US Open: il robot è tornato, finale senza storia. Djokovic aggancia Sampras

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US Open: il robot è tornato, finale senza storia. Djokovic aggancia Sampras

NEW YORK – Nole impeccabile, del Potro non può nulla. 14esimo Slam in carriera (come Pistol Pete), il secondo dell’anno dopo Wimbledon. 71esimo titolo totale. Tornerà n.3

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[6] N. Djokovic b. [3] J.M. del Potro 6-3 7-6(4) 6-3

Il robot da tennis inscalfibile, Novak Djokovic, è tornato: secondo Slam consecutivo, 14esimo in totale, terzo US Open, una regolarità insuperabile perfino per le bordate del volenteroso Juan Martin del Potro. Che paga, però, la poca incisività del rovescio, non compensata a sufficienza dai missili del suo fantastico dritto. Non sarà vario, o imprevedibile, o spettacolare in senso classico il gioco di Nole, ma la feroce efficacia nel macinare palleggio e recuperi fino allo sfinimento di qualsiasi avversario ha certamente il suo fascino. E sembra costruito apposta per il tennis di questi anni, per le superfici regolari e regolarizzate, con una tendenza generale all’uniformità verso la lentezza e i rimbalzi frenati e poco rapidi. Poco da dire, perfetto e pragmatico al massimo livello possibile ora.

 

Inizio a buon ritmo da parte di entrambi, tatticamente la partita si sviluppa da subito sul prevedibile binario delle accelerazioni appena possibile con il dritto da parte di Juan Martin, opposte alla manovra in difesa e al contrattacco dal lato del rovescio per Nole. L’uscita dalla diagonale sinistra è chiaramente la chiave per l’argentino, perché una volta che si trova nella posizione di poter scatenare le sue mazzate da destra, le cose si fanno difficili per il serbo. Per Djokovic, è evidente l’intenzione di non permetterglielo, tenendolo inchiodato lì con colpi profondi e angolati. Ne escono diversi scambi con schermaglie di slice tagliati in diagonale, di rovescio, da cui il primo a uscire di solito fa il punto, che sia Nole con il lungolinea bimane o Juan Martin con lo sventaglio a uscire e inside-in. Buon livello, la palla viaggia veloce, c’è il tutto esaurito sugli spalti, i tifosi argentini accennano i primi cori “Oleee, Delpo, Delpo”. I maxischermi inquadrano le consuete celebrità ospiti nei vip-box, l’applauso più forte se lo prende Jerry Seinfield, che qui a New York è una leggenda della TV e delle sit-com. L’equilibrio in campo è assoluto per oltre mezz’ora, va ai vantaggi sulla propria battuta solo Djokovic nel terzo game. E poi, sul 4-3, da 40-0 delPo si fa rimontare e brekkare a sorpresa. Bene Nole in risposta, certo, ma le colpe sono più dell’argentino, che fallisce almeno due colpi non complicati. Al servizio per il set, Djokovic chiude alla prima occasione, grazie al dritto in rete dell’argentino, 6-3. Ordinato e solido il serbo, un singolo passaggio a vuoto pagato carissimo per Juan Martin. Tennis non esattamente brillante, delPo prova a spingere di più, dall’altra parte Nole fa sempre e solamente la stessa cosa, corsa laterale, tenuta d’incontro, e occasionali contrattacchi, diciamo che ci si è divertiti di più, ma questo passa il convento.

