ATP Indian Wells: Seppi supera in rimonta Young. Vittoria al terzo per Zverev, fuori Gulbis

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ATP Indian Wells: Seppi supera in rimonta Young. Vittoria al terzo per Zverev, fuori Gulbis

Nel primo turno del torneo ATP Masters 1000 di Indian Wells, Andreas Seppi recupera un set di svantaggio a Donald Young in una partita caratterizzata da molti errori. Prova di carattere del giovane Alexander Zverev, che nonostante una qualità di gioco discontinua ha la meglio in rimonta sul croato Ivan Dodig; al prossimo turno affronterà Grigor Dimitrov. Troppo solido Guillermo Garcia-Lopez per Ernests Gulbis, che paga i troppi errori e una cattiva gestione del vento, fino a soccombere in due set

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A. Seppi b. D. Young 4-6 6-4 6-3 (da Indian Wells, Vanni Gibertini)

Esordio tra luci ed ombre quello di Andreas Seppi nel BNP Paribas Open di Indian Wells, un torneo che non è mai andato particolarmente a genio al nostro portacolori. Nonostante una prestazione abbastanza altalenante, condizionata anche dalla temperatura molto rigida (14 gradi) e dalla prolungata attesa provocata dalla pioggia, il tennista di Caldaro è comunque riuscito a portare a casa il match contro un avversario talentuoso ed imprevedibile come Donald Young, che nonostante sia oltre 30 posti indietro rispetto a Seppi nella classifica ATP, sulle superfici rapide riesce a farsi rispettare, ed era riuscito a sconfiggere Andreas nel match che i due avevano disputato (su erba) alle Olimpiadi di Londra del 2012.

Nel primo parziale Seppi prova subito a spingere per prendere il comando delle operazioni, ma paga eccessivamente un balbettante inizio alla risposta. “Qui la palla salta molto alta, poi oggi si è giocato in condizioni molto diverse rispetto a quelle nelle quali mi sono allenato in questi giorni, ed in più lui è mancino, per cui mi ci è voluto un po’ di tempo per abituarmi al suo servizio” ha analizzato l’azzurro dopo la partita, quando ormai si stava avvicinando la mezzanotte.
Proprio con il servizio Young salva quattro palle break sul 2-2, per poi strappare lui stesso la battuta all’avversario nel game seguente, grazie a due grandi punti ottenuti in difesa. Seppi sembra subire molto il gioco, anche se cerca di spingere più che può, ma in questo frangente finisce per porgere il fianco troppo stesso alle soluzioni conclusive di Young. Salva tre set point sul 2-5, poi riceve in dono il controbreak da parte di Young, che commette ben tre doppi falli nello stesso game, ma sul 4-5 perde un game di 16 punti chiudendo con tre errori.

 

Anche il primo game del secondo set dura 16 punti, ed anche questo viene vinto da Young, che ha due palle del 2-0 subito dopo, salvate entrambe da servizi vincenti. “Nel primo set mi sono un po’ innervosito perché vedevo che se comandavo il gioco riuscivo a fargli male – ha raccontato Seppi – ma ciononostante ho perso il parziale”. Nel secondo set la difesa di Young appare affievolirsi, fino a che un diritto a metà campo in rete non sigla il break per l’italiano, sempre più con il pallino del gioco in mano, anche se comunque ancora falloso, soprattutto di diritto. È il break che decide il set, nonostante un pericoloso doppio fallo di Seppi sul 5-4 30-30 che concede a Young una chance per il 5-5, mancata con un diritto in slice finito lungo.

Dopo un’ora e tre quarti l’americano inizia il set decisivo cedendo i suoi primi turni di battuta a zero. Ma se dopo il primo game Seppi concede immediatamente il controbreak, l’alto-atesino non ripete l’errore dopo il secondo break, e con una serie di 11 punti a tre scava il solco che risulta decisivo, nonostante tre ulteriori break nei tre game finali che fissano il punteggio del set sul 6-3.

