ATP Montreal: vincono Dimitrov e Kyrgios. Bene Djokovic, Raonic out. Murray fermato dalla pioggia

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ATP Montreal: vincono Dimitrov e Kyrgios. Bene Djokovic, Raonic out. Murray fermato dalla pioggia

Tsonga regola in due set Coric, Djokovic rimane in campo quasi due ore con Bellucci. Raonic sorpreso da Karlovic. Grigor Dimitrov, tra luci e ombre, supera comunque l’ucraino Dolgopolov in due set. Non delude neanche Kyrgios che la spunta al terzo con Verdasco. Murray-Robredo rimandata per pioggia

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I. Karlovic b. [8] M. Raonic 7-6(1) 7-6(1) (da Montreal, Vanni Gibertini)

Inattesa (fino ad un certo punto) doccia fredda per il pubblico di Montreal nella serata di martedì. E questa volta la pioggia non c’entra nulla, dato che il maltempo ha dato tregua al torneo dopo un inizio di giornata quasi apocalittica. Il beniamino di casa Milos Raonic, n.10 del mondo e finalista alla Rogers Cup qui a Montreal due anni fa è uscito al secondo turno (suo primo incontro) per mano del veterano 36enne croato Ivo Karlovic, che nel corso del match ha superato la soglia dei 10.000 ace in carriera, come solo il suo connazionale Ivanisevic aveva saputo fare prima di lui.

 

Due tie-break, come ci si poteva attendere, giocati tanto bene da Karlovic quanto male da Raonic, che li ha persi entrambi conquistando un solo punto. Il canadese non è riuscito a conquistarsi nemmeno una palla break nell’intero corso dell’incontro, e nonostante non abbia mai ceduto la battuta, ha dovuto salvare dal canto suo ben 10 palle break, inclusi due recuperi da 0-40 ed uno dal 15-40 sul 4-5 nel secondo set, quando ha dovuto fronteggiare tre match point.

Match dagli scambi molto scarni, come prevedibile, con Raonic che nonostante la mancanza di condizione agonistica e tennistica (si è operato poche settimane fa ad un piede per sistemare un problema ad un nervo che lo tormentava dal torneo di Madrid) ha dato dimostrazione di avere un repertorio di colpi molto più vario dell’avversario, ma che nella serata non è riuscito a produrre con la necessaria continuità ed incisività. Già nel primo parziale Raonic era dovuto risalire da 0-40 sul 4-4, uscendone in maniera molto brillante con un passante di diritto in corsa, un ace di seconda ed una micidiale seconda al corpo ingestibile. Nel tie-break però non era stato altrettanto brillante, iniziando subito con due diritti in corridoio ed un doppio fallo che lo condannavano alla sconfitta nel parziale.
Secondo set molto simile, con Raonic che si salva dallo 0-40 sul 2-3 e cancella i match point sul 4-5 con grande autorità, ma che poi nel tie-break subisce l’iniziativa di un Karlovic molto vispo e pronto a cogliere l’occasione di attaccare.

[1] N. Djokovic b. T. Bellucci 6-3 7-6(4) (da Montreal, Vanni Gibertini)

Decisamente più laborioso del previsto l’esordio nel torneo del n.1 del mondo Novak Djokovic, che ha dovuto sudare per 1 ora e 50 minuti per aver ragione della resistenza del Thomaz Bellucci, n.33 della classifica ATP, che si è battuto fino alla fine con grande generosità senza mai gettare la spugna fino alla fine, dando vita a scambi prolungati che il pubblico dell’Uniprix Stadium ha mostrato di gradire.
Dopo una giornata molto incerta, il sole è riuscito a trovare un varco tra la fitta coltre di nubi che ha coperto il cielo di Montreal per gran parte del pomeriggio, e la partita si è disputata in un clima molto meno autunnale delle precedenti. La decisione, poi, degli organizzatori, di far entrare i possessori di biglietto per la sessione serale dopo pochi game dall’inizio (questo incontro era incluso nel programma della sessione diurna) ha certamente contribuito a creare una bella atmosfera intorno al campo, che anche i giocatori hanno mostrato di gradire.

