ATP Monaco: Murray prima litiga con Rosol, poi centra la sua prima finale su terra

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ATP Monaco: Murray prima litiga con Rosol, poi centra la sua prima finale su terra

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Nel torneo ATP di Monaco di Baviera Andy Murray ha battuto con un doppio 6-4 Roberto Bautista Agut in semifinale. Nella seconda semifinale vittoria in tre set di Kohlschreiber su Melzer. Nei quarti disputati in mattinata lo scozzese aveva avuto ragione in tre set di Lukas Rosol (con polemica al cambio di campo)  ed erano finiti al terzo anche gli altri tre incontri

Tempo clemente, freddo ma non piove. Oggi giornata intensissima: si inizia con i quarti di finale in mattinata e nel pomeriggio le semifinali.

I giocatori in campo di certo non dànno una mano agli organizzatori del torneo, gli incontri dei quarti si concludono tutti al terzo set. Ma si procede come da programma e si va in campo anche con le semifinali.

 

Nella prima semifinale si registra finalmente il pienone di pubblico, tra biglietti di ieri e biglietti di oggi anche i posti riservati alla stampa sono in qualche modo occupati. Ci fanno accomodare sulle tribune riservate agli sponsor, ci offrono anche qualcosa da bere ed io, solo per educazione, accetto.

Il sole continua a cercare spazio fra le nuvole, ma di spazio ce ne è solo per le coperte bianche di pile offerte agli ospiti.

Bautista Agut dopo essersi portato subito avanti di un break con un inizio partita ben centrato, subisce il ritorno di Murray che, finalmente più aggressivo, con un parziale di cinque giochi a zero ribalta la situazione nel conto dei break e ha 4 match point sul successivo turno di battuta dello spagnolo. Due di questi lo spagnolo li deve giocare con la seconda, che fino a quel momento non gli aveva portato alcun punto, ma Murray non ne approfitta e inizia a lamentarsi  con se stesso “cosa stai facendo? tre set point sprecati, due seconde”. Dovrà attendere il suo turno di servizio per chiudere il set.

Il secondo set si apre con il break a zero di Murray. Lo spagnolo avrò solo un paio di occasioni per riportarsi in parità nel gioco successivo ma Murray annulla con un’accelerazione di rovescio in contropiede e col servizio e, sempre con l’aiuto del servizio, porta a casa il gioco. La partita procede ad un ritmo interessante, con accelerazioni, palle corte e discese a rete da ambo le parti e col rovescio in back Murray crea più di qualche difficoltà a Bautista Agut. Lo scozzese ha una prima occasione di chiudere il match nel nono gioco sul servizio dello spagnolo il quale annulla con coraggio scendendo a rete. I tifosi spagnoli a questo punto lo incitano “Vamos a ganar”, Murray dal canto suo si rivolge ai suoi e con un “come on”, non recepito, li sollecita a fare altrettanto. Ma non ha bisogno del tifo, chiuderà poco dopo al servizio, regalandoci, insieme al suo avversario, forse uno dei più bei punti di giornata.

Prova convincente di Murray che forse nel primo match di giornata, avanti nel punteggio nel primo set, aveva pensato di potersi risparmiare. Cosa che non ha fatto nel pomeriggio con un avversario che su questa superficie sa essere molto pericoloso. A fine match Andy ha manifestato soddisfazione per la prima finale su terra, ricordando come nelle precedenti occasioni (Roland Garros, Roma e Montecarlo, tornei di categoria superiore) il suo cammino fosse stato sempre interrotto in semifinale o da Nadal o da Djokovic. In versione acchiappa tutto Andy è sceso in campo anche nella semifinale di doppio ma non gli riesce il tre su tre in giornata, prevale la maggiore esperienza in specialità della coppia Peya Soares.

