ATP Estoril: prima finale per Kyrgios, incontrerà Gasquet, ma quanti colpi di scena

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ATP Estoril: prima finale per Kyrgios, incontrerà Gasquet, ma quanti colpi di scena

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La finale dell’ATP 250 Estoril sarà tra Nick Kyrgios e Richard Gasquet, vincitori entrambi in rimonta, rispettivamente su Pablo Carreno Busta e Guillermo Garcia-Lopez

Saranno l’astro nascente del tennis australiano Nick Kyrgios e il talento francese Richard Gasquet a sfidarsi domani per il titolo del Millenium Estoril Open, in una rivincita del secondo turno di Wimbledon del 2014, in cui l’australiano classe 1995 ha trionfato 10-8 nel quinto set.

Kyrgios si è guadagnato la sua prima finale in un evento del circuito maggiore, regolando in tre set molto equilibrati (5-7 7-6 6-3) lo spagnolo Pablo Carreno Busta, grazie ad un’ottima tenuta fisica alla distanza (e ci mancherebbe anche a 20 anni…) e una prestazione fenomenale al servizio (86% di punti vinti con la prima). Onore comunque a Carreno Busta che ha disputato un match di livello e finalmente un torneo soddisfacente dopo un disastroso inizio di stagione, con sole 3 vittorie su 14 incontri giocati.

 

Nel dettaglio, primo set contraddistinto da una grande solidità alla battuta da parte di entrambi i giocatori. Proprio quando il parziale sembra ormai destinato al tiebreak succede però l’imprevedibile. Kyrgios non è d’accordo con una decisione del giudice di sedia su una palla di Carreno Busta, che, a dire del giovane Aussie, è fuori. La protesta, futile ma comunque dai toni ironici, innervosisce il nativo di Canberra che perde prima il turno di battuta e, poi, il parziale. Anche nel secondo set i due contendenti continuano a servire in maniera eccellente. Dopo una palla break nel primo gioco per l’iberico e un paio di set point sprecati malamente da Kyrgios sul 6-5 si giunge perciò al tiebreak. Qui esce fuori tutta la grinta e la voglia di vincere dello sfrontato tennista australiano che domina (7 punti a 2) e porta a casa con merito il secondo parziale. Nel set decisivo Kyrgios aumenta la pressione mentre Carreno Busta sembra un po’ più stanco e un po’ meno brillante. Di conseguenza è il n.7 del tabellone portoghese e n.46 del ranking ATP, dapprima ad allungare sul 4 a 2 e, successivamente, a chiudere con impressionante sicurezza per 6-3 in poco più di due ore di gioco.

Nella seconda semifinale la testa di serie n.5 del seeding, Richard Gasquet ha avuto la meglio, al termine di una partita estremamente avvincente, per la terza volta in carriera su tre scontri diretti, dello spagnolo Guillermo Garcia-Lopez, con il punteggio di 3-6 6-2 7-6. Un’autentica battaglia di nervi vinta da Gasquet. E questa è una circostanza abbastanza inconsueta. Il francese approda per la terza volta in finale in Portogallo, dove però non ha mai alzato la coppa, né nel 2007 e né nel 2012.

Nel primo set tuttavia il protagonista è Garcia-Lopez che si traveste da Roger Federer mostrando un tennis pressoché perfetto: tanti vincenti di dritto e di rovescio e pochissimi errori. Nel secondo parziale l’iberico torna con i piedi per terra e il transalpino comincia a prendere in mano le operazioni con i suoi soliti colpi eleganti. Il risultato è un netto 6-2 per Gasquet. Ma le vere emozioni si concentrano tutte in un terzo set non adatto per i deboli di cuore. Tutto sembra filare liscio per il 28enne tennista francese che grazie ad un break nel primo gioco arriva a servire per il match sul 5-4 in suo favore. In quel momento però Gasquet mette in luce le sue solite lacune mentali e perde inopinatamente a 0 il turno di battuta. Da lì in poi l’incontro diventa tanto bello quanto incerto. Il gioco successivo è lottatissimo con il transalpino che ha due occasioni per salire 6-5. Ma alla fine si va al tiebreak in cui Garcia-Lopez sbaglia prima due dritti comodi e, poi, una smorzata, concedendo la vittoria a Gasquet.

Risultati:

[7] N. Kyrgios b. P. Carreno Busta 5-7 7-6(2) 6-3
[5] R. Gasquetb. G. Garcia-Lopez 3-6 6-2 7-6(1)

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Nadal batte Ruud a Bogotà e ammicca al pubblico: “Un giorno tornerò con Federer”

Prosegue il tour sudamericano di Rafa Nadal: grande successo in Colombia. E l’accenno a una sfida con Roger Federer che sembra una promessa

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Rafael Nadal - Torino 2022 (Twitter @atptour)
Rafael Nadal - Torino 2022 (Twitter @atptour)

Dopo la sconfitta di Quito, Rafa Nadal torna a battere Casper Ruud. A Bogotà, lo spagnolo vince 7-5 6-4 contro il norvegese, uscito sconfitto anche a Buenos Aires e Belo Horizonte, ma avrà la possibilità di rifarsi nell’ultima tappa di questa serie di esibizioni a Città del Messico. I due hanno offerto al pubblico un ottimo spettacolo, con grandi colpi e un gioco offensivo.
Prima del grande clou tra Nadal e Ruud, sono scesi in campo per un doppio misto gli idoli di casa Cabal e Osorio contro Lizarazo e Farah. Una sorta di intrattenimento prima dei due protagonisti attesi che è stato molto apprezzato dagli spettatori della capitale colombiana.