I primi sei game finiscono tutti ai vantaggi, anche se le palle break sono poche: 17 minuti per i primi due game, 43 per i primi sei, la partita procede a rilento, ma nessuno se ne lamenta. Il primo ad allungare è Djokovic che con sette punti consecutivi si procura tre palle del 5-3. Sulle prime due Bellucci spara due ace, ma sulla terza Nole raggiunge con un grande allungo un drop shot del brasiliano e mette a segno il break che di fatto gli vale il parziale.
Sarà quello l’unico break della partita – nel secondo set Djokovic sembra poter prendere il comando delle operazioni, si procura palle break a più riprese, ma Bellucci con grande determinazione tiene il ritmo del serbo da fondocampo e si mantiene sempre avanti nel punteggio. Sul 6-5 in proprio favore va anche 0-30 sul servizio di Djokovic, ma si arriva al tie-break, dove il n.1 del mondo va subito avanti di un minibreak, che conserva fino alla fine.

Le condizioni erano molto lente a causa della pioggia – ha detto Djokovic dopo il match – e questo lo ha favorito. Il match è stato molto equilibrato, soprattutto nel secondo set, nel quale abbiamo avuto entrambi le nostre chance, ma sono riuscito a mantenere la calma ed a rimanere concentrato nei momenti cruciali del match”.

Per lui al terzo turno una sfida potenzialmente insidiosa tra il vincente del match Dimitrov-Sock.

[10] J.W. Tsonga b. B. Coric 6-4 6-4 (da Montreal, Vanni Gibertini)

Il campione uscente Tsonga esce con grande abilità e senza danni dal suo delicato match di primo turno contro la stella nascente Borna Coric, che ha dimostrato tutto il suo grande potenziale, ma che ancora fatica a competere a questi livelli soprattutto contro tennisti della fisicità del francese.
Il match che era iniziato lunedì sera sotto i riflettori e sospeso dopo appena 3 game e 13 minuti, si è giocato sotto un cielo plumbeo ed una umidità molto fastidiosa che in diversi frangenti si è trasformata quasi in pioggia, senza tuttavia sospendere l’incontro.All’inizio Tsonga accetta il palleggio da fondocampo con Coric, che difende molto bene ma non ha la pesantezza di colpi per poter decidere i punti quando vuole. Un errore di rovescio del croato concede il primo break dell’incontro all’ottavo game, ma Tsonga non riesce a chiudere il parziale anche per merito di alcuni splendidi recuperi del giovane Borna. Tuttavia nel game seguente, quando Coric serve sul 4-5, un paio di slice del francese mettono in mostra in maniera ancora più evidente la difficoltà che trova il croato nello spingere palle senza peso, ed il primo set si chiude con Coric chiamato a rete che non riesce a tenere in campo una volée di diritto.Dopo aver perso al foto finish un set così equilibrato, ci si potrebbe aspettare un contraccolpo mentale da parte del più giovane dei due contendenti, ma i cavalli di razza si vedono soprattutto in questi frangenti, e Coric riparte più determinato di prima spostando il baricentro del proprio gioco in avanti per non lasciare il pallino del gioco nelle mani di Tsonga. Ma la sua buona volontà si scontra con la sua scarsa prestanza fisica e la sua ancora più limitata apertura alare a rete: è bravo a recuperare da 15-40 sull’1-2, anche grazie alla collaborazione del suo avversario, ma più passano i minuti, più sembra evidente che la partita ha un solo padrone. Sul 5-4 in suo favore il francese piazza la zampata decisiva afferrando la vittoria ed il passaggio al turno successivo nel quale incontrerà lo spagnolo Bautista-Agut.

J.Chardy b. [LL] N.Mahut 6-1 7-5 (Francesco Scurci)
Derby francese al primo turno del Master 1000 di Montreal ma invece di Gasquet, che annuncia il ritiro alla vigilia, entra in tabellone il lucky loser Nicolah Mahut che sfida il connazionale Jeremy Chardy nr 49 del mondo. I precedenti recitano 2 a 0 Chardy (non senza soffrire), entrambi giocati nel 2014 sul duro di Brisbane e di Metz. Nelle prime battute uno Chardy “centratissimo” fa valere i suoi fondamentali migliori, servizio (80% di prime e 4 ace) e dritto, contrapponendosi ad un Mahut invece piuttosto spaesato; il set scivola via velocemente con due break piazzati da Chardy che si aggiudica quindi il primo parziale per 6 giochi ad 1 in soli 19 minuti. Nel secondo set la musica cambia, Mahut entra in partita mentre il tennista di Pau ha un passaggio a vuoto nel secondo game in cui con un doppio fallo e due gratuiti di dritto consegna il break all’avversario. Sul 4 a 2 e servizio però Mahut gioca un brutto game e con un doppio fallo e un gratuito con il rovescio in slice subisce il contro break; Chardy continua a far male col dritto e costringe Mahut a salvare una pericolosa palla break sul 4 pari (annullata con una prima vincente), mentre sul 5 pari strappa il servizio a zero al suo avversario e vola a chiudere facilmente 7- 5 con una prestazione convincente. Al prossimo turno affronterà Leonardo Mayer in un match duro ma piuttosto aperto come pronostico.

