Verso la Fed Cup, Monami licenziata: "Pugnalata dalle ragazze"

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Verso la Fed Cup, Monami licenziata: “Pugnalata dalle ragazze”

Inferocita per l’ingiustizia patita. Flipkens e Van Uytvanck le ammutinate. L’ex capitana di Fed Cup belga: “Dal sogno all’incubo. Il nuovo capitano? Se ne accorgerà”

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Da Montecarlo, la nostra inviata

È la storia di una delusione cocente; di un sogno infranto e di un “regalo all’arsenico. Ce la racconta il giornalista belga Yves Simon (sul quotidiano belga Sud Presse), con cui abbiamo parlato in questi giorni al Montecarlo Rolex Masters. Alla vigilia dell’incontro valido per i Play Off del World Group tra l’Italia e il team belga, ha fatto scalpore in Belgio l’improvviso e sbrigativo congedo di Dominique Monami, ormai ex capitano della squadra belga di Fed Cup. Un vero e proprio “benservito” per la 44enne ex tennista originaria di Verviers.

Quando non c’è più intesa tra i giocatori e il loro capitano, rien ne va plus… ne sa qualcosa Dominique Monami-Van Roost (francofona di nascita sposò il suo coach fiammingo Bart Van Roost, dal quale si è poi separata per scegliere un nuovo compagno, anch’esso fiammingo), ormai ex capitana della squadra belga di Fed Cup impegnata questo fine settimana contro l’Italia a Valletta Cambiaso a Genova. Una vera e propria doccia fredda per la Monami-Van Roost – ex n.9 del mondo e prima tennista belga ad entrare nella Top 10, prima di Justine Henin e Kim Clijsters – quando un paio di settimane fa riceve una telefonata da parte della Federazione belga che le comunica di essere stata sollevata dal ruolo di capitano della squadra. Due ore dopo, esce un comunicato federale che ufficializza l’esclusione di Dominique. Insomma, decisione altamente ingiusta per l’ex tennista che ci mette “tre giorni per digerire questa terribile delusione” come dirà a Yves Simon, ricevuto nella sua casa di Malines, “mi ha devastato sapere che la Federazione abbia deciso di tagliarmi la testa, non ci ho dormito la notte e la domenica ero distrutta. Il giorno dopo ho ricevuto così tanti messaggi di solidarietà che piangevo dalla commozione. Sono sotto choc, la mia non è rabbia, ma la sensazione di un’ingiustizia enorme“. Monami, oltre ad essere donna dalla personalità carismatica, ha scritto la storia del tennis del suo Paese con l’ingresso in top 10, si è issata inoltre due volte ai quarti di finale dell’Australian Open e ha vinto otto tornei in carriera, quattro in singolare e quattro in doppio.

 

Una vera leader, legatissima alla competizione a squadre e pronta a smorzare e ad arginare le manie di protagonismo di alcune atlete“, come ci dice ancora Simon. Questo pare non sia piaciuto alle ragazze della squadra che non sono mai state consultate dalla Federazione quando è stata fatta la scelta della Monami. “Da quello che mi hanno detto, una parte delle giocatrici mi critica per la mia tattica, per essermi fatta prendere dallo stress in campo e per la mia mancanza di fiducia… La cosa mi fa alquanto sorridere poiché in tre tie siamo riuscite a fare una bella performance con la Romania (0-3), un exploit in Russia (2-3) e siamo rientrate nel gruppo mondiale dopo sei anni di assenza; inoltre eravamo 2-2 contro la Francia, prima di perdere il doppio. Sono così scarsa?“.

Nel match contro la Francia, sulla carta, il Belgio era nettamente favorito, anche perché nella squadra di Noah, soltanto Kristina Mladenovic costituiva un pericolo maggiore. Poi il doppio… E qui arrivano le note dolenti, anche a causa di Kirsten Flipkens che, pare, abbia fatto di tutto per seminare zizzania: “Dal momento in cui una giocatrice, Kirsten Flipkens, decide di avvelenare il clima del doppio decisivo, puoi essere la migliore capitana del mondo ma la partita è persa“. Per questo c’è la sensazione, per l’ex capitana, di un licenziamento orchestrato ad hoc da una parte delle componenti del team, fomentate in primis da Kirsten Flipkens.