Nella seconda semifinale nuovamente partenza a rilento per Kohlschreiber che, complici anche tre doppi falli, cede due volte il servizio ed il set. Non concederà più alcuna palla break in tutto l’incontro. Diventa invece vulnerabile Melzer che cede altrettanto rapidamente il secondo set. Il terzo procede in sostanziale equilibrio, con Kohlschreiber che prova a tenere il mancino avversario sul rovescio, ha occasione di portare il match dalla sua parte in quasi tutti i giochi di servizio dell’austriaco ma deve attendere il decimo gioco nel quale Melzer sbaglia un po’ tutto, volèe, diritto, rovescio, va sotto 0-40, annulla le prime due palle break ma sulla terza, con un dritto abbondantemente lungo, consegna il match al tedesco che, per la gioia del pubblico, raggiunge la finale per la quarta volta qui a Monaco.

Queste le dichiarazioni a fine giornata di Murray:È stata una giornata faticosa. Nella semifinale di oggi il primo set non è stato facile, abbiamo giocato scambi lunghi. Sto prendendo confidenza di nuovo con questa superficie, non ci gioco dal Roland Garros. Credo sia la prima volta che gioco due match di singolare in un giorno e quindi anche tre match. Sono stanco, devo riposare, mangiare, riprendermi al meglio, dormire. Sì, probabilmente vedrò anche il mondiale di boxe a Las Vegas, mi piace. Partecipare qui non è perfetto rispetto a Madrid, avrò solo un giorno di riposo, ma in termini di match ho giocato buoni match ed il bilancio è positivo”. Sulla finale di domani ha poi detto:Con Kohlschreiber non abbiamo giocato molte volte. Gioca bene sulla terra e lo scorso anno ha vinto un torneo prima del Roland Garros, e poi siamo in Germania. Sarà un match impegnativo“.

Kohlschreiber in conferenza stampa si è dichiarato contento di come ha giocato secondo e terzo set nei due incontri odierni e domani spera di giocare bene dall’inizio. Nella gara di domani, se vuole vincere, sa che dovrà essere lui a fare il gioco ed essere aggressivo.

Come detto, in mattinata si erano disputati i quarti di finale. Sul centrale va in scena Andy Murray per quello che potrebbe essere uno dei giorni più impegnativi della sua carriera, con la possibilità di dover scendere in campo tre volte. Dall’altra parte della rete il ceco Lukas Rosol. Lo scozzese entra in campo molto determinato e propositivo, non c’è tempo da perdere oggi. Il rovescio, che giovedì non aveva dato troppe soddisfazione ad Andy, funziona bene. Rosol viene breakkato nel quarto gioco e nel sesto offre a Murray la palla per il 5-1, lo scozzese non ne approfitta. Da questo momento decide di lasciare l’iniziativa all’avversario, non cogliendo evidenti occasioni in cui avrebbe potuto aprirsi il campo. Rosol non si tira indietro e infila un parziale di cinque giochi a zero e porta a casa il primo set.

Nel frattempo, sul campo numero 1 che è proprio qui di fianco e il cui tabellone è nel mio raggio visivo, Estrella Burgos ha approfittato del lento ingresso in partita di Bautista Agut, che ha ceduto il servizio in apertura di incontro, e ha vinto il primo set anche lui per 6-4. Gli organizzatori del torneo passano un brutto quarto d’ora, le due teste di serie più alte sono entrambe sotto di un set. Bautista Agut mette subito alle spalle il primo set e con un doppio 6-0 rimette le cose in ordine.

Sul centrale invece al rientro in campo ad inizio del secondo set Rosol urta Murray che, sicuramente non felice per l’epilogo del primo set, non perde l’occasione per polemizzare con l’arbitro sull’episodio.

Al successivo cambio di campo Rosol vorrebbe dire la sua all’arbitro che non gli dà spazio, dicendo che è tutto ok, che va bene così. Dall’altra parte Murray rincara la dose e dice “Lo fai ogni settimana, non sei simpatico a nessuno nel circuito, tutti ti odiano.

