Tsitsipas ci crede: "A Toronto mi sono sentito vicino a battere Nadal"

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Tsitsipas ci crede: “A Toronto mi sono sentito vicino a battere Nadal”

Sempre molto loquace in conferenza, il greco si gode il momento e prepara la super-semifinale con Nadal. “Dopo la partita di Toronto ho sentito di capire meglio quello che fa in campo”

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Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

L’Australia sembra la nuova patria tennistica della Next Generation. Lo scorso anno in semifinale a Melbourne arrivò Hyeon Chung, fresco vincitore della prima edizione delle Next Gen ATP Finals. Quest’anno lo ha imitato Stefanos Tsitsipas – agli antipodi come tennis e come spigliatezza davanti ai microfoni rispetto al coreano – che nell’albo d’oro dell’evento milanese ha fatto aggiungere il proprio nome giusto lo scorso novembre.

Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Le semifinali Slam erano il mio obiettivo per questa stagione” ha rivelato Tsitsipas dopo il successo in quattro set su Roberto Bautista Agut. In conferenza stampa lo hanno incalzato con una provocazione: perché soltanto le semifinali? “È il primo passo. Si parte da lì e si va avanti” ha risposto lui, pragmatico. “Sono contento di aver raggiunto già l’obiettivo, ma ora voglio andare più a fondo. Il risultato di adesso è il minimo, lo chiamerei così“. Per raggiungere quella semifinale degli Australian Open 2018, Chung sconfisse nettamente Novak Djokovic in quello che venne definito uno scontro tra il campione e la sua versione “ringiovanita”, o “clonata”. In un certo senso domenica è successa la stessa cosa a Tsitsipas, capace (anzi, capacissimo) di fermare la striscia di diciotto vittorie consecutive di Roger Federer sulla Rod Laver Arena.

Il passo più difficile è sempre quello dopo, però, soprattutto perché a una età così giovane è facile essere travolti dall’eccesso di conseguenze positive di un successo del genere. I paragoni con il Federer-Sampras di Wimbledon 2001, ad esempio, erano su tutti i giornali. Invece Tsitsipas, dopo l’attimo di incredulità on court, è stato molto bravo a tapparsi occhi e orecchie per concentrarsi soltanto sull’impegno successivo, superato con una prestazione convincente. “La notte dopo non riuscivo a prendere sonno” ha spiegato, ma era una insonnia dovuta alla preoccupazione di dover affrontare un nuovo avversario (oltre che a un doloretto all’alluce). “La vittoria su Federer è stata molto importante, ha giocato un ruolo enorme nella mia immagine pubblica, ma io sapevo che la sfida più grande era l’incontro di oggi, quello in cui dovevo confermarmi“.

 

Dal match point contro Federer, il cellulare di Tsitsipas non ha smesso di vibrare neppure un momento: amici, parenti, colleghi del circuito e persino celebrità (greche) lo hanno tempestato di messaggi. Lui, che è di gran lunga il più spigliato come presenza virtuale tra tutti i Next Gen, ha però preferito rinviare le risposte alla conclusione del torneo. Sa bene che la sua dimestichezza con tecnologia, social e mezzi di comunicazione – ha un account YouTube sul quale tiene un blog sotto forma di video, e una seconda pagina Instagram sotto pseudonimo in cui si diletta di fotografia – è un di più, uno svago utile a ridimensionare il tennis e le sue forti emozioni. “Ho iniziato lo scorso anno, quando mi sentivo giù. Mi hanno fatto sentire meglio, perché ho capito che tutti hanno degli altri talenti che non conoscono. Ha allentato la tensione su di me“. Secondo Tsitsipas, la cosa più soddisfacente è “creare”. Sia con la videocamera sia con la cara vecchia racchetta da tennis, con la quale sta dando gioia non solo ai fanatici del rovescio a una mano, ma anche ai suoi tanti connazionali sparsi per il mondo.

Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

E pensare che questi Australian Open Tsitsipas avrebbe potuto giocarli da tennista di casa, in un clima ancor più caldo di quello creato dalla enorme (e rumorosa!) comunità greca di Melbourne. Pat Cash ha rivelato al Sunday Times che anni fa c’erano stati dei contatti tra il padre di Stefanos, Apostolos Tsitsipas, e Tennis Australia, mirati a una “adozione” del talentino. Anzi, sarebbe più corretto parlare di acquisto: tutti i cambi di nazionalità degli ultimi anni sono arrivati nel segno di quelle opportunità sportive, economiche, logistiche che soltanto le grandi federazioni possono offrire.

Il tennis degli ultimi trent’anni ne ha visti di cognomi greci, da Sampras a Kyrgios passando per Philippoussis. Nessuno di questi portava però a fianco la bandierina ellenica. Tsitsipas invece, nonostante la Grecia non abbia tradizione tennistica e sia scarsamente dotata di fondi, ha preferito rimanere fedele alla propria patria e a quella del padre (la madre è russa). “Tennis Australia è una grande federazione, mi avrebbe offerto un supporto enorme, ma giocare per il mio Paese è il più grande onore che io abbia mai avuto. Le trattative non sono mai state troppo avanzate“. Un peccato, ha commentato un giornalista locale. “Un peccato magari per loro” ha subito ribattuto Tsitsipas, “io sono orgoglioso di essere greco e di rappresentare la mia bandiera“. Del resto i soldi, con prestazioni come quelle recenti, non saranno un problema.

Viaggia ancora con la famiglia, con il padre a fargli da coach, ma per crescere Stefanos si è avvalso dei consigli di Patrick Mouratoglou, l’attuale allenatore di Serena Williams. Alla Mouratoglou Tennis Academy, in Costa Azzurra, Tsitsipas ha svolto numerosi cicli di allenamento e ancora oggi si avvale dei consigli di “The Coach”, come viene chiamato nella sua rubrica su Eurosport. “Penso che sia uno dei migliori allenatori che ho conosciuto finora in vita mia” ha detto Tsitsipas di lui. “Mi trasmette molta fiducia nel mio gioco. In realtà non parla molto, ma ogni cosa che dice è così giusta e così calzante che se faccio come dice, la maggior parte delle volte funziona. Alcune persone hanno questa capacità di essere dirette, senza parlare troppo di questo o di quello, che può finire per confonderti. Lo ammiro molto anche per questa ragione“.

Chissà cosa gli consiglierà in vista della semifinale, dove Tsitsipas affronterà Rafael Nadal. Lo spagnolo non ha ancora ceduto un solo set in tutto il torneo, e ha inflitto lezioni piuttosto dure ad altri due Next Gen come Alex De Minaur e Frances Tiafoe. Tsitsipas sa di cosa si tratta, visto che ha già due precedenti con lo spagnolo (entrambi in finali, perse a Barcellona e alla Rogers Cup). Ma se su terra ammette candidamente che non c’è storia, sul cemento dice di sentire di avere le sue opportunità. “Mi sono sentito vicino a batterlo a Toronto, nonostante il punteggio di 6-2 7-6. Ricordo di essere tornato negli spogliatoi promettendo a me stesso che la volta successiva contro di lui avrei fatto molto meglio. Ho sentito di capire meglio quello che fa in campo, dopo quell’incontro. Sarà interessante, penso di poter fare bene“. Lo chiameremo Tsidal?