Kirsten Flipkens (foto di FABRIZIO MACCANI)

Si tratterebbe dunque di un sabotaggio?Il termine è forte ma se Mladenovic ha saputo valorizzare il gioco di Amandine Hesse, Kirsten, con il suo atteggiamento ipernegativo, ha fatto sì che il livello di Elise Mertens si abbassasse. Basta guardare le immagini del doppio: Kirsten mi dava le spalle seduta in panchina ai cambi di campo e la cosa mi faceva diventar matta! Non ho mai avuto la sensazione che ci fosse una squadra che stringesse i denti per conquistare un punto e tentare di andare in semifinale! Perfino Justine Henin ha notato la stessa cosa alla fine dell’incontro, ed è significativo!“.

Parole forti da parte di Dominique che intende mettere le cose in chiaro una volte per tutte: “Non sono abituata a lavare i panni sporchi in pubblico, ma adesso non ho scelta, è il momento di fare chiarezza e la gente deve conoscere il ruolo svolto da alcune persone. Lo dirò soltanto in quest’intervista; non ce ne saranno altre“. Un vero trauma per la Monami il cui “grande sogno si è trasformato in un vero e proprio incubo. Fin dall’inizio ho visto che il clima non era disteso. Quando sono stata nominata capitano della squadra di Fed Cup, il 28 settembre 2016, sono andata al torneo di Lussemburgo per incontrare le giocatrici e pensavo che mi avrebbero accolto a braccia aperte; tuttavia, fin dall’inizio, Kirsten Flipkens e Yanina Wickmayer mi hanno fatto capire che loro non mi avrebbero scelto ed erano rabbuiate per il fatto di non essere state consultate dalla Federazione. Pensavo che i successi in Romania e contro la Russia avrebbero appianato la situazione, sono rimasta aperta a tutte le soluzioni, cercando di capire come migliorare le cose. Posso guardarmi allo specchio senza rimpianti e sono sempre stata onesta. Del resto è tutto registrato perché ero solita fare il punto della situazione registrando le nostre riunioni. Ma il clima si è via via deteriorato. E perfino Alison Van Uytvanck è stata manipolata e, alla fine, è diventata la grande amica della Flipkens. Alcune giocatrici mi hanno accoltellato alla schiena e, in quanto a Alison, è come se mi avesse trafitto il cuore con una spada. Perché se c’è una giocatrice che ho aiutato e appoggiato fin dall’inizio della sua carriera, quando aveva 17 anni, all’Open di Bruxelles di cui ero la direttrice, è proprio lei!“.

Chi l’ha sostenuta nel gruppo? “Soltanto Elise Mertens ha continuato ad appoggiarmi ma evidentemente non era abbastanza per la Federazione. È disgustoso. Giocatrici come Justine Henin e Kim Clijsters, che sono state n. 1, mi hanno dimostrato maggiore rispetto. In realtà, non bisogna alterare il loro comfort. È una tragedia. Il mondo del tennis non ha fatto progressi con il tempo per quanto riguarda i veri valori. Volevo trattare le persone alla pari e tutti sono rimasti sorpresi del mio licenziamento“.

Ora, intanto, per il tie contro l’Italia a Genova – e solo per questo incontro – la Federazione ha fatto appello a Ivo Von Aken, personalità celebre e autorevole del tennis belga poiché sotto la sua guida, nel 2001, il Belgio della Henin e della Clijsters ha conquistato finora l’unico successo in Fed Cup. Contro le azzurre, il Belgio parte favorito sulla carta: “Immagino che le giocatrici saranno ipermotivate per dimostrare tutti i miei presunti torti” continua la Monami. “È così… E del resto, per quanto riguarda la squadra italiana, non c’è quasi più nessuno e allora tanto meglio per il Belgio“. Giudizio un po’ severo da parte di Dominique nei confronti del team azzurro, anche se, certo, l‘era delle “Fab Four” dell’Italrosa (Schiavone, Pennetta, Vinci ed Errani) si è ormai conclusa. Non dimentichiamo però la grande esperienza di Sara Errani e la grinta inesauribile che può sprigionare la romagnola, soprattutto nel clima di Fed Cup. E poi ci sono Deborah Chiesa e Jasmine Paolini, due giovani di poca esperienza ma con tanta sete di successo, l’exploit contro la Spagna a Chieti docet.

