Thiem sarà n.7: in 20 anni tre austriaci top10. Uno che batte Nadal può sorprendere Djokovic (video di Ubaldo e Clerici)

Editoriali del Direttore

Thiem sarà n.7: in 20 anni tre austriaci top10. Uno che batte Nadal può sorprendere Djokovic (video di Ubaldo e Clerici)

ROLAND GARROS 2016 – Un inedito ritratto di Dominic Thiem dipinto da Gunther Bresnik, l’ex coach di Boris Becker, Gulbis e 27 top-100. E 100km al giorno solo per allenarsi da 15 anni

Pubblicato

il

Cliccate qui per vedere il video di Ubaldo e Steve Flink

PARIGI – L’austriaco Dominic Thiem, 22 anni e n.15 ATP, sarà come minimo n.7 del mondo lunedì. Ciò comunque vada a finire la sua semifinale contro Novak Djokovic (dal quale ha perso due volte, ma a Miami dopo aver mancato un putiferio di palle break) che verrà giocata sul Suzanne Lenglen, un campo che potrebbe favorirlo visto che è lì che ha trascorso 2h e 51 minuti per battere il suo amico Goffin, rimontandogli un set di handicap e annullandogli un setpoint forse decisivo nel tiebreak del secondo set.
Dominic, visino pulito, e a suo dire “troppo giovane per avere avuto per idoli Muster e Skoff…però sei anni fa fu bello vedere Jurgen Melzer in semifinale qui, in questo torneo”, scavalcherà proprio Melzer che era stato n.8.

 

Il ragazzo però è ambizioso: agli amici più intimi non nasconde che il suo obiettivo è diventare n.1 del mondo, come Thomas Muster che nel ’95 vinse sulla terra rossa tutto quel che c’era da vincere, Montecarlo, Roma, Roland Garros. Quello è un obiettivo che sta particolarmente a cuore a Gunther Bresnik, il suo coach (55 anni, è nato il 21 aprile 1961 “il giorno stesso di Queen Elizabeth, il giorno dopo Adolf Hitler, ma non ne sono orgoglioso!”) che io ho conosciuto bene a Firenze 25 anni fa nel “mio” torneo ATP di Firenze alle Cascine, quando lui allenava Horst Skoff (che arrivò a giocare, e a perdere, una finale tutta austriaca contro l’odiatissimo rivale Muster). Chi stava con Skoff (scomparso qualche anno fa in strane circostanze) non poteva amare Muster il quale, dal canto suo, proprio in quei giorni fiorentini mi aveva confessato: “Se potessi trovarmi un giorno faccia a faccia con Skoff, in una stanza vuota e senza testimoni, mi piacerebbe tanto cazzottarlo fitto fitto!”. Skoff, caratterino che non vi dico, matto come un cavallo imbizzarrito e grande playboy (a Firenze si era portato dietro nientemeno che Miss Universo!) non si sarebbe tirato indietro. Il naso a Muster lo avrebbe rotto volentieri.

Bresnik in Austria è un “Nume” più ancora dei giocatori che ha allenato. Per 9 anni è stato capitano di Coppa Davis. Di lui si era parlato parecchio qui al Roland Garros anche due anni fa, grazie ai ripetuti exploit di Ernests Gulbis che giunse in semifinale (battendo Federer e Berdych), stesso traguardo raggiunto adesso da questo ragazzo timidissimo e super educato, Dominic Thiem. Lo intravedo in sala conferenze stampa, con Dominic che rispondendo ad una mia curiosità ha appena raccontato che “non sono stato io a scegliere Bresnik come allenatore, ma i miei genitori, per il semplice fatto che io avevo solo nove anni”.

Faccio un rapido calcolo e mi chiedo: “Ma come ha fatto Dominic a stare per 13 anni con un coach come Bresnik che, per la straordinaria carriera che ha avuto, …non allena certo a poco prezzo?” Lo chiedo allora a Nicola Arzani, il media manager dell’ATP che sta spippolando sul cellulare, durante la conferenza in tedesco, che tanto (purtroppo) sia io sia lui capiamo ben poco. Gli chiede se sono ricchissimi i genitori o cosa? No, sono entrambi maestri di tennis e devono essersi accordati in qualche modo” risponde Nicola.

Così, meglio preparato, vado a fondo sala stampa da Gunther – l’intervista sarà lunga e spezzata in due, una parte registrata (l’audio lo trovate in chiusura) e l’altra no per …problemi tecnici, lo saluto complimentandomi e subito scusandomi.