Al prossimo turno Seppi dovrà affrontare l’americano John Isner, testa di serie n.9 del tabellone, finalista in questo torneo nel 2012 ma soprattutto uno dei più potenti battitori di tutto il circuito.

G. Garcia-Lopez b. E. Gulbis 6-2 7-6(2) (Raoul Ruberti)

Una tempesta di pioggia, incredibile per il deserto californiano. E una tempesta di errori gratuiti (53 in totale) di Gulbis, questa ben più facile da immaginare. Garcia-Lopez vince un incontro tenuto insieme dal suo piano tattico, ovvero la pressione lungo il corridoio centrale – ottenuta spostandosi il minimo indispensabile, spesso quasi togliendosi la palla dalla pancia con l’elegante rovescio monomane – nell’attesa che sia il suo avversario a regalargli il punto. Garcia-Lopez difatti, incamerato il break di vantaggio in apertura in entrambi i set, si limita in risposta a contenere e sperare che l’alternanza di vincente-gratuito, ace-doppio fallo dell’avversario lo premi una seconda volta. In battuta, al contrario, pur non realizzando neppure un ace in tutto il match l’iberico appare quasi un dominatore. Il vento porta spazzatura in mezzo al campo e anche il match sembra star volando via rapido. La prima occasione per invertire il senso di marcia dell’incontro per Gulbis arriva sull’1-1, 30 pari in risposta: se la prepara con una splendida accelerazione di rovescio e la sciupa con uno smash giocato a un metro dalla rete e spedito largo di due metri. Strano ma vero, tuttavia, il lettone non esce mentalmente dall’incontro e continua a provare. Gli errori si fanno per un momento più sporadici, il suo tennis prende quota e infine un nastro, una risposta profonda e un doppio fallo di uno spiazzato Garcia-Lopez gli concedono il break del 3-3. Il set prosegue senza nuovi sussulti, crescendo fin quando sul 5-4 viene sospeso dalla pioggia. È necessaria un’ora per tornare in campo, riscaldarsi di nuovo, arrivare al tie-break e scoprire che non è cambiato nulla: sotto le grandi nuvole violacee Gulbis sbaglia tutto, e Garcia-Lopez va avanti.

A. Zverev b. I. Dodig 3-6 7-5 6-3 (Giovanni Vianello)

Sfida per affrontare Grigor Dimitrov (testa di serie n. 23) tra Alexander Zverev, n.58 ATP e giovane promessa tedesca (compirà 19 anni ad Aprile), ed Ivan Dodig, n.79 della classifica mondiale. Vittoria più complicata del previsto per il teutonico, che ha mostrato un gioco a corrente alternata e soprattutto nei primi due set scarso acume tattico. La partita si apre con un break a favore di Zverev, che sfrutta in più occasioni la mancanza di reattività di Dodig in uscita dal servizio. Zverev conferma il break e si porta avanti 2-0, ma segue poi un parziale di sei giochi a uno per il croato, che capisce di non avere molte possibilità contro la potenza da fondo di Zverev ed allora anticipa la risposta e varia molto il ritmo, con palle alte alternate a palle tagliate in backspin. Il primo parziale termina quindi 6-3. Il secondo set inizia sulla falsariga della conclusione del primo e Dodig si porta avanti di un break (3-2 in suo favore). A questo punto, Zverev ricomincia piano piano a trovare regolarità da fondo e opera un immediato contro-break. Zverev ha due palle del set sul 5-4 in suo favore sul servizio di Dodig, ma il croato annulla con un ottimo servizio ad uscire ed un altrettanto buon serve and volley. Sul 6-5 in favore di Zverev, però, Dodig concede altre tre palle break, e questa volta il n.79 del mondo non si salva. Si va così al terzo. Il primo game vede subito Zverev in estrema difficoltà, infatti il tedesco va sotto 0-40 con due gratuiti di dritto ed un doppio fallo, ma poi tiene il servizio ai vantaggi. Il gioco segue poi i servizi fino al 4-3 in favore di Zverev, quando quest’ultimo ha una palla break, che viene sfruttata grazie ad un rovescio appena sotto il nastro di Dodig. Nel nono ed ultimo game, Zverev va sotto 15-30, ma poi vince tre quindici consecutivi e si aggiudica così la partita. Da segnalare uno sfortunato episodio per Dodig, il quale in avvio di secondo set è scivolato ed è caduto con la testa sulla racchetta, procurandosi una lieve ferita al volto e provocando una pausa al gioco di circa sette minuti.

