Mondo Challenger: si rivedono Lajovic e Berankis. Travaglia tra i grandi – Ubitennis

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Mondo Challenger: si rivedono Lajovic e Berankis. Travaglia tra i grandi

Grazie al successo a Marbella “Stetone” guarda la top 100 da molto vicino. Il serbo vince in Guadalupa, il lituano sbanca Saint Brieuc. In Messico arriva il secondo titolo in carriera per Arevalo

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Marbella (Spagna, $43000, terra) – [7] S. Travaglia b. G. Andreozzi 6-3 6-3

Delle splendide giornate trascorse sulla Costa del Sol da Stefano Travaglia abbiamo abbondantemente riferito in settimana, ma vale la pena ricordare che grazie al secondo trionfo challenger in carriera (il primo era arrivato lo scorso anno a Ostrava) il ventiseienne marchigiano sale di 14 posizioni in classifica e centra il proprio best ranking al numero 109 ATP, settimo italiano a pochissimi punti di distanza da Matteo Berrettini (104) e Thomas Fabbiano (102). “Stetone” ha rischiato grosso al primo turno, quando è stato obbligato a rimontare Jaume Munar al terzo, poi ha giocato in scioltezza nonostante qualche complicazione sia intervenuta anche nei quarti contro Coppejans. Travaglia è salito di livello nel momento in cui il gioco si è fatto duro, divorando lo scostante ma pericoloso Martin Klizan in semifinale e il caldissimo Guido Andreozzi, carnefice di Marco Cecchinato in semi, nell’ultimo atto. Il tennista di Ascoli Piceno corona così un inizio di stagione da vero globetrotter, adornato da un ottimo bilancio di quattordici vittorie e sei sconfitte raccolto in quattro continenti (Doha, Melbourne, Quito, New York, Marsiglia, Dubai e Marbella i luoghi sinora visitati).

St. Brieuc (Francia, $43000, cemento indoor) – [2] R. Berankis b. [Q] C. Lestienne 6-2 5-7 6-4

 

Ricardas Berankis si aggiudica la quarta tappa del mini tour normanno-bretone, battendo nella combattuta finale di Saint-Brieuc il discusso Constant Lestienne, tornato a giocare un ottimo tennis – per lui anche lo scalpo del primo favorito in gara Baghdatis, nientemeno – dopo le  ambigue vicissitudini giudiziali che lo hanno visto recente protagonista. Ricardas, amante delle superfici molto rapide, è nato a Vilnius solo ventisette anni fa, ma il suo curriculum nel secondo circuito professionistico ne dimostra perlomeno qualcuno in più: quello di Saint-Brieuc è il nono titolo in diciassette finali disputate; titolo che peraltro gli permette di lasciare la Bretagna con una classifica di nuovo a due cifre (da oggi lo si trova alla posizione numero 84 del ranking ATP).

Le Gosier (Guadalupa, $85000, cemento) – [3] D. Lajovic b. [6] D. Kudla 6-4 6-0
Finale nobile nel Dipartimento d’oltremare francese, con Dusan Lajovic bravo a chiudere una settimana perfetta grazie alla vittoria su Denis Kudla. Il serbo, abituato a gradazioni di difficoltà sensibilmente più accentuate, ha dovuto soffrire solo nei quarti di finale per battere Bradley Klahn, uno che, come già abbiamo avuto modo di dire, sul cemento all’aperto americano è sempre un osso duro. Lajovic riguadagna la top 100 e mette in cascina un buon cumulo di punti, utile ad affrontare con minore ansia la favorita stagione sulla terra battuta.  Brutte notizie per la testa di serie numero uno in gara, l’attesissima futura star greca Tsitsipas. Parso non particolarmente interessato alla faccenda, Stefanos ha lasciato che il redivivo ex prospetto cileno Christian Garin lo eliminasse nel secondo turno. Non una batosta delle peggiori, va detto, ma questa per lui dovrà essere la stagione del cambio di passo