Quasi a voler ricompensare chi ha speso centinaia di dollari per un biglietto anche per i posti più lontani, nel primo punto del secondo set Djokovic va a rete e chiude una spettacolare volée di rovescio, intercettando il gran passante lungolinea dell’avversario. Arriva il primo applauso vero e convinto del pubblico, che finora, “torcida” argentina compresa, era stato come anestetizzato dal bum-bum soporifero e regolare come un metronomo prodotto dal gioco. Sempre nel primo game, altro lampo di Nole con il passante di rovescio, che gli vale palla break, annullata, così come una successiva due punti dopo, deve stare attento delPo, se questo apparentemente perfetto Djokovic dovesse andargli via nel punteggio, riprenderlo sarebbe durissima. Ma tennis poco esaltante o meno, il serbo è impeccabile, sta lì, dà la sensazione costante di poter andare avanti a palleggiare in eterno (per fortuna non lo fa davvero), e giustamente alla fine viene premiato dagli errori di Juan Martin, brekkandolo al terzo game. Ancora applausi per il “celebrity spotting” dei maxischermi, stavolta con Meryl Streep e Gerard Butler, nel frattempo il serbo sale 3-1. Un timido coro di incoraggiamento degli argentini prova a scuotere delPo, e la cosa incredibilmente funziona: Juan Martin tiene il servizio, e poi a furia di mazzate arriva alla sua prima palla break, ma fallisce un passante. Due punti dopo, però, ne ha un’altra, scappa largo il dritto a Djokovic, ed è 3-3. Per la prima volta dall’inizio della partita, scatta un’ovazione assordante, Nole ha anche qualcosa da dire in serbo (che comprendo, ma non riferirò per decenza) a uno spettatore particolarmente chiassoso in tribuna. In generale, il match si sta “svegliando”, l’ace esterno che manda Juan Martin avanti 4-3, con una mini-striscia di 3 game consecutivi provoca un altro boato.

Con chi stia lo stadio è chiaro, ma come si sa, se c’è uno che di queste cose se ne frega altamente è Djokovic. Che però, al salire dell’intensità più emotiva che tecnica della partita, palesa le prime incertezze, subisce un bellissimo lungolinea di rovescio, e affronta ancora palla break. Per sua fortuna l’errore di delPo lo grazia, ma la sensazione è che il controllo assoluto del palleggio non sia più sua esclusiva. Un’ingenuità, con attacco dal lato sbagliato, costa al serbo la seconda palla break da affrontare in questo lottato ottavo game, ma c’è un nuovo errore in lunghezza di Juan Martin. Arriva anche il primo doppio fallo di Nole, e poi la terza occasione per delPo, ben annullata a rete dal serbo. Alison Hughes, l’espertissima arbitro di sedia, in questa fase è piuttosto larga di manica con gli sforamenti dello shot-clock, ma ci sta, gli spettatori sono molto rumorosi adesso. Finalmente, dopo 22 punti, Djokovic tiene la battuta, e siamo 4-4. Senza altri sussulti, si arriva al tie-break. Va avanti delPo di un minibreak, si fa riprendere sul 3-3, poi superare, e un dritto in corridoio gli costa due set-point contro consecutivi, 6-4. Basta il primo, concretizzato da Nole con una buona pressione da fondo, ed è due set a zero per il serbo.

Siamo a 2 ore e 16 minuti di match, le statistiche sono mediocri ma equilibrate (23 vincenti e 32 errori delPo, 22 vincenti e 27 errori Djokovic), però i punti importanti li ha fatti Nole, preciso e continuo, e il vantaggio è meritato. Nel terzo set, sul 2-1 per il serbo, Juan Martin annulla una palla break che rischia di essere definitiva con un bel servizio, poi uno scambio con difesa da alieno di Djokovic, che raccatta tutto dai teloni e alla fine incassa l’errore avversario, ne produce un’altra, e qui il rovescio lungo di delPo è gravissimo. 3-1 per Nole, potrebbe essere l’allungo decisivo. Reazione d’orgoglio dell’argentino, che si arrampica a una palla del contro-break, Djokovic si prende un warning per time violation alla battuta, viene poi battuto nello scambio ravvicinato a rete, e cede la battuta per la seconda volta nel match. Poco dopo, con i cori “Delpoo, Delpoo” che riprendono timido vigore, Juan Martin pareggia 3-3, rimettendo in carreggiata il parziale. Ma è l’ultimo colpo di coda per delPo: il break subìto due game dopo, male, con diversi errori, manda Djokovic al servizio per chiudere il match sul 5-3. Lo US open 2018 viene chiuso poco dopo da uno smash di Nole, che va a terra esultante, per poi abbracciare Juan Martin a rete. Grande torneo per Djokovic, grande stagione in generale con due titoli Major, raggiunto Pete Sampras a 14, sono 71 i tornei vinti in tutto. La classifica di lunedì lo vedrà al numero 3 ATP, il mondo del tennis lo vedrà come uno dei favoriti ovunque giocherà.