Altri match (Brunetto Apicella)

Negli altri match di primo turno del tabellone maschile il russo Mikhail Youzhny ha battuto al terzo set il tennista sloveno naturalizzato britannico Aljaz Bedene. Vittoria anche per il kakazo Mikhail Kukushkin pur soffrendo nel primo set, nel quale è riuscito a recuperare da una situazione di difficoltà aggiudicandosi il parziale al tie break, e ha avuto la meglio in due set sullo spagnolo Daniel Munoz De la Nava. Sono bastati due set anche al lussemburghese Gilles Muller per battere Victor Estrella Burgos. Ha faticato e non poco il francese Adrian Mannarino che ha sconfitto in rimonta al terzo set il ceco Lukas Rosol. Mentre è stata una vera e propria battaglia, invece, il match che ha visto contrapposti il canadese Vasek Pospisil e la wild card statunitense Jared Donaldson. I primi due parziali si sono conclusi al tie break, ma nel terzo set ha prevalso la maggiore esperienza del tennista canadase. Sconfitta in tre set per il tennista uzbeko Denis Istomin nel suo match contro lo statunitense Denis Kudla. Convincente anche la vittoria del ventiduenne statunitense proveniente dalle qualificazioni Bjorn Fratangelo che ha battuto in due set il russo Teymuraz Gabashvili. Avanza al secondo turno lo spagnolo Fernando Verdasco vittorioso in due set (il primo vinto al tie break) sul canadese Peter Polansky. L’altra battaglia di giornata è stata quella tra il francese Pierre Hugues Herbert e lo slovacco Jozef Kovalik concluso solo al tie – break del terzo set e vinto dallo slovacco numero 182 del ranking Atp, dopo aver mancato tre match point già nel tie break del secondo set. Successo anche per l’olandese Thiemo de Bakker che ha sconfitto al terzo il ceco Jiri Vesely. Nell’ultimo match, invece, l’argentino Juan Monaco da poco rientrano nelle competizioni dopo il problema al polso è stato sconfitto in tre set dal tedesco Michale Berrer.

Risultati:

A. Zverev b. I. Dodig 3-6 7-5 6-3
V. Pospisil b. [WC] J. Donaldson 7-6(5) 6-7(2) 6-3
A. Seppi b. D. Young 4-6 6-4 6-3
G. Garcia-Lopez b. E. Gulbis 6-2 7-6(2)
D. Istomin b. D. Kudla 6-3 2-6 6-1
[Q] M. Berrer b. J. Monaco 7-6(5) 5-7 6-4
M. Youzhny b. A. Bedene 7-5 2-6 6-3
[Q] B. Fratangelo b. T. Gabashvili 6-4 6-4
F. Verdasco b. [Q] P. Polansky 7-6(4) 6-3
[Q] V. Millot b. [WC] M. McDonald 6-1 6-3
G. Muller b. V. Estrella Burgos 7-5 6-3
J. Millman b. [Q] A. Sarkissian 6-2 6-0
A. Mannarino b. L. Rosol 4-6 6-3 6-4
M. Kukushkin b. D. Munoz de la Nava 7-6(1) 6-2
[Q] J. Kovalik b. [Q] P.H. Herbert 6-4 6-7(9) 7-6(5)
T. de Bakker b. J. Vesely 6-4 4-6 6-2

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ATP Vienna: Berrettini avanza, le Finals sono una certezza