San Luis Potosi (Messico, $50000, terra) – M. Arevalo b. R. Cid 6-3 6-7(4) 6-3

In Messico gran colpo per Marcelo Arevalo, alfiere della Repubblica di San Salvador al secondo titolo in carriera grazie al successo in finale sul dominicano Roberto Cid Subervi. Bravo a eliminare al primo turno il quinto favorito Estrella Burgos, per la verità in apparente disarmo nonostante le buone intenzioni recentemente manifestate, Arevalo ha poi saputo farsi largo tra le macerie di un tabellone presto orfano delle teste di serie: delle otto in gara, solo tre hanno passato indenni l’esordio, e nessuna è riuscita a qualificarsi per i quarti di finale. Tra queste, naturalmente, è subito rincasato anche Paolo Lorenzi, addirittura numero uno del draw al rientro dopo cinquanta giorni di inattività e sconfitto da Austin Krajicek. Continua dunque il momento no di Paolino, che in questo inizio di stagione ha giocato poco e vinto meno (2 successi e cinque sconfitte compongono il suo score nel 2018). Si riprenderà, ne siamo certi.

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Mondo Challenger: da Humbert un altro sorriso per la Francia “jeune”

Il Next Gen transalpino vince in casa, sui campi di Cherbourg. A Bangkok invece si impone Laaksonen. Questa settimana si gioca a Bergamo

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Cherbourg (indoor, 46.600€ +H)

La Jeune France del tennis va a braccetto: la scorsa settimana c’era stato il terzo titolo Challenger di Corentin Moutet, mentre stavolta è toccato a Ugo Humbert festeggiare il quarto. Davanti al pubblico amico di Cherbourg, in Normandia, il mancino classe 1998 ha difeso al meglio la propria testa di serie numero uno, perdendo appena due set, entrambi al tie-break: la vittoria che è valsa il trofeo è arrivata in rimonta su Steve Darcis, con il punteggio di 6-7 6-3 6-3. Humbert sta colmando senza problemi il buco di punti lasciato dalla riforma del circuito ITF, principale contributore alla sua classifica per la prima metà della stagione passata: con il nuovo best ranking, alla posizione numero 75, è arrivato per lui il momento di lanciarsi nel circuito maggiore.

Bangkok (cemento, 54.160$ +H)

 

Con Federer in pausa e Wawrinka sul secondo gradino del podio a Rotterdam, ci ha pensato lo “svizzero adottato” Henri Laaksonen a riportare una piccola vittoria ai rossocrociati. Al Jobtopgun Bangkok Open, torneo da 80 punti, il ventiseienne nato in Finlandia ha sconfitto nettamente in finale Dudi Sela, un vero specialista del circuito Challenger, riportando con un 6-2 6-4 il quarto successo Challenger in carriera. Laaksonen sarà di nuovo in campo a Bangkok questa settimana per la seconda tappa della mini-trasferta thailandese, slittata in avanti di un mese e mezzo nel calendario rispetto allo scorso anno: gli riuscirà la stessa doppietta di Marcel Granollers nel 2018?

AZZURRI – La settimana passata, come prevedibile, l’Italia del circuito Challenger si è riversata oltralpe, con ben sette tennisti nel tabellone di Cherbourg. Quello che si è comportato meglio è stato Stefano Travaglia, numero tre del seeding, spintosi fino in semifinale e fermato soltanto da Steve Darcis. Bravo anche Luca Vanni a raggiungere i quarti di finale, dove è stato fermato proprio da Travaglia, mentre Raul Brancaccio torna a casa con il secondo posto del tabellone di doppio (ottenuto in coppia con lo spagnolo Javier Barranco Cosano). Uno solo e pure sfortunato invece l’azzurro ad aver scelto l’Asia: Gianluca Mager si è dovuto ritirare per crampi durante il terzo set negli ottavi di finale, dopo essersi spartito due tie-break con JC Aragone.

