Metabolizzato il cemento, Nadal accoglie lo shot clock: “Mi abituerò”

TORONTO - Lo spauracchio dai 25 secondi, che Nadal sta affrontando per la prima volta dall'introduzione del nuovo regolamento, non sembra poi così spaventoso...

Metabolizzato il cemento, Nadal accoglie lo shot clock: “Mi abituerò”
Rafael Nadal - Toronto 2018 (via Twitter, @rogerscup)

Qualcuno lo aveva ipotizzato, in maniera neanche troppo velata, quando l’introduzione dello shot clock prevista per l’Australian Open 2018 è stata rinviata per via di qualche mugugno di troppo tra i tennisti; dietro quest’atto di procrastinamento è difficile non ci sia l’avallo diretto o indiretto di Rafael Nadal. Poi è accaduto che USTA, da sempre in testa quando si tratta di rendere fattive le innovazioni, ha annunciato che l’US Open 2018 sarebbe stato il primo Slam con shot clock effettivo nel tabellone principale e che per abituare i tennisti all’idea sarebbe stato sperimento già nei tornei delle US Open Series. Prima a Washington e San José, quindi alla Rogers Cup in corso di svolgimento e poi ancora a Cincinnati, New Haven e Winston Salem prima di Flushing Meadows.

Nadal è tornato in campo a Toronto dopo la pausa post-Wimbledon e ha dunque avuto modo di sperimentare il conteggio digitale dei 25 secondi per la prima volta in carriera. Quel che lo spagnolo ha dimostrato sul campo e poi in conferenza stampa, sebbene fosse il segreto di Pulcinella, è che chiunque farebbe fatica a identificare un campione con qualità di adattamento maggiori delle sue. Quindi anche il tanto avversato shot clock diventerà parte della sua routine: “Oggi (contro Wawrinka, ndr) mi è sembrato che tutto andasse un po’ più veloce. Dipende dall’arbitro e da quanto rapidamente fa partire il cronometro. Da adesso funziona così e io seguo le regole; ho solo bisogno di abituarmi all’idea ma non ho dubbi che ciò avverrà“. In piena sintonia con Novak Djokovic, che ha dichiarato di non aver patito troppo la differenza nel corso dei tre incontri giocati a Toronto.

 

Neanche la pioggia ha potuto scalfire le sicurezze del tennista spagnolo, che quest’anno sembra poter trarre costantemente beneficio dalle pause indotte da Giove Pluvio. Alla ripresa della sfida contro Wawrinka lo spagnolo ha infatti cambiato volto al primo set e probabilmente all’intera partita, nella quale lo svizzero ha fatto tutt’altro che il figurante disputando anzi la miglior sgambata del suo 2018. Rafa accoglie la sesta vittoria stagionale su questa superficie (prima di Toronto aveva giocato solo a Melbourne) e si prepara ad affrontare l’ultimo giocatore in grado di imporgli una sconfitta sul veloce, Marin Cilic. Un altro ‘big opponent’, come lo ha definito nella breve intervista concessa dopo la vittoria di ieri sera. Sfide che in questo momento sembrano solo essere in grado di esaltarlo.

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