Wimbledon: il terzo set di Anderson salva una finale noiosa

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Wimbledon: il terzo set di Anderson salva una finale noiosa

Presented by BARILLA: McEnroe-Connors era stata peggiore. Welcome back Djokovic, uno Slam meno di Sampras. Camila Giorgi salva l’Italtennis

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Monfils contro… Monfils: Gael ricrea le sue magie

Il funambolico francese è chiamato dall’ATP a replicare i suoi colpi più spettacolari. Come sarà andata?

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A Londra c’è anche lui, anche se non come giocatore. Gael Monfils si è dovuto accontentare del posto da riserva per questa edizione delle ATP Finals, ma si sa come il francese trovi difficoltà nello stare con le mani in mano, soprattutto in prossimità di un campo da tennis. A rendere uniche le giocate di Gael Monfils non è solo la spettacolarità dei suoi colpi ma anche la facilità con la quale il tennista francese le mette in atto. Tuttavia dando uno sguardo più attento ci si rende conto che facili quei colpi non lo sono affatto, tanto che lo stesso Gael trova difficoltà nel replicarli.

Il numero 10 del mondo ha così accettato la classica sfida del “se ci provi altre 100 volte non ci riesci”, e ha dimostrato come alcuni suoi capolavori siano veramente difficili da ricreare. “Prima di giocare colpi del genere non ho la minima idea di cosa andrò a fare“, ha ammesso sorridendo il 33enne francese.

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Berrettini regala un sorriso a Darwin, il 13enne che sta vincendo la sua partita contro il cancro

Il numero uno italiano ha giocato sul centrale con un ragazzo che da nove anni lotta con un cancro alle ossa. Il giovane Darwin ha incontrato anche Rafa Nadal

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Alla O2 Arena di Londra il giovane Darwin Hutchinson ha vissutouna giornata che ricorderà per sempre. Tredici anni, originario di Rotherham nello Yorkshire, Darwin ha avuto un’infanzia estremamente difficile. Infatti ad appena quattro anni gli è stato diagnosticato il sarcoma di Ewing, una rara forma di cancro alle ossa. Si è sottoposto al lungo ciclo di chemioterapia e radioterapia, ora il tumore è in regressione ma purtroppo soffre ancora di effetti collaterali di lungo termine.

Il tennis è una parte fondamentale della sua vita: a cinque anni recuperò la mobilità con la racchetta in mano e, racconta la mamma, “il tennis lo aiuta a sentirsi uguale a tutti gli altri. Ha una buona coordinazione ed è bravo a giocare, perciò ama questo sport.” Grazie alla collaborazione tra le Nitto ATP Finals e la Cancer Research UK, Darwin ha ricevuto un’enorme sorpresa una volta arrivato alla O2 Arena. Ha potuto palleggiare assieme a Matteo Berrettini, ottavo giocatore del seeding, e ha incontrato anche il numero uno del mondo Rafael Nadal. 

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I big 3 a colazione. Federer: “Nadal sarà un buon papà”. Djokovic: “Li vedo più dei miei genitori”

Una video-intervista della BBC ai Big 3… con cameo di Matteo Berrettini

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A Londra per darsi battaglia alle ATP Finals, a Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic, in ordine decrescente di età, capita anche di ritrovarsi a fare colazione sul Tamigi in compagnia della giornalista della BBC Sally Nugent. In un’atmosfera estremamente rilassata, si parla di famiglia, di amicizia e, naturalmente, di tennis.

Tocca subito a Djokovic rispondere alla domanda più tosta, se i tre siano amici. Nole ne esce bene: “Non ti dice abbastanza questo giro in battello? Siamo nel Tour da così tanti anni, probabilmente vedo questi due più dei miei genitori”A proposito, c’è chi viaggia con la propria famiglia (“è un sacco di lavoro!”), e Roger spiega che è l’unico modo che ha per restare nel Tour e i figli ne sembrano felici, anche se “ci sono notti impegnative. Una volta, una di loro non si sentiva bene e continuava a chiedermi scusa, ‘mi dispiace, non sto bene’, ma le ho detto di non preoccuparsi, che è per questo che ci sono i genitori. Però è dura quando succede prima di una semi o di una finale contro uno dei miei grandi rivali”.

Chiamati a dare un consiglio al neo-sposo dall’alto dello loro pluriennale esperienza, si parte con un “buona fortuna, Rafa” di Nole dal tono inequivocabile (a cui il maiorchino replica appunto “ne ho proprio bisogno!”) per arrivare al tenero “sarà un buon papà” di Federer.

 

(questo che vedete su Twitter è solo uno stralcio della loro chiacchierata, ma trovate qui il video completo)

Pare che lo stesso Nadal sia vagamente sorpreso dalla sua longevità sportiva. “Ho sempre pensato che avrei terminato la mia carriera attorno ai trent’anni. Beh, tutti dicevano che avremmo avuto una carriera più breve”. Nonostante Nole butti la questione sul “o smettono tutti o nessuno”, Roger dice: “Penso che sarò il primo a smettere, sono il più vecchio. Non siamo sicuri di quanto giocheremo ancora, ma la cosa fantastica è che ci divertiamo davvero nel Tour. È un privilegio essere in salute, fare così bene ed essere tanto apprezzati”.

A proposito del ritorno in campo di Andy Murray, pressoché inimmaginabile fino a pochi mesi fa, secondo Rafa “ha mostrato a tutti la sua passione e il suo amore per il gioco. Dopo quello che ha attraversato, è di nuovo in grado di vincere, è tornato a giocare giocare bene molto in fretta: è un messaggio forte per i ragazzini e per tutti quanti”.

Bisogna stringersi, perché i Big 3 sono raggiunti al tavolo dagli altri cinque contendenti per il titolo di Maestro, quelli giovani. Matteo Berrettini ci spiega che cosa può imparare dai più saggi: “Nell’ultimo anno, non sognavo neanche di poter essere qui, ne sono così felice. In futuro, forse posso essere io a dire qualcosa del genere ai giocatori più giovani”. Come nel finale di un film che mostra i protagonisti invecchiati tirare le somme delle loro esperienze, Daniil Medvedev si immagina seduto a quel tavolo a trent’anni e più insieme agli altri: “Ripensando a noi stessi, siamo stati di ispirazione per qualcuno? Possiamo dare qualche buon consiglio come voi li state dando a noi adesso?”.

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