50 anni di US Open, i campioni del passato: 2008-11 – Ubitennis

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50 anni di US Open, i campioni del passato: 2008-11

In occasione della cinquantesima edizione professionistica degli US Open, ripercorriamo l’albo d’oro. Il 2009 è l’anno di Del Potro, Clijsters e Nadal fanno la storia

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50 anni di US Open, i campioni del passato

US OPEN 2008

  • Roger Federer b. Andy Murray 6-2 7-5 6-2
  • Serena Williams b. Jelena Jankovic 6-4 7-5

Roger Federer conquista il quinto (e ultimo) titolo consecutivo a New York. Dopo Hewitt, Agassi, Roddick e Djokovic, ad arrendersi questa volta in finale (giocata di lunedì a causa dell’uragano Hanna) è Andy Murray. Il tabellone femminile segna invece il ritorno al successo (il terzo) di Serena Williams agli US Open, a nove anni di distanza dal primo trionfo (1999) e a sei dal secondo (2002). La più giovane delle sorelle Williams si aggiudica il trofeo senza perdere nemmeno un set.

 

US OPEN 2009

  • Juan Martin del Potro b. Roger Federer 3-6 7-6(5) 4-6 7-6(4) 6-2
  • Kim Clijsters b. Caroline Wozniacki 7-5 6-3

Juan Martin del Potro conquista il suo primo (e finora unico) titolo dello Slam superando in cinque set il numero 1 del mondo e 5 volte campione uscente Roger Federer, in striscia positiva a New York da 40 partite consecutive (l’ultima sconfitta di Roger agli US Open risaliva agli ottavi di finale del 2003, contro David Nalbandian). Si fa la storia nel torneo femminile, con la belga Kim Clijsters (tornata sul circuito dopo il ritiro avvenuto nel 2007) che battendo in finale Caroline Wozniacki diventa la prima giocatrice a vincere gli US Open entrando in tabellone come wild card.

US OPEN 2010

  • Rafael Nadal b. Novak Djokovic 6-4 5-7 6-4 6-2
  • Kim Clijsters b. Vera Zvonareva 6-2 6-1

Il primo favorito del seeding Rafa Nadal supera in finale in quattro set Novak Djokovic: a 24 anni è il più giovane giocatore dell’Era Open a completare il Career Grand Slam. Kim Clijsters conferma invece il titolo conquistato l’anno precedente, diventando l’ottava giocatrice a riuscirci in Era Open. A farle compagnia, Margaret Court, Billie Jean King, Chris Evert, Martina Navratilova, Steffi Graf, Monica Seles e Venus Williams.

US OPEN 2011

  • Novak Djokovic b. Rafael Nadal 6-2 6-4 6-7(3) 6-1
  • Samantha Stosur b. Serena Williams 6-2 6-3

La finale maschile è ancora Djokovic vs Nadal. Il serbo vendica la sconfitta dell’anno precedente e conquista per la prima volta in carriera il titolo degli US Open. Straordinaria la stagione di Novak, che chiuderà l’anno con 10 titoli all’attivo (tra cui Australian Open, Wimbledon e US Open) e 70 vittorie (21 delle quali contro giocatori classificati tra i primi 10 del mondo). Il torneo femminile vede invece l’inatteso trionfo dell’australiana Sam Stosur, che in finale lascia appena cinque giochi a Serena Williams. Stosur, che nelle sette precedenti partecipazioni non era mai andata oltre i quarti di finale, conquista così il primo ed unico titolo Slam della sua carriera.

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Ubitennis riposerà per qualche ora: seguiteci sui social!

A causa di un piccolo intervento di manutenzione, il sito non potrà essere aggiornato per circa 24 ore a partire da questa notte. Ma vi racconteremo tutto sui nostri canali social, non temete

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Anche nel mondo dell’informazione c’è bisogno di… manutenzione. Per rimettere a nuovo i potenti motori che sostengono la macchina Ubitennis, il servizio di aggiornamento verrà sospeso per circa ventiquattr’ore a partire dalle 22 di oggi, martedì 19 febbraio. Per voi utenti il sito rimarrà consultabile, così come sarà possibile commentare regolarmente gli articoli, ma le nostre rotative verranno riavviate solo nella serata di mercoledì (più o meno durante la partita della Juventus, per capirci).

Ovviamente non vi lasceremo a digiuno di notizie. Durante le ore in cui il sito non potrà essere aggiornato, troverete tracce più consistenti del solito sui nostri profili social: seguiteci su Facebook per non perdervi alcun aggiornamento, su Twitter se preferite leggere dei rapidi cinguettìi e su Instagram se volete ricostruire la giornata tennistica a partire da stories e foto.

Ci scusiamo in anticipo per il disservizio, ma contiamo sul fatto che una giornata di stop all’inizio di una settimana di febbraio possa arrecarvi il minimo disturbo possibile. Buon tennis a tutti, e a presto.

 

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Torino-Finals 2021, Giorgetti gela le speranze: “I soldi non ci sono”. E invoca il sostegno dei privati

Nonostante la proroga concessa dall’ATP, le speranze che possa arrivare un contributo governativo sono bassissime. L’imprenditoria locale è pronto al sostengo, ma vuole garanzie di ritorno economico

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Che il problema siano i tempi istituzionali, la volontà o le ripicche in seno alla maggioranza ormai importa solo per eventuali valutazioni politiche, perché le ultime dichiarazioni del sottosegretario Giancarlo Giorgetti non lasciano speranze o spazi di manovra per quanto riguarda un ulteriore impegno del governo: “Quei soldi non ci sono, il territorio deve fare la sua parte.

