Roma, il miglior torneo dell’anno. Solo sulla carta? – Ubitennis

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Roma, il miglior torneo dell’anno. Solo sulla carta?

ROMA – Nessun torneo ATP sin qui aveva avuto 18 dei primi 20 giocatori del ranking ai nastri di partenza. Nadal deve vincere per tornare nr.1 (domani cederà lo scettro a Federer)

Stefano Tarantino

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Da Roma Carlo Carnevale e Stefano Tarantino

La 75° edizione del torneo ATP di Roma presenta un campo di partenti di primissimo ordine. Nessun torneo quest’anno infatti aveva visto ai nastri di partenza ben 18 dei primi 20 dell’ultima classifica ATP

Non c’è dubbio che il favorito sia Rafa Nadal, che quest’anno ha un bilancio sulla terra di ben 30 set vinti ed appena 2 persi (quelli con Thiem a Madrid naturalmente) in questa stagione e che è 14-1 come bilancio vinte-perse. Due i cenni statistici degni di rilievo sullo spagnolo. Deve vincere Roma per tornare nr.1 del ranking (sarebbe la sesta volta) dopo che la sconfitta nei quarti a Madrid gli farà perdere lo scettro a favore di Federer da domani. Ed inoltre Rafa non riesce a vincere Roma dal 2013, unico torneo sulla terra dove non ha vinto un titolo per 4 anni consecutivi. Rafa infatti ha perso in finale nel 2014 contro Djokovic e poi sempre nei quarti nel 2015, 2016 e 2017.

 

Proveranno a dare segnali di vita Nole Djokovic (appena 6-6 quest’anno nel circuito) e Stan Wawrinka (appena 7 match giocati causa infortunio al ginocchio che lo tormenta da un bel po’), ma onestamente crediamo che i principali alter ego potrebbero essere Alexander Zverev, Dominic Thiem e Juan Martin del Potro. Il tedesco è il campione in carica e sulla terra sta facendo sfracelli, visto che ha vinto Monaco ed è in finale a Madrid. Thiem che aveva battuto l’anno scorso a Roma Nadal si è ripetuto come sappiamo a Madrid, avendo così l’onore di aver raggiunto Nole Djokovic (7 volte) e Gaston Gaudio (3) come tennisti che hanno battuto almeno tre volte lo spagnolo sulla sua superficie favorita.

Per quanto riguarda del Potro, l’argentino non raggiunge una semifinale sulla terra dal Masters Series di Madrid 2012, ha il gioco e le potenzialità per arrivare fino in fondo, ma Coric e Goffin sulla sua strada non saranno avversari teneri. Infine occhio ai due “giganti” del circuito, Isner e Anderson, sempre mine vaganti, anche se sulla terra i loro colpi perdono un minimo di efficacia. Ma il loro 2018 è di tutto rispetto, l’americano ha vinto Miami, il sudafricano è arrivato in semifinale a Madrid. Ultimo cenno statistico, i fratelli Bryan che ad aprile hanno compiuto 40 anni, diverranno i più vecchi nr.1 nella specialità dal 1976 se dovessero vincere Madrid. Ma se fallissero in Spagna avrebbero comunque una seconda chance a Roma in caso di vittoria, facendo così registrare l’ennesimo record di una carriera di altissimo livello.

Il torneo maschile parte già oggi con ben 5 incontri, tra i quali spiccano Wawrinka-Johnson, Ferrer-Sock ed il nostro Sonego alla prova Mannarino.

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Australian Open

Australian Open: Zverev costretto al quinto, Djokovic doma Tsonga

Il tedesco si fa rimontare due set da Chardy, che poi crolla in quello decisivo. Dura tre set la rivincita della finale 2008, con Djokovic che chiude dopo mezzanotte

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Thiem a mezzo servizio non basta. Esce anche Wawrinka

NOLE COME 11 ANNI FA – Nella riedizione della finale del 2008, Novak Djokovic supera in tre set Jo-Wilfried Tsonga facendo vedere una volta di più le capacità da uomo di gomma che hanno ridefinito il “mandare di là una palla in più” e, a sorpresa, un dritto che è sembrato spesso particolarmente incisivo, al netto della mobilità non propriamente eccelsa dell’antagonista. Dopo Khachanov e Sascha Zverev a fine 2018, come battere questo Nole è stato mostrato anche da Bautista Agut due settimane fa a Doha: palleggio a ritmo alto su entrambi i lati aspettando l’occasione per mettere i piedi in campo e cercare il punto, con il conforto dell’approccio avversario eccessivamente difensivista e del micidiale rovescio lungolinea che è quasi un ricordo.