Una partita che non ha disatteso le aspettative: molto equilibrata specie nel primo set, mentre nel secondo ha preso il sopravvento il 22 volte campione Slam. Ruud dopo la partita ha detto di essere rimasto stregato per l’atmosfera e l’accoglienza ricevuta a Bogotà: “Abbiamo fatto del nostro meglio. Grazie a tutti per essere venuti”.

Anche Nadal ha dispensato parole al miele per il pubblico colombiano, aprendo anche ad un clamoroso scenario: “So che alcuni anni fa il mio collega Roger Federer non ha potuto giocare la sua partita qui a causa di un problema. Mi ha sempre detto quanto fosse entusiasta di giocare qui, e spero di tornare con lui un giorno”.

 

Rivedremo ancora una volta un Fedal in un campo da tennis, seppure come esibizione?

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Sospensione di due mesi per Verdasco, positivo all’antidoping per una dimenticanza

Fernando Verdasco non aveva rinnovato l’esenzione medica che gli permetteva di usare il farmaco vietato. Potrà tornare a giocare dal 9 gennaio

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Fernando Verdasco - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

‘Tutto bene quel che finisce bene’ verrebbe da dire leggendo fino in fondo l’ultimo comunicato ufficiale dell’ITIA, l’Agenzia internazionale per l’integrità nel mondo del tennis. Il protagonista della vicenda è Fernando Verdasco, 39 anni lo scorso 15 novembre e numero 125 del mondo. Lo spagnolo sta scontando in queste settimane una sospensione di due mesi figlia di un accordo volontario con la stessa ITIA, in seguito a un test antidoping positivo effettuato nel febbraio di quest’anno durante il torneo di Rio de Janeiro. La sostanza vietata che è stata rintracciata in quell’occasione è il metilfenidato, contenuto in un farmaco che Verdasco usa per il trattamento del disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD). I problemi sono però sorti in quanto l’ex numero 7 del mondo aveva dimenticato di rinnovare l’esenzione per uso terapeutico (TUE) che dunque non lo poteva tutelare al momento del test.

Nel comunicato dell’ITIA si legge però che l’Agenzia “accetta che il giocatore non aveva intenzione di imbrogliare, che la sua violazione è stata involontaria e non intenzionale, e che non ha alcuna colpa o negligenza significativa. Nelle circostanze specifiche di questo caso, in base al grado di colpa del giocatore, il TADP (il “Tennis Anti-Doping Programme”, ndr) consente di ridurre il periodo di ineleggibilità applicabile da due anni a due mesi”. Verdasco ha infatti immediatamente ammesso la violazione e ha dato prova della diagnosi e della prescrizione medica del farmaco in questione.

Lo scorso 9 novembre, giorno della sua ultima partita ufficiale, il giocatore nato a Madrid ha accettato volontariamente una sospensione provvisoria dopo la notifica dell’accusa e potrà quindi tornare a giocare già dal prossimo 9 gennaio, senza dover saltare la trasferta australiana. Dopo l’antipasto della United Cup (dal 29 dicembre al 5 gennaio), proprio nelle settimana del 9 prenderanno il via le qualificazioni al primo Slam stagionale.

 

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Il 2023 di Novak Djokovic partirà da Adelaide

Come confermato dal suo sito ufficiale, il serbo inizierà la stagione nella città natale di Darren Cahill, in preparazione per l’Australian Open

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Novak Djokovic - Bercy 2022 (foto Twitter @atptour)

Un anno fa, di questi periodi, si iniziava a vociferare sulla possibile esclusione di Novak Djokovic dall’Australian Open 2022, a causa della sua volontà di non vaccinarsi. Sappiamo la storia com’è andata, con il serbo che non ha potuto disputare il suo Slam preferito (vinto 9 volte) e ha dovuto scontare anche un periodo di detenzione. Problemi legati alla mancata vaccinazione, purtroppo per lui, Nole ne ha vissuti in abbondanza durante la stagione appena trascorsa, venendo costretto a saltare molti tornei, tra cui anche lo US Open. Ma, un paio di settimane fa, finalmente le cose sono tornate alla normalità per il n.5 del mondo: è infatti notizia recente che potrà giocare all’Australian Open 2023, tornando a Melbourne Park poco meno di due anni dopo la vittoria in finale su Daniil Medvedev.

E dovendo competere in uno Slam, Djokovic ha ben pensato di iniziare la sua stagione il prima possibile, proprio in Australia, così da riprendere confidenza con le condizioni di gioco e i campi. Per la prima volta in carriera, infatti, Nole giocherà all’Adelaide International 1, torneo di categoria 250 dal 2 all’8 gennaio (seguito da un altro torneo sugli stessi campi nella settimana successiva). Dunque inizio fulmineo di 2023 per il serbo, che troverà, nella città che ha dato i natali a Darren Cahill, l’eterno rivale di tante battaglie Andy Murray, e soprattutto il nostro Jannik Sinner, che salterà la United Cup per darci subito dentro sul circuito. In più, nella città del suo coach, con la prospettiva di affrontare anche il cannibale serbo, per iniziare col passo giusto un anno fondamentale per la sua carriera.

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