La polemica si chiude qua ma nei successivi cambi di campo Murray farà il giro dall’altro lato della rete per evitare lo “scontro” con l’avversario.

L’episodio deve comunque aver fatto bene allo scozzese che torna a giocare nuovamente aggressivo, cerca di più il rovescio di Rosol soprattutto col servizio e riesce a breakkarlo di nuovo nel quarto gioco. Questa volta Murray non commette passi falsi sui suoi turni di battuta e porta a casa il set. Si va al terzo, Murray si è forse ricordato del fitto calendario di giornata e va subito avanti 3-0 con due break, Rosol aggressivo sulle deboli seconde di Murray ne recupera uno ma inizia a sbagliare e cede nuovamente il servizio. Murray non si distrae e chiude il primo round di oggi con tanto di stretta di mano finale con Rosol. In conferenza stampa a fine giornata, Murray ha cosi raccontato e commentato l’episodioMi è venuto contro senza motivo. Se lo facessi io, chiederei scusa. Dopo il match si è venuto a scusare. Ma se non rispondi in campo, gli lasci spazio. Sì, è vero che ho detto che non è simpatico a nessuno: personalmente non ho mai avuto problemi con lui prima, ma molti altri giocatori sì, un paio di settimane fa si è rifiutato di stringere la mano a fine partita. Quando è venuto a scusarsi negli spogliatoi gli ho detto che potrei capire questi atteggiamenti quando perdi, ma non quando stai vincendo“.

Non c’è spazio per siparietti con il pubblico a fine match, ma solo due battute col vincitore che alla domanda sull’intenso programma che lo attende con due o tre incontri, non dirime il dubbio se giocherà o meno il doppio, riferendosi solo al secondo singolare per il quale spera le temperature siano più miti del freddo di questa mattina.

Vittoria in rimonta anche per il beniamino di casa Philipp Kohlschreiber su David Goffin che, senza alcuna sbavatura al servizio e con due break conquistati, si era aggiudicato rapidamente il primo set. Il belga cala di intensità nel secondo e lascia spazio al tedesco che rende i due break e si invola 5-1 e servizio, ha un set point che non trasforma, cede questo turno di battuta ma nel successivo non esita e pareggia il conto dei set. Nel terzo set le uniche palle break si vedono nel terzo gioco quando Goffin va sotto 0-40 sul suo servizio, annulla le prime due ma alla terza occasione Kohlschreiber concretizza il break che deciderà l’incontro.

L’unico a non portare a termine la rimonta questa mattina è Dominic Thiem. Conferma di non essere in una fase esaltante della sua carriera ed ancora maggiore è il rammarico per la sconfitta di Fognini due giorni fa. Oggi nel derby austriaco nel primo set Thiem è stato avanti prima di un break e poi nel tie-break conduceva 4-1 e servizio ma in entrambe le occasioni ha subìto il rientro del connazionale Melzer. Riesce a riportare in parità il conto dei set ma nel terzo set lascia troppo spazio a Melzer che va avanti 5-1. Inutile il tentativo di rimonta, per il definitivo 6-3.

Risultati:

Semifinali

[1] A. Murray b. [3] R. Bautista Agut 6-4 6-4
[5] P. Kohlschreiber  [Q] G. Melzer 2-6 6-1 6-4

Quarti di finale

[1] A. Murray b. L. Rosol 4-6 6-3 6-2
[3] R. Bautista Agut b. V. Estrella Burgos  4-6 6-0 6-0
[5] P. Kohlschreiber b. [4] D. Goffin 2-6 6-3 6-4
[Q] G. Melzer b. D. Thiem 7-6(5) 3-6 6-3

 

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ATP 500 Amburgo: I big si confermano, male Auger-Aliassime

Passano al turno successivo Rublev e Tsitsipas, ma cade il canadese per mano di un sorprendente Bublik

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Quella che sarebbe potuta essere una seconda giornata tranquilla del tabellone principale di Amburgo è stata notevolmente movimentata dal caso Paire. Il francese si è ritirato sul punteggio di 6-4 2-0 contro il norvegese Casper Ruud, ma la vera notizia è quella della nuova positività di Benoit Paire a ben tre settimane dal “fattaccio” degli US Open. Il giocatore ha spiegato di aver effettuato due test risultati poi positivi, seguiti da un test negativo, con il dottore del torneo che ha dato il permesso a Paire di poter scendere in campo. Trovate qui un approfondimento della vicenda che rischia di far saltare a Paire il Roland Garros.

