Le big soffrono poco a Birmingham: ottima Kvitova – Ubitennis

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Le big soffrono poco a Birmingham: ottima Kvitova

Giornata tutto sommato tranquilla al Nature Valley Classic: cadono solo Mertens e Vandeweghe. Kasatkina e Svitolina lascia un set, Konta ancora sconfitta

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LE BIG – Petra Kvitova, campionessa in carica, supera in due set Johanna Konta, fresca (e polemica) finalista in quel di Nottingham. Dopo aver incamerato il primo set con un 6-3 tutt’altro che agevole, una Kvitova poco costante sembra non riuscire a sorpassare nel secondo. Ci pensa allora Konta che, con due doppi falli consecutivi sul 30 pari del nono gioco, manda l’avversaria a servire per il match: Petra non si lascia sfuggire l’occasione e chiude alla prima opportunità. Al prossimo turno, l’attende Daria Gavrilova che l’ha già battuta due volte su tre sfide.

Piedi vicini alla riga di fondo (se non dentro) a dettare il ritmo asfissiante dello scambio e Garbiñe Muguruza ha facilmente la meglio su Anastasia Pavlyuchenkova. La russa riesce anche a non perdere campo, ma la potenza e la continuità dei colpi di Garbiñe finiscono con il mandarla fuori giri. Dopo il 6-1 in trenta minuti, i suggerimenti del coach di Anastasia hanno il solo effetto di farle vincere un gioco in più. Insomma, una vittoria (la venticinquesima sull’erba) più che convincente per chi si appresta a difendere il titolo di Wimbledon.

Esordio stagionale sull’erba vincente per Elina Svitolina e Daria Kasatkina, due protagoniste del circuito ma non esattamente erbivore provette. Non a caso, infatti, lasciano entrambe un set, rispettivamente a Donna Vekic e a Kristyna Pliskova. Se il risultato di Elina non è mai stato veramente in discussione, la vittoria di Daria si è rivelata particolarmente sofferta. Basta una sola palla break, al secondo gioco, e la Pliskova minore va in vantaggio di un set. La seconda partita è altalenante, con una prima reazione di Kasatkina che, complici troppi gratuiti, manca due opportunità per il 5-2 e lascia via libera a Pliskova che, servendo per il match, fronteggia una palla break su cui cerca un contropiede inesistente; Daria ringrazia e piazza lo strappo decisivo. Nel terzo, Pliskova fallisce ancora quando si tratta di servire per restare in partita e Kasatkina si guadagna il secondo turno contro Tsurenko.

 

LE CADUTE – Elise Mertens non sfrutta tre match point nel secondo set per poi subire un perentorio 6-1 nella partita finale contro la qualificata slovena Dalila Jakupovic. Con Elise sempre troppo timida al momento di chiudere, Jakupovic annulla una prima palla del match rispondendo sul 3-5 e un altro al game successivo. Poi, con una gran difesa che culmina in un incredibile passante di rovescio sullo smash belga, Dalila evita il 15-40 al dodicesimo gioco e ripara al TB che si aggiudica annullando il terzo match point. L’MTO che Mertens chiede per farsi trattare la base della schiena a due giochi dal termine non la salva dalla sconfitta che, puntuale, arriva dopo due giochi. Così come nulla ha potuto salvare dalla disfatta Coco Vandeweghe, una che può accendere e – soprattutto – spegnere la corrente con semplicità disarmante. Oggi a darle un concreto aiuto è stato il solito tennis elegante e vario di Petra Martic, che non a caso a Wimbledon difenderà gli ottavi di finale.

Michelangelo Sottili

Risultati:

A. Cornet b. E. Makarova 5-7 6-4 6-1
[5] J. Goerges b. M. Sakkari 6-4 6-4
[2/WC] E. Svitolina vs D. Vekic 6-1 3-6 6-1
[Q] D. Jakupovic b.[7] E. Mertens  3-6 7-6(7) 6-1
L. Tsurenko vs [WC] H. Watson 7-6(2)
M. Buzarnescu b. T. Babos 6-3 4-6 6-0
[6] D. Kasatkina b. [Q] Kr. Pliskova 3-6 7-5 6-4
[4] P. Kvitova b. J. Konta 6-3 6-4
P. Martic b. [8] C. Vandeweghe 6-3 6-2
A. Barty b. [Q] O. Dodin 6-4 6-3
[1] G. Muguruza b. A. Pavlyuchenkova 6-1 6-2
B. Strycova B. [Q] J. Brady 3-6 7-5 6-3

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WTA Doha: Mertens rimonta Halep, il quinto titolo è il più prestigioso

La belga recupera un set di svantaggio e conquista il prestigioso titolo in Qatar tornando nelle prime 20 del mondo. Halep rimanda il primo titolo del 2019

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Elise Mertens era già sbocciata una volta, due anni fa, vincendo un torneo dal quale non era riuscita a ritirarsi in tempo. Forse a Doha questo sabato lo ha fatto di nuovo, salendo a un gradino ancora più alto. Forse no, sarà il futuro a dircelo, in ogni caso la ventitreenne belga torna dal Qatar con il primo titolo WTA Premier della carriera, il rientro in top 20 e una serie di vittorie che le serviranno a ricordarsi che può giocarsela, e bene, contro tutte.

