B. Gilbert: "Questa generazione non vincerà uno Slam"

Interviste

B. Gilbert: “Questa generazione non vincerà uno Slam”

Intervistato da Tennis Now, Brad Gilbert, ex n.4 del mondo, ha parlato di Djokovic e delle conseguenze della sua sconfitta a Parigi, della grandezza di Serena Williams e di quali cambiamenti possano fare bene al tennis

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Qui l’intervista originale

Brad Gilbert è impegnato su vari fronti durante una breve pausa pranzo, mentre alcuni giocatori sistemano le racchette nelle loro borse prima di scendere in campo. L’energico ex n. 4 del mondo chiacchiera di tennis mentre simultaneamente dà uno sguardo al live score dell’ATP sul suo telefono, chiedendo a dei colleghi di aiutarlo a settare il suo Ipad con il wifi. Allo stesso tempo manda giù bocconi di quella che sembra un’insalata di spinaci e rovista nella malconcia borsa della Nike, tra bottiglie di vitamine e disinfettante per le mani. Anche quando non è connesso, un frenetico Gilbert sembra voler restare collegato.

L’analista di ESPN e autore di Winning Ugly ci ha raggiunto nella breve pausa pranzo durante le riprese di una campagna pubblicitaria che Gilbert stava registrando in uno studio di Broadway a New York per questa intervista pre Wimbledon.

 

 

Brad, quale impatto credi possa avere su Wimbledon la sconfitta di Novak Djokovic al Roland Garros? Credi possano esserci degli strascichi o quella sconfitta può motivare ulteriormente Novak dal difendere il titolo a Wimbledon?
È una gran bella domanda. Non c’è dubbio che abbia assolutamente dominato nei Masters. Non è altrettanto dominante nei Major. Ma per il modo in cui sta giocando Novak in questo momento, per nessuna ragione giocherà per arrivare secondo. Finché la finale non si era ancora conclusa, anche quando Stan stava per servire per il match, pensavo: Djoker gli strapperà il servizio adesso e cambierà le sorti della partita. Ha anche avuto una palla break in quell’ultimo game. Devo essere onesto: ero sotto shock come chiunque altro. Credo che il punto chiave in quella partita l’abbiano giocato nel secondo set. Aveva un set ed un break point, e quando Stan è riuscito a salvare quella palla break, è stata la prima volta in cui ha gridato: “Allez!” e da quel punto in avanti, è sembrato rilassarsi. Non credevo Djokovic potesse vincere, come non credevo che Stan fosse in grado di vincerla. Bisogna dare merito a Stan, ha giocato alla grande. Ha meritato di vincere. Non è stato come se Novak avesse avuto un match point, o avesse già la strada spianata, non ha perso da un tennista che non è un grande campione.

Quel ragazzo ha totalizzato 60 vincenti nella finale.
È stata una partita perfetta. Sei in vantaggio 17-3 nei testa a testa contro un tennista che sta giocando in modo sublime e sei ancora lì, in grado di poterlo battere. Giuro, credevo che sul 3-4, 0-40 nel quarto set, sarebbe riuscito a brekkarlo e sarebbero andati al quinto set. E Stan ne è venuto fuori con dei colpi eccezionali, pensavo “Mi prendi in giro?”, e poi lo ha brekkato nel game successivo. Ogni volta che pensavo che Novak potesse spingere, Stan aveva una risposta. A volte, devi dare completo credito al tuo avversario, e andare avanti.

Come vedi Roger Federer a Wimbledon? È ancora in grado di vincere uno Slam e Wimbledon è il luogo migliore per farlo?
Ha quasi 34 anni. Gioca ancora un tennis incredibile. Probabilmente riesce a giocare meglio negli altri eventi, perché è un gioco meno faticoso al meglio dei tre set. Non so quale Major abbia ancora l’opportunità di vincere. Molte volte dipende dal tabellone. Se mi avessi fatto questa domanda lo scorso anno avrei detto che lo U.S. Open sarebbe stata la sua migliore occasione, perché non avrebbe dovuto affrontare Djokovic o Nadal per vincere.

Quando è riuscito a superare il match contro Monfils, sembrava aver avuto uno slancio.
Non aveva mai perso da lui (Marin Cilic). Credo che la cosa più difficile per Roger sia dover affrontare due dei Big Four consecutivamente, sia che si tratti di quarti e semifinali, che di semifinali e finale. Voglio dire, sicuramente è molto difficile. Anche se avesse battuto Stan a Parigi, avrebbe dovuto fare bene contro Tsonga, doveva battere un tennista francese in Francia, e poi avrebbe dovuto battere Djoker. Per me, è un compito davvero difficile.

