AO interviste, Kyrgios: “Ho deluso molte persone, avrei dovuto essere più rilassato”

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AO interviste, Kyrgios: “Ho deluso molte persone, avrei dovuto essere più rilassato”

Australian Open interviste, terzo turno. T. Berdych b. N. Kyrgios 6-3 6-4 1-6 6-4. L’intervista del dopo partita a Nick Kyrgios

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Noi non eravamo in grado di sentire dai monitor, che cosa è successo esattamente? C’era davvero della musica?
A meno che io non senta delle voci sì, mi è sembrato ci fosse della musica. Qualcun altro la ha sentita?

Io l’ho sentita.
Perfetto, ecco qui.

Veniva per caso da…
Non so da dove venisse. Il giudice di sedia mi diceva che non riusciva a sentirla, ma io potevo chiaramente sentirla. Quindi adesso si può giocare a tennis con la musica di sottofondo, devono aggiungerlo al regolamento.

 

Forse veniva dalla Margaret Court Arena.
Non sembrava così potente. Se invece è così, colpa mia. Ma ha smesso appena abbiamo cambiato campo.

Ti ha distratto dal tuo gioco?
Non necessariamente. Era soltanto strano. Il giudice di sedia continuava a dirmi che non riusciva a sentirla. Non so, avrebbe potuto magari usare il microfono per chiedere di abbassare il volume. Non so, non mi era mai capitato prima.

Ti ha dato l’opportunità di fermare il gioco se avessi voluto, però.
Lo ha fatto, ma non ha detto al pubblico di fare silenzio nel caso in cui fosse venuto dal pubblico, che mi sembra il minimo da fare se sei il giudice di sedia.

Come valuteresti la tua prestazione di oggi, con la rimonta nel terzo set?
Non penso di aver giocato troppo male. Non ho servito al meglio, ma ho dato battaglia meglio che ho potuto. Ho cercato di giocare più palle che potevo. Lui ha servito davvero bene nei momenti cruciali, è stato aggressivo dall’inizio alla fine. Non sentivo di avere abbastanza ritmo in nessuna fase del match. Cercavo di giocare le palle, uscire dai guai con il servizio. Non ho avuto ritmo, questo è ciò che lui fa davvero bene. Gioca alla sua velocità nei suoi turni di servizio, non ti dà tempo, preme il piede sull’acceleratore. Penso sia stato piuttosto impegnativo da affrontare.

Hai giocato un gran bel terzo set. Perché credi di non essere riuscito a proseguire in quel modo?
Nel quarto set lui si è limitato a mantenere il controllo. Nel terzo ho ottenuto presto un break, ho continuato con quell’impeto, il pubblico si è fatto coinvolgere. Ecco perché credo che giocare in casa sia un tale vantaggio. Questa è la ragione per cui lui è un top player, controlla la situazione, rientra nel match, gestisce i suoi tempi, serve ad alto livello e colpisce molto stretto nei momenti importanti.

Aveva lui la spinta vincente in quel momento?
Ho pensato che se avessi vinto il quarto avrei vinto anche il quinto. Mi sentivo a posto fisicamente. Ma non l’ho fatto, quindi non è davvero un argomento di cui parlare.

C’è stato del grande intrattenimento lì fuori. Però ha vinto il tennista più serioso. Hai mai pensato di dover mettere equilibrio tra l’intrattenimento e l’efficacia per ottenere risultati migliori?
Beh, sì, ho messo molte palle di là quando ho dovuto. Ho giocato un paio di bei colpi, penso di averlo fatto al momento giusto. Ogni volta che andavo a colpire mi trovavo in una posizione difficile. Non sono sicuro, ma penso di dover essere più forte e più in forma per battere giocatori del genere.

Hai lavorato con Lleyton Hewitt ultimamente. Come pensi che abbia aiutato la parte mentale del tuo gioco? Ti si poteva sentir dire cose come: Ben giocato. Pensi che ti aiuti?
Ad essere sinceri l’ho fatto per tutta la vita. Ho sempre fatto i complimenti agli avversari sui loro colpi migliori, è una cosa che non è mai cambiata.

Eri qui a guardare Lleyton salutare il tennis l’altra sera o l’hai guardato dalla TV?
Ero nella mia stanza. L’ho guardato fino alla fine.

Ti ha motivato? Vuoi impegnarti ancora di più per prendere il suo testimone?
Sì, sarebbe fantastico. È stato davvero triste vederlo andare via. Vedere la sua famiglia sul campo è stato commovente. Non mi sono messo a piangere io, ma mi sono sentito piuttosto triste. Sto facendo tutto ciò che posso per riprendere ciò che lui ha lasciato. Ma sono un tantino lontano al momento. C’è un pochino di lavoro da fare.

