Klizan l’infallibile torna a svernare nei challenger

Dopo aver ulteriormente perfezionato il suo curriculum nelle finali, Martin Klizan si rituffa nel circuito minore

Klizan l’infallibile torna a svernare nei challenger

Insondabile Martin Klizan. Capacissimo di tutto, lo slovacco: per esempio, di vincere due tornei 500, Rotterdam e Amburgo, nel corso della stessa stagione, e di perdere, nella stagione medesima, per dodici volte al primo turno. Era l’anno di grazia 2016, epitome delle gesta anarchiche dello scontroso slovacco, capace, in molto meno di un mese, di perdere nel challenger di Braunschweig contro Martin Cuevas al primo turno e di sculacciare Dominic Thiem a casa sua, per poi alzare il trofeo di Kitzbuhel. In grado, anche, di perdere partite da solo sotterrato da errori non forzati e atteggiamenti così, un po’ indisponenti, ma anche di vincere cavalcando un talento purissimo, con quel dritto mancino da sfracelli.

Uno da bianco o nero, Klizan, tizio a cui le gradazioni di grigio non piacciono, e una certezza inscalfibile: meglio non trovarselo dall’altra parte della rete in una finale. Grazie al trionfo in Tirolo ottenuto lo scorso sabato sconfiggendo nell’ultimo atto Denis Istomin, il tennista di Bratislava ha aggiornato il suo record immacolato nei duelli decisivi nel tour maggiore: siamo a sei su sei, che diventa addirittura dieci su dieci se consideriamo anche le finali giocate in doppio, naturalmente tutte vinte.

 

Fabio Fognini è stato testimone, nolente, dei primi due trionfi slovacchi, a San Pietroburgo 2012 e a Monaco di Baviera, due anni dopo: si ricorda in maniera particolare la seconda sfida, dominata a piacimento per un set da Fabio e girata da un Martin apparentemente sul punto di ritirarsi, visti i continui appelli al trainer e al campionario di smorfie esibito durante la rimonta: vere o presunte fossero le ostentate noie fisiche, il piano riuscì, con Fabio mandato ai matti e torneo portato a casa. Altre gioie sulla terra di Casablanca (2015) e, appunto, Kitzbuhel (settimana scorsa), oltre alla già citata doppietta nell’annus horribilis 2016, chiuso alla 35 ATP con 1250 punti avendo, ripetiamolo perché al singolare dato venga conferito giusto risalto, vinto due tornei 500: figuratevi il resto della stagione.

Interpellato dal sito dell’ATP in merito allo straordinario score, il buon Martin è parso sorpreso, quasi non sapesse o non se lo aspettasse: “A volte sono stato fortunato, devo ammetterlo, ma sono piuttosto orgoglioso di aver ottenuto simili risultati”. E ci mancherebbe altro. Fedele al suo stile ondivago, Klizan non si è nemmeno stavolta lasciato ubriacare dai lieti avvenimenti: dopo il trionfo in terra austriaca, egli questa settimana è impegnato a giocare il Challenger di Pullach, comune di ottomila anime nel Land della Baviera, dove ha raggiunto i quarti di finale e questo pomeriggio sarà in campo contro lo svedesino Mikael Ymer. Perché ogni giorno è diversa dall’altro, e non bisogna abituarsi troppo alla luce dei riflettori.

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