Dopo aver vinto il suo 20esimo Slam a Parigi, Serena ha ammesso di pensare già a Wimbledon. La capacità di superari i problemi da parte di Serena sarà più forte della pressione di poter entrare nella storia?
Ciò che è incredibile è che due anni fa era la più grande n.1, e lo scorso anno Serena era sempre la n. 1 più grande. E per la terza volta consecutiva lo sarà anche quest’anno. Oggi, a quasi 34 anni, anche per i suoi standard non sente di essere al suo miglior livello, e tuttavia può trovare un modo per vincere. La cosa che oggi Serena fa meglio di prima: conosce le sue avversarie. Con il suo coach, Patrick Mouratoglou, fanno molta più strategia di gioco, Serena studia i video, cerca delle soluzioni. Prima si trattava solo della naturale abilità di Serena e non di preoccuparsi delle avversarie.
Patrick ha aiutato portando la moderna tecnologia nel gioco di Serena, e credo che la cosa più incredibile è che solo una volta nella sua carriera ha perso per tre volte il primo set ed è riuscita a recuperare, ed è stato allo U.S. Open del ’99. Credo che questo sia l’aspetto più grande di Serena: trova sempre una soluzione. Credo che anche oggi a 34 anni sia la migliore atleta del circuito femminile e una delle migliori per quanto riguarda i movimenti, il che è assolutamente sconvolgente vista la sua età e la sua longevità. Adesso sono due anni di seguito che gioca male a Wimbledon. Credo che stia pensando a Steffi Graf, Margaret Court e a tutte le altre grandi campionesse. Serena è una perfezionista. Non credo che prima pensasse ai record, o se lo ha fatto, non ce lo ha mai confessato. Credo che adesso ci stia pensando.

È stata riportata una frase di Boris Becker in cui afferma che Djokovic e Federer non si piacciono molto. Successivamente ha detto che la stampa ha riportato male questa affermazione. Credi che ingigantiamo i commenti controversi più di quanto meritino, oppure credi che questo tipo di intensa rivalità professionale – come quella fra Connors e McEnroe, o Agassi e Becker – sia parte dello sport ad alti livelli tra atleti portati a scontrarsi?
Becker probabilmente vuole più ostilità fra i top player perché sono tutti dei gran bravi ragazzi e non hanno alcun problema. Non ci sono forse tutte quelle frecciatine fuori dal campo che lui vorrebbe vedere. Forse crede che questo tipo di ostilità sia un bene per Djoker.
Devo essere onesto: credo sia tutto una questione di trovare l’equilibrio. Non si può semplicemente fare qualcosa per darsi la carica. Serena probabilmente mostre più emozioni di chiunque altro, mentre non si vede Federer mostrare troppe emozioni; è diverso per ogni giocatore. Il fatto è che ora tutto è immediato con Twitter. Non credo che poichè i ragazzi non parlano male l’uno dell’altro in sala stampa, non possano avere in campo la giusta intensità quando si affrontano. Becker sta solo cercando di fare quello che può per rendere migliore il suo giocatore. A volte si può leggere un commento e non si conosce il suo esatto contesto o quello che è stato detto, quindi non posso dare una risposta esaustiva a quelle parole.

Recentemente abbiamo visto due dei più grandi campioni della storia – Serena e Rafa – ammettere di essere tesi e nervosi. Serena ha detto”stavo soffocando” dopo la finale al Roland Garros. Eravamo tutti senza fiato. Come coach, come aiuteresti un tennista a combattere questi momenti?
Tutto ciò che puoi fare è imparare a capire cosa succede e cosa fare per superarlo, capire ciò che non si è fatto. Di solito, se è una situazione ricorrente, allora sì, c’è qualcosa che non va. Chiunque in qualunque sport prima o poi si sentirà teso. Succede in ogni disciplina e ad ogni giocatore.

Hai mai usato uno psicologo dello sport quando allenavi?
No, mai. E non ho mai detto:” Se vinci questi tre set oggi, vincerai lo Slam”. Penso al giocatore, all’avversario, a quello che devi cercare di fare in una determinata partita. Ogni giorno devi cercare di trovare un modo per vincere tre set in un Grande Slam. Bisogna focalizzarsi sulle cose semplici, su quel determinato match e sul gioco. Non andare oltre, concentrarsi su quel match ed è in questo modo che puoi rilassarti e cercare di allontanare l’eccessiva pressione che può portarti a restare senza fiato.