Dominique Monami lascia la porta aperta al tennis belga?Ero molto adatta al ruolo di capitano; tutti mi dicevano che ce l’avevo dentro e mi sono impegnata al 200%. Per me è stata una grande opportunità ma, in realtà, era “avvelenata”; non solo volto pagina, ma chiudo definitivamente il libro! Avevo avuto il posto, ho dato tutta me stessa per vivere, alla fine, il momento più doloroso della mia carriera“. Parole piene di amarezza da parte della belga che non le manda a dire. Non solo. Esasperata dall’accaduto, è come se lanciasse una sorta di sfida al presunto futuro “mister”, Johan Van Herke (l’attuale capitano della squadra di Coppa Davis): “Che Johan venga pure a seguire le ragazze. Vedrà la differenza tra loro e la squadra maschile. Se mi hanno accusata di avere una connessione “zero” con il circuito femminile, allora quella di Johan è “zero virgola zero”! Che venga ad occupare il posto, così potrà fare un paragone…”.

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Simona Halep parteciperà al Ladies Open 2020 di Palermo. Due partite al giorno in chiaro sulla RAI

La numero due del mondo conferma la sua presenza in Sicilia. Ora sono sei le top 20 ai nastri di partenza. “Dovremo far dimenticare a tutti gli insuccessi del Adria Tour che ha creato problemi d’immagine al nostro torneo”, punge il direttore Palma

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Simona Halep - Dubai 2020 (via Twitter, @DDFTennis)

Siamo ormai prossimi alla ripartenza del tennis professionistico dopo il lungo stop causato dall’emergenza COVID-19. Il varo della “seconda” stagione 2020 verrà tenuto il 3 agosto a Palermo con il Ladies Open, torneo di categoria International. Le circostanze eccezionali dell’ultimo periodo hanno però permesso all’evento palermitano di poter contare su un campo partecipanti molto più simile a un Premier che a un International.

Il fiore all’occhiello della particolare edizione di quest’anno sarà Simona Halep, numero due del mondo e bi-campionessa Slam. “Non vedo l’ora di tornare a giocare a tennis a Palermo. Sono passati dieci anni dall’ultima volta che ho giocato lì da diciottenne, quindi sono impaziente di tornare in Sicilia dopo tanto tempo“, ha dichiarato la campionessa di Wimbledon in carica. “So che il torneo sta prendendo tutte le precauzioni per creare un ambiente sicuro in cui giocare e voglio ringraziarli per questa wild card”. Eccezionalmente, il torneo sarà trasmesso in chiaro dalla RAI (due partite al giorno).

Halep sembra dunque molto emozionata di tornare in campo e partirà indubbiamente come prima favorita per la vittoria finale, anche se non si devono sottovalutare alcune incognite. Le prime ovviamente sono quelle legate al lungo stop, che di fatto ha resettato la stagione costringendo tutti a ripartire praticamente da zero. Un altro elemento da prendere in considerazione è quello climatico. Halep ha dimostrato in passato di soffrire molto il caldo (dopo la finale degli Australian Open 2018 persa contro Wozniacki fu addirittura ricoverata in ospedale) e a Palermo, ai primi di agosto, il caldo sarà sicuramente presente e probante.

 

Soddisfatto il direttore Oliviero Palma: “La partecipazione di Halep è una notizia eccezionale, da decenni Palermo non ospitava una giocatrice che è stata n.1 al mondo. La nostra città è molto sensibile al tennis mondiale, la sua presenza è di grandissimo interesse da parte di tutti“. Palma ha espresso grande entusiasmo, per un torneo fortemente voluto nonostante le circostanze avverse: “Ripartire da Palermo significa che c’è grande fiducia nella nostra organizzazione. Dovremo far dimenticare a tutti gli insuccessi del Adria Tour che ha creato problemi d’immagine al nostro torneo. C’è grande attenzione alla sicurezza, abbiamo un grande staff“. La prudenza, assicura Palma, non sarà in difetto: “Sentiamo il peso della responsabilità. Dobbiamo stare attenti e adottare la massima sicurezza. Il pubblico dovrà rispettare tutte le norme. Per questo avremo la collaborazione della protezione civile“.

Lo conferma la presenza del professor Antonio Cascio, che rivestirà il ruolo di ‘responsabile anti-COVID‘: “C’è ottimismo, ma prudenza e sorveglianza. Seguiremo alla lettera i protocolli della WTA. Siamo in una situazione epidemiologica favorevole, tutte le persone che arriveranno saranno sottoposte a tampone e test sierologico. Questa è una grande opportunità per Palermo, per il tennis e tutto lo sport. Questo è un punto di partenza affinché tutto possa cambiare“.