Non sono però le caratteristiche di Tsonga che, non certo al meglio dal punto di vista atletico né all’altezza sul lato sinistro, deve allora cercare di abbreviare gli scambi, magari con qualche variazione, e fare affidamento sul servizio – ma la risposta di Djokovic è puntuale come al solito – e sul drittone che rischia così di andare fuori giri. Partenza francese subito in salita, con l’illusione che possa esserci partita durata solo lo spazio del contro-break al quinto gioco, perché il numero uno del mondo si riprende il maltolto e si dirige senza problemi verso il 6-3.

 

Il secondo parziale offre finalmente begli scambi e qualche emozione in più, con Tsonga che incendia il pubblico scodellando un dritto di fianco al palo della rete raggiungendo una controsmorzata incrociata e si crea subito una possibilità sul servizio serbo; se però è lui a cedere la battuta su un dritto al volo sbagliato per direzione ed esecuzione, lotta generosamente e riagguanta il set sul 5 pari, salvo poi cederlo con il rammarico di uno smash alla Basilashvili. Nessuna novità tattica nella terza frazione, con Nole che lancia un urlo in serbo verso la tribuna (unico episodio sopra le righe), ma che soprattutto non si arrende su nessuna palla e viene premiato prendendosi il break al quinto gioco nonostante i primi tre punti messi a segno da Tsonga; sul 5-4, serve mantenendo l’attenzione che gli era mancata sullo stesso punteggio della seconda partita, e stringe la mano di Jo- Wilfried dopo poco più di due ore. Al prossimo turno, lo aspetta la sfida inedita contro Denis Shapovalov, anch’egli autore finora di un percorso netto.

PROVACI ANCORA SASCHA – Occhi puntati su Sascha Zverev in questo Australian Open. Sarà la volta buona per portare a casa il primo major? Impresa difficilissima, cela va sans dire… ma, dopo lo straordinario risultato alle ATP Finals, ora ci si aspetta che il 21enne tedesco riesca a portarsi almeno tra i primi quattro nel draw di Melbourne; finora negli slam Sascha ha raccolto soltanto un quarto di finale al Roland Garros l’anno scorso. Intanto quest’oggi, contro il n. 36 del ranking Jérémy Chardy, Alexander ha dovuto lottare non poco per accedere al terzo turno. Il francese infatti gli ha dato un gran filo da torcere, costringendolo al quinto set in un match dai tre volti. Alla fine le gerarchie vengono rispettate e, dopo una battaglia di 3 ore e 46 minuti, il pupillo di Ivan Lendl viene a capo di un incontro complicato con il punteggio di 7-6(5) 6-4 5-7 6-7(6) 6-1 anche grazie a un crollo fisico e mentale di Chardy nel set decisivo.

AVVIO SOLIDO PER SASCHA – Parte con il piede sull’acceleratore Sascha Zverev che si assicura il break ad inizio match per poi allungare ancora le distanze sul 4-1. Ma il francese non si lascia intimidire e recupera terreno, dimostrandosi sempre più fiducioso e centrato. Nonostante un set point sul 6-5, Sascha è costretto a disputare il tIE-break che, alla fine, fa suo per 7 punti a 5. Nel secondo parziale, il tedesco riesce ancora ad alzare il livello e si porta sul 4-2. Ma Chardy gli tiene testa; aiutandosi soprattutto con il servizio, riduce il gap e gli si avvicina sul 4-5. Ecco che il francese ottiene una palla break sul 4-5 che, però, viene annullata da Zverev che, ancora una volta, nel momento topico, fa partire dalle proprie corde una soluzione vincente. L’ace è una di queste e anche il secondo set è suo per 6 giochi a 4.