Più prevedibili gli altri incontri della giornata, con tutte le teste di serie oggi scese in campo che sono riuscite a superare gli ottavi di finale. A partire da Stefanos Tsitsipas, vincitore per 6-3 6-1 contro il britannico Daniel Evans. Il tennista greco torna alla vittoria dopo la bruciante sconfitta subita da Coric e la pessima prestazione contro il nostro Jannik Sinner a Roma. Una partita condotta con autorità sin dall’inizio, dopo un primo game di servizio andato ai vantaggi Tsitsipas trova il break nel quarto game e chiude il primo set non concedendo più di due punti al servizio.

 

Ad inizio secondo set la musica sembra cambiare. Evans trova meglio il tempo per salire a rete e mettere pressione a Tsitsipas. Si procura anche una palla break con uno splendido passante di rovescio che sorprende il numero 6 del mondo. Resterà l’ultima per lui, Tsitsipas annulla il break e il tennista britannico crolla completamente al servizio, prendendo tre break consecutivi e chiudendo la partita con il 30% di punti vinti con la prima nel secondo set. Tsitsipas sfiderà Pablo Cuevas al prossimo turno, ultimo precedente tra i due la finale dell’anno scorso ad Estoril vinta dal greco.

Molti più problemi invece per Andrej Rublev. Il russo, finalista uscente del torneo tedesco, ha battuto il tennista americano Tommy Paul 6-1 3-6 6-2 dopo un’ora e trentotto di partita. Il primo set è filato via a favore di Rublev quasi subito, come da pronostico vista la differenza di classifica tra i due. La testa di serie numero 5 approfitta delle incertezze al servizio di Paul per piazzare due break e chiudere il set in 21 minuti. Qualcosa però si rompe nel gioco del russo, che fatica più del dovuto con la seconda e concede il servizio nel secondo game del secondo set. Paul è bravo a contenere il ritorno del russo nel game successivo e si prende di forza un secondo set ampiamente meritato.

La reazione di Rublev non si fa attendere, il numero 14 del mondo è chirurgico in risposta e va a servire per il match sul 5-1 a favore. Due non forzati rimettono l’americano in partita. La sensazione è solo temporanea, Rublev si rimette al lavoro e chiude set e partita alla seconda palla break, incontrerà Roberto Bautista Agut che in serata ha piegato in tre set dopo una battaglia di 2h04 il tedesco Koepfer che aveva raggiunto i quarti di finale a Roma pochi giorni fa strappando anche un set a Djokovic.

Qualche sorpresa negli unici ottavi in cui non erano presenti teste di serie. Il cileno Christian Garìn rispetta il pronostico battendo non senza fatica un coriaceo Yannick Hanfmann con il punteggio di 6-2 7-6(3). Finisce la favola del tedesco, che nel turno precedente aveva eliminato la testa di serie numero 3 Gael Monfils, apparso molto lontano dalla sua forma abituale. Più sorprendente la vittoria del kazako Alexander Bublik, che ha la meglio per 6-4 6-2 di un Auger-Aliassime apparso molto scarico. Il canadese si è lasciato andare nel secondo set dopo le tante occasioni fallite (4 palle break salvate) quando Bublik serviva per il primo set. Venerdì saranno proprio Garìn e Bublik a dare vita ai quarti di finale, primi nel torneo per entrambi.