-Sorry, ma non ricordo proprio più quanti top 100 hai allenato…
Lui, con i riflessi di Dominic, risponde prontissimo: “Ventisette”!

-Non credo alle mie orecchie. Ricordavo naturalmente Boris Becker, e Horst Skoff, non ricordo se abbia mai allenato anche qualche ragazza
No, no, ho quattro figlie e mi bastano, di allenare ragazze non se ne parla.

-Ricordi tutti i giocatori che hai allenato?
Li ricordo tutti, ma è una lista piuttosto lunga, sono 27 top100. Boris (Becker, ndt) è stato l’unico numero 1 del mondo, poi tra gli altri Leconte, Koubek, Hlasek, Tarango, Patrick McEnroe, Haider Maurer, Koubek, Jim Grabb, Chesnokov. Cherkasov, Baur, Gary Muller, Amos Mansdorf, Gulbis, Antonitsch (che è lì presente e mi dirà qualche cosina interessante, oltre a dire: eravamo tanti lì, ed anche molto divertente…è importante che i ragazzi lavorino anche duro ma divertendosi; quelle accademie che non sono capaci di creare una buona atmosfera hanno sempre risultati fallimentari…;n.d.UBS…cui viene ovviamente in mente Tirrenia)….

Dominic Thiem è il tuo allievo adesso. Credi sia il più talentuoso tra quelli che hai avuto finora?
No, Gulbis, con cui ho lavorato per quattro anni, è senz’altro stato il più dotato naturalmente, e di gran lunga. Ma se si parla di passione, di etica del lavoro, di impegno, Dominic è in cima alla lista assieme ad un altro paio. Tutto quello che ha ottenuto è frutto di durissimo lavoro. Suo padre venne alla mia accademia e mi chiese di lavorare con me per imparare a fare il coach, aveva una scuola tennis a sud di Vienna. Gli chiesi quanto guadagnava, me lo disse e io gli fece presente che da me non avrei mai potuto pagarlo così tanto. Quindi gli sconsigliai di farlo, perché sarebbe stato un investimento troppo oneroso per la famiglia Thiem. Andò via scuotendo la testa. Ma il giorno dopo lui venne rinunciando alla propria Tennis Academy, dopo non poche discussioni con sua moglie che glielo sconsigliava.

-Ma quanto stavano lontano i Thiem dalla tua Accademia?
Una cinquantina di chilometri. Credo abbiano speso più soldi in benzina di quanto io lo abbia mai pagato, ma da quando è venuto la prima volta Dominic non ha mai saltato un giorno. Lo accompagnava il padre, lo veniva a riprendere la madre o uno dei nonni, giorno dopo giorno, 100 km al giorno (e mi è qui tornata a mente la storia analoga, fatta di km e tanta benzina, di Kim Clijsters e di sua mamma costretta a farle da autista per 100 km al giorno; n.d.UBS). Il papà di Dominic, Wolfgang (che a sentire Alex Antonitsch gli assomiglia come una goccia d’acqua e pare “suo fratello minore”, dice proprio così…; n.di UBS) ha una passione sconfinata per il tennis e Dominic ha senz’altro preso da lui questa passione e determinazione. Ha sempre voluto imparare qualcosa di più.

-Il padre di Dominic è ancora con te all’Accademia?
Certo, se non ci fosse lui chiuderemmo (ride)!

-Quante persone lavorano all’Accademia?
Sei coach e un fisioterapista.

-E quanti campi ci sono alla Wien Sud Stadt, che funge anche da National Tennis Center?
11 in terra battuta, 2 in cemento, più 5 coperti in terra rossa e tre indoor in cemento.

-Adesso segui Dominic per tutto l’anno? O continui con l’accademia?
Mi prendo pochi tornei di pausa. Non vado in Sud America o in Asia a fine anno, il resto dell’anno sono sempre con lui.

-Mi hai detto che Dominic ha questa determinazione così forte. In cosa credi dovrebbe migliorare?
Deve ancora costruirsi un’identità. Ha molte facce in campo, difende, attacca, a volte è monotono altre è creativo. C’è molto potenziale, ma non lo usa ancora bene. Deve imparare a servire meglio la prima ad esempio. Come velocità, anche se non molti magari se ne sono accorti, è il terzo del torneo, preceduto soltanto da Isner (228 km all’ora) e da Raonic (227), ma lui che ha servito a 221 sta davanti a Karlovic (220) – (e a Groth e Sock a 217, Chardy, Kyrgios a 216, Lopez, Anderson e Querrey a 215 etcetera) – ma la percentuale è spesso troppo bassa, quindi la deve variare d più. Ma (e lo aveva detto Goffin che lo conosce bene per essercisi allenato mille volte già ieri) la sua seconda palla di battuta è forse la migliore del circuito oggi.

