenticare a Murray le tante sconfitte con Djokovic. “Voglio portare divertimento ed energia ad Andy”. La mente va a quando lo svedese dopo un match di Davis rivelò “Sono sceso in campo ubriaco e ho perso”. La birra, l’arma segreta

Sara Errani e Roberta Vinci 10 ( alla carriera)
La più clamorosa separazione della storia italiana dopo quella tra Albano e Romina. Quindi le rivedremo a Sanremo nel 2030. Sui motivi della rottura varie ipotesi: a) Crisi di gelosia della Vinci “Ubaldo non mi ha mai portato sulla sua vespa, a te si” b) le due facevano coppia anche nella vita ma Sara si è innamorata di Fognini. Al che Roberta ha spifferato tutto alla amica Flavia che si è consolata con Bolelli. E abbiamo perso due doppi in uno; c) si tratta in realtà di una squalifica della Wta tenuta celata. Pare infatti che durante un allenamento un servizio della Errani avesse superato gli 80km/h e la Vinci avesse risposto con un vincente in top di rovescio. A quel punto la Wta ha disposto la sospensione per manifesta superiorità; d) È tutto un complotto ordito dagli inviati negli Slam di Ubitennis: con tutto quello che c’è da fare, due doppi da seguire sono troppi…

Serena Williams 6
Finisce con una Williams che si ritira prima di una semifinale, esattamente come quattordici anni fa. Come tutte le favole si interrompe sul più bello. Era scritto che dovesse vincere tra le lacrime. Già, ma poi di cosa avremmo parlato l’anno prossimo?

Jelena Jankovic 7
Lascio volentieri ad Agf il compito di descrivere le qualità tecniche, fisiche ed agonistiche della serba. Io non ce la faccio proprio. Certo il raffronto tra la finale del torneo femminile e di quello maschile è impietoso.

Simona Halep 8
È il trionfo più importante della carriera. Certo, vincere Indian Wells senza battere top-ten e usufruendo del ritiro di Serena è un bel colpo di fortuna. E non sempre troverà in finale avversarie tremebonde al momento di chiudere la partita. Ma Simona continua a crescere ed il vertice è sempre più vicino. Pronta per uno Slam.

Flavia Pennetta 7
Oh, ha battuto la Sharapova (5)! Non è che si può vincere Indian Wells ogni anno ma visto il ritiro della Williams Flavia può avere più di un rimpianto per i match point falliti contro la Lisicki. È ancora la migliore giocatrice italiana, l’unica in grado di battere le più forti. Vabbè poi doveva risparmiare energie per Brindisi…

Le palle di Indian Wells 2
Appunto 2 palle

Simone Bolelli e Fabio Fognini 8
Oramai sono una certezza e il Master si fine anno è a portata di mano. Pare che Perlas stia escogitando di piazzare, nei match di singolare, una sagoma di cartone a forma di Bolelli accanto alla sedia di Fabio. Preoccupata Flavia Pennetta: “In un momento di tenerezza mi ha chiamato Simone”.

Fabio Fognini 4
Perché poi c’è anche un Fognini che gioca senza Bolelli e che ha perso un’altra volta contro un Mannarino. Se un Mannarino ( Us Open) è amaro il secondo Mannarino è proprio indigesto.

Stanislas Wawrinka 4
Dopo la sconfitta con Haase gli riportano la notizia che Federer in un’intervista aveva dimenticato la sua vittoria a Melbourne. ” Perché io ho vinto a Melbourne?

Judie Murray 10
Come le vittorie del figlio Andy su Deliciano. Hai capito la mammina? Fa girare la testa all’avversario del figlio e quello si intenerisce. Adesso è alla disperata ricerca di un nomignolo affettuoso per Djokovic

Sabine Lisicki 7,5
Non vinceva una partita da una vita. Ha battuto Errani, Vinci e Pennetta. l’Italia da una mano alla Germania, Renzi entusiasta potrà chiedere qualcosa in cambio alla Merkel

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Pagelle Australian Open: Nole 10 e gode

Novak Djokovic torna in Australia e torna a vincere. Primo trionfo per Sabalenka mentre Berrettini si consola

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Novak Djokovic - Australian Open 2023 (foto: twitter @AustralianOpen)

Diciamo la verità, è stato un Australian Open agghiacciante che non ha offerto alcuno spunto interessante, se non fosse stato per le imprese di Srdjan Djokovic, un uomo che ha un livello di autocontrollo, eleganza e opportunità nei comportamenti pari al numero di vocali nel nome. 
È stato un torneo povero, nel quale non c’era il numero 1 Carlos Alcaraz,  non c’era di fatto Rafa Nadal e chissà se ci sarà più, non c’era Roger Federer e qui mi sa che bisognerà arrendersi all’idea di vederlo sfilare alla Fashion Week di Parigi, non c’era praticamente Danil Medvedev (4) rimasto ai primi due set della finale dell’anno scorso. Per fortuna ci ha pensato Andy Murray (8) a riscaldare i cuori degli aficionados nottambuli ma capirete che se per emozionarci dobbiamo affidarci ad un quasi ex con un’anca di metallo, siamo messi malaccio. 