Ordinaria giornata di lavoro all’Erste Open per Matteo: Popyrin dà battaglia per un set

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Matteo Berrettini - Vienna 2021 (Foto Felice Calabro’)
[3]M. Berrettini b [Q]A. Popyrin 7-6(3) 6-3

Se Sinner dovrebbe offrire una cena di pesce a Hurkacz, certo Berrettini almeno un caffettino lo potrebbe proporre allo scozzese, visto che oggi Matteo si è guadagnato la matematica certezza di staccare il biglietto per le Nitto ATP Finals, unico italiano della storia a fare il bis. Ma lasciando da parte la matematica che tanto ci appassionerà nelle prossime due/tre settimane andiamo a vedere cos’è successo in campo. Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto. Una massima che in pratica si applica in tutti quei casi in cui due giocatori molto simili si incontrano allora 9 volte su 10 quello un po’ migliore tende a vincere. Certo, nei casi in cui coincidono la giornata ottima e la giornata mediocre, ma non è stato questo il caso e Berrettini ha portato a casa il match. 

Popyrin nel 2019 agli US Open aveva dato filo da torcere all’italiano prima di cedere in quarto set. Stasera, facendo le dovute proporzioni è successa un po’ la stessa cosa; il primo set si è mantenuto sui binari dell’equilibrio con Berrettini che ha fatto ampiamente il suo dovere sia sulla prima che sulla seconda, mentre l’Australiano, pur concedendo qualcosina in più della seconda, ha sbarrato la strada egregiamente con la prima. Insomma in una partita dominata dai servizi (come si vede anche dai dati) ha portato inevitabilmente il primo set al tie break. 

Un tie break nel quale entrambi i giocatori hanno accusato segni di nervosismo, con ben 4 minibreak nei primi 7 punti. Poi però Matteo ha ripreso il comando delle operazioni con l’uso intelligente di alcune palle sui piedi di Popyrin (molto intelligente l’uso dello slice lungolinea da parte del romano in alcune occasioni). In generale proprio la capacità di manovrare quando lo scambio si avviava e le combinazioni servizio e dritto non riuscivano a uccidere lo scambio è emersa con chiarezza la superiorità di Berrettini, come emerge dalle statistiche.

 

Il secondo set comincia così sulla falsariga del primo, con un Popyrin che perde un po’ di intensità al servizio, con Berrettini che arrivava più minacciosamente a palla break nel quarto game, nel quale però l’australiano riusciva in qualche modo a salvarsi. La sentenza era però nell’aria e veniva rimandata solo di un turno di servizio, chiuso da Matteo con sicurezza. Emblematico il punto che ha concesso il break a Berrettini, che grazie ad una velenosa risposta bloccata che finiva bassa sui piedi di Popyrin portava quest’ultimo all’errore e a consegnarsi ad una sconfitta in due set; sconfitta onorevole ma tutto sommato netta se consideriamo che l’avversario di Matteo non è riuscito in tutta la partita ad arrivare nemmeno a palla break. Nell’intervista post partita il tennista romano ha poi parlato ad ampio raggio, soprattutto in chiave Finals: 

Sono ovviamente contento e molto orgoglioso di essere il primo italiano ad arrivare per due volte alle Finals e a raggiungere questo risultato… Rispetto al 2019 ho un livello di consapevolezza diverso: allora era stata un risultato completamente inatteso ed è stata un’esperienza fantastica poter aver preso parte a quell’evento; oggi la situazione è diversa: ho raggiunto maggior maturità e consapevolezza dei miei mezzi e sono convinto di poter far parte dell’elite del tennis…Rispetto a quello che erano i miei obiettivi e le mie aspettative, devo dire che anche in considerazione di quanto si stato complicato il 2020 – sia sotto il profilo agonistico che sotto il profilo personale – non mi aspettavo di riuscire a tagliare il traguardo delle Finals con tanto anticipo e con questo margine: pensavo fosse un obiettivo raggiungibile ma il come è andato oltre le aspettative…Essere a Torino sarà una grande festa, con le Finals organizzate in Italia e un italiano a rappresentare il nostro paese nella crema del tennis mondiale…rispetto alle mie condizioni fisiche al momento mi sento bene; giocare indoor è sempre una cosa particolare, giocare aiuta a trovare il feeling giusto, per cui ascolterò il mio corpo e se non ci saranno problemi confermerò la mia schedule per la fine anno che prevede appunto Vienna, Bercy, le Finals e la Davis”.

