Navratilova: “Sharapova è diventata vulnerabile agli occhi delle altre”

Martina Navratilova, nella sua rubrica sul sito WTA, parla della complicata situazione che sta vivendo Masha: "Prima le avversario temevano di affrontarla. Ora pensano 'oh bene, giocherò con Maria'"

Navratilova: “Sharapova è diventata vulnerabile agli occhi delle altre”
Maria Sharapova - Australian Open 2018 (@RDO foto)

Martina Navratilova, a metà tra critica e sprono, ha analizzato sui canali ufficiali della WTA il momento di Maria Sharapova. La tennista siberiana è tornata in campo ruggendo ormai quasi 12 mesi fa, a Stoccarda, ha vinto sì un titolo a Tianjin lo scorso ottobre dopo un lungo digiuno ma non è ancora riuscita a imporsi sui grandi palcoscenici. I ‘suoi’ palcoscenici. Ecco la riproposizione integrale della ‘lettera’ dell’ex tennista.

Maria Sharapova è tra l’incudine e il martello – perde subito nei tornei e ha poca fiducia – e tutto questo ha fatto sì che le altre, negli spogliatoi, si comportino come dei piranha. Le giocatrici sanno che al momento lei è vulnerabile e sentono che c’è un’opportunità; sono pronte ad avventarsi su di lei. Di natura Sharapova è una tennista fiduciosa in se stessa. Quando gioca ha la necessità di imporsi sulla sua avversaria e ostentare fiducia – che la senta davvero o meno. In passato è stata in grado di trovare la fiducia necessaria anche dove non c’era. Ma diventerà sempre più difficile per lei se continuerà a perdere nei primi turni dei tornei. La difficoltà principale per Sharapova al momento è che negli spogliatoi c’è un alto livello di confidenza nelle sue avversarie. Accade a chiunque a qualsiasi livello. In passato, quando Serena Williams aveva un match duro, tutte le altre pensavano ‘Oh, forse ora io avrò una chance’. Ed è questo che sta capitando adesso a Sharapova: con una serie di sconfitte sta indirettamente dando coraggio alle future avversarie. Una volta se una di loro fosse capitata contro di lei, avrebbe pensato, ‘oh cavolo, ho pescato Maria’, mentre ora è piuttosto il contrario, tutto grazie a questa fiducia collettiva: ‘oh bene, giocherò con Maria’.

 

L’atteggiamento conta parecchio nel tennis, tutte adesso vogliono questo scalpo pregiato e alla fine si ritrovano a giocare ad un livello superiore rispetto al solito. Forse in passato queste giocatrici credevano di poter strappare un set a Sharapova, mentre ora pensano di poter vincere l’incontro. Questo processo riduce le possibilità di Sharapova di ritrovare fiducia nei primi match di un torneo e crea un circolo vizioso. Vincere quei primi turni, e rimettere queste giocatrici al loro posto, per così dire, si fa sempre più ostico.

Comunque non è che Sharapova stia facendo qualcosa di sbagliato. Ma semplicemente c’è un margine davvero piccolo tra il vincere e il perdere un match nel tour, e considerando il suo modo di giocare, questo margine si fa ancora più sottile. Non aiuta il fatto che il suo servizio non sia più un’arma come lo era da giovane. Dovrebbe essere un colpo decisivo ma al massimo si ha la sensazione che durante il match lei stia pensando: ‘Andrà a finire dentro?’ e quindi non prende rischi eccessivi per evitare di dover giocare una seconda. Sicuramente quando le cose si complicano, lei non può tirarsi fuori dai guai con il sevizio, come potrebbero fare Serena Williams o altre tenniste. C’è quindi un piccolo seme del dubbio nella testa di Sharapova, e solo in certi casi cerca di spingere un po’ di più perché percepisce che la sua avversaria ha alzato il livello. In altri forse le capita di colpire la palla più corta, o forse non forte quanto faceva in passato, oppure sbaglia mandandola larga. Sommando tutte queste cose diventa ancora più difficile superare questa situazione.

Sharapova ama la competizione e tutto quello che comporta l’essere una tennista professionista, e in passato è stata ripagata dai suoi sforzi. Ma ora che le gratificazioni iniziano a diminuire diventa più difficile restare motivata. Si potrebbe dire che la notte è giovane e che non è passato neanche un anno dal suo rientro nel circuito dopo la sospensione di 15 mesi per doping, ma sta invecchiando e diventa tutto più difficile. Non ci sono dubbi sul fatto che sarà una risalita bella lunga. D’altro canto, se Sharapova disputerà un torneo alla grande, le giocatrici penseranno ‘ah oh, ok, è tornata’. Noi intanto restiamo a guardare. Io spero che Sharapova torni grande e credo che ci riuscirà, ma non accadrà dall’oggi al domani.

Traduzione a cura di Paolo Di Lorito


Qui l’articolo originale a cura di Martina Navratilova

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