Quindi che cosa poteva accadere di diverso da quello che accade di solito? Novak Djokovic (10), una volta sicuro di poter tornare ad entrare in Australia, ha ripreso a fare quello che ha sempre fatto da queste parti, e non solo: dominare. Al punto che ai suoi avversari e detrattori non resterà che augurarsi l’esplosione di una nuova pandemia.


Stefanos Tsitsipas (8,5) sognava il primo slam ed il numero 1 del mondo: “sarà per la prossima volta”, ovvero la frase che i giovani , i quasi giovani e gli ex giovani del circuito degli ultimi 20 anni si sono sentiti ripetere in continuazione. Comunque Stefanos l’ha presa con filosofia e con la consueta dose di umiltà: “È scritto, sono nato campione, sono andato a soli tre set dall’essere campione slam,  numero 1 del mondo, Papa, Presidente degli Stati Uniti e presentatore del Festival di Sanremo”.

 

A proposito, per evitare le polemiche legate all’invito al presidente ucraino Zelensky, pare che Amadeus abbia deciso di mandare un forte messaggio di pace ospitando nella serata dei duetti Srdjan Djokovic e Apostolos Tsitsipas che si esibiranno prima in “Sei forte papà” e poi, tenendosi per mano in “Allora ti chiamerò trottolino amoroso dududadadà”


E lo so, dovremmo essere politically correct e tessere le lodi dei semifinalisti Tommy Paul (8), emblema del rinascimento del tennis a stelle e strisce, e Karen Khachanov (8), che ha tenuto alta la bandiera invisibile dell’armata russa…ma insomma i russi i russi gli americani, no lacrime non fermarti fino a domani…e invece diciamo che un torneo dello slam con Paul e Khachanov in semifinale non possiamo sopportarlo. Lo sappiamo, direte,  intanto loro fin lì ci sono arrivati (e infatti gli abbiamo dato dei bei voti, che volete, anche se Struff, Davidovich Fokina, Brooksby, Bautista Agut e Shelton  per arrivare in semifinale non è male come percorso eh?) e invece i membri dello squadrone italico che fine hanno fatto? 


Beh, da questo punto di vista il torneo è stato pressoché drammatico. Jannik Sinner (6,5) ha almeno piantato la bandierina nella seconda settimana, ha peggiorato di un turno il risultato dello scorso anno, ma in compenso ha portato al quinto il finalista del torneo ed è tornato a casa in buona salute e non ha rivoluzionato il suo box: insomma si cresce.


Matteo Berrettini (4,5) in realtà non ha tradito le attese: l’obiettivo era occupare le pagine dei quotidiani italiani durante la seconda settimana del torneo grazie alle imprese realizzate verso le 04.30 del mattino ora italiana. Ebbene, game, Satta and match, Matteo! Sei tutti noi! Applausi!

Lorenzo Musetti (4) invece ha perso male al primo turno, tradendo le attese degli esteti del tennis. Per fortuna ci sono le donne (a prescindere, come direbbe Totó). Rybakina (9)  e Sabalenka  (10) hanno dato vita ad una grande finale e il timore che Iga Swiatek (5) potesse soggiogare l’intero circuito femminile è stato subito fugato. Certo a vedere Aryna Sabalenka campionessa slam e ricordandoci di quando appena otto mesi fa veniva presa a pallate da Camila Giorgi (6) al Roland Garros, viene un po’ di magone.


Suvvia tifosi, la stagione è appena iniziata, grandi novità si intravedono all’orizzonte, non avete idea di quante sorprese ci sono in…serbo!

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evidenza

Pagelle ATP Finals: Nole 6 il Maestro

Novak Djokovic raggiunge Federer con il sesto titolo alle finals. I dolori di Nadal, i deliri di Tsitsipas e il giro d’Italia di Seppi

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Rieccoci qui, i nostri quattro affezionati lettori si saranno chiesti che fine avessimo fatto, visto che le nostre ultime notizie erano giunte dal golfo di Napoli. Ebbene ve lo confessiamo, c’era un po’ passata la voglia.  