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ATP Amburgo: arriva la prima vittoria di Fognini, out Sonego. Humbert stende Medvedev

Il francese con una prova super, elimina il N.1 del seeding. Fabio rimonta un set a Kohlschreiber. Nulla da fare per Lorenzo contro Auger-Aliassime

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SULLA BUONA STRADA – Nel percorso di rientro di Fabio Fognini dopo l’operazione a entrambe le caviglie, è buona la terza. Sconfitto in Austria dallo sconosciuto (ma poi semifinalista) Huesler e a Roma da Humbert con evidenti passi in avanti, arriva la vittoria ad Amburgo contro Philipp Kohlschreiber, anch’egli lontano dal suo massimo splendore ma avversario ostico per Fognini, come testimonia il 7-2 dei confronti diretti. Un match piacevole, al netto di parecchi errori non forzati da parte dell’azzurro che ha però dispensato scampoli del suo tennis migliore davanti a un Kohlschreiber sempre bravo nell’usare il campo e avveduto nelle scelte, ma ormai soggetto a cali di rendimento nell’arco di un incontro.

Nella prima partita, non mancano le occasioni per Fognini. In un quarto game da 18 punti, Fabio si guadagna tre opportunità di allungare: per due volte è bravo Kohli, ma resta il rimpianto sulla terza per una complicata veronica sul lob molto probabilmente destinato a cadere in corridoio. Preciso quando si tratta di contenere ed efficace quando è il momento di accelerare, è il tedesco a effettuare il sorpasso, con il nostro che commette un doppio fallo dopo la chiamata del fallo di piede e perde i successivi tre punti. Philipp si dimostra sempre molto più attento nei punti decisivi (si salva poi da un 15-40) e riesce così a mantenere il distacco fino ad assicurarsi il parziale.

C’è bisogno di andare a prendersi il break e Fabio lo fa al secondo game. Tranquillizzato dal vantaggio, Fogna regala qualche magia, spreca qualcosa forse esagerando, ma ha ormai preso il controllo del gioco di fronte a un avversario meno lucido e dilaga alla sua maniera pareggiando il conto dei set con un perentorio 6-1.

 

Il troppo entusiasmo, sotto forma di un dritto in salto, rischia di costargli la possibilità di strappare il servizio tedesco al terzo game, ma i piedi girano veloci e la mano è on fire e il break arriva. Non la conferma, però, perché un paio di “foot fault!” non possono non significare un turno di battuta ceduto a zero. Il match è godibile nonostante alcuni errori di troppo da parte di entrambi, con Fognini che si prende più rischi e Kohlschreiber che, come spesso gli accade, deve fare i conti con il dritto a tratti ballerino. Non chiude una prima volta con il servizio, il Fogna, ma non si distrae alla seconda occasione e si prende il 7-5 che vale la prima vittoria dalla Coppa Davis di marzo e, in torneo, addirittura dall’Australian Open. Al prossimo turno, affronterà il vincente fra Casper Ruud e Benoit Paire, che giocheranno però mercoledì.

HUMBERT STELLARE – Stupenda prestazione di Ugo Humbert che pochi giorni fa aveva battuto proprio Fognini a Roma. Il francese ottiene la vittoria più prestigiosa della carriera eliminando il N.1 del seeding e N.5 del mondo Daniil Medvedev dopo 82 minuti di tennis impeccabile con il 73% di prime in campo e 15 colpi vincenti a referto. 6-4 6-3 il punteggio finale. Per il russo certamente non il miglior viatico in vista del Roland Garros che inizierà domenica.