Lì si avvicina anche Dominic, sorridente e rilassato. Antonitsch, che non aveva grande talento ma tanto killer instinct (è arrivto a n.40 del mondo) mi dice davanti a lui: “Il problema di Dominic è che è troppo nice…”. E io aggiungo: “E pure timidissimo!”. E Dominic: “Non è una cosa brutta essere timidi” e sorride. Poi Alex mi parla del suo fratellino, Mauritz: “Ha 16 o 17 anni, e come Dominic gioca il …tennis di Federer!”. Chiedo a Dominic allora: “Ha anche lui il rovescio ad una mano?”. E lui: “Molto migliore del mio!”. Lo dice sorridendo ma seriamente allo stesso tempo.

Cavolo, signori della FIT, ma un coach come Gunther Bresnik perché noi non l’abbiamo trovato?

Dopo questa esplorazione nel camp-Thiem oggi seguirò con ancor maggior curiosità la sua partita contro Djokovic. Che resta favorito, ci mancherebbe. Ma forse non così di tanto contro questo austriaco dai modi e dal tennis elegante. Di Federer ne è nato uno solo, ma questo ragazzo ha qualcosina che gli somiglia. E sulla terra rossa non sembra aver paura di nessuno anche se è lui il primo a dire: “Nei primi due set Goffin (che diventerà n.11 lunedì: nessun belga è mai stato top 10; n.d.UBS) ha giocato meglio di me”. Insomma è anche umile. Federer, per la verità, molto umile non lo è mai stato.

Continua a leggere
Commenti

Editoriali del Direttore

Non credo che Serena Williams possa vincere il suo quarto Roland Garros, ma…

La caccia al 24° Slam di Court nella sua testa continua. Anche se fa freddo “e io lo odio! Mai vista la neve per metà della mia vita” e le palle sono pesanti. Ma se il maltempo l’aiutasse facendole disputare le sue partite sotto il tetto?

Pubblicato

il

Serena Williams - Roland Garros 2020 (da Twitter, @rolandgarros)

Tanti auguri Serena, buon compleanno davvero alla giocatrice più forte del terzo millennio e forse di sempre (anche se Gianni Clerici direbbe che lo è stata invece Suzanne Lenglen, La Divina).

Ieri Serena Williams ha compiuto 39 anni e ha detto, non per la prima volta: “Non avrei mai creduto di ritrovarmi a giocare ancora a 39 anni. E ora non so quando mi fermerò. Mi diverto ancora e finché mi diverto…”. Pareva di sentire riecheggiare le parole tante volte pronunciate da un suo coetaneo, tal Roger Federer.

Di certo, è la prima volta che Serena li festeggia a Parigi. E di certo è anche la prima volta dopo tantissimi anni che all’avvio di uno Slam non viene considerata fra le primissime favorite, nonostante all’appello manchi la campionessa in carica Barty, e le ultime due vincitrici dell’US Open Osaka e Andreescu (peraltro non fortissime sulla terra rossa).

 

Vero che la terra battuta non è mai stata la superficie prediletta – le spunta in buona parte l’altrimenti micidiale arma del servizio – tuttavia il suo non è un caso… Sampras! Sweet Pete non è mai andato oltre una semifinale a Parigi (1996). Serena ha vinto il Roland Garros tre volte (2002-2013-2015) ed è stata finalista nel 2016, semifinalista nel 2003, nei quarti altre cinque volte. Ai tre trionfi nel torneo di Port Auteuil si devono aggiungere altri 10 titoli conquistati sui campi rossi. Non sono così pochi.

Ma, oltre a dover sottolineare che sono comunque cinque anni che Serena non vince più al Roland Garros – nel 2015 è diventata la più anziana vincitrice del torneo con i suoi 33 anni e mezzo – quest’anno sembra esserci una favorita che sembra stagliarsi su tutte, Simona Halep, e varie altre, come Svitolina e Azarenka nel suo quarto (Vika l’ha battuta a New York), Muguruza e Kenin nell’altra metà, che sembrano avere le stesse chance di Serena se non di più, dopo aver visto che Serena si è fatta trascinare al terzo set da tutte le sue avversarie nel Kentucky e all’US Open prima di soccombere.