UN TORNEO DI LIVELLO – Halep non sarà l’unico motivo di interesse del torneo siciliano, che come già detto può contare sulla presenza di molte ottime giocatrici. Sebbene ancora non sia stata pubblicata l’entry list ufficiale (il termine ultimo per l’iscrizione al torneo è stato posticipato al 13 luglio), molte tenniste hanno già confermato la loro presenza. A Halep si aggiungeranno quindi altre cinque top 20: Aryna Sabalenka (11), Petra Martic (15), Elena Rybakina (17), Marketa Vondrousova (18) e Maria Sakkari (20).

Abbiamo Halep, cinque giocatrici tra il n.10 ed il n.20 al mondo e quattro tra il n.30 ed il n.40 al mondo. Il cut-off, ad oggi, è al n°69 al mondo. Nelle qualificazione il cut-off, attualmente, è al n.135 al mondo. Qualcosa di incredibile. Oggi potremmo definire questo torneo un Premier, anche se resta un International” ha commentato ancora Oliviero Palma, che ha confermato anche la presenza di Camila Giorgi; la giocatrice marchigiana riceverà una wild card. L’altra notizia importante comunicata dall’organizzazione del torneo riguarda l’acquisizione dei diritti televisivi del torneo da parte della RAI: “Trasmetterà in chiaro due partite al giorno“, ha comunicato Palma. “Ci saranno 160 paesi del mondo collegati“.

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Dunlop lancia la nuova linea di racchette FX

La linea di racchette che presenta la nuova tecnologia POWER BOOST GROOVE per produrre più potenza e garantire controllo e grande comfort

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Composta da cinque racchette da tennis ad alte prestazioni, la serie Dunlop FX è ricca di tecnologie ed è la prima a presentare l’innovativa tecnologia POWER BOOST GROOVE, che offre ai giocatori una superficie utile all’impatto più ampia, aumentando la potenza e permettendo di giocare con “Power at Full Force” (Potenza a Piena Forza).

La serie FX è stata accuratamente testata dagli ingegneri Dunlop Srixon a Kobe, in Giappone: le racchette dimostrano una proprietà di rimbalzo superiore del 4,8% in tutte le zone di impatto rispetto alle stesse racchette senza la scanalatura del POWER BOOST GROOVE. Il risultato: colpi più veloci ed efficaci.

La serie FX è il risultato del lavoro instancabile del nostro team globale di ricerca e sviluppo“, ha dichiarato Masahiro Asahino, responsabile della divisione tennis di SRI. “Il prodotto finale è una gamma di racchette progettate per il gioco moderno con giocatori che beneficiano di maggiore potenza, controllo e sensibilità in ogni colpo. Ogni giocatore, indipendentemente dalla sua abilità, è alla ricerca della potenza ed è esattamente ciò che offre questa serie. Questa gamma si unisce a quelle già esistenti (SX – Spin, CX – Control): ora abbiamo una racchetta tecnicamente all’avanguardia per ogni tipo di stile di gioco che contribuisce a diffondere la salute e la felicità attraverso il tennis“.

 

La serie FX offre 4 tecnologie chiave per garantire massima potenza e sensibilità in ogni colpo:
POWER BOOST FRAME GEOMETRY: forma aerodinamica del telaio caratterizzata da linee affilate e moderne che tagliano bene l’aria garantendo velocità del movimento e stabilità.

FLEX TOUCH RESIN: un materiale completamente nuovo con un composto elastomerico termoplastico unico ad alte prestazioni, con elevata elasticità, proprietà di riduzione delle vibrazioni e con conseguente aumento della sensibilità.

SONIC CORE MADE WITH INFINERGY BY BASF: Le racchette della serie FX beneficiano anche del Sonic Core realizzato con Infinergy® da BASF, tecnologia innovativa vista per la prima volta nella serie CX. Situato alle ore 2 e 10 della racchetta, Infinergy® è il primo E-TPU al mondo (poliuretano termoplastico espanso) sviluppato da BASF.

POWERGRID STRING TECH: La serie FX eredita dalla serie CX anche il POWER GRID STRING TECH: uno schema corde più denso al centro e più largo nella parte superiore della racchetta. Questa tecnologia garantisce una distribuzione uniforme della potenza, in particolare verso la parte superiore della racchetta, sempre più utilizzata dai giocatori moderni.