SONEGO OUT – Cede in due set a un avversario più quotato, Lorenzo Sonego, nonostante il Felix Auger-Aliassime della seconda parte di stagione non stia particolarmente impressionando. Non un buon momento per il venticinquenne torinese: è la quarta sconfitta negli ultimi cinque incontri, con la sola vittoria ottenuta a Roma contro quel poco che sta offrendo un Basilashvili dalla testa altrove. Il primo parziale è caratterizzato da troppi errori dell’azzurro sia nel palleggio sia quando ha in mano lo scambio e il 6-2 per un più concreto Auger-Aliassime arriva dopo trentasei minuti. Bravo Lorenzo nella seconda partita a trovare la misura dei colpi e a rimanere attaccato al servizio; è lui ad avere più opportunità, comprese due (non consecutive) sul 5 pari, ma è bravo Felix a prendersi i rischi e venire avanti per annullarle. Nel finale, tornano i gratuiti di Sonego che compromettono subito il tie-break; ne fa le spese una pallina scaraventata in direzione Brema, mentre Auger-Aliassime va al secondo turno contro Bublik o Ramos-Viñolas.

Risultati:
[4] R. Bautista Agut b. N. Basilashvili 6-4 6-3
[WC] Y. Hanfmann b. [3] G. Monfils 6-4 6-3
[6] F. Fognini b. [WC] P. Kohlschreiber 4-6 6-1 7-5
[8/WC] K.Khachanov vs J-L. Struff 7-6(5) 4-6 7-5
U. Humbert b. [1] D. Medvedev 6-4 6-3
C. Garin b. K. Nishikori 6-0 6-3
[SE] D. Koepfer b.Y. Nishioka 7-6(0) 4-6 6-1
F. Auger-Aliassime b. L. Sonego 6-2 7-6(2)
[LL] A. Bublik b. A. Ramos-Viñolas 6-2 7-6(5)
D. Lajovic vs A.Mannarino

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Djokovic non lascia scampo a Schwartzman: vince gli Internazionali di Roma per la quinta volta

Il numero uno del mondo incamera il quinto successo qui a Roma, 36° Masters 1000 della carriera: superato Nadal fermo a quota 35. Schwartzman si batte con onore, ma non basta

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Novak Djokovic, con il trofeo - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)
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[1] N. Djokovic b. [8] D. Schwartzman 7-5 6-3

Novak Djokovic conferma il suo ruolo di favorito superando in due set Diego Schwartzman in una finale lottata al meglio delle sue possibilità dal piccolo argentino, necessariamente meno esplosivo rispetto ai faticosi giorni precedenti ma estremamente solido nel palleggio, soprattutto di rovescio, colpo che il fenomeno di Belgrado è andato particolarmente a stuzzicare. Tante e dagli esiti contrastanti le smorzate di Djokovic, sia per le condizioni del campo appesantito da una leggera pioggia nei primi minuti, sia per verificare il lavoro del fisioterapista di Schwartzman dopo le oltre tre ore in campo la sera precedente.

Nole non si è quindi lasciato sfuggire la possibilità di rifarsi dopo la delusione newyorchese con la prima sconfitta della stagione e ha agguantato il Masters 1000 numero 36, passando così in vantaggio solitario dopo aver condiviso il primato con Rafa Nadal per le tre settimane successive al trofeo di “Cincinnati”; curiosamente, entrambi vantano 115 partecipazioni ai tornei di categoria. Allo stesso modo, sfuma per il momento l’obiettivo di Diego di entrare nell’élite del tennis: da martedì, la top 10 accoglierà invece Denis Shapovalov.

 

L’INIZIO CHE NON TI ASPETTI – Djokovic si presenta alla finale con quello quello che ci si attendeva da lui: ha vinto senza strafare lasciando anche un set al tedesco Koepfer (il laureato in Finanza che, contando questa stagione e la precedente, ha imboccato la strada di un buon risultato all’anno nel Tour), si è infuriato, ha preso un paio di warning, si è infischiato dell’arbitro Forcadell che gli ricordava di indossare la mascherina quando si è allontanato dal campo; lo stesso arbitro che poi lo ha chiamato “Federer” assegnandogli il game.