Del Potro è emozionato alla premiazione“Non è facile parlare ora, ma vi voglio bene ragazzi. Sono felice di aver giocato la finale con un avversario che è un idolo, mi dispiace aver perso, ma tanti complimenti a lui e al suo team. Non mi sono mai arreso durante i miei periodi da fermo per infortunio, con le operazioni ai polsi, lo US open è il mio torneo preferito. Grazie a tutta la gente argentina che mi ha sostenuto, grazie agli amici, uno può vincere o perdere un torneo, ma l’amore della gente che ti vuole bene vale più di qualsiasi coppa”.

Ovviamente leggerissimo Djokovic, che sta tornando alle sue vette: Il supporto di quelli che mi sono vicini, che c’erano anche quando le cose erano dure, con l’intervento al gomito, e per questo capisco bene Juan Martin, è stato fondamentale per i miei successi di quest’estate. Stare di fianco fianco a Sampras a 14 titoli, beh, posso dire Pete, ti adoro, sei il mio mito, mi sarebbe piaciuto che tu fossi qui! A Juan Martin dico che sicuramente lo rivedremo qui, con il trofeo in mano. A un certo punto, con i fan serbi e argentini, sembrava una partita di calcio, grazie ragazzi, è stata un’atmosfera fantastica per lui e per me. C’è John McEnroe? Adoro anche lui!”.

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evidenza

US Open: super Jannik Sinner annulla due match point! Lorenzi al turno decisivo

Il tennista altoatesino sconfigge Galovic nonostante dei problemi alla schiena vincendo 7-5 al terzo set. Bene Lorenzi che supera Couacaud in due set

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Jannik Sinner - US Open 2019 (via Twitter, @usopen)

IIn una giornata complicatissima il neo 18enne Jannik Sinner sconfigge l’amico Viktor Galovic, con cui si è allenato spesso, al termine di una partita combattutissima e resa difficilissima anche dai problemi alla schiena che hanno fortemente condizionato il rendimento al servizio di Sinner. L’altoatesino ha dovuto anhe annullare due match point sotto 5-2 nel terzo set.

CHE CUORE, SINNER – Jannik è partito piuttosto teso e probabilmente condizionato psicologicamente dal fatto che la sua schiena non l’avrebbe lasciato tranquillo, così giá al primo game ha subito un break che ha consentito a Galovic di condurre sin dall’inizio. Con il passare dei games il rendimento di Sinner sembrava salire sempre di più ma il croato, che a lungo ha rappresentato l’Italia, nel primo set ha giocato sempre in spinta e ha avuto anche fortuna con il nastro in diverse occasioni, specialmente nel momento in cui ha servito per il set quando ha annullato una palla break con una palla ricaduta un centimetro dopo la rete e ha chiuso al terzo set point. 

Il rendimento di Sinner in risposta stava crescendo sensibilmente e nel secondo set alla quarta occasione utile, avvenuta sul 3-2, ha strappato la battuta a Galovic per la prima volta nel match ma la sensazione a bordocampo è che la schiena di Sinner peggiorasse game dopo game non consentendo all’altoatesino di spingere il servizio quanto avrebbe voluto ed infatti nel nono gioco il croato ha ripreso il break. Dopo un game tenuto lottando con le unghie e con i denti sul 5-5 e dopo non aver sfruttato dei set point in risposta, il nativo di Sesto in Val Pusteria ha dominato il tie break grazie ad alcune accelerazioni di dritto fulminee. 

I problemi per Sinner, che in precedenza aveva giá richiesto l’intervento del medico sopra 5-4 nel secondo, son continuati nel terzo set quando sotto 2-1 a causa di due doppi falli ha subito un break che sembrava consegnare il match nelle mani di Galovic. Dopo aver tenuto due turni di battuta agevolmente il potente croato ha avuto due match point in risposta sul 5-2 con Sinner che cercava quasi soltanto di tenere la battuta profonda. Il braccio di Galovic è però tremato in quel game e soprattutto in quello successivo quando Jannik, incitato dal proprio angolo semplicemente a tenere la palla in campo, ha controbreakkato approfittando di tantissimi errori di Viktor che ha iniziato a steccare praticamente un colpo ogni due scambi.