Rafa Nadal e Stefanos Tsitsipas – Rogers Cup 2018 (foto via Twitter, @rogerscup)

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Australian Open

Australian Open, quali: grande Cocciaretto, fuori Musetti, Giustino e Viola

Primo tabellone principale Slam per Elisabetta: “Il torneo però inizia solo adesso”. Avrà Kerber. Sconfitti tutti i ragazzi, rimpianti soprattutto per i due Lorenzo. In totale, avremo 12 tennisti nel main draw: 8 uomini e 4 donne

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da Melbourne, il nostro inviato

E. Cocciaretto b. [23] T. Martincova 6-2 6-1

Non la vedevo giocare da diversi mesi, e la prima cosa che mi è balzata all’occhio di Elisabetta Cocciaretto versione 2020 è una pesantezza di palla in generale notevolmente aumentata. Servizio, dritto, il solito gran bel rovescio non solo filano bene, ma fanno anche male alle avversarie. La ceca Tereza Martincova, brava ma nulla di speciale, non può nulla contro l’intelligente gioco dell’azzurra, che dopo uno scambio di break all’inizio della partita, va via liscia con una serie di 11 game a uno, poco altro da raccontare del match di oggi sul campo 22. Visibilmente soddisfatta Tathiana Garbin in tribuna, raggiante Elisabetta che si presenta con merito nel tabellone principale di Melbourne.

“Avevo giocato – e vinto – con Coco Gauff il primo turno junior sullo stesso campo due anni fa, si vede che era un buon segno! Sì, la palla mi viaggia di più, ci ho lavorando tanto col mio coach, anche il servizio è più incisivo. Devo volare basso però, ho fatto una buona cosa, ma il torneo inizia adesso. Fisicamente non mi sentivo pronta per competere sul veloce a questi livelli, è lì che ho migliorato, mi alleno tutti i giorni indipendentemente dal torneo. Credo sia partito tutto da Auckland, dove all’inizio ero un po’ spaesata, ma cerco di copiare dalle più forti. Passo molto tempo con Lorenzo Musetti, abbiamo fatto tanti tornei junior insieme, e con il suo coach Tartarini insieme al mio. Fausto Scolari, il mio allenatore, è bravissimo, mi aiuta ad affrontare l’ambiente più da professionista, a essere ordinata anche fuori dal campo. Devo giocare lottando punto dopo punto, le mie leve non sono mica quelle della Kvitova!”.

Per Cocciaretto tanta fiducia, e 56.000 euro in saccoccia, che fastidio di sicuro non danno. Più una classifica quasi garantita di 150 WTA circa, un anno fa era fuori dalle 700. E come dice lei stessa, il torneo inizia adesso. Purtroppo, il sorteggio non è stato benevolo: le toccherà Angelique Kerber, campionessa qui nel 2016, numero 1 WTA nel 2017, testa di serie numero 17, sarà durissima.

T. Griekspoor b. [WC] L. Musetti 6-4 7-6(8)

Partita dura e difficile per Lorenzo Musetti, che ce la mette tutta, ma deve arrendersi all’olandese Tallon Griekspoor. Il 23enne residente ad Amsterdam, 175 ATP, è un onestissimo picchiatore, che mette in campo una differenza di 10 chili rispetto all’azzurro (85 contro 75), serve bene e attacca con coraggio. In particolare la pesantezza delle rotazioni in kick del servizio sul rovescio mette in seria difficoltà Lorenzo, che spesso cede campo senza riuscire a incidere all’inizio dello scambio. Un break subìto nel quinto game costa carissimo a Musetti, che perde il primo set, dopo essersi visto annullare da un buon servizio una palla del contro-break. Nel secondo set i due procedono appaiati, senza mettere in pericolo i turni di battuta dell’avversario, è molto bravo Tallon a salvare un set point sul 5-6 con una volée di rovescio.

Si va al tie break, Musetti annulla con personalità un match-point, si vede annullare con un ottimo attacco un secondo set-point, e alla fine – dopo aver cancellato un secondo match-point – consegna il match a Griekspoor con un errore di dritto. In generale, Lorenzo gioca bene, manovra con talento e belle esecuzioni sia da fondo che in avanti, ma l’impressione è stata che in tante circostanze abbia subito stando troppo indietro le mazzate dell’olandese. Dispiace, ma sono esperienze importanti, di cui sicuramente, con l’aiuto di coach Tartarini, Musetti saprà far tesoro in futuro. Rispetto all’anno scorso, vedendolo di lato soprattutto, è evidente il progresso in termini di potenza e velocità di palla, oggi è andata male per una manciata di punti, ma il livello è alto e potrà crescere ancora.