Sapete, noi scriviamo di tennis per passione e per diletto, ma quando abbiamo l’onore ed il privilegio di poterlo raccontare dal vivo, ci sentiamo in obbligo di riportare tutto ciò che accade con un minimo di obiettività. 

Da napoletani innamorati della nostra città, avremmo voluto raccontarvi del miglior torneo della storia dell’umanità. E in realtà, chi ha avuto la pazienza di leggerci nelle scorse settimane avrà notato che abbiamo esaltato la location sul lungomare di Mergellina, il meraviglioso torneo di Lorenzo Musetti, la finale tutta italiana e la favola del Tennis Pozzuoli. Purtroppo però, con le “sfortunate” disavventure occorse ai  campi del Tennis Napoli, non abbiamo potuto fare a meno di raccontare quello che vedevamo sotto i nostri occhi (Ubitennis è stata l’unica testata non locale ad essere presente per tutto il torneo). E quando, con il passare dei giorni e i “nuovi campi” scivolosi , la situazione del torneo è divenuta  sempre più imbarazzate, lo abbiamo raccontato.

 

Eh  peró si sa come vanno le cose in Italia (e anche a Pyongyang pare), le nostre parole non sono piaciute  e quindi il capo ufficio stampa del torneo ha pensato bene di telefonarci di primo mattino per invitarci a non mettere più piede al torneo. Consiglio che non abbiamo seguito ovviamente, ma capirete con che entusiasmo abbiamo continuato a varcare le soglie del Tennis Napoli. 

Poi però abbiamo saputo di non essere stati i soli a meritare tale affettuoso trattamento, qualcun altro è stato “redarguito” via Twitter, qualcun altro al telefono, l’importante era cercare di minimizzzare. Peccato ci abbia poi pensato il Presidente Binaghi qualche giorno dopo a raccontare dei disagi, del suo intervento riparatore, della figuraccia mondiale e della multa salata in arrivo dall’Atp…

Ci scusiamo per questa lunga premessa, ma il fatto è che avremmo dovuto raccontarvi le AtpFinals da Torino e…invece non ci hanno voluto nemmeno lì e quindi siamo stati costretti a guardarle in tv.

Sarà stato per quello, ms non ci è parsa un’edizione indimenticabile del Master. Certo, se Alcaraz è a casa a leccarsi le ferite e Rafa Nadal (5,5) si è presentato in condizioni fisiche precarie, non ci si poteva aspettare un epilogo diverso. 

E dunque guarda caso ha vinto Novak Djokovic (10), maestro esagonale come Roger, che quando gioca in Italia si sente giustamente a casa, con il pubblico quasi sempre schierato dalla sua parte come accade praticamente forse solo in Serbia.

E certamente non potevano essere gli altri aspiranti maestri presenti a Torino a impensierire Nole.

Stefanos Tsitsipas (5) ha fatto rivedere cosa significhi giocare serve&volley ma poi ha preferito pensare a litigare con Apostolos e Julia ed è finita come doveva finire.

Daniil Medvedev (5) non si è più ripreso dalla finale di Melbourne ed è riuscito a perdere tre partite al tiebreak decisivo. 

Felix Auger Aliassime (5,5) ha confermato che chi fa le corse per arrivare alle Finals alla fine scoppia. 

Bravo Rublev (7,5), ci ha provato Fritz (8) a fermare Nole e la speranza per l’Italia è solo che l’americano arrivi cotto a Malaga se no sono dolori.

Casper Ruud (9) chiude l’anno da numero 3 del mondo dopo aver giocato e perso la finale del Roland Garros, degli Us Open e delle AtpFinals (tra le altre cose): non incanterà quando gioca la volee di diritto, ma di cosa stiamo parlando?

Dicevamo, ha vinto Djokovic e non c’è da stupirsi e se solo quei parrucconi di Wimbledon non si fossero inventati la fesseria di non attribuire punti ai Championship’s, Nole sarebbe quasi in vetta al ranking pur avendo giocato solo 2 slam su 4  e saltando tutti i 1000 americani: abbiamo dubbi su chi sia il vero numero 1 e in ogni caso il più forte di tutti?

Intanto va fatto un plauso all’atp per la splendida idea di salutare sul campo delle Finals alcuni giocatori che nella stagione hanno annunciato il ritiro, da Tsonga a Simon, passando per Robredo e Khokschreiber. Ovviamente la Federazione Italiana Tennis (e Padel, sarà per quello) ha voluto organizzare una serata a parte per omaggiare Andreas Seppi, dopo le wildcards offerte per i tornei di Napoli e Firenze e la serata speciale organizzata a Milano durante le NextGen Finals. Una splendida iniziativa (10 e lode) per un simbolico giro d’Italia per applaudire ed abbracciare il nostro ex numero 1 che si concluderà il prossimo anno a Roma in occasione dell’upgrade degli Internazionali con la creazione del nuovo campo “Andreas Seppi”. 