L’OFFENSIVA DI CHARDY – Nella terza frazione il francese continua a dimostrarsi coriaceo e, per la prima volta nell’incontro, riesce a strappare il servizio all’avversario, salendo 4-2. Ma ecco che, recuperando da 0-30 e con una mobilità straordinaria, Zverev si difende alla grande e infligge il controbreak a Chardy con uno dei più bei punti del match. Il tedesco continua a spingere e, dopo un breve momento di distrazione, ora domina nuovamente il campo, pareggiando i conti sul 4-4. Chardy continua a produrre cose egregie e, aiutato da un secondo grave, fatale (almeno per ora) passaggio a vuoto di Zverev, si procura ben due set point. Spreca il primo a causa di un servizio vincente dell’avversario ma, al secondo, grazie al terzo errore di dritto del tedesco, Jérémy intasca il quarto parziale per 7-5.

Il quarto set comincia all’insegna dell’equilibrio. Zverev continua a muoversi benissimo in campo, sfoderando un altro rocambolesco passante, per poi beffare l’avversario con il gioco di fino a rete. Sul 3-3, Sascha ha due breakpoint, il primo lo getta alle ortiche e il secondo gli viene annullato da Chardy con un dritto vincente. Ce n’è un terzo per il tedesco, annullato ancora da un battagliero Jérémy, che si salva anche sulla quarta palla break, complice uno Zverev davvero troppo distratto e agitato nei momenti di tensione. Alla fine, dopo uno sfiancante testa a testa, il francese resta aggrappato al match salendo 4-3. Zverev continua a mostrare segnali di nervosismo commettendo due malaugurati doppi falli ma riesce comunque ad assicurarsi il pareggio sul 4-4 e sul 5-5.

Sul 6-5 Chardy, questi ottiene due setpoint grazie a due sanguinosi gratuiti di Zverev. Il tedesco li salva entrambi con lo smash ma il transalpino attacca ancora procurandosene un terzo. Ma questa volta lo sprecone è lo stesso Jérémy che caccia a rete il rovescio. Ed ecco che dopo aver rischiato tre volte di andare al quinto set, Zverev si assicura il tie-break. Chardy sembra sempre più in fiducia, sorprendendo l’avversario sul 4-2 e poi sul 5-3. Il n. 4 del mondo, nel momento più delicato della partita, mette a segno tre punti di fila e si procura il primo matchpoint. È un attimo. L’occasione sfuma malamente. Chardy ne approfitta e, alla quarta opportunità per allungare il match al quinto, chiude il tie-break per 7 punti a 5.

TUTTO DA RIFARE – Saprà ora Zverev tenere lontani i fantasmi del basso rendimento negli slam? Per ora sembra proprio di sì perché in avvio di quinto set stordisce l’avversario con un rapido e inappuntabile 3-0. Un notevole aiuto gli giunge dallo stesso Chardy che subisce un prevedibile e repentino calo di tensione dopo il grande sforzo fornito nel match. Non c’è più partita. Sascha affonda quel che resta di Jérémy infliggendogli un impietoso 6-1. Con lo score di 7-6(5) 6-4 5-7 6-7(6) 6-1 il giovane Zverev approda al terzo round a Melbourne; un’occasione ghiotta visto che ora lo attende la sorpresa del giorno, la wild card australiana Alex Bolt, n. 155 ATP. Ma Sascha dovrà far prova di accortezza e sangue freddo poiché il 26enne Aussie è riuscito comunque a venire a capo in cinque set del sempre temibile e talentuoso Gilles Simon.

a cura di Michelangelo Sottili e Laura Guidobaldi 

Risultati:

[8] K. Nishikori b. I. Karlovic 6-3 7-6(6) 5-7 5-7 7-6(7)
[11] B. Coric b. M. Fucsovics 6-4 6-3 6-4
[23] P. Carreno Busta b. I. Ivashka 6-2 6-3 7-6(7)
J. Sousa b. [32] P. Kohlschreiber 7-5 4-6 7-6(4) 5-7 6-4
[16] M. Raonic b. S. Wawrinka 6-7(4) 7-6(6) 7-6(11) 7-6(5)
[21] D. Goffin b. Marius Copil 5-6 7-5 6-2 6-4
F. Krajinovic b. E. Donskoy 6-4 7-6(8) 7-6(2)
[12] F. Fognini b. L. Mayer 7-6(3) 6-3 7-6(5)
P.H. Herbert b. [24] H. Chung 6-2 1-6 6-2 6-4
[15] D. Medvedev b. R. Harrison 6-3 6-3 6-3
[25] D. Shapovalov b. T. Daniel 6-3 7-6(2) 6-3
[WC] A. Popyrin b. [7] D. Thiem 7-5 6-4 2-0 rit.
[28] L. Pouille b. M. Marterer 7-6(8) 7-6(8) 5-7 6-4
[WC] A. Bolt b. [29] G. Simon 2-6 6-4 4-6 7-6(8) 6-4
[4] A. Zverev b. J. Chardy 7-6(5) 6-4 5-7 6-7(6) 6-1
[1] N. Djokovic b. [WC] J.W. Tsonga 6-3 7-5 6-4

Il tabellone maschile

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Australian Open

Australian Open: Thiem a mezzo servizio non basta. Esce anche Wawrinka

Thiem è il terzo top 10 ad abbandonare il torneo: si ritira nel terzo set contro il diciannovenne australiano Popyrin. Un ottimo Raonic elimina Wawrinka, Nishikori si salva ancora in cinque set

Vanni Gibertini

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Dominic Thiem - Australian Open 2019 (via Twitter, @AustralianOpen)

da Melbourne, il nostro inviato

ADIEU DOMINIC Un problema fisico costringe Dominic Thiem, settima testa di serie, a ritirarsi sotto di due set e 0-2 nel terzo contro Alexei Popyrin, diciannovenne australiano n. 149 ATP, alla terza vittoria in carriera nel circuito maggiore. Alto 196 cm, servizio e dritto che fanno male, “Pop” mette in campo anche un atteggiamento tranquillo grazie al quale – oltre a staccarsi nettamente rispetto a diversi suoi connazionali del Tour – gioca in maniera relativamente ordinata. L’inizio è equilibrato ma, dopo non aver concretizzato le occasioni negli ultimi due turni di risposta, Thiem sfascia la racchetta e regala il primo set al dodicesimo game. La reazione eccessiva, i 14 punti consecutivi persi, la velocità ridotta del servizio, il dritto meno arrabbiato e il ricorso qualche soluzione tattica per lui inusuale fanno pensare che ci sia qualche problema.

Mentre continua in qualche modo salvare il proprio servizio con la complicità di un Popyrin non abbastanza cattivo, Dominic fa due chiacchiere con il fisioterapista che gli porge una pasticca, forse (dovrebbe sperare l’austriaco) uguale a quella assunta da Del Potro quando gli rimontò due set allo US Open 2017. Supportato dal pubblico amico, Alexei, non abbastanza distratto dalle condizioni dell’avversario da rischiare qualcosa in battuta, approfitta finalmente delle rimesse in campo di Thiem per infilare cinque punti consecutivi in risposta e chiudere il secondo set 6-4. Un altro paio di giochi e Dominic dice che può bastare così. Per lui, che non era sembrato in buonissime condizioni già nel quinto set contro Benoit Paire due giorni prima, un’altra delusione a livello Slam fuori dall’amata terra battuta. Per Popyrin, il best ranking e il terzo turno contro il vincente fra Pouille e Marterer.

 

NISHIKORI NE GIOCA ALTRI 5 – Nervi d’acciaio. Più di qualsiasi dritto, rovescio o gioco di piedi, sono questi l’ingrediente principe quando si compone la ricetta perfetta contro i big server. La consapevolezza di dover rimanere concentrati quasi quattro ore, come capitato a Kei Nishikori oggi, e comunque vincere un incontro su una manciata di punti resistendo a cinquantanove ace. Figurarsi contro il big server per eccellenza, Ivo Karlovic, peraltro caldissimo e reduce dalla finale persa con match point a Pune contro Kevin Anderson. Nishikori dimostra un’attenzione fuori dalla norma quando vola due set a zero, sfruttando l’unica palla break avuta nel primo e curando chirurgicamente la risposta nel tie-break del secondo. Una pausa per pioggia abbozzata, poi lisci fino al finale dei due parziali successivi, dove il watusso croato aggredisce all’ultimo respiro girandosi sul dritto appena può, e in un attimo si va al quinto. Tatticamente, come prevedibile, non ci sono grandi dettagli da raccontare.