Per approfittare della proroga concessa dall’ATP per raccogliere i fondi necessari, sembra allora indispensabile quell‘intervento di sponsor privati invocato dal sottosegretario leghista che, da parte sua, non ha potuto non assicurare che “vorremmo dare un supporto per le Finali a Torino” nel tentativo di negare qualsiasi contrasto all’interno della maggioranza sull’argomento proprio mentre i membri M5S nella giunta per le immunità del Senato si apprestavano a dare il proprio voto a sostegno del vicepremier Salvini. Secondo le valutazioni del quotidiano La Stampa e sempre che siano rispettati gli accordi che prevedono un impegno di 45 milioni in cinque anni da parte del governo e quello di Comune e Regione nello stesso arco temporale, mancherebbero 17 milioni di euro per raggiungere i 78 richiesti dall’ATP.

Oltre a spostare l’attenzione lontano dalle scaramucce giallo-verdi, la richiesta di fondi privati che va a pungolare gli imprenditori del territorio è stata prontamente analizzata da Federico Grom, dall’anno scorso e fino al 2021 tra gli sponsor del Roland Garros con l’azienda di gelati artigianali di cui è fondatore insieme a Guido Martinetti. In un’intervista al Corriere Torino, Grom si dichiara tutt’altro che contrario a un investimento per portare i Maestri del tennis nel capoluogo piemontese, proponendo di “sederci tutti attorno a un tavolo e fare un piano, ma farlo seriamente, analizzando a priori costi e benefici”. Tralasciando l’impressione che la locuzione “costi-benefici” voglia restare incollata al Piemonte, non si può non concedere a chi deve rischiare i propri soldi il diritto a una replica chiara alla richiesta da parte dell’esecutivo: Bisognerebbe anche capire che, da parte di noi privati, c’è la necessità di avere un guadagno economico.

 

Per Grom, in ogni caso, l’imprenditoria locale appare convinta di voler portare l’evento in città, però “ci devono essere delle prospettive realistiche di ritorno degli investimenti; altrimenti, si tratta di beneficenza”. Nel frattempo, continua il conto alla rovescia dei dieci giorni di proroga.

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Madison Keys rivela che da piccola ha sofferto di un disturbo alimentare

Sulle pagine virtuali del profilo Instagram ‘Behindtheracquet’, creato da Noah Rubin per invitare i colleghi a condividere le loro storie, Madison ha raccontato i mesi in cui la sua carriera è stata a rischio

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L’adolescenza di Madison Keys è stata tormentata da un disturbo alimentare. L’ha raccontato la stessa atleta statunitense dietro i veli Instagram di “@behindtheracquet”, un account creato dal tennista Noah Rubin dove sono raccolte le storie intime di molti tennisti del Tour. Un altra giocatrice che parlò dei suoi problemi col cibo fu Monica Seles nella sua autobiografia, ‘Getting a grip‘.

La finalista dell’US Open 2016 ha detto di aver riscontrato il problema all’età di quindici anni, un anno dopo aver vinto il suo primo match a livello WTA e un anno prima di fare il suo esordio in un torneo dello Slam all’US Open 2011. Il suo disturbo alimentare ha rischiato non solo di compromettere i suoi rapporti con amici e famiglia, ma anche di mettere fine alla sua carriera di tennista ancora in fase embrionale. Per fortuna Madison ha saputo riprendere in mano la sua vita.

 
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“When I was fifteen, I had an eating disorder. There were people in my life and others who would see me on tv, that would tell me I was fat, or needed to lose a few pounds. Eventually, that truly got into my head. I was living off three, 100 calorie bars a day. I struggled with this problem for almost two years, which led to some issues with depression. I completely shut my friends and mom out of my life.  I felt like I put this mask on to get through each day, hoping no one would ask how or what I was doing. I became super paranoid because I wanted to keep it all a secret and didn’t want anyone to worry. It took until one day when I realized what I was doing, I was hurting my tennis. I couldn’t get through a week of practice because I had nothing in my body. I let other people change how I felt about myself and that hurt the dream I’ve been working towards since I was four years old. I decided that I needed to get control of my eating. It took some time to get myself to open up to people again. It’s something I still struggle with when I get stressed or upset, but I have a much healthier relationship with food now.”

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Quando avevo quindici anni, ho avuto un disturbo alimentare. C’erano persone nella mia vita e altri che mi vedevano in TV che mi dicevano che ero grassa o che avevo bisogno di perdere qualche chilo. Alla fine, tutto questo mi è davvero entrato in testa. Mangiavo tre barrette da 100 calorie al giorno. Ho lottato con questo problema per quasi due anni, il che ha portato ad alcuni problemi, tra cui la depressione. Ho completamente escluso i miei amici e mia madre dalla mia vita. Mi sentivo come se avessi messo questa maschera per superare ogni giorno, sperando che nessuno mi chiedesse come andava o cosa stavo facendo. Sono diventata super paranoica perché volevo mantenere tutto segreto e non volevo che nessuno si preoccupasse”.

Madison, a un certo punto, è riuscita a voltare pagina.Tutto è durato fino al giorno in cui ho ho capito che ciò che stavo facendo indeboliva il mio tennis. Non ero in grado di superare una settimana di allenamento perché non avevo nulla nel mio corpo. Ho permesso ad altre persone di influenzare la percezione che avevo di me stessa e questo stava distruggendo il sogno a cui ho lavorato da quando avevo quattro anni. Ho deciso che dovevo prendere il controllo della mia alimentazione. Ci è voluto del tempo per riaprirmi alle persone. È qualcosa con cui mi trovo ancora in difficoltà quando sono stressata o sconvolta, ma adesso ho un rapporto molto più sano con il cibo“.

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