 

A. Tabilo b. M. Viola 6-2 6-3

Delusione per Matteo Viola, che sull’assolato campo 19 cede in modo piuttosto netto al pimpante mancino cileno Alejandro Tabilo. Il 32enne veneto (di Mestre), accompagnato da coach Marco Cepile, non riesce praticamente mai ad aggredire l’avversario in risposta. “Che fastidio che mi dà“, si lamenta Matteo affrontando le rotazioni della battuta di Alejandro. Sullo scambio il veneto tiene anche bene, piazzando qualche buona soluzione in anticipo, ma parecchi dei punti più importanti li incassa Tabilo, che onestamente si merita la vittoria finale. Peccato per Viola, giocatore di talento che sarebbe davvero bello veder fare un salto di qualità in termini di risultati almeno verso la fine della carriera.

M. Trungelliti b. L. Giustino 6-2 1-6 7-6(10-4)

Match quasi speculare nei primi due parziali tra Lorenzo Giustino e l’argentino Marco Trungelliti. I due oggi giocano in modo abbastanza simile tatticamente, servizi buoni, spinta di dritto, manovra e qualche accelerazione di rovescio. Nel primo set, Lorenzo sbaglia qualche palla di troppo in momenti delicati (almeno un paio di brutti dritti volati via), e va sotto 6-2 senza grande lotta. Nel secondo, la situazione si inverte, l’azzurro sale di livello, Marco commette diversi gratuiti, ed è 6-1 per Giustino, la qualificazione si decide al terzo.

Sull’1-1 Trungelliti annulla tre palle break consecutive, altre 2 sul 3-3, una sesta sul 4-4, mantre Giustino non ne concede nemmeno una: però il risultato è un tie-break decisivo, a 10 punti, e per l’azzurro è difficile psicologicamente esserci arrivato dopo tante occasioni sfumate (anche per merito dell’avversario, s’intende). Infatti l’argentino scappa subito 4-0, poi 7-3, è dura. Tra i “forza Marco” e i “vai Lorenzo” del campo 19 sembra un derby, a tratti. Giustino purtroppo commette altri errori, sia in spinta col dritto che in risposta col rovescio, Trungelliti sale 9-4, e grazie a uno smash steccato dall’italiano si prende la qualificazione. Bravo lo stesso Lorenzo, ma non aver concretizzato di più nel terzo set, come si dice in gergo, fa davvero rosicare. Bello l’abbraccio finale tra i due, sono entrambi ragazzi simpatici e si vede.

Tabellone maschile (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)
Tabellone femminile (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)

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Australian Open

Australian Open, qualificazioni: Musetti e Cocciaretto col piglio da grandi

Avanti i due baby azzurri. Lorenzo al secondo turno contro Copil, Elisabetta approda al turno decisivo insieme a Trevisan, Gatto-Monticone e Viola. Cadono Errani e Lorenzi

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Lorenzo Musetti all'Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Tre vittorie e quattro ko per gli azzurri impegnati nella notte italiana. Il tabellone delle qualificazioni non risulta allineato, dopo i rinvii per pioggia del day 2. All’esordio, ha onorato la wild card Lorenzo Musetti. Il campione dell’Australian Open junior del 2019 ci ha messo appena 44 minuti per liberarsi dell’israeliano Amir Weintraub, trentatreenne senza classifica che ha preso il posto di Hyeon Chung dopo il forfait del sudcoreano. Coefficiente di difficoltà decisamente più alto per il prossimo impegno: sulla strada del carrarino (classe 2002) ci sarà Marius Copil (151 ATP). Ha superato il primo step anche Lorenzo Giustino, che ha avuto bisogno di un’ora e mezza per liberarsi in due set del cinese Yan Bai (218 del mondo) e se la vedrà adesso con il tedesco Yannick Maden, 18esima testa di serie. Primo turno letale invece per Stefano Napolitano (222 ATP) che non è riuscito a sovvertire il pronostico contro Facundo Bagnis: 6-3 6-4 per l’argentino, 135 del ranking, spinto da otto ace e dal 75% di prime in campo.