Qualche novità sulla situazione allenatore? Qual è il tuo piano per questa stagione?
Beh, non ci ho ancora pensato davvero. Non sto davvero cercando un allenatore. Sì e no. Sono abbastanza soddisfatto al momento.

Hai dato l’impressione di divertirti nel terzo set. Quanto ti stavi divertendo?
Mi stavo divertendo un sacco, effettivamente. Avrebbe dovuto essere così dall’inizio. Forse sono sceso in campo troppo serio, cercando troppo di concentrarmi su cosa dovevo fare. Probabilmente sarei dovuto andare lì a cercare di divertirmi, non prenderla troppo seriamente, come nel terzo set.

Hai tirato una pallata alla spider cam, oggi. Ti infastidisce quando ti si avvicina?
No, in realtà. Mi è venuta voglia di farlo e basta.

Come mai pensi di aver deluso così tanta gente? Tutti perdono ogni tanto.
Djokovic non perde. (Sorride.) Non è abbastanza? Mi aspettavo un po’ di più da me stesso. Mi aspettavo un’altra lunga cavalcata. Ci ho lavorato un sacco. Mi spezza un po’ il cuore.

Parlaci un poco del tuo allenamento. Sembri star sperimentando degli approcci poco ortodossi, come i sei avversari a rete.
Quello non è allenamento, è un gioco. Sono i ragazzi con cui sono cresciuto, ho giocato molto con loro. Mi sostengono sempre. Sono sempre stati buoni amici, sempre con me quando ero giù. Cerco di coinvolgerli più che posso, come compagni di palleggio o altro. So che significa molto per loro.

È importante giocare contro i top 10 per arrivare anche tu lassù?
Sì, sicuramente. È per quello che gioco. Ero eccitato quando ho battuto Cuevas, sapevo che avrei sfidato Tomas. Sapevo che avrei dovuto giocare il mio miglior tennis per vincere. Sapevo di non essere il favorito, ma mi sentivo che avrei davvero potuto vincere. Ho finito per mettermi addosso un sacco di pressione da solo. Ma è stata anche una buona esperienza. Adesso so cosa fare per migliorare.

Traduzione di Raoul Ruberti

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Roland Garros, Trevisan: “Non sento pressione. Il lavoro dell’anno scorso sta pagando”

8° successo consecutivo per Martina Trevisan: “Tutte queste partite ti mettono fiducia e calma nei momenti di difficoltà”. Sul legame col torneo: “Mai giocato con un pubblico come questo”

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Martina Trevisan - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

L’unica italiana impegnata oggi in singolare, Martina Trevisan, ha centrato l’ottava vittoria consecutiva battendo 6-3 6-4 Darai Saville e raggiunto per la seconda volta in carriera gli ottavi di finale al Roland Garros. Nella conferenza post-partita ha prima risposto ad un paio di domande in inglese, e poi si è dedicata alla stampa italiana.

Hai avuto molto supporto oggi in campo, più di quanto ti aspettassi?
MARTINA TREVISAN: Non proprio, non proprio. Normalmente non era così, ma oggi ce n’erano tanti e mi sono davvero divertita grazie al tra il pubblico di oggi. Mi hanno aiutato tanto mentre giocavo perché sentivo che ripetevano ‘Martina, Martina’, e mi dava tante energie.

Ho sentito la conferenza stampa di Saville e lei ha detto che all’inizio era un po’ sconvolta dal modo in cui la folla ti spingeva.
MARTINA TREVISAN: Sì, me l’ha detto anche durante la doccia negli spogliatoi. In realtà non so come spiegarmi questo legame col pubblico francese, ma mi piace tanto. Oggi è stato molto speciale. Non ho mai giocato con un pubblico come questo. Forse durante l’anno ho guadagnato la loro fiducia, quindi forse partita dopo partita mi seguono ed è per questo.

 

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Come gestisci la pressione.
MARTINA TREVISAN: Non mi sento sotto pressione in questo momento, mi sto solo godendo il momento, sto solo giocando bene. Cerco di essere molto solida durante la mia partita. Quindi non sento alcuna pressione, mi godo solo il momento e nient’altro.

Che emozioni ci sono rispetto a quelle del 2020? Ora avrai più consapevolezza.
MARTINA TREVISAN: Sì, ho più consapevolezza, soprattutto più che in questo momento di per sé, in tutto l’anno del 2020 era tutto molto nuovo, mi sembra anche molto più grande rispetto ad adesso e mi sono goduta anche poco quello che ho fatto. L’anno passato è stato secondo me molto importante perché ho fatto tante esperienze sia a livello positivo che negativo, perché l’inizio dello scorso anno non è stato dei migliori, però ecco, credo di aver comunque continuato a lavorare e crederci. Questo è il risultato anche dell’anno scorso.