[14] G. Dimitrov b. [Q] A. Dolgopolov 6-4 7-5 (Ciro Battifarano)

Con circa un’ora di ritardo per pioggia, scendono in campo Grigor Dimitrov e Alexandr Dolgopolov, entrambi giocatori di indiscusso talento che stanno attraversando una stagione avara di risultati. Il bulgaro sembra quasi aver snaturato il suo gioco, l’ucraino, da sempre autore di alti e bassi, ultimamente vede prevalere i picchi negativi di gioco. L’andamento del match odierno non dice molto di nuovo rispetto alla situazione attuale dei due. Dolgopolov nel primo set ha in più giochi l’occasione per strappare il servizio all’avversario (6 palle break nel parziale), ma non ne approfitta. Nei momenti chiave gli manca lucidità, da ultimo nel decimo gioco quando va a servire per restare nel set e concede le sue prime palle break che consegnano il set ad un Dimitrov tutt’altro che impeccabile ma che ha saputo attendere il momento no dell’avversario.  Nel secondo set l’ucraino salva prima una palla break e nel terzo gioco riesce finalmente ad ottenere il break di vantaggio. Con sicurezza Dolgopolov tiene i propri turni di battuta ma quando va a servire per il set, avanti 30-15, si inceppa, lascia l’iniziativa a Dimitrov e infine con un errore di dritto concede il controbreak. Gli ultimi due giochi sono una sfilata di errori dell’ucraino che sull’orlo del precipizio, 0-40 e tre match point Dimitrov, fa vedere ancora un paio di belle cose prima di sbagliare l’ennesimo e decisivo dritto. Seppur non abbia offerta una prestazione particolarmente brillante, Dimitrov porta a casa da questo match una buona tenuta ed una giusta grinta nei momenti decisivi dell’incontro. Nel prossimo turno incontrerà Jack Sock.

N.Kyrgios b. F. Verdasco 6-3 4-6 6-4 (Marco Lauria)

Giove Pluvio pare disposto a concedere una pausa, due ore di tregua, dicono, ma il deco turf dell’Uniprix Stadium proprio non ne vuole sapere. Quattro uomini e una macchina a lavoro per ridurre la fenditura aperta dalla pioggia battente che già ieri aveva frenato il programma nell’Ontario. I due entrano in campo con due ore di ritardo sulla tabella di marcia e a presiedere l’angolo di Kyrgios c’è Lleyton Hewitt, coach ad interim dopo la separazione con Todd Larkham. L’iniziale equilibrio è spezzato dal break dell’australiano, generoso poi a restituire il favore nel game successivo. Si scambia poco e si sbaglia tanto, Verdasco riesce a sfondare quando costringe Kyrgios a rispondere corto di rovescio, ma sul 3-4 offre due palle break servendo una seconda morbida che Kyrgios rimanda tra le stringhe dello spagnolo. Il break è poi suggellato senza difficoltà dall’australiano che chiude con un game quasi perfetto al servizio. Giochi rapidissimi anche nel secondo parziale, aperto da un grossolano errore di Verdasco in avanzamento. Nel quarto gioco Kyrgios completa il mini-disastro servendo una seconda lunga e concedendo il break a 0, ma lo spagnolo ha buona memoria ed emula l’aussie che nel primo set aveva immediatamente riconsegnato il break di vantaggio sulla stessa situazione di punteggio. Kyrgios copre sovente col servizio le imprecisioni che commette nello scambio, servendo con una media superiore ai 200 km/h e salvando tre palle che avrebbero portato Verdasco a servire per il set. Appuntamento col break solo differito, con Verdasco che indovina due risposte sul 30 pari che colgono Kyrgios impreparato e punteggio che si issa sull’uno pari. Le telecamere virano su Magnus Norman, presente per aggiornare il database del prossimo avversario di Stan Wawrinka, intanto i due continuano ad alternarsi in allarmanti cali di concentrazione. Il primo a cedere stavolta è Verdasco, che sull’uno pari chiude a 0 il secondo turno di servizio, Kyrgios, ca va sans dire, restituisce il favore, ma lo spagnolo pasticcia e cancella il contro-break consentendo all’australiano di salire 3-2. Si gioca quindi sul servizio di Nick, che tiene senza ulteriori problemi e chiude con la volèe di dritto.