Nelle fasi finali si è vista ancora una volta la grande forza mentale di Sinner che si è incitato anche più del solito, urlando per caricarsi e spronarsi al massimo sapendo che fisicamente non era messo per niente bene: agganciato Galovic sul 5-5 grazie ad un turno di battuta tenuto a 30, Jannik ha approfittato del braccio tremolante del suo avversario che ha commesso due deleteri doppi falli nel game successivo consentendo all’altoatesino di andare a servire per il match. Tornato sotto nel punteggio Galovic ha disputato un gran game di risposta procurandosi due palle break ma proprio su queste Jannik è stato aiutato dalle ultime energie utili, ha tirato di più il servizio e tramite due battute vincenti ha trascinato il game ai vantaggi chiudendo poi la contesa con un magnifico dritto lungolinea, il colpo migliore che ha mostrato Sinner quest’oggi. Ad attenderlo domani nel turno decisivo c’è lo spagnolo Vilella Martinez, ma assolutamente da verificare la condizione della schiena di Jannik: si attendono aggiornamenti nelle prossime ore. 

 

SOLIDO LORENZI – Dopo la bella vittoria di primo turno contro Lopez Perez arriva un’altra prestazione molto convincente da parte dell’espertissimo italiano che supera il francese Couacaud con lo score di 7-6(3) 6-3. Il match è stato molto diverso da quello del primo turno: mentre contro lo spagnolo a prevalere erano gli scambi lunghi, quest’oggi Couacaud specialmente con lo splendido rovescio provava ad accelerare il prima possibile ma intelligentemente Lorenzi a sua volta costringeva il francese alla fase difensiva optando per un serve&volley che ha regalato molti punti al tennista toscano. Il game chiave è stato il decimo del primo set nel quale i due tennisti hanno espresso un ottimo livello e Paolo ha annullato due set point al suo avversario; giunti poi al tie break a far la differenza è stata l’esperienza di Lorenzi che è andato subito avanti chiudendo poi col punteggio di 7-3.

Con il gran caldo di quest’oggi di New York, intelligentemente Lorenzi sapeva che sarebbe stato rischioso arrivare al terzo parziale e quindi sotto di un break nel secondo set ha subito giocato un eccezionale game di risposta rimettendo il set in pari, scappando successivamente sul 5-2 grazie a tanti errori di Couacaud dettati dalla grande profonditá delle traiettorie di Lorenzi. Nell’ultimo game, optando ancora due volte per il serve&volley, Paolo ha tenuto la battuta garantendosi così l’accesso al turno finale dove ad attenderlo ci sarà una durissima sfida contro Jiri Vesely, che ha battuto 7-5 al terzo Jason Jung. 

I risultati degli azzurri vincenti al secondo turno

[24] J. Sinner b. V. Galovic 4-6 7-6(2) 7-5
[15] P. Lorenzi b. E. Couacaud 7-6(3) 6-3

Il turno decisivo

[24] J. Sinner VS M. Vilella Martinez
[15] P. Lorenzi VS J. Vesely 

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Focus

Qualificazioni US Open, Day 3: giornata grigia per gli azzurri in gara

Tre sconfitte su tre partite per i giocatori italiani impegnati in questo secondo turno di qualificazioni, rimasti in quattro che scenderanno in campo domani

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Stefano Napolitano - ATP Challenger Bergamo 2018 (foto Antonio Milesi)