Il set decisivo quasi regala l’emozione che avrebbe annichilito il folto gruppetto di giapponesi in maglietta fluo ordinatamente disposti sugli spalti: Nishikori recupera da 0-40 nel nono gioco e resiste fino al neonato super tie-break a dieci punti. Un’autentica partita a dama, risolta spingendo dal lato dal rovescio e scalfendo la consueta muraglia eretta a rete dall’avversario. È il secondo match consecutivo che Nishikori vince in cinque set, dopo il ritiro di Kamil Majchrzak al primo turno. Per sua fortuna il prossimo avversario, Joao Sousa, ha ben pensato di presentarsi all’appuntamento nelle stesse condizioni: dopo i cinque set con Pella, anche Kohlschreiber gli ha imposto la lunga distanza senza poter fare di più. Settimo terzo turno Slam per il portoghese, che allo US Open ha anche giocato il suo primo ottavo di finale.

FUORI WAWRINKA – L’urna non era stata certo clemente con Wawrinka, piazzandogli subito di fronte Gulbis, ma la buona sorte lo aveva parzialmente risarcito con l’infortunio occorso al lettone dopo un set e mezzo. Contro Raonic, in una partita composta di soli tie-break, nessuna mano amica, anzi, semmai le bastonate severe e infine letali del canadese: 84 vincenti col marchio della foglia d’acero di cui 39 ace hanno rispedito a casa un buon Wawrinka, che per poco non è riuscito a regalare agli spettatori della Rod Laver Arena – che dal 4-4 del terzo set sono stati stipati sotto il tetto causa pioggia – un quinto set che avrebbe meritato per la qualità del gioco espresso ma non per l’attitudine. Lo svizzero si è mosso bene, concludendo l’incontro con un bilancio ampiamente positivo – 66 vincenti e appena 29 errori – ma ha lasciato gli occhi della tigre nel borsone quando si è trattato dei punti veramente decisivi. Non tanto in occasione dei tre set point nel tie-break del terzo set, quando ha potuto appena mettere la racchetta sul servizio avversario, quanto per il dritto fiacco che ha regalato a Raonic il mini-break decisivo per portarsi avanti 2 set a 1.

Ancora meno perdonabile, forse, l’atteggiamento passivo con il quale Wawrinka ha servito per vincere il quarto set. Conquistato il secondo break della partita con uno splendido game di risposta, sul 5-3 si è lasciato aggredire senza imporre alcuna intensità allo scambio. Raonic ha restituito il break al suo avversario, attaccando con ogni colpo utile alla causa, per poi accogliere al tie-break un altro dritto incauto del suo avversario, questa volta inside out e soprattutto coincidente col primo e unico match point. Wawrinka bello a metà, Raonic pienamente convincente: tonico, servizio vario e preciso, aggressione costante e proficua della rete. Difficilmente Herbert gli darà fastidio al prossimo turno, all’orizzonte c’è l’ottavo con Zverev, se il tedeschino farà il suo dovere.

GLI ALTRI INCONTRI – Prosegue l’anonimato di Chung, che vince appena un set contro un Herbert sempre più (anche) singolarista. In estrema scioltezza gli altri under 23 impegnati, da Coric – che vince da ragioniere contro Fucsovics – passando per Shapovalov, che soffre un solo set con il giapponese atipico Daniel, a Medvedev che innervosisce Harrison a tal punto da fargli accartocciare una racchetta. Al canadese toccherà uno tra Djokovic e Tsonga, e c’è da scommettere che sarà in poltrona per il match di fine programma, mentre Medvedev – che orbita appena più sotto nel tabellone – affronterà Goffin in uno dei terzi turni dal pronostico più difficile. Il belga non è partito benissimo con Copil ma ha rimontato, senza però convincere del tutto. Classifica e stato di forma dicono che a centrare l’ottavo con Djokovic – Tsonga e Shapovalov permettendo – dovrebbe essere il russo.