In passato abbiamo parlato dell’orologio in campo per il time violation. Quali cambiamenti pensi possano fare bene a questo sport?
Dovrebbe esserci assolutamente l’orologio in campo. Ho studiato il fatto che spesso i giudici di sedia danno a Rafa il time violation. È vero, molte volte prende tanto tempo. A volte dal nulla lo ammoniscono quando sta per servire per il match o per il set. Per me è una sciocchezza. Se vuoi fare quel tipo di chiamata, lo fai fin dall’inizio. E la soluzione è semplice: metti in campo l’orologio. Se c’è appena stato uno scambio da 20 colpi, non chiami il tempo da quando annunci il punteggio, questo ti dà un minimo di margine. È quello che molti non capiscono: non possono essere 20 secondi se hai appena concluso uno scambio da 30 colpi, anche perché il pubblico non si calma subito. Aspetti che il pubblico si ricomponga, quindi inizi a contare.
E inoltre, dovrebbe poterci essere il coach in campo. Dovremmo averli in tutti i tornei, negli Slam. Credo sarebbe un bene anche per le TV. Nell’NBA, sentiamo tutto al microfono, e renderebbe l’evento più appetibile per il pubblico a casa. Dovremmo provare cose diverse, credo sarebbe un bene per lo sport.

Quando osservi i giovani come Kei Nishikori, Milos Raonic, Grigor Dimitrov, se dovessi scommettere su uno di loro per poter vincere uno Slam nei prossimi due anni, su chi scommetteresti?
Per me tutti e tre potrebbero riuscirci. Il problema è che i tennisti in alto sono ancora molto continui. Inizio a chiedermi se il prossimo giovane campione di uno Slam possa essere Kyrgios, Kokkinakis, Coric o Rublev, uno dei più giovani.

Pensi si arriverà a saltare una generazione?
Sì. Ma se uno di questi giovani atleti, compiuti i 21 anni, potranno essere i prossimi Federer o Nadal, questo non lo so.

Durante il Roland Garros hai raccontato un bell’aneddoto. Eri in palestra ad allenarti nell’hotel dei giocatori, Thomaz Bellucci entra ed inizia ad alzare dei grossi pesi. Pensi si stia allenando nel suo giorno libero e poi scopri che si tratta del suo riscaldamento pre match. Quale tennista hai mai visto allenarsi così duramente in palestra?
Ti dico una cosa: David Ferrer è un animale in palestra. Nel giorno delle sue partite, quel ragazzo è in palestra lavorando duramente come una bestia. David Ferrer è davvero un animale in palestra.

 

Traduzione di Chiara Bracco

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Roland Garros, Sinner dopo l’ecografia: “Niente di grave, tra due giorni non dovrei sentire più male”

Il n.12 Jannik Sinner atteso negli ottavi contro Rublev: “Sto servendo meglio e vinco i punti importanti. Sarà una partita dura e lunga”

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Jannik Sinner - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Terminata la partita, vinta sì in tre set contro Mckenzie McDonald ma con grande sofferenza fisica visto il problema al ginocchio, Jannik Sinner si è recato ad effettuare un’ecografia che lascia ben sperare. “Non è niente di grave quindi tra due giorni in teoria non dovrei sentire più male” ha spiegato Sinner, ma sottolineando come si tratti di un dolore al ginocchio inaspettato e mai provato prima. In ogni caso fra due giorni lo vedremo di nuovo in campo impegnato negli ottavi di finale contro il russo Rublev. “È un giocatore ostico che ti tiene tanto in campo, mi aspetto una partita dura e lunga” il giudizio dell’altoatesino.

Che problemi hai avuto al ginocchio?
JANNIK SINNER: “Oggi mi sono svegliato con questo male, senza che io avessi ma prima sentito niente. Menomale che abbiamo anche trovato un modo per giocare la partita, perché era stata messa in dubbio anche quella parte lì. Quindi credo come si è visto, non mi sono mosso benissimo. Ho appena fatto l’ecografia e non è niente di grave quindi tra due giorni in teoria non dovrei sentire più male. In teoria, vediamo adesso. Per fortuna ho finito abbastanza presto e ho tanto tempo per recuperare e vedremo dopodomani”.