Sceglie di cominciare con la battuta, che in semifinale l’ha comodamente tolto d’impaccio nelle fasi decisive del primo set contro Ruud, ma la cede nonostante un buon inizio grazie a due scambi divertenti vinti da Schwartzman. Per quanto riguarda l’ultimo ostacolo sulla corsa serba al trofeo, Schwartzman è riuscito nell’impresa di battere Rafa senza perdere set (dal primo Roland Garros conquistato dallo spagnolo nel 2005, è appena il nono tennista a riuscirci) e in quella non certo inferiore di confermarsi al turno successivo nel match più godibile dell’evento romano. Ingolosito dal risultato della prima smorzata sulla quale el Peque non è neanche partito, Nole ci riprova anche perché nello scambio neutro la palla gli ritorna sempre indietro, ma senza fortuna. Infastidito apparentemente da qualsiasi cosa, Djokovic colpisce in modo volontariamente scomposto il rovescio che dà a Schwartzman il 3-0 pesante. Forse dispiaciuto, forse distratto, Diego gli rende la cortesia al gioco successivo facendolo entrare in partita.

Diego Schwartzman – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

ARRIVA ANCHE NOVAK – Nonostante il 4-0 dei precedenti, le due vittorie sofferte su terra promettevano a favore di una finale, se non incerta quanto a esito, almeno combattuta e, per adesso, le attese non sono deluse. Il n. 1 del mondo lascia per strada qualche punto non da lui, ma il tennista che si trova davanti una rete da pallavolo, almeno secondo un illustre connazionale, perde colpevolmente scambi “quasi vinti” e il sorpasso arriva inesorabile. Quasi sul punto di sparire dal campo, Dieguito torna a tenere la battuta riprendendosi dal parziale negativo e, in risposta, ha l’occasione per tornare avanti; con lo scambio che si allunga pericolosamente oltre i dieci colpi – situazione che avvantaggia l’argentino – Nole ne esce bene con un drop shot. Altrettanto bene fa pochi minuti dopo il ventottenne di Buenos Aires che annulla un set point con il vincente di dritto. Molto male invece quando serve per andare al tie-break: il terzo doppio fallo e due errori non forzati di rovescio (ne aveva sbagliato uno solo fino a quel momento) gli costano il 5-7 dopo un’ora e dieci minuti di fatica durante i quali ha opposto grande solidità commettendo appena 10 gratuiti. Tre dei quali, appunto, nel dodicesimo gioco.

L’EQUILIBRIO È ROTTO – Persa la prima partita estremamente lottata, con un insperato vantaggio in partenza e altre occasioni mancate, lo sfavorito tende a scendere di livello lasciando via libera all’avversario; se, poi, l’avversario in questione non ha mai perso una finale di un Masters 1000 dopo aver incamerato il primo set su 28 volte, la storia sembra già scritta. Diego, però, fattosi fasciare le dita dal fisioterapista, non ha alcuna intenzione di rispettare certi cliché e resta attaccato al match, mentre Novak continua a seminare smorzate dal lato sinistro, alcune vincenti, altre inguardabili da cui sono discesi diversi dei 15 unforced di rovescio del primo parziale.

Con il dritto che fa male (18 vincenti e 7 errori, alla fine), procede un po’ a corrente alternata, Nole, magari va sotto nel punteggio ma rientra senza patemi, quasi per dimostrare all’altro di avere ancora parecchio margine e di poter mettere a segno lo strappo decisivo a proprio piacimento. L’allungo senza possibilità di opposizione arriva sul 4-3, con due errori di Schwartzman e altrettanti vincenti spettacolari di Djokovic che chiude con il servizio al terzo match point, ovviamente con una smorzata dopo un lungo scambio sulla quale Diego arriva bene ma senza la lucidità per tenerla in campo.

È il quinto successo a Roma su dieci finali per Djokovic che, davanti al microfono, chiude la manifestazione in ottimo italiano con i ringraziamenti di rito, mentre la pioggia suggerisce di affrettarsi.

Il tabellone maschile di Roma con tutti i risultati aggiornati

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