hanno collaborato Carlo Carnevale, Michelangelo Sottili e Alessandro Stella

Risultati:

[8] K. Nishikori b. I. Karlovic 6-3 7-6(6) 5-7 5-7 7-6(7)
[11] B. Coric b. M. Fucsovics 6-4 6-3 6-4
[23] P. Carreno Busta b. I. Ivashka 6-2 6-3 7-6(7)
J. Sousa b. [32] P. Kohlschreiber 7-5 4-6 7-6(4) 5-7 6-4
[16] M. Raonic b. S. Wawrinka 6-7(4) 7-6(6) 7-6(11) 7-6(5)
[21] D. Goffin b. Marius Copil 5-6 7-5 6-2 6-4
F. Krajinovic b. E. Donskoy 6-4 7-6(8) 7-6(2)
[12] F. Fognini b. L. Mayer 7-6(3) 6-3 7-6(5)
P.H. Herbert b. [24] H. Chung 6-2 1-6 6-2 6-4
[28] L. Pouille b. M. Marterer 7-6(8) 7-6(8) 5-7 6-4
[15] D. Medvedev b. R. Harrison 6-3 6-3 6-3
[25] D. Shapovalov b. T. Daniel 6-3 7-6(2) 6-3
[WC] A. Bolt b. [29] G. Simon 2-6 6-4 4-6 7-6(8) 6-4
[WC] A. Popyrin b. [7] D. Thiem 7-5 6-4 2-0
[4] A. Zverev b. J. Chardy 7-6(5) 6-4 5-7 6-7(6) 6-1
[1] N. Djokovic b. [WC] J.W. Tsonga 6-3 7-5 6-4

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Australian Open

Australian Open: Halep, pericolo scampato. Serena stoppa Bouchard

MELBOURNE – Williams lascia appena quattro giochi per strada, prossimo turno contro Yastremska. La n.1 soffre tantissimo contro Kenin (avanti di un break nel terzo set). La forma non convince. Muguruza chiude alle 03:12

Luca Baldissera

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Simona Halep - Australian Open 2019 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

da Melbourne, il nostro inviato

SERENA, BRICIOLE A BOUCHARD – Attualmente, la canadese Eugenie Bouchard è probabilmente il miglior esempio di cosa significhi essere una grandissima colpitrice di palle, ma non abbastanza una giocatrice di tennis. “Genie”, dal punto di vista strettamente tecnico, è un autentico spettacolo: accelerazione della palla perfetta, splendida velocità della testa della racchetta, grande fluidità nel trasferimento del peso, tutto insomma. Però il tennis non è fatto solo di pallate dritto per dritto, e la visione geometrica, in particolare degli angoli stretti, è fondamentale per avere la possibilità di aprirsi gli spazi dove affondare i prediletti lungolinea. Non so se vengano compilate, con la tecnologia Hawk-Eye, statistiche sulle distanze percorse in campo dai giocatori, come spesso si vede fare nelle analisi delle partite di calcio. Ma sarei pronto a scommettere che Bouchard risulterebbe come una tra quelle che alle avversarie fa fare meno metri di tutte.

Lo “strettino”, dritto o rovescio che sia, Genie proprio non lo ha a livello di istinto. Quando davanti hai una come Serena Williams, se vuoi avere una possibilità di salvarti dal bombardamento, devi spostarla, soprattutto con i cross di dritto (che è il modo in cui Naomi Osaka l’ha surclassata in finale a New York). A botte centrali non se ne esce mai. Il 6-2 6-2 con cui la statunitense rimanda a scuola di tattica e strategia la malcapitata Genie, forse, potrebbe essere alla fine molto utile alla canadese, nell’ottica di un futuro salto di qualità che possa riportarla ai grandi livelli del 2014, sempre che la finalista di Wimbledon di quell’anno (più semi qui a Melbourne e al Roland Garros, tanta roba) sappia trarne le indicazioni giuste. L’unica situazione di gioco in cui le super-accelerazioni semipiatte di Bouchard pagano i dividendi giusti rispetto ai rischi corsi è la risposta al servizio, ovviamente alla seconda palla (e nel caso di Serena, nemmeno sempre).