Nel secondo set hai annullato 11 set point recuperando da 2-5. Questa tua caratteristica di rimanere attaccata alla partita è qualcosa che hai sviluppato o è tua?
JANNIK SINNER: “Mha, sicuramente ho imparato anche quella parte lì, anche se ce l’ho già un po’ dentro perché comunque non mi piace lasciare punti facili. Ho avuto anche un po’ di foprtuna quando l’ho brekkato sul 5-3 ma credo che parlando in generale, la partita era molto difficile oggi e ho trovato una soluzione. Sono molto contento e spero che mi aiuterà nel futuro questa partita nel conoscere i miei limiti”.

 

Al di la del problema fisico, puoi parlarci del match in generale, di come hai servito, e come credi che sia andata nel livello della gestione.
JANNIK SINNER: “Ci sono stati dei momenti in cui ho servito bene e altri in cui ho servito peggio. Sicuramente nel tiebreak non ho servito benissimo, però quand’era fondamentale anche la seconda l’ho rischiata di più. Quando ho fatto il break subito nel terzo set, al game dopo non ho servito benissimo ma ho fatto i punti importanti. E conta questo in questo gioco”.

Come sta procedendo il tuo adattamento sulla terra, una superficie sulla quale hai detto di far fatica a digerire all’inizio.
JANNIK SINNER: “Sì, credo che le cose stiano andando abbastanza bene. Sicuramente la terra non è adatta tantissimo al mio gioco, ma dall’altro senso io posso giocare benissimo sulla terra perché riesco a tirar forte anche quando la palla è lenta… sto iniziando a servire anche meglio. Devi cambiare un po’ tatticamente. Contro Rublev sarà molto difficile giocarci contro perché tira forte di dritto e sarà importante capire dove gli devo giocare. Ci ho già giocato due volte, due volte sulla terra quindi mi può sicuramente dare una mano. È un giocatore ostico che ti tiene tanto in campo, mi aspetto una partita dura e lunga”.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Nadal: “Toni è più di uno zio, mi serve un livello alto per andare avanti”. Auger-Aliassime: “Non penso che Toni mi darà un piano tattico”

I due campioni, legati dal filo comune di Toni Nadal (zio di uno, coach dell’altro) parlano largamente di questa situazione emozionale e del match in campo

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Dopo due vittorie brillanti, ma decisamente più faticosa quella di Felix Auger-Aliassime su Filip Krajinovic, il canadese e Rafael Nadal(andato via liscio su Van de Zandschulp) sono pronti a darsi battaglia nel match che è senza dubbio il piatto forte di domenica 29 maggio, in una giornata che offre 4 dei primi 6 al mondo tutti insieme. E anche in conferenza stampa post match i due si preparano per questo quarto turno, sicuramente particolare perché nell’angolo di Felix siede Toni Nadal, zio di Rafa ed ex allenatore. Partita quindi speciale, e andiamo per primo a sentire cosa ha detto il 13 volte campione al Roland Garros.

D: “Tuo zio sta allenando Felix, e diventerà una grande attenzione quando giochi. Sarà imbarazzante per te e la famiglia quando ciò accade? Ovviamente non parlerai a Toni nel corso perché siete in campi separati?

RAFAEL NADAL: “No, ho già parlato con Toni dopo il mio incontro. No, so che farete la domanda, ma per me è molto semplice. È mio zio, non credo che sarà in grado di volere che perda, senza dubbio, ma è un professionista ed è con un altro giocatore. Non so cosa succederà, se rimarrà dentro il box o no, ma non mi interessa, ho zero problemi con quello. Quindi non è affatto una storia per me; so quali sentimenti abbiamo tra di noi e so che vuole il meglio per me. Ora sta aiutando un altro giocatore, ma onestamente, per me, non è un problema

 

D: “Come hai detto in campo dopo la partita, è stata una vittoria impressionante. Per quanto riguarda la tua prossima partita, hai giocato con Felix solo una volta, sulla terra battuta a Madrid. Hai vinto in due set nel 2019. Il suo gioco è migliorato molto da allora? Cosa ti aspetti da questo incontro?