La serie FX va a completare la gamma Dunlop “powered by Srixon”: si associa alla serie SX, ideata per garantire più spin, e alla serie CX, ideata per garantire un maggiore controllo. Il nome FX riflette il nuovo concetto di denominazione di Dunlop: Elements of the Game, progettato per semplificare il messaggio al consumatore e riflettere il principale vantaggio in termini di prestazioni di ciascuna gamma di racchette; FX – Potenza, SX – Spin, CX – Controllo.

LA GAMMA

FX 500 Tour

La racchetta più pesante della gamma che combina velocità, potenza e comfort con un controllo aggiuntivo per perfezionare il gioco. La versatilità della FX 500 Tour fa sì che ogni parte del gioco riceva una spinta. Ideale per giocatori di livello intermedio o avanzato.

Specifiche della racchetta FX 500 Tour:

  • Piatto Corde (cm2 / in2): 632/98
  • Lunghezza (cm / pollici): 68,6 / 27
  • Peso senza corde (G / Oz): 305 / 10,8
  • Bilanciamento (mm): 315
  • Profilo (mm): 21-23-22
  • RA / Rigidità: 70
  • Schema corde: 16×19

FX 500

Conquista gli angoli con la potente e maneggevole FX 500, la racchetta per eccellenza. Se giochi una partita d’attacco, ora hai grande potenza e uno sweetspot più ampio a sostenerti.

Specifiche della racchetta FX 500:

  • Piatto Corde (cm2 / in2): 645/100
  • Lunghezza (cm / pollici): 68,6 / 27
  • Peso senza corde (G / Oz): 300 / 10.6
  • Bilanciamento (mm): 320
  • Profilo (mm): 23-26-23
  • RA / Rigidità: 71
  • Schema corde: 16×19

FX 500 LS

Questa racchetta si basa sulle caratteristiche della FX 500 e offre una grande maneggevolezza grazie al peso più leggero. Perfetta per i giocatori di medio e alto livello alla ricerca di un attrezzo comodo e leggero.

Specifiche della racchetta FX 500 LS

  • Piatto Corde (cm2 / in2): 645/100
  • Lunghezza (cm / pollici): 68,6 / 27
  • Peso senza corde (G / Oz): 285 / 10.1
  • Bilancia non fissata (mm): 320
  • Larghezza del fascio (mm): 23-26-23
  • RA / Rigidità: 71
  • Schema corde: 16×19

FX 500 Lite

Potenzia ogni colpo con la racchetta più veloce e leggera della serie FORCE. Giocatori intermedi e junior avanzati troveranno più facile giocare colpi efficaci e potenti grazie alla stabilità della FX 500 Lite.

Specifiche della racchetta FX 500 Lite:

  • Piatto Corde (cm2 / in2): 645/100
  • Lunghezza (cm / pollici): 68,6 / 27
  • Peso senza corde (G / Oz): 270 / 9.5
  • Bilanciamento (mm): 330
  • Profilo (mm): 23-26-23
  • RA / Rigidità: 71
  • Schema corde: 16×19

FX 700

Sentiti a tuo agio mentre aumenti la potenza. La FX 700 vanta il piatto più grande della serie FORCE, quindi è una racchetta che perdona molto e che offre molta potenza. Perfetta se hai uno swing medio-corto o stai cercando di migliorare il tuo gioco.

Specifiche della racchetta FX 700:

  • Piatto Corde (cm2 / in2): 690/107
  • Lunghezza (cm / pollici): 69,8 / 27,5
  • Peso senza corde (G / Oz): 265 / 9.3
  • Bilanciamento (mm): 340
  • Profilo (mm): 23-27-23
  • RA / Rigidità: 70
  • Schema corde: 16×19

I Prezzi della Gamma FX vanno da €164.95 a €199.95 e sono disponibili in pre-ordine sul sito www.dunlopsports.com

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A 4000 miglia da Wimbledon, l’All Iowa Lawn Tennis Club è il regalo di un padre al figlio scomparso

Oggi vi raccontiamo la storia di Mark Kuhn, che con il figlio Alex ha costruito una piccola replica del centrale di Wimbledon in Iowa

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Non c’è un appassionato di tennis nel mondo che non apprezzi la perfezione e la cura dei campi di Wimbledon. E anche in un posto apparentemente remoto – lontano ben 4000 miglia dal Centre Court – come l’Iowa c’è un piccolo pezzo di quella tradizione del “verde” che parte da Church Road. Jack Cullen, nell’ultima edizione del “Des Moines Register“, ha parlato della storia di Mark e Alex James Kuhn, padre e figlio, che hanno creato una replica del campo centrale di Wimbledon nei pressi di Charles City, in Iowa.