 

Serena Williams – Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Con l’avversaria alla battuta che necessariamente parte da una posizione fissa, la “finestra” dove piazzare la legnata lungoriga ce l’hai aperta per forza di cose, e Genie è riuscita a fare diversi punti vincenti così all’inizio della partita. Ma se iniziava lo scambio, Williams si prendeva ogni volta il centro del campo, come un pugile, e per la canadese non c’era scampo. I due game conquistati nel primo set da Bouchard sono stati break, infatti, mentre nel secondo la statunitense ha aggiustato le percentuali delle prime palle, e la vicenda si è rapidamente avviata alla conclusione. 10 vincenti, 18 errori Genie, 20-17 Serena, siamo a una categoria abbondante di differenza. Fisicamente, Williams è sempre più vicina alla forma migliore, al terzo turno avrà la giovane ucraina Dayana Yastremska, nessun precedente. Ma tra lei e il 24esimo Slam possono mettersi con concrete possibilità di successo solo una gran Kerber, una giovane “spaccatutto” quale Osaka o Sabalenka, o chissà, magari una Kvitova in stato di grazia. Sarà interessante vedere cosa succederà dai quarti di finale in poi.

RISCHIO HALEP, ORA VENUS – Continua il torneo pieno di insidie per la numero 1 del mondo Simona Halep, costretta a restare in campo per 2 ore e 31 minuti contro una caparbia Sofia Kenin. La 20enne americana, dopo esser rientrata in partita vincendo il secondo set al tie-break, nel terzo è anche passata in vantaggio di un break servendo in vantaggio 4-3. La romena, in difficoltà fisiche evidenti, ha subito i cambi di ritmo della sua avversaria che spesso prendeva il controllo degli scambi con il rovescio, non disdegnando la smorzata, e nel finale una sua vittoria sembrava ormai cosa fatta. Nel momento decisivo tuttavia Kenin ha iniziato a sentire la pressione e il vantaggio faticosamente acquisito è svanito in un attimo, facendole mancare l’appuntamento con la prima vittoria in carriera su una top 5.

Halep ha chiuso con una striscia di quattro game impeccabili limitando l’esuberanza dell’avversaria, al prossimo turno farà un bel balzo generazionale: dopo una classe ’98 troverà una classe ’80, Venus WilliamsPer la quarta volta in carriera Venus Williams ha incrociato Alizé Cornet in uno Slam e per la quarta volta ne è uscita vincitrice. La francese, messa in difficoltà dalla profondità dei colpi di Venus, è riuscita comunque a spingerla fino al terzo set, trasformando il match in una sfida agguerritissima con tanti duelli a rete. Nel set decisivo, nonostante i dieci anni di differenza, ad avere ancora un po’ di energie residue è stata Venus, che è partita subito forte senza farsi più raggiungere da una Cornet che ha dato davvero tutto, non riuscendo tuttavia ad evitare il bagel finale.

PRONOSTICI RISPETTATI – Poche sorprese negli altri match, con le teste di serie che rispettano il pronostico e vanno a incrociarsi al terzo turno. Sul cammino della brillantissima Giorgi di questi giorni ci sarà Karolina Pliskova, protagonista di un inizio di stagione fin qui convincente. La numero otto del mondo risale impetuosamente da un set di svantaggio contro Madison Brangle, lasciando alla statunitense appena un game nei due parziali successivi (spinta da sette ace a zero). Percorso netto anche per Naomi Osaka, che in un’oretta dà un comodo 6-2 6-4 alla coetanea slovena Zidansek (entrambe ventunenni) senza farla mai entrare in partita.

La campionessa in carica dello US Open se la vedrà con Su-Wei Hsieh, avanti in due set su Laura Siegemund e capace un anno fa di spingersi fino agli ottavi (venne eliminata da Kerber). A rinfoltire la pattuglia asiatica al terzo turno ci pensano le cinesi: Qiang Wang (21 del seeding) lascia appena cinque giochi ad Aleksandra Krunic, Shuai Zhang suda invece per quasi un’ora e mezza ma viene a capo di Kristina Pliskova che ha subito il break proprio quando serviva per il secondo set. Prossima avversaria di Wang sarà Anastasia Sevastova, protagonista di uno dei match più combattuti. La lettone è arrivata al terzo set per domare Bianca Andreescu, con la giovanissima canadese che si è sciolta al servizio sui punti decisivi (doppio break nel finale).