Sono caduti invece al secondo turno Roberto Marcora, Gianluca Mager e Paolo Lorenzi. Proprio il senese, al termine di tre ore di battaglia tra veterani, ha dovuto arrendersi a Lukas Rosol perdendo il servizio all’ultimo game di un terzo set terminato sul 7-5 per il ceco. Appena sei i giochi conquistati da Marcora, che ha perso quattro volte il servizio contro lo slovacco Norbert Gombos (decima testa di serie). Qualche rimpianto in più può nutrirlo Mager, tredicesimo del seeding: il sanremese aveva recuperato un set di svantaggio a Max Purcell, senza però riuscire a sovvertire il fattore campo nel parziale decisivo (nel conteggio complessivo, hanno pesato i sette doppi falli). L’unico già arrivato al punto di giocarsi un posto nel main draw è Matteo Viola, emerso dopo due set combattuti spalla a spalla con il francese Janvier (201 ATP) più avanti di lui nel ranking di 30 posizioni. L’incrocio decisivo sarà con il cileno Alejandro Tabilo (numero 208 del mondo).

I risultati degli italiani:

1° T: [24] F. Bagnis b. S. Napolitano 6-3 6-4
1° T: L. Giustino b. Y. Bai 6-3 7-5
1° T: [WC] L. Musetti b. [ALT] A. Weintraub 6-2 6-1
2° T: L. Rosol b. [12] P. Lorenzi 6-7(4) 7-6(9) 7-5
2° T: M. Purcell b. [13] G. Mager 6-3 4-6 6-4
2° T: [10] N. Gombos b. R. Marcora 6-2 6-4
2° T: M. Viola b. M. Janvier 7-6(6) 6-4

Il tabellone delle quali maschili (con tutti i risultati aggiornati)

C’era attesa per il debutto di Sara Errani, che però non ce l’ha fatta a superare la ventunenne russa Anna Kalinskaya, 108 del mondo. Andamento del match altalenante: l’azzurra ha perso 6-2 il primo e il terzo set, prendendosi però il secondo con un netto 6-1. Abbiamo però tre nostre tenniste pronte a giocarsi la sfida decisiva. Melbourne Park galvanizza Elisabetta Cocciaretto, al debutto Slam tra le grandi dopo la semifinale junior nel 2018. La marchigiana, in un’ora scarsa, ha lasciato appena quattro game a Francesca Di Lorenzo (14 del seeding) e sfiderà la ceca Tereza Martincova, numero 132 del ranking e 23esima testa di serie.

Da un quasi derby – per le origini italiane della statunitense – al derby vero che ha visto passare Giulia Gatto-Monticone su Martina Di Giuseppe con un doppio 6-3. La piemontese sfiderà la britannica Harriet Dart (169 del ranking) per centrare quello che sarebbe il terzo main draw di uno Slam nella sua carriera. Ostacolo Genie Bouchard per Martina Trevisan, che si è conquistata l’ultimo gradino delle quali giocando un gran match contro Ysaline Bonaventure: la belga, nona testa di serie, è stata spinta fuori partita da un nettissimo 6-0 6-2. La fiorentina, a 26 anni, sogna la prima volta nel tabellone di un major.