RAFAEL NADAL: “Be’, è uno dei giocatori più in forma del tour, quarto nella race, sopra di me, ed è uno dei primi 10 giocatori nel ranking. È un quarto turno, so che devo giocare ad un livello molto alto per avere la possibilità di andare avanti. Sarà un buon test, in qualche modo è quello di cui ho bisogno. Anche oggi è stato un test molto buono, perché sono stato in grado di giocare la mia migliore partita del torneo finora, senza alcun dubbio. Per due set e mezzo stavo giocando a un livello molto positivo. Questa è un’ottima notizia, andando al campo domani, per la mia sessione di allenamento, sapendo che oggi sono stato in grado di alzare molto il mio livello. Domani è il momento per confermarlo in pratica e continuare a lavorare su cose specifiche

D: “Tornando alla tua prossima partita contro Felix e il rapporto di tuo zio con lui, mi chiedevo se, prima che iniziassero a lavorare insieme, Toni ti ha parlato della possibilità di lavorare con Felix? Ha chiesto la tua opinione su di lui come giocatore?

RAFAEL NADAL: “No, non c’è bisogno che mi chieda qualsiasi cosa. È abbastanza grande da poter prendere da solo decisioni, no? Io non posso ringraziare abbastanza tutte le cose che ha fatto me durante così tanti anni, e non ho alcun problema con qualsiasi posizione che sta prendendo. Voglio il meglio per lui, e lui vuole il meglio per me. Siamo una famiglia più di ogni altra cosa. Non solo famiglia; siamo una famiglia che stiamo insieme tutto il tempo. Noi siamo nello stesso paese, passiamo del tempo in accademia insieme, abbiamo vissuto insieme emozioni incredibili. Quindi non è solo uno zio, lui è più di questo“.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Se l’intervista a Rafa ha riguardato in buona parte le emozioni che vivrà nell’affrontare un giocatore allenato da suo zio, c’è da dire che anche quella di Auger-Aliassime non è da meno, e si incentra in buona parte su Toni e su cosa accadrà domani nella domenica parigina.

D: “Un match in tre set davvero difficile. Puoi analizzarlo per noi?

FELIX AUGER-ALIASSIME: “Sì, sempre dure le partite contro Filip. Abbiamo giocato anche a livello di challenger ed è sempre stata una partita difficile in tre set, tranne l’ultima volta indoor l’anno scorso. Mi aspettavo una partita difficile oggi, e lo è stata. Ma alla fine della giornata stavo servendo davvero bene. I primi due set penso che stessi giocando un po’ meglio, stavo colpendo la palla davvero bene con pochi non forzati. Il livello mostrato oggi è stato buono, purtroppo calato nel terzo, ho perso un po’ la concentrazione, ma è stato così bello recuperare, e ottenere quella vittoria in tre set è stato davvero importante per quello che verrà

D: “Sei allenato da Toni Nadal e giocherai contro Rafa nel prossimo turno. Parla della dinamica di ciò. Sarà abbastanza imbarazzante per Toni o pensi di avere qualche intuizione sul modo in cui gioca Rafa dato che sei allenato da qualcuno della sua famiglia?

FELIX AUGER-ALIASSIME: “Non so se ho bisogno di un’intuizione su come gioca Rafa, a dire il vero. Penso che sappiamo tutti cosa fa bene, e non credo che Toni mi dirà qualcosa di nuovo su come gioca. Abbiamo avuto la discussione, dalla prima volta che abbiamo iniziato a lavorare insieme sapevamo che c’era una possibilità che alla fine avrei giocato contro Rafa lavorando con Toni. E in realtà ora è presente qui in questo Grande Slam. Ma penso che Toni guarderà da un posto neutrale e si godrà l’incontro. Da parte mia è un’altra partita, un’altra occasione per provare a giocare una bella partita e vincere, ma ovviamente è molto difficile. Non so come si sente Toni, forse dovremmo chiederglielo, ma non me ne ha parlato. Ma penso anche che tu debba ricordare, che la carriera di Rafa e quello che ha fatto con Toni è molto più grande della partita di domani. Penso che noi tutti possiam dire che, indipendentemente da ciò che accadrà domani, dobbiamo vedere che è molto più grande di questo. Voglio dire, a quello che ha fatto con suo zio, questa partita non toglierà nulla a entrambe le parti, e penso che dobbiamo vederla come un disegno più grande. È una partita, ma la sua carriera è molto più grande di questo

D: “Normalmente Toni ti dà un piano tattico per gli avversari, ti ci porta attraverso. Non sarà un po’ strano questa volta?