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ATP San Pietroburgo, passano Bublik e Korda

Giornata di riscaldamento in Russia, in attesa di Rublev, Shapovalov, RBA e Aslan

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Sebastian Korda – ATP 250 Delray Beach 2020 (foto via Twitter @DelrayBeachOpen)

Un classico lunedì tranquillo al St. Petersburg Open, con tre soli incontri di singolare del tabellone principale. Sebastian Korda viene impegnato più del previsto da Nino Serdarusic, wild card croata che cede in due set molto tirati, con un solo break in tutto il match. Il primo parziale si decide al tie-break, con Korda che prende subito il largo aiutato dall’imprecisione del n. 248 ATP e mette a referto il 7-2. Nel secondo set, sul 5 pari, un paio di ottime risposte su altrettante seconde di Serdarusic e due gratuiti consentono a Korda di chiudere con la battuta. “Penso che lui abbia assolutamente giocato a un livello molto superiore alla sua classifica” spiega il classe 2000 di Bradenton. “Entrambi abbiamo servito molto bene, con tante prime in campo”. Tre su quattro, infatti, con percentuali di trasformazione più alte per Sebi, ma di tutto rispetto anche quelle di Nino che ha annullato 6 palle break delle 7 concesse. Non è invece mai riuscito a rendersi pericoloso in risposta e avrebbe forse dovuto provare a cambiare la posizione in ribattuta, sempre molto vicina al campo sulla prima statunitense e raramente aggressiva sulla seconda, contrariamente a quanto proposto da Korda, che ora affronterà il vincente fra van de Zandschulp e Nishioka, un duello tra qualificati.

Prima di loro, Jan-Lennard Struff ha fatto suo in due set il confronto inedito con James Duckworth, il ventinovenne di Sydney tormentato da mille infortuni che ha iniziato la stagione fuori dai primi 100 e ora è un solo passo dal varcare per la prima volta la soglia della top 50. Nell’occasione, ha faticato eccessivamente sulla propria seconda e non è riuscito a prendersi il primo parziale pur servendo sul 5-3 anche per merito della reazione tedesca. Struff si scatena anche nel tie-break per poi incamerare 6-3 la seconda partita in virtù dello strappo in un quarto gioco da ventisei punti. Al secondo turno troverà Alexander Bublik che senza alcun problema apparente supera Evgenii Tiurnev con un break per set in poco più di un’ora. Il numero 304, wild card alla seconda apparizione nel Tour, è in realtà coetaneo e concittadino del naturalizzato kazako nativo però di Gatchina, in Russia, e il bell’abbraccio sorridente fra i due a fine match fa intuire che qualcosa li lega: “Non ci volevo giocare” dirà infatti Bublik. “Siamo cresciuti insieme, è stato un incontro difficile e molto emotivo”.

Risultati:

 

J-L. Struff b. J. Duckworth 7-6(3) 6-3
[8] S. Korda b. [WC] N. Serdarusic 7-6(2) 7-5
[7] A. Bublik b. [WC] E. Tiurnev 6-3 6-4

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Jannik Sinner vince ad Anversa il quarto titolo dell’anno: best ranking e Torino più vicina

Ancora una prestazione impeccabile dell’azzurro che regola Schwartzman con un doppio 6-2

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Jannik Sinner - Anversa 2021 BELGA PHOTO KRISTOF VAN ACCOM

[1] J. Sinner b. [2] D. Schwartzman 6-2 6-2

Con un’altra prestazione maiuscola, Jannik Sinner mette le mani sul trofeo di Anversa regolando Diego Schwartzman con lo stesso doppio 6-2 con cui si era imposto sabato contro Harris. Nell’ora e un quarto di gioco, il pur rapidissimo e solido argentino è stato travolto dal ritmo imposto agli scambi da un Sinner dominante su entrambe le diagonali e incontenibile nelle accelerazioni in parallelo; molto bene anche al servizio nonostante l’usuale non altissima percentuale di prime, ma dalle quali ha ricavato 21 punti su 23, piantando anche otto ace.