QUESTA SETTIMANA – Tre tornei per tre continenti nella penultima settimana di febbraio: oltre al bis a Bangkok si gioca anche a Morelos, in Messico, sempre sul cemento, e soprattutto a Bergamo. Sul Greenset del Palazzetto dello sport del capoluogo lombardo andrà in scena la quattordicesima edizione del Trofeo Faip-Perrel. Nel tabellone, guidato dall’unico top 100 Evgeny Donskoy, ben 16 italiani, dalla seconda testa di serie Travaglia fino al baby Lorenzo Musetti, vincitore degli ultimi Australian Open junior. Il 16enne esordirà già questo lunedì sera alle 20 contro il russo Roman Safiullin, dopo l’incontro che vedrà impegnato Giulio Zeppieri (battuto da Musetti in semifinale a Melbourne) contro Viktor Galovic. L’ingresso sarà gratuito per tutto il pubblico fino alla finale.

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Mondo Challenger: Moutet e Bublik, Next Gen all’attacco. Marcora sconfitto in finale

Vittorie giovani a Chennai e a Budapest, dove il kazako ferma in finale Roberto Marcora. Primo titolo per Krueger nella sua “casa” di Dallas

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Dallas, Texas (indoor – 135.400$ +H)

Torneo a stelle e strisce al cento per cento l’RBC Tennis Championships of Dallas. L’evento più ricco della settimana del circuito Challenger, con ben 110 punti ATP in palio, ha visto trionfare Mitchell Krueger, nato e cresciuto proprio sui campi del T Bar M Racquet Club, in un tabellone che accoglieva ben 25 tennisti statunitensi su 48. Krueger ha conquistato il suo primo titolo marchiato ATP di fronte alla famiglia e agli amici, rimontando un set e un break di svantaggio al connazionale Mackenzie McDonald per imporsi 4-6 7-6(3) 6-1 in oltre due ore di gioco. Dopo ventun anni di storia il torneo di Dallas può festeggiare il primo “campione della porta accanto”, mentre lui si gode a venticinque anni il nuovo best ranking alla piazza 160 della classifica. “Sono stato raccattapalle qui, poi ho giocato le qualificazioni, e infine il tabellone principale” ha detto Krueger durante la cerimonia di premiazione. “Per un paio di anni non ho partecipato, perché avevo difficoltà con il gioco indoor. Ma questa off season ho lavorato duro, ho cambiato racchetta e impugnatura di dritto, e ho lasciato la USTA per tornare ad allenarmi col mio vecchio coach Dave Licker a venti minuti da qui“. Un grosso rischio che nel suo caso ha già dato i primi frutti.

Chennai (cemento – 54.160$ +H)

 

Se la Francia del presente vivacchia, pur dignitosamente, è a quella del futuro che bisogna guardare con occhi bene aperti. Dopo Ugo Humbert è definitiva anche la conferma dell’altro Next Gen transalpino, Corentin Moutet (in foto in testa all’articolo), testa calda ma mano di gran talento. Il diciannovenne ha conquistato all’Open di Chennai, in India, il suo terzo titolo Challenger, ed è il primo teenager da oltre dieci anni a riuscire a ottenerne almeno uno in tre stagioni consecutive. Seconda testa di serie del tabellone, Moutet ha dovuto rimontare per due volte un set di svantaggio nel suo percorso verso la finale contro l’australiano Andrew Harris, battuto con un doppio 6-3. “Ho cercato di fare del mio meglio e continuerò così” ha detto Moutet ai microfoni dell’ATP. “Devo continuare a migliorare il mio gioco, il ranking verrà dopo. Se do il massimo, mi muoverò sempre in avanti“. Da questo lunedì è numero 131 al mondo.