Rimpianto Baldi – Esce di scena al secondo turno del tabellone cadetto Filippo Baldi, sconfitto dal tedesco Kamke con lo score di 6-4 7-6(5). Dopo uno scambio di break iniziale, il game chiave nel primo set è stato il settimo dove Filippo aveva rimontato da 0-40 prima di mancare una palla game a causa di un dritto uscito di poco e di cedere il servizio alla quinta occasione utile. Nel secondo set Baldi ha alzato sensibilmente il livello di gioco, vincendo tanti games lottati sul suo servizio grazie ad ottime soluzioni con ambo i fondamentali e a qualche buona discesa a rete che ha colto di sorpresa il tedesco, che dal canto suo ha sempre servito in maniera efficace garantendosi un paio di punti “gratuiti” ogni game di battuta. Sul 5-5 Baldi subisce un break che sembrava condannarlo alla sconfitta, a causa di un doppio fallo e di qualche colpo in difesa lungo di poco, ma nel game successivo grazie a due punti vinti in strenua difesa è riuscito ad allungare il set al tie break, nel quale ancora una volta si è arrivati punto a punto, senza minibreak fino al 5-6. Sul match point purtroppo a Filippo non è entrata la prima di servizio e sulla seconda dell’italiano Kamke ha messo i piedi in campo e ha comandato lo scambio chiuso con un potente rovescio lungolinea sul quale l’italiano non ha potuto far nulla.

Sconfitte nette per Napolitano e Paolini – Due match diversi per gli altri due italiani impegnati quest’oggi, ma che finiscono con lo stesso esito, ossia una sconfitta in due set abbastanza netti ai danni dei nostri portacolori. Stefano Napolitano sin dall’inizio è entrato in campo sfavorito in quanto sappiamo bene che Hyeon Chung, anche se non al meglio della condizione fisica, è un avversario che con le qualificazioni di uno Slam c’entra poco come ha dimostrato appena 20 mesi fa in Australia raggiungeva le semifinali. Sin dall’inizio non ha dato l’impressione di crederci molto e si è fatto innervosire rapidamente dagli errori in cui incappava quando provava ad accelerare per uscire dallo scambio, siccome il ritmo del coreano da fondo era abbastanza duro da sostenere per Stefano. Lo score finale recita 6-2 6-3, con qualche game lottato ma senza che l’italiano abbia mai dato l’impressione di poter ribaltare il match. 
Diversa la situazione di Jasmine Paolini che, nei primi games, sembrava poter vincere ogni scambio lungo e avere la meglio della sua avversaria, molto più efficace con i colpi di inizio gioco. Servizio e risposta son state le chiavi di un match nel quale la Ruse, dal 3-2 sotto, ha ridotto gli errori mentre Jasmine ha diminuito sensibilmente la percentuale di prime in campo consentendo alla rumena di far male già in risposta. Il match sembrava poter girare nuovamente in favore dell’italiana quando, nel secondo set, sotto 2-0 40-15 vinceva un combattutissimo game in risposta strappando per la prima volta il servizio all’avversaria, ma nel gioco successivo nonostante la rimonta da 0-40 e un dritto non impossibile sbagliato su palla game, ha perso nuovamente il servizio e la strada per Ruse da quel punto in poi è stata proprio in discesa.

Fuori Sugita e Mahut – Tra gli stranieri impegnati in gara escono due tra i nomi più altisonanti di queste qualificazioni: il primo è il giapponese Yuichi Sugita, ex top40 che nelle ultime settimane aveva conquistato due tornei challenger, sorpreso dalla giovane WC locale Jenson Brooksby autore di un match solidissimo concluso in due tie break. Il secondo è Nicolas Mahut, all’ultima stagione da professionista ha regalato ancora una volta spettacolo con un match di livello altissimo perso solamente 6-3 al terzo da Dominik Koepfer. Al femminile bella prestazione di Taylor Townsend che supera in rimonta Veronica Cepede Royg, mentre continua l’ascesa di Varvara Gracheva e Elena Rybakina che arrivano senza problemi al turno decisivo. Fuori Liudmilla Samsonova, cresciuta in Italia ma tornata da un anno a rappresentare la Russia, che viene sconfitta in due tie break dall’australiana Fourlis.