Risultati:

[1] N. Djokovic b. T. Bellucci 6-3 7-6(4)
R.Bautista-Agut b. J.Tipsarevic 6-3 6-4
N.Kyrgios b. F.Verdasco 6-3 4-6 6-4
J.Sock b. A.Mannarino 6-2 2-6 7-6(5)
M.Youzhny b. V.Troicki 6-3 7-5
[14] G.Dimitrov b. A.Dolgopolov 6-4 7-5
[13] David Goffin b. S.Johnson 6-2 6-2
J.Chardy b. [LL] N.Mahut 6-1 7-5
P.Andujar b. F.Dancevic 6-2 6-4
L. Rosol b. [12] K. Anderson 7-6(2) 7-6(4)
[Q] E. Gulbis b. D. Thiem 3-6 7-6(8) 6-1
[WC] V. Pospisil b. H. Lu 6-4 6-3
[16] J. Isner b. B. Becker 6-4 6-7(8) 6-3
[10] J.W. Tsonga b. B. Coric 6-4 6-4
[2] A. Murray b. T. Robredo 4-4 40-30 sosp. per pioggia

 

 

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ATP Stoccarda: Dominic Stricker continua a stupire

Il teenager svizzero batte Hubert Hurkacz e conquista il secondo quarto ATP stagionale: entrerà tra i primi 300 del ranking. Avanzano Auger-Aliassime e De Minaur, Shapovalov stoppato dalla pioggia

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Dominic Stricker - Stoccarda 2021 (via Twitter, @MercedesCup)

La sfortunata edizione 2021 del torneo di Stoccarda all’ombra del Roland Garros non sta lesinando spunti di grande interesse. Il primo ha il volto giovane e simpatico di Dominic Stephan Stricker, diciottenne bernese esploso con la doppietta singolare-doppio al Roland Garros Junior 2020 e confermatosi intrigante prospetto nella prima mezza stagione trascorsa tra i professionisti. Campione a sorpresa al Challenger di Lugano da numero 874 del mondo, Stricker ha già raggiunto a Ginevra i quarti in un torneo maggiore, battendo per via Marin Cilic e Marton Fucsovics. Wild card sull’erba tedesca, il teenager svizzero è di nuovo tra gli ultimi otto di un evento ATP, e stavolta è arrivato anche lo scalpo di un top 20, il primo della verdissima carriera.

A passare involontariamente alla storia è stato Hubert Hurkacz, numero venti della classifica e ultimo campione al Master Mille di Miami, dunque non necessariamente l’ultimo arrivato nonostante la recente, tristanzuala campagna sull’odiata terra. Stricker l’ha freddato in due tie break, fatto che dice molto sulla solidità mentale di Dominic, mancino provvisto di un gran bel servizio e propenso alla frequente ricerca della rete. Grazie al notevole risultato, il ragazzotto protetto di Roger Federer – che l’ha già testato in un paio di blocchi di allenamento alla fine della scorsa stagione e all’inizio di quella in corso – sfonderà il muro della top 300 ATP, con la chance di migliorare ancora il ranking. Nei quarti di finale in programma oggi affronterà Sam Querrey, il battitore californiano di quindici anni più anziano alla ricerca della luce dopo un inizio d’anno da quattro vittorie, sei sconfitte e infiniti guai fisici.

Nel resto del programma di ottavi hanno strappato la qualificazione Ugo Humbert, che ha battuto in due Yannick Hanfmann, e Marin Cilic, autore di una prestazione finalmente convincente contro l’insondabile Basilashvili. Avanti anche l’incerto Felix Auger-Aliassime di questi tempi, bravo a prevalere nel match clou su Lloyd Harris, e Alex De Minaur, emerso da un derby più complicato del prevedibile contro Jordan Thompson. Interrotta per pioggia, infine, la partita della testa di serie numero uno Denis Shapovalov, irretito sul punteggio di un set pari dallo specialista veterano Feliciano Lopez.