Potete, se ne avete voglia, ascoltare i motivi per cui Steve Flink e il sottoscritto ci siamo sbilanciati in sede di presentazione video del sorteggio a sostenere che ci sembra fortemente improbabile che Serena, certo appesantita dagli anni con l’handicap di una superficie ultra-pesante per via dell’umidità incalzante e di palle Wilson che perfino Nadal fa fatica a spingere, riesca a conquistare il suo quarto Roland Garros e il famoso 24° Slam. Cioè quello che le consentirebbe di eguagliare il record di Margaret Court e cancellare l’incubo che la perseguita ormai da nove tentativi falliti, incluse le quattro finali Slam perdute dopo la nascita della sua bambina e tutte perdute senza aver vinto un set.

Serena si è allenata in Francia da lunedì, alla tennis Academy del suo coach Patrick Mouratoglou nei pressi di Nizza, ma sulla terra rossa non gioca da un anno e mezzo, dal terzo turno del Roland Garros del maggio 2019, quando perse da Sofia Kenin (la sconfitta per lei più… prematura in uno Slam dal 2014).

Serena Williams – Roland Garros 2020 (da Twitter, @rolandgarros)

Per una qualsiasi altra giocatrice l’aver centrato quattro finali di Slam e perso soltanto in semifinale all’ultimo US Open avrebbe rappresentato un sogno. Per lei no. Ha vinto 23 Slam su 75 ai quali era iscritta, mica uno solo.

Una semifinale dovrebbe essere un buon risultato per me? Assolutamente no! Mi ritrovo in una posizione nella mia carriera nella quale non posso essere soddisfatta! Non voglio star seduta qui e dire: “Oh, sono felice! No, perché non lo sono!”.

Serena dovrà affrontare al primo turno Kristie Ahn, l’americana che si è distinta particolarmente in questo 2020 per la sua abilità nel movimentare i social, soprattutto Tik Tok, durante i mesi difficili del lockdown. “Non ho giocato alcun torneo di preparazione a questo, il che è inconsueto per me – ha detto ieri Serena a Parigi. Questo è stato un anno davvero inconsueto, raro. Ho cercato di fare tutta la riabilitazione possibile da Patrick, dopo il problema avuto alla caviglia a New York. Sono al 100 per 100 della condizione fisica ora? No, ma abbastanza per provarci. Non giocherei se non pensassi di essere competitiva e non conosco atleti che non competano se non sono al 100%. Se gioco bene posso ancora battere chiunque e più gioco e meglio dovrei riuscire a giocare”.

Insomma la caccia di Serena continua, anche se con questo freddo parigino lei non ha mai giocato. “Fra California e Florida, e nei vari tornei, non mi è mai capitato. Odio il freddo e per metà della mia vita…non ho mai visto la neve!”. Di certo il tempo, che prevede piogge ripetute, non sarà suo alleato… a meno che dovendosi lei esibire quasi sempre sotto il tetto dello Chatrier (sia pure un tetto con delle perdite…), non finisca per avvantaggiarsene.

P.S. A proposito di tetti “bucati”, qualcuno ricorda quello di Napoli per il match di Fed Cup Italia-Spagna?

Continua a leggere

Editoriali del Direttore

Jannik Sinner è il favorito con il mancato sposo Goffin? Il belga: ”In allenamento mi batte sempre e a Rotterdam…”

“Vedo Sinner capace di vincere uno Slam, prima o poi…”. Il belga si è allenato con Berrettini. E Djokovic con Thiem

Pubblicato

il

Il programma del Day 1 a Parigi

C’era stato un risultato, fra i tanti a sorpresa registrati a Roma durante gli Internazionali d’Italia e dovuti a tante concause (transizione dal cemento made in USA, desuetudine agonistica, effetti Covid) che da noi in Italia era passato sotto silenzio pur essendomi apparso impronosticabile: il netto 6-2 6-2 inflitto a David Goffin da Marin Cilic.

Soltanto oggi sono in grado di interpretarlo meglio, alla luce di una notizia fornitami dall’amico e collega belga Yves Simon: il 19 settembre, cioè nel weekend del torneo di Roma, Goffin avrebbe dovuto sposarsi!