 

I risultati degli azzurri

[29] H. Chung b. S. Napolitano 6-2 6-3
T. Kamke b. F. Baldi 6-4 7-6(5)
E. G. Ruse b. [14] J. Paolini 6-3 6-1

 Le sfide degli azzurri impegnati domani

S. Caruso – L. Rosol
P. Lorenzi – E. Couacaud
A. Giannessi – C. Lestienne
J. Sinner –  V. Galovic

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ATP

Qualificazioni US Open, day 2: Sinner dominante. Avanti Giannessi e Caruso

Sei vittorie e sette sconfitte per i tennisti azzurri impegnati nelle qualificazioni a Flushing Meadows

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Jannik Sinner - Lexington 2019 (via Twitter, @ATPchallenger)

Dal nostro inviato a New York

Parte bene la seconda avventura nelle qualificazioni Slam da parte di Jannik Sinner con una netta vittoria per 6-1 6-0 sul connazionale Matteo Viola. Ottima vittoria in rimonta da parte di Alessandro Giannessi contro l’americano Jeffrey John Wolf, più volte vicino a chiudere la sfida in due parziali. Facile vittoria di Caruso ai danni del coreano Yunseong Chung, al quale Salvatore ha concesso solo due games, mentre due parziali più lottati son stati necessari a Lorenzi per regolare Lopez Perez. Esce di scena in due parziali Gianluca Mager mentre grosso rammarico per Lorenzo Giustino che spreca delle grosse occasioni contro l’esperto Garcia Lopez prima di cedere nettamente al terzo set.

Sinner, avanti tutta – Son bastati appena 47 minuti al tennista altoatesino per vincere il primo match in carriera a livello Slam con un netto 6-1 6-0 ai danni di un Matteo Viola apparso sempre in balia del suo giovane avversario. La chiave di tutto il match per Jannik è stata la risposta con la quale è riuscito a comandare quasi sempre gli scambi anche nei games dove a servire era Viola. Notevole anche la profondità dei colpi e la pesantezza di palla di Sinner e quando Viola ha provato a spostarsi in avanti per anticipare la risposta alla seconda di Jannik, lui, intelligentemente, nel secondo set ha usato molto di più il kick mandando fuori giri il tennista nativo di Mestre. Unico piccolo difetto della partita, prontamente appuntato dallo staff di Bordighera presente a bordocampo, il rovescio colpito su palle molto basse e insidiose che proponeva Viola sulla diagonale sinistra del campo e che ha causato qualche grattacapo a Jannik non sempre capace di piegarsi a sufficienza per accompagnare la palla dall’altro parte della rete. Rimane una prestazione ottima di Sinner, che colpisce ogni giorno di più per la maturità con cui indipendentemente dal punteggio mantiene elevata sempre la soglia dell’attenzione e del gioco, continuando ad incitarsi o a rimproverarsi anche a match in pugno. Adesso ad attenderlo al secondo turno ci sarà il croato Galovic mentre si registra nella sua zona di tabellone l’uscita dell’altra testa di serie, Taro Daniel.

 

Sei italiani al secondo turno – Dopo le poco soddisfacenti due vittorie su sei match disputati ieri tra i nostri portacolori, il secondo giorno di qualificazioni sorride maggiormente agli italiani che dopo Baldi, Napolitano e appunto Sinner portano anche Giannessi, Caruso e Lorenzi al secondo turno del tabellone cadetto.

Ottima prova di carattere da parte di Alessandro Giannessi che dopo un primo set sfuggito via troppo velocemente ed un inizio traballante di secondo con Wolf sempre in comando del gioco, che si issava sino al 6-2 3-1 con diverse chances di 4-1, qualcosa è girato con il mancino di La Spezia che piano piano ha iniziato a ridurre al minimo gli errori, approfittando del calo progressivo di Wolf che non riusciva a sfruttare nemmeno l’occasione di servire per il match sopra 5-4 30-0. Dopo aver riagganciato l’avversario sul 5-5 nel secondo set, Giannessi ha acquistato sempre di più fiducia mentre Wolf non è riuscito più a esprimere il suo tennis d’attacco, iniziando a subire l’iniziativa da parte dell’italiano e incappando in eccessivi gratuiti che han permesso al tennista ligure di vincere col punteggio finale di 2-6 7-5 6-2. Al secondo turno Giannessi affronterà Lestienne che ha superato il tedesco Bachinger in tre set lottatissimi.