Ottima prestazione contro Saville, con che atteggiamento sei scesa in campo?
MARTINA TREVISAN: Ce l’eravamo preparata bene e sapevamo come affrontare il suo gioco consistente. La chiave è stata, quando possibile, andare avanti. Infatti c’è stato anche un momento in cui ci sono andata più volte e non ho fatto punto ma mi sono detto che era la cosa giusta da fare

Hai servito benissimo nei momenti in cui era necessario. Hai cambiato qualcosa. Il cambio in cosa è consistito? Nel lancio palla, impugnatura, rapidità di movimento?
MARTINA TREVISAN: Più sul movimento iniziale, prima era un po’ più corto e di conseguenza andavo molto su con la spalla e quindi arrivavo subito in un momento di tensione, ora sono più fluida e il movimento è più lungo. Ho lavorato con Danilo e ho fatto video-analisi.

Cosa ci dici di Sasnovich tua prossima avversaria, che ha battuto Kerber?
MARTINA TREVISAN: Anche lei una giocatrice molto consistente che gioca bene sia di dritto che di rovescio, usa molto bene il cambio di ritmo con una palla carica, si muove bene e quindi sarà una partita dura.

Sei a otto vittorie di fila, emotivamente quanto sei carica?
MARTINA TREVISAN: Tutte queste partite mi mettono fiducia e calma nei momenti di difficoltà; invece di viverli in maniera non positiva, non mi arrabbio. Anche perché prima della partita mi sono detto che avevo bisogno di energie e ho cercato di non perderle nei momenti di difficoltà, perché poi mi sarebbero serviti in quei momenti lì. Più che essere in fiducia credo di star vivendo bene i momenti di difficoltà.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, Swiatek non si nasconde “Sono pronta alle conseguenze di una sconfitta”

La n. uno del mondo Iga Swiatek continua la sua striscia di vittorie, e non ha paura delle prossime partite “Metto più pressione nelle avversarie”

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Iga Swiatek - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La striscia di vittorie consecutive di Iga Swiatek non sembra in procinto di fermarsi, e la stessa tennista polacca che si presenta in conferenza stampa dopo il suo netto 6-0 6-2 ad Alison Riske è perfettamente consapevole delle sue possibilità. “Il solo fatto di vincere tutte queste partite mi ha dato molto fiducia ma sapevo anche che poteva buttarmi giù se non mi ci adattavo bene. Sì, sento di star usando la mia nuova posizione per mettere di più pressione sui miei avversari. Sono molto felice di poter “utilizzare” la mia striscia in questo modo. Sì sento che ho sempre più fiducia.“. A livello tecnico però la numero uno del mondo non sente che è cambiato troppo da prima di questo periodo di forma incredibile e adesso che sembra in grado di non perdere più. “Penso che tutto il lavoro che abbiamo fatto, anche la scorsa stagione, alla fine ha fatto clic in qualche modo. Sai, l’ultima stagione è stato un anno per me in cui ho davvero guadagnato così tanta esperienza. Quest’anno sento di starla usando nel modo corretto. […] Quindi penso che sia, sai, il lavoro fisico che ho svolto ma anche quello fatto con il mio psicologo, penso sia il lavoro anche di tutta la squadra. Sono contenta che tutto si stia mettendo insieme adesso.“.

Sempre sulla sua incredibile striscia di vittorie si soffermano le domande della conferenza stampa, anche normale visto che su un match che la polacca ha dominato in maniera netta non c’è moltissimo da dire. In questo caso però è più una riflessione sul contraccolpo psicologico che potrebbe avere un eventuale sconfitta, Swiatek però non ha paura. “No, sono pronta per questo, onestamente. Beh, lo dico fin dall’inizio che di sicuro arriverà il momento in cui perderò una partita, ed è normale, lo sai. Ho perso partite nel tennis per molto tempo. Di sicuro le cose che stiamo facendo bene ora sono piuttosto straordinarie, ma nel tennis solo una persona può vincere. (se perderò) Non ho problemi. Di sicuro non è divertente perdere, ma io penso che non sarebbe diverso da qualsiasi altra sconfitta, sai, nella mia carriera“.