Soltanto una decina di giorni prima ha deciso, causa Covid-19 e l’impossibilità di fare il ricevimento che avrebbe voluto, di rinviare il matrimonio.

 

“A quel punto ho deciso di giocare a Roma…ma è stato un errore! Non ero preparato, né tennisticamente né mentalmente. Non ho voluto ripetere l’errore andando anche a Amburgo. Ho preferito allenarmi intensamente a Montecarlo…”.

-E l’hai fatto?

“Sì, ho giocato per cinque giorni con grande intensità, sulla terra rossa naturalmente, e mi sento adesso in forma e ottimamente preparato”.

-Temi Sinner?

“Lo conosco bene, ci siamo allenati diverse volte, sia a Monaco sia a Bordighera. E’ molto forte e sono convinto che sia un giocatore che prima o poi potrà vincere uno Slam. In allenamento mi batteva sempre, e lo ha fatto anche a Rotterdam in gara (76,75, 9 p. a 7p. il punteggio del tiebreak; si è giocato a febbraio 2020), però uno Slam è diverso: si gioca tre set su cinque, e vincere tre set per un giovane non è come vincerne due. Avete visto cosa è successo a Jannik all’US Open con Khachanov? E’ anche una questione di esperienza…”

Tutto vero, come vero che le condizioni climatiche, il freddo che ha costretto in questi giorni tutti i giocatori a indossare leggings – beh, in Francia li chiamano fuseaux, la traduzione italiana calzamaglia, ghette non mi persuade – le palle Wilson assai pesanti di cui si è lamentato Rafa Nadal, sembrerebbero poter favorire il tennis di Sinner al cospetto del “peso leggero” belga.

Questo sabato, alla vigilia del suo match delle 11 sul Chatrier, Goffin si è allenato sul campo Simonne Mathieu con Matteo Berrettini. Per carpirgli qualche segreto su Sinner? Sullo Chatrier hanno invece giocato insieme, curiosamente, Djokovic e Thiem. Vero che l’austriaco è capitato nella metà del tabellone di Nadal, ma fra 15 giorni Nole e Dominic potrebbero trovarsi contro in finale.

Continua a leggere

Editoriali del Direttore

Roland Garros, avvio con il botto: Wawrinka-Murray, ma anche Thiem-Cilic e Sinner-Goffin

Per Thiem, nella metà di Nadal, un percorso di guerra. Rispetto a Rafa, dopo l’inizio in discesa, sta meglio Djokovic

Pubblicato

il

Dominic Thiem - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

IL TABELLONE MASCHILE
IL TABELLONE FEMMINILE


Tengo a precisare, a scanso di equivoci, di avere scritto questo articolo di commento al tabellone entro l’ora successiva al sorteggio. Si è deciso di ritardarne la pubblicazione per la mattina presto di venerdì per dare modo ai lettori di commentarlo senza che Ubitennis con il mio editoriale avesse già dato una sua impronta. Ora potrete verificare se alcuni dei commenti postati dai lettori coincidano più o meno, o addirittura per niente con quanto potete leggere in questo articolo. E sono curioso anch’io di vedere se il mio pensiero sarà stato condiviso o meno. Buona lettura (spero…).

Un sorteggio con il botto: Wawrinka-Murray al primo turno! Un ex campione del Roland Garros contro un ex finalista, lo svizzero ex n.3 contro lo scozzese ex n.1! Ma anche Thiem-Cilic, due che sono o sono stati n.3 del mondo, fra il finalista degli ultimi due anni e il croato quartofinalista nel 2017 e 2018, non è davvero da buttar via, anche se Cilic, 32 anni questo 28 settembre, non è più quello che ha vinto un US Open sei anni fa (2014).

E l’altro aspetto più significativo è che Thiem e Nadal, finalisti degli ultimi due anni si trovano nella stessa metà tabellone. Non solo: per Thiem al di là dell’ostacolo forse non così duro in Cilic, c’è un probabile Ruud al terzo turno e in ottavi teoricamente Wawrinka (più che Murray, ma non si sa mai: il Wawrinka visto con Musetti non è apparso irresistibile) per trovare poi magari Schwartzman più che Monfils. Insomma un vero percorso minato per l’austriaco, per arrivare a Nadal! Non mi pare si possa dire che abbia avuto fortuna.