Il successo più grande della settimana di Mertens è quello contro Simona Halep, e non soltanto perché è arrivato nel match finale: nei due precedenti contro l’ex numero uno aveva vinto sei game in totale, tre e tre, troppo pochi pure con l’attenuante di averli dovuti giocare “fuori casa”, sulla terra. E anche stavolta, a un certo punto sembrava che Elise fosse destinata a uscire con le ossa rotte. Così non è stato, come testimonia la sua commozione dopo il match point, ma Mertens ha dovuto lottare e soffrire per arrivare a un successo di questa portata.

Se in semifinale contro Angelique Kerber era partita forte, e la sua bravura si era vista al momento di respingere il ritorno dell’avversaria, stavolta Mertens ha dovuto ribaltare lei una situazione di preoccupante svantaggio. Passati i primi game, tutti dominati dalla giocatrice in risposta, Halep aveva preso d’assalto l’incontro e si era fatta via via più straripante, sfondando spesso con il rovescio, che quasi spaccava la palla, e tenendo alla perfezione anche negli scambi più lunghi. Preso il comando dello scambio, non lo restituiva quasi mai: un paio di belle giocate non bastavano a mischiare il mazzo, e dodici punti romeni di fila concludevano perentoriamente il primo set con il punteggio di 6-3. Davanti a un’avversaria che arrivava ruggendo su ogni colpo, e la onnipresente torcida blu-giallo-rossa che faceva baccano per sostenerla, nulla sembrava funzionare. Sul pugnetto di Halep dopo l’ennesimo vincente, la paura di un’altra scoppola per Elise era più viva che mai.

 

L’intervento di coach David Taylor sembrava quasi disperato: “Non devi darle la chance di resettare il punto, quando colpisci e lei sta rincorrendo la palla devi avanzare per provare a chiudere” le ha detto a Mertens. Ha funzionato, e se non sapremo mai quanto di sicuro un po’ sì, perché è evidente come sia riuscita a trasmetterle calma e fiducia. Lei ha impiegato ancora un game e mezzo a metabolizzare i consigli – intanto i punti consecutivi arrivavano a diciotto, e il set si apriva con un altro break di svantaggio – ma poi, finalmente, ha messo tutti e due i piedi nel match. Dopo aver effettuato il contro-break si è presa il tempo di un time out medico fuori dal campo, e quando è tornata è iniziato il nucleo di game di lotta vera. Tante occasioni portano quasi tutti i game ai vantaggi, ma nessuna è quella giusta e per una buona ventina di minuti almeno nessuna delle due avversarie sembra riuscire più a sopraffare l’altra. Finché Mertens non ha breakkato ancora, zittendo con un vincente anche Hawk-Eye che la aveva costretta a ripetere il set point: 6-4 e, per la prima volta, alla pari con Halep.

Purtroppo, a quel punto il match è cambiato ancora. “Purtroppo” perché la settimana, dura per entrambe, si è fatta sentire di colpo sul fisico di Halep, limitandone i movimenti (probabilmente il problema maggiore è stato una vescica al piede destro che, come spesso capita con i piccoli incidenti nello sport, ha reso più conscia nella testa della romena la sensazione di fatica generale). Mancato il contro-break nel secondo game del set, durato una decina di minuti, Halep ha provato a rimanere aggrappata con le unghie e con i denti, ma quando il pareggio è arrivato soltanto per scomparire qualche punto dopo è diventato chiaro che l’inerzia stava ormai spingendo Mertens verso il successo, e che a quest’ultima sarebbe bastato non mollare. Un ultimo errore di rovescio ha consegnato alla belga il Qatar Total Open. Insieme alla coppa, ai punti e ai soldi non vincerà una “terza vita”, ma forse la consapevolezza che la seconda, arrivata per caso e mantenuta con merito, può ancora riservarle sorprese più grandi.

