Nishikori cerca vendetta contro Medvedev a Brisbane

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Nishikori cerca vendetta contro Medvedev a Brisbane

Il 22enne Medvedev ha la meglio su una Tsonga scarico che dura solo un set, Nishikori passeggia su Chardy e si prepara alla rivincita con il russo dopo la sconfitta dello scorso anno nella sua Tokyo

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L’ATP 250 di Brisbane sta ridando un po’ di sorrisi a tanti tennisti alla ricerca di un po’ di continuità dopo lunghi periodi di infortunio. Se Nishikori era stato già in grado di riabilitarsi nella seconda metà di 2018, e il raggiungimento di questa finale non fa che confermare i suoi progressi, ha disputato un buon torneo anche Jo-Wilfried Tsonga, che si è arreso solo in semifinale al sempre più continuo Medvedev.

Ha aperto le danze la testa di serie più alta rimasta in gara, la numero 2 assegnata a Kei Nishikori, che in appena 67 minuti si è sbarazzato del numero 40 del mondo Jeremy Chardy con un doppio 6-2. Il giapponese raggiunge così la 26esima finale della carriera ma non riesce a vincere un titolo dal 2016, avendo collezionato ben nove sconfitte consecutive in finale. Un trend particolarmente negativo che il giapponese dovrà impegnarsi parecchio per interromper, poiché il suo avversario ha dimostrato di aver iniziato il 2019 con lo stesso – ottimo – piglio con il quale aveva scalato la classifica nel finale della scorsa stagione.

A TSONGA NON RIESCE IL MIRACOLO – La sfida generazionale è delle più classiche: la giovane promessa Daniil Medvedev, sulla via della ribalta, opposta al veterano Jo-Wilfiried Tsonga sulla via del tramonto. Il caso ha voluto che i due tennisti in questione, proprio in questo torneo, avessero già sperimentato una dinamica del genere. Il russo infatti, per giungere fin qui, ha battuto tra gli altri l’ex numero 1 Andy Murray, mentre il francese appena il giorno precedente aveva dato vita ad un match spettacolare con il 20enne idolo di casa de Minaur. L’esito dell’incontro si è rivelato in gran parte dipendente dalle condizioni fisiche di Tsonga, al momento ancora un po’ precarie; purtroppo il francese è stato in grado di competere ad alto livello per poco più di un set, aiutato spesso dal formidabile servizio che ha superato frequentemente i 200 km/h.

 

Nel primo parziale è stato Tsonga a passare prepotentemente in vantaggio, salendo 3-0 con tanto di palla del doppio break, ma il russo non si è demoralizzato né ha perso le staffe, bensì ha continuato con il suo gioco piatto e profondo sperando in un calo del suo avversario e non ha dovuto attendere molto. Dopo una partenza lampo, Jo ha subìto una tutto sommato prevedibile involuzione e ben presto la bilancia dei vincenti e dei gratuiti, che inizialmente pendeva vistosamente sui primi, ha invertito rotta.

L’inevitabile tie-break è stata una ripetizione di quanto accaduto nel parziale, con il rammarico ancora più grande per Tsonga di aver avuto due set point vanificati da due accelerazioni di dritto fuori bersaglio (una in corridoio e l’altra sul nastro). Sopra di un set il numero 16 del mondo ha potuto giocare in maniera ancora più sciolta e l’allungo decisivo è arrivato nei game iniziali del secondo parziale. Lo spettacolo comunque non ne ha risentito e il francese, come accaduto nei match precedenti di questa settimana, si è esibito in un paio di passanti di rovescio a una mano da lasciare tutti a bocca aperta. Gemme nel deserto, purtroppo per Tsonga, che vede il suo avversario involarsi e chiudere con un agevole 6-2.

Per la prima volta in carriera, Medvedev batte tre ex top 10 consecutivamente per raggiungere la quinta finale dopo la prima persa nel 2017 e le tre vinte lo scorso anno. L’ultima di queste vittorie, nell’ottobre del 2018, l’ha ottenuta proprio ai danni di Nishikori il quale ce la metterà tutta per vendicare la sconfitta patita nel torneo di casa. Anche Medvedev avrà però una motivazione forte: aggiudicandosi il torneo scavalcherebbe Tsitsipas in classifica per raggiungere la quindicesima posizione, che per lui sarebbe un nuovo best ranking. Sarebbe difficile da mantenere, però, poiché la prossima settimana Medvedev scenderà in campo a Sydney con l’onere della difesa del titolo e dei relativi 250 punti.