Per Zhang il prossimo ostacolo sarà Elina Svitolina, molto convincente nel chiudere i conti in due set su Viktoria Kuzmova già battuta al Roland Garros. Uno dei sedicesimi più interessanti vedrà di fronte Elise Mertens e Madison Keys, che se lo sono conquistato eliminando due russe. La belga ha sofferto solo nel secondo set contro Margarita Gasparyan, mentre la statunitense – ai quarti l’anno scorso – ha domato l’esuberanza di Anastasia Potapova. Continua a convincere anche Timea Bacsinszky che supera in due set Natalia Vikhlyantseva e si spinge per la prima volta così avanti nello Slam di inizio stagione.

Mentre lo scorso anno perdeva al secondo turno di qualificazioni con Dulgheru, adesso Dayana Yastremska è al terzo turno del tabellone principale grazie alla vittoria in tre set Carla Suarez Navarro. La spagnola è stata subissata di vincenti (32 a 12) e solo nel secondo set è riuscita a trovare un po’ di respiro, salvo poi crollare di nuovo sotto le bordate della 18enne ucraina, che per lo stile e per il gioco ricorda molto Sabalenka. Adesso per Yatremska (unica millennial rimasta in gara con Anisimova) ci sarà Serena Williams.

MUGU STENDE KONTA  A mezzanotte e mezza scendono in campo le ultime due tenniste della giornata: per la quarta volta in carriera si affrontano Garbine Muguruza e Johanna Konta e come negli altri precedenti, è stato necessario ricorrere al terzo set. Per tutto l’incontro si è tenuto un livello di gioco elevatissimo dove il servizio è stato a dir poco dominante; ci sono stati infatti solamente due break, entrambi in favore di Muguruza, nel primo e nell’ultimo game del match. Le due giocatrici sono estremamente intelligenti tatticamente, con la spagnola che ha una maggior propensione al gioco offensivo. Proprio questo suo atteggiamento, evidente sin dal primo colpo in uscita dal servizio, le ha permesso di vincere il primo set con un solo break conquistato in apertura. La sua ottima prestazione al servizio (2 palle break concesse in tutto il match) le ha permesso di tenere sempre lontana la britannica. Perso il primo parziale per 6-3, Konta tuttavia è sempre rimasta solida, e giunta senza problemi al tie-break, con un paio di ottime risposte ha pareggiato i conti. Nel set decisivo, nonostante l’evidente stanchezza, lo spettacolo non è mancato e Garbine, che tentava l’affondo ad ogni occasione, solo nel dodicesimo game ha regolato l’avversaria per 7-5.

Hanno collaborato Pietro Scognamiglio e Paolo Di Lorito

Risultati:

[13] A. Sevastova b. [Q] B. Andreescu 6-3 3-6 6-2
[27] C. Giorgi b. [Q] I. Swiatek 6-2 6-0
[7] Ka. Pliskova b. M. Brengle 4-6 6-1 6-0
[21] Q. Wang b. A. Krunic 6-2 6-3
[6] E. Svitolina b. V. Kuzmova 6-4 6-1
[17] M. Keys b. A. Potapova 6-3 6-4
[12] E. Mertens b. M. Gasparyan 6-1 7-5
[28] S.W. Hsieh b. L. Siegemund 6-3 6-4
T. Bacsinszky b. [Q] N. Vikhlyantseva 6-2 7-5
[4] N. Osaka b. T. Zidansek 6-2 6-4
S. Zhang b. Kr. Pliskova 6-3 7-5
V. Williams b. A. Cornet 6-3 4-6 6-0
[1] S. Halep b. S. Kenin 6-3 6-7(5) 6-4
D. Yastremska b. [23] C. Suárez Navarro 6-3 3-6 6-1
[16] S. Williams b. E. Bouchard 6-2 6-2
[18] G. Muguruza b. J. Konta 6-4 6-7(3) 7-5

Il tabellone femminile

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