 

Risultati:

S. Querrey b. [Q] J. Duckworth 6-4 7-6(7)
[WC] D. Stricker b. [2] H. Hurkacz 7-6(5) 7-6(5)
M. Cilic b. [5] N. Basilashvili 6-3 6-2
[6] U. Humbert b. [WC] Y. Hanfmann 7-6(9) 6-2
[4] A. De Minaur b. J. Thompson 6-7(8) 6-3 6-4
[3] F. Auger-Aliassime b. L. Harris 6-3 7-6(4)
[WC] J. Rodionov b. [Q] P. Gojowczyk 5-3 (Rit.)

Il tabellone aggiornato

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ATP Stoccarda, il tabellone: una batteria di giovani alla ricerca del successo sull’erba

Il tennis torna finalmente sull’erba: iniziano oggi i primi turni del tabellone principale, in campo Marin Cilic e Dustin Brown. Guidano Shapovalov e Hurkacz, nessun italiano al via

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ATP Stoccarda 2016 (foto Paolo Di Lorito)

La decisione degli organizzatori del Roland Garros di posticipare lo Slam di una settimana (suscitando il malcontento sia degli appassionati del tennis su erba che degli organizzatori di alcuni tornei su questa superficie) ha fatto sì che la seconda settimana parigina avvenga in concomitanza con alcuni eventi su erba. In particolare il circuito maschile è riapprodato a Stoccarda per un ATP 250 dopo l’assenza dello scorso anno causato dalla pandemia, e questo dunque è il primo evento giocato sull’erba da Wimbledon 2019. A guidare il tabellone principale nella cittadina tedesca c’è Denis Shapovalov che aveva saltato il Roland Garros per un fastidio alla spalla: il canadese, alla terza partecipazione al torneo, cercherà di vincere il suo primo incontro affrontando uno tra Feliciano Lopez e Alexei Popyrin.

Altri nomi di spicco che hanno ricevuto un bye al primo turno sono: la testa di serie n. 2 Hubert Hurkacz, la n. 3 Felix Auger-Aliassime e la n. 4 Alex de Minaur. Oggi invece sono previsti gli ultimi turni di qualificazione ma già ieri sono usciti di scena forse i due tennisti di maggior prestigio: Lucas Pouille e Sergiy Stakhovsky. Chi invece è riuscito a evitarsi le quali e approdare direttamente nel main draw è lo specialista di questa superficie Dustin Brown che grazie ad una wild card oggi attorno alle 12:30 affronterà il georgiano Nikoloz Basilashvili. Un altro giocatore di casa ad aver ricevuto un invito degli organizzatori è Rudolf Molleker il quale attorno alle 14:00 se la vedrà con il veterano Marin Cilic.

Il tabellone completo del torneo

 

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ATP Parma, niente da fare per Cecchinato: primo titolo per Sebastian Korda

Lo statunitense gioca benissimo e vince in due set. L’azzurro ci ha provato nel secondo set, ma alla fine ha dovuto cedere. Primo titolo e ingresso in top 50 per Sebastian

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Sebastian Korda con il trofeo - ATP Parma 2021 (Marta Magni Images_MEF Tennis Events)

S. Korda b. [WC] M. Cecchinato 6-2 6-4

Niente da fare per Marco Cecchinato nella finale dell’ATP 250 di Parma. L’azzurro cede in due set a Sebastian Korda, troppo solido oggi. Marco non ha giocato neanche male nel complesso, ma non è quasi mai stato in grado di infastidire davvero l’avversario, che ha fatto tutto alla perfezione dal servizio alla gestione degli scambi da fondo. Korda può dunque festeggiare il primo titolo in carriera, dopo aver perso contro Hubert Hurkacz la finale a Delray Beach a inizio stagione, e il primo ingresso tra i migliori cinquanta giocatori del mondo (da lunedì sarà proprio numero 50, con un balzo in avanti di dodici posizioni).

Con questa vittoria, uno statunitense torna a vincere un titolo sulla terra rossa europea a undici anni di distanza dal successo di Sam Querrey a Belgrado. Inoltre per la terza volta nella storia del tennis una coppia di padre e figlio riesce nella non semplice impresa di vincere un titolo sul circuito ATP. Prima di Sebastian e papà Petr ci erano riusciti solamente Phil e Taylor Dent e gli indiani Ramanathan & Ramesh Krishnan.