La storia dell’All Iowa Lawn Tennis Club parte da lontano, nel 1962. Il piccolo Mark ha 11 anni e si è appassionato al tennis ascoltandolo per radio. Un giorno del 1962 porta il pony della sorella ad abbeverarsi e vede un campo di mangimi per bestiame. Arriva l’illuminazione: è il posto perfetto per costruirci un campo da tennis. Il giorno stesso prende le misure del campo ma il progetto resta un sogno per decenni.

Olivia Sun / The Register

40 anni dopo, la morte di un vicino (e amico) agricoltore riporta alla luce il sogno d’infanzia e nel 2002 Mark decide di realizzare quel campo d’erba. La costruzione è da subito complicata: sono necessari 16 camion pieni di suolo sabbioso, sei file di tubi di drenaggio e 15 irrigatori. Mark e suo figlio Alex devono anche rimuovere uno per uno tutti i sassi presenti sul terreno.

 
Il campo prima della lavorazione. Olivia Sun / The Register

Il progetto ‘sfida’ anche le osservazioni degli esperti dell’università dell’Iowa, che sconsigliato di realizzare campo in erba a causa delle rigide temperature invernali. Alla fine Mark riesce nel suo intento: il campo viene inaugurato nel 2006, dopo quattro anni di lavori intensi, e il successo si palesa praticamente subito. L’All Iowa Lawn Tennis Club riceve una caldissima accoglienza dal pubblico, con cento visitatori dall’inaugurazione. Arriva anche il plauso degli addetti ai lavori, come Ryan Knarr, direttore del torneo della Pennsylvania, che l’ha definito “unico nel suo genere“.

Olivia Sun / The Register

Il riconoscimento arriva anche dalla più grande eccellenza nel mondo dei campi da tennis in erba, il torneo di Wimbledon. Dopo anni di lettere mandate da Mark nella speranza di ottenere uno stage con i giardinieri di Wimbledon, la sua richiesta viene accettata nel 2012. L’anno successivo Kuhn riceve i biglietti per il Centrale di Wimbledon come regalo dai giardinieri, e si fa accompagnare dalla moglie Denise e dal figlio Alex. Nel 2016 gli viene addirittura dato il pass di ospite onorario per tutte e due le settimane del torneo, in quello che è il coronamento di un sogno durato una vita.

Come a volte accade, dopo il punto più alto arriva tragicamente quello più basso. Per Mark questo succede proprio durante la sua memorabile esperienza a Wimbledon nel 2016: suo figlio Alex si toglie la vita a 34 anni. Alex Kuhn era reduce da un paio di mesi complicati, nonostante avesse avuto un ruolo importante, come consigliere comunale, nella chiusura di una fabbrica di maiali che minacciava di avere un impatto negativo sull’ecosistema della zona. Stava seguendo delle terapie per combattere l’ansia, e suo papà Mark ne era a conoscenza, ma non avrebbe mai immaginato che sarebbe potuto arrivare a tanto.

Per superare il dolore della sua scomparsa e per onorarne la memoria, Kuhn realizza uno degli ultimi sogni del figlio: sostituire i semi del campo con gli stessi utilizzati per far crescere l’erba del centrale di Wimbledon, i semi del loglio perenne. In più crea la fondazione ‘Alex J. Kuhn’, destinata a raccogliere fondi in favore della lotta contro le malattie mentali e la depressione.

Non è l’unico nuovo inizio per l’AILTC. La tennista statunitense Madison Keys, originaria dell’Iowa, si è interessata alla vicenda e prenderà parte a un torneo di beneficenza (senza spettatori) che si terrà presso il Club il 31 luglio e l’1 agosto.

Olivia Sub / The Register

Vi starete domandando se, passando per Charles City, sia possibile scambiare due colpi sul campo che ‘mima’ il centrale di Wimbledon nel bel mezzo dell’Iowa rurale. La risposta è sì. Kuhn non accetta soldi per la prenotazione dei campi, ma solamente donazioni. Sarà creata a breve la All Iowa Lawn Tennis Foundation, che raccoglierà queste donazioni e si impegnerà nella promozione del tennis su erba e delle iniziative sociali in Iowa.

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