E anche Nadal, che non si può davvero lamentare del suo tabellone fino ai quarti, poi però non sarà contento neppure lui di avere Thiem dalla sua parte, mentre non credo che tema un’eventuale quarto contro Zverev- Corre meno rischi di lui Djokovic, perché, a parte quel Bautista Agut che lui un po’ soffre (ma più sul cemento che sulla terra rossa, direi) e potrebbe trovare nei quarti se lo spagnolo esce dalla zona presidiata da Berrettini che rischierà a sua volta con Carreno Busta, secondo me difficilmente può perdere da Khachanov o Garin, e nemmeno dal n.4 Medvedev, dal n.13 Rublev, dal 9 Shapovalov

Semmai è Tsitsipas in buona giornata quello che gli può dare più noia, perché gli altri tre succitati sulla terra rossa sono troppo incostanti per metterlo in difficoltà sulla distanza dei tre su cinque. Vedrei il miglior Shapovalov capace di stappargli un set o forse due, ma non tre, almeno oggi. Tsitsipas farà bene però a stare attento a Krajinovic, così come Shapovalov non ha il match in tasca con Dimitrov al terzo turno. Da Medvedev-Fucsovics potrebbe scappar fuori la prima sorpresa, nel senso di un top-5 estromesso dal torneo anzitempo.

Per quanto riguarda gli italiani, beh è un peccato che Fognini non sia (probabilmente) nelle migliori condizioni, perché un tabellone migliore di questo non poteva capitargli. Kukushkin, poi un qualificato, poi un quartetto da cui potrebbe uscire Isner che sulla terra rossa a 34 anni non è troppo temibile, insomma arrivare a Nadal negli ottavi sarebbe un traguardo raggiungibilissimo. Di Berrettini ho accennato: al terzo turno dovrebbe arrivare senza problemi, poi troverebbe o Carreno Busta o Bautista Agut in ottavi e lì probabile disco rosso con Djokovic, contro il quale Matteo sarebbe più temibile sul cemento nonostante che anche Djokovic sui campi duri abbia dimostrato di essere un n.1.

Un primo turno durissimo, e uno dei match di cartello anche per chi non è italiano né belga, è Goffin-Sinner. Entrambi non possono dirsi fortunati. Goffin è certamente favorito, ma c’è partita. Anche in questo caso forse il “nostro” aveva più chances di fargli male sul “veloce” dove il suo dritto soffre meno. I due si conoscono benissimo, si sono allenati tante volte insieme sia a Montecarlo sia al Centro Piatti di Bordighera. Curiosamente più volte su campi in cemento che sulla terra rossa. L’amico giornalista Yves Simon mi ha detto che Goffin gli ha raccontato: “In allenamento con Jannik credo di non aver vinto quasi mai!”.

 

Chi viene fuori da quel duello può far parecchia strada. La testa di serie che presidia la zona è Paire… e più in là a livello di ottavi Zverev che sui campi rossi, anche se ha vinto Roma, non mi convince del tutto. Il tedesco però ha un buon tabellone, fino a Goffin (o Sinner?) non vedo proprio da chi possa perdere. Però Sascha non è ancora un tennista solidissimo, di nervi e prestazioni.

Dagli altri azzurri, più che al massimo un secondo o un terzo turno, non credo ci si possa attendere, perché al primo o al secondo si imbattono in teste di serie, anche se non fortissime. Per ora mi fermo qui. Un commento al tabellone femminile lo farò in un secondo momento, ma se dovessi scommettere su una finale dopo aver visto il tabellone punterei su Halep-Muguruza.

OTTAVI TEORICI

[1] N. Djokovic vs [15] K. Khachanov
[10] R. Bautista Agut vs [7] M. Berrettini
[4] D. Medvedev vs [13] A. Rublev
[9] D. Shapovalov vs [5] S. Tsitsipas

[8] G. Monfils vs [12] D. Schwartzman
[16] S. Wawrinka vs [3] Thiem
[6] A. Zverev vs [11] D. Goffin
[14] F. Fognini vs [2] R. Nadal

PRIMO TURNO PER GLI ITALIANI

[7] M. Berrettini vs V. Pospisil
[14] F. Fognini vs M. Kukushkin
L. Sonego vs qualificato
J. Sinner vs [11] D. Goffin
G. Mager vs [22] D. Lajovic
S. Travaglia vs P. Andujar
A. Seppi vs qualificato
S. Caruso vs G. Pella

Il tabellone maschile del Roland Garros con tutti i risultati aggiornati

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement