La geografia dello US Open 2018... fa la storia

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La geografia dello US Open 2018… fa la storia

Per la prima volta in Era Open lo Slam statunitense accoglie i rappresentanti di otto paesi diversi nei quarti di finale maschili. Sfiorato anche l’en plein dei continenti

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In cinquant’anni di edizioni aperte a tutti i tennisti non era mai accaduto che il torneo maschile dello US Open presentasse una tale variabilità di bandiere ai quarti di finale. È successo quest’anno: otto tennisti ancora in gioco, otto nazioni rappresentate. In dieci occasioni (l’ultima volta nel 2014) era accaduto che le nazioni rappresentate a questo punto del torneo fossero sette, mai però si era realizzato l’en plein realizzato in questo 2018. Solo sfiorato invece l’en plein dei continenti poiché a mancare è l’Africa, che pure ci è andata molto vicina con l’eliminazione di Kevin Anderson agli ottavi. C’è l’Europa, rappresentata da Djokovic (Serbia), Nadal (Spagna), Thiem (Austria) e Cilic (Croazia); c’è l’America, rappresentata tanto al nord da Isner (Stati Uniti) quanto al sud da del Potro (Argentina); c’è l’Asia di Nishikori (Giappone) e infine la sorprendente Oceania di John Millman (Australia), che ha confezionato la più grande sorpresa del torneo sconfiggendo Roger Federer. L’australiano è anche l’unico esordiente a livello di quarti di finale Slam tra gli otto rimasti in gioco.

Una variabilità geografica ormai consolidata da diversi edizioni, se è vero che dal 1996 soltanto cinque volte (l’ultima lo scorso anno) le nazioni ai quarti di finali sono state meno di 6. Il trend ‘cosmpolita’ di Flushing Meadows è cominciato nei primi anni ’90, quando per i padroni di casa è diventato più difficile colonizzare gli ultimi turni del torneo com’è stato abituale dalla prima edizione dell’Era Open, quella del 1968 vinta da Ashe. In tre edizioni (1971, 1979 e 1981) gli Stati Uniti sono riusciti addirittura a piazzare sei elementi su otto, vincendo sempre il torneo, prima di cominciare un lento e progressivo declino. Oggi New York è terra di conquista per stranieri (ultimo vincitore USA Roddick nel 2003, anche l’ultimo finalista nel 2006) sebbene la presenza di John Isner, che sta sta affrontando del Potro nel suo quarto di finale, lasci un piccolo lume di speranza per gli statunitensi.

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Internazionali di Roma, uno stratosferico Schwartzman elimina Rafa Nadal!

El Peque gioca letteralmente la partita della vita e batte meritatamente un Rafa un po’ impreciso

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Diego Schwartzman a Roma 2020 (foto Twitter @InterBNLdItalia)
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Clamoroso a Roma: Diego Schwartzman batte Rafa Nadal, nove volte campione agli Internazionali d’Italia, con il punteggio di 6-2 7-5 in due ore e tre minuti, prendendosi la prima vittoria in carriera sullo spagnolo. L’argentino ha giocato probabilmente il miglior match della carriera, chiudendo a +14 nel rapporto fra vincenti e non forzati e a +18 negli scambi sopra ai cinque colpi, raggiungendo così la seconda semifinale romana consecutiva.

I confronti diretti dicevano 9-0 Nadal (22-2 i set), quindi un pronostico apparentemente chiuso (anche per via del livello espresso da Rafa nei primi due match), ma va detto che alcune sfide erano state decisamente combattute, soprattutto perché Schwartzman ha la risposta e l’anticipo lungolinea di rovescio che Rafa non gradisce, ma allo stesso tempo non è in grado, per limiti fisici evidenti, di giocare in salto sui topponi del maiorchino per lungo tempo (come si vede dalla grafica), finendo alla lunga per perdere campo, senza considerare che El Peque non ha ovviamente modo di vincere troppi punti facili.

 

PRIMO SET – Rafa, come sempre, è sceso in campo con idee molto chiare, nello specifico di muovere l’avversario con il classico gancio mancino (ma anche con il rovescio incrociato in cui è migliorato tantissimo in termini di abilità di salire sulla palla per tagliare l’angolo) e di alzare le traiettorie per impedirgli di mettere i piedi sulla riga di fondo. Schwartzman ha spesso usato il recupero in back per darsi il tempo di tornare verso il centro, per andare lungolinea con il rovescio bimane alla prima occasione e anticipando, se possibile.

La prima opportunità per Nadal è arrivata nel quarto game, quando Schwartzman ha cercato di approfittare della sua posizione profonda ma ha sbagliato la palla corta. La tds N.2 ha però spedito in rete un dritto incrociato non da lui, peraltro non la prima sbavatura con il suo colpo preferito. Altri errori hanno allora propiziato una chance per l’argentino, bravissimo a trovare il dritto in corsa per lo 0-40 e a ritorcere lo slice da sinistra di Rafa contro di lui, infilando il dritto nel campo aperto per il 3-2 e servizio, coronando un parziale di 9-0 e infilando alcune smorzate carezzevoli, come quella che ha preceduto questo muro su una veronica dell’avversario:

Nadal ha avuto la presenza di spirito di provare a cercare soluzioni alternative contro un avversario serafico al cospetto del consueto martellamento sulle diagonali, anche perché in diverse circostanze era lui ad essere buttato fuori su quella di sinistra, uno spettacolo a cui non avremmo mai pensato di assistere), e ha finito per forzare e sbagliare anche per via della penuria di punti diretti con il servizio – otto prime su 21 in campo dopo il 4/5 iniziale. Schwartzman si è procurato una palla per il doppio break su un rovescio sballato, ma Nadal ha tirato fuori una smorzata vincente per cavarsi d’impaccio, ma solo brevemente, perché Dieguito ha letto nel Pleistocene la palla corta e si è procurato una nuova occasione per il 5-2, incamerato su un altro drop shot che ha a malapena raggiunto la rete.

L’ottavo favorito del torneo si è quindi procurato due set point colpendo tre vincenti con i piedi dentro il campo, ma Nadal ha avuto un sussulto d’orgoglio, capitolando però su un altro grande inside-in dell’argentino e su un proprio errore di rovescio – 6-2 in 48 minuti. Momento di puro kleos di Schwartzman, che ha chiuso il set con cinque non forzati (13 i vincenti) e il 73% di punti fatti con la prima.

Rafa Nadal – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Quattro o cinque volte avevo sentito di essermi avvicinato a lui in passato, ma oggi ho provato a fare le stesse cose e sono riuscito a capitalizzare su tutte le occasioni che mi ha dato nel primo set“, ha commentato l’argentino sul primo parziale. “Da lì mi sono detto, ‘lui non gioca da sette mesi, devo riuscire a rimanere in partita’, ed ero pronto a provare a vincere anche al terzo, eventualmente“.

SECONDO SET – Se possibile, Schwartzman ha persino alzato il ritmo nel secondo, mulinando i piedini come un Kitchen Aid e salendo a doppia palla break con un vincente di rovescio incrociato, ma Nadal si è salvato con un pallonetto su cui l’avversario ha messo larga la volée dorsale e con un servizio vincente al centro. Interrotta la striscia di game persi, Rafa ha iniziato a colpire con una violenza belluina, salendo a palla break dopo due vincenti lungolinea, eppure Diego è riuscito a rintuzzare la sua spinta con un recupero a rete e un tocco prodigiosi ancorché ansimanti, o forse ancora più impressionanti proprio per questo motivo:

L’argentino non è mai arretrato, anche perché ha giocato la miglior partita della carriera quantomeno con il dritto (ma probabilmente non solo), e si è preso il 30-40 nel quinto gioco su un passante largo di Nadal, la cui prima ancora latitava. Rafa si è allora affidato al grande classico del repertorio mancino, servizio slice e discesa a rete, tenendo anche grazie al primo ace del set. El Peque ha invece continuato a mantenere altissimi livelli d’efficienza con la battuta (65% in campo con realizzazione di 73 e 83 percento nei primi tre turni), e, per quanto paradossale, era fisiologico che l’occasione successiva sarebbe stata depositata sul suo uscio: dritto inside-out largo di Rafa e 30-40, con il Toro di Manacor a cercare di uscire dallo scambio con la più languida delle palle corte, giunta a rete quasi per miracolo – 4-3 e servizio Schwartzman.

Nadal ha quindi mostrato grande umiltà, e si è messo a contenere la spinta dell’avversario, invitandolo a prendersi il match con diverse difese in back e traiettorie alte. Schwartzman ha iniziato a sbagliare un po’ di più e si è trovato subito 15-40, concedendo il contro-break alla seconda occasione finendo lontano dalla riga sui lift dello spagnolo. Al di là dell’effetto sorpresa, però, l’argentino vive di attrito da fondo, e ancora una volta è stato Rafa, sotto nel punteggio, a spazientirsi e sbagliare, venendo breakkato a zero su un banana shot millimetrico al termine di un duello a rete.

Ancora una volta, però, il braccio di Schwartzman ha tremato, mentre Nadal ha tirato fuori il suo più bel punto della settimana proprio al momento del bisogno con una demi-volée smorta appena dopo la rete, contro-breakkando a zero su una palla malgiudicata da Diego.

In un finale senza la minima logica, con tutta l’inerzia del mondo, Nadal si è inerpicato sulla diagonale di sinistra, commettendo due errori di dritto prima di essere passato per il 6-5 Schwartzman. La terza volta è stata quella buona perché, nonostante la solita refrattarietà alla sconfitta, però, l’iberico ha continuato a commettere troppi errori nello scambio, concedendo un match point che l’argentino si è venuto a prendere a rete, lanciando un meritato urlo liberatorio. +14 vincenti/unforced, +18 nei punti sopra cinque colpi.

Le ultime tre settimane sono state pessime per me, pensavo di dover andare ad Amburgo per prendere un po’ di ritmo, e invece…“, ha detto dopo la partita. “Non pensavo di poter vincere perché non stavo giocando bene ma oggi ho trovato il mio miglior livello, ho giocato più o meno come nel nostro match del Roland Garros 2017“.

Due parole anche sull’avversario di domani, un altro mancino come Denis Shapovalov, il cui allenatore Mikhail Youzhny era alla partita: “Io e Denis ci siamo allenati spesso insieme alle Bahamas, è un gran bravo ragazzo e sta giocando bene, non è più un Next Gen visto che ormai vale la Top 10. Sarà dura, ma se gioco come oggi posso batterlo“.

Il tabellone maschile di Roma con tutti i risultati aggiornati

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Internazionali di Roma 2020 LIVE: le semifinali di domenica 20 settembre. In campo Djokovic

Segui su Ubitennis le quattro semifinali degli Internazionali d’Italia 2020. Apre Halep-Muguruza, Djokovic a ora di pranzo. In notturna Shapovalov-Schwartzman

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ORARIO DI GIOCO (Campo Centrale)
ore 12 – [1] S. Halep b. [9] G. Muguruza 6-3 4-6 6-4
non prima delle 14 – [1] N. Djokovic vs C. Ruud
non prima delle 16 – [12] M. Vondrousova vs [2] Ka. Pliskova
non prima delle 19 – [12] D. Shapovalov vs [8] D. Schwartzman

I tabelloni con i risultati aggiornati in tempo reale: maschile – femminile

per visualizzare gli ultimi aggiornamenti premi F5 (desktop) oppure scrolla la pagina verso il basso (mobile)

 

15:15 – Ruud si porta avanti di un break, 2-1 e servizio

14:45 – Scendono in campo Djokovic e Ruud

14:30 – Alla fine Simona chiude, con un break all’ultimo respiro! 6-4, è la rumena la prima finalista dell’edizione 2020 degli Internazionali d’Italia 2020

14:22 – Incredibile, Muguruza breakka ancora! 5-4, adesso il set è virtualmente in parità e la spagnola può servire per andare sul 5-5

14:20 – Muguruza non si arrende: break e due game consecutivi per accorciare sul 5-3. Halep riproverà a servire per il match

14:10 – Halep prende il largo nel terzo set: 5-1 e servizio a disposizione, la finale è ad un passo