Budapest (indoor – 46.600€ +H)

Ottima settimana senza lieto fine per Roberto Marcora, che deve accontentarsi del trofeo di consolazione allo He-Do Hungarian Challenger Open. A festeggiare è Alexander Bublik, al termine di un match per il titolo a senso unico, 6-0 6-3. Il risultato schiacciante vale al ventunenne kazako (naturalizzato) il quarto titolo Challenger in carriera, e un record perfetto nelle finali a questo livello, ma non annulla le grandi prestazioni di Marcora sotto il tetto del SYMA Sports and Conference Centre: tre teste di serie sconfitte dall’azzurro, nell’ordine Gregoire Barrere, Zdenek Kolar, e Oscar Otte, a cui si aggiunge anche lo scalpo dell’ex numero 80 del mondo Norbert Gombos. All’aggiornamento delle classifiche di stamattina, il ventinovenne di Busto Arsizio è rientrato tra i primi 250 del mondo. Bublik invece, dopo una stagione 2018 segnata dalla rottura della caviglia, è nuovamente in top 150.

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Mondo Challenger: Harris si conferma, peccato per Giustino

A Lexington l’azzurro manca ancora una volta l’appuntamento con il primo titolo Challenger, dominato dal sudafricano. Sorpresa Cressy a Cleveland, Evans sconfitto in finale a Quimper

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Cleveland, Ohio (cemento – 81.240$ +H)

Sorpresa a Cleveland, con la vittoria del tutto inaspettata di Maxime Cressy. Il ventunenne nato a Parigi, ma di passaporto statunitense, era uno degli unici due tennisti passati dalle mini-qualificazioni del nuovo formato del circuito Challenger, che prevede tabelloni a 48 giocatori con 16 bye e soltanto quattro giocatori a contendersi l’accesso attraverso il turno preliminare. Gli sono servite quindi ben sette vittorie, tra cui quella di rilievo su Tim Smyczek, per imporsi in un tabellone affollato, appena il secondo a questo livello nella sua intera carriera. L’aggiornamento della classifica ATP lo vede salire di ben 215 posizioni, raggiungendo la posizione 313. Giocatore di serve and volley ancora in forza al team universitario della UCLA, questa settimana Cressy si ritroverà nuovamente a partire “dal basso” anche a Dallas.

Launceston (cemento – 54.160$ +H)

 

Si è fermata a un solo match dall’arrivo la corsa di Lorenzo Giustino al primo titolo Challenger in carriera. Sul cemento di Launceston, in Australia, il ventisettenne napoletano ha ceduto nettamente in finale alla testa di serie numero uno Lloyd Harris per 6-2 6-2. Fattosi strada con vittorie di grinta, quasi sempre al terzo set, Giustino non è riuscito a ripetersi contro un avversario più fresco e quotato, dovendosi accontentare di un secondo “piatto” di consolazione a due anni e mezzo dal primo. Per Harris si tratta del terzo successo in carriera nel circuito minore, il secondo senza cedere neppure un set (gli era già successo a Lexington lo scorso agosto, quando in finale battè un altro azzurro, Stefano Napolitano). Grazie agli 80 punti ottenuti, il classe 1997 sudafricano fa il suo definitivo ingresso in top 100 (esattamente alla posizione 100).

Quimper (indoor – 46.600$ +H)

Festeggiamenti casalinghi nell’unica tappa indoor della settimana, con Gregoire Barrere campione in Bretagna. In finale il ventiquattrenne francese si è imposto in rimonta su Daniel Evans, che sta sfruttando bene il circuito Challenger per ricostruirsi un ranking dopo la squalifica per uso di stupefacenti risalente al 2017. Entrambi i finalisti hanno ritoccato il loro ranking e rimangono stabili tra i primi 150. Male gli azzurri, nonostante la vicinanza a casa: cinque presenze, di cui tre dotate del bye, ma quattro sconfitte all’esordio (una sola vittoria, quella di Raul Brancaccio su Carlos Taberner). Lo stesso bilancio di Launceston, senza però nessun exploit.

QUESTA SETTIMANA – L’ATP Challenger Tour prosegue con un nuovo terzetto di tappe, ricalcando lo schema USA-Europa-Pacifico. Si giocherà a Budapest, con cinque italiani in tabellone, a Chennai, con due, e a Dallas, in Texas, senza presenze azzurre ma con due nomi “più grandi del torneo” nel tabellone di doppio: John Isner e Nick Kyrgios, in due coppie separate che potrebbero affrontarsi in finale.

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