L’occhio va subito alla classifica, con quel numero 11, a soli 55 punti dalla top ten, che è anche best ranking. E, altrettanto importante, è il passo avanti nella Race, con il sorpasso su Norrie che vale il nono posto (non contando Nadal, fermo per il resto della stagione), a 110 punti Hurkacz. Dopo il bis a Sofia, avevamo accennato alla possibilità ancora aperta di diventare il primo azzurro a vantare quattro titoli in una stagione. Non sappiamo se Jannik si sia distrattamente soffermato a pensare “possibilità?” con la giusta e necessaria dose di presunzione, ma di sicuro il nostro non se l’è fatta sfuggire.

 

IL MATCH – Entrambi arrivano in finale senza aver ceduto alcun set, con el Peque che in semifinale ha fatto valere il peso dell’esperienza su un Brooksby peraltro al sesto incontro della settimana, mentre Sinner ha impressionato tenendo a bada il servizio di Lloyd Harris. Avversario ovviamente ben diverso da Harris, Schwartzman inizia tenendo la battuta, subito imitato da Sinner. Diagonale sinistra proposta dall’uno e volentieri accettata dall’altro, entrambi vogliono mettere in campo il loro miglior ritmo prendendosi l’opportuno margine di sicurezza per valutare se sia sufficiente a prevalere. L’azzurro tira più forte e sta più vicino al campo, quindi il ventinovenne di Buenos Aires può solo confidare negli errori del nostro – errori gratuiti, perché, costretto troppo lontano, ha poche chance di forzarli. Hanno invece il passaporto argentino i due brutti dritti che, seguiti da un paio di gran punti in accelerazione di Sinner, valgono il sorpasso già al terzo game, subito consolidato da un turno di servizio autoritario contro quello in vetta alla classifica dei migliori ribattitori delle ultime 52 settimane.

L’angolo della telecamera principale non rende giustizia alle traiettorie dell’azzurro che mette in mostra anche esiziali dritti stretti che aprono in campo quanto e più del rovescio sull’altro lato. Dopo un altro break che vale il 4-1, sembra esserci esserci un attimo di rilassamento, ma Jannik non ha intenzione di concedere nulla e da sinistra salva le due opportunità argentine di accorciare. Diego rimane aggrappato ai punti come un mastino, annulla due set point al settimo gioco e tenta di opporsi al 40-0 di quello successivo prima di capitolare alla quinta opportunità.

Sinner non si siede sugli allori del quarto 6-2 consecutivo inflitto agli avversari e parte fortissimo anche nel secondo parziale scatenando il rovescio lungolinea che, insieme al dritto micidiale, spiana la strada all’immediato vantaggio. Schwartzman può solo cercare di rimanere in scia, non perdere troppo campo e tenere la testa fuori dall’acqua in attesa di un calo dell’avversario che, viceversa, non accenna a lasciare la presa. Anzi, prosegue sullo stesso ritmo forsennato e ogni piccolo errore di Diego diventa pesante come un macigno nell’economia del punteggio. Inevitabile un altro break e un altro 6-2 per il nostro giovanissimo alfiere che alza il quinto trofeo ATP in carriera su sei finali disputate. Per quanto riguarda invece i rimpianti per quella persa a Miami, in attesa della conclusione della Corsa a Torino, di certo si affievoliranno sempre più fino a svanire di fronte a questo livello di tennis.

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