13:40 – Muguruza vince un secondo set caratterizzato da cinque break; tutto si deciderà alla frazione decisiva

12:50 – Primo set praticamente perfetto della numero uno del seeding: 6-3 Halep

12:10 – Giornata di semifinali (con un po’ di pubblico): si comincia con la sfida tra la prima favorita Simona Halep e Garbine Muguruza

ULTIME NOTIZIE, CRONACHE, APPROFONDIMENTI

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La FIT ha rimesso in vendita i biglietti per semifinali e finali degli Internazionali di Roma

Non solo: da alcune mail che ci sono state girate, sembra siano state rifiutate anche alcune richieste di possessori di biglietto. Intanto il centrale è semi-vuoto per Halep-Muguruza

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Roma 2020 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Non era impossibile prevedere un po’ di caos per l’assegnazione dei 1000 tagliandi per sessione concessi dal Comitato Tecnico Scientifico per le ultime due giornate degli Internazionali d’Italia 2020, quelle dedicate alle quattro semifinali (domenicali, divise in due sessioni) e alle due finali (in programma lunedì). In teoria, 3000 seggiolini da assegnare tra domenica e lunedì: sì, ma come?

Secondo l’idea iniziale del presidente FIT Angelo Binaghi, sarebbe dovuta bastare una piccola finestra temporale nel pomeriggio di venerdì, a partire dalle 15, nel corso della quale concedere ai possessori di biglietto – coloro che li avevano acquistati per le date di maggio – la possibilità di confermare l’intenzione di recarsi al Foro Italico. Un sistema apparentemente semplice: “I primi 1000 che dalle 15 di oggi registreranno la loro mail sul nostro sito, tra coloro che avevano i biglietti originali per semifinali o finali sul Centrale, entreranno”, aveva spiegato Binaghi. Per gli altri, super-voucher.

Non è andata così. Nel tardo pomeriggio di sabato, sul sito della federazione è comparsa questa nota: “Anche chi non è in possesso di un biglietto acquistato in prevendita potrà assistere alle semifinali e alle finali degli Internazionali BNL d’Italia. Sono infatti ancora disponibili molti dei 1.000 posti “liberati” dai provvedimenti governativi di ieri. Si possono acquistare online o alla biglietteria di Viale delle Olimpiadi 61“.

 

Evidentemente, solo una piccola parte dei titolari del diritto a entrare al Foro domenica e lunedì ha manifestato interesse a usufruire del biglietto. Sembra però che non sia andata neanche così, almeno in parte. Sui social sono comparsi diversi commenti di possessori di biglietto che hanno lamentato la mancata risposta dell’organizzazione del torneo alla mail in cui chiedevano di poter confermare il posto acquistato; qualcun altro ha ricevuto una risposta negativa (‘nel settore da Lei acquistato non ci sono disponibilità‘, recitano queste risposte) e qualcun altro ancora ha addirittura ricevuto prima una risposta positiva e poi una negativa. A tal proposito, ringraziamo i possessori di biglietto che ci hanno reso edotti sulle corrispondenze con l’ufficio biglietti della FIT.

In sintesi, cosa è successo? La FIT ha messo ‘in palio’ 1000 tagliandi per ognuna delle tre sessioni di domenica e lunedì tra coloro che già ne avevano acquistato uno per le date di maggio, poi ha messo in vendita (agli stessi prezzi di maggio) alcuni di questi biglietti senza, a quanto pare, accordare a tutti coloro che avevano espresso interesse il diritto di entrare al Foro Italico. Fino a pochi minuti prima dell’inizio della semifinale tra Halep e Muguruza, era possibile acquistare un tagliando per la sessione diurna di domenica; nel momento in cui scriviamo questo articolo, alle 12:13, è ancora possibile comprare biglietti per la sessione notturna di domenica e per l’unica sessione di lunedì su Ticketone.

Dalle prime battute di Halep-Muguruza, intanto, il campo centrale sembra piuttosto vuoto e sono pochi gli spettatori – ben distanziati e muniti di mascherina – entrati nell’impianto per assistere al primo match.

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