Risultati:

[2] K. Nishikori b. J. Chardy 6-2 6-2
[4] D. Medvedev b. J.W. Tsonga 7-6(6) 6-2

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ATP Winston-Salem: Sonego dura solo un set

Dopo un primo set tiratissimo, Lorenzo Sonego crolla contro Pablo Carreno Busta

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Lorenzo Sonego - Kitzbuhel 2019 (foto Felice Calabrò)

Nel Winston Salem Open esce di scena anche l’ultimo rappresentante azzurro che era rimasto in gara in North Carolina. Lorenzo Sonego ha combattuto come un leone contro Pablo Carreno Busta, ex top-10 ancora in fase di rientro dopo una lunga pausa per infortunio, ma dopo aver perso un primo set equilibratissimo ha ceduto mentalmente nel secondo dando via libera all’avversario.

Peccato davvero per il primo set, nel quale Sonego era andato subito in vantaggio di un break sul 3-1 prima che la pioggia interrompesse il match per diverse ore. Alla ripresa infatti è stato ripreso da Carreno Busta, che ha messo ha segno tre giochi consecutivi al rientro in campo ristabilendo la parità. Nel tie-break Sonego si è battuto con grande generosità, superando il disappunto per una chiamata molto dubbia sul 2-5 che ha mandato lo spagnolo a quadruplo set-point: lì Lorenzo è riuscito a recuperare fino al 6-6, ha annullato il quinto set-point sul 6-7 con uno splendido passante di rovescio in corsa, ma alla fine ha pagato un’altra volée non definitiva e, sulla sesta palla set per Carreno Busta, un colpo di palleggio troppo corto su cui si è fatto attaccare.

Purtroppo il match è finito lì: la sconfitta di misura nel primo parziale ha lasciato un solco molto pesante nella testa di Sonego, che perso il servizio nel secondo game dopo avere avuto la palla dell’1-1, non è più riuscito a vincere un game, subendo prima una serie di 12 punti consecutivi e poi finendo per mollare il set 6-0 in soli 26 minuti.

 

Tutti i risultati:

[1] B. Paire b. [15] U. Humbert 3-6 7-6(2) 6-3
[2/WC] D. Shapovalov b. [13] M. Kecmanovic 6-2 6-3
[3] H. Hurckacz b. [16] F. Lopez 6-3 3-1 rit.
[11] P. Carreno Busta b. [7] L. Sonego 7-6(7) 6-0
[10/WC] F. Tiafoe  b. [8] F. Krajinovic 6-2 rit.
S. Johnson b. [12] C. Ruud 6-2 7-6(5)
[14] J. Millman b. R. Haase 6-3 6-4
A. Rublev b. [6] S. Querrey 7-6(4) 7-6(10)

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Shapovalov riparte da Winston-Salem con un nuovo coach: è Mikhail Youzhny

Un alleanza ‘filo-russa’ per tornare in alto. Inizia la collaborazione tra Shapovalov e Youzhny, che di lui disse “È il più interessante dei NextGen”

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Un grande sorriso accompagna la convincente prestazione di Shapovalov a Winston Salem, vincitore per 6-2 6-4 contro l’americano Sandgren. Il canadese non raggiungeva gli ottavi in un torneo da maggio (Lione, sconfitto da Paire) e proverà adesso a vincere due match consecutivi come non gli accade addirittura dal 1000 di Miami, quando venne sconfitto in semifinale dal futuro campione Roger Federer. È stata una grande vittoria” ha commentato a caldo Denis. “Ho cercato di essere aggressivo e di rubargli il tempo. Mi sento carico e pronto per situazioni difficili come il secondo set di oggi”, dove ha avuto 3 palle per il 4-0, prima di trovarsi sotto 3-4 e chiudere 6-4.

Tra le strategie che il giovane canadese (classe 1999) sta mettendo in atto per tornare a brillare, l’ultima riguarda la composizione del suo team. Se ad aprile aveva mollato Steckley per riprendere Adriano Fuorivia, il volto nuovo sui campi di Winston-Salem ha un nome certamente più glamour. Durante la sfida di primo turno, nel suo angolo era infatti presente l’ex numero 8 del mondo Mikhail Youzhny, ritiratosi lo scorso settembre nella ‘sua’ San Pietroburgo, alla sua prima esperienza da coach.