FELIX AUGER-ALIASSIME: “Non lo so. Non ne abbiamo parlato, a dire il vero. Voglio dire, ho appena lasciato la partita, ci siamo visti un po’, abbiamo parlato di oggi. Vedremo domani, ma dipende da lui, ma non me lo aspetto, lo sai, non credo che parleremo molto della partita di domani. Non è nemmeno come con il mio allenatore Fred, non è che ci sia molto da dire. Tipo, sai, lo conosco, l’ho visto giocare, so cosa sa fare bene, lo sappiamo tutti. Ma alla fine della giornata, arriva la partita e provi del tuo meglio e cerchi di trovare modi per tutto l’incontro. Ma nessuno, Toni, Fred o me ha le risposte per vincere la mia prossima partita. Sta a me, alla fine della giornata, quando vengo sul campo, cercare soluzioni

D: “Giocherai la prossima partita contro Rafa per vincere. Nonostante tutte le cortesi parole di lode e rispetto, quali sarebbero le caratteristiche del tuo gioco e del tuo personaggio che pensi ti consegneranno quel risultato desiderato?

FELIX AUGER-ALIASSIME: “Sì, contro i giocatori credo come lui, Novak e quei top, prima di tutto mi piace concentrarmi su me stesso. Perché penso che a volte noi tendiamo a pensare troppo a chi ci sta di fronte, soprattutto in quella posizione, e non pensi solo al gioco ma alla montagna che è giocare contro questi campioni. Penso che dobbiamo, personalmente devo, per prendere la prossima partita così com’è, giocare la palla come viene e concentrarmi davvero su me stesso. So che se servo bene, questo è un mio punto di forza, mi darò le opportunità di mettere pressione sui giochi di servizio dell’avversario, e mi devo muovere bene, cercare di entrare quando posso con il mio diritto, entrare e uscire dal campo. Si tratta di concentrarmi sulla mia forza, su quello che faccio; avere un atteggiamento positivo come sempre e, sì, giocare ad alta intensità come posso fare“.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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ITF Grado, Cocciaretto in semifinale: “Sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi” [ESCLUSIVA]

Semifinale raggiunta in Friuli con l’obiettivo Top100: “Devo ripartire da zero. Obiettivo fare più partite possibili”. In campo anche Errani

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Elisabetta Cocciaretto a Grado
Elisabetta Cocciaretto - Guadalajara 2021 (Foto Facebook Abierto Zapopan 2021)

L’attenzione degli appassionati di tennis è tutta concentrata su Parigi, dove il gotha del tennis femminile sta dando spettacolo, con molti colpi di scena, diverse teste di serie cadute e nomi nuovi che si stanno facendo luce. Tuttavia, per coloro che non sono rientrate tra le 128 elette del main draw dello slam parigino, il circuito ITF ha offerto una vasta possibilità di scelta con ben 12 tornei in contemporanea. I più importanti sono i due W60 in corso di svolgimento ad Orlando in Florida e il torneo italiano di Grado.

E proprio nel comune dell’Alto Adriatico, situato tra Trieste e Venezia brillano i colori italiani, con ben due nostre rappresentanti che hanno raggiunte le semifinali. Sara Errani, testa di serie numero 5 del tabellone, che ha sconfitta l’austriaca Haas ed Elisabetta Cocciaretto, testa di serie numero 4, che ha sconfitto la svizzera Waltert.

Al termine della sfida contro la numero 211 al mondo durata quasi due ore giocata in condizioni abbastanza complicate, Cocciaretto è stata intervistata dal nostro Massimo Gaiba: “C’era abbastanza vento, lei comunque è una giocatrice forte, serve bene, risponde bene, ha una palla abbastanza pesante quindi diciamo che ho avuto molti alti e bassi, però sono contento di aver vinto e di giocare un’altra partita”.

 

Cocciaretto, che ha abbandonato prematuramente Parigi dopo la sconfitta nel secondo turno di qualificazione contro la russa Selekhmeteva, ha scelto di giocare a Grado per trovare la giusta condizione: “Io sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi, di fare più partite possibili e giocarne un’altra mi da l’opportunità di migliorare e giocare ancora, cosa che mi serve molto quest’anno”.

L’ultimo successo permetterà all’italiana, al momento numero 157 delle classifiche mondiali, di riprendere la cavalcata verso la top 100, fortemente penalizzata da una tendinopatia al ginocchio sinistro: “Sono stata ferma sette mesi, mi sono operata quindi devo ripartire da zero, per questo l’obiettivo è di fare più partite possibili.

Nella strada verso la finale Cocciaretto affronterà la slovena Jakupovic, numero 311 WTA ma con un best ranking al numero 69 datato novembre 2018. Nell’altra semifinale Errani affronterà la testa di serie numero 1 del torneo Ylena In-Albon.

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