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Focus

Svitolina non è più un rebus per Halep: vola in finale a Doha, affronterà Mertens

Rimettendo in piedi una semifinale praticamente persa, l’ex n. 1 del mondo interrompe la striscia negativa contro l’ucraina. Un’ottima Mertens supera Kerber e guadagna la prima finale in un Premier

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Dall’unica vittoria sulla terra di Parigi due anni fa, annullando match point, Simona Halep non era più riuscita a soffrire tennisticamente Elina Svitolina. L’ucraina aveva dominato tutti i successivi confronti, e sembrava diventata padrona di un match up che, pur privo di una lunga storia o di una qualche minima elettricità personale, si rivelava di volta in volta più complicato per l’ex numero uno mondiale.

La rivalità sembrava destinata a ripetere il proprio verdetto anche a Doha, quando, dopo quasi due ore di braccio di ferro nel vento, anche la semifinale del Qatar Total Open si era piegata in favore di Svitolina: dopo aver risposto al buonissimo primo set di Halep con un ottimo secondo, l’ucraina si era trovata per tre volte a palla break per il 5-1 e servizio. Quello è stato il limite del “sembrava”: dopo venti punti Halep è uscita viva dal game di battuta e Svitolina, forse scioccata, ha perso il suo tennis. Il dritto, che per due set e mezzo aveva contribuito a scambi da fondo ad altissima intensità, e anche il servizio, sono spariti. Trasformata di colpo in una tennista molle e spaventata, Svitolina ha ceduto di schianto. L’incontro si è mantenuto in bilico ancora giusto per qualche minuto, poi Halep ha cancellato anche le proprie scelte sbagliate con strepitosi passanti sulla riga (almeno un paio rischiano di diventare il colpo del torneo) e ha chiuso con cinque giochi consecutivi.

Non ci sarebbe stato corto-circuito dell’una senza meriti dell’altra, però, è chiaro. “Ho promesso a me stessa che non avrei mollato, avevo perso molto male gli ultimi match contro di lei” ha ricordato appunto Halep nell’intervista in campo subito dopo la stretta di mano. La situazione si era messa bene, poi malissimo, ma la vera differenza è che ora la beniamina dell’onnipresente torcida romena non fa più passi indietro nel momento cruciale. Anzi, a Doha ne ha fatto almeno uno importante in avanti: vada come vada la finale – la prima con il nuovo coach Thierry Van Cleemput, scelto dopo aver annunciato di voler trascorrere almeno l’inizio di stagione in solitaria – da lunedì tornerà numero due al mondo. Una posizione più confortevole forse di quella di numero uno, spesso rivelatasi troppo pesante per tante spalle, e che invece, a ripensarci, forse è stata il punto di partenza per la nuova Simona Halep. Quella capace di scrollarsi di dosso la pressione, quando arriva il momento.

 

LA CONSISTENZA DI ELISE – Dopo aver incrociato la sua nemesi recente, Simona contenderà il titolo a Elise Mertens, viceversa affrontata due volte lo scorso anno e battuta sonoramente in entrambe le occasioni sul rosso di Madrid e Parigi. Tutto dovrà fare l’ex numero uno del mondo, però, fuorché sottovalutare la crescita della giocatrice belga. Oggi Elise ha giocato una partita di qualità, oltre che molto brillante sotto il profilo della strategia, contro una Kerber incapace di dar seguito alla sfuriata del secondo set. Col senno di poi, Mertens potrebbe aver scelto di tirare il fiato dopo un ottimo avvio di partita per poi tornare immediatamente a condurre le danze nel terzo, nel quale non ha concesso alcuna occasione di break alla tedesca ed è passata in vantaggio alla seconda occasione con un bel rovescio lungolinea. Lungi dal dare battaglia fino all’ultimo punto, Kerber ha ceduto di schianto pochi minuti più tardi esibendosi in uno sciagurato game di servizio perso a zero. Un servizio tanto deficitario nel set decisivo da consentirle di vincere appena sei punti, due dei quali con la prima di servizio (messa in campo solo cinque volte).

Mertens giocherà la prima finale in un Premier, la quinta complessiva in carriera. Una dimensione nuova per una giocatrice che il salto di qualità l’ha cominciato nella scorsa stagione e ha tutta l’intenzione di portarlo a termine, fregiandosi di una condizione fisica quantomai puntuale. Non sono arrivate a caso due vittorie consecutive contro top 10: prima Bertens ai quarti, poi Kerber in semifinale. Dovesse Halep temere il potere dei proverbi, la finale sarebbe occasione ideale per chiudere il più classico dei ‘non c’è due senza tre’.