I risultati delle italiane:

1° T: [5] A. Kalinskaya b. S. Errani 6-2 1-6 6-2
2° T: M. Trevisan b. [9] Y. Bonaventure 6-0 6-2
2° T: G. Gatto-Monticone b. M. Di Giuseppe 6-3 6-3
2° T: E. Cocciaretto b. [14] F. Di Lorenzo 6-3 6-1

Il tabellone delle quali femminili (con tutti i risultati aggiornati)

GLI AZZURRI IN CAMPO VENERDÌ (inizio incontri alla mezzanotte)

2° T: L. Giustino vs [18] Y. Maden: campo n. 13, 2° match
3° T: M. Trevisan vs E. Bouchard: 1573 Arena, non prima delle 03:30
2° T: M. Copil vs [WC] L. Musetti: campo n. 15, 3° match
3° T: H. Dart vs G. Gatto-Monticone: campo n. 5, non prima delle 05

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Australian Open

Australian Open, qualificazioni: fuori Gaio e Giannessi, poi la pioggia ferma tutto

Dopo il fumo arriva la pioggia a fermare il programma con soli 16 incontri portati a termine. Maxi programma giovedì (80 incontri) e dodici italiani in campo

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Il tabellone delle quali femminili (con tutti i risultati aggiornati)
Il tabellone delle quali maschili (con tutti i risultati aggiornati)

Altra giornata difficile per l’Australia e di conseguenza anche per le qualificazione degli Australian Open 2020. Prima il solito fumo ha costretto gli organizzatori a ritardare l’inizio dei match, poi è intervenuta la pioggia che ha fatto calare il sipario sulla giornata di gioco quando si erano conclusi appena 16 incontri su 64 programmati. Al di là dei problemi organizzativi derivanti da un rinvio così massiccio, la pioggia potrebbe recare grande giovamento alle regioni martoriate dagli incendi, abbassando le temperature e “ripulendo” in parte l’aria fortemente inquinata dal fumo.

Tra le partite giunte al termine ci sono anche quelle di due italiani, Federico Gaio e Alessandro Giannessi, entrambi sconfitti. Gaio ha ceduto in due set al belga Kimmer Coppejans dopo un’ora e mezza di partita. Purtroppo c’è stata lotta solamente nel primo parziale con l’azzurro bravo a recuperare il break di svantaggio quando il belga stava ormai servendo per il set sul 5-3. Nel tie break, Gaio, sotto 0-4, ha rimontato fino al 4-4, ma ha poi ceduto gli ultimi tre punti e con essi il parziale. Il secondo set è stato dominato da Coppejans che in 28 minuti ha rifilato all’italiano un severo bagel e si è assicurato il passaggio del turno. Molto più lottata invece la sfida tra Giannessi e Duckhee Lee, durata oltre tre ore e conclusasi solo al super tiebreak (ricordiamo che dal 2019 all’Australian Open sul 6-6 nel set decisivo si gioca un tiebreak a 10 punti in luogo del classico a 7). L’azzurro, infuriato per un medical time out dell’avversario, ha sciupato un vantaggio di 6-1, finendo col vincere solamente uno dei successivi dieci punti (qui il resoconto completo di quanto accaduto).

Nella giornata di giovedì dunque si recupereranno tutti i match sospesi o neanche iniziati all’interno di un maxi programma di gioco che comprende ben 80 incontri. Undici di questi match vedranno impegnati tennisti e tenniste italiane, incluso un derby, quello tra Giulia Gatto-Monticone e Martina Di Giuseppe.

GLI AZZURRI IN CAMPO GIOVEDÌ (inizio incontri alla mezzanotte)

S. Napolitano vs [24] F. Bagnis: 1° match sul campo n. 12
L. Giustino vs Y. Bai: 1° match sul campo n. 15
[WC] L. Musetti vs [ALT] A. Weintraub: 2° match sul campo n. 12
[5] A. Kalinskaya vs S. Errani: 3° match sulla 1573 Arena
[12] P. Lorenzi vs L. Rosol: 4° match sulla 1573 Arena
[13] G. Mager vs M. Purcell: 5° match sul campo n. 8
[10] N. Gombos vs R. Marcora: 5° match sul campo n. 11
[9] Y. Bonaventure vs M. Trevisan: 5° match sul campo n. 14
G. Gatto-Monticone vs M. Di Giuseppe: 6° match sul campo n. 11
M. Janvier vs M. Viola: 6° match sul campo n. 12
[14] F. Di Lorenzo vs E. Cocciaretto: non prima delle 08, campo da stabilire

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