Non manca la domanda su Rafa Nadal, idolo dichiarato di Swiatek e sostanzialmente oggetto di domanda in tutte le sue conferenze stampa, in questo caso per quanto riguarda l’influenza sul suo gioco e comportamento in campo. “Beh, lanciavo via spesso la racchetta da bambina. Sfortunatamente Rafa non era un’influenza così grande allora. Ma ho smesso quando io avevo tipo 15 anni […] certo, Rafa, è una grande fonte di ispirazione, ma non è come se stessi scrivendo su un taccuino esattamente come sta giocando e poi provo a fare lo stesso, perché, beh, prima di tutto, è un uomo. È piuttosto difficile per noi ragazze giocare come uomini, perché hanno più potenza, di sicuro. Però ho sempre voluto giocare in topspin, quindi penso che mi abbia influenzato in quel modo.“.

 

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Roland Garros: Leolia Jeanjean, i sogni che a volte ritornano

Dai contratti pubblicitari a 12 anni all’università negli USA. Ora l’exploit al Roland Garros: forse è arrivato il momento per inseguire il suo sogno di bambina

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Leolie Jeanjean - Roland Garros 2022 (foto Twitter @FFTennis)

Soprattutto in questo periodo di orrori quotidiani che invadono i notiziari giornalieri, c’è la tendenza di rivolgersi allo sport per trovare le cosiddette “feel good stories”, quelle storie che danno speranza e possono restituire un po’ di ottimismo. Quest’anno al Roland Garros è stata la 26enne francese Leolia Jeanjean (il cui cognome ha scatenato i social media contribuendo a creare qualche esilarante clip), che dopo essere stata una bambina prodigio tra i 12 e i 15 anni, si era allontanata dal tennis a causa di una sequenza di infortuni che l’avevano portata a cercare altre strade.

Arrivata prepotentemente sulla scena nazionale francese nel 2007 all’età di 12 anni, si era segnalata come il miglior prospetto del Paese tanto da essere trasferita al CNE (il Centro Nazionale di Allenamento) del Roland Garros e addirittura seguita da un coach personale. Da lì a poco erano arrivati contratti pubblicitari con Nike e Babolat, ma erano anche cominciati gli infortuni, compresa una tripla lussazione della rotula sinistra che l’ha poi costretta a subire un’operazione chirurgica nel 2011. Il ritorno veniva ritardato da altri guai fisici, tra cui una peritonite, ma la mancanza di risultati e la perdita del sostegno economico dei suoi sponsor e anche della Federazione Francese la consigliavano di tornare sui libri e di accantonare per il momento i suoi sogni di gloria nel mondo del tennis.

Dopo una pausa per frequentare l’università negli Stati Uniti, dove alla Lynn University e alla University of Arkansas ha conseguito una laurea in sociologia e giustizia criminale, oltre a un master in finanza e investimenti, nel 2020 ha deciso di riprendere la carriera professionistica partendo dagli ITF, il gradino più basso del circuito, raggiungendo la finale a Porto e a Croissy-Beaubourg e trionfando a metà aprile a Calvi, in Corsica. Entrata in tabellone al Roland Garros grazie a una wild card come n. 227 della classifica, ha raggiunto il terzo turno sconfiggendo la testa di serie n. 8 Karolina Pliskova (6-2, 6-2) proiettandosi intorno al 150° posto alla fine del torneo.

 

Non mi so spiegare quello che è successo – ha detto Jeanjean alla stampa francese – non credo di essermene ancora resa conto. Pensavo avrei perso al primo o al secondo turno, invece eccomi qua”.

Al primo turno aveva sconfitto la spagnola Parrizas Diaz (6-4, 6-3) e ora affronterà nei sedicesimi di finale la rumena Irina Camelia Begu, graziata giovedì pomeriggio durante la sua partita per aver ricevuto solamente un warning dopo che una sua racchetta lanciata a terra con stizza era andata a colpire un bambino sugli spalti.

Il suo allenatore attuale è Thomas Delgado (nessuna parentela con Jamie Delgado che ha allenato Murray e Shapovalov), fondatore dell’accademia “SmashIt Tennis” alle porte di Parigi. “Certamente non è una stupida – dice Delgado della sua allieva – il 90% di cose che le dico le conosce già, mi limito ad aggiungere qualche consiglio pratico. Ha una intelligenza tattica mostruosa, sa utilizzare tutti i colpi che ha al momento giusto, e ne ha davvero tanti”. Ha ricevuto anche i complimenti di Gilles Cervara, allenatore del n. 2 mondiale Daniil Medvedev: “Quello che sta facendo merita di essere sottolineato, anche se non la conosco personalmente. È la dimostrazione della forza mentale dell’essere umano e degli sportivi. È fonte di ispirazione per le altre persone”.

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