E complimenti anche a Mamma Rai che ha preferito trasmettere su Rai2 l’imperdibile “Amore nel castello di ghiaccio” anziché la finale delle ATPFinals relegata sul canale di “nicchia” numero 58.

“Quando i geni lavorano solo per noi…” cantava Renato Zero. Zero appunto (0).

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Flash

Pagelle Us Open: Re Carlos I, imperatrice Iga

Va in archivio l’ultimo slam dell’anno con l’incoronazione di Alcaraz e la conferma di Swiatek. I rimpianti di Sinner e Berrettini, mentre si intravede un nuovo Kyrgios

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Carlos Alcaraz - US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

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Il video-commento di Ubaldo che compare qui continua sul sito di Intesa Sanpaolo nella sezione “Sottorete” curata in collaborazione con Ubitennis, che potrete trovare al seguente link.

Clicca qui per guardare il video-commento completo di Ubaldo Scanagatta sulla finale maschile dello US Open 2022 sul sito di Intesa Sanpaolo

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Meno male.

Meno male che nè Sinner nè Berrettini abbiano vinto a New York, altrimenti come avrebbe fatto il principale quotidiano sportivo (?) nazionale a ritagliare un trafiletto laterale da dedicare all’impresa? In una domenica dove si è compiuta una delle più storiche imprese dello sport italiano, dove si sono raggiunte delle vette mai viste nella storia dello sport tricolore… l’Italia campione del mondo di pallavolo dite? Ma no, ma che sarà mai, era già capitato tre volte. L’Italbasket vittorioso sulla Serbia? Ma su, un ottavo di finale degli Europei! L’evento storico, tale da meritare la prima pagina a caratteri cubitali è chiaramente la “Rissa da Var” accaduta al termine della finale-scudetto, che dico della finale di Champions, che dico della finale del mondiale per club, che dico della sfida tra ottava e decima del quarto campionato nazionale di calcio più importante d’Europa!

Ma va bene, questo passa il convento, e allora bene così, Jannik Sinner (8) non si disperi per il match point sfumato, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, il suo momento è solo rinviato, anche se adesso lo sport nazionale dell’appassionato di tennis medio – il paragone tra Jannik e Carlos – trarrà nuova linfa.

E non si disperi Matteo Berrettini (7) che ha fatto quel che poteva con quel poco che aveva: bisognerà sperare che prima o poi la ruota giri e riesca ad arrivare sano e salvo in un appuntamento importante.
In alto i cuori comunque, la Davis (o chi per essa) incombe, e poi Firenze, Napoli e chissà una miracolosa rincorsa verso Torino.

Perché poi alla fine vince solo uno, che dovrebbero dire Ons Jabeur (9) e Casper Ruud (9) che hanno appena perso la seconda finale slam dell’anno?
Abbiamo accomunato i due sconfitti anche se tecnicamente siamo su due sponde opposte: il gioco raffinato di Ons, la concretezza massima di Casper. Le vie del tennis sono infinite e con pari dignità.

Insomma, abbiamo avuto l’incoronazione del Re Carlos Alcaraz (10), il più giovane numero 1 di sempre, il campione che tutti aspettavano. Può consolarci il fatto che i nostri lo abbiamo battuto, siano stati sempre alla sua altezza e che in futuro ne vedremo delle belle (da Musetti 7 in su).

Per una regina che lascia – stiamo parlando di Serena (che però ha già minacciato di ripensarci), non siate blasfemi – ad una che prosegue nel suo dominio, Iga Swiatek (10) non pare avere avversarie all’orizzonte.

Secondo qualcuno Nick Kyrgios (7) ha perso l’occasione della vita di vincere uno slam dopo aver battuto il numero 1 Medvedev (5,5): un Nick disperato per una sconfitta, iracondo contro l’odore di erba che proviene da fuori campo, non c’è davvero più religione.

Se è stato l’ultimo slam di Fabio Fognini (6,5) è stato un saluto dignitoso, con una gran rimonta e un’ottima ora e mezza contro Rafa Nadal (6,5), spazzato via dall’uragano Tiafoe (8) e anche lui da una stagione massacrante. Di Tsitsipas (3) oramai devono occuparsi gli psichiatri, ma un votaccio lo meritano anche Auger Aliassime (4) e Hurcacz (4),  mentre il redivivo Khachanov (7,5) ha tenuto alta la (non) bandiera dei russi.

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