Australian Open 2019, il video del Day 12: sarà ancora Djokovic contro Nadal

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Australian Open 2019, il video del Day 12: sarà ancora Djokovic contro Nadal

Presented by Barilla – Cosa è successo nel Day 12 dell’Australian Open 2019? Ce lo raccontano il Direttore insieme a Vanni Gibertini (in italiano) e Barry Flatman del Sunday Times (in inglese)

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Jaziri spera di non giocare con Djokovic… e lo trova

Jaziri si lamenta bonariamente di pescare solo numeri 1 a Dubai… e l’urna lo accoppia con Nole

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Simpatico siparietto quello avvenuto a Dubai durante la presentazione dei sorteggi. Il tunisino Malek Jaziri, wild card, aveva infatti scherzato prima del sorteggio con i presenti in sala. “Spero che quest’anno il sorteggio sia benevolo con me. Di solito gioco sempre con teste di serie qui, ho giocato con Roger, ho giocato con Djokovic...”.

E con chi è stato sorteggiato il tennista tunisino? Proprio contro Novak Djokovic, causando le grasse risate dei tennisti in sala e ridendo egli stesso, anche se in modo agrodolce.

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Nadal crea il giocatore perfetto: il dritto di Federer e il rovescio di Djokovic. Di suo che ci mette?

Per costruire il tennista ideale, Rafa prende in prestito da Roger non solo il dritto. Condizione fisica, servizio e mentalità. Tutte le scelte di Nadal

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Rafa Nadal - ATP Cup 2020 (via Twitter, ATPCup)

La principale testata sportiva della zona medio-orientale e nord-africana Sport360 ha colto l’occasione, in una video-intervista, per chiedere a Rafael Nadal di costruire il suo giocatore ideale. Un paio di anni fa Andy Murray rispose allo stesso quesito e si trovano molte somiglianze con le scelte fatte dal suo collega maiorchino, in primis per quel che riguarda dritto e rovescio.

Nadal fa subito il nome del numero 1 mondiale Novak Djokovic parlando a proposito del rovescio: “Può sia difendere che attaccare molto bene, molto vicino alle linee, in pratica ha tutte le opzioni possibili”. Discorso simile fatto nei confronti del dritto di Roger Federer: “Lui è capace di colpire la palla con molto anticipo, di creare vincenti da tutte le parti, e gioca sia piatto che con rotazione”. Alla domanda sul servizio si lascia andare in un piccolo sorrisetto e il nome che fa è quello di Ivo Karlovic. “Il problema con Ivo è che quando serve bene, e gli capita quasi ogni giorno della sua vita, è quasi impossibile rispondere con la palline che vanno lontanissimo. È come un rigore nel calcio ma ancora più difficile“.

Dopo gli aspetti prettamente tennistici la conversazione si sposta su quelli caratteriali e dopo qualche attimo di riflessione (e una scrollata di spalle) Nadal ammette che sceglierebbe la sua determinazione, il suo cuore, giustificandola così: “Credo di aver avuto la giusta determinazione durante tutta la mia carriera; dopo tutti quegli infortuni avuti sono stato in grado di continuare ad allenarmi con passione, a raggiungere tutti i miei obiettivi e lottare in ogni singola partita”. Per quanto riguarda la condizione atletica invece, la scelta è ricaduta su Dominic Thiem. L’austriaco deve averlo sicuramente impressionato nei loro ultimi confronti e lui stesso ne aveva già riconosciuto i meriti dopo la semifinale persa in Australia. Sulla velocità non c’è molto da pensarci su: Rafa vota Gael Monfils.

Il discorso si fa un po’ più complesso quando Nadal è costretto a scegliere qualcuno con la miglior ‘shot selection’, cioè l’abilità di scegliere il colpo giusto al momento giusto. Il numero 2 del mondo ci riflette e alla fine opta per l’ultimo membro dei big four rimasto fuori: Andy Murray. “In questo caso il talento è importante. Quando hai una buona tecnica e hai delle opzioni che ti permettono di giocare in difesa, in attacco, prendere la rete con lo slice, rispondere aggressivo, a quel punto è più facile scegliere l’opzione giusta. Ma ovviamente anche l’esperienza e il tempo nel tour ti permettono di essere in questa posizione”.

Infine l’atteggiamento che un giocatore ideale dovrebbe avere appartiene a David Ferrer, anche per la sua voglia costante di migliorare ogni aspetto del suo tennis, mentre per quanto riguarda la visione, la scelta ricade ancora su Federer: “Lui gioca molto seguendo l’ispirazione ma è anche rapido a pensare la cosa giusta da fare”. Per qualche mese però Rafa dovrà fare a meno di questa ispirazione.

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Le magie di Herbert che fanno impazzire Marsiglia

Nei due tie-break il francese prima gioca un tweener-lob sul set point, poi risponde con un vincente allo smash di Auger-Aliassime. Il canadese però è centrato, annulla tre match point e vince l’incontro

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Pierre Hugues-Herbert - Marsiglia 2020 (foto Cristina Criswald)

Pierre-Hugues Herbert è stato a un passo da un successo eclatante. Di fronte al suo pubblico, a Marsiglia, ha avuto tre match point nel terzo set (dopo aver preso 6-0 nel primo) per battere Felix Auger-Aliassime. I due hanno giocato una partita splendida e a fare esplodere il Palazzo dello Sport dell’Open 13 sono stati in particolare due punti favolosi del francese. Uno ha messo fine al secondo set, garantendo ai tifosi presenti un’altra ora di divertimento: pallonetto in twenner seguito da una volée vincente.

L’altro è arrivato sul finire del match. 6-6 nel tie-break decisivo, il canadese piazza uno smash non definitivo dal lato del dritto di Herbert, che scocca un tracciante su cui nulla può il suo avversario. Ad avere la meglio sarà però la solidità di Auger-Aliassime, che ha chiuso 11-9 il tie-break.

 

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