 

Nonostante la sconfitta, la seconda consecutiva in una finale dopo aver vinto le prime tre giocate, rimane comunque ottima la settimana di Cecchinato. Da wild card l’azzurro si è nuovamente arrampicato fino alla finale, come l’anno scorso in Sardegna, e ha dimostrato di star piano piano ritrovando confidenza con il proprio tennis, almeno sulla superficie a lui più congeniale. Oltre a un guadagno di oltre venti posizioni in classifica (sarà numero 83), Marco potrà avvicinarci al Roland Garros, il torneo che ha segnato la sua carriera, con rinnovata fiducia e con la possibilità di togliersi qualche soddisfazione.

Sebastian Korda e Marco Cecchinato – ATP Parma 2021 (Marta Magni Images_MEF Tennis Events)

IL MATCH – Nel primo set la differenza la fanno la posizione più aggressiva e il maggior cinismo di Korda. Lo statunitense colpisce con i piedi molto più vicini al campo, mentre Cecchinato spesso e volentieri si ritrova a remare da dietro, senza possibilità di prendere l’iniziativa. Anche il servizio, efficacissimo per tutto il torneo, gli permette di impostare da subito gli scambi su binari a lui favorevoli e di tirarsi fuori dai guai quando l’avversario tenta di farsi pericoloso in risposta. Ceck è infatti costretto a fare gli straordinari per portare a casa il punto, trovando anche qualche smorzata delle sue, ma quando il punto scotta Korda mette sempre la prima e si salva. Viceversa l’azzurro subisce il break già nel quarto game, mettendo in rete un rovescio, e poi nuovamente sul 5-2, quando una risposta vincente di rovescio consegna il set nelle mani di Korda dopo appena 31 minuti di gioco.

Un dato su tutti che spiega come non tutti i punti valgano allo stesso modo in questo sport diabolico: nonostante entrambi i finalisti abbiano vinto nove punti in risposta nel primo set, Korda ha strappato due volte il servizio all’avversario, mentre Cecchinato non è mai nemmeno arrivato a palla break.

In avvio di secondo parziale, le cose non sembrano migliorare molto per l’azzurro, che inizia a palesare evidenti segni di nervosismo, ricevendo anche un warning. Korda infatti continua a filare via come un treno, mentre Cecchinato fatica a stare dietro e stecca qualche palla di troppo. Con una splendida palla corta Marco annulla una palla break nel quarto game e giocando con attenzione riesce a pareggiare sul 2-2. Da qui in poi non ci sono grandi scossoni fino al 4-4, quando Marco si apre benissimo il campo con il rovescio e un po’ a sorpresa riesce finalmente ad affacciarsi a palla break. Korda però riesce a salvarsi e a salire 5-4, con grande disappunto di Cecchinato.

L’unica chance che ho vinto è stata sul 4-4 del secondo set, la mia unica palla break” ha ricordato Marco in conferenza. “Ho risposto veramente bene, a pochi centimetri dalla riga, lui è stato bravo come in tutta la partita a tirare quel passante. Peccato, perché magari sul 5-4 sarebbe stata un’altra partita, ma posso solo fargli i complimenti per come ha giocato“.

Al cambio campo, l’italiano si lascia andare a un gesto di stizza, colpendo l’asciugamano e uno dei contenitori di plastica con una racchettata e subendo un secondo warning che gli costa un penalty point. Korda sfrutta al meglio il vantaggio “gratis” e con un paio di risposte robuste si guadagna due match point consecutivi. Sul secondo, una risposta vincente di rovescio, pressoché identica a quella che gli aveva regalato il primo set, bacia la riga e pone fine al match. Il giudice di sedia scende a controllare il segno, conferma la bontà del colpo e Korda può dunque accovacciarsi sulla terra di Parma a godersi il primo titolo in carriera.

Non so ancora quando giocherò a Parigi, ma di sicuro non gioco domani” ha detto Cecchinato in chiusura di conferenza. “Non conosco bene il mio avversario Uchiyama, non l’ho mai visto giocare né affrontato. Sicuramente domani ne parlerò con Max, fino a oggi ero concentrato su Parma e credo di essere stato bravo a separare Parma e Roland Garros. Dovrò vedere un po’ come gioca, magari chiedere a qualcuno. Sicuramente sarà una partita dura: se è vicino ai 100 è un buon giocatore“. Vincere un titolo sarebbe stato meglio, ma in fondo perdere in finale è al secondo posto nella classifica dei modi ideali per avvicinarsi a uno Slam.

Il tabellone completo

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