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Focus

Halep e Kerber con grinta: a Doha è tennis tenace

Le due favorite messe a dura prova da Goerges e Strycova. Servono i tie-break per arrivare in semifinale, dove se la vedranno con Svitolina e con Mertens, vincitrice su Bertens

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Angelique Kerber - Doha 2019 (foto via Twitter, @QatarTennis)

Halep, Svitolina, Kerber e… Mertens. Le migliori tre del tabellone, più l’intrusa di lusso, regaleranno al Qatar Total Open un weekend finale ad altissimo livello. Nonostante la sua temporanea retrocessione a WTA Premier – ogni anno il torneo scambia il suo posto tra i Premier 5 con quello di Dubai – l’evento femminile di Doha gode, oltre che di una certa importanza economica, anche della sua condizione di unica tappa settimanale del circuito femminile dopo il primo weekend di Fed Cup.

Il Qatar, oltre a molte delle migliori della classe, ha attirato anche la loro voglia di combattere. Specialmente Angelique Kerber e Simona Halep hanno dovuto piegare una resistenza davvero strenua delle rispettive avversarie, andando anche vicine a rischiare l’eliminazione: la tedesca ha rimontato Barbora Strycova, superandola soltanto al tie-break decisivo, mentre la romena ha avuto bisogno per due volte del tredicesimo gioco per spuntarla su Julia Goerges. Due fatiche ben diverse, le loro, simbolo di momenti altrettanto diversi in un inizio di stagione che sembra star rimettendo in palio tantissime piazze importanti nel ranking (in Australia c’è stato un nuovo cambio al vertice, mentre da lunedì prossimo Serena Williams tornerà in top 10). I 470 punti in palio fanno assai gola alle quattro ancora in gara, tutte uscite in anticipo e deluse dagli Australian Open.

Partita godibile per il pubblico ma prestazione a strappi per Halep, numero uno del seeding, messa a durissima prova da Goerges. Dopo un inizio a tutta birra, in cui ha pescato righe su righe, la romena ha dato perfetta dimostrazione dell’osservazione sulla fragilità mentale di tante top player al momento di “incassare” il vantaggio fatta da Olga Savchuk, al suo esordio come commentatrice per WTA TV: avanti di due break nel primo set si è fatta di colpo timorosa, ha trattenuto il braccio e iniziato a compiere scelte differenti senza motivo, sprecando tre set point e facendosi trascinare al tie-break, poi per sua fortuna dominato per 7 punti a 1. Nel secondo set è stata invece lei a rimontare lo svantaggio, cavandosela ancora 7-6 ma con un punteggio molto più tirato, 8-6, grazie a un terribile doppio fallo di Goerges al momento di servire per il pari.

 

Match di crescita più lineare per Kerber, invece, apparsa per la prima mezz’ora lontana dalla famosa “zone”. Sotto di un set, perso con un pesante 6-1, e di un break contro una Strycova centratissima, la mancina tedesca si è scossa tirando un gran vincente di dritto lungolinea e ha cambiato di colpo atteggiamento. Scrollatasi di dosso le sensazioni negative, ha mutato il proprio tennis in una versione più spregiudicata, seppur controllata, e ha restituito il piacere con un 6-2. Lo splendido terzo set, con entrambe finalmente vicine al loro massimo livello, è dovuto alla loro voglia di reagire ai momenti negativi. Lo ha meritato Kerber: mancato un primo match point in risposta, ha rovesciato un iniziale svantaggio nel tie-break, passando la discesa a rete della ceca per poi stavolta chiudere con decisione. (Per lei si tratta del nono tie-break consecutivo vinto.)

In semifinale Kerber affronterà Elise Mertens, passata dal lato di tabellone lasciato vuoto dal ritiro di Karolina Pliskova. La belga ha dimostrato di meritare la fortuna, lasciando appena sette giochi a Kiki Bertens, recente campionessa a San Pietroburgo: cruciali i break in avvio, che le hanno permesso di condurre da 3-0 entrambi i set. Solida anche Elina Svitolina contro la sorpresa Karolina Muchova: la ventiduenne ceca ha retto fino a metà primo set, poi ha reagito al break mostrando un tennis multicolore e un gusto per l’offensiva, ma la tenacia dell’ucraina e la differenza di livello la hanno mantenuta a un margine di distanza.Mi piace come gioca, ha tante variazioni e maniere di vincere i punti” ha detto di lei Svitolina, che affronterà ora Halep. Grazie alle cinque vittorie a Doha – tre nelle qualificazioni – Muchova salirà fino ad appena fuori dalla top 100.

Risultati:

[4/WC] E. Svitolina b. [Q] K. Muchova 6-4 6-2
[3] A. Kerber b. B. Strycova 1-6 6-2 7-6(4)
[1] S. Halep b. [9] J. Goerges 7-6(1) 7-6(8)
E. Mertens b. [5] K. Bertens 6-4 6-3

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