Molto solida la prestazione da parte di Salvatore Caruso che si è liberato di Yunseong Chung col nettissimo punteggio di 6-0 6-2 in appena 48 minuti. Zero palle break concesse da parte del tennista di Avola che ha servito con il 76% di prime in campo e ha risposto con continuità ai servizi dell’asiatico che è sembrato davvero non avere armi contro la grande solidità di Caruso che dimostra ancora una volta la sua efficacia nelle qualificazioni Slam: adesso ad attenderlo ci sarà Lukas Rosol vincente in tre set su Blaz Rola. 
Vince in due set anche Paolo Lorenzi sullo spagnolo Enrique Lopez Perez grazie ad una prestazione molto solida e ad una grossa caparbietà nell’annullare le tante chance di break concesse al suo avversario, ben otto, concentrate tra il finale di primo set e l’inizio di secondo. Dopo aver tenuto un vitale undicesimo game sul 5-5 del primo set da 0-40, Lorenzi nel game successivo ha breakkato l’iberico approfittando di qualche errore col dritto da parte di Lopez Perez, apparso sempre nervoso e mai realmente in grado di ribaltare la partita, nonostante il servizio nel secondo set di Lorenzi sia apparso molto discontinuo con una percentuale di prime inferiore al 50%. Ostica sfida lo attende al secondo turno contro il francese Couacaud, che rappresenta comunque un avversario non banale sui campi secondari piuttosto rapidi di Flushing Meadows.

Fuori Giustino e Mager – Spreca tante occasioni un ottimo Lorenzo Giustino autore di un set e mezzo di altissimo livello contro l’ex top25 Guillermo Garcia Lopez. Dopo un primo set nel quale è partito bene e ha annullato diverse chance di rientro al suo avversario, i games centrali del secondo set sono stati di livello altissimo con Giustino che ha strappato la battuta al suo avversario nel settimo game al termine di un gioco combattutissimo chiuso con un punto vinto in strenua difesa, ma purtroppo vanificato dal controbreak immediato da parte del tennista iberico. Ancora occasioni in un nono gioco del secondo set che purtroppo è decisivo per le sorti della partita: dopo essersi trovato sotto 40-15, grazie a tre accelerazioni imponenti di rovescio Giustino si è procurato una palla break per andare a servire per il match ma, una volta annullata quella, è crollato piano piano sotto il punto di vista della fiducia e si è arreso con lo score di 3-6 7-5 6-2. Garcia Lopez sfiderà al secondo turno Rubin che ha regolato in due rapidi parziali Gianluca Mager, apparso mai realmente in partita a causa di una scarsa efficacia del servizio contrapposta alla grande abilità invece dello statunitense che con la prima di servizio ha perso solamente due punti all’interno di tutto il match.

Jaziri e Halys out, avanti Jung – Tra gli altri match si segnalano le premature uscite di Malek Jaziri e Quentin Halys, entrambi apparsi molto scarichi e usciti sconfitti da Darian King e dallo spagnolo Menendez Maceiras. Vince Jason Jung per 7-5 al terzo nel match più lottato di giornata col pubblico che non è riuscito a portare alla vittoria il mancino Donald Young, promessa mai rispettata del tennis a stelle e strisce.  Pagano le recenti fatiche nel circuito challenger Pedro Sousa e Pedja Krstin, finalisti domenica a Meerbusch che quest’oggi son stati sconfitti in due set rispettivamente da Jiri Vesely e da Akira Santillan.

I risultati degli azzurri

[6] S. Caruso b. Y. Chung 6-0 6-2
[15] P. Lorenzi b. E. Lopez Perez 7-5 6-2
[24] J. Sinner b. M. Viola 6-1 6-0
G. Garcia Lopez b. [21] Lorenzo Giustino 3-6 7-5 6-2
A. Giannessi b. [WC] J. J. Wolf 2-6 7-5 6-2
N. Rubin b. G. Mager 6-3 6-2

Le sfide al secondo turno degli azzurri
S. Napolitano – H. Chung
F. Baldi – T. Kamke
S. Caruso – L. Rosol
P. Lorenzi – E. Couacaud
A. Giannessi – C. Lestienne
J. Sinner – V. Galovic    

Il tabellone completo

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