L’inizio di questa collaborazione, appena annunciato, non è del tutto inaspettato. Ad accomunarli c’è il rovescio a una mano come colpo distintivo e l’origine russa (entrambi i genitori di Denis sono nati in Russia), ma anche un generico feeling per quanto riguarda lo stile di gioco. Mikhail aveva infatti espresso il suo apprezzamento per il tennis di Shapovalov già nel 2018. “Ognuno dei giocatori della NextGen è unico nel suo genere. Zverev è quello che ha ottenuto i migliori risultati finora, ma il giocatore che mi piace di più è Shapovalov. Il suo stile è diverso rispetto agli altri, il gioco di Denis è molto più interessante. È mancino, è molto più divertente da vedere in campo“.

C’è curiosità di scoprire se con l’aiuto di un genuino estimatore come Youzhny, che per il momento ha scelto di aiutarlo fino al termine degli US Open, Denis riuscirà a riallinearsi alle aspettative sul suo conto. Il canadese non sta infatti attraversando un periodo brillante. Dopo aver raggiunto il suo best ranking proprio in seguito alla semifinale del Miami Open (numero 20), ha inanellato un misero ruolino di marcia: 5-11 è il bilancio tra vittorie e sconfitte, aggiornato all’esordio vincente di Winston-Salem. Sulla terra ha vinto appena due partite (a Roma e Lione), e addirittura non ne ha vinta nessuna su erba. Tra i giocatori che l’hanno sconfitto compare addirittura tre volte il nome del tedesco Struff.

 

Lorenzo Fattorini

Il tabellone aggiornato di Winston-Salem

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Murray ancora sconfitto a Winston-Salem. “Forse devo scendere di livello”

Dopo la sconfitta contro Tennys Sandgren, l’ex numero uno del mondo sta valutando di riprendere più gradualmente nel circuito challenger. “Ho bisogno di giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco”

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L’ATP 250 di Winston-Salem è sempre più il torneo dei ritorni, benché non tutti troppo felici. Non solo Italia quindi, con il ritorno alla vittoria di Cecchinato e la sconfitta di Seppi coincisa con il rientro in campo di Berdych, ma anche la seconda uscita ufficiale di Andy Murray dopo il traballante comeback di Cincinnati (sconfitto in due set da Gasquet).

L’ex numero uno scozzese ha mostrato qualche timido miglioramento, ma non è riuscito a evitare un’altra sconfitta contro Tennys Sandgren. Lo statunitense ha incanalato l’incontro dalla sua parte vincendo al tie-break un set lunghissimo, da ben 75 minuti, ma quando era ormai sul punto di chiedere (5-4 e servizio nel secondo) ha subito la reazione di Andy. Un fuoco di paglia in realtà, della durata di un solo game, perché Sandgren ha poi piazzato l’allungo decisivo per chiudere 7-5.

C’era una grande atmosfera e tutti erano molto eccitati“, ha detto Sandgren a fine partita. “Ovviamente la carriera di Andy parla per lui, per me è un onore essere qui e poter competere con lui. L’incontro è stato molto lottato. Il primo set avrebbe potuto finire in qualsiasi modo, vincerlo è stato un sollievo, ma anche il secondo è stato lungo è tirato“. Murray si è comunque detto soddisfatto della sua prestazione: “Alcune cose sono andate meglio, stasera. Ho colpito in modo più pulito, forse, rispetto a Cincinnati e sento di essermi mosso meglio, per esempio per rincorrere alcune palle corte come non era accaduto una settimana fa. Fisicamente mi sento bene, non provo dolore né fastidio. Solo un po’ di stanchezza in più del solito. Sono consapevole del mio livello attuale ma è necessario che migliori. Forse ho bisogno di scendere di categoria, per giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco prima di tornare nel Tour“.

L’intenzione di Murray dunque, neanche troppo latente, sembra quella di valutare un paio di puntate nel circuito challenger prima di ributtarsi nella mischia. L’unico challenger sul veloce della prossima settimana è il Rafa Nadal Open Banc Sabadell di Maiorca, poi comincerà un mini-swing asiatico da tre settimane. L’alternativa è restare negli Stati Uniti, che nello stesso lasso temporale propone i challenger di New Haven, Cary e Columbus.

Il tabellone completo di Winston-Salem

 

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